Corriere della Calabria
Alessia Candito

Alessia Candito

LONDRA È stato assegnato ad Anna Sergi, calabrese, il Premio “ItalyMadeMe 2017” promosso ogni anno dall’Ambasciata italiana a Londra. La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 30 giugno al King's College London durante la Conferenza degli accademici e ricercatori italiani nel Regno Unito. Anna Sergi, è docente di Criminologia e vice direttore del Centro di Crimonologia nel dipartimento di sociologia dell’Università di Essex, nonché Presidente della rete di ricercatori della Società britannica di criminologia e membro del comitato direttivo del gruppo permanente di studio della criminalità organizzata ECPR.
La studiosa calabrese si occupa in particolare di argomenti relativi alle mafie italiane sia in Italia che all'estero ed è autrice di numerose ricerche socio-legali sulla criminalità organizzata e sulla giustizia penale comparata nonché sulle strategie di contrasto alla criminalità organizzata nel mondo, in particolare in Italia, Regno Unito, Australia, Canada e Stati Uniti, che sono state pubblicate sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali. È stata “visiting professor” in diverse università australiane e, recentemente, all’Università di Montreal in Canada.

BARI «Da uomo del Sud ritengo che il Mezzogiorno abbia commesso un grave errore a non aver aderito ad una visione federalista e ad un progetto unitario, limitandosi ad accontentare degli stanziamenti giunti. È mancato un modello originario di sviluppo sul quale puntare e su cui basare il rilancio e lo sviluppo». Così il senatore di Ap Antonio Gentile, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico intervenendo al convegno organizzato da Alternativa popolare a Bari “Le opportunità di sviluppo per il Mezzogiorno", presso l'Aula Magna dell'Universita' Lum Jean Mannet. «Bisogna partire da un progetto serio ed unitario – ha continuato Gentile - superando quella torre di Babele di agenzie, dipartimenti, direzioni generali dei vari ministeri che nei fatti hanno impedito al Mezzogiorno di parlare una sola lingua nell’ambito del proprio rilancio economico. Ed è dalla progettualità che bisogna partire non tanto dalle risorse, di cui comunque il Sud ha beneficiato. Ad esempio riguardo il piano 2014-2020, dotato di 110 miliardi di euro, ad oggi ha una rendicontazione delle spese ferma al 5 per cento. Ciò significa che bisogna saper utilizzare le risorse a disposizione, vincendo anche i ritardi di una burocrazia che molto spesso svolge una funzione di resistenza passiva». Per Gentile, «sul Sud quindi dobbiamo fare un’operazione verità e l’incontro di Bari può essere un punto di partenza per dare risposte al territorio. Penso al decreto legge ‘Resto al Sud’, portato avanti dal ministro De Vincenti, che rappresenta una grande occasione per il Mezzogiorno con fondi per 1 miliardo e 250 milioni. Risorse che se pienamente utilizzate potrebbero consentire di creare dalle 70 alle 100mila nuove imprese. È una grande opportunità che deve essere colta per rimanere al Sud ma soprattutto per fare grande il Sud” conclude il sottosegretario Gentile».

REGGIO CALABRIA È stato condannato a 4 anni e mezzo di carcere l’ex consigliere regionale Antonio Rappoccio per associazione a delinquere finalizzata alla truffa elettorale, mentre è stato assolto dall’accusa di peculato. Per il Tribunale di Reggio Calabria, le cooperative Alicante, Iride solare e Sud energia  sono state costituite esclusivamente per alimentare una macchina elettorale basata sull’endemica e profonda fame di lavoro presente fra giovani e meno giovani di Reggio Calabria, cui Rappoccio avrebbe promesso un impiego in cambio del voto. Un sistema scoperchiato grazie agli innumerevoli esposti dell’avvocato Aurelio Chizzoniti, che con le sue denunce ha fatto emergere il sistema di drenaggio dei consensi nascosto dietro le tre coop.
Un sistema che anche il pg Scuderi, nella sua richiesta di rinvio a giudizio, aveva fotografato con parole durissime. «Rappoccio approfittando della grave crisi occupazionale in atto in questa Regione, ancor prima della campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale della Calabria, iniziava a prospettare concrete possibilità di lavoro presso cooperative strumentalmente costituite che, a suo dire, avrebbero dovuto operare in vari settori e, per ultimo, in quello fotovoltaico attraverso la cooperativa Alicante, la quale nel novembre 2008 bandiva un concorso per la copertura a tempo indeterminato fino a 400 posti di varie categorie professionali, di cui 250 vincitori e 150 idonei in graduatoria, che prevedeva l`assunzione dei vincitori con un contratto individuale di lavoro da parte di una multinazionale operante nel settore della produzione di energia alternativa». Una – finta – selezione gestita «in un secondo momento dalla Iride Solare srl ed infine dalla Sud Energia, società create ad arte dal Rappoccio per continuare a proseguire i suoi fini illeciti e nel contempo fare sparire dalla scena quegli enti sui quali si erano appuntati i sospetti della stampa locale e le accuse del denunciante avvocato Chizzoniti, partecipavano 850 persone circa, cui veniva richiesto, in vista delle consultazioni elettorali del marzo 2010 per il rinnovo del consiglio regionale della Calabria, il proprio sostegno e quello di parenti e amici al Rappoccio, il cui successo veniva prospettato come elemento fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo della creazione dei posti di lavoro oggetto del bando. In particolare, a ognuno dei partecipanti al concorso veniva consegnata una scheda, da restituire ai collaboratori-correi del Rappoccio, la sua segreteria, con l’indicazione degli elettori dei quali si assicurava il voto, l’ubicazione del seggio ed il numero della sezione elettorale».

Alessia Candito

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CATANZARO Dichiarazioni di natura personale e politica sono state esternate venerdì, nel corso dell’udienza preliminare del procedimento “Sistema Rende” da tre imputati: l’ex sindaco di Rende Sandro Principe, già sottosegretario al Lavoro, l’ex primo cittadino Umberto Bernaudo, e l’ex assessore Pietro Ruffolo. Secondo l’accusa, Principe, Bernaudo e Ruffolo si sarebbero accordati con esponenti della cosca Lanzino Ruà per il procacciamento di voti e per la gestione della propaganda elettorale. In cambio avrebbero assunto Ettore Lanzino nella cooperativa sociale di Rende e avrebbero garantito condotte amministrative di favore. Sandro Principe in aula ha rivendicato la propria leadership politica e ripercorso la propria carriera rimarcando tutto il buono fatto per Rende, divenuta una città all’avanguardia. In sostanza l’ex sindaco ha affermato di non avere mai avuto bisogno dei voti della ‘ndrangheta essendo diventato, in 40 anni di amministrazione, un punto di riferimento politico per la città cosentina. L’espressione emersa anche nelle indagini «a Rende non si muove foglia che Principe non voglia», è stato spiegato, è un brutto modo di dire per evidenziare la leadership politica dell’ex sottosegretario e il consenso civile che aveva raccolto. Principe non è entrato nel dettaglio delle contestazioni che lo riguardano, cosa che spetta alla difesa, rappresentata dall'avvocato Franco Sammarco. Anche Bernaudo e Ruffolo hanno adottato gli stessi toni di Principe rivendicando quanto di buono hanno fatto per la città. Agli imputati del procedimento vengono contestati a vario titolo i reati di associazione mafiosa, voto di scambio, corruzione aggravata. Il prossimo sette luglio avranno inizio le discussioni e per il 22 settembre si attende il provvedimento del gup.

Alessia Truzzolillo
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ROMA Il museo di Reggio Calabria torna in mano a Carmelo Malacrino. «Il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar sui direttori dei musei, che da domani tornano in servizio. A ottobre decisione definitiva». Lo scrive su Twitter il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, commentando la decisione del Consiglio di Stato di sospendere le sentenze del Tar che annullavano la nomina di cinque direttori. I siti coinvolti sono il museo archeologico nazionale di Napoli, il museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, il museo nazionale archeologico di Taranto, le Gallerie Estensi di Modena e il Palazzo ducale di Mantova. Il merito si discute il 26 ottobre.La Sesta sezione del Consiglio, con le ordinanze 2471 e 2472, ha fissato per il 26 ottobre l'udienza pubblica per decidere con sentenza le questioni relative alla legittimità delle nomine dei direttori dei musei. «Considerata la mancanza di pregiudizio nei confronti dei ricorrenti vittoriosi in primo grado - titolari di incarichi che durante il corso del processo continuano a svolgere» i giudici – si legge nelle ordinanze hanno deciso «in via cautelare, che i direttori, le cui nomine erano state annullate dalle sentenze del TAR, riprendano a svolgere le loro funzioni in attesa della sentenza, a tutela della loro posizione lavorativa e retributiva (venuta meno con effetto immediato a seguito dell'annullamento del TAR)».

PECCATO PER LA PROGRAMMAZIONE ESTIVA «Sono molto felice di poter portare avanti un progetto di valorizzazione al Museo che stava dando risultati incoraggianti» commenta Malacrino «Mi spiace solo - aggiunge - degli effetti di questo stop sulla programmazione estiva , ma lavoreremo al massimo per recuperare». 

 

CATANZARO Il Presidente della Regione Mario Oliverio, ha convocato per domani, nella sede della Presidenza regionale, a Catanzaro, i direttori generali e i commissari delle Asp e Ao, insieme al dirigente generale del Dipartimento Presidenza, Riccardo Fatarella. La riunione – si legge in una nota – è stata convocata con urgenza «dopo le preoccupazioni esposte nei giorni scorsi per la grave situazione che si è determinata nel servizio sanitario calabrese a causa dell'impasse amministrativo interno alla struttura commissariale, che ha bloccato di fatto le assunzioni indispensabili per il mantenimento dei servizi sanitari» e  alla luce del «permanere di una situazione di immobilismo». Obiettivo dell’incontro, «esaminare le criticità relative alla carenza di personale e saranno assunte le iniziative e i provvedimenti necessari a garantire i servizi essenziali».

LE PRECISAZIONI DI SCURA In serata, anche il commissario Scura ha diramato una nota per spiegare che le 1104 della cosiddetta “proposta Urbani” «andrebbero a sostituire sia il DCA 50/2017 che il DCA 134 del 20 dicembre 2016 che autorizzava 544 assunzioni (ormai effettuate) per un totale, quindi, di 1136 assunzioni. Tanto perché almeno sui numeri ci si capisca».

 

Vibo, rapinate due stazioni di servizio

Mercoledì, 07 Giugno 2017 21:19

VIBO VALENTIA Due malviventi a bordo di una moto di grossa cilindrata e con il volto travisato dai caschi hanno prima fatto irruzione nella Stazione di servizio dell'Agip di Mileto e poi in quella della Esso sita nella frazione Paravati, sempre del comune di Mileto. In totale il "bottino" delle rapine ammonta a quasi mille euro. I due malviventi si sono fatti consegnare il denaro sotto la minaccia di una pistola per poi fuggire a gran velocità. Indagano i carabinieri che stanno esaminando le immagini degli impianti di videosorveglianza delle due Stazioni di carburanti.

CATANZARO Da Agea – l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura – c'è un impegno preciso: pagare entro fine giugno tutte le spettanze agli agricoltori calabresi. La conferma arriva in una lettera inviata al governatore Oliverio dal direttore dell’Agenzia Gabriele Papa Pagliardini. Nella comunicazione, che contiene la road map per i pagamenti, Pagliardini ricorda che il decreto di pagamento per le aziende che hanno aderito alla misura 13 (che riguarda i contributi per le zone soggette a vincoli naturali o altri vincoli specifici, ed è pensato per aiutare l’agricoltura di montagna) è stato messo «a disposizione dell’Organismo pagatore della Calabria il 18 maggio scorso». Questo decreto di pagamento «ha riguardato 11.905 aziende per un importo di 33,4 milioni di euro». 
Agea passa poi alla misura 10 del Psr (quella che concerne i pagamenti agro-climatico-ambientali), spiegando che «le attività operative per la realizzazione del sistema di controllo e pagamento sono in corso e le domande e gli importi ammissibili al pagamento potranno essere noti entro il prossimo 22 giugno». Il decreto di pagamenti, invece, «sarà nella disponibilità di Agea entro la fine del corrente mese di giugno». 
Reso noto anche il piano per la misura 11 (gli aiuti per l’agricoltura biologica): le informazioni necessarie all’istruttoria preliminare regionale saranno nella disponibilità di Arcea entro il 13 giugno; le applicazioni informatiche di controllo e pagamento saranno disponibili per le verifiche entro il 20. Dunque, secondo Pagliardini, «gli importi ammissibili al pagamento derivanti anche dagli esiti dei riscontri regionali comunicati preventivamente da Arcea, potranno essere noti entro il 26 giugno 2017». Di conseguenza, «il decreto di pagamento sarà nella disponibilità di Arcea entro il 28 giugno». 

ROMA Anche per le prossime amministrative la commissione parlamentare antimafia si è messa a caccia degli impresentabili. Secondo le prime indiscrezioni, nel mirino di deputati e senatori di palazzo San Macuto sono finiti i comuni in passato sciolti per mafia o per i quali sono state istituite commissioni d'accesso per verificare infiltrazioni. Sotto osservazione ci sarebbero una decina di comuni concentrati in Calabria, in Campania e in Sicilia, ma «questa volta – spiega il vicepresidente Claudio Fava - il lavoro dell'Antimafia non ha puntato solo al casellario giudiziario o ai procedimenti penali dei candidati ma è andato più a fondo: sono stati ascoltati i prefetti e abbiamo scavato su evidenze di persone all'apparenza specchiate ma che in realtà in modo conclamato rappresentano interessi opachi». Nelle scorse settimane, la commissione antimafia ha ascoltato anche il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari e i suoi omologhi di Napoli e Trapani. Domani è previsto un ufficio di presidenza, al termine del quale è possibile che la presidente Rosy Bindi tiri le fila di questo lavoro per riferirne poi gli esiti in una seduta plenaria della Commissione. Domenica le urne si aprono in 1004 città. C'è chi tuttavia è critico rispetto a questo lavoro sulle liste dei cosiddetti impresentabili. «Se la Commissione non si attrezza per tempo - spiega Marco Di Lello Pd, segretario dell'Antimafia - rischia di arrivare sempre in ritardo. Serve la costituzione di un ufficio ad hoc per poterlo estendere a tutti i comuni al voto: se non si è in condizione di farlo al meglio, è  preferibile non farlo per nessuno». 

 

Legge elettorale, Battaglia "divorzia" dal Pd

Mercoledì, 07 Giugno 2017 20:00

ROMA Volta le spalle al Pd, quanto meno in aula, il deputato dem Demetrio Battaglia. Oggi pomeriggio, l’ex coordinatore della mozione Renzi in Calabria, è stato l’unico parlamentare calabrese ad andare contro la linea di partito, votando a favore di un emendamento alla legge elettorale teso a introdurre il voto disgiunto fra uninominale e listino bloccato e le preferenze all’interno del listino. Una modifica presentata dai bersaniani di Mdp, che ha incassato il sostegno di Udc e Scelta Civica, l’astensione dei pentastellati e l’ira del Pd. «Nelle pregiudiziali ci sono stati 100 voti in meno rispetto alla sommatoria dei 4 gruppi, vi ricordo cosa accadde quando furono 101» ha tuonato il capogruppo dem Ettore Rosato, lanciando la caccia ai franchi tiratori. In realtà, Battaglia non ha mai nascosto le proprie intenzioni. Già un mese fa, intervistato dal Corriere della Calabria, aveva annunciato che «la nuova legge elettorale deve consentire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti e garantire a chi vince le elezioni una governabilità vera. Se ciò non avviene non avrei problemi a votare contro il gruppo parlamentare al quale appartengo». Detto, fatto. Come in passato, del resto. Secondo le statistiche di OpenParlamento, Battaglia ha già superato i 500 voti in dissenso dal gruppo dem a Montecitorio.

 an.ri.

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