Sergio Pelaia

Sergio Pelaia

«Raddoppiano i Frecciargento veloci fra Reggio e Roma»

Giovedì, 07 Dicembre 2017 16:25 Pubblicato in Cronaca

ROMA «Da domenica prossima, con il nuovo orario ferroviario di Trenitalia, offriremo ancora più Frecce ai nostri clienti. A partire dalla mattina presto. Ci saranno 11 corse in più e sette estensioni di altrettanti collegamenti. Offriremo così altre 82 nuove soluzioni di viaggio». Così l'ad di Ferrovie dello Stato Renato Mazzoncini sintetizza le principali novità del nuovo orario invernale di Trenitalia che entra in vigore domenica 10 dicembre, fino al 9 giugno 2018. «Il primo Frecciarossa da Milano arriverà a Roma alle 8,29 e a Venezia la prima Freccia da Roma arriverà alle 9:08, mentre a tarda sera l'ultima Freccia da Milano per Bologna e Firenze partirà alle 20,50», spiega Mazzoncini. «Raddoppieremo i Frecciargento veloci fra Reggio Calabria e Roma, introdurremo nuovi FrecciaLink per raggiungere le piste da sci della Val Gardena e della Val di Fassa, di Cortina, di Madonna di Campiglio e di Courmayeur. Avremo fino a 101 Frecce al giorno fra Roma e Milano. Tutto questo - conclude - mentre siamo impegnati nel rivoluzionare il trasporto regionale, con i nuovi treni Rock e Pop, con una più efficace programmazione dell'offerta e integrazione con tutte le altre forme di mobilità, pubblica e condivisa».

Progetto Sud, cinque danneggiamenti in quattro mesi

Giovedì, 07 Dicembre 2017 15:14 Pubblicato in Cronaca

LAMEZIA TERME Si allunga la serie di danneggiamenti alla cooperativa sociale Ciarapanì. Sono cinque i furti con scasso perpetrati in soli quattro mesi ai danni di due coop della rete di Progetto Sud – Ciarapanì e Le agricole – e che hanno causato danni per oltre 30mila euro.
L´ultimo in ordine di tempo è avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 dicembre e ha fruttato ai malviventi un bottino di 102 euro e 40 centesimi, causando però danni per 10mila. «Dai filmati – si legge inn una nota della Progetto Sud – si vedono due persone che, dopo aver manomesso la cassetta del denaro, si sono messe a distruggere il costoso macchinario che regola i biglietti e il denaro del parcheggio dell'ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme. Lo fanno con un accanimento dimostrando lo scopo non tanto di rubare i pochi soldi depositati ma di danneggiare, devastare, intimorire».
«Siamo più che mai convinti che il nostro lavoro stia dando fastidio, non sappiamo dare altre spiegazioni – dice amareggiato Antonio Rocca, presidente della cooperativa Ciarapanì –. Abbiamo denunciato alle autorità quanto accaduto e fornito loro le immagini del nostro sistema di video sorveglianza che ha registrato quanto accaduto. Rimaniamo fiduciosi che le forze dell´ordine riescano a fare chiarezza su questo ennesimo episodio che ci colpisce duramente».
Si sospetta di due giovani sconosciuti visti circolare più volte in zona durante la giornata. Nella stessa notte si sarebbero registrati circa una trentina di furti nella zona.
«Purtroppo a Lamezia Terme avvengono molti furti, azioni vandaliche e mafiose. Noi vogliamo capirne il senso. Troppe volte abbiamo subito danni collegati a messaggi mafiosi – spiega don Giacomo Panizza – perché quanto accaduto l’altra notte ci mette ancora una volta di fronte ad un atto che coniuga il furto all´offesa nei confronti dei gruppi della rete promossa dalla Comunità Progetto Sud».

Il Tg web

Giovedì, 07 Dicembre 2017 15:03 Pubblicato in Video Forum

La guardiania sui terreni imposta dal clan ai baroni - VIDEO

Giovedì, 07 Dicembre 2017 13:14 Pubblicato in Cronaca

CATANZARO «Storicamente la ‘ndrangheta è sempre stata interessata al latifondo. Nel corso dei decenni con l’arrivo dei contributi europei l’interesse è cresciuto. Inoltre controllare le aree agricole rientra nel piano di controllo del territorio della criminalità organizzata: si inseriscono i propri uomini nel latifondo, uomini fidati che controllano l’attività degli imprenditori agricoli e favoriscono l’ingerenza e il controllo della cosca negli affari dei proprietari terrieri». Un quadro chiaro quello delineato dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri commentando l’operazione “Pietranera”, attraverso la quale è stata scritta la parola fine a 20 anni di vessazioni da parte dei componenti della cosca Gallelli di Badolato, nel basso Jonio catanzarese, nei confronti degli omonimi imprenditori agricoli, i baroni Gallelli. Le indagini, come hanno avuto modo di spiegare il capo della Squadra Mobile, Nino De Santis, e il procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla, hanno preso piede all’indomani dell’operazione “Scheria”, mentre gli investigatori controllavano il boss di Badolato, Vincenzo Gallelli, detto “Cenzo Macineju”, che si trovava agli arresti domiciliari. Le vessazioni nei confronti dei baroni da parte dei Gallelli “Macineju” il capo della squadra mobile le definisce «una rapporto incestuoso”» nato con l’imposizione di una guardiania non richiesta, resasi necessaria per dare un freno ai continui incendi, al taglio degli alberi e ad altre vessazioni che i latifondisti cominciavano a soffrire. «Si è esercitata una estorsione sotto forma di donazione coatta di terreni – ha detto De Santis – per pagare quella guardiania imposta». Il mafioso diventa di fatto proprietario dei terreni ma questo non gli basta: pretende di esercitare diritti su altri terreni, uccide la libertà imprenditoriale delle vittime, controllate anche nei rapporti con terzi, negli accordi commerciali che desideravano fissare.
«Questo è uno spaccato eloquente di quanto in Calabria non vi sia una democrazia nello sfruttamento delle risorse economiche – ha specificato il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto nel corso della conferenza stampa –, il latifondo è una grande risorsa economica amministrata da pochissimi e questo conflitto immanente tra proprietà e ‘ndrangheta è anche la misera considerazione di quanto non ci sia un’apertura rispetto allo sfruttamento delle risorse economiche che come al solito sono in mano di pochissime persone che se le contendono con metodo mafioso».
Un segnale importante è stato, come ha sottolineato il procuratore Nicola Gratteri, che «le persone offese si sono fidate di noi» mettendo le forze dell’ordine in condizione di porre un freno a quasi 20 anni di vessazioni. «C'è un crescendo di denunce da parte della collettività». «Sempre più persone – ha concluso il procuratore – si avvicinano a noi per denunciare, e questo è un dato confortante, che ci dà speranza».
«Le vittime non sono state lasciate sole», ha ribadito il questore Amalia Di Ruocco. «La popolazione sappia che non è sola e lo Stato può ancora una volta vincere».

Alessia Truzzolillo
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Treno deragliato a Paola, la Procura acquisisce la scatola nera

Giovedì, 07 Dicembre 2017 12:07 Pubblicato in Cronaca

PAOLA La Procura della Repubblica di Paola ha già acquisito la scatola nera del treno regionale 3472 deragliato ieri mattina all'interno della galleria Santomarco, sulla tratta Cosenza-Paola, con a bordo un centinaio di passeggeri. Un passaggio indispensabile per gli inquirenti per risalire alle cause dell'incidente a causa del quale il macchinista ha accusato un malore e dieci passeggeri sono stati assistiti da personale medico per lievi contusioni e attacchi di panico. Il convoglio è stato rimosso dai binari, ma la tratta resta ancora chiusa. Trenitalia ha organizzato un servizio di bus sostitutivi tra le stazioni di Paola e Cosenza.
«Il treno che ha subito l'incidente è stato portato in stazione e risulta sotto sequestro, insieme alla galleria e alla tratta ferroviaria, da parte della Procura di Paola». Lo ha detto all'Agi il Questore di Cosenza, Giancarlo Conticchio, che ieri ha seguito personalmente le fasi del soccorso dopo lo svio del convoglio. Nell'inchiesta aperta dalla Procura di Paola non ci sarebbero ancora degli indagati. «Grazie al coordinamento della Prefettura di Cosenza, e del prefetto Gianfranco Tomao, che ha fatto scattare subito la macchina dei soccorsi, - sottolinea Conticchio - tutto si è svolto nel migliore dei modi e adesso attendiamo l'esame della scatola nera e solo dopo potremo fare delle ipotesi concrete su cosa è davvero successo».

Il deragliamento del treno regionale nella galleria fra Cosenza e Paola non deve sorprendere perché in qualche modo era un disastro già annunciato che poteva essere ancora più drammatico per i lavoratori e gli utenti. Il treno è uscito fuori dai binari per un problema strutturale della linea. Il dramma è che gran parte della rete ferroviaria calabrese può essere a rischio. La Cgil e la Filt già nel 2014 presentarono degli esposti alle Procure della Repubblica calabrese sottolineando il grado di degrado e di abbandono della rete ferroviaria regionale. Per questo riteniamo che questa situazione non può essere più sottovalutata. C’è una evidente responsabilità dell’Azienda Rfi che non ha investito in modo sufficiente in Calabria e che si mostra responsabile della mancata manutenzione non solo straordinaria ma anche ordinaria della rete. E c’è una responsabilità dei Governi nazionali che dei Patti per il Sud, a cominciare da quello per la Calabria, hanno fatto solo un uso demagogico e strumentale, senza risorse concrete per consentire la messa in sicurezza ed il rilancio del sistema infrastrutturale calabrese e di gran parte del Sud. Anche questi ultimi governi hanno agitato questi strumenti solamente come una clava propagandistica senza investimenti in conto capitale per dare una prospettiva di sviluppo. E c’è una responsabilità della Giunta regionale incapace di agire nei confronti del Governo per ottenere risorse e per garantire sicurezza ai cittadini calabresi ed ai ferrovieri. Si cambi passo, si inverta subito la rotta, si smetta con la propaganda: la Calabria, i lavoratori e i cittadini calabresi hanno bisogno di risposte immediate e concrete.

IN PRIMO PIANO | «La Tonno Callipo crede nei playoff»

Giovedì, 07 Dicembre 2017 11:15 Pubblicato in Sport

La Tonno Callipo Vibo Valentia, dopo l’ottavo posto conquistato lo scorso anno, sperava in un campionato diverso. E invece, dopo dieci partite giocate, il club guidato dal patron Pippo Callipo ha racimolato solo otto punti ed attualmente occupa il terz’ultimo posto in Serie A1.
Qualche passo falso di troppo ha minato l’ottimo lavoro svolto dal coach dei calabresi Lorenzo Tubertini, ospite questa sera nel consueto appuntamento con In Primo Piano, in onda alle 20 su L’altroCorriere Tv (Canale 211 dtt e in diretta streaming su laltrocorriere.it).
Confermati i “senatori” Coscione e Marra, oltre al centrale brasiliano Costa, a Vibo sono arrivati tanti nuovi atleti e soprattutto molti giovani talenti come Benjamin Patch, opposto americano classe 1994, protagonista con la nazionale Usa nelle competizioni giocate quest’estate. Proprio a lui, Tubertini lancia un messaggio: «Ha un ottimo potenziale, ma deve dimostrarlo sul campo e soprattutto deve farlo in fretta».
La società ad inizio stagione aveva chiesto al coach di ottenere un piazzamento nella parte alta della classifica, poi i piani sono cambiati ed oggi la Tonno Callipo ha bisogno di invertire la rotta, soprattutto in casa dove ha vinto solo una gara. «Il pubblico vibonese è straordinario – dice Tubertini – in casa i ragazzi sentono di dover fare risultato e questo aumenta la pressione. Il Palavalentia deve tornare ad essere il nostro fortino».
L’ex coach di Modena parla anche della gara di domenica prossima contro Trento dove ritroverà il suo maestro, Lorenzetti, attuale coach dei gialloblù. «Match duro – aggiunge Tubertini – ma quest’anno tutti i roster si sono rinforzati e la qualità dei club è altissima. Trento arriva da una vittoria in Champions, saranno più stanchi di noi e dobbiamo approfittarne».

CATANZARO «Dopo un confronto con Regione e Inps, sembrerebbe che la convenzione per il pagamento dei tirocini negli enti locali sia solamente oggi (6 dicembre) in dirittura d'arrivo. Pertanto appare chiaro che la nota diramata dal dg settore Lavoro della Regione Calabria in cui diceva che il 27 novembre era stata completata ogni operazione non era veritiera, come non era veritiero l’impegno del pagamento assunto dal governatore entro il 16 novembre». È quanto si legge in un comunicato congiunto di Cgil e Uil Calabria, che commentano così la vicenda dei tirocinanti ex percettori di mobilità in deroga. «A dimostrazione – continuano i sindacati – che chi opera per la disintermediazione sindacale e divisione tra i lavoratori crea solo confusione e non fa il proprio bene, né quello dell'ente che rappresenta, né ai lavoratori, né alla Calabria tutta». 
«Ci interessa poco la polemica sterile, preferiamo dedicarci a rappresentare i bisogni dei calabresi, ma risolto il “pagamento dei tirocini” – proseguono Cgil e Uil – sarà il tempo della verità, della trasparenza e della legalità. Fermo restando che in assenza di risposte certe metteremo in campo azioni di lotta ancor più incisive, valutando azioni legali che mettano in mora la Regione Calabria, vera responsabile di questo ritardo».
«La Regione Calabria – conclude la nota dei sindacati – ha dimostrato superficialità nella gestione della questione e inadeguatezza. Riteniamo fondamentale, come già proposto il 16 novembre, la definizione di un Piano straordinario per il lavoro in Calabria, per dare risposte in termini di “lavoro vero” a migliaia di calabresi. Rimaniamo in attesa di conoscere la volontà del governatore della Calabria in merito».

Scilla, bilancio di metà mandato per Ciccone

Martedì, 05 Dicembre 2017 19:23 Pubblicato in Politica

SCILLA Il prossimo 18 dicembre alle 18 al salone parrocchiale di Scilla, nel Reggino, la locale amministrazione comunale incontrerà i cittadini «in una giornata di festa e sarà l’occasione per esporre il bilancio di quanto realizzato nei due anni e mezzo di amministrazione». Il sindaco affida a un comunicato stampa la sua soddisfazione: «Il cambiamento apportato a Scilla è sotto gli occhi di tutti. Tantissimi gli interventi operati in tutti i settori: decoro urbano del Paese (dalle bacheche per le affissioni all’asfalto in molte strade, dalla ristrutturazione e ripristino delle fontane già esistenti alla creazione di una nuova fontana all’ingresso del lungomare, ormai divenuta una piazza punto d’incontro di centinaia di persone, dai vasi e piante ornamentali lungo le vie principiali del paese allo sgombero degli spazi pubblici, lasciati finalmente liberi dagli avventori non autorizzati e dal parcheggio selvaggio di motorini sul marciapiede), chiusura della tribuna del campo sportivo, ultimazione dell’esproprio del terreno su cui è stato costruito, oltre 40 anni addietro, il campo sportivo, ristrutturazione del campo da tennis, ristrutturazione della villa comunale, assegnazione dell’Ostello della Gioventù, raccolta differenziata passata dall’8% al 41%, ottenendo importanti sgravi, in via di ultimazione i lavori dell’ascensore che collegherà la Piazza con Marina Grande, realizzazione del nuovo lungomare di Scilla, refezione scolastica che da tre anni inizia contemporaneamente all’avvio dell’anno scolastico, valorizzazione del Castello di Scilla grazie ad un impegno importante in campo culturale e turistico, presenze massicce di turisti a Scilla, costituzione di un servizio di polizia municipale adeguato ad una cittadina turistica importante come Scilla».
La maggior parte di questi risultati, sottolinea ancora Ciccone, è arrivata «grazie al duro lavoro che si è svolto» per tenere in attivo i conti del Comune. «I cittadini devono sapere – prosegue Ciccone – che il benessere del Paese è passato e deve continuare a passare attraverso un regolare pagamento delle tasse e dei tributi. È per questo che ho lavorato – continua il primo cittadino – riuscendo non solo a inviare i ruoli e gli avvisi bonari, ma per la prima volta, dopo oltre 10 anni, è stata la mia amministrazione ad inviare solleciti ed ingiunzioni di pagamento».
Secondo Ciccone, ad illustrare quanto fatto in questo campo in due anni e mezzo sono i numeri. In proposito, il sindaco mette in rilievo due dati: «Gli incassi dei parcheggi a pagamento, che sono passati da 30mila euro nel 2014 a 170mila e gli incassi dell’ingresso al Castello Ruffo, passati da 30mila euro nel 2014/2015 a 70». Il tutto senza «aver mai fatto ricorso all’anticipazione di cassa».