Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Martedì, 28 Ottobre 2014

REGGIO CALABRIA Pace fatta fra il candidato presidente della Regione per i democratici, Mario Oliverio, e uno dei grandi esclusi dalla competizione, Nino De Gaetano. O almeno così pare. Dopo il grande strappo dell'esclusione dalle liste con cui i dem si giocheranno la maggioranza a Palazzo Campanella il prossimo 23 novembre, il consigliere regionale Nino De Gaetano, con accanto i "suoi" neoeletti consiglieri comunali Demetrio Delfino e Filippo Quartuccio, convoca Oliverio davanti a una platea gremita di suoi fedelissimi, ma dopo averlo bacchettato – «se si volevano fare certe scelte – dice – si potevano comunicare qualche mese prima e non la notte precedente alle presentazione delle liste» – assicura – «noi vogliamo fare un patto con Mario Oliverio, cui ribadiamo il nostro totale sostegno, per cambiare radicalmente la Calabria».

Certo, ascoltato prima della manifestazione, dai giornalisti De Gaetano si è lasciato strappare che «ho fatto un grande lavoro negli anni per stabilizzare i precari, gli lsu e gli lpu, vorrei continuare a dare un contributo alla risoluzione di questi problemi perché ho le carte in regola per poterlo fare», ma se questo si traduca in una richiesta di assessorato o di un posto di sottogoverno in Regione non arriva a dirlo. Di fronte alla platea non ne fa minimamente accenno, ma si limita a "dettare" a Oliverio quelle che dovrebbero essere le priorità di intervento del futuro governo regionale: lotta alla disoccupazione tramite l'utilizzo di fondi comunitari da destinare alle infrastrutture necessarie per la Calabria, una nuova igiene nei rapporti con le imprese cui vanno corrisposti pagamenti regolari e in tempi utili, un piano rifiuto zero orientato sulla differenziata che trasformi il comparto da problema in risorsa e una ristrutturazione decisa del comparto sanità, in nome della competenza professionale e delle esigenze dei cittadini e non dei desiderata di aree, correnti e clan di partito. «Lo scoramento che abbiamo vissuto in questi giorni – esorta, magnanimo – va messo da parte. La nostra area, il nostro gruppo ha perso solo una piccolissima battaglia, non la guerra». E la "rappresaglia" non si consumerà certo all'interno del partito, chiedendo la testa del segretario regionale Ernesto Magorno, assicura De Gaetano «sono perché rimanga al suo posto, perché in questo momento abbiamo bisogno della massima unità. È stato fatto un errore che critico perché è mio diritto, ma adesso dobbiamo lavorare tutti insieme per portare a casa questa vittoria".

Le critiche De Gaetano non le risparmia e quasi si lascia andare a uno sfogo "Qui non siamo in regime di liste bloccate, ma di preferenze. È il popolo che decide chi va bene premiandolo con il voto, non un burocrate a tavolino. E a tavolino le cose non riescono mai bene. Non so cosa abbia detto Roma al riguardo, ma hanno la strategia di scegliere i polli di allevamento. Io sono della teoria invece che bisogna misurarsi sul campo, lavorando sul campo, e se lavori bene la gente ti vota». Ma alla fine dice – nobile – «è stata una ferita anche lacerante all'interno del partito, ma adesso dobbiamo puntare tutti uniti alla vittoria». Se la cicatrizzazione sia al prezzo di un incarico di compensazione De Gaetano non si azzarda a dirlo. Per lui lo chiederanno prima il segretario provinciale del Pd, Sebi Romeo – oggi candidato in Regione – quindi il neosindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. E se Romeo sottolinea che «non c'è politica tutta uguale perché non ci sono uomini tutti uguali» invitando Oliverio a non disperdere un patrimonio che potrebbe tornare utile tanto per il partito, come per l'obiettivo prefissato di "cambiare la Calabria" rivoluzionando il malcostume che l'ha dominata negli ultimi anni, decisamente più diretto è il giovane sindaco reggino Falcomatà. Riposato, quasi rilassato dopo le tensioni degli ultimi giorni nonostante sia giù iniziato il travaglio che porterà al parto della giunta, il primo cittadino di Reggio invita senza mezzi termini Oliverio «a non disperdere il patrimonio intellettuale, politico, di battaglie e di cultura costituito da Nino De Gaetano e Demetrio Naccari». In effetti, Falcomatà è l'unico a nominare l'altro grande escluso del parterre politico reggino. Il giovane sindaco non perde i modi garbati che lo contraddistinguono, ma è duro nel ricordare a Oliverio la poco lungimirante scelta dei tempi e dei modi con cui ai due è stata comunicata l'esclusione. «Questa scelta – afferma – è maturata non solo a poche ore dalla consegna delle liste, ma soprattutto a due giorni dal voto a Reggio. Non si è pensato che avrebbe potuto provocare dei terremoti e se questo non è successo è stato solo per la maturità e il livello politico delle persone coinvolte». Oliviero ascolta, fissa il foglio che ha davanti e incassa, quindi – nel prendere la parola – esordisce ringraziando De Gaetano «per come ha reagito a una decisione che poteva provocare sbandamento. Le vicende della politica spesso determinano condizioni in cui, nonostante la giovane età, nonostante la passione politica, bisogna incassare amarezze», dice ricordando il suo stesso percorso, che dopo due legislature lo ha visto escluso da una ricandidatura in consiglio regionale, compensata un anno e mezzo dopo da un'elezione in Parlamento. Ma non si ferma qui. E all'ormai ex consigliere deluso e alla sua platea assicura: «Una scelta di questo tipo non è la messa in soffitta delle nostre energie. Sono risorse che si sviluppano. Nino De Gaetano non sarà rimosso dall'impegno politico o dimenticato. Per quanto riguarda le mie possibilità – assicura – non sarà cestinato, ma adeguatamente valorizzato per quelle che sono le sue competenze». E quando dalla sala qualcuno urla "assessore", Oliverio impegnato a tracciare il progetto della "sua" Calabria, nelle intenzioni spogliata delle politiche degli annunci e delle connivenze, assicura «in questo progetto c'è spazio per tantissime energie e forze come Nino De Gaetano saranno rese protagoniste. Non esistono solo i ruoli di dirigente o assessore, abbiamo un campo largo in cui spingerlo ad impegnarsi».

 

Alessia Candito
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    Il candidato a governatore rassicura il grande escluso: «Una scelta di questo tipo non è la messa in soffitta delle nostre energie. Sono risorse che si sviluppano. Nino non sarà rimosso dall'impegno politico o dimenticato»

Martedì, 28 Ottobre 2014 20:55

«Lo Gullo cacciato per spirito di vendetta»

COSENZA «Siamo fieri di avere avuto un assessore capace e onesto come Massimo Lo Gullo: Occhiuto lo ha cacciato per spirito di vendetta, dimostrando tutto il suo stile». Lo afferma, in una nota, il coordinamento cittadino di Cosenza del Nuovo centrodestra. «Ringraziando Lo Gullo per il lavoro compiuto - si aggiunge nel comunicato - censuriamo il comportamento di chi, come il sindaco di Cosenza, utilizza le istituzioni per soddisfare la fame elettoralistica di Forza Italia. Occhiuto porterà Cosenza al dissesto finanziario, con gravi conseguenze per la cittadinanza che vedrà aumentati i tributi. L'irresponsabilità di un indaco che ormai agisce "nel cerchio tragico" delle sue suggeritrici dovranno pagarla, senza alcuna colpa, i cosentini. Mentre riaffermiamo la nostra vicinanza a Massimo Lo Gullo, siamo allo stesso tempo contenti di non dover condividere alcuna responsabilità con un sindaco eletto grazie ai voti di Katia Gentile, di Massimo Lo Gullo e di tanti nostri candidati». «Il nostro consigliere comunale, Francesco Perri - conclude l'Ncd di Cosenza - da oggi si colloca all'opposizione. Se Occhiuto avesse coerenza, si dimetterebbe. Ma la sua, si sa, è una coerenza "made in China"....».

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    Il coordinamento cittadino del Nuovo centrodestra spara a zero sul sindaco Occhiuto: utilizza le istituzioni per soddisfare la fame elettoralistica

CASTROVILLARI Il gup di Castrovillari ha rinviato a giudizio due carabinieri, Pasquale Greco e Luca Zingarelli, con l'accusa di omicidio volontario per la morte di Sandrino Greco, un uomo di 36 anni ucciso il 21 gennaio 2011 dopo avere forzato un posto di blocco dell'Arma lungo la statale 106, a Rossano. L'accusa era stata aggravata nel corso dell'udienza preliminare, che si è svolta il 12 maggio scorso, su richiesta del pm, Vincenzo Quaranta, dopo lo svolgimento di alcune perizie tecniche. La modifica del capo d'imputazione era giunta dopo l'attività difensiva svolta dai legali delle parti offese che si sono costituite parti civili. Nell'udienza preliminare si sono costituiti gli avvocati Francesca Straticò per la compagna della vittima e i due figli della coppia; Giuseppe De Marco e Giovanni Giannicco per i genitori e Antonio Bonifati per un altro congiunto di Greco. Sandrino Greco, che aveva 36 anni ed era già noto alle forze dell'ordine, secondo le indagini condotte dagli investigatori del commissariato della polizia di Stato di Rossano, era alla guida di un fuoristrada rubato Nissan patrol che era preceduto da un'utilitaria che non si era fermata all'alt ed era riuscita a fuggire. I carabinieri, all'epoca in servizio alla compagnia di Rossano, si misero all'inseguimento del fuoristrada sino ad una strada di campagna. Qui, secondo la ricostruzione della polizia, il conducente si rese conto che la strada era senza uscita. Invertì la marcia e speronò la vettura dei militari per aprirsi un varco e fuggire. I militari scesero dall'auto e spararono alcuni colpi di pistola in aria a scopo intimidatorio, ma Greco, sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, invece di fermarsi cercò di investirli. A quel punto i carabinieri, mentre il fuoristrada passava accanto alla loro vettura di servizio, spararono alcuni colpi di pistola uno dei quali raggiunse Greco alla testa uccidendolo all'istante. Il processo è stato fissato per il 9 febbraio 2015 davanti ai giudici della Corte d'assise di Cosenza. 

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    Il gup di Castrovillari ha rinviato a giudizio i militari. Sono accusati di omicidio volontario

Martedì, 28 Ottobre 2014 20:31

LEGA PRO | Roselli guiderò il Cosenza

COSENZA Giorgio Roselli è il nuovo allenatore del Cosenza (Lega Pro girone C). Subentra a Roberto Cappellacci. Il tecnico umbro ha firmato un contratto fino a giugno 2015 con opzione di rinnovo per la stagione successiva. Definito anche il nuovo staff: vice allenatore sarà Stefano De Angelis. Confermati il preparatore atletico Roberto Bruni e quello dei portieri Federico Orlandi.

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    Il tecnico umbro subentra all'esonerato Roberto Cappellacci

Martedì, 28 Ottobre 2014 20:22

"Puerto liberado" , si costituisce Calabrò

BOVALINO Si è costituito agli agenti del commissariato di polizia di Bovalino Antonio Calabrò, di 25 anni, ricercato dal 12 agosto scorso nell'ambito dell'operazione "Puerto liberado" condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Dda reggina. L'uomo è accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti importate in Italia dall'estero. In particolare, Calabrò, ritenuto contiguo alle cosche di 'ndrangheta dei Romeo, detti "stacchi", e dei Giorgi di San Luca, avrebbe assunto il ruolo di emissario dell'organizzazione in Olanda con il compito di recuperare la cocaina in arrivo nel porto di Rotterdam, reperire i finanziatori ed importare la sostanza stupefacente in Italia attraverso un veliero. L'arresto, hanno riferito gli investigatori, è correlato alla cattura di un altro latitante, Vincenzo Crisafi, 34 anni, eseguito nell'agosto scorso a Roma, al culmine di un'attività di indagine condotta dagli uomini del Servizio centrale operativo e da quelli della squadra mobile di Reggio Calabria e della Capitale.

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    Il 25enne è accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Era latitante dal 12 agosto. Si è presentato al commissariato di Bovalino

Martedì, 28 Ottobre 2014 20:12

Liste Pd, il dissenso dei giovani democratici

CATANZARO I Giovani democratici di Crotone manifestano il proprio dissenso per «i criteri con i quali - è detto in un comunicato – sono state imposte alcune delle candidature all'interno delle liste della coalizione di centrosinistra per le prossime elezioni regionali del 23 novembre». «Ciò che ci stupisce – prosegue la nota – è l'assoluta mancanza di rispetto per i cittadini crotonesi che, ancora una volta, devono subire la possibilità di essere rappresentati a Palazzo Campanella per il prossimo quinquennio da chi, lontano anni luce dagli ideali del Partito democratico, ha sempre coltivato solamente i propri interessi e non quelli della Calabria e della città di Crotone. Avevamo detto assolutamente No "a chi ha, direttamente o indirettamente, avuto esperienze di governo con la disastrosa esperienza della giunta Scopelliti" e ora ci troviamo a braccetto con chi nostro compagno di viaggio non potrà mai esserlo. Ci rammarichiamo per l'ennesima occasione persa da parte di chi poteva rendere finalmente giustizia al nostro territorio e non possiamo che appellarci ai nostri unici interlocutori: i cittadini». «Siamo certi – concludono i Giovani democratici – che il 23 novembre voterete liberamente e secondo coscienza per tenere fuori dal governo della Calabria chi non sa cosa sia la nostra tanto amata coerenza. Noi, dal canto nostro, continueremo a lavorare a testa alta, solo per passione, perché almeno questa non è e non sarà possibile comprarla per un pugno di voti».

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    Gli esponenti del Gd di Crotone si schierano contro i vertici del partito: scelte che non ci rappresentano

CASSANO ALLO JONIO Il sindaco di Cassano allo Jonio Gianni Papasso comunica, in una nota, che giovedì 30 ottobre, alle ore 9, i tecnici dell'Arpacal effettueranno le analisi e le rilevazioni del caso in merito alle antenne istallate sulla scuola dell'infanzia di via Sibari a Lauropoli. In particolare, le rilevazioni saranno finalizzate all'accertamento di possibili esposizioni a onde elettromagnetiche oltre i limiti stabiliti dalla legge dei bimbi che frequentano la scuola. Vista la preoccupazione espressa dai genitori dei bambini che frequentano la scuola per l'infanzia in via Sibari di Lauropoli in merito alle antenne istallate sull'edificio, Papasso, lo scorso 20 ottobre, aveva inviato una missiva all'Arpacal per chiedere di voler verificare con urgenza l'effettivo rispetto dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità – stabiliti dalle normative in materia – per detti impianti. «Richiesta - conclude la nota - che sarà soddisfatta in tempi brevissimi, giovedì prossimo dalla stessa Arpacal, e che fornirà i risultati attesi al fine della tutela della salute dei bimbi».

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    Il sindaco annuncia l'arrivo dei tecnici dell'Arpacal. Valuteranno le emissioni nell'istituto di Lauropoli

Martedì, 28 Ottobre 2014 19:30

Giunta Occhiuto, defenestrato Lo Gullo

COSENZA È per avviare un rilancio deciso sulle tematiche del decentramento che il sindaco Mario Occhiuto ha inteso revocare le deleghe assegnate a Massimo Lo Gullo, assessore al Decentramento e alla cura dei quartieri. Così, in una nota del Comune, viene motivata la revoca del politico considerato vicino alla famiglia Gentile e la nomina di Francesco De Cicco. Quest'ultimo fedelissimo del primo cittadino nonché di Ennio Morrone. Un avvicentamento che ha per questo il sapore del regolamento di conti. Ma non per il primo cittadino. «Tengo a ringraziare Lo Gullo - ha sostenuto Occhiuto - per l'impegno che nell'arco del suo incarico ha profuso verso i cittadini e verso le problematiche inerenti i servizi nei singoli quartieri ma ritengo che, nello specifico, sia necessaria, a questo punto del mio mandato, un'azione più energica in relazione a possibili forme e progetti di partecipazione decentrata, ove purtroppo, in applicazione al mio programma politico-amministrativo, non ho ancora potuto registrare i risultati sperati». Contestualmente alla revoca dell'incarico a Massimo Lo Gullo, il sindaco Occhiuto ha assegnato le deleghe al Decentramento e alla cura dei quartieri al consigliere comunale Francesco De Cicco, che entra così ufficialmente nell'esecutivo.

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CATANZARO Il consigliere regionale uscente del Pd, Antonio Scalzo, l'ex assessore regionale all'Ambiente della giunta di centrosinistra, Diego Tommasi, e altre otto persone sono state rinviate a giudizio per presunti illeciti nella gestione dell'Arpacal, l'Agenzia regionale della Calabria per la protezione dell'ambiente. I fatti contestati agli indagati riguardano la gestione dell'agenzia negli anni precedenti al 2010. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Catanzaro ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del sostituto procuratore, Domenico Guarascio, e ha fissato l'inizio del processo per il 16 gennaio prossimo. Oltre a Tommasi e Scalzo, quest'ultimo coinvolto nella qualità di direttore scientifico dell'Arpacal, sono stati rinviati a giudizio anche l'ex direttore generale vicario dell'assessore all'Ambiente, Giuseppe Graziano; l'ex direttore amministrativo, Luigi Luciano Rossi; l'ex commissario dell'Arpacal, Domenico Lemma, e Francesco Caparello, Giuseppe Giuliano, Vincenzo Mollace, Francesco Nicolace e Silvia Romano. L'inchiesta sui presunti illeciti nella gestione dell'Arpacal è stata condotta dal personale del Nucleo investigativo sanità e ambiente (Nisa) e dai militari della Guardia di finanza. Le indagini ebbero inizio dopo dopo una denuncia sulla gestione dell'agenzia. Nel 2012 la Procura di Catanzaro ha disposto il sequestro di 500mila euro nei confronti degli ex dirigenti dell'Agenzia.

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    L'ex assessore regionale all'Ambiente e il consigliere democrat devono rispondere di presunti illeciti nella gestione dell'agenzia. Complessivamente saranno in dieci a presentarsi davanti al Tribunale di Catanzaro

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    - «Sono sereno e ho fede nella Magistratura»

Martedì, 28 Ottobre 2014 18:46

Rapporto Svimez, Berna: numeri allarmanti

CATANZARO «Sono numeri allarmanti per la Calabria, quelli che emergono dall'ultimo rapporto Svimez. La nostra regione si conferma purtroppo il territorio che più di tutti risente degli effetti della congiuntura economica negativa, all'interno del più ampio quadro nazionale». Lo afferma, in una nota, Francesco Berna, presidente regionale di Ance, in relazione alle ultime rilevazioni effettuate dall'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno. L'analisi certifica il ruolo di fanalino di coda della Calabria quale regione più povera d'Italia, con un Pil pro capite che nel 2013 si è fermato a 15.989 euro, meno della metà delle regioni più ricche come Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige e Lombardia. «A preoccupare – prosegue Berna – è lo stato di salute del settore industriale che negli ultimi cinque anni, fa registrare un forte calo degli investimenti. In tal senso il meno 53% e la drastica diminuzione degli addetti rappresentano due indicatori inequivocabili circa la gravità della situazione. Ancora più scoraggianti sono le notizie dal fronte occupazione, laddove si specifica che la percentuale dei senza lavoro sarebbe del 31,5% invece che il 19,7%. Lo scenario sta assumendo contorni drammatici per i calabresi e per un tessuto produttivo che in queste condizioni non può più andare avanti. Le imprese del comparto edile, in particolare, stanno vivendo sulla loro pelle tutto il peso degli effetti di una stagnazione nel circuito degli investimenti che rischia di portare alla completa paralisi del settore costruzioni. In questo quadro è necessario delineare da subito una strategia operativa che guardi alla nuova programmazione 2014-2020 dei fondi comunitari. La stagione precedente non ha prodotto gli effetti sperati e, adesso, non possiamo permetterci di perdere un altro, e forse l'ultimo, decisivo treno. Il futuro della Calabria dipende in larghissima parte dalla capacità di tradurre la programmazione in spesa effettiva, ed è ciò che ci attendiamo da chi andrà a guidare la Regione tra un mese, chiunque egli sia e a qualunque schieramento appartenga. La vera sfida è quella a una burocrazia che deve finalmente diventare efficiente, senza essere la palla al piede della politica e al tempo stesso la principale condanna per il mondo dell'impresa. Le risorse esistono e sono anche ingenti, basti pensare, innanzitutto, alla fondamentale partita dei finanziamenti destinati alla riqualificazione urbana. Oggi, con il mercato immobiliare ancora in crisi e con la sostanziale impossibilità di aumentare i volumi, l'unica strada rimasta per salvare l'edilizia è migliorare la qualità urbanistica del nostro territorio. Al contempo, occorre puntare sull'efficientamento energetico, sulla messa in sicurezza antisismica e del patrimonio esistente e, soprattutto, sulla realizzazione delle grandi opere infrastrutturali. E' questa la strada da percorrere per far uscire il nostro settore da una crisi senza precedenti, consentendogli di tornare a svolgere quel ruolo chiave per la tenuta dell'occupazione calabrese». «Per far ciò - conclude il presidente di Ance Calabria - occorre lo sforzo di tutti i soggetti coinvolti, professionisti, imprese e, non ultima, la classe dirigente a cui spetta il compito di mettere in campo un'azione virtuosa e lungimirante nella gestione dei fondi Ue a disposizione».

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    Il leader dell'Associazione dei costruttori lancia un appello: necessario un corretto uso dei fondi europei

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