Corriere della Calabria

REGGIO CALABRIA All'alba di lunedì un violento acquazzone si è abbattuto su Reggio Calabria e la città si è svegliata semisommersa. In zona sud, l'acqua ha invaso piazze e cortili, arrivando a sommergere persino le auto. Critica la situazione anche nella periferia nord, mentre in tutto il centro si segnalano tombini saltati, alberi spezzati, allagamenti. A causa del maltempo, l'erogazione di corrente elettrica è saltata in molti reparti degli Ospedali Riuniti e si lavora solo grazie al gruppo elettrogeno. In Viale Europa, un'auto si è ribaltata a causa dell'asfalto reso viscido dalla pioggia e da detriti finiti sulla carreggiata. In via San Pietro un'altra auto è rimasta incastrata dentro un tombino, reso invisibile dall'allagamento della strada, scoperchiatosi per la forte pressione dell'acqua. La situazione più grave si registra in Piazza della Pace, zona sud della città, dove, proprio accanto allo stadio, si ripetono gli allagamenti nella zona bassa della piazza. Le forti piogge hanno creato in poco tempo un lago che ha completamente coperto alcune automobili parcheggiate. Gli abitanti di alcuni condomini sono rimasti bloccati in casa, e sono in attesa dell'intervento dei Vigili del Fuoco. La zona, nonostante i lavori realizzati dal Comune, per un migliore sistema di deflusso delle acque, in caso di forti piogge rimane completamente isolata. La situazione appare in miglioramento anche se il cielo è coperto e la pioggia potrebbe riprendere a cadere.

ALLERTA METEO Domenica sera la Protezione civile regionale ha diffuso un messaggio di allertamento per previsioni meteorologiche avverse sulla Calabria. «Dalle prime ore di lunedì 6 novembre 2017 e per le successive 18-24 ore – si legge nel messaggio di allerta – si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale». I fenomeni «saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e venti da forti a burrasca provenienti dai quadranti meridionali». Possibili, inoltre, mareggiate lungo le coste esposte.

CROTONE: SI RIUNISCE UNITÀ DI CRISI Il prefetto di Crotone ha convocato per la mattinata odierna un'Unità di crisi in via preventiva, al fine di operare un punto aggiornato della situazione, in particolare – si legge nella nota della Prefettura – sul territorio di Petilia Policastro, già in passato interessato da dissesto idrogeologico. L'Unità di crisi resterà permanentemente allertata, pronta a riunirsi nuovamente, se necessario.

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  • Occhiello Primi disagi all'alba in riva allo Stretto. Auto sommerse in alcuni parcheggi e tombini saltati. A Crotone il prefetto ha convocato l'Unità di crisi. Per la Calabria 24 ore di allerta meteo

REGGIO CALABRIA «Il procedimento penale nato in relazione alle elezioni del 2010 per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria per il quale ero candidato, in cui risultavo indagato dalla Direzione distrettuale di Reggio Calabria, è stato archiviato dal Gip competente in data 7 agosto 2017. Si acclara in via definitiva la mia estraneità rispetto a relazioni o qualsivoglia patto con ambienti mafiosi. La vicenda processuale, quella vissuta da sindaco, si era già conclusa da più tempo con l'assoluzione con formula piena». Lo rende noto, in un comunicato, Pietro Crinò, medico e imprenditore nel settore sanitario, a lungo sindaco di Casignana, presidente dell'Assemblea dei Sindaci dei Comuni della Locride dal 2008 al 2011, consigliere regionale dal 2013 fino alla conclusione della scorsa legislatura. 

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  • Occhiello L’ex consigliere regionale, a lungo sindaco di Casignana, era indagato dalla Dda di Reggio in relazione alle elezioni del 2010

GIOIA TAURO Da questa mattina una delle vie del centro di Gioia Tauro porta il nome di Ferdinando Caristena, commerciante 33enne del paesone del Reggino, brutalmente ucciso da due sicari nel maggio del 1990. Uomo libero, forse troppo secondo gli ipocriti parametri della Piana, Caristena ha pagato con una salva di proiettili la “colpa” di essersi innamorato di una donna dopo aver avuto per lungo tempo una relazione con un uomo. Un peccato capitale a Gioia Tauro, soprattutto perché l’amore del commerciante era ricambiato e la donna, che era pronto a sposare, era la sorella di Gaetano Mazzitelli, cognato del boss Mommo Molè. Mai e poi mai – ha dichiarato il pentito Annunziato Raso, che a più di due decenni di distanza ha svelato i retroscena di quell’omicidio – il boss avrebbe potuto tollerare di avere tra i parenti, anche acquisiti, una persona dalla vita sessuale così aperta.  Per questo – ha spiegato il pentito – Caristena è stato ucciso. Un “martire del pregiudizio” cui Gioia Tauro ha voluto dedicare una strada. Ad avviare l’iter, su sollecitazione del massmediologo Klaus Davi, che si è fatto promotore della petizione, è stata l’amministrazione di Giuseppe Pedà in nome «della memoria di tutte le vittime innocenti, cadute a causa della violenza mafiosa affinché il ricordo dei tragici fatti che hanno caratterizzato il nostro passato – scrisse Pedà – impedisca il ripetersi di simili eventi in futuro». Il Comune è poi stato sciolto per infiltrazioni mafiose, ma anche i commissari che da circa un anno lo reggono hanno voluto portare fino in fondo il progetto. L’iniziativa inizialmente ha preso in contropiede anche la famiglia, che ha lamentato di non essere mai stata coinvolta. Ma il tempo sembra aver sciolto anche le iniziali ritrosie e questa mattina anche il fratello di Caristena e la figlia hanno voluto essere presenti alla cerimonia di scopertura della targa dedicata al congiunto. Alla manifestazione hanno partecipato anche il prefetto Michele di Bari, il Questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, il presidente dell’Arcigay di Reggio Calabria, Lucio Dattola,  e lo studioso e giornalista Arcangelo Badolati, amico personale di Caristena. «Una vittima dell’amore – lo ha definito Badolati –. Ha pagato la libertà di aver voluto scegliere chi amare, uomo o donna che fosse. Questo a Gioia Tauro era ed è un peccato capitale, perché la ‘ndrangheta è la negazione stessa del concetto di amore. E quando non si può amare non c’è libertà».

 

a. c.

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  • Occhiello La cerimonia si è svolta domenica mattina. Secondo quanto raccontano alcuni pentiti il commerciante fu ucciso a causa di una relazione con un appartenente a una famiglia legata al clan Molè

CATANZARO «Ma qual è la partita che gioca l'Anas sulla Trasversale delle Serre? Dica chiaramente e possibilmente evitando il gergo burocratico, se sta con la Calabria o se, al contrario, rema contro. Sarebbe bene, nell'interesse generale, che i suoi vertici, nazionali e regionali, non sottovalutassero più quest'importante infrastruttura che reca le stimmate di uno scandalo cinquantennale tuttora, scandalosamente, sotto gli occhi di tutti». Lo afferma in una nota la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco. «E fornissero - prosegue - le risposte puntuali ai quesiti posti dal comitato “Trasversale delle Serre - 50 anni di sviluppo negato” che, in maniera encomiabile, sta esercitando il diritto-dovere di una cittadinanza vigile e finalizzata a porre fine a un'incompiuta storica. Un'incompiuta che racconta l'inefficacia di decenni di spesa pubblica, visto che a quanto pare si è ancora lontani da una soddisfacente conclusione dell'opera per la quale occorrono altre ingenti risorse, e, al contempo, la responsabilità di chi ha contribuito a penalizzare, costringendolo all'isolamento, una parte del territorio meridionale tra i più suggestivi del Paese per bellezze paesaggistiche e ricchezze spirituali. Se si è consapevoli del credito enorme che quell'area vanta nei confronti dello Stato e delle condizioni complessive preoccupanti che la caratterizzano, sia in termini di sottosviluppo che di spopolamento e di disagio sociale, è evidente che altri ritardi ingiustificati e comunque, come denuncia il Comitato, non esaustivamente illustrati, risultano per davvero insopportabili. Occorrono, pertanto, non più o non soltanto “tavoli” d'incontri con gli eroici amministratori dell'area che in questa battaglia di civiltà non hanno mai lesinato impegno e protagonismo, ma segnali fermi e inequivocabili, che diano informazioni sulle progettazioni esistenti, sulle coperture finanziarie, ma soprattutto sui tempi previsti per l'inizio dei lavori. Infine: si è davanti a uno scandalo storico, e tutti ne abbiamo cognizione certa». «Non sarebbe, dunque - conclude Flora Sculco - buona e seria cosa abbandonare finalmente posizioni autoreferenziali che non fanno altro che amplificare i sospetti, e agire, tutti i soggetti che ne hanno titolo incluso il Comitato, all'unisono e nella massima trasparenza, per vedere di uscire al più presto da questo buco della storia meridionale e italiana?».

 

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  • Occhiello La consigliera regionale di Calabria in Rete si schiera al fianco dei sindaci e del Comitato: «Quest'importante infrastruttura reca le stimmate di uno scandalo cinquantennale che è tuttora, scandalosamente, sotto gli occhi di tutti»

COSENZA Eletto con il 92.3 % dei consensi. Nel quinto giorno di novembre dell’anno 2017 Luigi Guglielmelli inizia il suo secondo mandato come segretario provinciale di Cosenza del Partito democratico. Un risultato che non sorprende anche perché, visto il passo indietro dell’altro candidato, Giuseppe Mazzuca, la volontà degli iscritti si è riversata tutta sul segretario uscente, eccezion fatta per chi ha deciso di sostenere Angela Donato. Al cinema-teatro Italia, il Pd in gran completo celebra il terzo congresso provinciale. “Destinazione Italia” è il sottopancia del logo dem, un vagone del treno condotto dal capomacchina Matteo Renzi diretto alla stazione “Politiche 2018”. E Guglielmelli ne va fiero. «Se penso a come il nostro Paese era quattro anni fa e a come adesso penso al grande lavoro fatto dal Partito democratico in questi anni». Poi tocca andare nello specifico, quello della provincia di Cosenza, rimarginare lo strappo con gli elettori, e puntare su questa ritrovata unità: «Lavorare, continuando a fare quello che ci siamo prefissati quando siamo nati 10 anni fa. Abbiamo un obbiettivo da raggiungere ed è quello delle elezioni politiche».

VOLANO STRACCI Le oltre tre ore di attesa non sono bastate ai delegati, in modo particolare a quelli di “Aria Nuova” di Graziano di Natale a guadagnarsi il diritto di parola. «Alla faccia della democrazia», urlano quando si rendono conto che era arrivato il momento delle conclusioni. La riconvocazione dell’assemblea per la votazione del presidente di assemblea e degli altri membri viene bollata come un «metodo vecchio di fare politica che non si può più accettare». Insomma doveva essere una festa ma per il gruppo dell’ex presidente della provincia è stata «la giornata più brutta». E a margine, nel rilanciare le intenzioni di fare una iniziativa che faccia emergere le grandi contraddizioni del Partito democratico cosentino aggiungono: «Noi siamo impegnati a portare avanti la direttrice nazionale del nostro partito come indicato da Renzi, questo non è certamente il modo di rinnovare i modi di fare politica».

TAXI DRIVER I big dem non hanno scarseggiato in puntualizzazioni sull’uso che si fa oggi del partito. L’accusa da Cosenza segue la direzione che porta a Vibo e alle scelta dei consiglieri regionali Vincenzo Pasqua e Arturo Bova. «Quando ci sono le elezioni c'è l’epidemia della “candidatite” – ha commentato Ernesto Magorno –. Si ha ragione quando si combatte all’interno del partito non quando lo si usa come un taxi». Accaparrarsi un seggio o trovare un modo per guadagnarsi una candidatura, le scelte di Pasqua (nel senso più ampio dell'abbandono della coalizione) e Arturo Bova (che ha lasciato il Pd) viene bocciata anche dal collega Carlo Guccione: «È sbagliato andare via come hanno fatto alcuni consiglieri regionali, bisogna andare via di massa non fare delle scissioni così».

O BELLA CIAO Se Matteo Renzi è accusato di fare delle scelte poco di sinistra, dal capoluogo bruzio il Partito democratico sembra voler perseguire la strada della lotta contadina e proletaria. «Questa mattina alla mia bambina di tre mesi – dice Magorno – fischiettavo la canzone partigiana e mi chiedevo se anche io sarò capace di infondere a lei i valori che mi hanno trasmesso i miei genitori». Anche Guccione rispolvera la grande tradizione comunista di famiglia: «Il Pd deve essere come il partito comunista, dare la speranza a chi non ce l’ha di sapere che può farcela. Dobbiamo tornare a fare la sinistra». Lavoro e reddito, sull’essere sinistra anche il governatore Mario Oliverio ricorda il lavoro fatto in questi mesi dalla Regione per gli Lsu e annuncia una conferenza stampa in cui spiegherà in che modo sarà riorganizzata Calabria Verde.

JE SUIS OLIVERIO L’assemblea ha approvato all’unanimità un ordine del giorno di sostegno a favore della battaglia sulla sanità che il presidente Oliverio ha annunciato e ribadito anche a Cosenza di voler condurre strenuamente anche incatenandosi a palazzo Chigi. Il partito è con lui: «La sanità regionale è commissariata per responsabilità del centrodestra, il piano di rientro nel 2009 è stato gestito da Loiero – dice – mentre Scopelliti è andato da Berlusconi chiedendo di essere nominato commissario ma di fatto tutto è gestito in modo ragionieristico con un depauperamento e dimensionamento dei servizi sanitari». Per il governatore i cittadini calabresi sono da tutelare, non è una polemica né una scelta politica: «Al governo c’è stato prima Renzi adesso Gentiloni; per me – dice Oliverio – è un dolore fare tutto questo, ma non possiamo più aspettare». «In Calabria non esiste alcun “caso Scura”. La sanità è un problema della Calabria e dei calabresi. Insisto su questo concetto perché – aggiunge il governatore – vedo che, molti in buona fede e altri in malafede, tendono a dare una rappresentazione distorta di questa situazione, riducendola solo ad un mero scontro di potere tra me e l'attuale commissario. Se ci fosse stato un problema di questo genere avremmo assunto gesti eclatanti sin dall'inizio della nostra elezione. Il problema del Commissariamento lo poniamo oggi perché partiamo dai dati che documentano una situazione in continuo peggioramento. Il Commissario, che ha supplito in tutto la Regione e che aveva il compito non solo di risanare i debiti, ma anche di riorganizzare i servizi sanitari, oggi presenta un bilancio totalmente negativo che vede la Calabria sempre più distante dal resto del Paese per quanto riguarda l'offerta dei servizi. Il mio grido di allarme, quindi non è un atto strumentale. È un atto lucidamente pensato rispetto a risposte che, fino ad ora, non sono arrivate. Non c'è nessun attacco al governo Gentiloni, che rispetto molto e ritengo stia facendo un lavoro assai importante per la vita del Paese e anche della Calabria. Il mio è solo un atto di responsabilità nei confronti della mia regione».

«SOLITI GIOCHI DI POTERE» «Abbiamo assistito ai soliti giochi di potere all'interno dell'area renziana del Pd della provincia di Cosenza oggi durante l'assemblea provinciale del Partito democratico. Hanno di fatto trasformato l'assemblea congressuale in una farsa. Il rinvio dell'elezione di tutti gli organismi previsti all'ordine del giorno, Presidente e ufficio di Presidenza, Commissione di garanzia e nomina vice segretario, dimostra che si e' partiti con il piede sbagliato». È quanto si legge in una nota dell'area Dems che annuncia per domani una conferenza stampa con la presenza di Enzo Damiano, dell'Assemblea nazionale del Pd e di Giuseppe Terranova, responsabile Dems Calabria. «Inoltre, non aver dato la possibilità ai delegati di intervenire e aver limitato il dibattito – prosegue la nota – sono i segni evidenti di un restringimento della democrazia e dell'agire politico. Invece si è consentito nel corso dell'assemblea di tenere comizi e sermoni che, alla luce di quello che è accaduto in questi anni, appaiono del tutto fuori luogo e lontani dalla realtà. Si è annunciato diverse volte di voler fare chiarezza rispetto a quanto accaduto sulla vicenda Sorical e Calabria Verde attraverso la promessa di una convocazione di appositi consigli regionali, ma a distanza di mesi nulla e' accaduto. A chi giova non fare chiarezza rispetto a queste strane vicende? Perché non si vuole far conoscere la verità ai calabresi?». In materia di sanità, poi, «si sta correndo il rischio che iniziative poco accorte e velleitarie, in passato gia' annunciate dal presidente Oliverio ad agosto 2015 a Cetraro, di portare i sindaci davanti a Palazzo Chigi, conducano a un peggioramento della situazione». «Bisogna evitare che tutto possa essere ricondotto a uno scontro tutto interno al Pd, uno scontro tra il presidente della Regione (che fa parte della direzione nazionale del Pd) e il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, esponente di primo piano del Pd. Si rischia concretamente – è la conclusione – di non essere credibili agli occhi dell'opinione pubblica anche perche' fino a una settimana fa si e' sempre detto che il rapporto con Roma fosse di grande collaborazione. Di tutto abbiamo bisogno tranne che di scontri istituzionali che rischiano di marginalizzare la nostra regione. Se si continua su questa strada il Pd andrà a sbattere». 

Michele Presta
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  • Occhiello Il segretario provinciale uscente rieletto con il 92,3% dei consensi. Ma Di Natale e i suoi lasciano la sala: «Alla faccia della democrazia». Presenti anche Magorno e Oliverio. E l'assemblea vota all'unanimità a sostegno della “crociata” del governatore sulla sanità. Dems: «Soliti giochi di potere»
Domenica, 05 Novembre 2017 13:04

La Calabria e i micronazionalismi in Europa

Le recenti vicende legate alla dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte della Catalogna, in seguito ad un referendum anti costituzionale, o i recenti referendum consultivi in Veneto e Lombardia, hanno messo in evidenza come sia latente in Europa un sentimento di indipendentismo legato ad identità di popoli improbabili o superati dalla storia. La Padania, il Veneto, la Catalogna, la Baviera e la Slesia sono solo alcune delle futuribili micronazioni che rivendicano maggiore autonomia, o addirittura indipendenza dallo Stato centrale facendo leva su di una confusa  e spesso inesistente identità che fa da paravento, invece, al vero principio che anima i sentimenti indipendentisti del ventunesimo secolo: sganciarsi dallo Stato per non redistribuire le proprie ricchezze con le zone meno ricche in nome dell´individualismo fiscale. Se i movimenti popolari che avevano portato nel diciannovesimo e ventesimo secolo alla nascita degli Stati nazionali erano animati da sentimenti solidali e democratici, i movimenti populisti anti-stato o indipendentisti sono animati dall´egoismo e da interessi materiali che nulla hanno a che vedere con i principi democratici e con gli interessi di cittadini e lavoratori. Solitamente questi movimenti sono guidati da leader improvvisati come Farage dell´Ukip che ha guidato la Brexit per poi svanire dalla scena, o da politici poco esperti come il presidente della Catalogna Pigdemont che si é “coraggiosamente” rifugiato in Belgio dopo aver dichiarato di fatto la separazione dallo Stato centrale lasciando anche il popolo che lo aveva ingenuamente sostenuto senza leadership, oppure, come nel caso di Grillo e Babis, da miliardari senza scrupoli che mirano allo smantellamento dello Stato  di diritto in nome degli interessi economici personali e non. Le parole d´ordine e gli argomenti di questi movimenti sono simili e ricorrenti: si parla sempre di stato corrotto, di libertà ma mai di democrazia e si considerano le aziende private come le uniche figure salvifiche capaci di creare ricchezza e posti di lavoro. Il rigurgito anti-europeo, anti-politico ed anti-stato ha  sempre in realtà solo una vittima che non é mai lo stato centrale bensì i lavoratori, i giovani, i precari e le persone che vivono in zone economicamente svantaggiate come la Calabria. Immaginare un´Europa frammentata in piccole realtà che non conterebbero nel lungo periodo niente rispetto a colossi come la Cina e la Russia, significa sacrificare le nuove generazioni e lasciare i giovani calabresi soli senza nessun tipo di garanzia e di prospettive per il futuro. Paradossalmente alcuni di questi movimenti, a causa della cattiva informazione e della crisi dei partiti tradizionali, godono di un appeal illogico e smisurato tra i giovani liberal, giovani politicamente senza identità che non si rendono conto minimante delle implicazioni future dell´affermazione dei micronazionalismi e di fenomeni su larga scala come la Brexit. I movimenti indipendentisti, partiti di stampo nazionalista o populista come il M5s, altro non sono che il braccio politicamente “armato” delle multinazionali e delle scuole di pensiero chi si rifanno al capitalismo finanziario artefice della recente crisi economica e dell´impoverimento della classe media. La nascita da micronazioni politicamente ed economicamente irrilevanti, l´indebolimento dello Stato centrale è infatti il modo attraverso il quale le multinazionali si mettono nelle condizioni di “comprare” intere aree geografiche con i loro investimenti determinando il futuro politico ed economico di queste aree stesse. Uno Stato centrale debole è musica, per esempio, per i giganti del web come Google o Apple sempre alla ricerca di stati piccoli o economicamente deboli da poter inondare di posti di lavoro mal pagati e precari in nome di condizioni fiscali favorevoli. Molte di queste aziende fatturano da sole due volte il PIL della nostra regione e senza un argine alla loro capacità di eludere le regole da parte di istituzioni europee e nazioni forti, si arriverebbe alla contraddizione per cui queste aziende governerebbero zone come la Calabria in nome del loro strapotere economico fuori ogni regola e controllo. In una regione come la nostra dove il rapporto tra corruzione e Pil è spaventosamente alto, dove la maggior parte delle migliori menti é costretta a cercare fortuna altrove, più che uno Stato diviso ed irrilevante, servirebbe uno Stato forte e competente che riesca a redistribuire la ricchezza in maniera equa in modo tale da favorire quelle realtà creative ed imprenditoriali latenti.

 

*Economista

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  • Occhiello di Francesco Viafora*

Le elezioni regionali in Sicilia hanno riaperto il dibattito sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Un’opera «non più rinviabile, fondamentale anche per la Calabria perché rappresenta una concreta opportunità per far decollare finalmente l'economia meridionale e per accorciare le distanze fisiche ed economiche e le molte differenze che separano la Sicilia dal resto dell'Italia». Questo il giudizio di Orlandino Greco, capogruppo di “Oliverio presidente” in consiglio regionale, che ha depositato una mozione da presentare in a Palazzo Campanella e con cui si intende impegnare il presidente della Regione e la Giunta ad avviare un tavolo istituzionale con la Regione Sicilia e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al fine di riprendere nel più breve tempo possibile l'iter per la costruzione del Ponte.
«La realizzazione del progetto – spiega Greco – permetterebbe il completamento del Corridoio Ten-TI Berlino-Palermo e consentirebbe alle regioni del Meridione di superare la marginalità geopolitica verso cui sembrano essere destinate nel contesto europeo. La valorizzazione dei territori del sud deve diventare il nodo centrale sia dell'Unione europea sia dell'Italia. In Spagna la prima linea di alta velocità è stata costruita tra Madrid e Siviglia e non verso Barcellona, proprio perché il problema della valorizzazione ottimale dei territori in ritardo di sviluppo è per quel Paese una priorità».
Tra le motivazioni che Greco espone a sostegno della realizzazione dell’opera c’è anche un ulteriore aspetto: «I finanziamenti destinati al Ponte, se non serviranno a finanziare quella che diventerà una delle grandi opere che la tecnologia moderna avrà costruito nel Ventunesimo secolo, saranno utilizzati per finanziare qualche altro grande investimento ma in un'altra regione europea. Tutto questo a discapito di Calabria e Sicilia, due regioni che necessitano fortemente maggiori investimenti nell’ambito delle infrastrutture e dei trasporti e che, con la costruzione del Ponte, vedrebbero il completamento di molte reti stradali e ferroviarie. Lo stesso amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini, in una sua ultima dichiarazione, l’ha definita una rivoluzione nei trasporti e così si è espresso: “Il Ponte sullo Stretto va fatto, e anche con soldi pubblici perché è strategico per il nostro Paese”».
«Una maestosa opera d'arte, un monumento tecnologico che darebbe prestigio a tutto il Paese generando importanti ritorni economici e incrementando l'attrattività turistica di Calabria e Sicilia. Diventerebbe inoltre – continua il consigliere regionale – una delle opere più importanti e complesse al mondo, al pari del Golden Gate di San Francisco, del ponte di Akashi Kaikyò e del Ponte di Verrazzano a New York. Un'occasione importante per accendere i riflettori su un'area dalle enormi potenzialità che comprende quattro aeroporti internazionali, porti importanti, tra i quali quello di Gioia Tauro, un numero enorme di località turistiche e patrimoni inestimabili. Positivo sarebbe l'impatto anche per ciò che concerne la mobilità su rotaia, infatti, il Ponte permetterebbe un risparmio di circa due ore nel trasporto ferroviario viaggiatori, un tempo pari circa alla tratta Roma-Bologna. Tale è il tempo che attualmente le Ferrovie dello Stato impiegano per preparare e imbarcare un treno viaggiatori per traghettarlo e per ricomporlo a destinazione».
«Di contro, le conseguenze economiche derivanti dalla non realizzazione dell’opera, in cantiere da illo tempore, si ripercuoteranno sul nostro Paese per anni. L'impresa appaltatrice riceverà milioni di euro come rimborso per la mancata realizzazione dell’opera; gli enti territoriali, da anni impossibilitati a programmare lo sviluppo delle aree interessate, pretenderanno giusti indennizzi, i proprietari dei terreni oggetto di esproprio richiederanno il riconoscimento dei danni subiti. Un contenzioso – conclude Greco – che durerà quanto la costruzione dell'opera e che potrà implicare un esborso di risorse pubbliche non inferiori alla metà del costo dello stesso, senza quantificare quelle che sono già state le spese sostenute soltanto per immaginare e disegnare l’opera».

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  • Occhiello Secondo il capogruppo di “Oliverio presidente” la realizzazione della megastruttura «consentirebbe alle regioni del Meridione di superare la marginalità geopolitica verso cui sembrano essere destinate nel contesto europeo»

Parte anche in Calabria l’iniziativa legale del Codacons contro il numero chiuso presso le facoltà universitarie di Medicina. L’associazione dei consumatori ha pubblicato sul proprio sito web la pagina attraverso la quale tutti i candidati che hanno sostenuto e non superato i test d’ingresso possono contestare il sistema del numero chiuso e far valere il proprio diritto allo studio costituzionalmente riconosciuto.
«Anche quest’anno – si legge in una nota del Codacons – si è riproposto il consueto sbarramento per i 60mila partecipanti alla prova d’ammissione, che ha creato grande malumore anche tra gli studenti residenti in Calabria. È stato inoltre sollevato il dubbio – spiega l’associazione – sulla legittimità dei temuti quesiti di logica, aumentati a partire dall’anno 2013, momento in cui il Miur ha voluto limitare le domande di cultura generale. Ma in precedenza, nel 1999, il legislatore aveva dato indicazioni ben diverse: aveva imposto al Ministero dell’Istruzione di privilegiare l’ambito della cultura generale e, soprattutto, l’aderenza ai programmi scolastici. Le domande di logica, quindi, potrebbero non essere legittime e questo andrebbe a pregiudicare i risultati del test d’ammissione».
Il Codacons ha deciso quindi di organizzare un ricorso collettivo innanzi al Tar del Lazio contro il numero chiuso a Medicina, che deve essere presentato dai candidati esclusi entro e non oltre 60 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie avvenuta lo scorso 3 ottobre 2017. «Lo scopo è quello di garantire il diritto allo studio a tutti gli aspiranti medici che abbiano sostenuto le prove del test d’ingresso e non siano risultati idonei». L’associazione invita dunque tutti gli studenti della Calabria che hanno sostenuto e non superato i test d’ammissione ad aderire all’azione, seguendo le indicazioni pubblicate sul sito Codacons alla pagina https://codacons.it/test-medicina-2017/. 

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  • Occhiello Parte anche in Calabria l’iniziativa legale del Codacons: «Lo scopo è quello di garantire il diritto allo studio a tutti gli aspiranti medici che abbiano sostenuto le prove del test d’ingresso e non siano risultati idonei»
Domenica, 05 Novembre 2017 12:19

Auto in fiamme sulla 106 nel Catanzarese

SIMERI CRICHI Un'automobile di proprietà della ditta di vigilanza notturna PolService ha preso fuoco mentre era in transito sulla statale 106 nella frazione Marina di Simeri in direzione Crotone. Il conducente, accortosi di quanto stava accadendo, ha accostato la vettura a bordo strada mettendola in sicurezza ed allontanandosi senza riportare alcun danno. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Sellia Marina che hanno provveduto a spegnere le fiamme. Le cause dell'incendio sono in corso di accertamento. 

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  • Occhiello Il fatto è avvenuto nella frazione Marina di Simeri, in direzione Crotone. Illeso il conducente, incendio spento dai vigili del fuoco di Sellia

«Quando ho incontrato papa Francesco gli ho firmato, sulla cartolina di “Ballando nelle Stelle” con la mia foto, un autografo, e gli ho scritto: Vai avanti nel tuo lavoro: spacca!». Nicole Orlando, l’atleta paralimpica affetta dalla sindrome di down, 23 anni, cresciuta in Piemonte ma originaria di San Giovanni in Fiore, che ai mondiali 2015 di Bloemfontein in Sudafrica - alla prima apparizione in un campionato del mondo - è salita cinque volte sul podio, conquistando una medaglia d'argento e quattro d'oro (primo posto nella staffetta, nel salto in lungo, nei 100 metri e nel triathlon), mentre riceve il premio “Carmela Borelli madre eroica” giunto all’VIII edizione, è sorridente ed emozionata.
Così la giornalista del Tgr Calabria Karen Sarlo la mette a suo agio: «Non ti sei emozionata davanti al Presidente della Repubblica che ti ha citato nel suo discorso di Capodanno come figura emblematica che ha portato in alto la nostra bandiera a livello internazionale; non ti sei emozionata davanti a papa Bergoglio, quando l’anno scorso gli hai consegnato il gagliardetto della tua Federazione perché gli portasse fortuna; non ti sei emozionata quando sei stata al Festival di Sanremo e all’XI edizione di “Ballando con le Stelle” e ora  ti emozioni qui, in Calabria, a  Sersale, davanti a queste persone venute per conoscerti?».
A consegnarle il premio, una scultura in ferro che ritrae una mamma nell’abbraccio coi figli dell’artista Pino Campise, il sindaco di Sersale Salvatore Torchia, il delegato alla Cultura Tommaso Stanizzi e il presidente della Pro loco Alessandro Galeano. Sono intervenuti il vicepresidente della Regione Antonio Viscomi, l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace mons. Domenico Bertolone e il reggente del Comitato paralimpico regionale Giovanni Giarmaleo.
«Mi alleno tre volte a settimana seguendo un mia idea: vietato dire non ce la faccio! Il  cromosoma in più mi spinge a non mollare mai»: Nicole Orlando, nella chiesa dell’Immacolata di Sersale gremita di persone soprattutto giovani, ha raccontato il suo amore per l’atletica, ma ha voluto ricordare l’importanza che hanno avuto i suoi genitori per i successi conseguiti. Ha detto: «La famiglia è fondamentale in tutto ciò che faccio. Sono orgogliosa di essere italiana». E ancora: «Mi piacerebbe provare a giocare anche a pallavolo, ma la mia grande passione è l’atletica; nel tempo libero amo cucinare e aiutare i miei genitori a svolgere le faccende domestiche. Negli ultimi tempi mi sono appassionata ai musical e al mondo del teatro grazie a mio fratello, che insegna canto: sono davvero fiera e orgogliosa di lui, così come di tutti i membri della mia famiglia, compresa la mia nonna, che purtroppo è volata in cielo. Mi manca moltissimo, ma devo andare avanti e continuare a credere in tutto quello che faccio anche per lei».
Viscomi si è detto «colpito» dalle parole di Nicole: «Questa manifestazione è tutt’altro che rituale. Proprio la storia di una mamma-coraggio come Carmela Borelli che ha dato la vita per salvare i due figli, e  Nicole Orlando, con i suoi successi e con la semplicità con cui ci sprona ad andare avanti con coraggio per realizzare i sogni, abbandonando rassegnazione, inerzie, accidie e lamentele, sottolineano l’urgenza di introdurre nel dibattito pubblico il tema dei valori spesso oscurato. E di porci una domanda: qual è il nostro sogno di Calabria che intendiamo inverare? Spesso siamo noi stessi a dare una lettura negativa della nostra regione e a  trattenerci sulla protesta sterile. In realtà, e qui Nicole ci dà una lezione di vita oltre che di lealtà sportiva, le cose possono cambiare, ma alla condizione che le cambiamo noi. Alla Calabria non servono eroi, ma persone dignitose, pronte a fare la loro parte nel pieno rispetto della legalità e ad esercitare efficacemente il dovere della cittadinanza attiva. In Calabria restiamo ancora indietro non per carenza di risorse, perché le risorse ci sono e a volte neppure le spendiamo. Il punto è che il tessuto sociale è estremamente frammentato e presenta identità collettive fragili, perché non badiamo a salvaguardare la memoria dei luoghi e la memoria della storia di  chi ha lasciato esempi luminosi da cui attingere per migliorare il presente». 
Viscomi ha assicurato che dal prossimo anno tra i promotori del premio “Carmela Borelli” ci sarà anche la Regione: «La stessa Film Commission ha senso, se aiuta i nostri territori a recuperare il filo di una storia che a volte sembra spezzato definitivamente; e può farlo, se non si finanziano solo film sulla mafia, ma anche sull’importanza della storia plurimillenaria dei nostri borghi, sul passato e sul presente di una terra che ha, sì, molte ombre ma anche, per fortuna, moltissime luci». «La condizione della disabilità sportiva – ha aggiunto Viscomi – è oggi un punto debole del sistema. Ne siamo tutti consapevoli. Il punto è che occorre superare la logica perversa secondo cui questo genere di problematiche siano da scaricare per intero sui singoli e sulle famiglie. E’ il sistema-regione, invece, che deve occuparsene, azzerando pregiudizi, tabu e sottovalutazioni cultuali. E non solo perché nel circuito calabrese gravitano 2mila atleti disabili, ma perché la disabilità non è un limite, anzi può essere, come insegna Nicole Orlando, un’opportunità  per rimettere in corsa la Calabria e farla vincere. Come ha ricordato il rappresentante del Comitato paralimpico regionale, abbiamo investito in questo settore 500.000 euro. Non sono tanti, ma la strada imboccata è quella giusta».
Sul valore della famiglia e della persona umana in sé,  spesso trascurati in una società pericolosamente disorientata, si è soffermato mons. Bertolone che ha rimarcato la positività di una storia di successo nello sport per affermare la pari dignità tra gli individui: «Nicole Orlando ci insegna che è grazie alla tenacia con cui le persone affrontano quotidianamente la vita che l’Italia si regge in piedi. Se lei vince vinciamo tutti noi. Perciò,  in questa occasione, la speranza che è Nicole andando via ci lasci un po’ di sé e si porti, nel suo viaggio di ritorno, un po’ di noi. In questo senso, possiamo dire che non ci siamo incontrati invano».
La serata si è conclusa con la lettura di un messaggio di congratulazioni per il premio assegnato a Nicole Orlando del presidente del Senato Pietro Grasso e l’interpretazione magistrale della toccante poesia del poeta Vittorio Butera su Carmela Borelli a cura dell’attore Mariano Riccio.   

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L’atleta paralimpica di origine calabrese ha ricevuto il premio “Carmela Borelli madre eroica” a Sersale. «Mi alleno tre volte a settimana. Il cromosoma in più mi spinge a non mollare mai»
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