Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 31 Ottobre 2014

LAMEZIA TERME Il Gup di Lamezia Terme, Francesco Aragona, ha rinviato a giudizio l'imprenditore Marcello Perri per tentate estorsioni nei confronti della propria madre, furto ai danni delle attività commerciali di famiglia, ingiuria in danno di alcuni dipendenti e lesioni personali nei confronti di familiari. Perri è accusato, in particolare, di avere usato violenza e minaccia nei confronti dell'anziana madre e di uno dei fratelli. L'imprenditore, inoltre, avrebbe percosso i due familiari fino a procurare loro lesioni al fine di costringerli a liquidargli quote di due società della famiglia dalle quali è uscito nel 2010 dopo aver esercitato il diritto di recesso.

Nel corso del processo si sono costituiti parte civile per il Centro Commerciale Due Mari, le società "Due Mari S.r.l." "Nuova Nave Srl" e le altre società del gruppo Perri e per i fratelli Perri, l'avvocato Francesco Pagliuso e l'avvocato Paolo Mascaro. Perri era rappresentato dall'avvocato Salvatore Cerra.

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    Marcello Perri è accusato di avere usato violenza e minaccia nei confronti della donna anziana e di uno dei fratelli

Venerdì, 31 Ottobre 2014 21:22

Lite tra ambulanti finisce a coltellate

AMANTEA Tenta di accoltellare un altro venditore ambulante alla fiera e per questo viene stato arrestato per tentato omicidio un trentanovenne originario di Napoli. Il grave episodio si è verificato stamane ad Amantea nel cosentino quando l'uomo che aveva da poco montato uno stand per la vendita dei prodotti da cucina in via Regina Margherita si è avvicinato a un altro venditore ambulante conoscente e ha iniziato a inveire. Poi, con un coltello da cucina, ha colpito la vittima (20enne anche lui napoletano) ferendola alla fronte, all'ascella e al braccio.

L'uomo è stato individuato dai carabinieri e portato in caserma dove si sono chiarite le dinamiche dei fatti, i trascorsi dell'ambulante e la sua pericolosità dovuta ad una serie di passate questioni e di dissidi di carattere lavorativo del commercio ambulante. La vittima invece è stata subito portata al pronto soccorso di Paola nel cosentino. L'aggressore, arrestato e stato condotto al carcere di Paola, dovrà rispondere all'autorità giudiziaria di tentato omicidio.

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    Il grave episodio si è verificato ad Amantea dove è in corso una fiera sulla casa. L'aggressore, arrestato, dovrà rispondere all'autorità giudiziaria di tentato omicidio

COSENZA È stato condannato a 1 anno e sei mesi di carcere Salvatore Parrotta, il sindaco di Panettieri accusato di presunti illeciti nel rilascio di licenze di noleggio autobus che ha coinvolto l'amministrazione da lui guidata nel  piccolo centro del Cosentino. Oltre a lu, che aveva fatto richiesta di patteggiamento, hanno patteggiato la pena a otto mesi di carcere anche Pasquale Bilotta, dipendente del Comune addetto al rilascio delle licenze autobus; il comandante dei vigili urbani di Panettieri, Pietro Paolo Torchia; il geometra del Comune, Mario Mancuso, e il responsabile di una cooperativa del settore autotrasporti, Alessandro Talarico. Tutti accusati di associazione a delinquere. E il titolare di una ditta, Alessi, accusato solo di falso. Due mesi di reclusione per due imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Tutti gli altri (54 indagati) sono stati rinviati a giudizio. Secondo l'accusa, rappresentata dai pm Giuseppe Cozzolino e Giuseppe Cava, gli amministratori e i funzionari del Comune di Panettieri si sarebbero associati allo scopo di commettere reati di falso in autorizzazioni amministrative, rilasciando licenze di noleggio autobus con conducente senza che ne sussistessero i requisiti previsti dalla legge. Le imprese interessate all'operazione sono dislocate su tutto il territorio nazionale. Il collegio difensivo è costituito tra gli altri dai legali Stefano Pellegrino, Franz Caruso e Francesco Tenuta. 
La prima udienza per gli imputati rinviati a giudizio si svolgerà il prossimo 30 marzo. 
 
m. m.
 

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    Salvatore Parrotta ha patteggiato la pena assieme ad altri imputati. Rinviati a giudizio tutti gli altri indagati

Venerdì, 31 Ottobre 2014 18:58

Tassone e la «lotta al "modello Reggio"»

LAMEZIA TERME Corre con Mario Oliverio il Nuovo Cdu guidato da Mario Tassone che oggi ha ufficializzato i suoi candidati. Ventiquattro volti in tutto: 9 per il collegio nord, 8 per il centro e 7 per il sud.
Una decisione, quella di affiancare il candidato del Pd che, viste le derivazioni democristiane del partito, può sembrare quantomeno stonata, ma che Tassone ha motivato con un'affermazione secca, che ha legittimato una scelta «fatta – ha riferito – per inaugurare una discontinuità con il passato. Abbiamo guardato al terreno della sinistra, perché preferiamo persone che hanno questa formazione agli egoisti e traditori di destra». Pesante, dunque, la stoccata verso Forza Italia e la sua candidata Wanda Ferro: «A lei – ha riferito ancora Tassone – non rimprovero nulla, ma bisogna capire come pensa di fare la presidente con una lista camuffata che ospita al suo interno uomini di Scopelliti. Non avrei mai potuto sostenerla – ha proseguito – soprattutto perché con questo esperimento, che si propone di varcare la soglia del 4 per cento, riprenderemo prima di tutto la nostra lotta contro il “modello Reggio”».
Scelta ribadita, peraltro, dal coordinatore regionale Dionisio Gallo: «Dalla maggioranza – ha affermato – non c'è stato alcun accenno al fallimento della politica regionale che ha portato la Calabria a essere fanalino di coda. Si tratta – ha continuato – di una mancanza dannosa di auto-critica, che ci allontana ulteriormente da loro e ci avvicina a Oliverio, con cui abbiamo delle corrispondenze ideologiche».
Di ideologia e soprattutto solidarietà, di certo, non è frequente sentirne parlare all'interno di un'incontro politico. Il concetto, invece, Tassone l'ha ribadito a più riprese, parlando della «brutta Calabria» che conosce solo «opportunismo, utilitarismo», autentiche piaghe nei riguardi di cui Cdu mira a raggiungere una politica di rottura. «L'interesse personale nel nostro partito esiste – ha ammesso Tassone – ma è accompagnato da quello verso il territorio. Lo abbiamo dimostrato con scelte coerenti e dignitose e infatti, a differenza di altri, non abbiamo bussato a nessuna porta».
Chiari i riferimenti ai partiti concorrenti, e ancora più lampanti quelli al candidato di “Alternativa popolare” Nico D'Ascola: «Abbiamo avuto le sue attenzioni – ha detto ancora Tassone – e abbiamo avuto il piacere di scoprire quanto sia un ottimo avvocato. Lo ricordiamo come difensore di Scopelliti, mentre adesso si è abilmente riciclato come suo accusatore».
Ma, tolta di mezzo la polemica politica, la risalita, ha detto Tassone, «non passa per la scelta del presidente» o, almeno, non esclusivamente. «Non è certo così – ha affermato ancora Tassone – che cancelliamo la criminalità o i problemi, e a chi lo pensa o lo dice guardo con disincanto».
L'antidoto del Cdu è invece quello spiegato da Dionisio Gallo: «Il rilancio del territorio – ha detto – passa principalmente dal lavoro, diritto che in Calabria sembra essere tramontato. Vogliamo che invece sia il primo punto dell'agenda di Oliverio, e a questo fine continueremo a interagire con i sindacati».
C'è poi la questione della Sanità: «Nella nostra regione – ha detto ancora Gallo – non è garantito il diritto alla salute, perché risparmio non fa necessariamente rima con qualità. Vogliamo andare nella direzione di un piano della Sanità che soddisfi le esigenze dei cittadini, con un abbattimento dei costi che possa avvenire, per esempio, per mezzo della riduzione del numero di bandi e che vada, invece, a rimpolpare le risorse che vanno al personale e alle competenze». Pensano, infine, i candidati di Cdu, alla tutela del territorio e dell'Ambiente, «soprattutto alla luce dei recenti scandali». Una «battaglia» che passa principalmente dai tre punti elencati dal coordinatore regionale, ma che alla fine si unisce nel proposito, ha concluso Tassone, «di liberare i calabresi da ogni giogo».

Zaira Bartucca
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    Parte da Lamezia la corsa alle regionali del Cdu: «Preferiamo Oliverio ai traditori ed egoisti di destra»

Tutti condannati a Siena al primo processo Mps per ostacolo alla vigilanza: tre anni e sei mesi ciascuno per l’ex presidente del Montepaschi, il catanzarese Giuseppe Mussari (difeso da Fabio Pisillo e Tullio Padovani), per l’ex direttore generale, Antonio Vigni (assistito da Franco Coppi, Roberto Borgogno e Enrico De Martino) e per l’ex capo dell’area finanza, Gianluca Baldassarri (difeso da Filippo Dinacci e Stefano Cipriani). I pm avevano chiesto per Mussari 7 anni e 6 anni a testa per Vigni e Baldassarri. I difensori – che si sono detti molto sorpresi della sentenza – hanno annunciato che faranno appello, e per questo le condanne non saranno eseguibili. I tre imputati sono stati condannati anche a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e a risarcire i danni alla Banca d’Italia, unica parte civile ammessa nel processo. Si è concluso così, dopo un camera di consiglio durata circa 4 oredel tribunale presieduto da Leonardo Grassi, il processo con rito immediato contro gli ex vertici dell’istituto senese, usciti dalla banca tra la fine del 2011 (Vigni e poi Baldassarri) e l’aprile del 2012 (Mussari).
Cuore del processo – cominciato il 26 settembre 2013 – era il presunto occultamento di un contratto, il cosiddetto “mandate agreement”, che sarebbe stato fondamentale per capire il senso finanziario di una operazione, colossale per entità e molto complessa per struttura, realizzata nel 2009 con la banca giapponese Nomura: la famosa ristrutturazione del derivato Alexandria attraverso l’acquisto di 3 miliardi di Btp servita per spalmare 220 milioni di perdita di quell’anno nei successivi 25 anni. Tra maggiori interessi e costi occulti, per Mps il costo dell’operazione è stato di oltre 300 milioni. Secondo l’accusa dei pm senesi Aldo Natalini, Antonino Nastasi e Giuseppe Grosso l’operazione venne realizzata in ostacolo alla Vigilanza della Banca d’Italia perché quel contratto quadro, se fosse stato presentato agli ispettori, avrebbe consentito di leggere in maniera differente le varie parti dell’operazione e ne avrebbe imposto un’altra contabilizzazione a bilancio. Proprio per questo a febbraio 2013 i nuovi vertici di Mps, Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, hanno corretto il bilancio con una ulteriore perdita di 700 milioni causata da Alexandria e da Santorini, un’operazione gemella che era stata realizzata con Deutsche Bank. Mps è costretta anche per questo a chiedere 500 milioni in più di aiuti di Stato nel giugno del 2012, portando a 4,07 miliardi il totale dei Monti bond. Quel mandate era custodito nella cassaforte di Antonio Vigni, l’ex direttore generale. Non era mai stato esibito alla Banca d’Italia. Pur essendo protocollato e citato in vari documenti, anche Viola ne ebbe contezza solo il 20 settembre, e l’originale firmato fu trovato solo il 10 ottobre. Solo a novembre di quell’anno poi Viola seppe da una mail di Nomura che la perdita effettiva era di 220 milioni.
Secondo l’accusa, ristrutturare Alexandria consentì a Mps di chiudere in utile e pagare la cedola di 1 centesimo ai soli azionisti di risparmio e quindi anche ai bond, a cominciare dal Fresh, il finanziamento da 1 miliardo realizzato da Jp Morgan. Sia le modalità del Fresh sia tutta l’operazione finanziaria per comprare Antonveneta per 9 miliardi in contanti dal Santander sono finiti alla procura di Milano, competente per l’aggiotaggio.
Secondo il pm Grosso, “mussari è stato il regista di un film drammatico”, con attori Vigni e Baldassarri, che «ha lasciato un’eredità pesante tale da minare non solo il Monte dei Paschi ma anche per la credibilità dell’intero sistema bancario italiano». Il riferimento del magistrato è alle attuali traversie di Mps, che in borsa oggi ha perso un altro 10% dopo la bocciatura agli stress test della Bce. Da lunedì ha perso oltre il 40% e oggi vale circa 3,1 miliardi di euro. Anche il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha detto oggi che la situazione di Mps sia legata alla “malagestio” della precedente gestione.
Sia Mussari sia Vigni hanno sempre smentito la ricostruzione dell’accusa e ricollegano l’operazione al periodo di crisi post-Lehman Brothers. «Alexandria non era in perdita», ha ripetuto più volte Vigni, ma «c’era un rischio potenziale. Se fosse andato in default il danno economico sarebbe stato di 400 milioni, quello reputazionale, inimmaginabile». E Mussari: «Se venivi colpito dalla peste dei titoli tossici sul mercato si sarebbe pensato che potevi averne ancora».
Ma era così difficile capire di che tipo di operazione si trattasse, visto che era una «operazione che non esiste in natura», come ha spiegato in aula l’ex ispettore della Banca d’Italia, Giampaolo Scardone? L’ex ispettore ha riconosciuto in aula che il collegamento tra le due parti del contratto (la ristrutturazione di Alexandria e l’acquisto di 3 miliardi di Btp a scadenza nel 2034 finanziati da Nomura con un «long term repo», cioè un pronti-contro-termine a 30 anni) era evidente nei fatti ed era l’unica ipotesi che spiegasse la ragione economica di due operazioni avvenute lo stesso giorno, con le stesse controparti, in cui in una era Nomura a perdere, nell’altra invece Mps. Ma nonostante il collegamento emergesse anche da alcuni documenti interni di Mps «mancava la prova provata del collegamento». Bankitalia aveva avviato tra il 2011 e il 2012 una ispezione sui rischi di liquidità, visto che l’esposizione in Btp aveva messo a rischio la «sopravvivenza» della stessa banca.
Un punto della sentenza che oggi i legali hanno fatto notare è che la corte ha spostato il capo di imputazione dal comma 1 al comma 2 dell’articolo 2638 del codice civile sul l’ostacolo alla vigilanza: non avrebbe cioè considerato il pericolo è la condotta ingannatoria ma l’evento concreto, cioè l’ostacolo. Dal canto loro i magistrati sono soddisfatti perché l’ostacolo alla Vigilanza è stato provato. 

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    Arriva il verdetto per l'ex presidente catanzarese. Condanne anche per l'ex direttore generale Antonio Vigni e per l'ex capo dell'area finanza Gianluca Baldassarri

Venerdì, 31 Ottobre 2014 18:40

La "sanità nuova" di D'Ascola

COSENZA Un miliardo di euro per i nuovi policlinici di Cosenza e Reggio Calabria e la ristrutturazione del Ciaccio, l'accordo tra Unical e Università di Catanzaro per la sinergia del primo biennio, medicina informatica e chirurgia robotica. Sono questi alcuni dei punti del piano per la salute del prossimo quinquennio, presentato oggi a Cosenza durante una conferenza stampa, da Nico D'Ascola, candidato a presidente della Regione per Alternativa Popolare.
L'incontro è stato introdotto dal capolista di Ncd a Cosenza, Pino Gentile. «Lo sblocco del turnover per le postazioni di emergenza sarà ribadito dal ministro Lorenzin a Cosenza la prossima settimana – ha detto Gentile – e questo significa che noi parliamo di fatti concreti».
Gentile ha inoltre chiesto la «stabilizzazione del personale precario e utilizzo di nuove risorse». Analizzando il documento presentato ai giornalisti, Nico D'Ascola ha evidenziato che «gli ospedali vanno ripensati utilizzando al meglio o fondi comunitari. I nuovi policlinici saranno gestiti con i criteri dell'health care e con un'informatizzazione che consentirà di poter monitorare i pazienti h24, evitando i ricoveri inutili.
D'Ascola ha anche parlato della situazione politica, con una stilettata a Wanda Ferro, sua avversaria nella sfida per la Regione: «Ha la mia solidarietà per come è ridotta elettoralmente oggi Forza Italia».

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    Presentato il "piano per la salute" di Alternativa Popolare. Un miliardo per i policlinici di Reggio, Cosenza e Catanzaro. Gentile: «Chiederemo ancora lo sblocco del turnover»

Venerdì, 31 Ottobre 2014 18:37

Natuzza Evolo verso la gloria degli altari

Il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Luigi Renzo, darà l'avvio alla causa di canonizzazione con la scelta del postulatore, la cui nomina sarà ufficializzata domattina durante la messa che sarà celebrata a Paravati, in provincia di Vibo Valentia. Dopo aver ottenuto il nulla osta dalla Conferenza episcopale calabra, al quinto anniversario dalla morte di Natuzza (1 novembre 2009), come prescritto dal diritto canonico, monsignor Renzo nominerà infatti don Enzo Gabrieli, presbitero dell'arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio, Natuzza Evolo, la mistica di Paravati, frazione del comune di Mileto, dando il via alla fase preliminare dell'inchiesta diocesana. «Esprimo la mia gratitudine a monsignor Renzo – spiega all'Adnkronos don Enzo Gabrieli – perché mi ha chiamato a questo delicatissimo compito, spero di servire al meglio la Chiesa e i tanti devoti di Natuzza che attendono di vederla additata come testimone. La santità è una delle vie che San Giovanni Paolo II ci ha additato per la pastorale della nuova evangelizzazione. «Mamma Natuzza», come la chiamava chi la conosceva, prosegue il sacerdote, «laica e mamma di famiglia, ci indica la via dell'umiltà e ci spalanca le porte del cielo. Interceda lei per il nostro lavoro. Come soleva dire Natuzza: Io non conto nulla. Non cercate me, cercate Gesù e la Madonna». 
Nato a Morro de Barcellona (Venezuela) il 17 dicembre 1972 e ordinato sacerdote il 18 marzo 2000, don Enzo Gabrieli è presbitero dell'arcidiocesi metropolitana di Cosenza-Bisignano. Ha conseguito la Licenza in Sacra teologia dommatica presso la Pontificia Università gregoriana di Roma, e ha partecipato al corso per la formazione dei postulatori presso la Congregazione delle cause dei Santi. Giornalista pubblicista, attualmente è parroco di San Nicola di Bari in Mendicino, e vicario foraneo delle Serre. Direttore dell'Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali e il settimanale diocesano Parola di vita, è membro dell'ufficio stampa della Conferenza episcopale calabra. È postulatore di numerose cause dei santi tra cui la Beata Elena Aiello, Gioacchino da Fiore e Arcangela Filippelli. 

 

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    Prende il via la causa della canonizzazione della mistica di Paravati. Scelto il postulatore: sarà don Enzo Gabrieli 

CATANZARO A partire da dicembre 2011, due anni di scarsissima attività del nucleo Via-Vas-Aia, organo tecnico esterno al dipartimento regionale all'Ambiente, prima per motivi giudiziari che ne hanno sospeso i lavori, poi per vincoli della spending review sul contenimento della spesa, hanno prodotto – informa una nota dell'ufficio stampa della giunta – gravi ritardi nell'istruttoria e nella valutazione di tantissimi progetti pubblici e privati. Da novembre 2013 la situazione si è ulteriormente aggravata, per le dimissioni della maggioranza dei componenti, determinando un arretrato di circa 300 progetti in attesa di valutazione, con possibili compromissioni e/o perdite di finanziamenti. Per dare soluzione a tale gravissima criticità, è stata istituita una struttura tecnica di valutazione interna all'amministrazione regionale, ai sensi del regolamento approvato dalla giunta regionale con delibera 381 del 31 ottobre 2013, di attuazione della legge regionale 39/2012. Tale struttura, insediatasi nel maggio 2014, sta lavorando, esclusivamente e a tempo pieno, per recuperare i gravi ritardi, accumulati sui tantissimi progetti in attesa di valutazione ambientale. Alla funzione di "censore" dei diversi progetti, in merito all'impatto con l'ambiente, la Regione intende affidare alla struttura tecnica di valutazione anche quella di consulenza tecnico-ambientale, per ogni proposta d'investimento sul territorio regionale. Valutare, cioè, preventivamente, le idee progettuali, al fine di accompagnare i soggetti proponenti sulla fattibilità degli interventi, individuando eventuali lacune, per agevolarne il percorso e le procedure. Per tali finalità, la struttura dedicherà un pomeriggio della settimana (con un crono-programma che sarà visibile, sul sito dipartimentale, alla voce Commissioni-Nucleo S.T.V.), ad esaminare le proposte di quanti manifesteranno la volontà di investire in Calabria creando sviluppo ed occupazione.

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    La decisione della giunta regionale per sopperire ai gravi ritardi del nucleo Via-Vas-Aia. Un pomeriggio a settimana verrà dedicato a esaminare le proposte e a coadiuvare i soggetti proponenti sulla fattibilità degli interventi

LAMEZIA TERME L'Anas comunica che sulla A3 Salerno-Reggio Calabria, per consentire il completamento dei lavori di realizzazione della nuova autostrada, resteranno chiuse, fino al 9 novembre 2014, le rampe di ingresso e di uscita dello svincolo di "Lamezia Terme" in direzione sud, a causa del protrarsi di alcune lavorazioni. Durante la chiusura, il traffico diretto a "Lamezia Terme", in direzione sud, potrà usufruire dello svincolo di "Falerna" (km 304,000), con prosecuzione lungo le strade statali 18 "Tirrena Inferiore" e 280 "Dei Due Mari". I veicoli di altezza inferiore ai 4 metri, in ingresso allo svincolo di "Lamezia terme", in direzione Reggio Calabria, saranno deviati lungo le strade statali 280 e 18, fino allo svincolo di Pizzo Calabro (km 338,000), in direzione sud. I veicoli di altezza superiore ai 4 metri, saranno deviati lungo le strade statali 280 e 18, con prosecuzione lungo la strada provinciale 114 per San Pietro Lamentino e lungo la strada provinciale ex strada statale 19 dir, con ingresso in A3 allo svincolo di "Pizzo Calabro" (km 338,000), in direzione Reggio Calabria. Il traffico proveniente, infine, dalla strada statale 280 "Dei Due Mari", in ingresso allo svincolo di Lamezia Terme, verrà deviato sulla strada statale 18 "Tirrena Inferiore".

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    Le rampe di ingresso e di uscita in direzione sud resteranno bloccate fino al 9 novembre

COSENZA Una giornata solenne si è celebrata questa mattina nella sala delle adunanze delle sede della Provincia di Cosenza, in piazza XV Marzo, dove si è riunita per la prima volta l’assemblea del consiglio provinciale eletto il 12 ottobre scorso. Il giuramento del presidente Mario Occhiuto è stato il primo punto affrontato, in un clima festoso salutato da applausi, prima di procedere alla verifica e alla convalida dei 16 consiglieri provinciali eletti per i quali, non sussistendo alcun caso di ineleggibilità o di incompatibilità, si è registrato il voto di approvazione all’unanimità.
Il presidente Occhiuto ha indirizzato una lettera ai consiglieri nella quale dice, tra l’altro, che «passati i giorni di gioia per il risultato elettorale di ognuno, ci si pone ora di fronte il tempo della alta responsabilità che le cariche di governo comportano e alla quale dobbiamo ispirarci nel nostro futuro cammino istituzionale». «Mi permetto di rivolgermi a tutti senza distinzione di lista non solo perché è la stessa legge che differenzia l’ambito presidenziale da quello consiliare sin dal momento della presentazione delle candidature, ma anche e, soprattutto, per la intima convinzione che le divisioni e le contrapposizioni aprioristiche non portano buoni frutti per la comunità amministrata. Formulo quindi a tutti, e a me con voi – conclude nella lettera il presidente Occhiuto – i migliori auguri di un proficuo lavoro insieme a cominciare da questo primo consiglio provinciale».
Porgendo il saluto al nuovo consiglio provinciale ha sottolineato, appunto, la sfida che attende di doversi cimentare in una serie di impegni da subito, come team dinamico e motivato, sia per l’impatto con la legge di riforma da collaudare e mettere in atto, sia per le esigenze che si impongono per provvedere a rimodulare il nuovo regolamento del Consiglio e lo Statuto dell’ente. Un impegno forte che attende tutti sul campo per poter essere, in sinergia collaborativa e al di là degli schieramenti politici, i consiglieri provinciali di tutto il vasto territorio cosentino, aggredendone così le complesse problematiche, tante e sostanziali, che affliggono le comunità governate.
In una prossima seduta del consiglio provinciale, ha annunciato il presidente, saranno presentate le dichiarazioni programmatiche e le linee di governo e su questi temi si aprirà un ampio dibattito approfondito che vedrà protagonisti i consiglieri con proposte e suggerimenti opportuni per condurre un lavoro di squadra e creare prospettive di rilancio economico nei vari comparti produttivi. Esiste un patrimonio di ricchezze e risorse ambientali e paesaggistiche da valorizzare e potenziare, è stato evidenziato, come ad esempio il nostro splendido mare, la Piana di Sibari e le incantevoli montagne della Sila, per stimolare turismo e quei settori portanti dell’economia, a partire dall’agricoltura e tanti altri, per cui la provincia è naturalmente vocata. Ma per un territorio così variegato, sarà anche impresa non facile doversi occupare e trovare soluzioni consone ed efficaci per Trasporti, Viabilità, Edilizia scolastica e Rifiuti: tutti Settori importanti e articolati da affrontare con massima determinazione.
Tutti i 16 consiglieri hanno preso, quindi, la parola per augurare al presidente ed all’intero consiglio provinciale un percorso amministrativo e di governo produttivo, caratterizzato, soprattutto, dal dovere intendere la politica unicamente come impegno al servizio del cittadino.

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    Il giuramento del nuovo presidente. Che ha inviato una lettera a tutti i consiglieri: è ora il momento delle responsabilità

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