Corriere della Calabria
Sabato, 23 Settembre 2017 19:57

Presadiretta indaga sui Mammasantissima

ROMA Lunedì alle 21.15 Rai3 trasmette una nuova puntata di Presadiretta dal titolo I Mammasantissima, in cui si torna sul terreno della lotta alla criminalità organizzata. Una vera e propria spy story, nella quale si intrecciano la politica, la 'ndrangheta e la massoneria. In studio, ospite di Riccardo Iacona, il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, uno dei magistrati più noti e in prima linea nella battaglia contro la 'ndrangheta. In questa puntata anche alcuni dei testimoni più importanti dell'impegno dello Stato nella lotta contro la criminalità organizzata come la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi e Giuseppe Lombardo, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, che da anni indaga il livello più evoluto della criminalità e conosce i territori segreti dell'anti Stato. Sulla 'ndrangheta si è detto e visto molto: sappiamo della sua pervasiva capacità di infiltrarsi nelle istituzioni e negli appalti, di lucrare sulla spesa pubblica, di gestire il traffico internazionale di droga, conosciamo la sua abilità nel cambiare pelle e il suo fiuto per gli affari. L'inchiesta di Presadiretta prova a fare un passo avanti, entra nelle stanze segrete del potere politico criminale per raccontare chi sono quelli che le abitano, i Mammasantissima. A Presadiretta, il racconto del livello segreto, il supervertice criminale, in cui si sono fusi 'ndrangheta, massoneria deviata e politica, all'interno del quale si decide tutto: strategie economiche e politiche a livello nazionale. Un'inchiesta ricca di rivelazioni, intercettazioni, testimonianze di pentiti e di latitanti.

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  • Occhiello Ospiti di Riccardo Iacona il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e l’aggiunto reggino Giuseppe Lombardo. Nella puntata il racconto del livello segreto in cui si sono fusi 'ndrangheta, massoneria deviata e politica
Sabato, 23 Settembre 2017 19:30

Pesca abusiva, sequestro nel Reggino

REGGIO CALABRIA La Guardia costiera di Reggio, nell'ambito dei controlli attuati per scoraggiare la pesca abusiva di pesce spada sottomisura, ha sequestrato, nelle acque tra Bagnara Calabra e Scilla, un attrezzo illegale da pesca lungo 3000 metri e composto da 200 ami. L'attrezzatura sequestrata è utilizzata per cattura abusiva di pesce spada di piccole dimensioni. Trovati e sequestrati anche quattro esemplari di spada, dal peso complessivo di 16 chilogrammi. Il prodotto ittico, giudicato idoneo al consumo umano dai veterinari dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria è stato donato ad istituti di beneficienza.

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  • Occhiello Intervento della Guardia costiera tra Scilla e Bagnara. Sigilli a un attrezzo illegale composto da 200 ami e a 16 kg di pesce spada di piccole dimensioni

Un gol realizzato dopo un’ora di gioco basta alla Reggina per portare a casa la vittoria e i tre punti contro il Fondi. Un ritorno alla vittoria per la squadra di Maurizi dopo due pareggi consecutivi ottenuti contro Paganese e Matera. A decidere l’incontro è il gol siglato al 60’ da Marino, entrato solo tre minuti prima al posto di Garufi: gli amaranto sfruttano l’errore clamoroso dei padroni di casa e passano in vantaggio su un capovolgimento di fronte. Il gol destabilizza i padroni di casa che non riescano più a rendersi pericolosi e, nel finale, la Reggina rischia pure di realizzare il gol del 2-0.

COSENZA ANCORA A SECCO Inizio di stagione disastroso per il Cosenza che, dopo 5 giornate, è ancora a secco di vittorie. I rossoblù faticano e, contro il Siracusa, subiscono anche una clamorosa rimonta, segno di una situazione davvero allarmante per Fontana. Eppure il Cosenza era partito bene: dopo 13 minuti, infatti, il punteggio era già sul 2-0 dopo le reti di Mendicino e Mungo. I siciliani però reagiscono e al 22’ e al 37’ trovano il pareggio dopo le reti di Grillo e Catania. La rimonta, però, si completa nel secondo tempo con la doppietta di Sandomenico che va in rete al 74’ e al 93’, fissando il punteggio sul definitivo 4-2. Notte fonda per il Cosenza, fermo al penultimo posto con soli 2 punti in classifica.

IL RENDE NON C’È PIÙ Dopo un inizio di stagione esaltante, con due vittorie consecutive, il Rende sembra non esserci già più. Oggi, contro il Francavilla, la squadra calabrese ha così incassato il terzo ko consecutivo, gettando nello sconforto i tifosi che, probabilmente, si erano illusi troppo presto. Decisivo per le sorti del match, il gol di Saraniti che arriva al 31’ del primo tempo. Una rete che stronca le velleità del Rende che non riesce più a rientrare in partita, neanche dopo l’espulsione di Folorunsho arrivata al 65’.

IL LECCE STENDE IL CATANZARO Sconfitta interna per il Catanzaro. Un Lecce evidentemente superiore espugna il Ceravolo con un 3-1 che non lascia scusanti ai padroni in casa, entrati in partita solo a brevi sprazzi. Già nel primo quarto d’ora di gara i salentini mettono a segno un uno-due (Lepore al 3’ e Borromino al 14’) che di fatto vale l’ipoteca della partita. Prima dello scadere del primo tempo arriva anche il gol del 3-0 di Cosenza. Le contromisure dei giallorossi non bastano a impensierire il Lecce che subisce il 3-1 di Lukanovic solo allo scoccare del ’90.

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  • Occhiello Dopo due pareggi la squadra di Maurizi torna alla vittoria battendo il Fondi 1-0. I rossoblu subiscono la clamorosa rimonta del Siracusa e perdono 4-2. Il Lecce espugna il Ceravolo. Terza sconfitta consecutiva per il Rende

SOVERATO Rapinano un giovane dopo averlo percosso e minacciato utilizzando una roncola e un cavo elettrico e poi si danno alla fuga. Tre persone Antonio Ventura, di 35 anni, Antonella e Giovanni Melina, rispettivamente di 20 e 24 anni, sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai carabinieri della Compagnia di Soverato con l'accusa di rapina impropria. 
L'episodio è stato denunciato dalla vittima della rapina che ha raccontato ai militari di essere stato avvicinato mentre era in macchina dai tre che, dopo averlo picchiato e minacciato, si sono impossessati del suo telefono cellulare, del portafogli con 150 euro in banconote di vario taglio e di altri effetti personali. 
Avviate immediatamente le ricerche, sulla base delle indicazioni fornite dalla vittima che è stata accompagnata nel pronto soccorso dell'ospedale di Soverato dove gli sono state diagnosticate lievi lesioni, i tre autori della rapina sono stati bloccati a bordo di un'auto in transito sulla statale 106 all'altezza di Isca sullo Jonio. La perquisizione personale e veicolare ha consentito ai militari di trovare e sequestrate la refurtiva e la roncola utilizzata.

 

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  • Occhiello La vittima ha denunciato l’episodio avvenuto a Soverato. Sono stati individuati e arrestati dai carabinieri sulla 106 all’altezza di Isca sullo Jonio

LOCRI «Sui social network si moltiplicano di giorno in giorno i profili registrati con nomi e titoli di Santi e Santuari che diffondono immagini e notizie ingannevoli e lontane dal pensiero della Chiesa. In particolare, nei giorni scorsi, è stato utilizzato il nome di Polsi e l'immagine della Madonna per offendere le forze dell' ordine, da sempre impegnate per garantire sicurezza e legalità nel nostro difficile territorio. Il Santuario di Polsi, con il suo rettore don Tonino Saraco, si dissocia totalmente dai contenuti offensivi e calunniosi pubblicati». È quanto si afferma in un comunicato dell'ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Locri-Gerace. «Ribadiamo – si legge nella nota - quanto affermato dal nostro vescovo, monsignor Francesco Oliva, anche durante le recenti festività polsiane: “Ogni uso strumentale dell'immagine sacra della Madonna della Montagna di Polsi è sacrilegio ed offende la dignità del Santuario e soprattutto dei tanti fedeli che vi si recano mossi da una fede genuina e vera”. Raccomandiamo i tanti fedeli che utilizzano i nuovi mezzi offerti dalla tecnologia digitale, di prestare attenzione a chi si cela dietro ogni profilo e ricordiamo che per la nostra diocesi il sito ufficiale è: www.diocesilocri.it. A questo si aggiunge il sito del giornale diocesano (www.pandocheion.it) curato dall'Ufficio per le Comunicazioni Sociali che garantisce la veridicità delle notizie. Anche il Santuario di Polsi gestisce un sito web (www.madonnadellamontagna.it) che si rifà direttamente al rettore del Santuario». 

 

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  • Occhiello La Diocesi di Locri denuncia l’uso distorto delle immagini sacre su falsi profili social: è sacrilegio

COSENZA “Il momento di dire basta: normative chiare e severe”. Questo il titolo del convegno in tema di incendi boschivi che si terrà lunedì 25 settembre, alle ore 17,30 presso il Salone degli Specchi del Palazzo della Provincia di Cosenza. 
«Sarà l’occasione – afferma, in una nota il consigliere regionale Mimmo Bevacqua - per discutere con chiarezza del gravoso problema degli incendi boschivi, che hanno devastato la Calabria durante l’estate appena trascorsa». 
Con il coordinamento di Franca Sposato (comitato provinciale Zonadem), alla presenza di Emanuele Fiano, deputato nonché responsabile nazionale Pd Sicurezza, di Eugenio Facciolla, procuratore capo della Procura di Castrovillari, del consigliere provinciale delegato all’Ambiente,  Francesco Gervasi, del presidente della Provincia, Franco Iacucci, e del presidente della Regione, Mario Oliverio, il consigliere Bevacqua, presenterà il suo progetto di legge in materia, la cui discussione è iniziata la settimana scorsa presso la Commissione Ambiente da lui presieduta. 
«Il testo che ho depositato – sostiene Bevacqua – recependo la legge-quadro nazionale e prevedendo una serie di disposizioni ulteriori e stringenti, ruota attorno al cardine della prevenzione. L’obiettivo che ci si prefigge di agevolare e raggiungere è quello di un modello organizzativo efficiente e regolarmente monitorato. Trattandosi di proposta aperta al contributo di quanti vorranno impegnarsi per emendarla e migliorarla – conclude il presidente della commissione Ambiente -, confido che l’incontro di lunedì darà modo ai qualificati interlocutori presenti di delineare puntualmente le plurime sfaccettature di una tematica complessa che impone di fare bene e fare presto».  ​

 

 

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  • Occhiello Il consigliere regionale presenta lunedì a Cosenza la sua proposta di legge contro gli incedi boschivi: è il momento di dire basta

TAURIANOVA Persone non identificate hanno dato alle fiamme a Taurianova l'auto di Francesco Bellantonio, presidente della Pro Loco cittadina. L'auto era parcheggiata nei pressi dell'abitazione di Bellantonio. Sull'episodio che segue di qualche settimana l'intimidazione ai danni del sindaco Fabio Scionti, hanno avviato indagini i carabinieri della Compagnia di Taurianova.
«Continua purtroppo - afferma Celeste Logiacco, segretaria generale della Cgil della Piana di Gioia Tauro - l'escalation di azioni criminali messe in atto nell'ultimo mese nel comune della Piana. L'ennesimo grave episodio indigna e continua a destabilizzare la tranquillità della comunità taurianovese nonché di tutta la Piana di Gioia Tauro». 
La Cgil comprensoriale, esprimendo «solidarietà e vicinanza a Bellantonio, manifesta per l'ennesima volta, le proprie serie preoccupazioni al Governo nazionale e regionale» e chiede «che vengano rafforzati i presidi di legalità nella piana di Gioia Tauro e in tutta la provincia". 

 

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  • Occhiello La vettura di Bellantonio era parcheggiata nei pressi della sua abitazione. Logiacco (Cgil): rafforzare i presidi di legalità nella Piana di Gioia

 

LAMEZIA TERME «Noi crediamo sia giusto che Luigi Guglielmelli continui il lavoro avviato da segretario della Federazione del Partito democratico di Cosenza». È quanto si legge nel documento sottoscritto dall'esecutivo regionale dei Gd della Calabria guidati da Mario Valente.
«Il suo lavoro di rinnovamento nel Partito non deve passare inosservato. Questo impegno rappresenta un esempio anche per le altre Federazioni Pd della Calabria. Quindi un rinnovamento - aggiungono i membri dell’esecutivo Gd- non solo anagrafico ma anche di contenuti che ha rafforzato il Pd in questi anni stimolando l’azione politica ad ogni livello. La sua figura rappresenta un motivo di orgoglio per i tanti giovani che credono nel Partito democratico».

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  • Occhiello In un documento, l'esecutivo calabrese guidato da Mario Valente chiede al segretario di continuare il suo lavoro nella Federazione del Partito democratico di Cosenza. «Il suo impegno non è passato inosservato, è un motivo di orgoglio per tutti noi»

 

ROVITO «Il nostro obiettivo è quello di puntare a discariche zero senza provocare conseguenze di cui debbano pagarne il prezzo la Regione e, quindi, i cittadini calabresi». È quanto ha affermato il presidente della giunta regionale, Mario Oliverio, nel corso del suo intervento alla Festa dell’Unità democratica di Rovito, alla presenza di sindaci, amministratori locali e di tantissimi cittadini giunti dall’intero comprensorio presilano.
Dopo aver sottolineato gli sforzi e i risultati raggiunti nei diversi settori della vita pubblica calabrese in questi primi due anni e mezzo di governo, parlando della discarica di Celico il presidente Oliverio ha detto, tra l’altro: «Sarebbe troppo semplice che la società che gestisce questo impianto ottenesse un provvedimento firmato dal presidente della Regione le cui conseguenze risarcitorie, dopo qualche mese, ammonterebbero a quattro volte l’utile che l’azienda produce per la gestione dell’impianto. Sarebbe troppo facile e demagogico assumere un tale provvedimento e scaricarlo, poi, sulle tasche dei cittadini calabresi. Noi stiamo lavorando, invece, per la difesa del territorio senza provocare danni alle casse pubbliche regionali. Abbiamo sospeso l’attività di conferimento dei rifiuti nella discarica accogliendo le richieste e le giuste sollecitazioni provenienti dalle popolazioni, dalle forze politiche e sociali, dal Comitato ambientale Presilano e dai sindaci di questo comprensorio. Il nostro unico obiettivo è lavorare perché il territorio venga rispettato, mantenendo la linea della legalità. Su questa linea stiamo camminando e continueremo a camminare ed è per questo che abbiamo prorogato la sospensione dei conferimenti per altri 60 giorni. La Regione chiede all’impresa che siano rispettate le regole e i requisiti previsti dalla concessione per la gestione di questo impianto. Stiano tranquilli i cittadini di Rovito e della Presila: non faremo mai accordi taciti o sottobanco, perché noi non siamo come quelli che fanno in pubblico un discorso e, poi, in privato, ne fanno un altro, accordandosi con la controparte. Se avessimo scelto questa linea non avremmo mai chiuso megadiscariche come Casignana, Pianopoli e Battaglina. La chiusura di quelle megadiscariche, voglio ricordarlo a chi ha corta memoria o finge di non ricordare, portano la mia firma. Dico questo perché rispetto tutte le posizioni diverse dalle mie, rispetto le critiche anche quando sono ingiuste (e in questi due anni e mezzo ce ne sono state tante rivolte ingiustamente contro di noi), rispetto perfino le scritte offensive sui muri, ma ciò che più mi interessa è il confronto sui fatti e non sulle chiacchiere e sulle fumisterie. E i fatti vanno nella direzione del rispetto del programma che abbiamo presentato ai calabresi in cui c’è scritto che il nostro obiettivo è uno ed uno solo: tendenza a discariche zero. Stiamo lavorando per realizzare un sistema regionale di raccolta e smaltimento dei rifiuti che, quando sarà completato, chiuderà le discariche e produrrà ricchezza per i cittadini calabresi. Quando la raccolta differenziata sarà a pieno regime carta, plastica e rifiuti diventeranno una risorsa anziché un problema e ci sarà un ritorno positivo anche sulle tariffe che oggi i calabresi pagano».
Soffermandosi sulla problematica del viadotto Cannavino il presidente Oliverio ha ricordato le diverse sollecitazioni più volte avanzate nei mesi scorsi dalla Regione nei confronti di Anas rispetto alle preoccupazioni dei cittadini sulla sicurezza di questa infrastruttura viaria e, per ultima, la richiesta ufficiale di una verifica strutturale ed immediata del ponte.
«Anche rispetto a questo problema - ha detto Oliverio - non abbiamo mostrato nessuna disattenzione e non ce ne siamo mai lavate le mani. L’unica cosa che dobbiamo pretendere da Anas è la sicurezza. Dobbiamo assolutamente evitare di piangere, poi, lacrime di coccodrillo, come è successo in alcune parti del Paese, e recriminare su ciò che si poteva fare e non è stato fatto. Una prima verifica è stata portata a termine. La prima fase dell’intervento sta per concludersi ed è stato stabilito un cronoprogramma dei lavori. Nei prossimi mesi si procederà ad un nuovo, definitivo intervento. La nostra attenzione continuerà ad essere desta e vigile e, se sarà necessario, chiederemo contestualmente, anche di operare varianti, perché i collegamenti vengano garantiti in termini rapidi e soprattutto sicuri, senza conseguenze per i cittadini e gli operatori economici di questo territorio».
Oliverio, infine, ha parlato degli impianti sciisticI di Lorica. «In questi mesi - ha detto - abbiamo convocato diverse riunioni con i commissari nominati dal giudice fallimentare per costruire una soluzione e per salvare questo investimento. La Regione riprenderà l’impianto affidandone la gestione all’Arsac, come sta avvenendo da tempo per Camigliatello e stiamo lavorando per chiudere definitivamente tutte le pendenze di una gara di appalto che è partita male e contro la cui procedura di project financing mi espressi negativamente quando ero Presidente della Provincia di Cosenza». «Far ripartire Lorica - ha concluso il presidente della giunta regionale - è un impegno che ci siamo assunti e che porteremo a soluzione impegnando tutte le nostre forze e tutte le nostre energie. La stagione sciistica invernale è troppo importante per il tessuto economico e produttivo di questo territorio. Faremo di tutto perché entro dicembre gli impianti possano essere attivati, al di là delle chiacchiere e delle notizie false che sui social qualcuno diffonde e produce».

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  • Occhiello Il governatore è intervenuto alla festa dell'Unità di Rovito affrontando i temi che riguardano la Presila. Sull'impianto di Celico «non faremo accordi sottobanco». Rassicurazione anche per il viadotto Cannavino: «C'è la massima attenzione». E annuncia: «Cercheremo di far ripartire gli impianti sciistici di Lorica entro dicembre»
Sabato, 23 Settembre 2017 13:08

Tenta violenza su una ragazza, denunciato

CROTONE Avrebbe obbligato una giovane donna, che era in compagnia del fidanzato in un giardino pubblico, minacciandola con delle forbici, a seguirlo in una stradina poco illuminata dove poi si sarebbe slacciato i pantaloni per darsi alla fuga dopo la reazione del fidanzato. Un cittadino gambiano è stato denunciato, in stato di libertà, a Crotone, dalla Polizia di Stato, con l'accusa di rapina e tentata violenza sessuale. La coppia ha raccontato ai poliziotti che mentre si trovava su una panchina della villa comunale si è avvicinato un ragazzo di colore che sotto la minaccia della forbice ha prima intimato loro di proseguire nelle effusioni, poi ha costretto l'uomo a denudarsi per appropriarsi di soldi e altri beni contenuti negli indumenti mentre contestualmente svuotava la borsa della donna. In base alle indicazioni della coppia i poliziotti sono riusciti a risalire al migrante gambiano che si trovava in un ex deposito di carburanti non molto distante dal luogo dove sarebbero avvenuti i fatti.

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  • Occhiello Un cittadino originario del Gambia avrebbe minacciato con delle forbici la donna che si trovava nei giardini pubblici di Crotone insieme al suo fidanzato
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