Corriere della Calabria
Venerdì, 03 Novembre 2017 20:59

Strada Longobucco-mare, lunedì al via i lavori

LONGOBUCCO Partiranno lunedì i lavori per il completamento della strada Longobucco - mare. Ad annunciarlo sono stati il consigliere Bevacqua e il presidente Oliverio. «Era essenziale – si legge in una nota congiunta - coordinare il rispetto del cronoprogramma prefissato  con l'ottemperanza puntuale alle normative vigenti: lo slittamento di qualche settimana che ne è conseguito, troverà compenso nella validità ed efficacia dell'opera, il cui completamento è garantito dai 19 milioni che abbiamo inserito nel Patto Calabria e sul cui utilizzo lavoreremo da subito. Esprimiamo il nostro apprezzamento per la solerte attività del Dipartimento regionale Trasporti e Lavori Pubblici e per il meritorio impegno del dirigente Luigi Zinno". Oliverio e Bevacqua sottolineano che «continueremo, come sempre a seguire passo passo quella che, a giusta ragione, consideriamo una priorità infrastrutturale. Essa consentirà, finalmente, il raggiungimento in tempi rapidi dei presidi sanitari sullo Ionio, nonché l'intensificazione dei flussi turistici fra mare, altopiano e paesi dell'entroterra, nella doverosa logica di un'agevolazione del benessere e dello sviluppo delle aree interne. La sinergia fra i vari livelli istituzionali, indirizzata verso obiettivi strategici, dimostra di saper produrre la principale finalità che la politica deve perseguire: il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini».

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  • Occhiello Ad annunciarlo sono stati il consigliere Bevacqua e il presidente Oliverio. «La nuova strada –spiegano - consentirà il raggiungimento in tempi rapidi dei presidi sanitari sullo Ionio, l'intensificazione dei flussi turistici fra mare, altopiano e paesi dell'entroterra»

REGGIO CALABRIA Dopo una pausa durata alcuni mesi, sono ricominciati i viaggi della speranza. Oltre 760 persone saranno accompagnate domani mattina dalla nave Diciotti della Marina Militare al porto di Reggio Calabria. A bordo ci sono 555 uomini, 97 donne e 112 minori, provenienti da Pakistan, Somalia, Eritrea, Nigeria, Sudan, Libia, Bangladesh, Ciad, Guinea, Algeria, Egitto, Mali, Costa d’Avorio, Nepal, Marocco, Ghana, Camerun, Kenia, Niger, Senegal, Sierra Leone, Etiopia, Sri Lanka, Iemen, Siria, Giordania e Libano. Ma non tutti i migranti che hanno tentato il viaggio in mare sono sopravvissuti alla traversata. Sulla nave vi sono anche le salme di otto dei ventitrè migranti naufragati in acque internazionali, avvistati dall’elicottero AB 212 e recuperati insieme a 64 sopravvissuti dalla nave militare spagnola Cantabria. Avviati i soccorsi, coordinati dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera, la nave spagnola ha raggiunto l'area del naufragio: sono stati cosi' presi a bordo i sopravvissuti e recuperati i cadaveri. Si teme che altre persone siano disperse. Se i dati del Viminale indicano un calo del 30% degli sbarchi quest'anno rispetto al 2016 (111.716 arrivi dal primo gennaio ad oggi contro i 159.534 dello stesso periodo dello scorso anno), negli ultimi giorni sembra, dunque, esserci una ripresa del "traffico" di barconi e gommoni nel Mediterraneo, destinazione Italia. Proprio le partenze dalla Libia, dopo il drastico calo seguito agli accordi stretti lo scorso luglio con le autorità dei principali porti usati dagli scafisti, Sabrata in primis, fa suonare un campanello d'allarme. Oltre agli assetti coordinati dalla Guardia costiera italiana, in questi giorni anche la Guardia costiera libica è stata protagonista di operazioni di soccorso in mare: nei giorni scorsi circa 400 migranti sono stati recuperati. Nelle ultime 24 ore, con il coordinamento della Guardia Costiera italiana, sono state salvate circa 700 persone che sono ancora a bordo delle navi schierate nel Mediterraneo. È già arrivata nel porto di Vibo Valentia Marina la nave inglese 'Acquarius' con a bordo 588 migranti, tra cui una quindicina di donne in gravidanza, soccorsi nei giorni scorsi lungo il Canale di Sicilia. Un gruppo di 48 persone giunto a bordo di una piccola barca di legno è stato invece scoperto su una spiaggia a Palmi, nei pressi di Reggio Calabria.

 

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  • Occhiello A bordo anche 8 salme. Un gommone è naufragato in acque internazionali, provocando la morte di 23 persone. Sessantaquattro i sopravvissuti, soccorsi dalla nave Cantabria
Venerdì, 03 Novembre 2017 19:39

Nocera riparte da chi sceglie di restare

NOCERA Il comune è uscito formalmente dalla fase di dissesto finanziario solo da qualche mese ma l'amministrazione di Nocera Terinese, guidata dal sindaco Fernanda Gigliotti, ha già messo nel mirino tutti quegli obiettivi che, nel breve e lungo termine, potranno fornire la spinta necessaria per rilanciare il tessuto economico e l'attività imprenditoriale. Una mission precisa, dunque, per un percorso arduo e in salita.
L'impegno assunto dall'amministratore si snoda, di fatto, in due precisi percorsi: garantire le attività di gestione e cura degli spazi pubblici e offrire al contempo strutture pubbliche a tutti coloro i quali vorranno fare impresa sul territorio comunale.
Al netto di ipotesi e iniziative, occorre la presenza di un interlocutore, un intermediario che assicuri tutti quei mezzi, anche finanziari, necessari per fare attività economica. Il soggetto individuato è Legacoop Calabria, pronta a scendere in campo e affianco ai "self-employed", garantendo agevolazioni e assistenza.
Ma il futuro di Nocera passa inevitabilmente dall'abbattimento del lavoro sommerso, piaga che colpisce indiscriminatamente l'intero territorio, ma anche dalla riscoperta di tutte quelle "vecchie" ma "nuove" attività lavorative che possano spingere i cittadini a scegliere di rimanere e non emigrare.
La strada per il futuro è stata tracciata. Come e in che termini i cittadini risponderanno resta ancora un'incognita tutta da scoprire. In gioco c'è la sopravvivenza di un'intera comunità.

Giorgio Curcio
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  • Occhiello Il comune, dopo la fase di dissesto finanziario, vuole rilanciare il tessuto economico attraverso la gestione degli spazi pubblici. L'interlocutore scelto è Legacoop Calabria

PRAIA A MARE Dire che i toni sono accesi non rende neppure lontanamente l’idea (e per fortuna c’è il video che vi proponiamo a confermarlo). Mario Oliverio era sempre stato duro nella valutazione del commissariamento della sanità calabrese. Era anche arrivato a dire ai suoi più stretti collaboratori che senza la possibilità di gestire la sanità «governare non ha senso». Ma venerdì pomeriggio, nell’occasione “festosa” della riapertura dell’ospedale di Praia a Mare (arrivata per via giudiziaria e non politica, giova ricordarlo), il governatore ha scaricato tutta la tensione accumulata in quasi tre anni di legislatura. E l’ha scagliata contro il governo e la politica nazionale. E pure, loro malgrado, contro i fiori sistemati sulla tavola imbandita per l’occasione, finiti ko dopo lo scontro con il presidente della giunta. 
La nota istituzionale è più soft, si limita a spiegare che il presidente «è ritornato sul tema della sanità, lanciando un vero e proprio appello al presidente del Consiglio dei Ministri Gentiloni e quindi al Ministro della Salute Lorenzin affinché possa essere superato il commissariamento  della sanità in Calabria». Ma i toni utilizzati dal governatore sono apocalittici: l’«andrò a incatenarmi davanti a Palazzo Chigi» ripetuto tre volte tra gli applausi dei convenuti è più di un ultimatum. «Sono stato eletto non per fregiarmi di un titolo ma per servire la mia terra – ha continuato, ormai paonazzo, il governatore –. E la mia terra voglio servirla». Laddove i decibel puntati su «servirla» sono quasi andati fuori scala. «Legato davanti a Palazzo Chigi», Oliverio ha intenzione di «parlare all’Italia di questa vergogna».  
«Come, tra l'altro, mostra l'esperienza dell'ospedale di Praia a Mare - ha continuato -, per vedere riconosciuto un diritto occorre aspettare anni. Siamo in una regione la cui sanità è commissariata dal 2010; piuttosto che mettere in atto una strategia volta a tagliare sprechi, a razionalizzare l'uso delle risorse, a migliorare i servizi si è pensato a fare tagli lineari, come quello che ha riguardato l'ospedale di Praia e non solo. È aumentato il numero dei calabresi che si curano fuori, oggi abbiamo superato i 300 milioni di unità, registrando il 30% di aumento; le liste di attesa sono cresciute, come i costi. La qualità delle prestazioni si è indebolita, per via dei vincoli scattati, come quello del blocco del turnover, con 4000 unità in meno rispetto al 2010. Il risultato di questa gestione è drammaticamente pagato dai calabresi». 

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  • Occhiello Il governatore a Praia a Mare lancia un ultimatum “apocalittico” a Gentiloni sulla sanità commissariata: «Pronto a parlare all’Italia di questa vergogna»

DAVOLI Una bomba aerea americana inesplosa, pesante oltre 220 kg, è stata trovata in località Malandrano di Davoli, nel corso di lavori di scavo per il ripristino di un metanodotto. Sul posto sono intervenuti gli specialisti dell'11mo Reggimento Genio di Foggia, competente per territorio, in particolare il Nucleo artificieri distaccato dalla seconda Compagnia guastatori di Castrovillari (Cosenza). I militari hanno provveduto a disporre la chiusura, in via precauzionale, del metanodotto adiacente al luogo di rinvenimento dell'ordigno, e hanno verificato le condizioni del sito e lo stato degli inneschi provvedendo ad ancorare l'ordigno al suolo, per evitarne ogni possibile movimento. La Polizia locale ed i carabinieri della Compagnia di Soverato stanno assicurando la continua vigilanza della zona e dell'ordigno per motivi di sicurezza. Nei prossimi giorni gli artificieri dell'Esercito effettueranno nuove verifiche sul posto e verranno concordate con la Prefettura le linee guida per il disinnesco e la rimozione. 

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  • Occhiello L’ordigno aereo americano è stato rinvenuto a Davoli nel corso di lavori di scavo per il ripristino di un metanodotto. Sul posto gli artificieri

Riceviamo e pubblichiamo:

La Regione certamente ha sostenuto la scelta operata dal management di Sacal di partecipare alla gara per l’affidamento della gestione totale trentennale degli aeroporti di Crotone e di Reggio Calabria. Questo significa attenzione da parte della Regione per il sistema aeroportuale calabrese, si tratta di un fatto da salutare positivamente, a condizione però che tale interesse sia dettato da una strategia nella politica dei trasporti e non da ragioni di mero equilibrio politico-territoriale. Purtroppo, da tempo attendiamo un piano industriale relativo ai due scali minori che coniughi efficienza ed equilibrio finanziario, senza compromettere il ruolo dell’aeroporto di Lamezia, inserito tra i 12 scali strategici (con Catania e Bari che scalpitano per sostituirlo) e confidiamo che tale attesa non sia vana nell’interesse degli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria. La Regione dovrà certamente dimostrare di essere altrettanto presente in relazione alla nuova aerostazione di Lamezia Terme, opera di un’importanza capitale per rendere lo scalo lametino una moderna porta d’ingresso della Calabria. Restiamo stupiti invece che l’attenzione della Regione verso gli aeroporti sia ad un tratto sfumata al momento del possibile acquisto delle quote societarie lasciate inoptate dagli altri enti pubblici. In questa circostanza la Regione non avrebbe dovuto lasciarsi sfuggire l’occasione, anche nella capitalizzazione, passaggio fondamentale per la Sacal, per esercitare un ruolo di garanzia ed autorevolezza. In un momento in cui gli enti locali soffrono finanziariamente e pertanto non hanno potuto sottoscrivere il secondo aumento di capitale, un maggiore investimento avrebbe avuto un significato politico di grande pregio per la Regione, di cerniera della parte pubblica e punto di riferimento irrinunciabile per il futuro della Società aeroportuale calabrese. Peraltro, il presidente di Sacal, al quale sono state attribuite le deleghe operative, è espressione della Regione, sicché la sottoscrizione di quote azionarie, economicamente non certo travolgenti per il bilancio della Regione, avrebbe dato la sensazione di una Regione che vuole essere un socio molto presente, desideroso da una parte di risanare la società dopo le gravi perdite dei bilanci passati e dall’altra di raggiungere l’obiettivo di portare a Lamezia 5 milioni di persone all’anno ed agli altri due scali Crotone e Reggio Calabria di superare ogni affanno economico, avendo un ruolo incisivo al servizio del territorio calabrese.

 

Luigi Muraca, coordinatore regionale di Direzione Italia

 

 

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  • Occhiello Lo ha detto Luigi Muraca, coordinatore regionale di Direzione Italia, commentando il ruolo dell'Ente nelle scelte del management della società. «Stupiti da attenzione che si è sfumata negli ultimi tempi»
Venerdì, 03 Novembre 2017 18:41

I carabinieri salgono in cattedra

COSENZA In concomitanza delle celebrazioni del 4 novembre “Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate”, molte sono state le iniziative intraprese dal Comando provinciale carabinieri di Cosenza per rendere questo giorno una ricorrenza speciale e per riaffermare quel legame tra la gente e la Benemerita. Tra questi eventi, quello particolarmente sentito dal comandante provinciale, tenente colonnello Piero Sutera, sono gli incontri istruttivi dell’Arma presso le Scuole.
Questa mattina presso l’istituto comprensivo “Bernadino Telesio” di Spezzano della Sila e l’istituto comprensivo “Abate Gioacchino” di Celico, gli alunni delle scuole elementari e medie, hanno partecipato a una conferenza tenuta dal tenente Felice Bucalo. L’incontro ha avuto come elemento trainante quello di rafforzare i legami tra le Forze armate e i cittadini, oltre che rinvigorire, specie nelle giovani generazioni, quel patrimonio di coesione e d’identità nazionale che gli Italiani hanno saputo costruire nel corso della loro storia, anche attraverso dolorose esperienze. Nel corso della conferenza, l’ufficiale ha illustrato agli alunni i passaggi storici che hanno reso importante e significativa la ricorrenza che celebra il “Giorno dell’Unità Nazionale”, e l’impegno profuso dalle Forze armate nel ruolo cruciale nella difesa di valori come libertà e democrazia, anche all’estero.
Domani mattina, nella giornata commemorativa, i carabinieri aprono le porte delle caserme ai cittadini, sono quelle di Cosenza (“Paolo Grippo”- brigadiere dei carabinieri Medaglia D’Argento al valore militare alla Memoria), San Marco Argentano, Castrovillari, Paola e Rende.
A Cosenza in Piazza Kennedy è stata allestita una vetrina espositiva dei carabinieri, ove sosteranno nella mattinata sempre di domani una Jeep Renegade e l’Alfa 159 del Pronto Intervento “112”.  

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  • Occhiello I militari del comando provinciale di Cosenza hanno incontrato gli studenti di Spezzano e di Celico. Domani, in occasione della Giornata delle Forze armate, le caserme rimarranno aperte
Venerdì, 03 Novembre 2017 18:29

Sequestro di beni, Musella rinuncia al Riesame

REGGIO CALABRIA Niente Riesame per Adriana Musella. Lo scorso 25 ottobre, giorno fissato per l’udienza relativa al sequestro eseguito nei confronti della presidente dell’associazione Riferimenti, in aula non si è presentato nessuno, né la diretta interessata, né i suoi legali. Una mossa che c’è chi interpreta come un tentativo di evitare un’eventuale pronuncia sfavorevole, che potrebbe compromettere in modo irreversibile o quasi il procedimento che attualmente vede indagata Musella per truffa e appropriazione indebita. Per i magistrati, la presidente della nota associazione antimafia avrebbe usufruito in modo molto personale dei fondi messi a disposizione di Riferimenti.

IL SEQUESTRO Per questo motivo, il procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e il pm Sara Amerio hanno chiesto e ottenuto il sequestro preventivo di beni per l’equivalente di 75mila euro. Un provvedimento convalidato solo per circa 45mila euro dal gip a causa della prescrizione, che ha reso non perseguibili alcuni episodi di reato, e limiti temporali di applicabilità della nuova disciplina del sequestro per equivalente. Tuttavia - mettono in chiaro gli uomini della Guardia di Finanza che hanno effettuato gli accertamenti - dall'analisi delle transazioni bancarie emergono tutta una serie di «operazioni che sono state saldate mediante i conti dell'associazione e che, almeno allo stato degli atti, non appaiono giustificabili in termini di coerenza con quanto risulta essere oggetto delle finalità di Riferimenti».

SPESE NON CONFERENTI Dei circa 523 mila euro che dal 2010 al 2016, l'associazione nazionale Riferimenti- Gerbera Gialla ha percepito da enti pubblici e para-pubblici -  Consiglio Consiglio regionale della Calabria, le Province di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Verona, Salerno, i Comuni di Santa Maria Capua a Vetere, Bollate, Gioia Tauro, il M.I.U.R., il Consiglio Ordine degli Ingegneri di Salerno e la Camera di Commercio di Reggio Calabria - molti sembrano stati destinati a spese che con l'antimafia non hanno nulla a che fare. Viaggi personali, cene e pranzi al ristorante, soggiorni in hotel, libri di ricette e manuali per diete famose, elettrodomestici, strumenti musicali, oggetti d'arredo, non meglio precisati prodotti arte orafa. Ma dagli accertamenti dei finanzieri sono emerse anche spese per viaggi in treno (anche per parenti), taxi (ben 170), strumenti musicali, abbigliamento, libri di ricette, arredi, casalinghi, telefonia, elettrodomestici, pranzi e cene «non giustificabili in relazione a eventi o manifestazioni organizzate dall'associazione», pernottamenti, soggiorni e spese di viaggio «non correlati ad alcun episodio pubblico in cui Riferimenti sia stata coinvolta.

DALLE DIETE AI WEEKEND ROMANTICI In conto all'associazione sono finiti pranzi anche ad un lido di Positano, prodotti per parrucchieri, un passaggio alla Sagra del vino e - sottolinea il gip - persino manuali sulla dieta Dukan. A questo, secondo la Guardia di Finanza, sono servite parte delle somme versate negli anni all'associazione nazionale antimafia 'Riferimenti-Gerbera gialla' e destinate a spese più che personali. A spese dell'associazione, Musella e il suo ex compagno Salvatore Ulisse Di Palma (non indagato) -  medico di mestiere ma chiamato a firmare un libro sulla storia del padre della presidente- hanno soggiornato in alberghi a Orvieto, Assisi, Verona, Firenze e Salerno, sembra abbiano passato un romantico capodanno sulla neve, e hanno dormito in hotel a Roma, esattamente - si legge nelle carte - il giorno prima della partenza da Fiumicino per tre viaggi di piacere alle Maldive, in Messico e in Marocco e Andalusia.

Alessia Candito
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  • Occhiello Nessuno si presenta in aula per la difesa nell’udienza in cui si sarebbero discusse le accuse alla presidente dell’associazione antimafia Riferimenti

CATANZARO Dietro le quinte di una delle giornate più importanti per la Procura di Catanzaro, che ha visto implementare il proprio organico di sei nuovi componenti, ci sono festeggiamenti lampo e una parola d’ordine: lavoro. E ci sono anche numeri non da poco: 800 fascicoli da distribuire che alleggeriranno le già oberate scrivanie dei sostituti procuratori. Ma il fermento intorno agli uffici catanzaresi non si ferma qui. Due nuovi magistrati di esperienza sono in arrivo per rinfoltire le forze della sezione antimafia mentre i lavori, e le attese, fervono intorno alla nuova sede della Procura che sorgerà nell’area dell’ex carcere militare. E poi ci sono le storie, di chi poteva avere vita facile sotto casa e invece ha scelto la trincea di una Procura “tosta”. Ma procediamo con ordine.

I NUOVI PM Da giovedì la Procura di Catanzaro ha accolto nel proprio organico sei nuovi sostituti. Un investimento notevole da parte del ministero della Giustizia che, insieme al capitale umano, si è adoperato per dotare la Procura di uffici, computer e personale. I nuovi giovani pm sono già stati destinati all’ordinario che comprende le sezioni economia, pubblica amministrazione e fasce deboli. Nel giorno del loro insediamento, circondati da parenti eleganti ed emozionati, i tempi per i festeggiamenti sono stati contingentati in maniera quasi militare, cronometro alla mano: l’urgenza era quella di sedersi attorno a un tavolo con il procuratore capo Nicola Gratteri e gli aggiunti Giovanni Bombardieri e Vincenzo Luberto. Ottocento fascicoli sono stati distribuiti ai nuovi arrivati, 400 noti e 400 non noti, già firmati dal procuratore capo. La procura ordinaria sarà presto coordinata dal nuovo aggiunto Vincenzo Capomolla, scelto all’unanimità dal Plenum del Consiglio superiore della magistratura a metà ottobre e che prenderà servizio dopo la pubblicazione della nomina in Gazzetta ufficiale. Capomolla sarà, inoltre, responsabile dei procedimenti riguardanti i magistrati in riferimento ai distretti di Reggio Calabria e Potenza.

POTENZIATA LA DDA Ai sei magistrati di prima nomina, si aggiungeranno presto due nomi di prestigio che andranno a far parte della Direzione distrettuale antimafia: Antonio De Bernardo, già pm alla Dda di Reggio Calabria e Paolo Sirleo, magistrato proveniente dall’ispettorato generale del ministero della Giustizia. All’antimafia passerà anche Annamaria Frustaci, arrivata dalla Dda di Reggio Calabria lo scorso anno.

LAVORI IN CORSO Fascicoli e progetti invadono in questi giorni la scrivania del procuratore Nicola Gratteri. Ci sono i lavori per la nuova Procura: il progetto presentato dovrebbe andare in appalto a gennaio. Ma c’è anche da fare posto, nell’immediato, ai nuovi arrivati. E così via a spostare le sale per le intercettazioni, accorpare settori, ottimizzare gli spazi. Chi lo ha incontrato ad agosto ha spesso dovuto seguire Nicola Gratteri di corsa per i corridoi con ordini per le maestranze, fascicoli da etichettare, spostamenti da eseguire.

DA BRESCIA A CATANZARO Giovane, brava, una delle prime classificate nel concorso in magistratura è di Brescia. Nella sua città c’erano sette posti liberi. Una scelta che poteva essere comoda e rassicurante la sua. Invece no. Ha scelto Catanzaro, molto lontano dal suo territorio, un distretto difficile per il quale negli anni passati non era facile trovare “volontari”. Ma non per la giovane nuova pm che ha fatto una scelta decisa: vuole lavorare con Nicola Gratteri in un territorio in cui il lavoro duro non mancherà. Ma, come ha detto nel giorno dell’insediamento il suo nuovo capo: «Questo posto vi segnerà come un mal d’Africa. Proverete emozioni, paura, bocca amara quando non saprete cosa fare. Ma la mia porta e quella di tutti i colleghi saranno sempre aperte».

 

Alessia Truzzolillo
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  • Occhiello Dopo i festeggiamenti lampo gli uffici giudiziari del capoluogo sono un cantiere aperto. Ai sei magistrati di prima nomina si aggiungeranno presto due nomi di spessore per la Procura antimafia. E c’è anche chi ha deciso di stare molto lontano da casa pur di lavorare in Calabria

CATANZARO «Se un giovane in Calabria vuole far partire la propria idea imprenditoriale con le proprie forze, senza attendere i tempi biblici della burocrazia regionale,  deve rinunciare alle agevolazioni previste proprio per favorire l’auto-impiego e l’auto-imprenditorialità». È quanto afferma in una nota il consigliere regionale Wanda Ferro (gruppo Misto), che spiega che il problema sarebbe dovuto alla «assurda previsione del bando regionale che ha come obiettivo l’inserimento lavorativo dei disoccupati di lunga durata e dei soggetti con maggiore difficoltà di inserimento lavorativo, delle persone a rischio di disoccupazione di lunga durata e per sostenere l’imprenditoria femminile». «Il bando infatti prevede – prosegue Ferro – che le spese ammissibili “devono essere sostenute e pagate successivamente alla data di ammissione alle agevolazioni”. Ciò significa che un giovane che vuole far partire un’impresa perché ritiene che questa possa avere successo, realizzando una concreta opportunità di sostegno economico, deve scegliere se aspettare per mesi e mesi la risposta della Regione, oppure avviare l’attività rinunciando alle agevolazioni, che consistono in particolare nel finanziamento a fondo perduto del 75 per cento delle spese sostenute». «Una previsione così formulata finisce per assegnare le risorse a quei progetti nati con il solo obiettivo di intercettare il finanziamento pubblico, anziché agevolare le iniziative di qualità che hanno maggiore capacità di affrontare il mercato. Inutile dire – conclude Ferro – quanto il sentimento di sfiducia si vada diffondendo tra i tanti giovani e i soggetti svantaggiati che si erano illusi di poter contare su un aiuto pubblico per creare il proprio lavoro realizzando una piccola attività imprenditoriale».

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  • Occhiello Wanda Ferro mette in evidenza le contraddizioni dell’avviso pubblico: «Un giovane che vuole far partire un’impresa deve scegliere se aspettare per mesi e mesi la risposta della Regione, oppure avviare l’attività rinunciando alle agevolazioni»
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