Corriere della Calabria
Domenica, 03 Settembre 2017 00:25

SERIE C | Amara sconfitta per il Cosenza

COSENZA Amara sconfitta per il Cosenza al Marulla. La Paganese trionfa con le reti di Cesaretti al 45′ e di Talamo un minuto dopo. Inutile la ripresa nel secondo tempo. La partita si decide tutta nel primo tempo quando un doppio errore prima di Perina e poi di D’Orazio un minuto dopo consente alla Paganese di ritornare negli spogliatoi sul punteggio di 2-0 grazie alle reti di Cesaretti e Talamo. Il Cosenza cerca di riprendersi: entra in campo a trazione anteriore con Fontana che mette nella mischia anche Pinna, Baclet e Tutino. Quest'ultimo mette in pericolo gli avversari ma non riesce a trovare la via della rete. Alla fine la Paganese porta a casa tre punti d’oro mentre il Cosenza esce dal Marulla tra i fischi e le proteste dei propri tifosi.

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  • Occhiello Rossoblu battuti al Marulla dalla Paganese che porta a casa la partita con due reti. La protesta dei tifosi calabresi

MARANO PRINCIPATO (COSENZA) La Nazionale italiana Futsal con sindrome di Down a Marano Principato, nel Cosentino. Giorno 5 settembre alle ore 18:00 nella sala conferenze di “Pirossigeno” via Pirelli 10 Ortomatera, a Castrolibero, si terrá la conferenza stampa per l’evento “Nazionale Italiana Futsal con Sindrome di Down”  organizzato dal CSI GIOVANNI PAOLO 2 e FISDIR CALABRIA nella persona di Stefano Muraca. L’evento si terrà 8-9-10 settembre a Marano Principato. «Lo scopo delle tre giornate è la promozione sociale e la valorizzazione del territorio attraverso lo sport trattando argomenti quali l’abbattimento dei pregiudizi e la divulgazione di valori fondamentali, come il rispetto e l’integrazione». 

 

 

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  • Occhiello L’evento si terrà 8-9-10 settembre. Lo scopo delle tre giornate è la promozione sociale e la valorizzazione del territorio attraverso lo sport
Sabato, 02 Settembre 2017 23:21

«La febbre di Tommaso Campanella»

Il frate domenicano Tommaso Campanella (Stilo 1568 - Parigi 1639) fu un famoso filosofo, teologo, astrologo e politico del XVI secolo.  Affascinato dall’opera di Bernardino Telesio, si opponeva all’ortodossia aristotelica e per questo motivo è stato denunciato all'Inquisizione trascorrendo ben ventisette anni in carcere. Durante la sua prigionia ha scritto la sua opera più importante, “La città del sole”. Campanella non era un medico, ma attraverso la lettura delle opere di Ippocrate e Galeno, ha maturato una grande familiarità con i temi scientifici, che emerge in due sue opere “Epilogo Magno” e “Medicinalium iuxta propria principia, libri septem”, quest’ultimo un trattato in sette libri su varie questioni mediche, l’ultimo dei quali interamente dedicato alla febbre. Due ricercatori calabresi Antonio Perciaccante dirigente medico presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Gorizia ma originario di Cassano allo Ionio e Ludovico Abenavoli professore associato di gastroenterologia presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro, spinti dalla passione per la ricerca e la divulgazione scientifica, hanno approfondito gli elaborati del filosofo di Stilo, soffermandosi in particolare sul suo innovativo concetto di febbre, fin ora non adeguatamente valorizzato. I due ricercatori hanno evidenziato come nei suoi scritti Campanella offra una nuova visione, affermando per la prima volta nella storia della medicina che la febbre “non è una malattia, ma una guerra contro la malattia”, un potente strumento di una forza terrena positiva. Inoltre, Campanella fornisce una concezione sorprendentemente moderna della febbre come un meccanismo di auto-regolazione, definito “un rimedio ... applicato quando e dove c’è bisogno”. Questa ipotesi medica rivoluzionaria formulata dal frate calabrese, è stata una visione lungimirante, osteggiata dai contemporanei ma confermata dalla moderna fisiologia. I risultati di questa ricerca condotta sui testi di Tommaso Campanella, sono stati pubblicati questo mese sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Internal and Emergency Medicine (https://link.springer.com/article/10.1007/s11739-017-1744-3). «Il nostro è un atto di amore per la nostra terra e per i tanti personaggi illustri che vi sono nati e che hanno contribuito nei secoli allo sviluppo delle scienze e della arti- hanno affermato Abenavoli e Perciacante-. Come calabresi e come ricercatori, abbiamo il dovere morale di riscoprire, studiare e divulgare le opere di figure come quella di Tommaso Campanella, un’autentica luce che ha illuminato un’epoca buia». 

*componente cda Ismea

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  • Occhiello di Franco Laratta*
Sabato, 02 Settembre 2017 23:01

La Calabria dice no all'omofobia

RICADI (VIBO VALENTIA) Un grido per dire "no" all'omofobia e ad ogni forma di discriminazione. Arriva dallo splendido scenario della terrazza di Capo Vaticano, nel Vibonese. È l'iniziativa fortemente voluta da Massimo Arcangeli, linguista, il primo a denunciare la vicenda di una coppia di giovani Gay rifiutata dal titolare di una guest house di Ricadi, e dalla giurista Alessia Bausone, che ha trovato condivisione in ambienti politici locali e regionali nonché di associazioni e operatori turistici del luogo. L'iniziativa, "Omofobi del mio stivale", rappresenta la presa di posizione dopo quella vicenda. «Non accetto i posti ghettizzati - ha detto Cinzia Nava, presidente della commissione delle pari opportunità della Regione Calabria -. Invito le coppie Gay ad uscire per condividere il sentimento dell'amore, perche' l'amore non conosce vergogna e non può essere oggetto di discriminazione». «Sono onorata di poter accogliere nel mio comune questo evento», ha detto la sindaca di Ricadi Giulia Russo.

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  • Occhiello A Capo Vaticano l'iniziativa fortemente voluta da Massimo Arcangeli, linguista, il primo a denunciare la vicenda di una coppia di giovani Gay rifiutata dal titolare di una guest house di Ricadi

Un sabato sera da ricordare per la Reggina che porta a casa al “Granillo” il derby tra Reggina e Catanzaro, valido per la seconda giornata del campionato di serie C, girone “C”. La squadra amaranto, infatti, non ha potuto contare sul sostegno del tifo organizzato a causa della protesta messa in atto dagli ultras per via delle diffide piovute sulla curva. «Chiuso per abuso…siamo a firmare»: era il singolare striscione esposto proprio dai tifosi della Reggina. Vantaggio iniziale della Reggina firmato da Sciamanna intorno al 35’ del primo tempo, servito al meglio da Tulissi. Nell’occasione del gol, però, non è mancata la complicità della retroguardia giallorossa, che non ha visto arrivare il numero 21 amaranto, lasciato praticamente libero dai difensori del Catanzaro. Le squadre vanno al riposo con il parziale di 1 a 0 in favore della Reggina. Al 7’ della ripresa arriva la rete del pareggio con una grandissima punizione sotto l’incrocio dei pali di Benedetti che non lascia scampo a Cucchietti. A venti minuti dalla fine, ci pensa Porcino a riportare la Reggina in avanti, per quello che alla fine si rivelerà come il gol vittoria. In pieno recupero, da segnalare due prodigiosi interventi di Cucchietti.
Derby sfortunato per il Catanzaro che ha chiuso il match in dieci a causa della espulsione di Marchetti poco dopo il vantaggio di Porcino.

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  • Occhiello Termina con un 2-1 la partita che si è disputata al Granillo. Le Aquile concludono la gara in dieci

MORANO CALABRO «Il messaggio di questa marcia silenziosa è molto chiaro. È un messaggio senza se e senza ma: diciamo no alla strategia del terrorismo. Diciamo no al delitto cosmico. Diciamo di sì alla custodia del creato». A dirlo monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano, durante la "marcia silenziosa" tenutasi oggi pomeriggio sui luoghi divorati dagli incendi e promossa dall'Azione Cattolica diocesana, dalla Caritas diocesana di Cassano e dal Movimento Lavoratori. La "marcia", partita dal "Crocifisso" di Morano Calabro si e' conclusa alla vecchia stazione delle Ferrovie Calabro Lucane di Morano. Al termine il presule ha celebrato una messa. All'iniziativa hanno partecipato circa 300 persone tra cui il presidente del Parco nazionale del Pollino Domenico Pappaterra e sindaci del territorio. «Mi chiedo - ha detto monsignor Savino - come mai il popolo non reagisce e come popolo insieme non reagiamo a questa ulteriore figurazione della terra calabra. Sono molto, molto triste e direi il mio cuore è trafitto perché non possiamo ancora una volta impoverire questa terra della Calabria. Io per questo parlo di terrorismo. Qui c'è una vera e propria strategia del terrorismo, c'è una pratica scientifica studiata a tavolino perché si vuole fare business, si vuole aumentare il capitale. Dietro agli incendi c'è una vera e propria organizzazione mafiosa. Non è una questione di piromani perché chi appicca il fuoco prende soltanto pochi soldi. Il vero problema è chi sta dietro, chi cerca di utilizzare questi fuochi per la cementificazione e poi c'è anche il problema delle biomasse che già sta distruggendo questa nostra terra».
«Il senso di questa manifestazione - ha sottolineato il vescovo di Cassano - è non soltanto la denuncia. Da qui vuole partire la riscossa, il nostro grido che vuole diventare un grido di una comunità che non ci sta a questo gioco al massacro. Noi siamo qui a dire basta, che non sopportiamo più, che vogliamo essere una comunità di diritti e di doveri. Io sono preoccupato perché il popolo non si mette insieme e non reagisce come popolo e come comunità. Vogliamo costruire una comunità calabrese che vuole attivare processi di liberazione». Per Pappaterra, la marcia si è connotata per due aspetti: «Il forte richiamo all'inestimabile valore ambientale che non può essere soggetto alla distruzione per mano degli uomini e il richiamo alle autorità competenti ad avere un ruolo efficiente e puntuale nella lotta attiva in difesa dell'ambiente».

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  • Occhiello Monsignor Savino ha partecipato alla "marcia silenziosa" tenutasi sui luoghi divorati dagli incendi e promossa dall'Azione Cattolica diocesana, dalla Caritas diocesana di Cassano e dal Movimento Lavoratori

CAMIGLIATELLO SILANO «Avremo una Calabria migliore. Dovete avere fiducia». È un messaggio di ottimismo quello che il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri ha lanciato da Camigliatello Silano, in un'intervista a tutto tondo con il giornalista Mediaset Paolo Del Debbio. L'intervista a Gratteri è stata il momento conclusivo di “Stelle del Sud”, l'evento organizzato dall'associazione culturale Assud e arrivato alla sua settima edizione. Prima dell'intervista a Gratteri si sono svolti alcuni dibattiti sui grandi problemi del Mezzogiorno, dal peso sempre maggiore della criminalità organizzata ai problemi dell'imprenditoria, passando dal tema dell'accoglienza ai migranti a quello della politica incapace di rispondere ai bisogni della cittadinanza. Il fondatore di Assud è l’imprenditore Andrea Guccione, sostenitore di una «missione che ha l’obiettivo di diffondere la migliore immagine possibile del Meridione». 

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Paolo Del Debbio ha ringraziato l’organizzatore della manifestazione, Andrea Guccione, e la giornalista calabrese Giancarla Rondinelli, sua collega che ha fatto da tramite affinché Del Debbio fosse presente alla kermesse. Un legame con la Calabria che il giornalista di Mediaset ha da tempo e che lo ha visto nella nostra terra anche durante la sua adolescenza. Ma Del Debbio è soprattutto onorato di conoscere e intervistare «uno dei migliori magistrati d'Italia». La prima domanda è sull'orto di Gratteri, una delle grandi passioni del procuratore capo di Catanzaro che ha raccontato a una numerosa platea di aver da poco piantato broccoli e finocchi, sottolineando che lui si occupa di agricoltura biologica e che l'amore per la terra significa attaccamento alle proprie radici «che non bisogna mai dimenticare».
Del Debbio conosce tutti i libri di Gratteri ma in particolare ha evidenziato lo spesso educativo del suo ultimo lavoro “L’inganno della mafia” - scritto con Antonio Nicaso - «che bisogna far leggere a scuola e ai giovani». Proprio in questo libro c'è una disamina approfondita e lucida della cinematografia sulla mafia.  «Se la cinematografia sulla mafia - ha detto Gratteri - è quella che abbiamo, meglio non averla perché bisogna pensare all’impatto che avrà sui giovani. Io non voglio criticare nessuno ma continuo a parlare gratis perché so che c’è gente che si fa pagare pure per le commemorazioni a Falcone e Borsellino». 
Tanti gli argomenti affrontati nel libro, come quella della mitologia della mafia. Su questo aspetto il procuratore capo di Catanzaro ha spiegato «che gli ’ndranghetisti sono sempre dei bastardi. Bisogna eliminare le falsità che vengono scritte sulle mafie. Quale onore? Le mafie sono state e sono sempre parassitarie. Molti ragazzi oggi vogliono entrare nella ’ndrangheta perché così si sentono onnipotenti». Il procuratore capo ha poi ribadito la sua posizione sulla «legalizzazione delle cosiddette droghe leggere». Di questo Gratteri ne parlerà a fine ottobre nell’ambito di alcuni incontri promossi dall’Anm. Nel dibattito sul tema delle droghe leggere ci sarà un confronto a due voci tra Gratteri - che è contrario alla legalizzazione - e il procuratore capo della Dna Franco Roberti che è a favore. «Legalizzando le droghe leggere - ha detto Gratteri - la criminalità organizzata continuerà a controllare il mercato della droga. Non possiamo dire ai ragazzi che la marihuana non crea dipendenza perché è una bugia sul piano scientifico». 
L'intervista ha poi toccato il tema dell'immigrazione, partendo da un riferimento a un'indagine della Procura di Catanzaro che ha svelato la barbarie in cui vivevano gli immigrati ospitati nel Cara di Isola Capo Rizzuto. Gratteri ha sintetizzato il lavoro sin qui svolto senza entrare nel merito di indagini future o del prosieguo dell'inchiesta. Ma si è soffermato sulla questione immigrazione: «L’immigrazione in Europa non è un fatto emergenziale. Da anni continuo a dire “mandate l’Aise nel centro Africa. E allora vediamo chi sono gli organizzatori". Iniziamo a interfacciarci con quegli Stati. Non si accoglie solo ciò che ci serve per essere sfruttati». 
Poi una provocazione sul perché Napolitano non lo ha voluto ministro della Giustizia. «Lo chieda direttamente a lui - ha risposto Gratteri a Del Debbio -. Glielo chieda, state tutti e due a Roma. Secondo alcuni avrebbe detto che sono un pubblico ministero molto caratterizzato». Il procuratore ha poi parlato del tema giovani, scuola e istruzione, stigmatizzando le «scuole diventate progettificio» e mostrando la sua vicinanza «ai tanti docenti del Sud "costretti" a insegnare al Nord».
Nicola Gratteri vive da tantissimi anni sotto scorta ma «non si sente affatto solo. Ogni giorno arrivano un sacco di persone a fare denunce. Si rivolgono a me anche su ambiti non di mia competenza. I cittadini si fidano e devono continuare ad avere fiducia perché sono sicuro che avremo una Calabria migliore». 

UN CONFRONTO A PIU' VOCI SUL SUD Prima dell'intervista a Gratteri la piazza di Camigliatello ha ospitato un partecipato confronto sul futuro del Sud dal titolo "Quali politiche per il Mezzogiorno", moderato dal direttore del Corriere della Calabria, Paolo Pollichieni, che ha visto la partecipazione dei parlamentari Nicola Morra (M5S), Francesco Sisto (FI), Marco Di Lello (Pd), Armando Siri (Lega), e Cesare Marini assieme  a Carlo Puca giornalista di Panorama. Puca, autore del recente libro-inchiesta "Il Sud deve morire", ha evidenziato come sia diffusa la tendenza dei meridionali a piangersi addosso e a non guardare mai al futuro. Considerando anche il problema della fuga dei cervelli e dei lavoratori perché «non esiste famiglia che non abbia un emigrato al Nord o all'estero». Alla domanda del direttore Pollichieni su come si frena l'emigrazione  dal Sud, il senatore Morra ha introdotto il tema in modo significativo: «Basta guardare l'età media della platea. I giovani non ci sono. La maggior parte è fuori. Il senatore Morra ha poi citato il caso emblematico - pubblicato dal Corriere della Calabria - che riguarda l'ex consigliere regionale Pietro Giamborino a cui è stato affidato recentemente un incarico all'Avvocatura regionale. «Questo - ha detto Morra - è emblematico di come vanno le cose in Calabria». Significativo l'intervento di Siri, esponente della Lega, che ha ribadito come il «problema del Sud e della Calabria è la carenza di infrastrutture, fondamentali per fare decollare il Meridione». Da qui il riferimento al Porto di Gioia Tauro, realtà che Siri conosce. Un problema che andrebbe affrontato seriamente ma - ha detto Pollichieni - «c'è stato un assessore regionale ai Trasporti che ha parlato del porto di Acri come priorità». Una questione grave - ha aggiunto Morra - perché «basta ricordare che il tonno prodotto da Callipo e conosciuto in tutto il mondo deve essere spedito da Taranto e Salerno». 
Infine l'appello di Puca alla politica: «Abbiamo due Sud uno che vuole reagire e uno parassitario. Sta alla politica decidere a chi rivolgersi».  

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  • Occhiello L'intervista di Paolo Del Debbio al procuratore capo di Catanzaro ha chiuso la kermesse di Camigliatello. Tra gli incontri anche una tavola rotonda sulle "Politiche del Mezzogiorno", moderata dal direttore Paolo Pollichieni - INTERVISTE
Sabato, 02 Settembre 2017 21:35

Accoltella il "compagno" della ex moglie

FAGNANO CASTELLO (COSENZA Un uomo di 52 anni, Rosario Ardis, già noto alle forze dell'ordine, ha accoltellato un altro uomo di 48 anni, T.D., mentre era in compagnia dell'ex moglie. Immediato l'arrivo dei carabinieri allertati da alcuni vicini che hanno assistito alla scena. I carabinieri hanno soccorso la vittima, che è stato trasportato in ospedale a Cosenza dove si trova in prognosi riservata. Quindi, dopo avere sentito i testimoni, sono riusciti a rintracciare Ardis, che nel frattempo si era dato alla fuga. Trovatosi dinanzi i carabinieri l'uomo si è procurato delle ferite alla gola, non gravi, ma è stato subito bloccato e condotto in carcere con l'accusa di tentato omicidio. 

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  • Occhiello È successo a Fagnano Castello, nel Cosentino. Arrestato un 57enne. La vittima è ricoverata in ospedale in prognosi riservata
Sabato, 02 Settembre 2017 21:31

Anziano muore in casa per un incendio

 COSENZA Un uomo di 85 anni, Giovanni Fragale, è morto in seguito ad un incendio divampato nella sua abitazione, nel centro storico di Cosenza. L'anziano viveva con la figlia che è stata ricoverata in ospedale in stato di shock. Il rogo, secondo una prima ricostruzione, si sarebbe scatenato per una sigaretta rimasta accesa. Sul posto i vigili del fuoco, la polizia e i sanitari del 118. 

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  • Occhiello Un 85enne deceduto nella sua abitazione a Cosenza. Il rogo potrebbe essere stato causato da una sigaretta. L'uomo viveva con la figlia ricoverata in stato di shock

CAMIGLIATELLO SILANO «Avremo una Calabria migliore. Dovete avere fiducia». È un messaggio di ottimismo quello che il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri ha lanciato da Camigliatello Silano, in un'intervista a tutto tondo con il giornalista Mediaset Paolo Del Debbio. L'intervista a Gratteri è stata il momento conclusivo di i “Stelle del Sud”, l'evento organizzato dall'associazione culturale Assud e arrivato alla sua settima edizione. Prima dell'intervista a Gratteri si sono svolti alcuni dibattiti sui grandi problemi del Mezzogiorno, dal peso sempre maggiore della criminalità organizzata ai problemi dell'imprenditoria, passando dal tema dell'accoglienza ai migranti a quello della politica incapace di rispondere ai bisogni della cittadinanza. Il fondatore di Assad è l’imprenditore Andrea Guccione, sostenitore di una «missione che ha l’obiettivo di diffondere la migliore immagine possibile del Meridione». 
Paolo Del Debbio ha ringraziato l’organizzatore della manifestazione, Andrea Guccione, e la giornalista calabrese Giancarla Rondinelli, sua collega che ha fatto da tramite affinché Del Debbio fosse presente alla kermesse. Un legame con la Calabria che il giornalista di Mediaset ha da tempo e che lo ha visto nella nostra terra anche durante la sua adolescenza. Ma Del Debbio è soprattutto onorato di conoscere e intervistare «uno dei migliori magistrati d'Italia». La prima domanda è sull'orto di Gratteri, una delle grandi passioni del procuratore capo di Catanzaro che ha raccontato a una numerosa platea di aver da poco piantato broccoli e finocchi, sottolineando che lui si occupa di agricoltura biologica e che l'amore per la terra significa attaccamento alle proprie radici «che non bisogna mai dimenticare».
Del Debbio conosce tutti i libri di Gratteri ma in particolare ha evidenziato lo spesso educativo del suo ultimo lavoro “L’inganno della mafia” - scritto con Antonio Nicaso - «che bisogna far leggere a scuola e ai giovani». Proprio in questo libro c'è una disamina approfondita e lucida della cinematografia sulla mafia.  «Se la cinematografia sulla mafia - ha detto Gratteri - è quella che abbiamo, meglio non averla perché bisogna pensare all’impatto che avrà sui giovani. Io non voglio criticare nessuno ma continuo a parlare gratis perché so che c’è gente che si fa pagare pure per le commemorazioni a Falcone e Borsellino».
Tanti gli argomenti affrontati nel libro, come quella della mitologia della mafia. Su questo aspetto il procuratore capo di Catanzaro ha spiegato «che gli ’ndranghetisti sono sempre dei bastardi. Bisogna eliminare le falsità che vengono scritte sulle mafie. Quale onore? Le mafie sono state e sono sempre parassitarie. Molti ragazzi oggi vogliono entrare nella ’ndrangheta perché così si sentono onnipotenti». Il procuratore capo ha poi ribadito la sua posizione sulla «legalizzazione delle cosiddette droghe leggere». Di questo Gratteri ne parlerà a fine ottobre nell’ambito di alcuni incontri promossi dall’Anm. Nel dibattito sul tema delle droghe leggere ci sarà un confronto a due voci tra Gratteri - che è contrario alla legalizzazione - e il procuratore capo della Dna Franco Roberti che è a favore. «Legalizzando le droghe leggere - ha detto Gratteri - la criminalità organizzata continuerà a controllare il mercato della droga. Non possiamo dire ai ragazzi che la mari non crea dipendenza perché è una bugia sul piano scientifico». 
L'intervista ha poi toccato il tema dell'immigrazione, partendo da un riferimento a un'indagine della Procura di Catanzaro che ha svelato la barbarie in cui vivevano gli immigrati ospitati nel Cara di Isola Capo Rizzuto. Gratteri ha sintetizzato il lavoro sin qui svolto senza entrare nel merito di indagini future o del prosieguo dell'inchiesta. Ma si è soffermato sulla questione immigrazione: «L’immigrazione in Europa non è un fatto emergenziale. Da anni continuo a dire “mandate l’Aise nel centro Africa. E allora vediamo chi sono gli organizzatori". Iniziamo a interfacciarci con quegli Stati. Non si accoglie solo ciò che ci serve per essere sfruttati». 
Poi una provocazione sul perché Napolitano non lo ha voluto ministro della Giustizia. «Lo chieda direttamente a lui - ha risposto Gratteri a Del Debbio -. Glielo chieda, site tutti e due a Roma. Secondo alcuni avrebbe detto che sono un pubblico ministero molto caratterizzato». Il procuratore ha poi parlato del tema giovani, scuola e istruzione, stigmatizzando le «scuole diventate progettificio» e mostrando la sua vicinanza «ai tanti docenti del Sud "costretti" a insegnare al Nord».
Nicola Gratteri vive da tantissimi anni sotto scorta ma «non si sente affatto solo. Ogni giorno arrivano un sacco di persone a fare denunce. Si rivolgono a me anche su ambiti non di mia competenza. I cittadini si fidano e devono continuare ad avere fiducia perché sono sicuro che «avremo una Calaria migliore». 

UN CONFRONTO A PIU' VOCI SUL SUD Prima dell'intervista a Gratteri la piazza di Camigliatello ha ospitato un partecipato confronto sul futuro del Sud dal titolo "Quali politiche per il Mezzogiorno", moderato dal direttore del Corriere della Calabria, Paolo Pollichieni, che ha visto la partecipazione dei parlamentari Nicola Morra (M5S), Francesco Sisto (FI), Marco Di Lello (Pd), Armando Siri (Lega), e Cesare Marini assieme  a Carlo Puca giornalista di Panorama. Puca, autore del recente libro-inchiesta "Il Sud deve morire", ha evidenziato come sia diffusa la tendenza dei meridionali a piangersi addosso e a non guardare mai al futuro. Considerando anche il problema della fuga dei cervelli e dei lavoratori perché «non esiste famiglia che non abbia un emigrato al Nord o all'estero». Alla domanda del direttore Pollichieni su come si frena l'emigrazione  dal Sud, il senatore Morra ha introdotto il tema in modo significativo: «Basta guardare l'età media della platea. I giovani non ci sono. La maggiorate è fuori. Il senatore Morra ha poi citato il caso emblematico - pubblicato dal Corriere della Calabria - che riguarda l'ex consigliere regionale Pietro Giamborino a cui è stato affidato recentemente un incarico all'Avvocatura regionale. «Questo - ha detto Morra - è emblematico di come vanno le cose in Calabria». Significativo l'intervento di Siri, esponente della Lega, che ha ribadito come il «problema del Sud e della Calabria è la carenza di infrastrutture, fondamentali per fare decollare il Meridione». Da qui il riferimento al Porto di Gioia Tauro, realtà che Siri conosce. Un problema che andrebbe affrontato seriamente ma - ha detto Pollichieni - «c'è stato un assessore regionale ai Trasporti che ha parlato del porto di Acri come priorità». Una questione grave - ha aggiunto Morra - perché «basta ricordare che il tonno prodotto da Callipo e conosciuto in tutto il mondo deve essere spedito da Taranto e Salerno».
Infine l'appello di Puca alla politica: «Abbiamo due Sud uno che vuole reagire e uno parassitario. Sta alla politica decidere a chi rivolgersi».  

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L'intervista di Paolo Del Debbio al procuratore capo di Catanzaro ha chiuso la kermesse di "Stelle del Sud" a Camigliatello. Tra gli incontri anche una tavola rotonda sulle "Politiche del Mezzogiorno", moderata dal direttore Paolo Pollichieni
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