Corriere della Calabria

REGGIO CALABRIA Mario Oliverio si incatenerà davvero davanti a Palazzo Chigi. Lo ha ribadito oggi al termine di un lungo consiglio regionale che, in teoria, avrebbe dovuto occuparsi solo di bilanci economici. «Non assumo strumentalmente questa posizione – ha spiegato il governatore –, lo faccio in modo sofferto: se non ci saranno risposte, statene certi, Oliverio si incatenerà, perché il governo del Paese, che è il mio governo, deve capire che in Calabria non si può andare avanti con questa situazione. Sono una persona libera da schemi e non mi guida la preoccupazione di apparire». Guerra di potere? «Di Scura non mi interessa nulla, parlo dell’istituto del commissario che è stato deleterio per tutta la regione. Non chiedo poteri per me, chiedo che si inverta il trend. Non è possibile continuare così». Bisogna, poi, rinegoziare il Piano di rientro. «Ma chi lo rinegozia, il commissario?», si chiede provocatoriamente il presidente. «La misura – spiega ancora – è colma. La Calabria non uscirà mai da questa spirale se non avrà la possibilità di investire risorse: per 7 anni è stata messa in castigo e ai margini». In coda, il messaggio al ministro Lorenzin: «La politica sanitaria regionale è in mano a un commissario di nomina governativa. Era stata lei, mesi fa, a dire che il giudizio sui commissariamenti era assolutamente negativo». 
Oliverio si spinge ancora più in là: «Ci sono sicuramente altri fattori che condizionano la mancata risposta a questa situazione. Chi sono queste forze? Direi i nomi, se li sapessi. So di sicuro che nel sistema sanitario ci sono interessi economici, lobbistici, politici e mafiosi. Il mio dovere è di non risparmiare nessuna energia per invertire questa situazione». 

RINVIO Di certo, la possibile e clamorosa protesta non avverrà prima del 27 novembre, giorno memorabile in cui, come tante (e inutili) altre volte in passato, il Consiglio discuterà (ancora) della disastrosa situazione sanitaria calabrese. Oliverio contro il commissario Scura, Oliverio contro il ministro Lorenzin, Oliverio contro il suo stesso governo: chi sta con lui, e chi con le controparti? A sollecitare una linea «netta» è Giuseppe Aieta, che invoca «chiarezza» anche da parte del suo stesso partito e prende una posizione precisa: «Io sto fino in fondo con il presidente, dobbiamo uscire da questa ambiguità e dire ai calabresi come la pensiamo, perché il popolo non distingue più tra noi e il commissario, tra le sue azioni detestabili – anche nelle relazioni con le istituzioni – e le nostre mancate politiche di programmazione sanitaria». Ecco, a parte Aieta, il dibattito innescato dalla mozione d’ordine presentata da Carlo Guccione, che chiedeva una discussione immediata sulla sanità, non ha infine trasformato il Consiglio in un sol uomo pronto a incatenarsi con Oliverio. Anzi, ha contribuito ad alimentare l’immagine di un’assemblea indecisa a tutto e incapace di prendere una posizione chiara contro il governo.  

MOZIONE La mozione di Guccione scatena il caos in aula, tra chi chiede una discussione immediata (anche Oliverio lo farà, accettando le provocazioni della minoranza), chi invoca un rinvio e chi assume l’una e l’altra posizione con il procedere della seduta. 
Guccione è dell’avviso che il Consiglio debba «discutere e affrontare il problema per capire perché non si è dato corso a quanto previsto dalla legge, e cioè che il presidente possa essere anche commissario della sanità». 
Mimmo Tallini appoggia l’idea della discussione immediata e la butta sull’ironia: «Ho anche sentito dire che Oliverio vuole tagliarsi le vene, vogliamo saperne di più perché ci teniamo alla salute del nostro presidente». Il capogruppo del Pd Sebi Romeo ricorda il consiglio ad hoc sulla sanità già programmato dalla Conferenza dei capigruppo, ma Alessandro Nicolò (Fi) invoca il voto nominale sulla proposta di Guccione. È il marasma.    
Tallini rincara la dose: «Non si capisce niente più nella sanità calabrese, la mozione di Guccione ha dunque quei motivi di urgenza di cui anche Oliverio ha parlato. Siamo stati in vacanza per tre mesi e tutti i giornali d’Italia ne hanno parlato, vogliamo continuare così?».

OLIVERIO SBOTTA Oliverio, a un certo punto esplode e rilancia: dibattito subito nel merito, senza aspettare il 27 novembre. Seguono decine di interventi dei consiglieri di maggioranza, tra chi invoca uno slittamento del dibattito e chi, invece, intende cogliere le provocazioni della minoranza. Alla fine, si trova un fragile accordo: il dibattito viene rinviato. Ma con il voto contrario di Oliverio, che attacca tutti: «Dopo aver sviluppato la discussione, far finta di rinviare tutto è un fatto ipocrita. Esprimo il mio dissenso di fronte a questi atteggiamenti che mortificano il ruolo del Consiglio». Tallini è il più svelto a replicare e a ritirare il suo voto favorevole al rinvio: «Oliverio offende la sua stessa maggioranza, noi siamo disponibili a star qui anche tutta la notte». Si accoda anche Romeo: «È evidente che dobbiamo continuare il dibattito». La chiude definitivamente Wanda Ferro con la proposta di uscire con un documento unitario al prossimo Consiglio.
La battaglia finisce qui: la seduta ah hoc si terrà tra due settimane. Poi Oliverio e la maggioranza decideranno come e in che modo portare la protesta a Roma. 

STOCCATE Nella confusione della seduta, la minoranza ha potuto comunque assestare diverse stoccate al governatore. 1. Mario Magno (Fi): «Sono favorevole all’assegnazione dell’incarico di commissario a Oliverio, ma non dobbiamo credere che la sanità sia solo Scura. I vostri direttori generali (è rivolto alla maggioranza, ndr) stanno producendo un disastro»; 2. Francesco Cannizzaro (Cdl): «Questo dibattito è ridicolo, vergognoso e mortificante. È triste vedere questa maggioranza che si sgretola giorno dopo giorno. O non contate nulla a Roma o siete completamente scollegati da un Pd orma in piena campagna elettorale. Non dovreste incatenarvi, dovete dimettervi se il vostro governo amico non vi ascolta»; 3. Wanda Ferro (Fi): «Il Consiglio si riappropri delle proprie funzioni e dica cosa vuole fare della sanità. La gente ci chiede servizi e noi dobbiamo, anche schierandoci con Oliverio se è il caso, essere parte attiva di un cambiamento».

FORZE OCCULTE Guccione, dal canto suo, va dritto al punto: «Il Consiglio non poteva stare in silenzio. Capiamo cosa significa sul piano politico e istituzionale il fatto che un presidente si debba incatenare, malgrado Oliverio abbia la stessa tessera di partito di Gentiloni? Non è possibile tenere all’oscuro quest’aula. Perché il governatore campano De Luca sì e Oliverio no? Voglio sapere se ci sono forze occulte che bloccano la nomina e voglio nomi e cognomi». 
Finisce così, con un dibattito sviluppato, ma solo in parte. Riflesso fedele di una sanità dimezzata e di un governatore incatenato. In tutti i sensi.

Pietro Bellantoni
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  • Occhiello Il governatore ribadisce l’idea di una protesta eclatante contro il commissariamento. Ma non mancano i distinguo. Il presidente: «Nel sistema interessi lobbistici e mafiosi». La minoranza: «Prendetevela anche con i manager che avete nominato». Guccione: «Forze occulte bloccano la nomina?»

Da tempo e da più parti si discute in maniera costante dell’indispensabile inversione di marcia che serve alla nostra Regione. Ciò poiché in tre anni di legislatura regionale si è fatto poco o nulla ma anche e, soprattutto, perché la Calabria non può permettersi di vedersi sfuggire l’ultimo treno dello sviluppo. Del resto sono diversi i segnali positivi che fanno ben sperare per il futuro prossimo: l’attenzione del governo nazionale nel destinare risorse utili a ridurre il gap economico-infrastrutturale, l’incessante lotta degli eroici magistrati calabresi nel contrastare sempre più efficacemente la criminalità organizzata e le situazioni di illegalità diffusa, le innovative idee imprenditoriali di molti giovani calabresi che decidono di restare e investire sul futuro della propria terra, il successo della manifattura calabrese oltre i confini regionali e nazionali etc. Esempi positivi che da soli però non bastano a rendere funzionale quel rinnovamento atteso e preteso dai cittadini calabresi. Questo perché, tra tutti gli attori necessari al processo di sviluppo e cambiamento della nostra regione, la burocrazia regionale (ahimè) continua ad essere, per usare una metafora, quella macchina dal motore lento e vetri scuri. 
Del resto politica e burocrazia sono due tra gli attori principali cui compete più di ogni altro la definizione degli atti propedeutici alla crescita della Calabria e, pertanto, in tale ottica diviene fondamentale la richiesta di un definitivo rinnovamento della macchina amministrativa regionale. Ad esempio perché non adottare sin da subito una profonda revisione dei procedimenti operativi attraverso una loro reingegnerizzazione? Si pensi a un processo utile a semplificare e velocizzare l’accesso dei cittadini sia agli uffici della cittadella regionale che ai servizi telematici offerti. In questo senso un importante aiuto potrebbe essere dato dalla telematizzazione dei servizi erogati; nulla di nuovo se posta esclusivamente in questi termini la questione poiché l’idea sarebbe quella di sviluppare una pagina del sito regionale dedicata esclusivamente alla facilità e velocizzazione di accesso dell’utente agli uffici della burocrazia regionale oltreché al grado di soddisfazione finale dei servizi erogati. Infatti si potrebbe creare un’apposita sezione in cui il cittadino/utente avrebbe l’opportunità di chiedere semplici informazioni tramite chat istantanea o un servizio di WhatsApp Smart Contact ovvero la possibilità di aprire un ticket online con relativo codice alfanumerico da utilizzare per seguire step by step il proprio procedimento. In questo modo l’utente avrebbe il vantaggio di seguire in tempo reale lo stato della sua pratica, la documentazione da produrre, il giorno, orario, dipartimento e ufficio in cui recarsi ogniqualvolta gli sarà richiesto, la PA regionale, invece, l’opportunità di avere un rapporto rapido, veloce e trasparente con l’utente. Alla fine della procedura l’utente verrebbe chiamato a valutare il servizio ricevuto tramite una sezione finale dedicata alla customer satisfaction; in questo modo si rispetterebbe, tra l’altro, la nuova normativa prevista dalla riforma “Madia” che ha introdotto nel decreto legislativo n. 150/2009 (legge Brunetta) l’articolo 19-bis, dedicato alla rilevazione del grado di soddisfazione degli utenti delle attività e dei servizi erogati dalla PA, oltre a rispettare le linee guida su anticorruzione e trasparenza. 
Una nuova cultura amministrativa cui è chiamata a rispondere la burocrazia regionale in un’ottica di coordinamento tra i vari nodi della rete: cittadino, impresa, ente locale.

*specializzando PA 

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  • Occhiello di Fabio Sarpa*

REGGIO CALABRIA La polizia ha arrestato due persone con l'accusa di essere state al comando di due delle imbarcazioni sulle quali viaggiavano parte dei 764 migranti giunti il 4 novembre scorso nel porto di Reggio Calabria a bordo della nave "Diciotti" della Capitaneria di porto sulla quale erano imbarcate anche otto salme. I due arrestati sono Issa Diallo, 19 anni, senegalese, e Ibrahim Sourba, di 21, della Guinea. Gli arresti sono stati effettuati dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, in collaborazione col personale della nave "Diciotti". 
I testimoni sentiti dalla Squadra mobile hanno riferito di essere stati imbarcati su un gommone sovraccarico con più di 150 persone a bordo, tutte prive di giubbotto di salvataggio. 
Il natante, secondo le stesse testimonianze, dopo ore di navigazione, è affondato riversando in mare gli occupanti. Situazione protrattasi per circa due ore fino all'arrivo dei soccorritori, che, oltre ai superstiti, hanno recuperato i corpi privi di vita di otto migranti, cinque donne e tre uomini. 
Ad entrambi gli arrestati viene contestato il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Issa Diallob è gravemente indiziato, inoltre, di aver cagionato la morte di due persone «come conseguenza non voluta del delitto doloso di immigrazione clandestina». 
Nei confronti dei due presunti scafisti il Gip di Reggio, su richiesta della Procura, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

 

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  • Occhiello La polizia ha arrestato due extracomunitari. Sono accusati di essere al comando delle imbarcazioni sulle quali viaggiavano parte dei 764 migranti sbarcati nel porto della città dello Stretto

CATANZARO Il dipartimento di Ingegneria informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica (Dimes) dell’Università della Calabria conferirà mercoledì 15 novembre prossimo a Ronald Fagin la laurea magistrale ad honorem in Computer engineering.
Ronald Fagin è un matematico americano di fama mondiale, noto per i suoi importanti contributi negli ambiti delle teorie delle basi di dati, la “Finite Model Theory”, e il “Reasoning About Knowledge”. Ronald Fagin è entrato a far parte della Ibm Research Division nel 1973. Nel 1975 si è trasferito presso l’Ibm Almaden Research Center di San Jose, in California, dove è attualmente “Ibm Fellow”. Ibm Fellow è la massima onorificenza dell’Ibm in ambito tecnico.
Attualmente ci sono meno di 100 Ibm Fellow attivi su 400.000 dipendenti Ibm presenti in tutto il mondo e ci sono stati solo 250 IBM Fellow negli oltre 50 di storia di tale onorificenza. Fagin ha conseguito la laurea in Matematica presso il Dartmouth college (Hanover, New Hampshire, Usa), e il dottorato di ricerca in Matematica presso l'Università della California a Berkeley. È Fellow delle organizzazioni internazionali Ieee (Institute of electrical and electronics engineers) e Acm (Association for computing machinery) nonché dell’American association for the advancement of science (Aaas). È co-autore di quattro articoli scientifici che hanno vinto il “Best Paper Award” e di tre articoli scientifici che hanno vinto il “Test-of-time Award”, tutti presentati in conferenze internazionali di primaria importanza. L’Università di Parigi gli ha conferito il titolo di “Docteur Honoris Causa”. Fagin ha ricevuto numerosi riconoscimenti professionali. Ieee gli ha attribuito l’Ieee W. Wallace McDowell Award (il più alto riconoscimento dell’Ieee computer society) e l’Ieee Technical Achievement Award. Acm gli ha assegnato il premio Acm Sigmod Edgar F. Codd Innovations per la sua prestigiosa carriera scientifica. È stato eletto membro dell'Accademia nazionale di ingegneria americana e dell'accademia americana delle Arti e delle Scienze.
La cerimonia è in programma alle ore 15 presso la sala “University Club” dell’Ateneo. Dopo l’apertura della cerimonia da parte del magnifico rettore, Gino Mirocle Crisci, il professor Sergio Greco, direttore del Dimes, spiegherà le ragioni del riconoscimento, mentre la laudatio del candidato è affidata a Luigi Palopoli, professore di Sistemi di elaborazione delle informazioni. Alle 16 sarà tenuta la lectio magistralis di Ronald Fagin dal titolo “Applying Theory to Practice”. La cerimonia si concluderà con la proclamazione e la consegna a Fagin della pergamena di Laurea e di una targa commemorativa. Fagin lavora da anni nell'ambito della teoria delle basi di dati, ambito scientifico di rilievo su cui il dipartimento di Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica ha prodotto e produce contributi scientifici di rilievo nazionale e internazionale.

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  • Occhiello Di origine americana, è famoso per i suoi studi sulle teorie delle basi dati. È entrato a far parte della Ibm Research Division nel 1973. La cerimonia si svolgerà il 15 novembre
Martedì, 14 Novembre 2017 18:24

Catanzaro, tensione tra Coisp e Questura

CATANZARO Il Coisp, sindacato autonomo di polizia, di Catanzaro ha annunciato l'interruzione unilaterale «di ogni rapporto di confronto con i vertici della Questura di Catanzaro». In una lettera al questore Amalia di Ruocco, il segretario provinciale del sindacato, Massimo Arcuri, afferma che la decisione «scaturisce dalle decisioni assunte negli ultimi mesi, che di fatto vanno ad incidere su quelle che sono le funzionalità del sindacato, in ogni sua fattispecie, in questa provincia». «Nei ripetuti incontri con i vertici della Questura - è scritto nella lettera - il Coisp ha cercato di assumere un comportamento responsabile anche di fronte problematiche complesse, con scelte non condivise, ma che sono state "digerite" in un ampio quadro di collaborazione improntato su onestà, sincerità e lealtà».
Nella lettera si citano, tra gli altri, i problemi legati ai «carichi di lavoro per un'equa redistribuzione delle ore di straordinario; il Commissariato di Lamezia Terme, quarta città della Calabria, privo di un adeguato numero di personale; più volte questa segreteria provinciale ha rappresentato le problematiche personali e familiari di alcuni colleghi, impossibilitati a garantire la turnazione». «Di fronte a tutto ciò - scrive Arcuri - riteniamo del tutto assurdo continuare a cercare di discutere con un'Amministrazione sul territorio del tutto "sorda", "muta", "cieca" e incapace a garantire il buon funzionamento dell'apparato sicurezza nella provincia di Catanzaro. È fisiologico che tale "interruzione dei rapporti" assumerà l'apertura di uno stato di agitazione degli operatori e del sindacato».

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  • Occhiello Il sindacato annuncia l'interruzione dei rapporti con vertici dell'ufficio. «Sordi a ogni richiesta»
Martedì, 14 Novembre 2017 18:08

Cosenza ha la “sua” casa comune

COSENZA Nasce a Cosenza il “Centro servizi per il volontariato” l’acronimo snello Csv ne racchiude lo spirito. Una casa per le 139 associazioni di volontariato che sono attive in città e che avranno adesso uno spazio a disposizione da condividere e da utilizzare come sottolineato più volte tra le strette di mano e i saluti istituzionali per la «formazione» e l’ «organizzazione» delle attività svolte dalle associazioni. 
La gratuità e l’impegno nella società necessitano di persone che sappiano approcciare ai problemi in modo preparato e competente e questi elementi hanno stuzzicato nel corso della prima consiliatura di Mario Occhiuto l’immaginazione di Alessandra De Rosa e dell’ex capo di gabinetto Carmine Potestio che hanno curato la realizzazione e la progettazione del centro. 
L’edificio individuato è quello della ex scuola “Don Milani” nel popolare quartiere di via degli Stadi, superati gli inghippi burocratici del commissariamento oggi è una realtà. Nei prossimi giorni l’amministrazione comunale pubblicherà una manifestazione di interesse per assegnare ufficialmente lo spazio e stilare un regolamento di utilizzo. Ma aldilà di tutto dice il consigliere De Rosa: «Sarà uno spazio sempre aperto a tutti, la solidarietà non ha colori politici».

UNA CASA COMUNE L’affollatissimo corridoio, palcoscenico del taglio del nastro, conferma come intorno al Csv l’attenzione degli addetti ai lavori sia molto alta.
Rappresentanti di associazioni e semplici associati hanno idealmente abbracciato le rappresentanze politiche in segno di gratitudine. La direttrice Mariacarla Coscarella, supera l’emozione e indica la mission: «Nella provincia di Cosenza ci sono oltre 700 associazioni, questo centro sarà il riferimento per diffondere cultura. Abbiamo già sottoscritto un accordo con l’università della Calabria. Adesso dobbiamo stare insieme e raccogliere questa sfida». All’interno del centro è già attiva “L’università del volontariato” diretta da Gianni Romeo: «Con la biblioteca sociale e le altre attività che saranno realizzate nel tempo questo luogo darà risposte importanti alla città».

TUTTI D’ACCORDO Sul welfare Mario Occhiuto strizza sempre l’occhio a sinistra. Velatamente lo ha sempre sostenuto nel corso delle ultime conferenze stampa. «Ho visto che oggi ci sono quelli che io chiamo “odiatori” in modo ironico – dice Occhiuto – vederli qui conferma che almeno in sei anni abbiamo fatto qualcosa di buono». Poi va al merito della questione. «Il centro è una di quelle opere a cui tenevamo molto, con questo luogo abbiamo realizzato un’opera a sostegno di chi si impegna quotidianamente ad aiutare gli altri».

 

Michele Presta
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  • Occhiello Inaugurata la sede del Centro servizi per il volontariato. Ospiterà le iniziative delle 139 associazioni presenti nella città. Occhiuto: «È una di quelle opere a cui tenevamo molto»

 

PIACENZA C'era anche un bambino autistico fra gli alunni della terza elementare della scuola Vittorino da Feltre di Piacenza che venivano sistematicamente presi di mira dalle due insegnanti arrestate dalla polizia municipale per maltrattamenti. Lo hanno spiegato in procura della Repubblica a Piacenza gli investigatori insieme al procuratore capo Salvatore Cappelleri e al sostituto Antonio Colonna che ha coordinato l'indagine. Gli inquirenti hanno raccontato come tutto sia nato meno di un mese fa dalla segnalazione dell'insegnante di sostegno dell'alunno autistico, che aveva notato i presunti maltrattamenti da parte delle due colleghe. Questo è bastato per far scattare l'indagine e le intercettazioni con le telecamere nascoste in classe. «Abbiamo documentato fatti significativi, con maltrattamenti sia fisici sia psicologici e morali nei confronti di alcuni bambini di 8 anni» spiegano in procura. Viene riferito, ad esempio, l'episodio di quando il bimbo disabile veniva deriso dalle maestre e umiliato perché non era in grado di leggere «e se si metteva a piangere gli veniva spinto in bocca con la forza un ciuccio da neonato per deriderlo ulteriormente davanti a tutti». Le due insegnanti, una piacentina di 45 anni e una 58enne originaria della provincia di Cosenza, sono ora agli arresti domiciliari dopo la convalida del loro arresto avvenuta davanti al gip.

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  • Occhiello Nei confronti della 58enne e della collega gli inquirenti avrebbero documentato maltrattamenti fisici e psicologici a bambini di 8 anni. Le segnalazioni erano partite dall'insegnante di sostegno di un alunno

REGGIO CALABRIA Gianluca Gallo è a tutti gli effetti un nuovo consigliere regionale della Calabria. Il neo rappresentante delle massime assise calabresi si è insediato nel corso della seduta di oggi. Gallo ha aderito al gruppo della Casa della libertà. L’ex sindaco di Cassano allo Jonio si è visto riconoscere da due tribunali il diritto a sedere in Consiglio a scapito di Giuseppe Graziano, decaduto in quanto avrebbe violato le norme che regolano le aspettative per mandato elettorale per i dipendenti pubblici.  
Gallo ha preso la parola per ricordare la vicenda che ha riguardato Wanda Ferro, integrata dopo un lungo iter giudiziario. All’ex candidata alla presidenza Gallo ha anche chiesto scusa «per la poca vicinanza» dimostrata al tempo in cui, per diversi mesi, «come Udc abbiamo inseguito Oliverio». 
«Quando mi è arrivata la notizia della sentenza della Corte d’appello di Catanzaro - ha detto ancora Gallo -, c’è stata da una parte gioia e dall’altra amarezza per le lungaggini del procedimento che mi ha visto protagonista. Quella lungaggine deve fare riflettere noi tutti, perché abbiamo bisogno di rifondare un sistema. E noi che siamo classe dirigente dobbiamo partecipare a rifondarlo, altrimenti non c’è certezza per nessun cittadino che inizia un percorso giudiziario. Se una causa che riguarda il consiglio regionale dura 2 anni e mezzo, immaginate cosa può accadere a un normale cittadino». «Non penso a dietrologie - ha puntualizzato il neo consigliere -, ma credo che serva certezza dei tempi giurisdizionali». Quanto alla sua adesione alla Cdl, Gallo l’ha motivata così: «È qui che i cittadini ci hanno detto di stare». 
«Con la mia presenza in Consiglio - ha concluso -, torna la presenza della mia città, Cassano, e dell’area del Pollino. Annuncio inoltre il mio sostegno al progetto di fusione di Corigliano e Rossano. L’idea è quella di lavorare insieme in quest’aula con spirito di collaborazione, senza un’opposizione preconcetta». 
«Con la sua presenza - ha commentato il capogruppo della Cdl Francesco Cannizzaro -, Gallo arricchisce l’aula e la minoranza. Ringrazio Graziano che in questi tre anni ha dato un contributo alla nostra regione».
Domenico Bevacqua (Pd) si dice «certo del contributo e dell’alto senso di responsabilità» di Gallo. Polemico, invece, Mimmo Tallini (Misto): «Se fossi un giornalista, oggi direi che la maggioranza perde pezzi. Non sarebbe un titolo forzato, ma un titolo dovuto e motivato dal fatto che (Graziano, ndr) è stato molto più utile rispetto a tanti altri della maggioranza. Oliverio ha avuto un feeling personale con lui al punto tale da essere l’unico uomo politico invitato alla nascita del suo movimento (il Cci, ndr), che ha l’ambizione di cambiare l’Italia. Spero che l’uscita di Graziano contribuisca a un chiarimento all’interno dell’aula e che riguarda il ruolo da lui avuto all’interno dell’Ufficio di presidenza». Tallini auspica un ripristino delle «regole fino a oggi negate». «Fino a quando non ci sarà un vero rappresentante dell’opposizione nell’Ufficio di presidenza - ha aggiunto - quelle regole rimarranno inascoltate».
Di altro avviso Giuseppe Giudiceandrea (Dp) che, nel dare il benvenuto a Gallo, ha anche ringraziato Graziano per essere stato «un leale avversario della maggioranza».

ASSESTAMENTO OK: SOLO 77 MILIONI “LIBERI” Il consiglio regionale ha approvato a maggioranza il rendiconto generale 2016 della Regione e gli assestamenti dei bilanci di previsione 2017-2019 di giunta e Consiglio. I residui attivi, alla chiusura dell’esercizio finanziario 2016, ammontano a 3 miliardi e 790mila, quelli passivi sono di due miliardi e 719mila euro. La situazione patrimoniale complessiva, al 31 dicembre 2016, è stabilita in sette miliardi e 191 milioni.
Quanto alla manovra di assestamento, ammonta complessivamente a 153 milioni di euro. La parte discrezionale soggetta alle decisioni di giunta e consiglio è di soli 77 milioni, di cui 48 afferiscono a maggiori entrate riscosse e accertate nel corso dell’esercizio 2017 e 29 milioni frutto di minori spese.
I provvedimenti sono stati illustrati dal presidente della commissione Bilancio Giuseppe Aieta e dal segretario-questore del Consiglio Giuseppe Neri. L’assessore al Bilancio e vicepresidente della giunta ha ricordato in aula la parifica del rendiconto e la «cessione di 27 milioni di derivati». 
«Con questa legge - ha detto ancora - diamo seguito alle prescrizioni della Corte dei Conti, la cui relazione ha comunque sollecitato il miglioramento dei flussi informativi, della gestione del patrimonio e di alcune tipologie contrattuali presenti in Regione».
Fausto Orsomarso (Misto) ha rilevato in aula che «a parte i primi sei mesi di legislatura, la maggioranza in commissione Bilancio è in realtà minoranza, dal momento che il numero legale è mantenuto dalla mia presenza responsabile. È grave che una delle commissioni più importanti della Regione non abbia i numeri per riunirsi».
Alessandro Nicolò (Forza Italia) auspica invece «un ascolto delle parti sociali» per le modifiche al bilancio previsionale.
«Siamo a metà novembre e stiamo approvando l’assestamento quando dovremmo procedere al previsionale 2018», ha osservato Viscomi nel corso del suo secondo intervento. «È noto - ha proseguito - che questo slittamento è dovuto al ritardo nella celebrazione dell’udienza di parifica della Corte dei conti. Da qui a un mese il Consiglio sarà comunque chiamato a pronunciarsi sul bilancio 2018». Quanto alla parte discrezionale nella disponibilità della giunta, «più della metà - ha rilevato Viscomi - deriva dal contrasto all’evasione fiscale». Il bilancio della Regione, inoltre, «continua a essere ancora gestibile in termini di prudenza così come prescritto dalla Corte dei conti».

Pietro Bellantoni
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  • Occhiello Il neoconsigliere regionale di centrodestra "esordisce" in Consiglio e si scusa con Wanda Ferro (per la «poca vicinanza» dimostrata quando l'Udc corteggiava Oliverio). Ok all'assestamento: solo 77 milioni "liberi". Viscomi: «Ceduti 27 milioni di derivati»
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REGGIO CALABRIA «Gli appalti pubblici, banditi da qualsiasi committente, nella provincia di Reggio Calabria, sono avvolti in una nebulosa. Opere per centinaia di milioni di euro, a causa dei motivi più disparati, sono oggi completamente bloccate. La riattivazione delle stesse spingerebbe Reggio e la sua provincia fuori dalla crisi, facendo ripartire l’edilizia, vero motore dell’industria di questo territorio e immettendo in circolazione una grande quantità di denaro che aiuterebbe tutti i comparti produttivi». È quanto si legge in un dossier di Ance Reggio Calabria che denuncia – si legge in una nota dell’Associazione dei costruttori – il mancato avvio o il blocco di centinaia di opere pubbliche che interessano l’intero territorio metropolitano. La ricerca, che utilizza dati messi a disposizione da Cassa edile, traccia «un quadro desolante di un territorio che continua a rimanere fanalino di coda, anche nell’ambito della stessa Calabria, di tutti gli indicatori socio-economici dell’intero territorio nazionale». Nel documento, che è stato inviato anche al prefetto di Reggio Calabria, sono contenuti i dettagli degli interventi la cui cantierizzazione era prevista per l’anno in corso, come più volte assicurato dagli enti che hanno competenza sull’attivazione di programmi strategici come il Patto per il Sud-Città metropolitana, la rimodulazione del decreto Reggio, il Pon Metro 2014-2020, il Patto per la Calabria ed altri finanziamenti previsti da apposite leggi. 
«Basta la semplice lettura dei macrodati – si legge ancora nella nota – per rendersi conto di quale sia il danno economico-occupazionale, con risvolti preoccupanti per la coesione sociale, che la situazione denunciata dall’Ance provoca allo sviluppo di questa terra. Dal 2008 (anno d’inizio della crisi) a giugno 2017 le imprese sono diminuite di 390 unità (26,32%). La scomposizione del dato evidenzia che il maggior numero di questa drastica diminuzione è concentrato nel periodo 2012/giugno 2017: -215 imprese (14,64 %)». Di conseguenza anche l’occupazione ha registrato un dato negativo: dal 2008 a giugno 2017, infatti, il numero di operai impegnati nell’edilizia è diminuito di 4.564 unità (52,81%) e il calo maggiore è concentrato nel quinquennio 2012 -giugno 2017: - 3136 addetti (40,12%). In forte flessione anche il monte salari dell’intero settore edile: meno 39,066 milioni di euro (56,43%) tra il 2008 – giugno 2017; anche in questo caso il periodo di maggiore crisi è compreso tra 2012 e il giugno dell’anno in corso: -23,625 milioni di euro (39,97%).
Nel dossier viene indicato il valore degli interventi pubblici attivabili in breve tempo: «Opere appaltate e ferme a vario titolo per 178.336.656,01 euro; opere del Patto per il Sud-Città Metropolitana di Reggio Calabria (con apertura cantieri programmata al 2017) 88.073.872,02 euro; rimodulazione Decreto Reggio (opere già programmate) 261.612.246,00 euro; rimodulazione Decreto Reggio (opere di nuova programmazione) 89.156.338,17 euro; Pon Metro 2014‐2020 per infrastrutture 18.075.034,07 euro; interventi previsti  nell’ambito del  Patto per la Calabria, localizzate in provincia di Reggio Calabria (porto di Gioia Tauro, sistema diga del Menta e Metramo, ospedale Morelli) 382.889.824,00 euro; opere del Patto per la Calabria comprendenti interventi nella Città Metropolitana di Reggio Calabria pari a 1.833.671.488 euro». Il dossier è completato dalle tabelle dei singoli interventi, che riportano l’ammontare complessivo del finanziamento, il costo e la previsione d’inizio dei lavori e tutte le altre notizie relative all’iter tecnico-burocratico.
«I dati contenuti nella ricerca – dice Francesco Siclari, presidente di Ance Reggio Calabria – rivelano la drammaticità della situazione del comparto edilizio del territorio della Città metropolitana. Il dossier, presentato insieme alla Confindustria reggina, è stato trasmesso al prefetto Michele Di Bari, perché, certi della sua sensibilità, intervenga personalmente e sottoponga il dramma dell'edilizia all’attenzione del Governo nazionale. Non bastano le risorse economiche – sottolinea Siclari – se non ci sono quelle umane indispensabili per portare avanti i procedimenti amministrativi. Dalla lettura dei numeri del nostro studio emerge il tracollo dell’edilizia che da sempre rappresenta l’elemento trainante dell’economia reggina. La paralisi delle opere pubbliche – conclude il presidente dell’Ance reggina – è la conseguenza di una serie di concause sulle quali non spetta a noi indagare, perché il nostro ruolo è quello di invocare a gran voce lo sblocco degli appalti e, di conseguenza, l’apertura dei cantieri. Il lavoro è l’unico antidoto ai mali sociali che affliggono Reggio e l’intera Città metropolitana».

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  • Occhiello La sezione reggina dell’Associazione dei costruttori edili ha realizzato un documento inviato anche al prefetto: «Gli appalti pubblici in provincia sono avvolti in una nebulosa»

CROTONE Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, verrà a Crotone per parlare della bonifica. A riferirlo è il sindaco della città pitagorica, Ugo Pugliese, che sabato scorso a Bologna ha incontrato il ministro. A Bologna i due, insieme a numerosi altri rappresentanti delle istituzioni, sabato scorso, hanno partecipato alla presentazione del Fico Eataly world, l’iniziativa messa in campo per promuovere «la meraviglia della biodiversità italiana». Non è la prima volta che Pugliese incontra Galletti. 
Il sindaco ha approfittato della presenza del ministro per strappargli l’impegno a scendere a Crotone e partecipare, insieme al governatore della Calabria, Mario Oliverio, a una iniziativa finalizzata a presentare alla città le cose fatte e le cose da fare. Galletti si è detto disponibile a venire a Crotone, ma non ha potuto garantire che lo farà per presenziare all’iniziativa che Pugliese intende organizzare. Non è, infatti, facile conciliare gli impegni del ministro e del governatore. Galletti verrà, ma molto probabilmente la sua presenza non coinciderà con l’iniziativa che il primo cittadino intende organizzare. A Crotone Galletti farà il punto, secondo quanto riferito da Pugliese, sul progetto di bonifica che interessa la città pitagorica e non solo. Il sindaco avrebbe strappato al ministro l’impegno di finanziare la riqualificazione della strada che collega il centro cittadino ionico con l’area archeologica di Capocolonna, oltre al recupero dell’agibilità della scuola elementare nel quartiere “S. Francesco”, chiusa da quando è stato scoperto che, nelle fondamenta dell’edificio, c’era il conglomerato idraulico catalizzato (cic), rifiuto derivante dalla lavorazione industriale nello stabilimento della Pertusola Sud. 

Gaetano Megna
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  • Occhiello Il sindaco Pugliese ha chiesto al membro del governo la disponibilità per un incontro con i cittadini e l’impegno a riqualificare la strada per Capocolonna e la scuola elementare “inquinata” realizzata su scorie tossiche
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