Corriere della Calabria

LOCRI Partiranno da domani le lettere di licenziamento per 129 dipendenti della Call&Call di Locri. Lo annuncia, «mestamente», il segretario della Cgil Reggio Calabria-Locri Gregorio Pititto. «Il dramma occupazionale che stanno vivendo i 129 operatori del call center di Locri - prosegue - deve rappresentare per le parti sociali e la politica una sorta di “ultima chiamata”. Non c'è più tempo per pensare come salvare questa terra dalla desolazione economica e dall'egemonia mafiosa (l'assenza di lavoro è linfa vitale per la 'ndrangheta). Si deve agire. La politica regionale, chiamando in causa la Città Metropolitana, gli enti locali, le associazioni dei lavoratori e datoriali, deve immediatamente mettere in campo un piano straordinario per l'occupazione nella Locride. In questi territori è necessaria una terapia shock, un mix di investimenti pubblici e creazione diretta di lavoro, pur essendo apprezzabili le misure del governo regionale che negli ultimi anni ha pubblicato vari bandi per fare svolgere tirocini a disoccupati e ad ex percettori di ammortizzatori sociali in deroga. Ma non basta, non può bastare. Per una vera crescita, le politiche del lavoro in questa regione devono cambiare passo. Accelerare». 
Nei giorni scorsi, nel corso di un tavolo tecnico al ministero per lo Sviluppo economico, nonostante alcune proposte avanzate dal Governo, l'azienda Call&Call Lokroi ha ribadito la volontà di andare avanti con le procedure di licenziamento. 

 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Annunciato per martedì 19 l’invio delle lettere dell’azienda. Cgil: ora tutti insieme per un piano straordinario per l’occupazione nella Locride
Lunedì, 18 Settembre 2017 20:22

Le scelte di Oliverio (e di Minniti)

Evidentemente non tutti quelli che si affannano a dire che la Calabria è al collasso, ragione per la quale non può assolutamente correre il rischio di perdere queste ultime occasioni rimaste sul tavolo, credono veramente che non ci sarà una seconda occasione. Altrimenti non sapremmo come leggere i distinguo di questi giorni o le speculazioni di queste ore.
Mario Oliverio ha qualche ritardo da farsi perdonare e qualche scelta da rimproverarsi. Ha da decentrare alcune responsabilità ed ha da mettere in riga un codazzo di impresentabili che se non ne condizionano l’operato, certamente ne deturpano l’immagine e ne minano la credibilità. Più semplicemente, Mario Oliverio deve rientrare in sintonia con quanto ha promesso durante la campagna elettorale: rottura e cambiamento.
Ha anche da metter mano, lui dice, a un difetto di comunicazione. Anche questo è vero. Lo ha detto più volte nella tre giorni del “Cantiere Calabria”, elencando cose fatte e destinate a produrre nei prossimi mesi i primi risultati. E tuttavia anche in quel settore paga lo scotto della mancata rottura e del mancato cambiamento.
Siamo sicuri, ad esempio, che sia solo insipienza e sciatteria professionale l’aver gestito, da parte di chi ne era delegato, la comunicazione istituzionale con lo stesso stile con il quale si reclamano i provoloni?
È una scelta del governatore la mancata informazione sugli esiti avuti dalle indagini interne avviate e reclamizzate sullo scandalo Ryanair o sull’omessa costituzione a parte civile nel processo al clan Grande Aracri? Oppure è la storia del cane che non morde cane per cui un burocrate non morderà mai un altro burocrate… perché i governatori passano, i burocrati restano. E fanno pure carriera, spesso su una montagna di carte false come l’attuale capo ufficio stampa che falsamente attesta di essere dipendente regionale e falsamente vince un bando interno destinato solo ai dipendenti regionali. Lo conferma anche il direttore generale al Personale, lo confermano i dirigenti di settore, lo confermano tutti ma lui resta dove è. Perché cane non morde cane. Come stupirsi allora se nessuno comunicherà l’esito delle indagini interne e se nessuno scriverà uno straccio di comunicato per informare che la Stazione unica appaltante della Regione Calabria è stata premiata, unica in Italia, dall’Anticorruzione?
E perché tacere che la Sua, pur marciando a ranghi ridotti, in sole due gare (mensa ospedaliera e informatica tributaria) ha fatto guadagnare alla Regione una paccata di milioni per ogni anno? E come mai le stesse ditte che lavoravano con chi ha preceduto la presidenza Oliverio oggi prestano servizi maggiori a tariffe esattamente dimezzate? Provi a chiederlo Oliverio ai suoi burocrati, perché è pur vero che oggi sono una casta di intoccabili ma è anche vero che se provocano danni milionari possono essere cacciati.
Senza nulla togliere al resto, la tre giorni di Arcavacata consegna una svolta, anzi due.
La prima è proprio quella delle parole forti usate da Oliverio nel dichiarare una lotta senza quartiere a quella burocrazia che oggi come ieri rappresenta la vera palla al piede della Regione Calabria: «Nel cantiere - ha detto - ci sono gli strumenti per debellare, superare, stritolare ogni resistenza al progetto di cambiamento». E ancora: «Da lunedì sarà tolleranza zero rispetto a qualsivoglia tentativo degli uffici di bloccare o anche solo rallentare il percorso che abbiamo promesso ai calabresi».
Pare che stavolta i fatti seguiranno le parole e saranno all’altezza della sfida lanciata. Si lavora, al Decimo piano della Cittadella, ad un’assemblea del personale regionale. Sarà preceduta da una lettera ai dirigenti e ai funzionari di settore con la quale Oliverio intende fissare le “regole d’ingaggio”. Prima della ripartenza è bene che la burocrazia regionale sappia. Una sorta di cartellino giallo, serve anche a ridare fiducia a quella fascia di dipendenti regionali figli di un Dio minore. Gente valida la si trova, eccome, anche dalle parti di Germaneto, si tratta di tirarla via dai sottoscala dove è stata cacciata da quell’esercito di mutanti, di nani e (soprattutto) di ballerine che migrano da una poltrona all’altra con il loro codazzo di protettori e di clientes.
È questa la precondizione senza la quale il “Cantiere Calabria” resterà, come paventa Wanda Ferro, che alla fine è l’unica a poterlo paventare senza il terrore che si apra il suo armadio e crollino una moltitudine di scheletri, un ennesimo «libro delle favole».
Il Porto di Gioia Tauro da deprivatizzare, l’Anas da ricondurre al rispetto del territorio, la sanità da rimettere a servizio vero in tutela del cittadino, i trasporti da rifondare, l’agricoltura da assecondare in questa sua magica stagione, il sistema universitario quale diga che argini la fuga dei saperi già nella fase formativa, la ’ndrangheta bollata come cancro dello sviluppo e mediatrice abusiva dei servizi. Tutto viene in conseguenza.
I Fondi comunitari meritano una nota a parte. Sono il fulcro di tutto. Oliverio rivendica di averli impegnati senza ritardi. Anche qui la comunicazione gli gioca contro. Probabilmente affianco a questa rivendicazione, ve ne sarebbe, infatti, un’altra che Oliverio farebbe bene a portare avanti: la trasparenza. In quasi tutti i bandi c’è oggi una trasparenza mai vista in passato. Merito di quanti, con Oliverio, si sono incaponiti nel mettere in piedi un sistema telematico di presentazione delle pratiche. In passato erano gli studi commerciali, sempre gli stessi e sempre bene ammanigliati, a farla da padroni. Portavi la pratica al dottore giusto che aveva in Regione il funzionario giusto e consegnava l’elenco giusto. Le carte arrivavano poi, con calma. Magari il progetto non valeva niente ma intanto passava a discapito di altri che non avevano il dottore giusto, amico del funzionario giusto che lo inseriva nell’elenco giusto.
Ci spieghi e si spieghi, Oliverio, perché i suoi comunicatori questo lo hanno taciuto. Lo scopriamo solo in sede di ricorso al Tar da parte di qualche escluso, altri hanno preferito prendere atto che il vecchio collaudato sistema non era più quello “giusto”. E la burocrazia? Da una parte fa buon viso a cattivo gioco, dall’altra fa in modo di affidare la difesa delle ragioni dell’Ente Regione all’ultimo avvocatucolo preso a bordo. Infilato negli organici regionali dal regime precedente e poi, con un tratto di penna, assegnato all’avvocatura regionale.
E veniamo al secondo risultato prodotto dalla tre giorni di Arcavacata: Oliverio ha convinto quanti ancora credono nella possibilità di prendere, come Calabria, questo ultimo treno per agganciare gli standard di sviluppo del Paese, che il cambiamento sarà, usiamo le sue parole, «la sola bussola del nostro percorso».
Forse c’è questo ritrovare il suo popolo dietro il lungo e commosso abbraccio pubblico con Marco Minniti. Il ministro dell’interno ha seguito i consigli del cuore. Avesse ragionato, come spesso amano accusarlo di fare, con il cervello e con il cinismo delle istituzioni, sarebbe rimasto lontano da un “Cantiere” aperto ancora a molte insidie, a molte presenze ingombranti e a molti rischi. Invece Minniti c’era. Nonostante in quel di Londra stava capitando di tutto e nonostante i servizi fossero allertati per rischi particolari che riguardavano in quelle ore proprio l’Italia. C’era nonostante lo attendessero a Bologna per un vertice delicatissimo sul fronte della sicurezza interna.
Ha parlato a braccio. Ha lanciato più di un qualche generico monito. Ha messo in allarme sui rischi che si corrono quando la politica ha come unico obiettivo, a tacer del resto, la raccolta del consenso («La politica vera non insegue il consenso a tutti i costi. Sceglie quel che è giusto per il Paese e per i cittadini. Il consenso verrà. Prima o dopo verrà…»). 
La svolta, politica, che la tre giorni di Arcavacata ci consegna è tutta in quell’abbraccio. Vero e intenso, al punto da legittimare anche i due lacrimoni che Mario Oliverio si concede. Ha fatto una scelta che presto dovrà passare sotto l’impietosa verifica della quotidianità dei fatti. Chi non pensa che la Calabria è davvero all’ultima spiaggia, non capirà perché occorre augurarsi che Oliverio abbia davvero deciso per una svolta. Impietosa verifica sarà, soprattutto da parte di chi ha il dovere di informare (che non è comunicare…). Ma intanto va preso atto che una scelta chiara Mario Oliverio l’ha presa. 
Del resto, lo spiega bene Roberto Benigni: «Chi non sceglie lascia il potere alla folla. E la folla sceglie sempre Barabba».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello di Paolo Pollichieni

SOVERATO I carabinieri della Compagnia di Soverato e quelli di Davoli, insieme al Nucleo cinofili di Vibo Valentia, hanno arrestato i fratelli Mauro e Giuseppe Merenda, di 28 e 34 anni, per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, nel corso di una perquisizione a casa di Mauro Merenda, i militari hanno trovato 63 grammi di marijuana all'interno di un barattolo in vetro, di cui lo stesso ha tentato invano di disfarsi buttandolo nel water, due buste con altri 810 grammi, occultate in uno zainetto posto su uno scaffale del garage, consegnate spontaneamente dall'interessato, e un bilancino di precisione. Le ricerche nell'appartamento del fratello, invece, hanno portato al rinvenimento di un ulteriore barattolo contenente 38 grammi della stessa sostanza e 13.900 euro in banconote di vario taglio. Il materiale è stato sequestrato. Gli arrestati sono stati portati ai domiciliari.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello In manette Mauro e Giuseppe Merenda. La droga è stata sequestrata
Lunedì, 18 Settembre 2017 19:06

Il Consiglio riparte (tra commissioni e veleni)

REGGIO CALABRIA Le ferie, adesso, sono finite davvero. I consiglieri regionali, dopo la lunga pausa estiva (73 giorni senza riunioni) e il drammatico (per Fi, ma per certi versi anche per il Pd) rinnovo dell’Ufficio di presidenza, pare abbiano deciso di mettersi di buzzo buono per accelerare l’attività legislativa calabrese. Stamattina la Conferenza dei capigruppo ha fissato le prossime due sedute dell’aula, in programma per il 28 settembre e il 2 ottobre: nella prima saranno discussi i provvedimenti rimasti in sospeso prima delle ferie e quelli che verranno approvati nelle commissioni convocate per domani e dopodomani; nella seconda spazio a mozioni e question time.
Niente di trascendentale, insomma, ma è almeno il segno della volontà di imprimere un ritmo più deciso a questa seconda parte di legislatura, tenuta a battesimo dalla buona riuscita di “Cantiere Calabria”, la kermesse voluta da Oliverio per fare il punto della situazione e fissare i programmi per il futuro. Ovviamente, i nodi irrisolti rimangono tutti sul tappeto. Il governatore, infatti, non ha sciolto le riserve in merito al possibile rimpasto di giunta, anche se la tre giorni all’Unical, vissuta all’insegna dell’unità, potrebbe aver spinto alla rassegnazione tutti quei consiglieri regionali che ambivano, e ambiscono, a un posto al sole, in via diretta o per interposta persona. Ma a pesare sul futuro della legislatura sono soprattutto le code polemiche e i veleni lasciati dall’elezione per l’Ufficio di presidenza.
La riconferma quale numero due dell’Astronave di Gentile, che ha ottenuto un voto in più del candidato ufficiale dem, Ciconte, è destinata a influire e non poco sulle dinamiche interne al Pd in particolare e del centrosinistra in generale. Sarà il tempo a dire se lo scorso 11 settembre è stato il giorno della formazione di una nuova maggioranza renziana-alfaniana a scapito della componente più di sinistra del partito. E saranno sempre gli eventi a dire se la nuova alleanza porterà acqua al mulino di Oliverio che, forte del nuovo legame con Ap, potrà chiedere con più forza al ministro alfaniano Lorenzin un cambio al vertice della Sanità calabrese: via Scura e dentro il governatore. L’esito della trattativa è, comunque, imprevedibile e attiene in ogni caso agli accordi nazionali in vista delle elezioni politiche.

LE COMMISSIONI In ogni caso, ci sono gli equilibri regionali da salvaguardare, a partire dalle commissioni. Entro venerdì il presidente del Consiglio Irto riceverà dai vari capigruppo l’elenco delle designazioni per quattro dei sette organismi di Palazzo Campanella che verranno rinnovati la prossima settimana. Gli assetti dovrebbero rimanere praticamente gli stessi, eccezion fatta per Wanda Ferro e Vincenzo Pasqua. L’ex candidata governatrice, dopo la delusione per la mancata elezione a vicepresidente dell’assemblea, dal giorno del suo arrivo in Consiglio (a più di due anni dall’insediamento) non ha mai fatto parte di una commissione. È più che probabile che adesso il gruppo Misto la indichi in una o più postazioni. Discorso diverso per Pasqua. Il consigliere di “Oliverio presidente”, particolarmente amareggiato dopo due anni e mezzo di “emarginazione politica”, non fa mistero della sua volontà di lasciare la maggioranza per approdare in uno dei gruppi d’opposizione; solo che non ha ancora formalizzato alcun passo: sicché, tra gli addetti ai lavori, permane il dubbio: è da considerare un elemento del centrosinistra o della minoranza? Dalla risposta dipenderà la riconferma o meno di Pasqua in commissione Ambiente e, in particolar modo, nella Riforme e Vigilanza, dove occupa le cariche di vicepresidente.

I PRESIDENTI Non dovrebbero esserci stravolgimenti nemmeno per le presidenze. Sicuri della loro rielezione sono i dem Sergio (Affari istituzionali), Aieta (Bilancio), Mirabello (Sanità) e Bevacqua (Ambiente). Il rinnovo delle commissioni Riforme (presidente Esposito), Vigilanza (Morrone) e Antindrangheta (Bova), in base al cronoprogramma fissato in Conferenza dei capigruppo, dovrebbe invece avvenire entro la fine dell’anno, dal momento che questi organismi si sono insediati più tardi rispetto agli altri e non sono ancora in scadenza. È una sorta di cavillo temporale, a ben guardare, utile anche a prendere un po’ di tempo. Alcuni consiglieri di maggioranza delusi avrebbero infatti avviato trattative segrete per scalzare dalla poltrona l’alfaniano Esposito e il forzista (sulla carta) Morrone.
Se ne riparlerà tra qualche mese.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Fissate le prossime due sedute dell'assemblea (28 settembre e 2 ottobre). Tutto pronto anche per il rinnovo di 4 organismi su 7: i presidenti saranno riconfermati. Le altre andranno a scadenza entro la fine dell'anno. Per la maggioranza c'è la grana Pasqua

REGGIO CALABRIA «Il sindaco Falcomatà, sin dal suo insediamento a Palazzo San Giorgio, ha sempre sfoggiato il vessillo della legalità ponendolo come principio basilare della sua azione politica, anche se nei fatti, al di à di qualche targa contro la malavita organizzata affissa nella facciata di qualche scuola cittadina, non ha mai affermato, su questo fronte, un impegno politico organico, costante e coerente». Ad affermarlo sono i consiglieri comunali di Forza Italia, Antonio Pizzimenti, Mary Caracciolo, Luigi Dattola e Giuseppe Dascoli. 
«L’avviso di garanzia che la Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha emesso nei confronti del sindaco Falcomatà, rispetto a una questione già sollevata sin da principio dall’opposizione e che portò alla revoca dell’affidamento (quello dell’hotel Miramare, ndr) – continuano i consiglieri comunali forzisti –, mette in evidenza un modo del tutto bizzarro e particolare di fare politica e di rispettare le regole da parte del primo cittadino. La città è oramai allo stremo, mentre i reggini, sempre più indignati verso un’amministrazione comunale che si è caratterizzata per inefficienza e impreparazione, vivono in modo rassegnato il trascorrere inutile e dannoso di questo ulteriore scorcio di consiliatura».  
«Senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria che è di competenza esclusiva della magistratura, - continuano Pizzimenti Caracciolo, Dattola e Dascoli - l’aspetto che invece desideriamo mettere in evidenza è quello prettamente politico, unitamente alla conseguente azione politica che tale avviso di garanzia avrebbe dovuto determinare nella coscienza del sindaco». 
«Ricordiamo tutti che per presentare alla città la prima giunta municipale, il sindaco Falcomatà, attraverso una sceneggiata degna della commedia napoletana, aveva scelto il borgo di S. Venere promettendo, agli abitanti di questo quartiere preaspromontano, che per protesta avevano consegnato alla Prefettura i certificati elettorali in quanto delusi dall’abbandono da parte delle istituzioni, che avrebbe integralmente sistemato la strada di collegamento con la città, e se uno studio di fattibilità avesse messo in evidenza costi più contenuti, ne avrebbe realizzato una nuova di strada. Il sindaco, non solo non ha mantenuto questa promessa, ma ha anche beffato persino i reggini ai quali aveva promesso la realizzazione di un agire politico-amministrativo nuovo e rivoluzionario rispetto al passato unitamente alla nascita di una nuova “primavera” che in città non ha fatto la sua comparsa nemmeno all’orizzonte. Il primo cittadino invece continua a rimanere arroccato dentro Palazzo San Giorgio a seguire i consigli del suo talentuoso e prestigioso staff pensando che attraverso la compagnia e i “virtuosismi politici” dei suoi boy scout la città possa, magicamente, trarre vantaggi e risultati promettenti e salutari per il suo futuro». 
«Il sindaco Falcomatà – continuano i consiglieri d’opposizione – non solo non è riuscito a realizzare quel programma spumeggiante, radioso e articolato per la città che aveva pronunciato in consiglio comunale con le sue dichiarazioni programmatiche, ma quello che adesso inquieta e indigna di più riguarda l’attenzione che la Procura della Repubblica reggina ha concentrato verso un’amministrazione comunale e un Sindaco che della legalità e del rispetto delle regole si sono sempre dichiarati ferventi paladini e sostenitori».
«Nel corso di questi tre anni di consiliatura - continuano i consiglieri comunali di Forza Italia - abbiamo criticato ma anche suggerito e spronato l’amministrazione comunale ad affrontare e risolvere problemi importanti e strategici per il futuro della città come il rilancio del settore turistico, con l’obiettivo di valorizzare la naturale vocazione della città, unitamente al rilancio del porto e dell’aeroporto “Tito Minniti”. Questa amministrazione non solo non è riuscita a smuovere le leve del cambiamento, ma non è stata capace di affermare e stabilire una valida interlocuzione con il contesto sociale necessaria a inaugurare una nuova stagione politica e amministrativa. Il nuovo, signor sindaco, non può essere edificato con promesse, argomentazioni ammalianti e voli pindarici, ma si costruisce individuando percorsi e soluzioni politiche intelligenti, concrete e lungimiranti sostenute dal coinvolgimento di corpi sociali, culturali e imprenditoriali di spessore. Ecco come si diventa costruttori di speranza. Invece, dobbiamo riconoscere che a distanza di tre anni dal suo insediamento a Palazzo San Giorgio un traguardo e un obiettivo il sindaco Falcomatà l'ha brillantemente raggiunto e centrato in pieno: quello di avere fatto diventare “la selva” sempre più “fitta e oscura”, concludono i consiglieri comunali di Forza Italia».

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello I consiglieri comunali d’opposizione: «L’avviso di garanzia pone un problema politico a un sindaco sempre più arroccato a Palazzo San Giorgio»

ZAGARISE Il programma del Festival 2017 impiegherà tutti i sensi per esprimere l’amore per i luoghi. Dal gusto all’ascolto, dai laboratori pratici e manuali a quelli fotografici sullo sguardo, dai profumi delle erbe di montagna alle meditazioni per scoprire l’essenza energetica dei posti che attraversiamo attraverso il sesto senso dell’appartenenza.
Lo scorso 16 settembre è andato in scena un incontro-anteprima che suggella il proposito di “fare rete tra i borghi” della Presila, obiettivo condiviso che il festival porta avanti da anni. A lavorare insieme per la valorizzazione delle Aree interne ci saranno i sindaci di Zagarise (Domenico Gallelli), Albi (Luigi Piccoli), Magisano (Antonio Lostumbo) e Soveria Simeri (Mario Amedeo Mormile). Dal 21 al 24 settembre invece, saranno quattro giorni intensi, per gambe forti, menti creative e orecchie buone.
L’incontro di apertura vedrà tutti i partner e gli enti amici del Festival come il Comune di Prato, il Parco Nazionale della Sila, paesologi, antropologi, archeologi confrontarsi su questo Mediterraneo rurale che abbiamo deciso di riscoprire in una conversazione che di anno in anno porta nuovi spunti e nuovi progetti.
Si inizierà mangiando tra i boschi cibi tipici della tradizione prodotti da aziende locali nei pic-nic d’autore, con artisti, archeologi, poeti. Si parlerà, davanti a prodotti a km 0, della Calabria interna e antica, un tuffo nel passato archeologico di una regione piena di sorprese ma anche di falsi storici.
L’impegno per lo studio e la rivalutazione del territorio da parte di Giardini è una promessa: già da parecchie edizioni Giardini delle Esperidi scopre tesori storici nascosti e dimenticati, li riporta alla luce e ne dà il racconto che meritano. Quest’anno è la volta di un antico opificio tessile di origine basiliana, “a’ machina da’a lana”, un’enorme opera di architettura industriale che viene ricostruita e riportata alla luce per iniziativa del Festival e del Comune di Zagarise. Lì gli ospiti e i partecipanti si concederanno un momento di intrattenimento culturale, archeologia, musica e degustazione.
Quanto all’appuntamento più atteso, il trekking poetico, quest’anno per l’occasione Giardini delle Esperidi – sempre in collaborazione con l’amministrazione comunale di Zagarise – ha avviato i lavori di bonifica e ristrutturazione del terreno per riaprire il Canyon Timpe Rosse, l’opera d’arte naturale di arenaria rossa che si snoda attraverso la Sila piccola.
Durante il festival, poi, si presenteranno libri sulla forza del paese e dello spaesamento come quello dell’antropologo Mauro Francesco Minervino, Marino Magliani, Domenico Dara. Si susseguiranno conversazioni con l’etnobotanico Carmine Lupia direttore della Riserva Naturale Regionale Valli Cupe, i rappresentanti del Parco Nazionale della Sila, reading teatrali e di poesia (Grazia Fasanella, Imma Guarasci), si celebrerà la cucina calabrese con gli showcooking di Anna Aloi. E ancora, spettacoli per adulti e bambini, laboratori creativi come Rural Mon Amour di Ivana Ruffolo tra i vicoli del borgo.
Non c’è niente di meglio dell’immagine per immortalare la Bellezza, per questo Giardini delle Esperidi propone ai partecipanti un workshop di fotografia con il fotografo di fama nazionale Damiano Errico, che con la collaborazione di Pietro Siragusa e dello stilista Ben Talarico riveleranno le regole dello scatto perfetto nelle lezioni di “Boschi, natura, nutrimento” nei luoghi del festival.
Immancabili gli interventi poetici e musicali della Casa della Paesologia di Trevico e di Riace, con la musica di ricerca di Pierluigi Virelli e Giuseppe Muraca che recuperano, studiano, conservano la preziosa tradizione orale calabrese. Una tradizione che si fa anche narrazione teatrale con la regista e attrice Imma Guarasci in una performance sul ciclo carolingio in Calabria. Non mancherà una piccola passeggiata archeologica nel sito di Vincolise, dove sorge la Casa museo Antonino Greco, patriota garibaldino. Collezioni rare, suppellettili d’epoca, un passato risorgimentale custodito nella piccola frazione di Magisano. Proprio lì, attraversare il Ponte delle Prenete ci darà il pretesto per ascoltare i racconti di creature leggendarie del significato dell’acqua della Sila con l’archeologo Francesco Cuteri. Sono previste, infine, quattro mostre permanenti nei luoghi di maggiore rilevanza storica del paese di Zagarise: Poesaggio, installazione di poesia visiva di Anna Petrungaro, i Racconti zagaritani di Dario Borruto, gli Sguardi paralleli di Salvatore Minervino e i taccuini dell'edizione 2016 di GdE, L’artista, la sega elettrica e altre storie, di Doris Maninger, tutte forti testimonianze artistiche del cammino percorso dal festival in questi anni.

I PROGETTI A fare da guida e senso di queste giornate, due progetti in divenire. Il primo è “Bella per forza 30x60” il progetto di arte partecipativa che l’artista austriaca Doris Maninger ha realizzato per Giardini delle Esperidi in collaborazione con il Comune di Prato e che in questi mesi ha già entusiasmato molte comunità in tutta la Calabria: un tappeto-collage per definizione in progress, che unisce, si trasforma e trasforma. Colori, disegni, motivi che hanno una forte specificità “individuale” e che sommandosi gli uni agli altri, creano una nuova entità formale ed estetica. Produzione di bellezza a mezzo di bellezza: l’unione “fa” la bellezza attraverso l’armonizzazione dei singoli contributi, nello stesso tempo insostituibili e intercambiabili. Le opere realizzate durante questi mesi saranno esposte in tutta la loro grandezza come è già accaduto nel Castello del borgo medievale di Caccuri. L'altro è invece “Landscape Peels (bucce di paesaggi)”.L'associazione Pensando Meridiano ha pensato ad un’azione riferita alla “resistenza protettiva” (buccia) dei territori e delle comunità che vivono nelle aree interne a difesa e resilienza delle loro tradizioni, terre, produzioni, cultura e paesaggi (l’amido) e quindi della cultura ambientale e sociale della Calabria. Una resilienza “forte ed identitaria” come la buccia di patata della Sila, patata della montagna di versante cosentino e catanzarese, per questo riconosciuta come capace di rendere più buona e dura la sua pasta interna, particolarmente ricca di amido da proprietà importanti e che la rendono unica e riconosciuta (Igp). Sulla base di questo, Pensando Meridiano realizzerà per Giardini delle Esperidi un percorso esperienziale di luci, design e narrazione tutto rigorosamente ecosostenibile con pannelli realizzati con “tessere” tra loro giuntate, ideate in versione originale per il festival, con struttura stampata in 3D e inserti di stoffa, che attraverso dei simboli, narrano la storia della coltivazione della patata della Sila, la sua produzione geografica, la sua cultura produttiva e del lavoro, connessa a territori e comunità.

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L'evento si svolgerà dal 21 al 24 settembre tra Zagarise, Albi, Magisano e Soveria Simeri. Previsti seminari, workshop, escursioni e laboratori

REGGIO CALABRIA La polizia di Reggio Calabria ha tratto in arresto in flagranza di reato per rapina aggravata in concorso A.G.R., classe 1996, e R.S., 1999. Nella serata di ieri, sul lungomare di Catona, due malviventi, uno dei quali armato di coltello, hanno aggredito e rapinato una coppia di giovani fidanzati che erano appartati a bordo della loro autovettura.
Le due vittime hanno immediatamente contattato la polizia di Stato e, in pochi minuti, personale dell'ufficio Prevenzione generale e Soccorso pubblico, in servizio di Volante, ha raggiunto il luogo della rapina, prestando i dovuti soccorsi e chiarendo la dinamica dell'evento. Assunte le primissime informazioni, gli equipaggi hanno iniziato le ricerche e il conseguente inseguimento dei due malviventi che sono stati tempestivamente individuati e fermati in via Valle del Canale di Catona, a circa cento metri dal luogo della rapina.
Alla vista delle Volanti, i due malviventi hanno tentato di liberarsi del coltello usato per la rapina, circostanza che non è sfuggita agli agenti che, dopo una attenta e precisa ricognizione, hanno rinvenuto anche un passamontagna e un paio di guanti. I due rapinatori, quindi, sono stati arrestati in flagranza di reato e, su disposizione dell'autorità giudiziaria competente, sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, in attesa della celebrazione del giudizio direttissimo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Fermati due giovani di 21 e 18 anni. Hanno aggredito con un coltello due ragazzi mentre erano appartati

RENDE Deliberato ieri dalla giunta Manna il protocollo d'intesa per la promozione di iniziative culturali quali i "Percorsi di Cittadinanza Attiva" e l'attivazione di un Master di II livello dedicato ai temi dell'interculturalità tra comune di Rende e dipartimento di Studi umanistici dell'Unical, Liceo scientifico-linguistico "Pitagora", Istituto tecnico "Todaro-Cosentino", Liceo classico "Gioacchino da Fiore". «Con tale accordo - afferma in una nota il sindaco Marcello Manna - proseguiamo nel fitto programma collaborativo con l'Università della Calabria. Nello specifico, daremo il via a un tavolo permanente di confronto e studio».
«Le principali tematiche, su cui le parti si confronteranno - ha dichiarato l'assessora Marina Pasqua -, vertono sull'asse interattivo tra mondo scolastico ed accademico in un ottica multiculturale e plurietnica, attraverso il superamento degli stereotipi connessi al genere, all'immigrazione e alla povertà che caratterizzano alcune società contemporanee, coinvolte nel processo di globalizzazione».
«L’accordo - ha detto Marta Petrusewicz - nato per avviare azioni di confronto e studio, si prefigge una maggiore collaborazione fra le realtà scolastiche del territorio e il mondo accademico, ed il rafforzamento della formazione professionalizzante attraverso l'organizzazione di eventi, corsi, stage».
«Si intensificano i rapporti con il comune di Rende - ha dichiarato il professore Pio Colonnello - dando vita ad un lavoro sinergico tra Unical e l'ente. I percorsi didattici, complementari tra loro, vertono su temi di grande attualità quali lo ius soli, la violenza verso l'altro, le distorsioni della comunicazione, la rivisitazione ed il rilancio delle professioni».
In particolare modo sarà data attenzione a «percorsi di cittadinanza attiva»: interventi rivolti agli alunni nell'ambito curriculare, a iniziare dall'anno scolastico in corso. Il progetto sarà coordinato da Luca Parisoli, docente di storia della filosofia antica e medioevale: «Sono temi interconnessi - ha affermato il professore - che tratteremo con uno sguardo storico, sociologico, antropologico, filosofico, psicologico».
La struttura progettata risulterà articolata in una serie di laboratori di studio, a cui parteciperà un numero di 35 studenti. Il percorso offrirà ai ragazzi la possibilità di esercitare il pensiero critico e di conoscere il funzionamento della macchina costituzionale prima, e amministrativa poi, con le opportune iniziative di interazione con i luoghi della politica.
Infine, verrà attivato un Master di II livello dedicato ai temi dell'interculturalità e delle politiche necessarie a favorire la coesione sociale tra cittadini e immigrati in un contesto di convivenza interculturale. Faranno parte del comitato guida Pio Colonnello, Marina Pasqua, Marta Petrusewicz ed il dirigente Antonio Infantino. La direzione del master sarà invece affidata a Fortunato Maria Cacciatore.

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Protocollo d’intessa tra l’amministrazione comunale, l’ateneo e tre licei. Eventi, corsi e stage su ius soli, comunicazione e violenza. Ad Arcavacata un master di secondo livello sull’interculturalità

CATANZARO «La tre giorni che si è svolta all’Unical la riteniamo un insieme di eventi positivi che hanno avuto il merito, se non altro, di accendere i riflettori sulla nostra Regione». Così il segretario generale della Cisl Calabria Paolo Tramonti. «Non può passare inosservata la presenza, e soprattutto gli impegni assunti, su temi fondamentali, degli autorevoli rappresentanti del governo intervenuti che hanno sicuramente qualificato l’evento. Su queste basi – continua – si tratta ora di produrre una forte accelerazione delle conseguenti procedure attuative degli investimenti programmati, indispensabili affinché la nostra Regione possa agganciare la ripresa economica che sta caratterizzando l’ultimo periodo. Al governo regionale il compito, nel quadro della rinnovata sensibilità istituzionale nazionale, di capitalizzare questa occasione stringendo i tempi sulle opportunità presenti, Por 2014-2020 e Patto per la Calabria in primis, spendendo al meglio le notevoli risorse assegnate. Occorre passare definitivamente dalla programmazione alla realizzazione completando i progetti, appaltando le opere, aprendo i cantieri (oltre a quelli già avviati) e creare così opportunità per nuova e stabile occupazione».
«È arrivato il momento – conclude Tramonti – che in Calabria si registrino visibili interventi di sistema con una programmazione di investimenti che contemplano la duplice esigenza di governo delle emergenze e di reale sviluppo derivante da una visione complessiva, di breve e medio periodo, sulla quale coinvolgere tutti gli attori sociali ed economici. In questo senso l’iniziativa dell’Unical, al di là dei giudizi e delle legittime e diverse prese di posizione, deve rappresentare uno stimolo utile per proiettare la Calabria in un’ottica di sinergie sul terreno della competitività, nella consapevolezza che i processi virtuosi non possono innescarsi se non si guarda tutti nella stessa direzione».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il segretario generale Tramonti: «Accesi i riflettori sulla regione, alla giunta il compito di sfruttare Por e Patto per il Sud»

COSENZA «Da pochi minuti sono stato riconfermato, dall'assemblea dei giovani sindaci ed amministratori calabresi, alla guida di Anci Giovani Calabria, ruolo che ho ricoperto dal 2014 in Calabria ed a Roma accanto al coordinatore Nazionale e sindaco di Pizzo Calabro Gianluca Callipo». È quanto si legge in una nota di Marco Ambrogio, consigliere comunale del Pd a Cosenza. «Callipo stamattina in qualità di garante ha dato avvio ai lavori davanti ad una platea numerosissima di amministratori giunti a Cosenza nei locali della sala Nova della Provincia, da ogni parte della regione. Dopo i lavori di routine, si è dato avvio alle operazioni elettorali. Una sola lista presente a mio sostegno con un'ampia rappresentanza politicamente variegata. Tutto ciò mi inorgoglisce - spiega Ambrogio - proprio perché riteniamo che Anci sia un'associazione apartitica dove l'interesse comune dei territori amministrati valica il colore politico di ciascuno. Dunque l'assemblea che coordinerò sarà un'assemblea di quaranta amministratori suddivisi per area territoriale all'interno della quale si è tenuta in considerazione l'ampia rappresentatività di tutte le provincie. Accolgo con grande soddisfazione dunque questa rielezione sapendo che non abbiamo più tempo da perdere rispetto alle sfide che ci troviamo davanti. Una su tutte quella della formazione di una nuova classe dirigente che sia pronta ad amministrare i nostri territori da protagonista senza dover subire ancora deroghe». «Infine una sfida importante sarà quella dell'immigrazione dove daremo un supporto logistico e organizzativo ai sindaci con la costituzione dei nuovi Sprar che sopperiscano ad eventuali imposizioni dall'alto con relative nascite di strutture private poco gestibili. La sfida è molto interessante - ha concluso Ambrogio -, in settimana prossima eleggeremo la segreteria regionale ed insieme i cinque coordinatori provinciali che andranno a supportare il lavoro in regione ed a Roma».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Coordinerà quaranta amministratori nell'assemblea dell'organismo. «Le sfide sono il rinnovo della classe dirigente e l'immigrazione»
Pagina 1 di 4