Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 29 Ottobre 2014

REGGIO CALABRIA Alla fine è toccato a prefetto Claudio Sammartino intervenire per venire a capo dl rompicapo Atam, la municipalizzata interamente di proprietà del Comune di Reggio Calabria che si occupa del trasporto pubblico nella città e nell'immediato hinterland. Da mesi sull'orlo del fallimento, appesa fino al prossimo 5 novembre alla domanda di concordato in bianco presentata dai vertici per bloccare l'istanza di fallimento presentata dalla Procura, è sul personale che l'azienda sta scaricando i propri travagli finanziari. Da oltre quattro mesi, denunciano i lavoratori, attendono le proprie spettanze, per un totale di circa cinquemila euro a testa. Tuttavia, la mancata erogazione – fanno sapere i sindacati - non sarebbe dovuta all'insufficiente liquidità dell'azienda ma al mancato rilascio del Durc – il Documento Unico di Regolarità Contributiva -da parte dell'Inps, che sta provocando il ritardo nell'erogazione degli stipendi. Una situazione di cui è stato informato in mattinata il prefetto Sammartino, che ha invitato l'Assessore Regionale competente, l'Amministrazione Comunale e la stessa ATAM ad individuare, quanto prima, un percorso risolutivo delle problematiche procedimentali che ostacolerebbero la corresponsione delle retribuzioni.

A.C.

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    Lavoratori in stato di agitazione per i quattro mesi di spettanze arretrate. I sindacati denunciano «Senza il Durc, impossibile andare avanti»

COSENZA Non inizia nel segno della serenità l'avventura da presidente della provincia di Mario Occhiuto. A poche settimane dall'elezione, Occhiuto ha infatti rimediato una denuncia alla Corte dei Conti da parte del coordinamento cittadino dell'Ncd di Cosenza. Ai militanti cosentini con sarebbero andati giù gli incarichi illegittimi e senza concorso- si legge in una nota diramata in serata -  «elargiti dal Presidente della Provincia di Cosenza, Arch Mario Occhiuto». A far saltare i nervi agli ex alleati, oggi all'opposizione,  il conferimento «di un incarico illegittimo esterno a un capo gabinetto che, essendo in quiescenza, non può percepire indennità». Inoltre, prosegue la nota diffusa dalla sezione cosentina del Ncd, sarebbero stati conferiti incarichi «a componenti dello staff, a giornalisti e collaboratori esterni senza evidenza pubblica e comparazione, come prescrive la legge, è stato addirittura conferito incarico occasionale di collaborazione al portavoce del Comune di Cosenza in spregio al criterio di esclusività previsto dalla legge 150/2000».

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    Il Nuovo centrodestra cosentino accusa «ha conferito incarichi illegittimi»

REGGIO CALABRIA Stando al tweet del ministro Beatrice Lorenzin, è vicino ma non ancora definitivo. Eppure sembra essere bastato l'annuncio del possibile sblocco del turn over in sanità per dare la stura a una ridda di dichiarazioni con cui il Ncd calabrese – impegnato in una cruciale campagna elettorale - sta tentando di mettere il cappello sul fondamentale provvedimento.

Se poco dopo il tweet con cui la Lorenzin ha dato l'annuncio, a gioire pubblicamente erano stati il coordinatore regionale Gentile e il candidato alla presidenza regionale Nico D'Ascola,poche ore più tardi anche i i senatori Giovanni Bilardi e Pietro Aiello hanno voluto far sentire la propria voce. «Lo sblocco del turnover deciso dal ministro Lorenzin è una grande vittoria per i senatori calabresi Ncd e per l'assessore Pino Gentile», dicono i due senatori Ncd, «Da un mese - proseguono - stavamo insistendo affinchè' la commissione Adduci, che ha sostituito il tavolo Massicci, procedesse con la deroga per le postazioni di emergenza. Il richiamo autorevole del presidente D'Ascola e dell'assessore Gentile ha generato questo primo sblocco che porterà a circa 300 assunzioni tra personale medico e paramedico e risolverà le criticità dell'emergenza».

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    I senatori calabresi del Nuovo centrodestra rivendicano il loro ruolo sull'esito della decisione del governo in materia di sanità

L'annunciata riforma della giustizia è «punitiva degli sforzi professionali ed umani compiuti sinora ed ancora in atto, in assenza, per converso, di un piu' intellegibile programma per l'effettiva deflazione del carico giudiziario che passi da un serio e ponderato snellimento procedurale e dall'adozione di iniziative diversificate di politica criminale e di risoluzione del contenzioso civile». È quanto emerge dall'assemblea della sezione reggina dell'Anm, con cui i magistrati del distretto hanno annunciato la propria adesione alla giornata di mobilitazione nazionale proclamata dal sindacato delle toghe contro le annunciate manovre sul comparto giustizia. « Con questa iniziativa - ha detto la presidente della sezione reggina dell'Anm, Cinzia Barillà - intendiamo sottolineare il pericolo derivante dal tentativo di scaricare tutti i mali della giustizia sulla magistratura, senza per ciò temere critiche o attacchi, cui sapremo adeguatamente rispondere ». Ai magistrati reggini non piace per nulla «il sillogismo che sembra potersi trarre dalle iniziative governative volte a ridurre il periodo di sospensione feriale ed il numero di ferie spettanti ai magistrati, fondato sull'equazione 'meno ferie uguale meno arretrato' che evoca l'idea che 'l'arretrato' della Giustizia ed i ritardi o il disfunzionamento del sistema giudiziario, nel suo modello operativo attuale, siano in qualche modo da imputarsi al godimento delle ferie da parte dei magistrati». Questioni articolare in un corposo documento sulla situazione della Giustizia nel distretto di Reggio Calabria, in cui si evidenzia «l'odierno stato dei carichi di lavoro ha raggiunto da tempo livelli di tale disumana pressione, tanto da costringere sistematicamente tutti i magistrati ad utilizzare buona parte del periodo feriale per la redazione dei provvedimenti più urgenti e la rimanente parte solo per tentare di programmare la gestione dei rimanenti affari ordinari. Tutto ciò si avverte con maggiore tensione in distretti particolarmente intasati, come quello in cui si opera, afflitti da un peculiare appesantimento del carico giudiziario, per un indefesso impegno nella costante lotta a sistemi di illegalità diffusi e complessi, nonché penalizzati da ataviche e prolungate carenze di copertura di organico nel ruolo della magistratura e ancor più del personale di cancelleria».

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    La sezione dell'Anm di Reggio Calabria annuncia la propria adesione alla giornata di mobilitazione nazionale prevista per il prossimo 9 novembre

Mercoledì, 29 Ottobre 2014 21:04

Italcitrus, ipotecata la casa di Scopelliti

REGGIO CALABRIA Non è un periodo per nulla facile per Giuseppe Scopelliti. La sua parabola discendente, iniziata con la condanna a sei anni di reclusione per falso in atto pubblico ed abuso d'ufficio, sembra ancora non aver trovato fondo, ma adesso alle amarezze politiche e personali si aggiungono anche guai pecuniari. Dopo il poco nobile voltafaccia degli antichi alleati, incassato con quasi inaspettata compostezza, e la plausibile delusione per un risultato elettorale che nonostante premi i suoi come prima lista del centrodestra, in numeri assoluti – 8821 voti – è troppi anni luce lontano dai fasti del "suo" 70% per non lasciare l'amaro in bocca, adesso Giuseppe Scopelliti rischia anche di trovarsi senza casa. E il riferimento non è solo alla sua incerta collocazione politica futura. Il Comune di Reggio Calabria ha infatti registrato presso l'ufficio competente l'iscrizione ipotecaria per metà dell'appartamento che possiede insieme alla moglie, Barbara Varchetta. La coppia è in regime di comunione dei beni – e solo per questo è possibile che in futuro l'ex governatore abbia ancora un tetto sulla testa- dunque il Comune ha potuto ipotecare solo la metà dell'immobile che risulta intestato a entrambi i coniugi, ma Palazzo San Giorgio ha comunque voluto assicurarsi quei trecentomila euro di risarcimento danni, che per ordine della Corte dei Conti l'ex sindaco di Reggio Calabria dovrà pagare in qualità di responsabile dell'acquisto dell'ex fabbrica per la trasformazione degli agrumi Italcitrus. Nel 2003 l'acquisto della fatiscente fabbrica di Catona – pagata all'imprenditore Emidio Francesco Falcone due milioni e mezzo di euro, dopo una perizia che stabilì che il valore dell'immobile era esattamente pari a quanto chiesto dal proprietario – venne definito necessario perché proprio lì avrebbe dovuto sorgere una fantomatica sede Rai. Ma nessuno da viale Mazzini si è mai trasferito in riva allo Stretto, tanto meno quell'immobile ormai in rovina, è mai stato destinato ad altro uso. Con il passare degli anni, la struttura – costruita in eternit – è stata lasciata a marcire, mentre le intemperie hanno portato alla luce l'anima di cemento e amianto che – stando ai progetti all'epoca annunciati – avrebbe dovuto essere rapidamente bonificata. Un pessimo affare per l'allora giunta Scopelliti, ma soprattutto per l'allora sindaco che per quell'incauto acquisto nel 2009 era stato condannato dalla Sezione territoriale della Corte dei conti per un danno erariale di 1,3 milioni di euro. All'esito del secondo grado la somma dovuta è di gran lunga minore, ma in ogni caso rischia di procurare non pochi grattacapi all'ex primo cittadino. Guai che in prospettiva rischiano solo di aumentare quando la sentenza del processo Fallara diverrà esecutiva e all'ex governatore – in attesa del procedimento in sede civile che quantifichi l'ulteriore danno – toccherà pagare la provvisionale fissata dal tribunale presieduto da Olga Tarzia in 120mila euro.
E meglio non se la passa – quanto meno dal punto di vista finanziario – l'ex braccio destro di Peppe Scopelliti, Franco Zoccali. Anche per lui, finito nel mirino della Procura di Catanzaro, per quegli incarichi illegittimamente collezionati e altrettanto illecitamente retribuiti collezionati in Regione, nei giorni scorsi si è proceduto ad un'iscrizione di ipoteca sulla casa di proprietà, a tutela di quei 900mila euro che per ordine del gip di Catanzaro gli devono essere sequestrati. Per i magistrati infatti, quando è approdato a Palazzo Alemanni, Zoccali - che in passato pur incassando una retribuzione da dirigente, aveva solo coperto le funzioni di direttore generale presso il Comune di Reggio e quelle di capo di Gabinetto e capo staff del sindaco della medesima città - aveva in tasca solo una qualifica da funzionario dello Stato, ma non aveva superato il concorso per accedere al settimo livello degli enti locali che qualifica i dirigenti, né tantomeno possedeva titoli equipollenti, dunque non era in possesso dei requisiti minimi per ricoprire le funzioni – e retribuzioni - che gli sono state assegnate. Sontuosi stipendi nei mesi scorsi divenuti di pubblico dominio all'esito dell'ispezione della Ragioneria dello Stato negli uffici di giunta e consiglio regionale, ma già in passato oggetto di diverse interrogazioni dei consiglieri regionali di minoranza. Soldi che oggi Zoccali è tenuto a restituire, a meno che non voglia vedere la sua casa messa all'asta.

Alessia Candito

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    Il Comune blinda con un'inscrizione ipotecaria ai danni dell'ex governatore il risarcimento danni disposto dalla Corte dei Conti. Medesima procedura disposta dal Tribunale di Catanzaro per Zoccali, tenuto a restituire 900mila euro

Mercoledì, 29 Ottobre 2014 19:23

I loieriani a caccia del quorum

LAMEZIA TERME Vuole coniugare aspetti di continuità e di rottura “Autonomia e diritti”, che a Lamezia Terme ha ufficializzato i candidati delle liste delle tre circoscrizioni a sostegno di Mario Oliverio. Proprio a quest'ultimo è legato il filo rosso che parte da un Agazio Loiero risoluto, come ha ribadito varie volte nella serata – alla presenza dei vari capolista e componenti del sodalizio – a superare quel fatidico 4 per cento che permetterebbe al movimento di ottenere seggi in consiglio regionale.
È convinto, del resto, di farcela, altrimenti, ha detto, «non mi sarei messo in competizione con il rischio di non raggiungere il quorum e di fare una figuraccia. Resistiamo, quindi, nonostante quelli che ci hanno irriso non considerando che quattro nostri consiglieri provinciali a Cosenza hanno fatto vincere a Oliverio il ballottaggio».
I propositi di rottura sono, invece, nei riguardi della «giunta delle catastrofi», come è stata più volte apostrofata l'amministrazione, comunale prima e regionale dopo, di Scopelliti, verso cui Loiero non ha risparmiato strali. «Ha azzerato tutto quello che era stato costruito – ha detto – facendo scelte da anno zero. Ha usato il metro della fedeltà per scegliere chi doveva affiancarlo, a discapito delle competenze. È questa, oltre al doppio commissariamento per mafia e a una legge elettorale assurda, la cosa che più gli rimprovero».
Un'impasse da cui “Autonomia e diritti” annuncia di voler uscire bypassando il proposito di essere l'ennesimo partito in senso lato: «il partito tradizionale per noi non ha senso, vedremo quale canovaccio utilizzare». Ancora lontani i punti programmatici, si sa che probabilmente si guarderà, come riferito dalla capolista della circoscrizione Nord Francesca D'Ingianna, alla Sanità, per «raggirare – ha riferito l'interessata – i danni fatti dalla Spending review e superare un'emergenza sanitaria che è, al contempo, emergenza sociale», ma anche al recupero dei fondi strutturali, su cui si è concentrata la rappresentante di lista della circoscrizione Sud Angelica Placanica.
C'è anche chi, tra gli uomini e le donne di Oliverio, ha seguito quest'ultimo «in questa nuova avventura», come Anna Ranieri, che nel suo intervento ha ricordato i trascorsi comuni. C'è però anche chi, come Salvatore Garito, ha un passato «targato Ferro» che non vuole nascondere ma, allo stesso tempo, non vuole «essere definito transfugo», sempre all'insegna della rottura con quella «vecchia politica» che “Autonomia e diritti» dice di aborrire. La sfida al raggiungimento del fatidico 4 per cento è, quindi, lanciata.

 

Zaira Bartucca
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    A Lamezia la prima uscita per "Autonomia e diritti". L'ex governatore convinto di riportare il suo movimento a Palazzo Campanella

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    - La Dc sostiene Oliverio

CATANZARO In relazione alle notizie riguardanti il mancato invio alla Commissione europea del Programma operativo regionale 2014/2020, il dirigente generale del dipartimento programmazione nazionale e comunitaria, Paolo Praticò - si legge in una nota dell'ufficio stampa della giunta regionale - fa presente che «la Regione Calabria ha inserito il testo approvato dal Consiglio nel sistema informatico dei fondi strutturali (Fsc) il 22 luglio 2014, nei termini previsti dai regolamenti comunitari»

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«La mancata trasmissione alla Commissione europea da parte del dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione, è dovuta - prosegue Praticò - alla posizione del governo circa la riduzione della quota di cofinanziamento nazionale per i programmi delle Regioni Calabria, Campania e Sicilia e alle ipotesi di impiego di tali risorse sul su un Programma complementare regionale.
 Le valutazioni in merito sono in corso e il tema sarà oggetto di discussione, unitamente ad altre questioni di rilievo per la Regione, nell'incontro che la presidente Stasi ha già richiesto al sottosegretario Delrio».

«Una volta definite le suddette questioni - evidenzia il direttore generale Paolo Praticó - il Programma operativo 2014/2020 della Regione Calabria, già aggiornato sulla base delle indicazioni previste dal nuovo testo dell'Accordo di partenariato, trasmesso dal ministero alla Commissione nei primi giorni di ottobre, potrà essere inviato per l'avvio del formale del negoziato». 

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    Il direttore generale Paolo Praticò: «La Regione Calabria ha inserito il Por approvato dal Consiglio nel sistema informatico dei fondi strutturali (Fsc) il 22 luglio 2014, nei termini previsti dai regolamenti comunitari»

COSENZA Il Cosenza batte la Reggina ai calci di rigore nell'atteso derby di Coppa Italia. I rossoblù esultano grazie a un 4-2 conquistato in casa. Al San Vito le due squadre hanno schierato i giovanissimi, ma la strategia non ha avuto l'effetto sperato. Gli amaranto hanno avuto una buona occasione nel secondo tempo, ma che è sfumata per pochissimo. Una grande prova di sè è stata quella mostrata dal giovanissimo portiere della Reggina, che è riuscito in grandi parate. Ma non è bastato. Rizzo e Di Lorenzo sbagliano dagli undici metri e gli ospiti sono costretti a tornare a casa con l'amaro in bocca. Proprio come è successo sei anni fa a Udine. 

Festeggiano i rossoblù e i loro tifosi - anche se a seguire il serby non c'erano tantissimi spettatori - che così dopo aver battuto anche il Catanzaro, ora si preparano alla sfida con la Salernitana. 

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    I rossoblù vincono l'atteso derby per 4-2 e ora si preparano ad affrontare la Salernitana

Mercoledì, 29 Ottobre 2014 18:42

Reggio, si è insediato Falcomatà

REGGIO CALABRIA Il nuovo sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, si è insediato questa sera a Palazzo San Giorgio, sede del municipio della città. Falcomatà, accompagnato da sostenitori e neo eletti consiglieri, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulle sue prossime mosse. Per quanto concerne la nuova giunta ha detto: «Potrei nominarla in due giorni, al massimo in una settimana e comunque nell'esecutivo ci saranno quattro donne». Falcomatà ha precisato di voler presentare la giunta già in occasione della prima riunione dell'assemblea, da convocare entro una settimana.
«Dobbiamo fare presto – ha spiegato – anche perché vogliamo o arrivare preparati all'incontro di novembre con la cabina di regia del governo. Non andremo con il cappello in mano a chiedere; rivendicheremo solo rispetto per la città con la velocizzazione e lo sblocco dei finanziamenti». Falcomatà ha reso noto di aver ricevuto una telefonatadel sottosegretario Delrio in merito al progetto di costruzione del nuovo palazzo di giustizia, su cui nei mesi scorsi si era impegnato lo stesso premier. «Una telefonata – ha detto – che ho gradito nella logica di un rapporto con un governo amico. Non ho invece aderito alla proposta di vendere l'albergo Miramare avanzatami da altre parti perché non intendo svendere il patrimonio della città».

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    La prima del neosindaco a Palazzo San Giorgio. «Nominerò la giunta al massimo entro una settimana. Ci saranno quattro donne»

     

Mercoledì, 29 Ottobre 2014 18:19

Trenitalia, sconti sui biglietti per le elezioni

Tariffe speciali per chi si sposta con Trenitalia in occasione delle elezioni regionali dell'Emilia Romagna e Calabria, in programma domenica 23 novembre 2014, e di quelle in alcuni comuni delle Province autonome di Trento e Bolzano e della Regione Siciliana, il 16 e 17 novembre. Gli elettori che raggiungeranno in treno i comuni di residenza sede di votazione potranno ottenere riduzioni del 70% sul prezzo base, solo per viaggi di andata e ritorno, nel livello standard del Frecciarossa e in seconda classe per i treni a media-lunga percorrenza nazionale (Frecciargento, Frecciabianca, Intercity, IntercityNotte e Espressi) e servizio cuccette. Per i treni regionali è prevista una riduzione del 60% sul prezzo del biglietto. Il viaggio di andata non può essere effettuato prima del 14 novembre e quello di ritorno oltre il 3 dicembre 2014. Agevolazioni previste anche per le elezioni amministrative di Bondone, Livo e Mezzocorona (Trento) e San Leonardo in Passiria (Bolzano), in programma il 16 novembre e per l'eventuale turno di ballottaggio, il 30 novembre 2014. Tariffe ridotte anche per le amministrative siciliane di Isola delle Femmine, Misilmeri (Palermo) e Campobello di Mazara (Trapani), e del Presidente di circoscrizione e del consiglio circoscrizionale di Portella di Mare (Palermo), il 16 e 17 novembre con eventuale secondo turno di votazione il 30 novembre e 1 dicembre 2014. Gli elettori residenti all'estero potranno usufruire della tariffa "Italian Elector" (viaggi internazionali da/per l'Italia). Per ottenere le riduzioni gli elettori dovranno recarsi nelle biglietterie e nelle agenzie di viaggio convenzionate esibendo un documento d'identità e la tessera elettorale. Gli elettori residenti in Italia, solo per il viaggio di andata, possono presentare alla biglietteria, in luogo della tessera elettorale, una dichiarazione sostitutiva. Per il viaggio di ritorno è necessaria la timbratura della tessera elettorale che attesti l'avvenuta votazione. Questi documenti, assieme ai biglietti relativi al viaggio di andata e ritorno, dovranno essere esibiti al personale di Trenitalia che effettua i controlli. 

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    Tariffe speciali per chi si sposta in treno per votare: potranno ottenere riduzioni del 70% sul prezzo base, solo per viaggi di andata e ritorno, nel livello standard del Frecciarossa e in seconda classe per i treni a media-lunga percorrenza nazionale

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