Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 24 Maggio 2015

«Ho letto la nota di Angela Napoli e non comprendo il tono con la quale si esprime. Confermo che sono assolutamente infondate le indiscrezioni giornalistiche che l’hanno fatta tanto alterare: nessuno ha mai pensato a contattare Angela Napoli per farla aderire al movimento che stiamo creando; così come per tutte le altre persone citate». E’ la replica di Wanda Ferro ad Angela Napoli. «Mi sorprende – continua Ferro - che la Napoli abbia dato sfogo ad una ingiustificata critica preventiva: una donna per tanti anni in politica, che grazie alla politica ed ai partiti ai quali ha spontaneamente aderito ha rivestito ruoli importanti e raccolto i frutti della sua militanza, oggi ripete ad ogni minima occasione, senza approfondimento delle fonti, una distanza dalla politica che rispettiamo, ma della quale non condividiamo una spiccata volontà di offendere a largo raggio. Non è assolutamente nostra intenzione farla indietreggiare dalle posizioni assunte che rispettiamo – conclude Wanda Ferro - però pretendendo altrettanto rispetto».

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    La replica: «Sorpresa da una ingiustificata critica preventiva»

Domenica, 24 Maggio 2015 18:56

Legambiente: «Non utilizzare Battaglina»

«Il rischio di una nuova emergenza rifiuti non sia il pretesto per agire ancora una volta in deroga alle normative europee e nazionali che vietano il conferimento dei rifiuti senza pretrattamento ed in siti non idonei come quello della Battaglina». E’ la posizione di Legambiente Calabria dopo la conferenza dei servizi sulla discarica della Battaglina e le preoccupazioni espresse da alcuni sindaci che ancora invocano interventi dei prefetti, pur nel rispetto istituzionale dovuto alla loro funzione. «Non si può utilizzare la paura dei rifiuti in strada – dice il presidente di Legambiente Calabria Francesco Falcone - per proporre le semplicistiche soluzioni tampone, utili soltanto a togliere l’immondizia dalla vista dei cittadini, per poi costruire delle bombe ecologiche attraverso la rincorsa a nuove buche o ad aumenti scellerati di capacità di abbanco. Su questo, se sarà necessario, ci mobiliteremo e vigileremo costantemente, richiamando l’attenzione dei comitati, dei cittadini, degli agricoltori e delle forze sociali». «La discarica della Battaglina non s’ha da fare – prosegue Falcone - non solo per i vincoli legati agli usi civici, ma anche per gli altri vincoli stringenti a cui l’area è sottoposta. La Calabria e i calabresi non ne possono più di veleni, così come delle tattiche utilizzate in questi anni dalle lobby che lavorano per fermare la rivoluzione dei rifiuti in atto nel paese. I "signori delle discariche" non possono più continuare a condizionare pesantemente le politiche locali per continuare a smaltire in grandi quantità i rifiuti sotto terra, spesso praticando prezzi stracciati che sbaragliano ogni altra ipotesi di gestione. Per quanto riguarda la possibile esistenza di altri usi civici sui terreni limitrofi in cui sono stati realizzati in passato parchi eolici e fotovoltaici, denunciata dalla società Sirim durante l’ultima conferenza dei servizi, aspettiamo che gli organi competenti facciano chiarezza su eventuali situazioni di illiceità». Sulla vicenda interviene anche il vice presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani: «Lo scenario nazionale – dichiara Ciafani – è ormai completamente cambiato e saturo sotto questo punto di vista. La Calabria deve avviarsi urgentemente, e senza ostacoli e condizionamenti, a fare quanto fatto in altre regioni (pur esse tristemente ricordate per le emergenze dei rifiuti) come Campania e Sardegna ad esempio». Secondo Legambiente Calabria occorre agire prontamente per concretizzare politiche di prevenzione e di massimizzazione del riciclaggio dei rifiuti. Occorrono impianti a sostegno della raccolta differenziata, impianti di compostaggio e realizzazione e strutturazione della filiera del riciclo con i consorzi di filiera, sostegno economico alla raccolta differenziata, rendere costosissimo lo smaltimento dei rifiuti in discarica e sistemi di tracciabilità e premialità per i comuni ed i cittadini virtuosi.

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    Il monito degli ambientalisti sul rischio di una nuova emergenza: «Sito non idoneo»

«Con la presente intendiamo partecipare un senso di forte disagio ed apprensione derivante dalla constatazione che sono ormai trascorsi 16 mesi da quando la struttura Marrelli Hospital è stata ultimata e pronta in ogni sua parte e dal 24 novembre 2014 l’Asp di Crotone ha deliberato confermando il possesso dei requisiti in termini strutturali, tecnologici e organizzativi. Dunque l’iter ormai concluso (manca solo il decreto finale) si è bloccato da oltre 6 mesi presso l’ufficio del Commissario e non conosciamo né il motivo di tale ritardo né i motivi ostativi al completamento della procedura». Inizia così la lunga lettera inviata dal comitato Marrelli Hospital al prefetto di Crotone Vincenzo De Vivo. «Il Marrelli Hospital è una clinica privata – si legge nella missiva - ad indirizzo polispecialistico medico – chirurgico con prevalente  attività  oncologica ed ortopedica, che dovrebbe svolgere attività a Crotone. La struttura è l'ultima nata del “ Gruppo Marrelli”, pensata e realizzata dal dottor Marrelli, con l’obiettivo di diventare un centro di eccellenza ed offrire ai pazienti servizi di prevenzione, diagnosi e cura secondo i migliori e più elevati standard di qualità a disposizione. Una clinica nata in Calabria, con soldi privati, che nulla toglie al pubblico, anzi aiuta e integra. La strategia dell’azienda è avviare, sin dal suo avvio di attività, una politica di supporto rispetto ad una sanità regionale, sia pubblica che privata, che mostra evidenti segnali di carenza, sia sul piano della tipologia dei servizi sanitari offerti, sia sul piano quantitativo e qualitativo. Il Marrelli Hospital si propone di recuperare almeno il 5% di pazienti oncologici e ortopedici che oggi scelgono di andare a curarsi fuori dalla Calabria. Ai pazienti oncologici ci sarà da aggiungere la quota di pazienti che potranno utilizzare la struttura per altre prestazioni di chirurgia generale. Associato alle prestazioni di chirurgia generale e oncologica, oltre che ortopedica, la struttura potrà erogare prestazioni ambulatoriali e di diagnostica e sta realizzando anche una struttura a completamento della struttura sanitaria già pronta ospiterà un centro radiodiagnostico e radioterapico attualmente in fase di cantiere edile. Il decreto di autorizzazione – si legge ancora nella lettera - è pronto da diversi mesi e deve essere firmato solo dal commissario. A fronte di questo ad oggi l’azienda non ha avuto nessuna comunicazione. Il comitato nei mesi precedenti ha avviato una massiccia campagna di raccolta firme a sostegno dell'apertura della struttura sanitaria che nei prossimi giorni consegnerà agli organi competenti. Anche sul versante dell'occupazione l’apertura del Marrelli Hospital darà una risposta non di poco conto al territorio, infatti a regime la struttura potrà occupare oltre 150 collaboratori che si aggiungerebbero ai 200 collaboratori già presenti che collaborano con il gruppo Marrelli. Da questa realtà emerge la necessità di un suo intervento istituzionale per evitare che il protrarsi dell'attesa provochi ulteriori danni non solo all'impresa che ha realizzato la struttura ma anche alle centinaia di famiglie in attesa di un posto di lavoro ed alle migliaia di pazienti che vedono in questa struttura una speranza. E’ nostra intenzione avviare da subito una mobilitazione – conclude il comitato Marrelli Hospital - che consenta di capire come mai a distanza di 6 mesi ancora il decreto non è stato firmato e per questo le chiediamo un incontro ed un suo celere intervento».

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    Il comitato scrive a De Vivo: «Centinaia di famiglie aspettano un posto di lavoro»

Domenica, 24 Maggio 2015 18:29

I Bronzi di…Lido di Camaiore

«Passeggiando sul lungomare di Lido di Camaiore, nella Versilia lucchese, è inevitabile scorgere il lungo pontile, culminante con una rotonda con bar, protendersi sul mare verso l’orizzonte di ponente. Ma la particolarità della struttura è costituita dalle due statue poste sui due lati dell’imboccatura, sulla passeggiata a mare. Si tratta della riproduzione dei due Bronzi di Riace: un insopportabile, sgradevole pugno nello stomaco». E’ quanto fanno notare le sezioni Italia Nostra di Reggio Calabria e di Valdinievole (PT). «I motivi di sconcerto – proseguono - rispetto all’iniziativa tanto grottesca quanto inopportuna sono diversi. Di fronte ad una simile iniziativa emergono delle questioni che vanno ben oltre l’aspetto tecnico della realizzazione delle due copie e l’insensata scelta del loro utilizzo come arredo urbano, ma che riguardano, principalmente, la sussistenza o meno delle autorizzazioni necessarie per la riproduzione e per la loro collocazione in quel contesto ambientale completamente avulso dalle vicende storiche delle due statue, della valenza artistica delle stesse e dall’inesistenza di qualsiasi finalità di valorizzazione e di ricaduta positiva per il territorio di provenienza. Vanno evidenziate, inoltre – aggiunge Italia Nostra - l’assenza nella targhetta esplicativa di qualsiasi datazione e di descrizioni di carattere storico-artistico, l’inesattezza dell’indicazione dell’altezza, che nel caso della statua A è di cm 198 e non di 205, come riportato, e, infine, alcun riferimento riguardo la loro sede espositiva presso il Museo nazionale di Reggio Calabria. Ciò che si evince, invece, dal cartello è che si tratta di una mera operazione pubblicitaria della ditta che ha realizzato le due copie. Ci chiediamo, pertanto, se la soprintendenza archeologica della Calabria e il ministero dei beni culturali e paesaggistici siano a conoscenza di tale iniziativa, se ne abbiano autorizzato la riproduzione e con quali eventuali prescrizioni sul loro utilizzo, in osservanza ai comma 1 degli articoli 107 e 108 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Se le amministrazioni comunale e regionale ritengano di intraprendere azioni a tutela di due opere dal valore artistico e storico assoluto, che il mondo ci invidia e che costituiscono i beni più rappresentativi del patrimonio culturale cittadino e regionale unitamente alla prestigiosa sede che li ospita. C’è da rimanere indignati non solo nel vedere oltraggiate la bellezza e il valore storico-artistico dei due Bronzi, ma ancora di più per il degradante ruolo al quale sono state destinate le due riproduzioni, di semplice ornamento di una struttura di passeggio balneare, in totale spregio a qualsiasi principio di rispetto sia nel nostro caso particolare sia più in generale riguardo il valore intrinseco di un’opera d’arte, della sua immagine, della sua storia, della sua fruizione. Infine, oltre a ciò, va anche considerato il danno diretto ed indiretto – concludono le sezioni Italia Nostra di Reggio Calabria e di Valdinievole che tale iniziativa determina, per quanto sopra esposto, alla comunità di Reggio Calabria e di tutta la Calabria».

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    Alcune copie dei "guerrieri" nel lucchese, Italia Nostra: «Sono state autorizzate?»

Domenica, 24 Maggio 2015 17:47

Siderno si ferma per ricordare Gianluca

SIDERNO A dieci anni dall'omicidio del giovane imprenditore Gianluca Congiusta, la sua Siderno si è fermata e per ricordarlo si è riempita di lenzuoli bianchi. Teli, panni, asciugamani, grandi lenzuola per dire alla famiglia che no, nessuno ha dimenticato Gianluca, ma soprattutto che non si ha più voglia di calare la testa di fronte a quella 'ndrangheta che con un colpo secco di pistola gli ha strappato la vita. Nonostante la Cassazione con il rinvio ad un nuovo processo d'appello abbia stabilito che non è ancora certo che il boss Tommaso Costa abbia ordinato l'omicidio del giovane, la famiglia non ha smesso di combattere perché si arrivi alla verità. Una battaglia non egoistica, non personale, ma sociale per rendere giustizia a quanti si sono battuti contro la 'ndrangheta e hanno perso la vita, ma anche per dare conforto a chi la lotta contro le 'ndrine la porta avanti ogni giorno. Per questo, nell'anniversario dell'omicidio del giovane l'associazione costituita dai familiari, la Gianluca Congiusta Onlus, insieme a realtà come Cambiamenti, Libera Locride, Don Milani, e con il Patrocinio del Comune di Siderno - che oggi ha imposto il silenzio alla campagna elettorale in segno di rispetto nei confronti di un lutto che è di tutta la comunità - ha organizzato una giornata di manifestazioni ed eventi per ricordare Gianluca e tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata. Per l'occasione, anche don Luigi Ciotti, è arrivato in Calabria, «una terra meravigliosa», dice, «pur con le sue ferite e le sue fatiche». Una terra in cui don Ciotti ha fatto di tutto pur di essere presente nel giorno dell'anniversario dell'omicidio di Gianluca per «portare la vita nel giorno in cui ricordiamo e viviamo la morte. Avete ragione, portiamo la vita qui, perché questi bambini, questi colori, i suoni sono il segno della vita. Gianluca Congiusta e tutti quei nomi che abbiamo ricordato vivono, sono vivi qui. Non è retorica dire che siamo chiamati a imprestargli la nostra vita, perché i loro sogni, i loro desideri, la loro generosità e il loro impegno continuino attraverso le nostre scelte e i nostri impegni». Quello di Gianluca era chiaro ed evidente e ancora oggi invita «a stare dalla parte giusta», per costruire quella che don Ciotti chiama una nuova Resistenza. «Auguro a voi – dice parlando ad una piazza stracolma – una nuova resistenza, dobbiamo portare avanti ancora un processo di liberazione. Non è sufficiente il ricordo del 25 aprile: l'Italia non è libera e la Resistenza deve continuare, perché non è libero un paese in cui da 150 anni si parla di 'ndrangheta, cosa nostra e camorra. Noi dobbiamo resistere, ci deve essere una nuova Resistenza. Abbiamo bisogno di libertà, che vuol dire dignità». Una libertà che per il volto storico di Libera si può costruire solo a partire da quelle verità che ancora mancano in Italia «Non c'è una strage in Italia che si conosca la verità. La malattia mortale è la delega, l'indifferenza, l'omertà. Impariamo il coraggio di avere più coraggio e il coraggio della verità», esorta invitando tutti a un nuovo impegno che – sottolinea – è alla portata di tutti. «Non dobbiamo cedere alla rassegnazione ma nemmeno indugiare nell'indignazione. Se sei indignato datti una mossa, mettiti in gioco!Non possiamo essere cittadini a intermittenza. Siamo qui per un atto di democrazia per dare vita e libertà a tutte le persone». Ma se l'impegno della cittadinanza è necessario, anche l politica deve fare la propria parte. E se indugua, è bene stimolarla a farlo. «La lotta contro le mafie vuol dire cultura, vuol dire lavoro. Abbiamo bisogno di lavoro in questo paese» per strappare alle mafie quei troppi che ancora vi si avvicinano per fame. Ma c'è bisogno anche di giornate che come quella di oggi a Siderno, strappano una città storicamente ostaggio della 'ndrangheta ai suoi padroni per riconsegnarla a chi al dominio delle 'ndrine non ha nessuna intenzione di rassegnarsi.

 

Alessia Candito

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    Nel decimo anniversario dell'omicidio del giovane imprenditore, una giornata voluta dalla famiglia e supportata dalle associazioni antimafia rilancia l'impegno contro le 'ndrine. Don Ciotti: «Auguro a tutti voi una nuova Resistenza perchè l’Italia non è libera. Abbiamo bisogno di libertà, che vuol dire dignità»

«La risoluta scelta di Mario Oliverio nel voler guidare la regione Calabria fuori dal pantano burocratico-amministrativo che da troppo tempo le impedisce la necessaria dinamicità a sostegno dell'indirizzo politico ha, in questi mesi, condotto ad una serie di provvedimenti atti a rimuovere incrostazioni e incompetenze, principale causa della macchinosa azione operativa». Lo affermano in una nota congiunta i capigruppo di maggioranza Sebi Romeo, Giuseppe Giudiceandrea, Orlandino Greco e Gianni Nucera. «La nomina dei direttori generali per valutazione dei curricula in base ai meriti, all'esperienza, alle competenze e alla professionalità – aggiungono - unita alla rotazione dei dirigenti di settori nevralgici per l'apparato burocratico-amministrativo, non può che essere l'ennesimo segnale di conferma dell'inversione di rotta, rispetto al modus operandi di sempre, attraverso cui Mario Oliverio intende caratterizzare il progetto di governo a sua guida. Atti e provvedimenti che permetteranno una profonda riorganizzazione della macchina regionale fino a renderla più funzionante e funzionale ai bisogni dei calabresi, aspetto non certo consuetudinario e senza dubbio di grande svolta. Un progetto che a pochi mesi dalla sua partenza – proseguono i capigruppo di Partito Democratico, Democratici e Progressisti, Oliverio Presidente e La Sinistra - ha già mosso importanti passi e si svilupperà lungo tutto l'arco del mandato elettorale che i calabresi ci hanno affidato, al fine di restituire loro una macchina burocratica innovativa e fluida. Dopo anni di sfacelo, questa regione sta lentamente tornando ad avere una prospettiva di crescita non appannaggio di pochi, ma opportunità per tutti. Ricostruire le fondamenta del merito e delle competenze non è un processo gradito a molti, in tanti cercheranno di screditare l'opera messa in campo e di bloccarne gli esiti, ma il nostro impegno – concludono gli esponenti di maggioranza - continua ad essere quello del cambiamento radicale di una Calabria che tra cinque anni avrà un volto nuovo, quello della efficienza e della competenza».

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    Il plauso al governatore Oliverio di Sebi Romeo, Giuseppe Giudiceandrea, Orlandino Greco e Gianni Nucera

SAN GIOVANNI IN FIORE «Che il sud non sia più l'ultimo dei pensieri del governo italiano lo dimostrano più fattori: uno è l'allegato infrastrutture dove il 40% degli finanziamenti sono al sud, poi ci sono gli investimenti dell'Anas, il 42% dei quali al Mezzogiorno ed i fondi strutturali. Il 70% di quelli 2014-2020 sono destinati al sud». È quanto ha sostenuto il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini, oggi a San Giovanni in fiore per una iniziativa elettorale, dove ha sottolineato «c'è una scelta di fondo che investe il Mezzogiorno italiano, nella considerazione che fino ad oggi la forbice tra centro-nord e sud per le infrastrutture si è allargata e quindi c'è bisogno ora di stringerla».

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    Per il viceministro dei Trasporti, l'allegato Infrastrutture, gli investimenti programmati da Anas e i fondi strutturali dimostrano l'impegno del governo a favore del Mezzogiorno

Domenica, 24 Maggio 2015 16:39

Napoli boccia il progetto di Wanda Ferro

TAURIANOVA Smentisce «nella maniera più categorica» qualsiasi ipotesi di adesione al progetto politico di Wanda Ferro, cui secondo indiscrezioni si sarebbe avvicinata, l'ex deputata Angela Napoli. «Da tempo ormai– sostiene in una breve nota - ho preso netta distanza dai partiti e dai movimenti politici, anche da quelli che si rifanno ad ideologie politiche che sono state calpestate ed abbattute. Non è mia intenzione indietreggiare da tale posizione assunta». Ad Angela Napoli non solo sembra bastare l'attività culturale e sociale dell'Associazione "Risveglio Ideale", ma si dice convinta che «aderendo a partiti o movimenti politici nei quali figurano persone indagate, rinviate a giudizio o sotto processo, inficerei solo le mie battaglie».

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    L'ex parlamentare chiude a qualsiasi collaborazione: «Aderendo a partiti o movimenti politici nei quali figurano persone indagate, rinviate a giudizio o sotto processo, inficerei solo le mie battaglie».

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REGGIO CALABRIA Si dice convinto che quello a Pietro Battaglia sia stato «un atto di riconoscenza, un atto dovuto, forse tardivo», ma non ha gradito per nulla che la targa dedicata al sindaco della Rivolta abbia sostituito il crocifisso che lì era appeso  e ne chiede a gran voce il ritorno, il consigliere comunale di Forza Italia, Massimo Ripepi. «Sono convinto – sostiene in una nota - che si sia trattato di un imprevisto dovuto ai preparativi frenetici della cerimonia e che molti non vi hanno prestato attenzione attratti dal meraviglioso buffet a seguire, ma resta pur sempre un fatto grave che mi preme stigmatizzare perchè, nel mio cuore, ha offuscato la gioia della celebrazione». Per questo il consigliere - «fuor di polemica» precisa, ma ricordando che « oggi cercando su internet la foto dell'aula con il Crocefisso, ho visto che già era stato rimosso durante l'ultima seduta di Consiglio in cui è stato approvato il registro delle unioni civili»- chiede al Presidente del Consiglio Comunale, Demetrio Delfino, ed al Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, «che il crocifisso venga riposizionato al più presto laddove è sempre stato, per come è giusto che sia». Altrimenti, conclude la nota «vuol dire che non è stato un imprevisto dovuto ai preparativi frenetici della cerimonia, ma è stata l'opera di un occulto regista che ha operato di nascosto ed indisturbato sin dal giorno del Consiglio in cui è stato approvato il registro delle unioni civili».

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    Il consigliere di Forza Italia si chiede se la rimozione sia stata una svista o «l'opera di un occulto regista che ha operato di nascosto ed indisturbato sin dal giorno del Consiglio in cui è stato approvato il registro delle unioni civili».

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Domenica, 24 Maggio 2015 15:33

Ddl scuola, macchina per sudditi

Tra tutte le partite che Renzi sta giocando, quella della scuola è la più importante di tutte.
Un quarantenne che arriva a conquistare il potere senza passaggi elettorali, con un meccanismo paragolpista che ha portato alla formazione di un governo di nominati, non intende certo tornare come Cincinnato all'aratro ed al podere nel giro di poco tempo. Egli, quindi, sta lavorando per creare le condizioni di una sua permanenza molto lunga alla direzione del Paese. Sapendo che prima o poi dovrà passare al vaglio delle urne, sta cercando di creare le condizioni per uscirne forte e legittimato. Questo significa che, nonostante si sia approvato una legge elettorale a suo uso e consumo, ha bisogno di creare una base di consenso sociale che gli garantisca la legittimazione sociale aggiuntiva rispetto a quella elettorale. Insomma ha bisogno di una "classe di riferimento" che non siano gli industriali e la grande borghesia nell'interesse dei quali sta agendo con le sue famigerate riforme: questi, industriali e grande borghesia sono detentori del potere reale che viene loro dalla ricchezza economica, non sono numericamente sufficienti a fargli vincere una qualsivoglia elezione. Quindi ha bisogno di tenere sotto controllo quella classe che ha costituito il pilastro del sistema dei consensi ai regimi degli ultimi 90 anni, dal regime fascista al regime della Democrazia Cristiana e di Forza Italia: la piccola borghesia. Sia nel ventennio fascista che nel dopoguerra, la categoria degli insegnanti è stata l'armatura di quel pilastro che è stata la piccola borghesia. Il controllo diretto di questa categoria è quindi il passaggio fondamentale per la costruzione ed il consolidamento del regime renzusconiano. Il regime non ha bisogno di liberi educatori per formare liberi cittadini. Il regime ha bisogno di indottrinatori che inquadrano sudditi. E' questo il succo del DDL sulla scuola. Ed è per questo motivo che la vicenda della scuola è la più grave di tutte; più grave della rottamazione dello statuto dei lavoratori, più grave dell'abrogazione dei diritti elementari sanciti dal Jobs Act, più grave della riforma elettorale antidemocratica ed incostituzionale.
Quando tutti gli insegnanti saranno sotto lo schiaffo diretto del governo, per tramite dei dirigenti scolastici, riducendoli ad indottrinatori impauriti, mortificati, vessati, inquadrati, si saranno create le condizioni per consolidare e rendere permanente la negazione dei diritti e della democrazia sanciti con le controriforme realizzate ed in corso di realizzazione. La morte della scuola pubblica e libera è il principio della costruzione del nuovo regime, quel regime dove tutto sarà riconducibile al caudillo, con un solo partito, un solo sindacato!
Tutti i cittadini liberi devono mobilitarsi contro il DDL scuola. La scuola non è dei professori, è del popolo e quindi il popolo tutto deve reagire contro il disegno che vuole uccidere la scuola pubblica e libera.
Come successo altre volte nella storia della nazione, dalla guerra di liberazione al governo Tambroni, i sindacati devono convocare lo sciopero generale di tutte le categorie con un unico comune obiettivo: ritiro del DDL scuola.

 

 

*Docente libero; ancora per poco

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    di Rocco Tassone

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