Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Martedì, 19 Maggio 2015
Mercoledì, 20 Maggio 2015 00:36

Fabio Curto conquista la finale di The Voice

ACRI Il virtuoso cantante Fabio Curto del Team Facchinetti è tra i finalisti dell'edizione 2015 di The voice of Italy. Con la sua voce travolgente il 27enne di Acri, una laurea in tasca in Scienze politiche con indirizzo in Criminologia, ha stregato il popolo della nota trasmissione di talent musicale in onda su Rai 2 battendo in semi finale Sarah Jane Olog. Il «Bronzo di Riace» – come lo ha definito Piero Pelù – ha fatto commuovere fino alle lacrime il suo coach Roby Facchinetti. L'interpretazione della canzone Emozioni, testo splendido di Mogol passato alla storia grazie alla voce di Lucio Battisti, ha convinto. Così come l'inedito "L'ultimo esame", scritto su misura per Fabio che racconta la sua vita trascorsa come artista di strada tra le piazze di Bologna, la città che di fatto lo ha adottato. È stato premiato sia dal team che ha espresso la sua preferenza con la votazione di 60 punti contro i 40 assegnati a Sarah Jane Olog sia dal pubblico a casa. Quello che ha fatto la vera differenza. Fabio ha ottenuto 143 punti contro i 57 della sua rivale. Una differenza netta che consentono ora a Fabio di continuare la sua avventura a The voice. E chissà a coronare il suo sogno di vincere anche la finale di questa competizione.
Hanno invece lasciato il programma Keeniatta, Sara Vita Felline, Ira Green e Sarah Jane Olog. 
Numerosi gli ospiti che si sono succeduti sul palco del quarto live. Ad aprire lo show una performance del dj producer Robin Schulz, accompagnato dalle 8 voci sulle note del successo dance Prayer in C e del nuovo brano Headlights. Doppietta anche per il cantante R’n’B Jason Derulo, che si è prima esibito insieme ai due talenti del team Noemi in Talk dirty ed ha poi presentato il nuovo singolo Want to want Me. Atmosfere esotiche con Alvaro Soler che ha cantato insieme alle due ragazze del team Ax la hit El mismo sol. La puntata si è conclusa con l’inedita versione piano e voce di Firestone del duo formato da Kygo e Conrad Sewell.

 

 

 

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    Il 27enne originario di Acri ha convinto con la sua performance il pubblico e i critici della nota trasmissione di Rai 2

VIBO VALENTIA I deputati del Pd Ernesto Magorno e Nico Stumpo prendono posizione, con una nota, sulle "notizie relative alle vicende giudiziarie di alcuni candidati in lista per le prossime elezioni comunali a Vibo Valentia". Magorno e Stumpo, in particolare, hanno scritto al prefetto di Vibo, Giovanni Bruno, e, per conoscenza, al ministro dell'Interno, Angelino Alfano. "Le scriviamo - affermano i due deputati del Pd nella lettera al Prefetto - in riferimento alle notizie, riportate dagli organi di stampa, relative alle vicende giudiziarie di alcuni candidati in lista per le prossime elezioni comunali del 31 maggio a Vibo Valentia. In particolare, ci riferiamo alla coalizione, 'Alleanza per Vibo', a sostegno dall'ex magistrato Elio Costa, in cui compaiono due persone che oggi sono in stato di libertà ma che in passato sono finite ai domiciliari perché accusate di concorso in bancarotta fraudolenta nell'ambito delle operazioni 'Tunus' e 'Dura lex'. Non vorremmo che sulle elezioni comunali di Vibo Valentia passi inosservata la questione, assolutamente prioritaria, della 'pulizia delle liste', dell'onestà e dell' integrità morale dei candidati". "Pertanto, con il dovuto rispetto istituzionale - affermano ancora Magorno e Stumpo - le chiediamo se, nell'ambito delle sue competenze, intenda intervenire a riguardo, con la stessa determinazione con cui, a suo tempo, sulla scorta di mere indiscrezioni giornalistiche, decise di convocare il Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza, in merito al presunto condizionamento delle elezioni primarie del centrosinistra avvenute lo scorso 22 febbraio, nella città di Vibo Valentia. Ora, più di allora, è importante e fondamentale garantire i livelli di sicurezza e di agibilità democratica affinché la campagna elettorale in atto a Vibo Valentia si svolga in un clima di serenità, di trasparenza e di legalità".

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    I deputati dem si rivolgono con una missiva al prefetto e al ministro dell'Interno per vigilare sulle prossime competizioni elettorali

Martedì, 19 Maggio 2015 20:30

«La Calabria non ritornerà alle urne»

LAMEZIA TERME «È quanto mai opportuno, in questo momento, rasserenare i calabresi sulle notizie che si susseguono, in queste ultime ore, su di un possibile annullamento delle ultime elezioni regionali. Nel pieno rispetto di ogni valutazione, e con la massima apertura all'ascolto e al confronto, ritengo che questa ipotesi non sia effettivamente possibile». Così Ernesto Magorno, segretario regionale del Pd Calabria, commenta l'eventualità di un ritorno alle urne a seguito di una possibile decisione della Consulta in materia di legge elettorale. Secondo Magorno, non si può ritenere applicabile alla nostra regione la sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito la nullità degli atti approvati in regime di prorogatio. Quella sentenza – prosegue il segretario calabrese del Pd – attiene al consiglio regionale dell'Abruzzo e non vi è alcuna analogia con la vicenda riguardante la Calabria, per il ricorso presentato da Wanda Ferro contro la cancellazione dell'assegnazione automatica del seggio di Consigliere Regionale al candidato presidente "miglior perdente"». Per Magorno, «su questa specifica controversia è stato il Tar Calabria a richiedere il pronunciamento della Corte Costituzionale». Inoltre, secondo il leader dei dem, «il governo nazionale non ha impugnato la legittimità costituzionale della legge regionale elettorale» né «ha chiesto alcuna nullità di vizio costituzionale». Per questo, secondo il segretario regionale del Partito democratico, «i calabresi, pertanto, possono essere tranquilli e certi sul proseguo dell'esperienza di governo dell'attuale giunta regionale, che continuerà nella pienezza del suo operato per affrontare le stringenti problematiche che la nostra terra deve affrontare».

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CATANZARO Il Nucleo centrale dei giochi e delle scommesse, incardinato nella prima divisione della Sezione centrale operativa, è nato nel 2002, all'indomani della promulgazione delle leggi che permettevano, anche in Italia, di scommettere sul gioco in generale. Per intenderci, nel periodo in cui comInciano a nascere e a diffondersi le sale Bingo. «In quel periodo – dice Andrea Grassi, direttore della prima divisione dello Sco – proliferarono una serie di centri di raccolta per le scommesse. La Polizia di Stato lesse questo fenomeno come possibile polo attrattivo della criminalità organizzata». In sostanza, speiga Grassi, questo Nucleo e le sue ramificazioni interprovinciali, coordinate dalla prima sezione dello Sco, sono specializzate nelle attività illecite, nel campo delle scommesse e del gioco, condotte dalla criminalità organizzata di matrice mafiosa.
Questo reparto ha avuto un ruolo fondamentale nell'operazione Dirty Soccer che ha portato al fermo di 50 persone dedite alla frode sportiva. E per la prima volta, nelle inchieste sulle combine e sulle scommesse truccate, taluni capi di imputazione sono aggravati dall'articolo 7, ossia dalla matrice mafiosa.
Pane per i denti del Nucleo centrale dei giochi e delle scommesse la cui ratio è quella di curare tutta l'attività informativa in materia ma anche l'attività investigativa. Oltre a Dirty Soccer c'è un caso più emblematico, potremmo dire storico, che ha impegnato la prima divisione. Operazioni come Last Bet, ricorda il direttore della prima divisione dello Sco, nel 2011 portarono nel nostro lessico parole come Calcioscommesse e Scommessopoli, videro coinvolti giocatori, dirigenti e società di seria A, B, Lega Pro, e Dilettanti e coinvolsero personaggi, per fare alcuni nomi, come Stefano Bettarini, Stefano Mauri, vicecapitano della Lazio, o Beppe Signori. Anche in Dirty Soccer l'indagine è arrivata a interessare le partite di serie B ma senza la possibilità di verificare se talune partite fossero state "manomesse" o meno. Ad ogni modo, precisa Grassi, «al di là del bene giuridico offeso, le parti lese sono tutte quelle persone che hanno a cuore le sorti di una squadra, coloro che scommettono onestamente». In una parola, i veri tifosi.

 

ale. tru.

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  • Occhiello

    Il direttore della prima divisione dello Sco spiega come è nato, e perché, il Nucleo centrale dei giochi e delle scommesse

CATANZARO Il Nucleo centrale dei giochi e delle scommesse, incardinato nella prima divisione della Sezione centrale operativa, è nato nel 2002, all'indomani della promulgazione delle leggi che permettevano, anche in Italia, di scommettere sul gioco in generale. Per intenderci, nel periodo in cui comInciano a nascere e a diffondersi le sale Bingo. «In quel periodo – dice Andrea Grassi, direttore della prima divisione dello Sco – proliferarono una serie di centri di raccolta per le scommesse. La Polizia di Stato lesse questo fenomeno come possibile polo attrattivo della criminalità organizzata». In sostanza, speiga Grassi, questo Nucleo e le sue ramificazioni interprovinciali, coordinate dalla prima sezione dello Sco, sono specializzate nelle attività illecite, nel campo delle scommesse e del gioco, condotte dalla criminalità organizzata di matrice mafiosa.
Questo reparto ha avuto un ruolo fondamentale nell'operazione Dirty Soccer che ha portato al fermo di 50 persone dedite alla frode sportiva. E per la prima volta, nelle inchieste sulle combine e sulle scommesse truccate, taluni capi di imputazione sono aggravati dall'articolo 7, ossia dalla matrice mafiosa.
Pane per i denti del Nucleo centrale dei giochi e delle scommesse la cui ratio è quella di curare tutta l'attività informativa in materia ma anche l'attività investigativa. Oltre a Dirty Soccer c'è un caso più emblematico, potremmo dire storico, che ha impegnato la prima divisione. Operazioni come Last Bet, ricorda il direttore della prima divisione dello Sco, nel 2011 portarono nel nostro lessico parole come Calcioscommesse e Scommessopoli, videro coinvolti giocatori, dirigenti e società di seria A, B, Lega Pro, e Dilettanti e coinvolsero personaggi, per fare alcuni nomi, come Stefano Bettarini, Stefano Mauri, vicecapitano della Lazio, o Beppe Signori. Anche in Dirty Soccer l'indagine è arrivata a interessare le partite di serie B ma senza la possibilità di verificare se talune partite fossero state "manomesse" o meno. Ad ogni modo, precisa Grassi, «al di là del bene giuridico offeso, le parti lese sono tutte quelle persone che hanno a cuore le sorti di una squadra, coloro che scommettono onestamente». In una parola, i veri tifosi.

 

ale. tru.

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    Il direttore della prima divisione dello Sco spiega come è nato, e perché, il Nucleo centrale dei giochi e delle scommesse

«Nel massimo rispetto di ogni futuro pronunciamento da parte della Consulta, posso rassicurare i calabresi che l'azione legislativa è stata svolta col conforto preventivo di pareri tecnici di stimati e riconosciuti giuristi, e in piena aderenza alle indicazioni del governo». Queste le dichiarazioni dell'ex presidente del consiglio regionale Francesco Talarico sulla pronuncia della Corte costituzionale in merito ai poteri legislativi della Regione Abruzzo in regime di "prorogatio", una sentenza che potrebbe avere ripercussioni anche sulla Calabria.
«Subito dopo le dimissioni del presidente della Regione, non essendoci precedenti analoghi nella storia del consiglio regionale calabrese – prosegue Talarico – ci siamo trovati innanzi alla scelta se paralizzare totalmente la Regione a partire dal mese di maggio o se continuare ad operare con l'approvazione delle leggi ritenute più importanti. La scelta è stata ovvia e finalizzata esclusivamente all'approvazione di provvedimenti ritenuti urgenti e indifferibili, con conseguente ricaduta positiva per la crescita e lo sviluppo del territorio. Tra queste, oltre all'approvazione dell'assestamento di Bilancio e del programma di finanziamento europeo 2014-2020, anche la legge elettorale che, ricordo, ha determinato la riduzione a trenta del numero dei consiglieri. La stessa – aggiunge l'ex presidente del consiglio regionale – è stata approvata con voto favorevole della maggioranza dei consiglieri stessi, sentita la Conferenza dei capigruppo, dopo ben due anni di riunioni e consultazioni, evidenziando che il governo nazionale ha ritenuto non violante alcuna norma costituzionale, rettificando esclusivamente lo sbarramento di coalizione, puntualmente recepito. La regolarità dell'iter seguito è di chiara evidenza, tanto da annullare ogni tentativo di scaricare eventuali responsabilità sull'operato del Consiglio uscente».

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    Le rassicurazioni dell'ex presidente del consiglio regionale: «L'azione legislativa è stata svolta col conforto preventivo di pareri tecnici di stimati giuristi, e in piena aderenza alle indicazioni del governo»

COSENZA Si svolgerà presso il Museo delle arti e dei mestieri di Cosenza un ciclo di seminari diretti dalla storica dell'arte Manuela Alessia Pisano. Il primo incontro è previsto per il 22 maggio alle 10.30, e tratterà de “L'utile nel bello – l'arte applicata all'industria nel Meridione dell'Ottocento”. Il secondo si concentrerà invece sulla ceramica e il territorio calabrese dell'Ottocento, ed è previsto per lo stesso giorno alle 16. Nel corso del terzo appuntamento – previsto per il 23 maggio alle 10.30, ci si occuperà invece di ceramiche e artisti nel tardo Ottocento calabrese.
Previsti anche due laboratori: il primo, di venerdì 22 maggio, vedrà lo scalpellino di Altilia Gabriele Ferrari offrire degli spunti – a partire dalle 18 – sulla lavorazione della pietra. Domenica 24 alle 17 sarà invece Roberta Proto di Trebisacce a compiere delle dimostrazioni al tornio. Il ciclo di seminari, si occuperà in generale di focalizzare l'attenzione sul tema delle arti applicate all'industria nel corso dell'Ottocento meridionale.La questione verrà affrontata a partire da blocchi tematici che ruoteranno intorno al rapporto tra arti maggiori e minori, «particolarmente vivo – fanno sapere i promotori – nella seconda metà dell’Ottocento come pure alla stretta correlazione tra ceramica, territorio e risorse». L’ultimo incontro verterà sulla produzione ceramica e su alcune personalità artistiche particolarmente emblematiche in ambito calabrese ottocentesco.

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    Il primo incontro è previsto per il 22 presso il Museo delle arti e dei mestieri. L'argomento verrà trattato attraverso 2 laboratori pratici e approfondimenti storici

COSENZA "Lo sai perché sto chiamando"? E' la frase che veniva ripetuta insistemente dai ladri d'auto cosentini finiti in manette nell'ambito dell'operazione "Dine out", portata a termine oggi dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Cosenza che ha sgominato un'organizzazione dedita al cosiddetto "cavallo di ritorno". Si tratta – hanno spiegato gli inquirenti – di un gruppo di professionisti nel furto di auto che si avvaleva di "mediatori". In questo modo le vittime pagavano per riavere indietro la loro auto. Furti e trattative sarebbero avvenuti in alcune zone della città dei Bruzi, in particolare in via degli Stadi e nell'hinterland. Le telefonate che arrivavano ai proprietari delle vetture erano sempre di rassicurazioni. "Mi tranquillizzavano – ha raccontato una delle vittime agli inquirenti – che la mia macchina era in buone condizioni. Gli dicevo che avevo trovato 1500 euro per averla indietro e lui accettava. Poi mi dava indicazioni di metterla in una busta bianca e di portarla in un posto. A quel punto mi informava anche di avermi cambiato la centralina dell'auto. Mi rassicurava per accertassi che non mi rivolgessi alle forze dell'ordine". A volte si arrivava a compromessi sul denaro da consegnare ai ricettatori. "Una volta giunto all'appuntamento – ha riferito il proprietario di un auto rubata – mi chiedevano 2mila euro per la restituzione. Ma io dissi che non avevo neanche un centesimo da dare. E allora me ne chiesero 1800. Ancora una volta io ribadii di non averne e allora mi dissero che la mia autovettura sarebbe stata fatta a pezzi. Sono andato via e poi mi hanno contattato altre volte per telefono sempre chiamando un mio zio. Che gli ha poi dato il mio cellulare". Le trattative andavano avanti fin quando la vittima non si rassegnava e pagava. "Mi hanno contattato altre volte con numeri privati sul cellulare. Fin quando dai 1800 sono passati a chiedermi 1000 euro perché io continuavo a dire che non avevo soldi".
In un'occasione uno degli arrestati ha contattato una signora per "sapere se voleva indietro la sua macchina". La signora ha capito subito e lo ha informato di non avere i soldi da dargli perché "sta ancora pagando le rate" e perché aveva "il figlio da mantenere agli studi". Ma dietro la sua mediazione ("ma se non pagate la macchina non vi viene data") allora la signora si convince: "Stasera ne parlo con mio marito e vi faccio sapere. Mi lasciate un numero?". Alla fine è la signora stessa a ringraziare il presunto mediatore che poi altro non era che uno degli arrestati di oggi: "Grazie caro mio". Una compiancenza tra vittime e ricettatori che - come ha ribadito in conferenza stampa il procuratore aggiunto Marisa Manzini - "ostacola le operazioni e permette al fenomeno di allargarsi". 

 

mi.mo. 

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    Cosenza, ecco come i professionisti del "cavallo di ritorno" - finiti nell'operazione "Dine out" - contattavano le vittime per convincerle a pagare

CATANZARO A circa un mese dall'attivazione delle misure di politica attiva relative al Programma regionale Garanzia Giovani, l'assessorato regionale Sviluppo economico e Lavoro comunica la pubblicazione dell'avviso relativo al Servizio civile, destinando 2.450.429 milioni di euro e coinvolgendo 453 giovani disoccupati calabresi che non studiano. Fino alle ore 14 del 30 giugno gli enti di Servizio civile nazionale iscritti all'Albo nazionale e all'Albo regionale, con sedi di attuazione ubicate in Calabria, possono presentare progetti di Servizio civile previsti nel programma Garanzia giovani Calabria. I progetti, redatti secondo gli allegati all'avviso, devono essere firmati digitalmente e trasmessi esclusivamente in modalità on line. «La giunta regionale – informa una nota dell'Ufficio stampa – approvando la recente riprogrammazione del Par Garanzia giovani ha voluto fornire ai giovani calabresi fino a 29 anni un'ulteriore opportunità di conoscenze sui settori d'intervento del Servizio civile nazionale e regionale (assistenza alle persone, protezione civile, ambiente, beni culturali, educazione e promozione culturale) e competenze trasversali (lavoro in team, dinamiche di gruppo, problem solving, braistorming), che aumentino l'autostima e facilitano l'ingresso nel mercato del lavoro dei soggetti interessati».
«È una possibilità di sviluppo per le realtà del terzo settore – ha detto l'assessore Carlo Guccione – in particolare, le imprese sociali, possono offrire ulteriori servizi e creare opportunità occupazionali». La durata dei progetti è di 12 mesi, completi di formazione generale e specifica che, peraltro, verrà regolarmente certificata. Il giovane avrà diritto ad un compenso di 433,80 euro netti mensili. Il giovane calabrese verrà seguito nelle sue attività da un tutor (Operatore locale di progetto) e da altre figure che ne facilitano l'ingresso nel programma. Per ulteriori informazioni si rinvia ai Manuali d'uso relativi alla presentazione on line dei progetti di servizio civile nazionale per l'attuazione del programma "Garanzia giovani", pubblicati sul sito istituzionale del "Dipartimento della Gioventù del Servizio civile nazionale».

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    L'iniziativa è destinata a 453 giovani disoccupati. Il 30 giugno la scadenza per la presentazione dei progetti previsti nel programma Garanzia giovani. Guccione: «Possibilità di sviluppo per le realtà del terzo settore»

Martedì, 19 Maggio 2015 18:37

Magorno: da Laganà lezione di coerenza

LAMEZIA TERME «A nome dei democratici calabresi – dichiara il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno – esprimo profonda soddisfazione per la notizia dell'assoluzione di Maria Grazia Laganà, con formula più ampia, da parte della Corte di appello di Reggio Calabria. Si conclude in tal modo una vicenda giudiziaria nel corso della quale emergeva con chiarezza l'assoluta correttezza e legittimità dei comportanti della Laganà e pertanto la sua totale estraneità ai fatti imputati, riferiti al suo operato da Direttore sanitario dell'ospedale di Locri».

Dice ancora Magorno: «Da Maria Grazia Laganà è giunta a tutti una grande lezione di dignità e di coerenza, per la serenità e la determinazione con la quale si è sottoposta al giudizio dei magistrati, pur nella certezza dell'insussistenza delle accuse che le erano state mosse. La sentenza di oggi le rende pienamente giustizia e per questo ribadisco a Maria Grazia Laganà la solidarietà dei democratici calabresi per l'immeritata vicenda, e la convinzione dello straordinario contributo che continuerà a dare all'azione di cambiamento e di affermazione della legalità che il Partito democratico sta portando avanti in Calabria».

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  • Occhiello

    Il segretario del Pd regionale esprime soddisfazione per l'assoluzione dell'ex parlamentare. «La sentenza le rende pienamente giustizia»

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