Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 06 Ottobre 2014
Lunedì, 06 Ottobre 2014 14:24

Fondazione Campanella, in arrivo 29 milioni

CATANZARO Riunione di giunta regionale a Palazzo Alemanni, presieduta dal presidente facente funzioni Antonella Stasi con l'assistenza del Dirigente generale Francesco Zoccali. L'esecutivo ha deliberato il primo provvedimento della giornata in favore della Fondazione Campanalla. La giunta ha ribadito la volontà di perfezionare la transazione elaborata dall'Avvocatura regionale, per un ammontare di 29 milioni di euro, a fronte della rinuncia della stessa Fondazione all'azione promossa. L'esecutivo ha invitato, per tramite il dipartimento Salute, il commissario ad acta, a perfezionare la transazione nella disponibilità della Regione dei fondi rinvenienti dalla fiscalità. La giunta si è inoltre impegnata ad attribuire assoluta priorità alla copertura dei costi della transazione con fondi prossimi disponibili. Il personale dellaCampanella verrà utilizzato, attraverso Calabria Etica, ente in house della Regione, nell'erogazione di servizi socio-sanitari-assistenziali nelle aziende del Servizio sanitario regionale, ovvero all'interno dell'Azienda ospedaliera Mater Domini di Catanzaro per la durata del progetto già previsto. L'esecutivo ha diffidato Mario Martina, Direttore generale Fondazione Tommaso Campanella, a non dare esecutività ai licenziamenti pena la richiesta di dimissioni dello stesso.

Intanto c'è la presa di posizione dei sindacati che attaccano la Stasi. «A fronte dell'ultimo incontro del 28 agosto, con il presidente facente funzioni, Antonella Stasi – si legge in una nota congiunta della segreteria regionale della Cisl e della Fp-Cisl – , durante il quale erano stati assunti impegni istituzionali per il mantenimento e la valorizzazione del Centro oncologico si apre, per parte datoriale, la procedura di mobilità per i lavoratori dipendenti della struttura oncologica in costanza, tra l'altro, di scelte istituzionali decisive, infatti il consiglio regionale della Calabria ha da poco approvato una legge che indica la Fondazione "Tommaso Campanella" come Irccs di rifermento regionale per la cura e ricerca di malattie oncologiche». «Appare chiara - proseguono i segretari regionali delle due sigle sindacali Perrone e Bevacqua - la confusione che regna nella istituzione regionale riguardo Fondazione Campanella. Non avendo ad oggi ricevuto alcuna risposta alla richiesta di convocazione urgente formulata dalla Cisl Calabria alla presidente facente funzioni Stasi e dichiarando con forza che il centro oncologico deve, non solo essere mantenuto in Calabria, ma deve rappresentare per il futuro un riferimento certo per i cittadini, questa organizzazione sindacale chiede che venga al piu' presto fatta chiarezza rispetto il destino della struttura ed i dipendenti della stessa». «Si chiede quindi alla presidente facente Stasi, al Commissario ad acta della sanità per la Calabria Pezzi ed al consiglio regionale - concludono Perrone e Bevacqua - di concordare un percorso oggettivo rispetto il quale aprire un confronto con le parti sociali, affinche' questo delicatissimo settore possa avere la dignità che gli spetta al servizio dei malati oncologici».

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    Il personale della struttura verrà utilizzato, attraverso Calabria Etica, nell'erogazione di servizi socio-sanitari-assistenziali nelle aziende del Servizio sanitario regionale. Diffida di Palazzo Alemanni a procedere con i licenziamenti

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    - "Campanella", protesta dei lavoratori davanti alla Regione

CATANZARO Il commissario per la sanità della Calabria, generale Luciano Pezzi, è stato sentito in qualità di persona informata sui fatti dal procuratore aggiunto di Catanzaro, Giovanni Bombardieri, sui fatti relativi alle nomine dei commissari delle aziende sanitarie fatte dalla giunta regionale e sulla nomina di Antonio Belcastro a Direttore generale dell'Azienda ospedaliera "Mater Domini" del capoluogo calabrese. Nel corso dell'audizione, alla quale hanno partecipato anche gli investigatori del Nucleo investigativo sanità e ambiente (Nisa), Pezzi ha illustrato i documenti e gli atti intercorsi tra l'ufficio del commissario, la Regione e il ministero della Sanità. Il commissario ha anche informato la Procura di avere avviato le procedure per l'annullamento delle nomine dei commissari. Allo stato attuale, infatti, Pezzi ha chiesto ai commissari delle aziende sanitarie e ospedaliere di fornire le loro controdeduzioni per poi procedere con l'annullamento. Tutti gli atti che saranno compiuti confluiranno nel fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica.

L'inchiesta della Procura, secondo quanto si è appreso, si concentra principalmente sulla nomina di Belcastro perché riguarda l'incarico di direttore generale e impegna la Regione per un arco temporale di quattro anni ma non trascura anche la parte relativa ai commissari. Gli inquirenti ora intendono sentire altre persone tra cui anche i funzionari del dipartimento regionale della sanità. La Procura ha deciso aprire l'inchiesta dopo l'esposto del deputato del Movimento 5 Stelle Dalila Nesci e al momento non ci sono indagati. Al termine dell'audizione Pezzi ha evidenziato che «abbiamo fatto la rassegna del carteggio già in possesso della Procura e ho fornito alcuni chiarimenti sui tempi e le procedure seguite».

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    Il capo della Sanità in Procura. Illustrati i provvedimenti contro i commissari nominati dalla giunta. Focus sul dg della "Mater domini" 

Lunedì, 06 Ottobre 2014 14:18

Magorno: il Pd sosterrà Oliverio

Ernesto Magorno mantiene saldo il controllo del partito in casa sua. A Diamante e Cirella, infatti, su 1428 votanti, il candidato Gianluca Callipo ha ottenuto 996 voti, Mario Oliverio 377, Gianni  Speranza 50. Si sono riscontrate 3 schede nulle e 2 bianche. «Il circolo di Diamante - si legge in una nota - rivolge il suo in bocca  al lupo al vincitore delle primarie Mario Oliverio, assieme al quale, tutto il partito, unito, dovrà costruire un percorso comune in vista delle sfida decisiva delle elezioni regionali. In questo senso il circolo di Diamante del Pd assicurerà il suo pieno ed unitario contributo». 

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    Il segretario regionale rivendica il successo del candidato renziano nella "sua" Diamante

Lunedì, 06 Ottobre 2014 13:51

Reggio, trovate false divise dell'Arma

REGGIO CALABRIA Non se ne conoscono ancora i responsabili, né i dettagli, ma gli investigatori si dicono certi: «Abbiamo sventato la commissione di reati di inaudità gravità». È a questa conclusione che ha condotto il sequestro di quattro pistole e diverse divise dei carabinieri e della polizia locale, rinvenuti nel corso di una perquisizione di routine alle Case parcheggio, accrocco di case popolari nel quartiere di Santa Caterina, nella zona nord di Reggio Calabria. Uno dei posti "caldi" della città, dunque, regolarmente tenuto sotto controllo – in passato, nello stesso complesso era stato arrestato un pluripregiudicato per spaccio, trovato il possesso di cocaina e di una pistola – anche perché è lì che abitano diversi soggetti di cui gli uomini della Questura seguono le tracce da tempo.

E proprio nell'ambito di questa indagine si iscrive la perquisizione disposta ieri che inizialmente ha portato al rinvenimento di una pistola, risultata poi rubata, e di circa 4 grammi di cocaina e 10 di marijuana nascosti nel vano ascensore. Ma i controlli degli investigatori non si sono limitati a questo. Quando i controlli sono stati estesi a tutto l'immobile, in un garage chiuso abusivamente e – almeno allo stato non riconducibile a un proprietario – sono state ritrovate diverse divise dell'Arma dei carabinieri, con tanto di cinturone, fondina, manette e placca – «anche i bottoni erano del tutto simili a quelli della divisa dei militari, commentano gli investigatori – e un soprabito della polizia locale, insieme a 4 pistole di diverso modello e calibro.

«Un'operazione chirurgica» per il dirigente delle Volanti, Luciano Rindone, e il funzionario della Squadra mobile Giuseppe Giliberti, assolutamente convinti che – qualsiasi fosse il piano architettato da chi si è procurato quelle divise – di certo non fosse mirato alla commissione di crimini ordinari. Un interrogativo che toccherà alle indagini sciogliere, anche se per adesso nulla sembra essere emerso dalle perquisizioni disposte anche all'interno delle abitazioni dei pregiudicati che vivono nello stabile.

 

Alessia Candito

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    Sono state rinvenute in un parcheggio a Santa Caterina. Sequestrate anche 4 pistole e droga. Gli investigatori: «Progettavano crimini precisi»

ROMA «Per battere le mafie va bene, naturalmente, la repressione, ma non bisogna dimenticare l'utilità della prevenzione»: lo ha riferito il sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi, intervenendo questa mattina alla Camera dei deputati nel corso dell'incontro "I Sindaci d'Italia nell'Aula di Montecitorio. Idee per il futuro del Paese", cui hanno partecipato centinaia di amministratori locali provenienti da ogni angolo della Penisola.
Parlando di legalità, la prima cittadina calabrese ha ricordato «che continua a essere utile colpire le associazioni mafiose anche nei loro interessi economici e imprenditoriali». Secondo Tripodi le norme sullo scioglimento delle città infiltrate dalla mafia «andrebbero riscritte, prevedendo anche uno sforzo forte per aiutare in maniera più diretta i comuni interessati».
«Oggi – ha aggiunto – è necessaria la rivisitazione delle norme per colpire le mafie attraverso la confisca dei beni immobili» perché «l'assegnazione ai comuni non ha funzionato. Troppi anni passano dal sequestro all'affidamento ai comuni».
«Mi piacerebbe – ha concluso Tripodi – che nasca la consapevolezza della necessità di avere una formazione per gli amministratori sui temi della legalita' e della sicurezza dei nostri enti».
I lavori sono stati introdotti dalla presidente Laura Boldrini e la discussione si è articolata su sette tematiche: ambiente, finanza locale, immigrazione e asilo, legalità, politiche di genere, ordinamento, welfare. Le conclusioni sono state affidate a Piero Fassino, presidente dell'Anci (Associazione nazionale comuni italiani), alla calabrese Maria Carmela Lanzetta, ministro degli Affari regionali e delle autonomie, e a Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

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    Elisabetta Tripodi, prima cittadina di Rosarno, interviene a Montecitorio sul tema della legalità

Lunedì, 06 Ottobre 2014 13:14

Un nuovo giudice per il processo Bozzo

COSENZA Il presidente del tribunale di Cosenza dovrà sciogliere la riserva se affidare a un nuovo giudice il processo per la morte di Alessandro Bozzo, il giornalista cosentino morto suicida nella sua casa di Marano Principato, il 15 marzo del 2013. È stato deciso oggi nel corso di quella che doveva essere la prima udienza. Infatti, il presidente del collegio, il giudice onorario Castiglione, ha emesso un'ordinanza per chiedere un'assegnazione ad altro giudice perché «data la delicatezza» del procedimento avrebbe a disposizione poche udienze per incardinare il processo.

Per la morte di Bozzo è imputato l'ex editore del quotidiano Calabria Ora Piero Citrigno con l'accusa di violenza privata. Citrigno, rappresentato dai legali Sergio Calabrese e Raffaele Brescia, non era in aula. Erano in aula, invece, i genitori di Bozzo visibilmente commossi, la sorella e altri familiari, oltre a amici e colleghi. Presenti pure il presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino, e il presidente dell'Ordine regionale Giuseppe Soluri che si costituiranno parte civile, così come la famiglia. Ma oggi si è trattato di un'udienza "filtro", per la costituzione delle parti civili se ne parlerà nella prossima udienza, fissata per il 26 novembre in cui il presidente del tribunale deciderà se nominare un giudice togato o confermare il giudice onorario stabilendo, però, udienze straordinarie.

Mirella Molinaro

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    Subito uno slittamento per il processo che dovrà fare chiarezza sulla morte del cronista del quotidiano Calabria Ora. Presenti in Aula i vertici nazionali e calabresi dell'Ordine dei giornalisti. Prossima udienza il 26 novembre

CATANZARO Sit in dei lavoratori della Fondazione Tommaso Campanella, che gestisce il polo oncologico di Germaneto, stamani davanti alla presidenza della giunta regionale a Catanzaro, dove è in corso la riunione dell'esecutivo. I manifestanti, che hanno esposto alcuni cartelli, chiedono l'intervento immediato della Regione per scongiurare i 180 licenziamenti previsti. Una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dalla presidente facente funzioni della Regione, Antonella Stasi, prima dell'avvio dei lavori della giunta, ottenendo rassicurazioni circa l'impegno dell'ente per recuperare somme dalla fiscalità. Altri dipendenti della Fondazione sono in attesa di incontrare il commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal deficit sanitario, Luciano Pezzi.

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    I manifestanti chiedono interventi immediati per scongiurare i licenziamenti. In programma un incontro con Pezzi

Lunedì, 06 Ottobre 2014 12:59

Il monito dei vescovi: ora liste pulite

LAMEZIA TERME «Tra non molto, tutta la Calabria vivrà il delicato appuntamento delle elezioni regionali. Il nostro augurio è che nelle liste di ogni partito trovi posto chi vuole veramente impegnarsi con gratuità e coraggio nel far crescere la nostra terra». Lo ha detto il vescovo di Lamezia Terme, monsingor Luigi Cantafora, intervenendo, secondo quanto riporta un comunicato della diocesi, intervenendo al convegno ecclesiale di apertura dell'Anno pastorale diocesano.

«I partiti sono importanti - ha aggiunto Cantafora - e non si può pensare di farne a meno. Ogni cristiano attende liste pulite, ma anche liste con uomini e donne capaci. Il nostro Battesimo ci chiede il dovere della testimonianza e dell'impegno civile e sociale. È urgente che la società civile, unitamente ai cattolici, si ritrovi nella ricerca del bene comune, perché nasca una massa critica, capace di indicare una via d'uscita per questo momento difficile e riscoprire la democrazia alta, degna di questo nome».

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    L'appello di monsignor Cantafora: «Il nostro augurio è che nelle liste di ogni partito trovi posto chi vuole veramente impegnarsi con gratuità e coraggio nel far crescere la nostra terra»

Lunedì, 06 Ottobre 2014 12:09

In Calabria danni legati al maltempo

ROMA L'autunno è iniziato con il 23% di precipitazioni in più rispetto alla media nel Sud Italia, colpito da violenti temporali con pesanti danni alle coltivazioni, dalla Sicilia alla Calabria. È quanto emerge da un'analisi della Coldiretti, sulla base dei dati Ucea, che ha effettuato il primo monitoraggio dei danni provocati dall'ultima ondata di maltempo. In Sicilia la situazione è grave nel ragusano, sottolinea la Coldiretti, dove non sono state risparmiate le zone care allo scrittore Andrea Camilleri. Da Punta Secca, residenza del commissario Montalbano, sono partite infatti le trombe d'aria che hanno devastato le coltivazioni agricole nella fascia che va da Marina di Ragusa verso Siracusa. Sono stati colpiti gli ortaggi in campo e, precisa ancora l'associazione, sono state danneggiate molte serre nelle quali si coltivano pomodori, peperoni e altri ortaggi. Nella provincia di Palermo sono numerose le aree allagate, e si registrano danni alle strutture agricole e alla viabilità con diverse aziende isolate. Allagamenti si registrano anche in varie zone della Calabria, soprattutto nel Vibonese, con smottamenti di terreno che hanno ricoperto i canali di scolo. La Coldiretti si è, infine, attivata con il consorzio di bonifica per il loro ripristino per evitare danni peggiori nel caso l'ondata di maltempo dovesse persistere. 

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    La zona più colpita è il Vibonese, dove la Coldiretti registra allagamenti e smottamenti 

«Prima di tutto grazie ai calabresi per la straordinaria partecipazione alle primarie e alle migliaia di volontari che le hanno rese possibili. Complimenti a Mario Oliverio per la sua vittoria e un ringraziamento a Gianluca Callipo e a Gianni Speranza per aver condotto una bella campagna elettorale sulle idee e sui programmi per il futuro della regione Calabria». Lo affermano, in una dichiarazione, Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini, vicesegretari del Pd all'indomani delle primarie del centrosinistra in Calabria.

«Adesso tutti insieme per vincere - proseguono Serracchiani e Guerini - con il nostro candidato Oliverio le regionali in Calabria dopo anni di mal governo della destra. Le primarie si dimostrano ancora una volta uno strumento straordinario di partecipazione alla vita democratica del Paese. E il Pd continua a credere che questa sia la via migliore per un vero coinvolgimento dei cittadini nella scelta di chi dovrà rappresentarli».

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