Corriere della Calabria
Giovedì, 14 Settembre 2017 21:35

Botricello, le fiamme distruggono un casolare

BOTRICELLO Questo pomeriggio squadra dei Vigili del fuoco del distaccamento di Sellia Marina con supporto di autobotte della sede Centrale è intervenuta nel comune di Botricello per incendio di un casolare composto da magazzini al piano terra ed un appartamento ad uso abitativo per le vacanze estive posto al primo piano. Le fiamme hanno completamente distrutto uno dei tre magazzini ma fortunatamente il tempestivo intervento dei Vigili del fuoco ha scongiurato il propagarsi delle fiamme ai magazzini adiacenti adibiti a deposito e contenenti mobilia e numerose bombole di gpl che sono state subito poste in sicurezza. Anche l'appartamento del piano superiore non ha subito alcun danno.

 



Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L'incendio si è propagato all'interno di alcuni magazzini. L'intervento dei Vigili del fuoco ha evitato che il fuoco raggiungesse un appartamento al piano superiore

CATANZARO È stata fissata per il prossimo 10 ottobre l’udienza preliminare a carico degli imputati coinvolti nel procedimento “Bordeland” condotto dalla Dda di Catanzaro contro la cosca Trapasso di Cutro, localizzata principalmente nei territori compresi tra San Leonardo di Cutro e Cropani, con ramificazioni anche a Catanzaro e fuori regione: Reggio Emilia, Parma e Verona. A chiedere il rinvio a giudizio di 62 persone, il procuratore capo Nicola Gratteri, l’aggiunto Vincenzo Luberto e il sostituto procuratore Vincenzo Capomolla.
Si tratta di Giovanni Trapasso, Vincenzo Trapasso, Leonardo Trapasso, Tommaso Trapasso, Giuseppe Trapasso, Gregorio Aiello, Salvatore Aiello, Antonio Bianco, Vito Borelli, Raffaele Bubbo, Pier Paolo Caloiro, Gianluca Colosimo, Giovanni Colosimo, Massimo Coosimo, Alex Correale, Alessandro Cosco, Stefano Roberto Cosco, Maurizio De Fazio, Domenico Esposito, Rosetta Esposito, Rosario Falsetti, Francesco Greco, Luigi Greco, Klodian Hymeti, Giuseppe Graziano Macrì, Antonio Mancuso, Giuseppe Mancuso, Eliseo Mancuso, Vincenzo Niutta, Gianfranco Palaia, Giuseppe Palaia, Giuseppe Quintino, Rolando Russo, Francesco Talarico, Giovambattista Talarico, Pasquale Talarico, Vincenzo Talarico, Antonio Taverna, Carmine Taverna, Francesco Tropea, Giuseppe Tropea, Renzo Tropea, Vincenzo Tropea, Antonio Viscomi, Massimo Zofrea, Salvatore Stanizzi, Carmine Falbo, Gino Talarico, Antonio Gallo, Emanuele Valenti Carcea, Domenico Iaquinta, Domenico Falcone, Salvatore Scandale, Filomena Muto, Riadh Ben Salah, Monica Pezzano, Rinaldo Dolce, Giuseppe Gareri, Vincenzo Lucente, Antonio Maiolo.

L’ASSOCIAZIONE Le accuse sono di associazione per delinquere di stampo mafioso, di cui è considerato capo promotore e organizzatore Giovanni Trapasso, accusato di gestire «anche in prima persona le attività delittuose cui egli concorre», tra le quali il controllo delle attività economiche, in ambito turistico, in ambito commerciale, in investimenti immobiliari, in intestazioni fittizie di società, con il reimpiego dei guadagni illeciti.
Leonardo Trapasso, detto Nanà, figlio di Giovanni, riveste secondo l’accusa un ruolo diplomatico nei rapporti con le altre consorterie e in più coordina e sovrintende la gestione i villaggi turistici Carrao e Riviera del Sole. Non solo. Nanà Trapasso avrebbe interferito nell’ambito della pubblica amministrazione mediate un patto stipulato con Francesco Greco. Un patto che finalizzato alla elezione di Greco e alla acquisizione della carica di vicesindaco.
A rappresentare il clan nelle riunioni di ‘ndrangheta e nei rapporti con la “casa madre” di Cutro, ossia con la cosca capeggiata da Nicolino Grande Aracri, c’è Tommaso Trapasso che ha funzioni di cassiere della consorteria e capo delle attività finanziarie ed economiche anche fuori regione. La cosca, secondo l’accusa, si avvale anche dell’articolazione Tropea/Talarico operante a Cropani Marina e guidata da Giuseppe Tropea e Francesco Talarico.

L’IMPOSIZIONE DELLE SLOT MACHINE Gli imputati sono accusati, a vario titolo di estorsione e di illecita concorrenza con minaccia o violenza per avere costretto i gestori di un bar ad installare le macchinette da gioco fornite dalla ditta di Massimo Zofrea, avvalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo. Altri reati contestati sono violenza privata, reati in materia di armi ed estorsioni nei confronti di imprenditori.

I LAVORI AL CAMPO SPORTIVO Leonardo Trapasso e Raffaele Bubbo sono accusati di avere costretto un imprenditore che aveva ottenuto l'appalto per la sistemazione del campo sportivo “Mimmo Caligiuri” di Petronà (per un importo di 140mila euro) a corrispondere una somma di denaro pari al 3% dell’importo dell’appalto aggiudicato e affidare parte dell’esecuzione dei lavori e la fornitura dei materiali edili ad imprese indicate da Bubbo e da tale Micu, non ancora identificato. In cambio avrebbero garantito la tranquillità e la sicurezza dei lavori.

UN’ECONOMIA CONDIZIONATA Risulta condizionata l’economia del territorio. Si va dall’imprenditore al quale vengono sottratti mezzi per ripagare un preteso debito, alla richiesta di somme di denaro, fino a decidere quali venditori di cocco erano autorizzati sulle spiagge di Steccato di Cutro nei villaggi controllati dai Trapasso. La paura nei confronti della cosca secondo i magistrati è anche dimostrata dalle accusa di favoreggiamento personale, condotte reticenti nel confessare di esser vittime di estorsione e di usura. In tutto l’accusa ha riconosciuto 23 persone tra le parti offese.
Il 10 ottobre le parti si troveranno davanti al gup che dovrà decidere per i rinvii a giudizio. Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Luigi Falcone, Gianni Russano, Pietro Pitari, Salvatore Iannone, Romolo Villirillo, Lanfranco Calderazzo, Giancarlo Pittelli, Carlo Petitto, Aldo Casalinuovo, Salvatore Staiano, Pietro Funaro, Gregorio Viscomi, Antonio Lomonaco, Concetta Stanizzi, Nicola Cantafora, Massimo Scuteri.

 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Si terrà il 10 ottobre il primo incontro davanti al gup di Catanzaro per gli imputati accusati di appartenere al clan di San Leonardo di Cutro. Tra i reati contestati, associazione mafiosa, estorsione, usura, illecita concorrenza

RENDE «Siamo qui perché totalmente ignorati. Il territorio crotonese è completamente abbandonato, è desolante e desolato. Oggi si è aperto Cantiere Calabria, ma dov'è la provincia di Crotone in questo cantiere?». Lo ha detto Francesco Turano, presidente del Comitato cittadino aeroporto Crotone, che con alcuni componenti dell'organismo ha esposto uno striscione all'università della Calabria, dove si sta tenendo la tre giorni di confronto sulle politiche di sviluppo, organizzata dalla Regione. Sullo striscione campeggia la scritta "Crotone vuole volare". «Avremmo voluto chiedere al ministro Delrio - ha aggiunto Turano - di fare il percorso per arrivare a Crotone con noi in modo da cogliere concretamente le nostre difficoltà. Siamo fuori dal mondo, qui si parla di futuro, ma per noi non c'è alcun futuro, vediamo solo desolazione. Il 30 ottobre sarà un anno esatto che l'aeroporto è chiuso, da allora solo parole. Noi non siamo al terzo mondo, ma al quarto».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il Comitato cittadino per l'aeroporto ha mostrato uno striscione all'Università della Calabria. «Avremmo voluto parlare con Delrio. La nostra è una situazione da quarto mondo»
Giovedì, 14 Settembre 2017 19:55

Migliaia di voti per le Primarie del Corriere

LAMEZIA TERME Se al primo turno era stata battaglia vera, c’è da pensare che la seconda fase delle “Primarie del Corriere” (clicca qui per votare) sarà una lotta virtuale durissima, con i candidati e i loro sostenitori pronti a sfidarsi a colpi di (grandi) numeri. Già, perché la partecipazione all’iniziativa che il Corriere della Calabria, Demoskopika e Newsandcom hanno ideato è in crescita vertiginosa. Siamo al 133% di voti raccolti in più rispetto alla tornata di settembre, per un totale che ha sfondato il muro delle 8mila preferenze espresse. E cresce sensibilmente l’attenzione dei giovani (+10%) e delle donne (+9%). È ancora presto per offrirvi dei dati aggregati sulle tendenze politiche di chi ha partecipato alla rilevazione – ma anche queste cifre arriveranno presto. Per adesso limitiamoci all’affluenza virtuale per provincia. Si vota molto nel Catanzarese (che è al 39% sulle preferenze complessive raccolte fino a giovedì), seguono la provincia di Cosenza (28%), quella di Reggio Calabria (23%) e, a pari merito con il 5%, Crotone e Vibo Valentia. Il voto è stato aperto da soli due giorni e c’è tempo per ribaltare tutti i pronostici. Fino a domenica prossima, 17 settembre, quando la consultazione sarà chiusa e partirà la conta dei voti ai candidati e quella sulle priorità che avrete indicato per il prossimo presidente della giunta regionale. 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello In crescita del 133% i partecipanti alla rilevazione. Aumenta l’attenzione di donne e giovani. Le province in cui si vota di più sono Catanzaro e Cosenza. Per dire la vostra avete tempo fino a domenica
Giovedì, 14 Settembre 2017 19:38

Rifiuti, mano tesa di Oliverio sulle tariffe

RENDE «Uno dei tasselli del puzzle Calabria lo abbiamo messo a posto: la Calabria, solo a dicembre del 2014 era seppellita dai rifiuti, ora possiamo dire che è una regione pulita, prima in Italia per crescita di differenziata con il 40% di raccolta». Lo ha detto il presidente Oliverio durante il terzo incontro di "Cantiere Calabria" in corso di svolgimento all'Unical a Rende. Alla presenza di istituzioni regionali, Anci, Cgil, mondo delle imprese, Legambiente e Conai, ha preso il via una lunga disamina sulla situazione dei rifiuti in Calabria e sono stati rappresentati gli importanti risultati raggiunti. A coordinare i lavori il consigliere regionale Arturo Bova che ha raccontato il proficuo processo di gestione che ha condotto all'approvazione in Consiglio regionale del Piano dei Rifiuti, atteso da quasi 10 anni. Ma ha anche sottolineato «il dramma delle precedenti gestioni commisariali in materia di rifiuti in grado solo di sperperare circa un miliardo e 200 mila euro senza produrre risultati». Il dirigente generale regionale all'Ambiente Orsola Reillo ha spiegato i pilastri della nuova visione in materia di rifiuti: nuovo piano dei rifiuti, rilancio della raccolta differenziata, riduzione dei rifiuti da trattare, completamento impiantistico e riordino del settore. Innanzitutto il nuovo Piano, atteso da 9 anni, approvato dalla commissione europea nel 2016. «Un piano condiviso - ha detto - che comprende azioni di prevenzione nella produzione dei rifiuti in eccesso, una raccolta differenziata spinta, ammodernamento impiantistico e soprattutto il piano amianto che non era stato mai redatto dalla regione». Da record i risultati in termini di raccolta di differenziata. «Siamo passati dal 2014 con una quota del 18% al 2015 con il 25%, al 2016 al 35%, fino al 2017 con il raggiungimento del 40%». 
«Siamo con orgoglio la Regione che è cresciuta di più in questo campo» - ha detto Francesco Martino, progettista del Sistema impiantistico regionale dei rifiuti - che ha anche ricordato i tempi record di approvazione del Piano regionale dalla Commissione europea: «Appena un mese, contro, solo per fare un esempio, i 5 anni impiegati  dalla Regione Lazio». «Il sistema, a regime - ha proseguito Martino - prevede il completamento impiantistico, 9 ecodistretti, tra cui 4 già esistenti e gli altri in via di rapida realizzazione, a impatto ambientale zero, in grado di realizzare, cosa fondamentale, il riciclo dei materiali e abbattere di molto i costi legati ai trasporti. Il tutto con risorse già disponibili, 331 mlioni, derivanti da Patto Calabria, Cipe, Por, Apq tutela ambientale». 
Il dirigente Reillo ha anche spiegato l'obiettivo finale del piano rifiuti: la costruzione di autogoverno delle Ato, fondamentale per la massimizzazione dei costi. «Con la governance delle Ato si affidano le competenze di trattamento, raccolta e trasporto ai territori. Il riordino prevede 3 Ato già costituite e 2 in via di definizione a Reggio Calabria e a Cosenza. Il nuovo sistema che sta prendendo corpo sarà decisivo nella svolta del settore». 
Il presidente di Legambiente Calabria Francesco Falcone – secondo quanto riporta l’ufficio stampa della giunta regionale – ha elogiato il lavoro svolto dalla Regione in questo settore, da sempre spina nel fianco della Calabria e ha elogiato l'ottimo lavoro del dipartimento Ambiente, ma ha anche lui ricordato il fallimento della gestione del commissario di goiverno con oltre un miliardo di spreco di denaro pubblico. «Il piano è solo il punto di partenza, - ha detto - bisogna puntare sempre più sulle azioni di prevenzione sulla produzione dei rifiuti». Fabio Costarella, responsabile Conai, ha descritto altri risultati lusinghieri raggiunti dal settore calabrese in materia di rifiuti. 
«Nel 2016 - ha detto - la Calabria è la regione che è cresciuta di più per la corretta gestione degli imballaggi, secondo la direttiva 94/62 della Comunità Europea. Un punto fondamentale è appunto la creazione del riciclo e in questo la Calabria sta superando le attese. Ricordiamo che l'Ue chiede alle regioni di arrivare all'80% di riciclo nel 2030». La Cgil, rappresentata dal dirigente regionale Daniele Carchidi ha messo in rilievo il proficuo lavoro di concertazione che ha prodotto la realizzazione del Piano dei rifiuti. «Non c'era mai stato nessun confronto con i commissari straordinari nel passato. Ora c'è una posizione diversa da parte della Regione a cui chiedo però di sostenere sempre più questo comparto, a partire dalla realizzazione di un'anagrafe dei lavoratori del settore. Si può e si deve pensare di fare crescere questo settore soprattutto in termine di posti di lavoro». Gianluca Callipo, nella veste di presidente pro tempore di Anci Calabria e sindaco di Pizzo ha invece posto l'accento sulle fragilità economiche e strutturali dei Comuni, veri protagonisti di questo miracolo sui rifiuti in Calabria. «In Calabria - ha detto - abbiamo un piano assai importante ma stiamo attenti a sostenere i Comuni che rappresentano l'anello debole del sistema. Il risultato al 40% di raccolta differenziata premia anche i nostri sforzi. Per questo apprezziamo la mano tesa del presidente Oliverio sulla questione legata alle tariffe (che sono aumentate anche per i Comuni che hanno mantenuto risultati apprezzabili sulla raccolta differenziata, ndr)». Proprio sulle tariffe è intervenuto in prima battuta il presidente Oliverio. «Noi sosteniamo le imprese del settore e così il mondo del lavoro, ma chiediamo ai Comuni lo stesso atteggiamento. Siamo disponibili al confronto e a spalmare i 300 milioni di debito nei confronti della Regione, ma abbiamo anche noi un bilancio da rispettare». Oliverio si è anche detto contento di trovare Callipo a guida di Anci, proprio per il raggiungimento di un'intesa proficua sulla questione tariffe. «Più in generale - ha detto ancora Oliverio - credo che non ci sia cosa più importante di avere una regione pulita, la propria città pulita. Appena insediato il 10 dicembre del 2014 la Calabria era in preda al'ennesima crisi legata alla raccolta dei rifiuti. Così ho convocato tutte le parti in causa e abbiamo deciso di fare quadrato e di aggredire il problema. Siamo a un ottimo punto ma non ci fermeremo qui. Costruiremo un sistema moderno, e soprattutto inizieremo una campagna di comunicazione importante sull'importanza della raccolta differrenziata, a partire dalle scuole. Vogliamo che la nostra regione capisca l'importanza fino in fondo di avere una regione pulita. Mi piace ricordare Marx - ha concluso Oliverio - quando sosteneva che non è l'uomo che fa l'ambiente ma è l'ambiente che fa l'uomo. Ecco, qui in Calabria, questo processo è irreversibile». In conclusione dei lavori sono intervenuti Nicodemo Podella, Presidente regionale Cia, il sindaco di Zagarise Gallelli e l'imprenditore Pellegrino di "Calabria Maceri", società nel settore della gestione dei rifiuti, che ha ringraziato Oliverio per il concreto sostegno al settore e soprattutto alle imprese. «Grazie Oliverio - ha detto - perchè da 30 anni non c'era stato mai un atteggiamento così concreto della Regione su questo settore. Ora siamo orgogliosi di fare impresa e creare finalmente posti di lavoro».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il governatore: «Calabria prima in Italia per la crescita di differenziata. Siamo passati dal 18 al 40% in tre anni»
Giovedì, 14 Settembre 2017 19:23

Campana: «Vicini al presidente Perciaccante»

COSENZA Il presidente dell’Associazione nazionale edili (Ance), Giuliano Campana, in una nota indirizzata al collega Giovan Battista Perciaccante, presidente di Ance Cosenza e del Comitato Mezzogiorno e Isole Ance, esprime tutta la vicinanza del sistema associativo per il grave atto intimidatorio perpetrato ai danni della sua impresa. «Siamo certi – afferma - che le autorità faranno tutto il possibile per individuare al più presto i responsabili e tutelare chi da sempre, con coraggio e determinazione, opera nel rispetto delle regole e della legalità. Come Ance – sottolinea il presidente Campana - siamo da tempo impegnati nella lotta contro il malaffare e nell’individuazione degli strumenti necessari a sostenere le imprese che svolgono onestamente il proprio lavoro e che proprio per questo possono rimanere vittime di inaccettabili atti di violenza. È una battaglia che dobbiamo e possiamo vincere, ma è necessario che ognuno faccia la propria parte fino in fondo».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il leader dell’Associazione nazionale edili esprime solidarietà all’esponente dell’Ance Cosenza dopo l’intimidazione alla sua ditta: ognuno faccia la propria parte fino in fondo

VIBO VALENTIA La Procura di Vibo Valentia ha chiesto il processo per 65 persone accusate di aver messo in piedi una maxitruffa alle assicurazioni. Il gup Lorenzo Barracco ha fissato la prima udienza preliminare al 25 gennaio del prossimo anno. L'inchiesta, denominata "Dirty Business", ruota attorno ad una serie di incidenti e certificati medici ritenuti fasulli prodotti per ottenere agevolazioni. Fasulli sarebbero stati anche i testimoni oculari. 
I controlli erano partiti dopo la denuncia di un'agenzia, nel 2011, nella quale si lamentavano delle anomalie nella presentazione di documentazione medica da parte di persone vittime di un incidente stradale che avanzavano richiesta di risarcimento danni. Episodi diversi che avevano indotto la società assicuratrice a fare ricorso da un'agenzia di investigazioni private dai cui accertamenti era emerso molti clienti non avessero mai fatto ricorso ad alcuna cura. A seguito di quella querela, gli investigatori dell'Arma avevano avviato le indagini eseguendo delle perquisizioni al titolare di un'agenzia, poi iscritto nel registro degli indagati. Quella era solo la punta di un iceberg perché l'attività investigativa con il passare delle settimane avrebbe consentito di acquisire elementi che hanno permesso di svelare che circa 50 incidenti stradali erano avvenuti con modalità tali da ricondurre le loro cause a condotte artificiose poste in essere dagli indagati, tra i quali spiccano anche le figure di alcuni medici e di un avvocato.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il gup Barracco ha fissato la prima udienza preliminare il 25 gennaio del prossimo anno. L’inchiesta "Dirty Business", ruota attorno ad una serie di incidenti e certificati medici ritenuti fasulli prodotti per ottenere agevolazioni. Così come i testimoni dei falsi sinistri

RENDE Il primo, vero tavolo tecnico che segue l’apertura del “Cantiere Calabria” è incentrato su un tema delicatissimo. E centrale (anche) nell’ambito delle politiche di sviluppo del territorio: il rischio idrogeologico in Calabria. I devastanti incendi che hanno attraversato ogni angolo della regione hanno lasciato un segno profondo, una ferita che ancora sanguina e rende insonni le notti di chi è chiamato a intervenire in caso di emergenza. Ma le strategie messe in campo per contrastare gli effetti di eventi atmosferici e ambientali avversi sono in corso.
Non si può certo affermare che i territori siano già stati messi in sicurezza. Ma la programmazione messa in campo dal settore “governato” dal professor Francesco Russo, assessore regionale alla Logistica, lascia trasparire una sensazione non del tutto negativa. Anzi…
Il dato principale enucleato dal docente universitario (prestato in veste di tecnico alla politica) è il seguente: la Regione è passata dalla fase di proposta a quella di attuazione dei piani e dei programmi operativi di prevenzione e adeguamento ai rischi. La concentrazione massima è stata dirottata su tre aspetti in particolare: vulnerabilità, pericolosità ed esposizione del territorio. E in questa direzione la giunta regionale intende raccogliere i frutti nella seconda parte del suo mandato.
Al confronto tra esperti sul tema “Calabria sicura: riqualificazione e messa in sicurezza del territorio” la convergenza sulla necessità di dare esclusività ai programmi di salvaguardia è stata netta. E in particolare per ciò che riguarda l’adeguamento delle strutture pubbliche al rischio sismico, una tra le questioni irrisolte degli ultimi vent’anni. All’insediamento della giunta, ha spiegato Russo, solo 6 scuole su 100 in Calabria si presentavano affidabili e sicure. Ora la percentuale è in netta crescita e a breve si potrà arrivare a oltre il 50%. Ma l’obiettivo è raggiungere la copertura totale degli istituti scolastici. Come? Attraverso il convogliamento delle risorse su piani concreti che vadano ad affiancare le iniziative già messe in campo in tema di contrasto all’erosione costiera e all’eliminazione dei fattori di rischio idrogeologico riferibili in particolare alle alluvioni. Ovviamente, si tratta di un settore particolarmente delicato e con normative farraginose che vanno semplificate per ottimizzare tutti gli sforzi.
All’incontro hanno fornito il proprio contributo non soltanto tecnici di chiara fama (docenti universitari calabresi e non) ma anche politici “puri”; soggetti, cioè, chiamati a legiferare e incidere anche con il governo centrale perché le istanze della Calabria trovino accoglimento.
Le esigenze maturate nel corso dell’incontro, sulla scorta dei vari interventi: mettere gli amministratori locali in condizione di progettare interventi di salvaguardia attraverso fondi certi; ridare centralità alle Province (ormai private di ampi poteri di gestione dei territori), riportare nel cuore del dibattito nazionale la posizione strategica della Calabria nell’ambito del contesto mediterraneo affinché proprio da qui si inneschino processi virtuosi di buone pratiche a difesa e valorizzazione del territorio. Obiettivi che rientreranno nell’agenda dell’assessore Russo e della struttura speciale sul rischio idrogeologico che, diretta dall’ingegnere Carmelo Gallo, nell’arco di due anni appena è riuscita a invertire rotta in chiave di realizzazione degli interventi messi a cantiere per un importo di circa 220 milioni di euro.
«Dobbiamo rendere sicura la nostra regione – ha detto in conclusione Russo – soprattutto ora che si registrano record di afflussi turistici: chi viene qui deve sapere che viene in un territorio sicuro». Non più lo “sfasciume pendulo sul mare” raccontato dalla penna di Giustino Fortunato né l’aspra terra “dei pastori in Aspromonte, d’inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque” cantata da Corrado Alvaro nei suoi celebri racconti.

p. p. cam.

Informazioni aggiuntive

LAMEZIA TERME Nulla di fatto, per ora. Il coordinamento regionale di Forza Italia, che oggi avrebbe dovuto decidere sull'eventuale espulsione dal partito di Giuseppe Graziano, è stato rinviato alla prossima settimana. Ufficialmente, la sconvocazione della riunione voluta da Jole Santelli è motivata dall'inizio, domani a Fiuggi, della sesta edizione de "L'Italia e l'Europa che vogliamo", la manifestazione organizzata dal presidente del Parlamento europeo, tra i possibili candidati premier in caso di vittoria del centrodestra alle prossime politiche, Antonio Tajani. Ci saranno di certo il vicecoordinatore regionale Nino Foti e il consigliere regionale Mario Magno; e così i vertici azzurri, dopo un fitto scambio di telefonate e di messaggi, hanno sfruttato l'occasione per posticipare il redde rationem e riflettere ancora qualche giorno prima di procedere in un senso o in un altro.
Se nelle ore successive alla rielezione del segretario-questore, accusato di aver inciuciato con il centrosinistra per ottenere i voti necessari alla riconferma nell'Ufficio di presidenza, il sentimento dei maggiorenti azzurri andava nella direzione dell'espulsione senza se e senza ma, adesso le cose stanno diversamente.
Le implicite ammissione di due big di come Wanda Ferro e Alessandro Nicolò circa l'"accordo" istituzionale siglato tra Fi e Pd, orientato a garantire i voti per l'elezione della stessa Ferro alla vicepresidenza e di Mimmo Tallini alla segreteria, hanno cambiato le prospettive e suggerito di evitare lo scontro frontale con Graziano. Che ha giocato bene le sue carte anche davanti all'opinione pubblica: non ho chiesto voti al centrosinistra, l'accordo lo hanno fatto i vertici azzurri e non sono nemmeno riusciti a realizzarlo. Sarebbe difficile, insomma, giustificare la cacciata di Graziano facendo leva sulla sua presunta intelligenza col nemico.
Il vicecoordinatore provinciale di Fi viene accusato anche di non aver votato per Ferro malgrado la risoluzione finale del partito. Il voto mancante, dei sette che la candidata vicepresidente si aspettava, secondo i berluscones è proprio quello di Graziano. Che, dal canto suo, non ha mai fatto mistero di non condividere affatto le scelte di Fi, prese - a suo dire - da un organo illegittimo che, tra l'altro, non avrebbe tenuto conto del buon lavoro svolto dal segretario-questore nella prima parte di legislatura.
Come sempre avviene, sopra il terreno di battaglia volteggiano i falchi e le colombe. Tra i primi, ad esempio, c'è Tallini, che non ha esitato a definire Graziano un «servitore di Oliverio»; tra i secondi, invece, figura il vicesegretario Roberto Occhiuto. Quest'ultimo, in particolare, sarebbe al lavoro per tentare di ricucire gli strappi e riportare sia Graziano («se Forza Italia è questa me ne vado io») sia i falchi a più miti consigli. La kermesse di Tajani, dove è atteso anche Berlusconi, casca dunque a fagiolo. La prossima settimana, è questo l'auspicio delle colombe, le polemiche velenose di questi giorni potrebbero anche essere dimenticate.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Rinviato, ufficialmente per la convention di Fiuggi, il redde rationem nel coordinamento regionale. Difficile sostenere la tesi dell'inciucio per i colonnelli di Fi. Che si dividono tra falchi (Tallini) e colombe (Occhiuto)

CROTONE Ancora Crotone protagonista nel trasporto su due ruote. La città pitagorica ha infatti aderito alla Settimana europea della mobilità sostenibile che si svolgerà dal 16 al 22 settembre. L'evento, come ogni anno si concentra su una tematica specifica e quella di quest'anno sarà “Mobilità pulita, condivisa e intelligente” e sarà accompagnata dall slogan “Condividere ti porta lontano”. Parteciperanno 2140 città europee, di cui 87 italiane. Per la Calabria, oltre Crotone ci sarà anche Cosenza.
Domani ci sarà l'inaugurazione con l'evento “Beer & Bike” che si terrà alle 20 presso lo storico “Caffé Italia”. Qui, gli organizzatori spiegheranno i vantaggi della mobilità sostenibile e promuoveranno gli eventi in programma.
Si prosegue poi il 17 settembre con una pedalata a Capo Colonna, dove sono previste visita la museo e colazione al parco; il 19 settembre l’appuntamento è in piazza della Resistenza con un’asta sociale; il 21 settembre tutti in bici sul lungomare ed aperitivo al Parco Baden Powell dove sono previsti anche giochi a premi per i bambini che parteciperanno; infine il 22 settembre l’evento di chiusura con un convegno presso il museo e i giardini di Pitagora sulla mobilità sostenibile.
«Crotone è l'unica città calabrese che si è candidata a prevedere eventi ed iniziative che comprendono i tre segmenti della European Mobility Week» ha detto Laura Leonardi dell'associazione Ciclofficina TR22o che da qualche anno a Crotone si occupa di promuovere l'uso della bici.
«Siamo soddisfatti per la partecipazione dell’amministrazione comunale a questa iniziativa – ha sottolineato Giuseppe Aiello, presidente dell'associazione -. Gli eventi proposti contribuiranno a sensibilizzare la cittadinanza sull’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo finalizzato alla tutela dell’ambiente, della salute, per migliorare la viabilità e la vivibilità della città».
«La nostra partecipazione è consequenziale alle politiche adottate dall'amministrazione – ha evidenziato invece l'assessore al Verde pubblico e quartieri Caterina Caccavari – abbiamo già promosso numerose iniziative in materia di mobilità alternativa come l’acquisto di macchine e biciclette elettriche».  

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello La città pitagorica ha aderito all'iniziativa che coinvolge più di 2000 realtà. L'evento si svolgerà dal 16 al 22 settembre con pedalate, visite ai musei e aste sociali. L'assessore Caccavari: «Partecipazione è consequenziale alle nostre politiche»
Pagina 1 di 4