Sergio Pelaia

Sergio Pelaia

Bianchimano lascerà la Reggina a giugno

Lunedì, 22 Gennaio 2018 19:22 Pubblicato in Sport

LAMEZIA TERME Importanti novità di mercato per le squadre calabresi impegnate nel campionato di Serie C. La più importante riguarda la Reggina che si priva di uno dei suoi uomini migliori: si tratta di Andrea Bianchimano, ceduto a titolo definitivo al Perugia per una cifra che si aggirerebbe attorno ai 300mila euro. Un affare importante per le casse del club amaranto ma che non rischia di rompere il delicato equilibrio all’interno dello spogliatoio: l’attaccante classe 1996, infatti, andrà via solo a giugno e dunque sarà a disposizione della Reggina per tutta la stagione. Movimenti di mercato anche per Rende e Cosenza. Tra le file biancorosse fa il suo ritorno il centravanti classe ’95 Michel Ferreira, il club rossoblù, invece, saluta il portiere Perina, ceduto in prestito alla Sambenedettese fino alla fine della stagione.

g. c.

Usura nella Locride, chieste 11 condanne e 2 assoluzioni

Lunedì, 22 Gennaio 2018 19:01 Pubblicato in Cronaca

LOCRI Undici condanne e due assoluzioni sono state chieste dal sostituto procuratore Simona Ferraiuolo nei confronti degli imputati che hanno ottenuto il rito abbreviato nel procedimento “Typographic Acero”. Nello specifico, il pm ha chiesto la condanna di Nicola Agostino, 4 anni e 7000 euro di multa; Salvatore Agostino (collaboratore di giustizia), 2 anni e 8 mesi; Femia Antonio (collaboratore di giustizia); Domenico Calautti, 3 anni; Francesco Caruso, 3 anni e 4 mesi e 5000 euro di multa; Caterina Cherubino, 3 anni e 4 mesi e 5000 euro di multa; Antonio Malfone, 6 anni e 15000 euro di multa; Roberto Prologo, 6 anni e 8 mesi e 18.000 euro di multa; Giuliana Zavaglia, 3 anni e 4 mesi e 5000 euro di multa; Nicola Prota, 8 anni e 20000 euro di multa; Rocco Prota 6 anni e 11000 euro di multa.
Chiesta, inoltre, l’assoluzione per insufficienza di prove per Rocco Attacchi e Nicola Schirripa.

L'INCHIESTA E IL PROCESSO Scaturita dalle dichiarazioni del testimone di giustizia Nicodemo Panetta, imprenditore del settore tipografico, assistito dall'avvocato Michele Gigliotti, e ammesso come parte civile nel procedimento, l'inchiesta ha permesso di svelare un vasto giro di usura, controllato dagli uomini contigui alle cosche di 'ndrangheta operanti nei comuni della fascia ionica della Locride: gli Ursino-Macrì e Jerinò di Gioiosa Jonica; i Rumbo-Galea-Figliomeni di Siderno; i Bruzzese di Grotteria ed i Mazzaferro di Marina di Gioiosa Jonica. Le successive indagini hanno permesso di ricostruire la struttura del "locale" di 'ndrangheta di Gioiosa Ionica, riconducibile alle famiglie Ursino-Macrì-Jerinò. I clan – ha svelato l'indagine – applicavano interessi usurari oscillanti tra il 50% ed il 500% annuale.
Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura ed esercizio abusivo del credito. 
Parti civili in questo procedimento si sono costituite, inoltre, la Regione Calabria, la città metropolitana di Reggio Calabria, il Comune di Gioiosa Jonica, la fondazione antiusura "Interesse uomo", di don Marcello Cozzi, rappresentata dall'avvocato Josè Toscano, e  l’ex fondazione "Paolo Borsellino" con l'avvocato Marco Cartisano.
La prossima udienza è prevista per il 29 gennaio per le arringhe difensive del nutrito collegio difensivo del quale fanno parte, tra gli altri, gli avvocati Marco Sinopoli, Sandro Furfaro, Leone Fonte, Riccardo Misaggi, Rocco Romellano, Eugenio Minniti, Mario Mazza, Fabio Mesiti, Caterina Fuda, Giuseppina Iaria.
Sono in tutto 50 gli imputati in questo procedimento. Altre 37 persone state rinviate a giudizio e per loro il processo si sta svolgendo con rito ordinario nel Tribunale di Locri. Si tratta di Francesco Barbiero, Filippo Benci, Salvatore Buttiglieri, Luigi Cherubino, Giuseppe Demasi, Rocco Demasi, Massimiliano Fortunio, Rocco Fortunio, Corrado Franzè, Carlo Ierinò, Giuseppe Vincenzo Infusini, Domenico Antonio Jerinò, Giorgio Jerinò, Giuseppe Jerinò, Maria Jerinò, Francesco Jervasi, Giuseppe Loccisano, Giuseppe Lupoi, Rocco Macrì, Vincenzo Mesiti, Armando Napoli, Rocco Novembre, Rocco Oppedisano, Teresa Oppedisano, Vincenzo Parrelli, Salvatore Prota, Teresa Prota, Luigi Racco, Rocco Rodinò, Salvatore Rodinò, Vincenzo Sainato, Natale Scali, Pasquale Scali, Nicola Antonio Simonetta, Santa Ursini, Pasquale Zavaglia.

L’INFORMATIVA DELLA FINANZA L’attività investigativa è stata condotta dai militari della Guardia di finanza di Locri che a maggio del 2015, con una informativa di oltre 2000 pagine, hanno comunicato al sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Antonio De Berdardo (attualmente sostituto procuratore a Catanzaro), le risultanze delle proprie indagini che sono partite il 13 marzo 2013 da una iniziale denuncia presentata «da parte di un imprenditore di Gioiosa Jonica operante nel settore tipografico, il quale ha delineato una complessa attività di usura posta in essere ai suoi danni da più soggetti appartenenti e/o vicini ad alcune cosche di ‘ndrangheta operanti nei Comuni della fascia Jonica della Locride, quali “Ursino-Macrì” e “Jerinò” di Gioiosa Jonica, “Rumbo-Galea-Figliomeni” di Siderno, “Bruzzese” di Grotteria, “Mazzaferro” di Marina di Gioiosa Jonica». Nicodemo Panetta si presenta con una corposa documentazione bancaria ed extracontabile. Dalle indagini della Guardia di finanza, e dalle intercettazioni, emergono i nomi di decine di altre vittime di usura ed esercizio abusivo del credito. Diversi erano i metodi che gli usurai adoperavano per vessare le proprie vittime.
Uno di questi consisteva nel far comprare una macchina alla persona offesa, che si accollava il finanziamento a scadenza mensile, ricomprarla a un prezzo irrisorio per poi rivenderla a una cifra maggiore. Gli investigatori non hanno dubbi: emerge chiaramente che «uno dei mezzi maggiormente utilizzati dalle consorterie mafiose per ripulire il denaro illecitamente guadagnato è quello di prestare soldi a piccoli imprenditori e privati cittadini che versano in difficoltà economiche, ad interessi esorbitanti. Così facendo le organizzazioni criminali conseguono il duplice vantaggio di impiegare in modo redditizio i proventi di altre attività delittuose e di penetrare e controllare ulteriormente il tessuto economico e sociale della zona di influenza».

Alessia Truzzolillo
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Il 23 e 24 gennaio il segretario generale Cgil Susanna Camusso, a distanza di pochi mesi dalle sue ultima visite presso l’università della Calabria e presso la tendopoli di Rosarno e Gioia Tauro, tornerà in Calabria. Una visita, quella del segretario generale del sindacato, che si colloca in una fase delicata per la vita del Paese e del Mezzogiorno, che arriva dopo la conferenza sul Mezzogiorno svoltasi a Lecce e che anticipa la conferenza nazionale di programma che si svolgerà a Milano a fine mese. L’arrivo di Susanna Camusso – fa sapere la Cgil Calabria – prevede più iniziative programmate. La mattina del 23 gennaio parteciperà all’attivo dei quadri e delegati della Camera del Lavoro di Cosenza; seguirà l’inaugurazione della Camera del Lavoro di Cosenza e il ritorno nella sede storica di Piazza della Vittoria. Il pomeriggio del 23 a Castrovillari parteciperà alla iniziativa della Camera del Lavoro del Pollino Sibaritide Tirreno a Castrovillari su Lavoro e Legalità. Il 24 gennaio parteciperà alla importante Assemblea Nazionale sulle Università che la Federazione dei Lavoratori della Conoscenza della Cgil ha scelto si svolgesse a Cosenza presso l’Unical in una due giorni di approfondimento e con ospiti importanti. 
«Sarà un’occasione importante – si legge in una nota – per rilanciare i temi del Mezzogiorno e fare un focus sulla Calabria dopo la manifestazione del 16 novembre di Cgil e Uil Calabresi con seimila persone a chiedere un cambio di passo alle politiche della Giunta regionale. L’arrivo in Calabria di Susanna Camusso potrebbe precedere il riavvio di un confronto sul piano per il lavoro proposto da Cgil e Uil della Calabria il 16 novembre con la Giunta regionale. Occorre cambiare metodo e merito su obiettivi specifici e priorità specifiche. Il Porto di Gioia Tauro, il sistema aeroportuale, la zona economica speciale, il piano straordinario per il lavoro con lavoro di qualità e non solo tirocini formativi, gli investimenti produttivi, la legalità, il sistema del welfare e la salute sono temi che vanno affrontati uno alla volta». Su questi temi la Cgil si dice «disponibile a riprendere un confronto istituzionale aperto con tutti i soggetti economici e produttivi della regione per avviare un vero e proprio patto per il lavoro e lo sviluppo della Calabria». «Le cabine di regia – è la conclusione – non sono sufficienti per rendere normale la nostra Calabria. Occorre la partecipazione di tutti per creare una nuova alleanza sociale e civile, a partire dai temi della legalità».

Registro tumori a Reggio, il caso in Procura

Lunedì, 22 Gennaio 2018 18:43 Pubblicato in Lettere al Direttore

È oramai fatto notorio che in Calabria i cosiddetti “Lea” (Livelli essenziali d’assistenza) non vengano garantiti alla popolazione residente e/o comunque ivi domiciliata. Uno dei tanti mancati obiettivi, è il raggiungimento degli stessi in relazione agli screening di prevenzione, di chirurgia d’eccellenza, di cure da protocollo, pre e post-operatorie, relative alle patologie tumorali.
Non sto qui a tediare i lettori con diagnosi sullo “stato di salute” – mi scuso per il bisticcio di parole – in cui versa l’offerta di salute che la Regione Calabria offre ai propri cittadini: questa è sotto gli occhi di tutti e non v’è bisogno.
Settembre 2009. L’allora Asp 9/Cz, prima assoluta in Calabria e prima ancora di ogni deliberazione politico/gestionale in tal senso, pubblica uno studio epidemiologico di malattie tumorali per territorio e popolazione di provincia, il Registro Tumori, ottenendone l’accreditamento c/o AIRTum (Associazione Italiana Registro Tumori).
25 marzo 2010. La giunta Loiero delibera l’istituzione del Registro Regionale Tumori, prevedendone la formulazione previo accorpamento di 3 subregistri regionali, Cs/Kr, Cz/Vv, Rc. Di lì a poco, i primi 2 subregistri partiranno nell’elaborazione dati.
11 febbraio 2013. Il Comitato “Centomilafirme”, da me rappresentato e prima intitolazione dell’odierna “Articolo32Calabria”, inoltra formale richiesta al direttore generale pro-tempore Asp 5 Rc, d.ssa Rosanna Squillacioti, di istituzione del Registro Tumori Asp Rc. Dopo 8 giorni, il 19 febbraio, venivo ricevuto dal dg Squillacioti, il quale mi prometteva la deliberazione di quanto da me richiesto in tempi brevi. Il 26 febbraio 2013 l’Asp Rc, con delibera n° 90 della direzione generale, istituiva come promesso il Registro Tumori.
8 febbraio 2016. Inspiegabilmente, la giunta Oliverio, con legge regionale 2/2016, (re)istituisce il Registro Regionale Tumori (?).
27 settembre 2017. AIRTum (Associazione Italiana Registro Tumori) valida l’elaborazione dati statistico/scientifica del Registro Tumori Rc, accreditando lo stesso c/o la propria Associazione.
Bene, ciò premesso, nonostante la vigenza dei Lea – da ultimi quelli promulgati in data 18 marzo 2017 – e nonostante l’Asp di Rc, tramite il validato c/o AIRTum Registro Tumori RC, dovrebbe avere un quadro preciso della consistenza delle patologie tumorali in provincia, sembrerebbe che nonostante ciò non vengano garantiti i Lea. In ordine cronologico, l’ultima notizia dei media in tal senso è di appena 4 giorni fa (18 gennaio 2017).
Per tale ragione (intollerabile), pertanto, nella mia qualità di legale rappresentante di Articolo32Calabria, ho provveduto ad inoltrare in data 22 gennaio 2018 alla Procura della Repubblica di Locri, Palmi e Reggio Calabria, denuncia tendente a verificare se l’Asp di Rc abbia o meno posto in essere ogni attività utile a garantire il diritto di cui all’art. 32 Cost. a tutte le persone affette da patologìe tumorali in provincia di Rc.
Considero che tale azione da me promossa debba essere letta sia come necessità di capire cosa stia effettivamente accadendo sulla pelle della povera gente, sia come l'ennesima sconfitta della politica regionale in tema di garanzie al diritto alla salute costituzionalmente sancito.

*Presidente di Articolo32Calabria

«Si sta pregiudicando il futuro del porto di Gioia Tauro»

Lunedì, 22 Gennaio 2018 17:55 Pubblicato in Politica

GIOIA TAURO «Serve una straordinaria sfida per il cambiamento di un modus operandi che sta pregiudicando il futuro. Mentre in Italia si registrano inversioni di tendenza nel campo del trasporto merci e dei porti, soprattutto di quelli dotati di logistica, nell'area portuale di Gioia Tauro, permangono ataviche condizioni di precarietà produttiva che da oltre sette anni affliggono, la situazione lavorativa, economica e sociale più in generale». Lo afferma in una nota Annibale Fiorenza, segretario generale della Fit Cisl Calabria. «Notevoli - prosegue - sono i ritardi nell'attuazione degli interventi condivisi da tutte le parti in causa e programmati con l'Apq del luglio 2016, il Patto per la Calabria e la legge per il Sud oltre alle azioni messe in campo dal Governo Regionale. A ciò si aggiunge l'accentuarsi di una continua contrazione dei traffici di cui sono chiare le responsabilità degli azionisti della società Mct e della Msc, entrambi soci al 50% della società terminalista che ha in concessione oltre 3,5 km di banchina e piazzali per circa 1,5 kmq. L'attuale regia gestionale del terminal evidenzia un corto respiro imprenditoriale preoccupante e inaccettabile sotto ogni profilo si guardi. La diminuzione dei volumi di un ulteriore -11% in una situazione di netta ripresa dei traffici nel Mediterraneo, è un dato che non ammette sottovalutazioni e distrazioni di sorta. La palesata giustificazione da parte di Msc in merito all'inadeguatezza dei mezzi in banchina e di piazzale evidenzia una sorta di guerra fredda tra i due soci che hanno, fino a prova contraria, pari responsabilità di gestione e di programmazione per la piena operatività del terminal. Decidano presto cosa fare. Di certo devono fare la loro parte in termini d'investimenti sulle aree in concessione e per intercettare maggiori volumi di traffico. Non resteremo inermi a guardare il consumarsi di un possibile gioco del gatto e la volpe a danno del porto e della comunità calabrese. Bene ha fatto il commissario straordinario dell'Autorità Portuale a chiederne conto ai titolari delle concessioni. Allo stesso, sostenendolo, chiediamo di essere prontamente consequenziale nell'interesse del Porto di Gioia Tauro che non può essere relegato ai margini del circuito internazionale che sta facendo registrare segnali di ripresa importanti e che la stessa Autorità Portuale, le Istituzioni territoriali e nazionali, non devono trascurare se si vuole puntare a essere polo attrattivo. È necessario raccogliere la sfida per un forte cambiamento del modus operandi di quanti sono da freno allo sviluppo del Porto e della Calabria. Questo si ritiene urgente e indispensabile per garantire all'area portuale di Gioia Tauro e al sistema portuale e produttivo calabrese, una nuova opportunità di sviluppo e di funzione strategica nel bacino del Mediterraneo, sempre più baricentro degli scambi d'interesse internazionale e continentale. Con la piena consapevolezza di questi obiettivi non più rinviabili, la Fit Cisl Calabria, nel riaffermare la valenza degli accordi condivisi e sottoscritti a livello, nazionale e territoriale, non si renderà complice di alcuna discussione di merito che non dovesse trovare riscontro del pronto mantenimento degli impegni assunti e pretenderà certezza dei tempi di attuazione e di tutto quanto sarà ulteriormente necessario per recuperare capacità occupazionale e competitività strategica ed economica. Il Polo della logistica, il gateway ferroviario, il bacino di carenaggio, il potenziamento e l'ammodernamento strutturale e tecnologico del terminal devono prendere forma in tempi utili a far decollare un futuro di rilancio, d'implementazione e diversificazione delle attività produttive nella più estesa area industriale del retro porto unitamente alle possibilità espansive che possono interessare gli ambiti portuali di Vibo Marina, Area dello Stretto, Crotone, Corigliano, l'area industriale e l'hub aeroportuale di Lamezia Terme. In quest'ottica, la Fit Cisl Calabria, segue l'evolversi delle fasi istitutive della Zes che, se ben programmata e adeguatamente integrata con le potenzialità produttive del territorio e con le infrastrutture di trasporto marittimo, terrestre e aereoportuali, potrà attrarre quegli investimenti utili alla diversificazione delle attività per un efficiente mercato d'import ed export». «È con il lavoro e le capacità produttive - conclude Fiorenza - che si generano sostenibilità e competitività delle imprese necessarie a generare sviluppo e crescita sociale ed economica sul territorio calabrese. Noi chiediamo investimenti che creano e assicurano opportunità di lavoro».

Abramo Printing: a rischio 200 posti di lavoro

Lunedì, 22 Gennaio 2018 17:43 Pubblicato in Cronaca

CATANZARO «A poco più di un mese dalla chiusura della procedura di mobilità e dalla firma del contratto di solidarietà per la salvaguardia del perimetro occupazionale, Abramo Printing e Logistics spa (società partecipata da Postel spa), uno dei maggiori stampatori italiani, specializzata nella gestione della stampa e postalizzazione della corrispondenza personalizzata, nonostante la maturata e consolidata esperienza sulla specifica lavorazione, si trova ad affrontare il rischio di perdere la commessa di Poste Italiane, fondamentale per la tenuta economica dell'azienda». È quanto si afferma in un comunicato dell'azienda. A rischio è il mantenimento di poco meno di duecento posti di lavoro del sito di Catanzaro dell'azienda. «Il 18 gennaio scorso Poste Italiane - riporta ancora il comunicato - ha aggiudicato la gara in via provvisoria alla società Rti Step spa-Ciscra spa, con un ribasso del 20,46%, dopo aver attribuito a tutte le aziende partecipanti il medesimo e il massimo punteggio per l'offerta tecnica, nonostante Abramo Printing fosse la sola azienda non in Rti e capace di svolgere in autonomia, senza subappalti e presso un unico sito produttivo tutte le attività oggetto di gara. Oltre a permanere dei dubbi rispetto alla sussistenza di requisiti tecnici tali da attribuire il punteggio massimo alla prima aggiudicataria e che Abramo Printing avrà occasione di verificare attraverso le ordinarie procedure amministrative, è assolutamente evidente che il ribasso applicato non permette di sopportare neppure i costi diretti della commessa ed è palesemente incongruo rispetto all'entità delle prestazioni richieste. L'offerta economica della Rti allo stato aggiudicataria suscita importanti perplessità sulla sostenibilità e realizzabilità dell'offerta, tanto che la stessa stazione appaltante ha dichiarato l'offerta “anormalmente bassa”, ritenendo necessaria la verifica dell'anomalia, che si svolgerà nei prossimi giorni. Resta il fatto che una gara gestita con una certa superficialità (solo 3 ore per valutare la congruita' dei requisiti tecnici richiesti dal bando, contenuti nelle centinaia di pagine delle offerte tecniche prodotte dalle 4 Rti e da Abramo Printing) rischia di far pagare ai lavoratori calabresi di Abramo Printing un conto salatissimo, con l'aggravarsi di una crisi che da anni l'azienda tenta di fronteggiare con serietà e utilizzando strumenti di sostegno all'occupazione e al reddito». Per l'azienda «proseguire con le attività diventerebbe assolutamente troppo complicato se, al perdurare della crisi di settore, si aggiungessero le difficoltà legate all'ingiustificata legittimazione di pratiche distorsive di mercato da parte dei più importanti committenti. Abramo Printing auspica quindi che Poste Italiane, la più grande azienda a partecipazione pubblica del Paese, ristabilisca le condizioni atte a creare i presupposti per una sana concorrenza, basata su qualità del servizio e innovazione, e non sul mero perseguimento del risparmio, anche a discapito della continuità occupazionale. Abramo Printing si riserva comunque di avviare tutte le azioni necessarie a garantire il mantenimento delle posizioni occupazionali, anche in ragione delle nuove procedure in materia di cambio appalto».

Pistole clandestine e munizioni in casa, un arresto a Vibo

Lunedì, 22 Gennaio 2018 17:35 Pubblicato in Cronaca

VIBO VALENTIA Nascondeva in casa armi e numerose munizioni. Michele Camillò, di 35 anni, con precedenti di polizia, è stato arrestato a Vibo Valentia dai carabinieri della Compagnia cittadina. I militari, nell'ambito delle attività di controllo del territorio, in collaborazione con lo Squadrone eliportato Cacciatori Calabria, durante une perquisizione nell'abitazione del trentacinquenne hanno trovato nascoste, all'interno di un'intercapedine ricavata nel vano contatore del condominio, a lui accessibile, quattro sacchetti di stoffa. All'interno degli involucri i militari hanno trovato due pistole clandestine, una calibro 9 e una calibro 7,65, un revolver non censito dalle banche dati e 350 proiettili di vario calibro. Armi e munizioni sono state sequestrate.

Il Tg dell'Agricoltura

Lunedì, 22 Gennaio 2018 16:35 Pubblicato in Il Tg dell'agricoltura

Sculco: «Non ho chiesto io di essere candidata»

Lunedì, 22 Gennaio 2018 16:29 Pubblicato in Politica

CROTONE Non è stata Flora Sculco a chiedere di essere candidata. L’argomento è stato oggetto di discussione di una riunione della “Prossima Crotone” - la coalizione che ha eletto il sindaco della città pitagorica, Ugo Pugliese - che si è tenuta nel tardo pomeriggio di ieri in via Firenze, sede dei DemoKratici. Nelle prossime ore la circostanza dovrebbe essere chiarita dalla stessa Sculco, con la diffusione di un documento ufficiale. Almeno questo è stato riferito da chi era presente alla riunione. Non sarebbe stata, quindi, la Sculco a chiedere la candidatura, ma la proposta sarebbe arrivata da ambienti regionali e nazionali del Partito democratico, che aspirerebbero ai voti del movimento dei DemoKratici. La consigliera regionale eletta nella lista di “Calabria in rete”, secondo quanto riferito, non sarebbe interessata a candidature nel centrodestra e resterebbe ferma al suo posto per valutare eventuali proposte del Pd, nel caso dovessero arrivare.
Nel Pd crotonese, intanto, sono state raccolte un centinaio di firme per proporre la candidatura di Eugenio Marino, dirigente nazionale con una lunga storia politica che parte dalla militanza nella Federazione giovanile comunisti italiani. Marino, originario di Caccuri, è stato per anni responsabile nazionale all’estero del Pd. All’ultimo congresso è stato responsabile calabrese della corrente Orlando. Sul collegio uninominale di Crotone, nelle liste del Pd, pende un’opzione del sottosegretario ai Beni culturali Dorina Bianchi. La Bianchi potrebbe essere candidata come rappresentante del movimento “Civica popolare” guidato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, alleato del Pd. I bene informati dicono che solo il no della Bianchi potrebbe, a questo punto, fare fallire la sua candidatura nel collegio di Crotone. Altro probabile candidato del Crotonese, al collegio del Senato, dovrebbe essere Nicodemo Oliverio, che in questo caso lascerebbe la Camera.
Le parlamentarie dei Cinque stelle hanno invece bocciato i rappresentanti del Crotonese che si erano proposti. L’unica a comparire, ma nell’elenco dei candidati supplenti, è Alessandra Lo Petrone. È all’ultimo posto dei supplenti (quarta del collegio Calabria 1). Al Senato, invece, i rappresentanti del Crotonese non hanno trovato posto nemmeno tra i supplenti. La situazione del centrodestra è in stand by, in attesa di decisioni che arrivino da Silvio Berlusconi. Ad una candidatura, comunque, è interessato il coordinatore provinciale di Forza Italia, Sergio Torromino. Si tratta di capire se nella distribuzione che si farà tra gli alleati, il collegio di Crotone toccherà a Fi. Candidatura certa, invece, per Nico Stumpo, dirigente nazionale di Liberi ed Uguali.

Gaetano Megna
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Rischio idrogeologico, finanziamenti per 26 milioni di euro

Lunedì, 22 Gennaio 2018 15:58 Pubblicato in Politica

Ammontano a 26 milioni di euro i finanziamenti previsti per 24 interventi del Piano operativo Fsc 2014/2020 riguardante attività per la riduzione del rischio idrogeologico e dell’erosione costiera. Per aprire un percorso che deve portare in tempi brevi alla fase operativa dei progetti, il presidente della Regione Mario Oliverio – si legge in una nota dell'Ufficio stampa della Giunta – ha incontrato, oggi, nella sala oro della Cittadella regionale, i soggetti interessati. Presenti anche l'assessore alle infrastrutture Roberto Musmanno, il dirigente generale del Dipartimento Luigi Zinno e il soggetto attuatore dell’Accordo di programma per la mitigazione del rischio idrogeologico Carmelo Gallo.
«Lo spirito di questa iniziativa è di avviare una convergenza con gli enti beneficiari. Abbiamo fatto la scelta – ha sottolineato Oliverio – di coinvolgere i sindaci, i presidenti di Provincia e gli altri enti competenti, per accelerare le procedure ed arrivare velocemente alle gare d’appalto. Già dalla prossima settimana saranno avviati singoli incontri con gli amministratori locali per stabilire un cronoprogramma e sottoscrivere una convenzione che dovrà essere rispettata per evitare di perdere i finanziamenti già disponibili previsti dal Ministero dell’ambiente. Gli uffici del Commissario si occuperanno di accompagnare gli enti locali nella varie procedure ma anche di monitorare che vengano rispettate tutte le fasi del programma. Dal momento della sottoscrizione – ha rimarcato il governatore – non sono concesse perdite di tempo. Si dovrà arrivare velocemente alla progettazione esecutiva e alla cantierizzazione delle opere necessarie nei tempi stabiliti».
Nel corso degli interventi dei numerosi amministratori locali presenti, Musmanno ha spiegato che i 24 progetti sono stati selezionati dal Ministero e caricati sulla banca dati Rendis; Zinno ha ribadito l’urgenza di avviare una procedura veloce e Gallo, nello spiegare l’atto integrativo dell’Accordo di programma, ha parlato di un risultato che ha portato ad avere ad oggi 147 cantieri avviati di cui 60 chiusi e, tra i progetti finanziati, ha ricordato quelli per il ripristino della ferrovia come la linea Cosenza-Catanzaro interrotta per le frane dal 2008.