Corriere della Calabria

Alla fine, Cara Wanda, l’hai fatto! Hai lasciato, senza sbattere la porta, “Forza Italia Calabria”, il partito più pittorescamente rappresentato fra le bancarelle del consiglio regionale. 
Morrone, ad esempio, siede in poltrona riservata a FI, ma di FI non è. Mimmo Tallini, che lo è, siede sulla seggiola impersonale del Misto. Dove sedevi anche Tu, che, pur essendo, se non sbaglio, parte del soviet regionale del partito, Ti eri collocata, rispettosa della coalizione che, in parte,  Ti aveva tradito, su una infuocata poltrona dello stesso gruppo del Tuo concittadino Tallini e del cosentino fuggitivo, l’amico Orsomarso; l’impallinatore Cannizzaro, non forzista al consiglio, lo è alle riunioni… Ennesima anomalia di un partito che piace più alla gente che ai propri rappresentanti… Solo Sandro Nicolò lo era, lo è e lo sarà, fedele nei secoli. Sia sul territorio, che nel Palazzo. Al posto suo, mi guarderei le spalle e le terga. Mica dagli avversari politici…
Tu ti sarai stancata, probabilmente. Fare lo slalom fra le frecce “amiche” non deve essere stato facile. Paziente, hai atteso il Tuo momento. Quel treno che capita qualche volta nella vita a tutti noi. E, finalmente, hai recitato il Tuo vaffanculo come una preghiera di Natale.
Ma Ti sei collocata, Amica mia, nel partito dei paduli. Vedrai, constaterai, toccherai con mano, che sorta di uccellacci volano fra quei fratelli che Fratelli non sono. È un continuo c.i.c. (lascio libera la perspicacia del lettore NdA)!
Occhio, Sorella cara! Da quelle parti, quel che vale la sera, al risveglio non c’è più. Svanito nei sogni, negli incubi notturni. Mi e Ti auguro che Giorgia Meloni rivolga finalmente il PROPRIO sguardo verso la Calabria e affidi a Te un militare commissariamento. Poi, falli fuori, gli incapaci, gli inciucioni, gli ipocriti e gli inaffidabili. Magari anche tutti quelli che ancora nel 2017 si dicono fascisti! 
Un pecorile (sinonimo di porcile, ma con meno personalità) che sta portando quel partito all’estinzione…
A Te, Wanda, il mio indiscusso affetto, la stima profonda. E la rassicurazione che ovunque andrai, la mia Amicizia Ti scorterà. Magari, il voto, lì, no…

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  • Occhiello di Nino Spirlì
Sabato, 02 Dicembre 2017 23:26

Cade la prima neve in Sila - VIDEO

COSENZA La prima neve è arrivata, nella Sila cosentina, sabato notte. A darne notizia la Protezione civile regionale, per evidenziare gli eventuali disagi per la circolazione (dopo una segnalazione dell'Anas arrivata dopo le 22). È iniziato a nevicare lungo la strada statale 107 dal km 54 al km 74 (il tratto che da Camigliatello porta a San Giovanni in Fiore). Sulla statale sono subito entrati in azione due mezzi spalaneve. La pagine Facebook portalesila, invece, ha postato il video della coltre bianca che si andava formando. Per la giornata di domenica, invece, è previsto che il maltempo si concentri soprattutto sulla costa tirrenica, dove sono segnalati possibili fenomeni di dissesto idrogeologico dovuti alle piogge.  

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  • Occhiello Precipitazioni tra Camigliatello e San Giovanni in Fiore. Mezzi spalaneve in azione sulla statale 107

LAMEZIA TERME Il problema sanità, la Zes a Gioia Tauro ferma al palo, tagli boschivi indiscriminati che hanno dato vita a inchieste giudiziarie e la Calabria che non è nemmeno riuscita a farsi certificare le proprietà boschive, milioni di euro che tornano indietro per mancanza di progettualità, i territori che sono sempre più scollati dal governo regionale. Questi alcuni dei temi che il direttore del Corriere della Calabria, Paolo Pollichieni ha messo sul piatto dell’incontro lametino di Alternativa Popolare (tema: impresa, sviluppo e sanità nella regione Calabria), al quale hanno partecipato il senatore Antonio Gentile, sottosegretario di Stato per lo Sviluppo economico, il senatore Piero Aiello, capogruppo in commissione Sanità, Pino Gentile, vicepresidente del consiglio regionale della Calabria, e Giuseppe Graziano, presidente nazionale del movimento “Il coraggio di cambiare l’Italia” (movimento che ha chiuso un patto federativo con Ap per le prossime elezioni politiche).
«I problemi della Calabria – ha detto Antonio Gentile – li devono risolvere prima di tutto i calabresi, quelli dotati di buona volontà e che vogliono aiutare questa terra. Molti tra coloro che occupano ruoli nelle istituzioni non sono sempre all’altezza del proprio compito perché lavorano ancora su schemi politici vecchi. La crisi che c’è tra il cittadino calabrese e le istituzioni deriva dal fatto che dalle elezioni in poi la gente aspettava risposte e nasce da qui la forte delusione che è caduta su questa giunta regionale. Perché le risposte non sono arrivate, perché tanta gente chiede che le emergenze vengano affrontate. E questo non è avvenuto. Non è stato affrontato il problema dei giovani, del lavoro, il problema della sanità, il problema della sicurezza legato al mondo della corruzione. Tutte le emergenze sono rimaste in piedi. La Calabria continua a esser la regione col reddito procapite più basso d’Europa». «La Calabria è la Regione più povera d'Italia con un Pil pro capite inferiore del 48% rispetto al centro-nord. Mentre il tasso di occupazione nel nostro sud è pari al 47% contro il 69% del centro-nord e in Calabria addirittura questo dato scende al 41%».
Secondo il senatore Gentile «bastano questi numeri per dare la misura del gap, ancora molto ampio, esistente tra Nord e Sud del Paese. Si registrano però segnali incoraggianti. Infatti nell’ultimo biennio l’industria manifatturiera al Sud è cresciuta del 7% contro una media nazionale del 3. Ciò dimostra che lo sforzo riformatore del governo negli ultimi anni attraverso le misure Jobs Act, riduzione delle tasse specie sull’impresa ha avuto una speciale attenzione per il Sud e in particolare, consentitemi di dirlo, per la nostra Calabria. Per la quale sono stati anche stanziati 145 milioni di euro grazie ad un accordo di programma per i settori agro-alimentare e turismo».

 

ZES E SANITÀ «In Calabria - è l’analisi del sottosegretario Gentile - è stata approvata la prima Zes d'Italia nell’area portuale di Gioia Tauro; è stato ampliato il credito d’imposta con l’istituzione di un fondo a sostegno della crescita delle piccole e medie industrie e c’è il programma “Resto al Sud” che investe nelle Regioni meridionali 1 miliardo e 250 milioni destinati ai giovani imprenditori under 35».
«Qui però – è l’auspicio di Gentile - dobbiamo essere bravi a saper spendere le risorse e soprattutto a dare una direttrice di marcia negoziando un nuovo rapporto di fiducia reciproca fra Stato e Regione».
«L’esempio della gestione della Sanità nella nostra regione è quanto di più deleterio e contraddittorio possa esistere in quanto questa forte divaricazione fra il commissario di governo e il presidente Oliverio sta provocando solo disastri. Ap ha sempre lavorato per comporre le divisioni, superare gli ostracismi, difendere i livelli di assistenza. Perciò abbiamo invitato il ministro Lorenzin a proseguire sulla strada del dialogo e a prendere in mano l’incresciosa situazione».
Il tema della sanità trova parole pesanti anche da parte di Pino Gentile il quale sottolinea come la Sanità sia gestita anche dai direttori generali (e dunque non dal solo commissario, con il quale Oliverio ha spesso polemizzato) «alcuni dei quali messi lì per fare vendette politiche contro chi non la pensa allo stesso modo». E per quanto riguarda il passato di Pino Gentile come assessore ai Lavori Pubblici nella passata legislatura targata Scopelliti, lui assicura di avere lasciato 200 milioni di lavori già appaltati. Lavori a Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria, 50 milioni di euro contro l’erosione dei litorali. L’unico progetto portato a compimento è stato quello della Cittadella regionale. Anche la 106, a detta di Gentile senior, è un’opera che potrebbe portare sviluppo con l’impiego di 1000 addetti e una durata dei lavori per 8 anni almeno. Ma i lavori sono imbrigliati dalle cause con alcuni proprietari terrieri.

AP IN CONSIGLIO A CATANZARO Per quanto riguarda la presenza nel consiglio comunale di Catanzaro di una lista collegata ad Ap, il senatore Aiello ha precisato: «Abbiamo preso una decisione, sono i primi mesi. Abbiamo fatto bene? Lo vedremo, noi avevamo il dovere di prospettare delle soluzioni». Intanto il gruppo ha fortemente voluto una rimodulazione in giunta e ha messo dei paletti.

VALORIZZARE IL PATRIMONIO BOSCHIVO «La regione Calabria possiede 60mila ettari di territorio boschivo di proprietà regionale – ha detto l’onorevole Graziano, generale dei carabinieri-Corpo forestale dello Stato – se chiedete a chi gestisce questa proprietà, ossia Calabria Verde, il più grande ente che la Calabria abbia, ebbene probabilmente non sanno nemmeno quanti sono gli ettari che hanno di loro proprietà». Secondo Graziano la nomina di Mariggiò al vertice dell’ente è stata la scelta migliore per portare legalità e ordine in Calabria Verde. Ma lui suggerì una cosa che il presidente Oliverio «non ha colto» ossia «nominare un subcommissario che sappia cosa vuol dire valorizzare il patrimonio boschivo». Ma le sue parole, seppur bene accolte «non hanno trovato concretezza». Il risultato, secondo Graziano, è avere a guida dell’ente una persona capace che ha portato legalità all’interno dell’ente ma «però sicuramente non abbiamo all’interno dell’ente le persone che abbiamo le capacità di poter tutelare e valorizzare il grande patrimonio boschivo che la Calabria possiede».
Adesso questo patrimonio ha bisogno di essere curato, salvaguardato dai tagli indiscriminati che ha subito negli anni passati. «La Regione con questo patrimonio può fare anche danaro con finalità ricreative, turistiche e naturalistiche».

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  • Occhiello Alternativa popolare illustra la sua idea di Calabria a Lamezia. Il sottosegretario Gentile: «Il governo ha investito, sta a noi riuscire a spendere». Suo fratello Pino: «Direttori generali nominati per vendette politiche»

REGGIO CALABRIA Dopo gli scioglimenti a catena dei consigli comunali calabresi, 51 sindaci della provincia di Reggio Calabria chiedono un incontro urgente al ministro dell’Interno Marco Minniti. Un incontro da interpretare come un segnale utile a ricreare quel clima di «serenità e fiducia» necessario per spingere i primi cittadini «a continuare a svolgere il loro mandato nell’interesse delle comunità e della democrazia». La richiesta dei 51 sindaci – su un totale di 85 in tutta la provincia – è stata formalizzata tramite una lettera aperta a Minniti. Non è probabilmente da interpretare come una vera e propria mobilitazione contro la legge sugli scioglimenti e la sua applicazione reale, ma certo l’iniziativa dei sindaci della Città metropolitana (avviata dal primo cittadino di Roghudi, Pierpaolo Zavettieri) è da intendere come un tentativo di alzare la voce contro una normativa che troppo spesso ha dimostrato di non funzionare, come dimostrano i casi dei Comuni sciolti più volte, e che da strumento eccezionale è diventato via via una misura «ordinaria».  
Le ultime decisioni del Consiglio dei ministri, che ha azzerato in un colpo solo ben cinque municipi calabresi (Lamezia Terme, Petronà, Isola Capo Rizzuto, Marina di Gioiosa Jonica e Cassano allo Jonio) ha turbato profondamente la comunità dei sindaci, in particolare quelli che operano nel Reggino, la provincia calabrese dove sono più forti i tentativi di condizionamento – diretto o indiretto – da parte delle organizzazioni criminali. 

LA LETTERA «Non parliamo qui – scrivono i sindaci a Minniti – della condizione economica, sociale e civile dei nostri Comuni e dell’intera Calabria, che lei conosce bene essendo anche la sua regione: ci preme di più richiamare la sua attenzione sulle condizioni e i contesti in cui si trovano a operare le nostre amministrazioni locali e noi sindaci, primo presidio di democrazia, si dice, rimasto a contatto diretto con i cittadini e il territorio. Un pezzo di Stato, sia pure periferico, che non sempre si sente tale anche perché misconosciuto dagli altri organi dello Stato presenti sul territorio».
Il rischio, secondo i sindaci, è che la «cultura del sospetto» da parte dello Stato nei confronti degli enti locali possa ostacolare la crescita sociale e civile e impedire un’azione di contrasto alla criminalità organizzata davvero efficace. I 51 primi cittadini che hanno sottoscritto il documento – tra cui quelli di Palmi, Locri, Rosarno, Melito Porto Salvo e Scilla – ricordano che «nella gestione dei migranti e dei richiedenti asilo i nostri Comuni non si sono tirati indietro pur dinanzi ai disagi e ai dissensi dei cittadini elettori, contribuendo in tal modo alla riuscita di un’operazione condotta con intelligenza» dal ministero dell’Interno. Tuttavia, «quando si è invece costretti a operare, e ciò accade sempre più spesso, sotto la spada di Damocle dello scioglimento dei consigli comunali per mafia, strumento eccezionale divenuto ordinario, con i rischi e gli effetti indistinti che comporta per gli amministratori, le loro famiglie e le comunità, la tentazione di mollare l’impegno pubblico diventa molto forte e irresistibile».

SCONFITTA Si tratterebbe di una «sconfitta» personale ma anche «dello Stato democratico, costretto ad avvitarsi su se stesso e a ricorrere con sempre maggiore frequenza allo strumento inefficace del commissariamento, affidando l’azione di contrasto alla ‘ndrangheta unicamente alla magistratura e agli strumenti repressivi e penali che, da soli, non possono sortire gli effetti sperati».
I sindaci – disposti a incontrare Minniti «sia a Roma che in Calabria» – sono convinti che «una non adeguata attenzione alla problematica da noi sollevata» rischierebbe di «aggravare ulteriormente il clima di sfiducia al punto di “orientare” gli amministratori locali in carica verso una rinuncia al mandato elettivo e di conseguenza sfavorendo la formazione delle future classi dirigenti». 
La lettera è stata firmata dai sindaci di Roghudi, Caraffa del Bianco, Sant’Agato del Bianco, Casignana, Sant’Ilario dello Jonio, Camini, Martone, Grotteria, Agnana Calabra, Monasterace, Ardore, Locri, Ciminà, Africo, Palizzi, Ferruzzano, Staiti, Bruzzano Zeffirio, Feroleto della Chiesa (vicesindaco), Serrata, Melicucco, Melicuccà, Molochio, Giffone, Galatro, Montebello Jonico, Scido, Rosarno, Palmi, Cosoleto, Calanna, Cardeto, San Ferdinando, San Roberto, Oppido Mamertina, Terranova Sappo Minulio, Santo Stefano, Candidoni, Laganadi, Maropati, San Giovanni di Gerace, Roccella Jonica, Cinquefrondi, Bova, San Procopio, Varapodio, Antonimina, Scilla, Melito Porto Salvo, Roccaforte del Greco, Stignano.

Pietro Bellantoni
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  • Occhiello Lettera inviata al ministro dell’Interno da più della metà dei primi cittadini della Città metropolitana. Per discutere di una legge eccezionale che in Calabria è diventata «ordinaria». E per sconfiggere la «cultura del sospetto» tra i diversi organi dello Stato
Sabato, 02 Dicembre 2017 18:36

Premiata la Calabria delle start up

CATANZARO L’edizione 2017 del Premio nazionale per l’innovazione premia la Calabria. La più grande e importante business plan competition italiana, ospitata quest'anno dall'Università Federico II di Napoli, che raccoglie le migliori idee innovative nate dagli atenei italiani, ha visto sul podio per la categoria Clinic Center Life Sciences, la startup Ry GoldZip, un team composto da ricercatori dell’Università della Calabria (afferenti al dipartimento di Farmacia Ssn) e della Magna Graecia di Catanzaro (dell’Uoc di Farmacologia clinica), che ha ideato un’innovativa crema per le ulcere da diabete. Già vincitori della Start Cup Calabria 2017, Francesca Aiello, Gabriele Carullo e Francesco Buccieri (due chimici farmaceutici e un informatico), si sono battuti a colpi di pitch contro 65 team provenienti da tutta Italia. La formula, presentata da Gabriele Carullo nel corso della seconda giornata della Coppa dei Campioni, così come viene definito il PNI, unisce gli scarti degli Ori di Calabria, la cipolla rossa di Tropea IGP Calabria e l’olio d’oliva all’acido ialuronico: uno sviluppo a uso topico esente da sviluppo di resistenze batteriche, allergie o pruriti rispetto ai prodotti farmaceutici già esistenti sul mercato. Un prodotto assolutamente innovativo che permette di cicatrizzare le ulcere di qualsiasi tipo e natura in tre/otto giorni. Il focus principale dello studio clinico è stato l’ulcera diabetica in cui la mancata rimarginazione della ferita, comporta rischio di necrosi e, molto spesso, amputazione. Per le sue particolarità e grazie all’entusiasmo del team calabrese, il progetto ha ricevuto l’elogio di diversi ricercatori e della giuria di esperti.
«Abbiamo condotto un intenso studio clinico – ha dichiarato la ricercatrice Francesca Aiello – che ha presentato un quadro in cui è emersa la facilità di uso del prodotto, in particolar modo negli anziani in politerapia e, successivamente, l'alta aderenza al trattamento grazie all'azione antidolorifica e antipruriginosa della crema, soprattutto nella popolazione pediatrica. Siamo orgogliosi di questo successo: il PNI premia non solo la nostra startup, ma anche i nostri sforzi e il nostro impegno quotidiano nella ricerca scientifica. L’emozione provata durante la finale della Start Cup Calabria, che ci ha visto vincitori la scorsa estate, si unisce a questa ulteriore e grande soddisfazione. Continueremo a lavorare con passione per portare avanti la nostra mission: migliorare la salute delle persone, offrendo anche un contributo concreto al nostro territorio».
I criteri utilizzati dalla giuria internazionale del PNI nella scelta delle migliori realtà presenti alla competizioni sono state: originalità dell'idea imprenditoriale, realizzabilità tecnica, interesse per gli investitori, adeguatezza delle competenze del team, attrattività per il mercato. La startup vincitrice dell’edizione 2017 del PNI arriva dopo un percorso di assistenza e formazione nato attraverso la Start Cup Calabria, la competizione regionale promossa dalla Regione Calabria e organizzata da Fincalabra attraverso CalabriaInnova insieme ai tre atenei calabresi.
«Ciò che mi piace sottolineare – ha commentato il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio - è che non dobbiamo sentirci secondi a nessuno. Lo dimostra la vittoria del team Ry GoldZip al Premio nazionale per l’innovazione: una start up che ha dimostrato di meritare il riconoscimento tra altre realtà altrettanto meritevoli. Si respira un fermento positivo sul tema delle start up innovative: abbiamo, infatti, destinato risorse importanti alla ricerca e all’innovazione perché crediamo fortemente che questo campo rappresenti il nostro futuro. Le nostre università offrono qualità ed eccellenza nella formazione. Su questo dato noi dobbiamo agire e investire e dobbiamo farlo come Calabria. È per questo che intendiamo sostenere progetti ad alto contenuto tecnologico e, nello stesso tempo, aumentare l’occupazione di giovani laureati e ricercatori. Lo facciamo anche attraverso l’Avviso Pubblico TalentLab startup e spin-off – ha concluso il presidente Oliverio – con il quale la Regione, attraverso le risorse del Por Calabria 14/20, punta ad agevolare la nascita di nuove imprese innovative attraverso un programma integrato di orientamento, formazione, affiancamento, tutoraggio e incentivazione finalizzato proprio a sostenere start up promosse da laureati e spin-off della ricerca».

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  • Occhiello La crema per le ulcere da diabete ha vinto il Premio nazionale per l’innovazione. Il prodotto, a base di cipolla rossa di Tropea, è stato ideato da un team dell'Unical e della Magna Graecia di Catanzaro. I ricercatori: «Lavoriamo per aiutare le persone e il nostro territorio»

FALERNA «Il dibattito in corso, sollevato da Giuseppe Galati, riguardante la costituzione di un Comune unico che comprenda il comprensorio di Lamezia Terme, ha destato particolare interesse e merita un confronto ed un approfondimento tra i sindaci dei Comuni coinvolti nell’ambizioso progetto». Lo afferma il sindaco di Falerna Giovanni Costanzo che aggiunge: «Allo scopo di avviare un ampio e dettagliato dibattito, ho ritenuto opportuno convocare un incontro tra i sindaci dei Comuni di Conflenti, Curinga, Falerna, Feroleto Antico, Gizzeria, Maida, Martirano Lombardo, Nocera Terinese, Platania, San Pietro a Maida, Serrastretta che si terrà a Lamezia Terme lunedì 11 dicembre alle ore 16 presso la sala congressi della Fondazione Mediterranea Terina». «L’area centrale della Calabria – sottolinea Costanzo – è dotata di uno snodo infrastrutturale unico in Calabria e possiede innumerevoli potenzialità ancora parzialmente inespresse. L’incontro con tutti i sindaci servirà ad avviare un’analisi sulla possibilità di operare in sinergia per uno sviluppo armonico e lungimirante del territorio».

 

 

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  • Occhiello Il parlamentare aveva lanciato la proposta di costruire la seconda città della Calabria. Il primo cittadino di Falerna: «L'area centrale ha numerose potenzialità». Convocato un incontro con i sindaci del comprensorio per lunedì 11
Sabato, 02 Dicembre 2017 17:20

Il Tg web

COSENZA C’è un futuro per la Calabria ed è a tinte rosa. Le donne si fanno carico di analizzare la situazione sullo stato dell’arte dell’innovazione in Calabria con un incontro organizzato dalla fondazione Marisa Bellissario. Nella sala degli specchi della provincia di Cosenza donne impegnate nel sociale, nei consigli di amministrazione e nelle istituzioni provano a smuovere l’immobilismo calabrese sulla innovazione. Ma è proprio dalla parola innovazione che si prova a dare un tono e una luce diversa e lo fa la responsabile regionale della fondazione Filomena Greco. «Proviamo a considerare l’innovazione non solo da un punto di vista tecnologico – esordisce la responsabile - ma anche da un punto di vista sociale. Innovazione significa cambiare passo e noi in quanto donne siamo quelle più portate a questo processo lo dimostrano le sedi nelle quali operiamo sia da un punto di vista aziendale che istituzionale». Donne al timone dunque, una prospettiva resa possibile dal disegno di legge redatto da Lella Golfo sulle quote rosa. La presidente della fondazione nel corso del suo intervento ha marcato come la fondazione ormai da oltre venti anni persegue quelli che sono gli obiettivi per la parità di genere anche sostituendosi alle istituzioni se necessario. La Calabria però può cambiare passo perché a confermarlo sono i dati. «La regione Calabria è più cercata rispetto alla regione Puglia, Lombardia e Lazio. Questo significa – dice Paolo Scarpa manger di Google Italia – che c’è un patrimonio di made in Italy, turismo e altri fattori che sono cercati da chi vi vede dall’esterno. È logico che a questo punto vanno integrate sia le risorse umane che le risorse tecnologiche». Risorse è questa la parola che muove l’innovazione e non a caso Claudia Cattani presidente di Rfi pone l’accento sul lavoro di rinnovamento delle infrastrutture che sta realizzando la regione Calabria soprattutto sulla fascia ionica poi lancia la proposta: «Il governo ha dato via libera ad utilizzare le reti ferroviarie dismesse per progetti di cicloturismo. In Calabria ce ne sono tre e si potrebbero creare dei percorsi che con il supporto della tecnologia possono essere divulgate in tutto il mondo e diventare così attrattori turistici». I calabresi e le calabresi hanno competenze in tutti i settori ma quello che manca è la rete. È questo il problema sollevato da Alessandra Ghisleri, direttore dell’Euromedia research, gap che non ci permetterebbe di stare al passo delle altre regioni e che ci condanna al tema della questione meridionale di generazione in generazione. 

COSENZA La maggioranza a sostegno di Mario Occhiuto è solida nei numeri ma scarsa contenuti. Il contributo dei consiglieri nella riunione con l’ospedale all’ordine del giorno è stato nullo politicamente: una discussione piatta, mai animata da un contraddittorio serrato e senza rivendicazioni di nessun genere. Non sorprenderebbe se la decisione sul sito scelto per far sorgere il nuovo ospedale hub fosse stata presa ieri nella mezz’ora di colloquio privato tra il sindaco e il governatore mentre ai pochi consiglieri attenti veniva presentato lo studio di fattibilità. 
L’arrivo di Mario Oliverio nella riunione congiunta delle commissioni sanità e urbanistica sembrava quasi un miraggio, di certo una cosa inusuale, ma che a conti fatti certifica da una parte la volontà del governatore di chiudere la pratica ospedale prima della fine della sua legislatura e dall’altra una maggioranza a sostegno di Occhiuto che rimane quasi a bocca serrata. 
A prendere la parola nel corso della riunione fiume sono stati soltanto Lino Di Nardo e Piercarlo Chiappetta che con fare molto “democristiano” non hanno sollevato nessuna questione politicamente rilevante, al punto che a denti stretti e sorridente Occhiuto ha bisbigliato «sembra la maggioranza di Oliverio».  
Il governatore con fare da lupo silano ha agguantato gli agnellini bruzi mettendoli alle strette sulle tempistiche che corrono veloci e lasciando il solo Occhiuto a sollevare questioni in merito al sito, ai costi, alla compartecipazione dei privati. Insomma dall’arena Oliverio ne esce vincitore e i leoni (quelli delle commissioni o sui post che si rincorrono sui social network) si sono trasformati in agnelli sacrificali. Spada nella fodera anche da parte dei due presidenti di commissione. Maria Teresa De Marco (presidente della commissione Sanità) che ha ricevuto solo i complimenti per essersi attivata nel voler parlare di ospedale proprio nel municipio mentre Davide Bruno (presidente della commissione Urbanistica) neanche quelli, visto che alla prima riunione era assente e le sue presenze tra assise comunali e commissione possono contarsi sulla punta delle dita di una mano. 
Le attese erano diverse e se è vero che vanno salvate le apparenze, quantomeno dalla maggioranza ci si sarebbe aspettato il voler rivendicare con decisione come sul sito a decidere debba essere il Comune (e quindi, in parte, gli stessi consiglieri). Neanche questo, il coltello dalla parte della mano bruzia con la riunione passa quasi in mano alla Regione: se Oliverio avesse osato di più forse ne sarebbe uscito con un accordo scritto che tutti erano d’accordo su Vaglio Lise. 
Meglio la minoranza: la consigliera Francesca Cassano sembrava una statista da Prima repubblica: informata, carte alla mano, sempre attenta allo studio di fattibilità. Stessa cosa il gruppo piddì incollato alla sedia con doppio nastro biadesivo. Guccione, assente alla riunione, però le manda a dire soprattutto ad Occhiuto che lo tira in ballo con la campagna elettorale: «Il sindaco Mario Occhiuto dovrà farsene una ragione del fatto che nel mio programma elettorale la realizzazione del nuovo ospedale era prevista a Vaglio Lise. Occhiuto passerà alla storia per aver realizzato il programma amministrativo della Grande Cosenza che permetterà alla città di uscire da questa marginalizzazione, da questa condizione di degrado diffuso e di far diventare Cosenza tra le città più importanti della Calabria e del mezzogiorno». Con la metro in dirittura d’arrivo e l’ospedale a questo punto Guccione si ricordi che ogni promessa è debito: gli toccheranno le dimissioni. 

 

Michele Presta
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  • Occhiello Doveva essere uno scontro tra opposte visioni sulla realizzazione della nuova struttura sanitaria a Cosenza. Ma soltanto il sindaco ha tenuto testa al governatore. Consiglieri molto morbidi dopo i proclami sui social network

 

CAULONIA MARINA «Questa terra non dimenticherà mai Angelo, il suo esempio, i valori che hanno ispirato la sua vita». Cosi il presidente della Regione Mario Oliverio - informa un comunicato dell'Ufficio stampa della Giunta - intervenuto a Caulonia Marina per l'inaugurazione dell'Auditorium "Casa della Pace Angelo Frammartino", che porta il nome del giovane volontario originario della cittadina jonica in cui tornava spesso, assassinato nell'agosto 2006 a Gerusalemme, dove era impegnato in una missione di pace. «Una cerimonia bellissima ed intensa - si aggiunge nel comunicato - per avviare alla fruizione la struttura polivalente moderna, innovativa, spazio di aggregazione, confronto, dialogo e cultura, collegata ad un ostello della gioventù con 32 posti letto, benedetta dal vescovo di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva, nel corso dell'evento inaugurale aperto dal sindaco di Caulonia, Caterina Belcastro, e che ha visto la partecipazione del presidente del consiglio regionale, Nicola Irto; del sindaco di Monterotondo, Mauro Alessandri, e di Sergio Bassoli direttore scientifico della Fondazione Frammartino, per la quale è intervenuto anche Pierangelo Frammartino. Presente anche il capogruppo del Pd in consiglio regionale Sabi Romeo. In sala, gremita, i genitori di Angelo Frammartino, Silvana e Michelangelo, ai quali il presidente Oliverio si è più volte rivolto. «Saluto i genitori di Angelo - ha affermato Oliverio - e dico loro che la Calabria lo abbraccia. Oggi si intesta questa bellissima struttura ad un giovane che è figlio di questa terra. Angelo è l'esempio della generosità della Calabria, che non dimentica, a distanza di oltre dieci anni, un giovane che ha lasciato la propria vita per una missione di pace. Un giovane volontario che, partecipando ad un'iniziativa di una grande organizzazione come la Cgil, in Israele, per esprimere la sua generosità e la sua sensibilità, le sue convinzioni, basate sul bisogno di tendere non solo la mano ai sofferenti, agli ultimi, ma sull'aiuto al riscatto, ha sacrificato la propria vita. In ciò, il primo grande significato di questa giornata, e di questo luogo che indicano la decisione di non dimenticare Angelo, di ricordarlo soprattutto a coloro i quali negli anni, nel futuro, varcheranno la soglia della struttura per partecipare a molteplici iniziative soprattutto culturali, ad occasioni di socializzazione, per stare insieme» ha proseguito il presidente della Regione, che ha lanciato anche l'idea di un gemellaggio tra Monterotondo e Caulonia per «consolidare un rapporto tra due comunità che hanno in Angelo Frammartino un denominatore comune, un denominatore alto, di nobiltà». «Dobbiamo fare in modo - ha rimarcato ancora Oliverio - che questo sia uno spazio di attività culturali di incontro, di animazione. Caulonia è una cittadina con una tradizione culturale alta e importante, ricca. Ha nelle sue radici cultura, quelle della Magna Graecia, nella nostra regione uno dei punti di eccellenza della storia di questa terra. Noi vogliamo investire in cultura. Recentemente, come giunta regionale, abbiamo deciso di destinare alle università calabresi, per fare scorrere le graduatorie, per garantire il diritto allo studio, ulteriori 5 milioni di euro. Sulla cultura bisogna investire, per dare l'opportunità ai nostri giovani di avere strumenti per competere in una condizione che è sempre più difficile, quella della globalizzazione, della mancanza di lavoro, gli strumenti per stare in campo. I luoghi della cultura, luoghi come questo, si moltiplicheranno perché nella nostra programmazione abbiamo deciso una linea di sostegno e di intervento in questa direzione». «Ecco perché oggi - ha concluso il presidente Oliverio - sono contento di essere qui, non solo per ricordare la memoria di un giovane che per la causa della pace ha sacrificato se stesso, ma anche perché intestare questo luogo alla sua memoria non fa che onorare la comunità di Caulonia e l'intera Calabria. Questo Auditorium sarà il luogo nel quale le comunità di Caulonia e della Calabria si ritroveranno spesso per incontrarsi, ricordando Angelo». 

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  • Occhiello Il giovane di Caulonia fu assassinato nel 2006 a Gerusalemme. Sabato mattina l'inaugurazione dell'auditorium che porta il suo nome. Il governatore Oliverio: «Questo angolo deve diventare un luogo di cultura»
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