Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 28 Maggio 2015

Riceviamo e pubblichiamo la precisazione da parte dei coportavoce nazionali dei Verdi in merito a quanto riportato nell'articolo "Rifiuti tossici, Comerio depone in commissione"

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In merito all'articolo pubblicato dal titolo "Rifiuti tossici, Comerio depone in commissione" pubblicato su corrieredellacalabria.it facciamo presente che da un'attenta verifica degli archivi tesserati in nostro possesso risulta che il signor Comerio non è mai stato iscritto ai Verdi. Ci addolora veder accostato il nostro nome alle vicende di una persona con cui non abbiamo, né abbiamo avuto, nulla a che fare. La morte di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin rappresentano una delle pagine buie della storia italiana su cui ci auguriamo che venga fatta al più presto piena luce perché per questa vicenda e una ferita lancinante per la democrazia oltreché un'offesa drammatica dei confronti di chi cerca la verità per informare i cittadini su traffici e crimini orrendi.

Nella speranza che si possa fare al più presto piena luce su questa tragedia e che vengano assicurati alla giustizia tutti i responsabili (esecutori e mandanti) di quell'orrenda vicenda.

 

 

Angelo Bonelli e Luana Zanella
coportavoce dei Verdi

REGGIO CALABRIA E' legittimo l'appalto della Provincia di Reggio per la realizzazione del III lotto della Gallico-Gambarie, tratto Mulini di Calanna svincolo per Podargoni, Santo Stefano in Aspromonte. La V Sezione del Consiglio di Stato ( presidente Mario Luigi Torsello; estensore Nicola Gaviano), con sentenza 2669/2015 emessa oggi, ha definitivamente rigettato le impugnative proposte dal gruppo di imprese giunte seconde nella gara d'appalto. Il Consiglio di Stato ha così accolto integralmente le tesi difensive svolte dagli avvocati Oreste Morcavallo e Giuseppe Minniti, che hanno rappresentato in giudizio la Provincia, e degli avvocati Domenico Colaci, Francesca Idone e Domenico Iofrida che hanno difeso gli interessi dell'impresa aggiudicataria dell'opera. Lo scorso anno, a conclusione delle procedure di gara della Suap, l'intervento (50 milioni di euro a base d'asta) era stato aggiudicato ad una cooperativa d'imprese, la cui offerta venne ritenuta più vantaggiosa. Il consorzio d'imprese secondo in graduatoria avverso tale atto aveva proposto impugnativa e il Tar, in accoglimento dell'istanza, sospese gli atti di gara fissando l'udienza di merito. I giudici amministrativi della sezione di Reggio Calabria, dopo ampia discussione, però, respinsero il ricorso rilevandone l'infondatezza. Oggi, anche il Consiglio di Stato, sostanzialmente, ha confermato la decisione del Tar reggino.

"La sentenza del Consiglio di Stato, rispetto alla quale esprimo grande soddisfazione, conferma la regolarità delle procedure di gara che si sono svolte nel rispetto delle norme vigenti. L'esigenza di accorciare i tempi non aveva assolutamente distratto i competenti uffici dell'amministrazione provinciale e la stessa Suap, il cui scrupoloso lavoro ha ottenuto un grande riconoscimento. Il tempo della firma del contratto e l'avvio dei lavori può avvenire in tempi brevi. In attesa della sentenza del Consiglio di Stato il settore Viabilità dell'Ente che presiedo ha proseguito le attività propedeutiche all'occupazione temporanea d'urgenza delle particelle di terreno che dovranno essere espropriate per far passare il tracciato dell'importante arteria di collegamento mare - monte. Una volta ultimata,la Gallico-Gambarie contribuirà alla valorizzazione di tanti centri ricadenti nel Parco nazionale d'Aspromonte ricchi di storia e tradizioni, vero valore aggiunto dei territori interni".

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    Legittimo l'appalto della Provincia di Reggio per la realizzazione del terzo lotto. Raffa: le nostre procedure sono state ineccepibili

REGGIO CALABRIA Undici anni e 8 mesi per Giovanni Spratico, 8 anni e 10 mesi di carcere per Francesco Ollio e 8 anni per Giovanni Dario Valentino: sono queste le pene chieste dal pm Teodoro Catananti per i tre responsabili della presunta estorsione nei confronti del titolare di agenzia di pompe funebri Giuseppe Triolo, noto alle cronache come fratello dell'autore delle minacce telefoniche al pm Giuseppe Lombardo. Nei mesi precedenti, Triolo aveva conquistato i titoli dei giornali per aver denunciato e fatto arrestare chi pretendeva di estorcergli denaro. A presentarsi alla sua agenzia di pompe funebri erano stati Giovanni Dario Valentino e Francesco Ollio, reclamando la restituzione di un inesistente debito che l'uomo aveva con Giovanni Spratico. Un debito confermato dal presunto creditore che nel giro di pochi minuti arriva in agenzia, dove all'indirizzo del titolare non esita a pronunciare una minaccia molto chiara «tu – dice l'uomo rivolgendosi a Triolo – mi devi dare 2.000 euro ora e subito, visto e considerato che in passato non hai capito come ti devi comportare... visto che io ti ho chiesto tante volte aiuto in un altro modo ed evidentemente non hai capito e non ha funzionato, adesso ti arrangi e paghi, se no sono cazzi tuoi». Non era la prima volta che l'uomo – riferirà Triolo ai carabinieri nel denunciare l'accaduto – si presentava in ufficio chiedendo o pretendendo del denaro a sostegno dei detenuti. In passato, Spratico aveva invano chiesto "una mano" per sostenere le spese legali e della detenzione del figlio, arrestato nel luglio 2012 per rapina aggravata e ricettazione in concorso, ma pur non avendo gradito la risposta negativa ricevuta da Triolo, se ne sarebbe "semplicemente" andato via indispettito. Il 23 maggio scorso dell'anno scorso no. Alle resistenze di Triolo, sarebbe seguita un'accesa conversazione degenerata in una vera e propria rissa all'interno dell'ufficio del titolare, quindi i tre – ripresi dalle telecamere del circuito di videosorveglianza – si sarebbero allontanati indisturbati. Stufo e indignato, Triolo avrebbe deciso di denunciare, consentendo agli inquirenti di individuare i tre uomini arrestati lo scorso 13 gennaio.

 

a. c.

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    Requisitoria del pm della Procura di Reggio Teodoro Catananti: chiesti 29 anni di carcere per i tre presunti responsabili

CATANZARO «È stata presentata alla Procura di Castrovillari la revisione della documentazione progettuale inerente l'intervento di rinforzo della pila del viadotto danneggiata, aggiornando ed integrando, nei termini indicati dai consulenti della Procura, quanto precedentemente depositato. Nella stessa data l'azienda ha presentato una soluzione progettuale di rinforzo/riparazione della pila in questione, a carattere transitorio, che permetterebbe di abbreviare i tempi di apertura al traffico della carreggiata autostradale, senza compromettere l'esecuzione dell'intervento di riparazione definitivo». È quanto si afferma in un comunicato dell'Anas in relazione all'avvio del programma di attività per la rimozione delle macerie della campata del viadotto Italia dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, crollata il 2 marzo scorso. Nel testo si fa riferimento anche alla «contestuale prosecuzione degli accertamenti tecnici nell'area sottostante. Tale documentazione è attualmente all'esame della Procura, mantenendo Anas la massima disponibilità a fornire ogni ulteriore contributo ritenuto necessario al fine di pervenire alla relativa autorizzazione a procedere. Il programma sulla scorta del progetto depositato da Anas, prevede una serie di attività propedeutiche alla rimozione delle macerie, che consistono nei lavori di messa in sicurezza dei luoghi per garantire le condizioni di accessibilità, comprensivi della realizzazione di piste provvisorie per il passaggio dei mezzi operativi, oltre alle attività di recinzione dell'area di cantiere e di sistemazione dei luoghi dove depositare le macerie. Tali attività – prosegue il comunicato – sono già in esecuzione e, una volta completate, si potrà procedere alla rimozione dell'impalcato crollato. Si tratta di attività propedeutiche anche all'eventuale intervento di rinforzo della pila danneggiata. Tutte le operazioni vengono svolte garantendone la compatibilità con gli accertamenti tecnici indicati dai consulenti della Procura, nell'ambito del procedimento giudiziario in corso. Sono state preliminarmente eseguite, nelle giornate del 25 e 26 maggio, ulteriori indagini laser-scanner, mentre oggi si sta procedendo ad un'ispezione in loco, a fini probatori, e per la settimana prossima è programmata una nuova sessione di prelievi di campioni di materiali della struttura crollata».

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Giovedì, 28 Maggio 2015 18:56

Curto: «Sogno di duettare con Battiato»

LAMEZIA TERME È ancora stordito e – forse – inconsapevole della raggiunta notorietà. Fabio Curto, il 27enne di Acri, appena incoronato vincitore del talent show "The voice of Italy" sta aspettando il treno alla stazione di Rogoredo per tornare a Bologna dove vive da quando ha lasciato la Calabria. E – come faceva negli anni di una lunga gavetta – a causa di uno sciopero passa il tempo «suonando in stazione con tre amici».

Quando scenderà in Calabria?

«Ci stiamo organizzando perché, come accade di solito, il giorno dopo per l'invasione dei messaggi è impossibile comunicare. Devo incidere un brano e quindi penso di riuscire a tornare nella mia terra per metà giugno. Ma non sono sicurissimo sulla data. Lo spero».

Ora si butterà a capofitto nel lavoro. Con chi gli piacerebbe collaborare?

«Con il team Facchinetti. Vorrei continuare con loro perché è stata un'esperienza bellissima».

Ma con chi quale artista le piacerebbe lavorare, oltre ai suoi coach?

«Mi piacerebbe molto duettare con Franco Battiato, se ci riferiamo agli artisti italiani. Poi con tantissimi altri. Ma per adesso mi viene in mente solo Battiato».

 

 

È stato sicuramente inondato da messaggi di auguri e attestazioni di affetto. Quale lo ha colpito di più?

«Sono stati davvero tantissimi. C'è chi mi ha scritto "grazie per avermi cambiato la vita. Sei un esempio di tenacia e umiltà". Che sono poi le mie caratteristiche personali, quelle con le quali sono riuscito a emergere».

Ha iniziato suonando per strada. Tornerà alle sue origini?

«Lo sto già facendo ora alla stazione di Rogoredo. Spero di tornare a suonare per strada, anche se il tempo sarà tiranno».

E Selvaggia Lucarelli?

«(...ride...) È una grande. L'ho conosciuta ieri sera a fine puntata».

Ma lei si è spinta oltre. Sul suo profilo Facebook la giornalista de "Il fatto quotidiano", al termine della puntata, ha scritto: «Se lui è d'accordo, io mi fidanzerei. Impossibile non amare Fabio Curto. Altro che Suor Cristina. L'anno scorso a The voice ha vinto lo spirito, quest'anno la carne».

«(...ride ancora...) La sua è bonaria ironia».

Ha sentito Alessia Labate, la giovanissima cosentina e sua collega nel team Fach?

«Non ho avuto modo di leggere tutti gli sms e controllare il telefono. Quindi non so. Mi avrà chiamato sicuramente. Anche se Alessia mi ha già scritto abbondantemente in questo periodo. Mi è stata tanto vicina: lei è meravigliosa».

 

 

 

Mirella Molinaro

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CATANZARO È stata sottoscritta ieri mattina, nella sede romana di Ismea, una convenzione tra lo stesso Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (rappresentato dal presidente Ezio Castiglione), la Regione Calabria (rappresentata dal dirigente generale del dipartimento Agricoltura Carmelo Salvino e dall'Autorità di gestione del Psr Calabria Alessandro Zanfino) e il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, per l'attivazione degli strumenti finanziari nazionali nei Psr 2014/2020 e l'utilizzo sinergico delle misure a favore dei giovani agricoltori. La convenzione stabilisce che la Regione Calabria può avvalersi del Fondi di garanzia e/o del Fondo credito Ismea per sostenere le iniziative di sviluppo e di start up delle imprese agricole, favorendo, tra l'altro, l'accesso delle stesse al mercato del credito. In particolare, questa sinergia tra le politiche regionali e nazionali nell'attivare tutti gli strumenti finanziari possibili, insieme alle risorse previste dal Programma di sviluppo rurale, favorirà la concessione di prestiti a tasso agevolato ed il rilascio di garanzie pubbliche alle imprese agricole, con lo scopo di incrementare la capacità di investimento delle stesse imprese e di perseguire il raggiungimento dell'obiettivo tematico 3 dell'Accordo di partenariato 2014/2020 Italia, in cui si definisce la strategia per un uso ottimale dei Fondi strutturali e di investimento europei, e delle priorità del Psr Calabria 2014/2020, che mirano allo sviluppo e all'incremento dell'occupazione.
«Considerate le difficili condizioni di accesso al credito delle aziende agricole ed il particolare momento di crisi economica e finanziaria – ha affermato Salvino – la convenzione appena stipulata con Ismea e Mipaaf rappresenta un'importante opportunità per l'intero comparto agricolo calabrese, per le aziende e, in particolare, per quelle gestite da giovani imprenditori. Questo accordo, fortemente voluto dal presidente della Regione Mario Oliverio persegue l'obiettivo di potenziare la competitività e l'innovazione delle aziende agricole e sostenere l'ingresso di giovani imprenditori nel settore, garantendo la massima semplificazione amministrativa». Nell'incontro di ieri tra il dipartimento Agricoltura e Ismea, si sono discussi e preparati anche altri progetti di collaborazione tra le due istituzioni.

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    La convenzione prevede l'attivazione degli strumenti finanziari nazionali nei Psr 2014/2020 e l'utilizzo sinergico delle misure a favore delle start up

Giovedì, 28 Maggio 2015 18:09

"Minotauro", 45 condanne in secondo grado

TORINO È di oltre 251 anni di carcere il totale delle pene inflitte ai 45 imputati condannati nel processo di appello "Minotaro", sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel Torinese, che vedeva alla sbarra 70 persone. Il primo grado si era chiuso con la condanna di 36 imputati su 73, ma le pene erano state mediamente più alte arrivando a un totale di più di 266 anni di carcere. In appello la pena più severa, 17 anni e 3 mesi di reclusione, è stata inflitta a Vincenzo Argirò, considerato esponente del "Crimine" di Torino, il braccio armato della malavita sul territorio. In primo grado era stata di 21 anni e 6 mesi. E se ci sono state alcune riduzioni di pena, i giudici hanno invece aumentato di un anno la condanna per l'ex segretario comunale di Rivarolo, Antonino Battaglia, portata a tre anni di carcere, riconoscendolo colpevole di scambio elettorale politico-mafioso. Battaglia è stato anche interdetto dai pubblici uffici per cinque anni.

La Corte d'appello ha inoltre disposto che i condannati paghino le spese legali alle parti civili: 15mila euro alla Regione Piemonte, 10mila al Comune di Torino, 5mila euro al Comune di Moncalieri e 10mila a quello di Chivasso, oltre ai 15mila euro per pagare gli avvocati dell'associazione Libera. Diversi i conti e i beni confiscati. Tra le curiosità: i giudici hanno anche accolto la richiesta della procura generale di sequestro conservativo di un rolex in oro con brillanti a una delle condannate"a garanzia del pagamento della pena pecuniaria" e delle altre spese e somme dovute.

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    È di oltre 251 anni di carcere il totale delle pene inflitte nel processo di Appello, sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel Torinese, che vedeva alla sbarra 70 persone

CATANZARO «Incongruenze nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia». Lo hanno ribadito gli avvocati della difesa nel processo d'appello a carico di Domenico Cicero, Liberato Candreva e Riccardo Greco, imputati per l'omicidio di Angelo Cerminara sparito per lupara bianca il 4 ottobre del 2006, e contestato nell'ambito dell'operazione denominata "Anaconda", diretta nel giugno del 2008 contro la 'ndrangheta del Cosentino. Il sostituto procuratore generale, Eugenio Facciolla, nella precedente udienza ha chiesto ai giudici della Corte d'assise d'appello di Catanzaro di giudicare colpevoli e condannare alla reclusione a vita Domenico Cicero, presunto boss dell'omonima cosca, Liberato Candreva e Riccardo Greco – quest'ultimo suicidatosi nel carcere di Rebibbia nel 2009 –, ribaltando la sentenza con cui i tre sono stati completamente assolti dalla Corte d'assise di Cosenza, il 7 maggio del 2011.

Anche all'epoca del primo processo la pubblica accusa aveva chiesto tre ergastoli, ma i giudici avevano assolto gli imputati «per non aver commesso il fatto». Secondo l'accusa Angelo Cerminara sarebbe stato ucciso, su ordine di Domenico Cicero, per non aver spartito con la cosca i proventi di una truffa e per il timore di un suo possibile pentimento.

Questa mattina, l'avvocato Giovanni Cadavero, difensore di Candreva e Greco, ha parlato anche di «palesi lacune investigative». Dopo di lui è toccato all'avvocato Francesco Chiachia fare la sua arringa. Mentre la Corte ha rinviato il processo al prossimo 29 giugno per la discussione dell'avvocato Ernesto D'Ippolito e per emettere la sentenza, che era prevista per oggi. 

 

Mirella Molinaro

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    Catanzaro, slitta al prossimo 29 giugno la sentenza d'appello per l'omicidio del giovane sparito per lupara bianca nel 2006. Il pg Facciolla ha chiesto l'ergastolo per Domenico Cicero, Liberato Candreva e Riccardo Greco

CATANZARO Su diversi decreti del commissario alla sanità calabrese, Massimo Scura, la deputata M5S Dalila Nesci ha presentato un esposto alla procura di Catanzaro e alla Corte dei conti della Calabria, chiedendo di verificare l'esistenza di abusi d'ufficio e danni all'erario. In particolare, i decreti "incriminati" sono cinque, del 2015: numero 18, 25, 28, 40 e 41, relativi a revoche d'incarichi nell'amministrazione regionale, all'istituzione di uno staff del commissario alla sanità calabrese, alla sottrazione di competenze a un dirigente del dipartimento per la salute, alla nomina di un contabile a 600 euro al giorno per il buco all'Asp di Reggio Calabria e all'autorizzazione, data alla stessa azienda, per assumere in proposito due consulenti esterni in violazione del blocco del turn over.
Secondo la parlamentare, «il commissario Scura ha decretato al di fuori dei propri poteri, invadendo competenze regionali e assumendo anche gravissimi provvedimenti di favore, totalmente privi di fondamento giuridico. Naturalmente – prosegue la parlamentare Cinquestelle – sarà portato anche in parlamento il caso di questo commissario che, chiamato a compiti delicatissimi, sta procedendo al di là delle leggi grazie al silenzio tombale della politica calabrese, a partire dal governatore Mario Oliverio». Infine, con nota a parte Nesci ha diffidato il commissario dell'Asp di Reggio Calabria, Santo Gioffrè, per la parlamentare nominato in totale violazione di legge, a non dare attuazione ai decreti di Scura riguardanti le recenti consulenze per l'ammanco finanziario di circa 500 milioni di euro all'azienda sanitaria.

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    La parlamentare M5S ha presentato un esposto alla procura di Catanzaro e alla Corte dei conti: «Il caso sarà portato anche in Parlamento»

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