Alessia Candito

Alessia Candito

Chieste 11 condanne contro la cosca Grande Aracri

Lunedì, 15 Gennaio 2018 20:58 Pubblicato in Cronaca

CROTONE Pene dai 16 agli 8 anni reclusione sono state chieste nel corso della requisitoria del processo con rito ordinario “Kyterion” contro la cosca Grande Aracri di Cutro. Nello specifico il sostituto procuratore Domenico Guarascio, al termine di una requisitoria durata circa 4 ore e mezza, ha chiesto

8 anni di reclusione per l’avvocato Rocco Corda, 45 anni, nato a Petilia Policastro; 
10 anni per Santo Maesano, 57 anni, nato a Isola Capo Rizzuto; 
9 anni per Albano Mannolo, 45 anni, nato a Cutro; 
9 anni per Leonardo Mannolo, 27 anni; 
12 anni per Vito Martino, 45 anni, nato a Crotone; 
10 anni per Antonio Riillo, 32anni, nato a Isola Capo Rizzuto; 
10 anni per Carmine Riillo, 28 anni, nato a Crotone;
16 anni per Domenico Riillo, alias U’ Trentino, 56 anni, nato a Isola Capo Rizzuto; 
10 anni per Giuseppe Riillo, 34 anni, nato a Crotone; 
12 anni per Alfonso Pietro Salerno, alias Fronzo, 60 anni, nato a Cutro;
8 anni per Salvatore Scarpino, alias Turuzzo, 50 anni, nato a Cutro.

L'INDAGINE La prima operazione Kyterion scatta a gennaio del 2015 con 37 arresti e 200 militari impegnati tra fra Cutro, Isola Capo Rizzuto e Catanzaro. La seconda operazione, con 16 arresti, scatta a gennaio 2016. Gli imputati rispondono, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, violazioni di leggi in materia di armi, omicidio, ricettazione, estorsioni, danneggiamenti, turbata libertà degli incanti, intestazione fittizia di beni, illecita concorrenza mediante violenza o minaccia, usura, rapina; tutte condotte aggravate dall'aver agito con metodi mafiosi. Secondo l'inchiesta – coordinata dai magistrati Vincenzo Capomolla (nuovo procuratore aggiunto di Catanzaro) e dal sostituto della distrettuale antimafia Domenico Guarascio – i tentacoli della cosca Grande Aracri di Cutro si sono potentemente ramificati in Calabria e nel Nord Italia, «Con collegamenti e vincoli con altri gruppi autonomamente operanti nel territorio di Crotone, in Emilia Romagna e altri luoghi del Nord Italia e diretta influenza, anche decisionale - si leggeva nelle carte -  sulle locali e/o 'ndrine di 'ndrangheta operanti nell'area geografica compresa tra Vibo Valentia e Crotone, fino alla provincia di Cosenza, attraverso la fascia jonica della provincia di Catanzaro». A partire dal 2010, i militari del Nucleo investigativo del Reparto operativo del comando provinciale di Crotone e gli omologhi del comando provinciale di Catanzaro, coordinati dalla Dda del capoluogo, hanno scandagliato minuziosamente attività ed eventi delittuosi commessi a partire proprio dal 2004 e perpetrati sino a tempi recenti.La cosca è governata da Nicolino Grande Aracri, detto “mano di gomma”, condannato in questo procedimento, in abbreviato, a 30 anni di reclusione.

L’AVVOCATO Per quanto riguarda il procedimento ordinario invece, tra gli imputati c’è anche l’avvocato Rocco Corda, del foro di Crotone. Corda, assistito dagli avocati Gregorio Viscomi e Saverio Loiero, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo quanto emerso dalle indagini l'avvocato avrebbe svolto il ruolo di intermediario negli affari del boss Nicolino Grande Aracri. E lo avrebbe fatto mediante investimenti finanziari e immobiliari consistenti, alcuni dei quali anche all'estero, come quello riguardante la realizzazione di 1182 alloggi in Algeria – un'operazione per cui era richiesta una fideiussione bancaria di 5 milioni di euro. Sempre secondo le accuse, l’avvocato avrebbe partecipato a importanti e delicate riunioni delle cosche crotonesi e, attraverso di lui, Grande Aracri sarebbe riuscito a “veicolare” le sue importanti decisioni. L’imputato, da parte sua, si è sempre difeso affermando che gli unici legami che lo riconducono alla famiglia Grande Aracri sono di parentela (sua madre e la madre di Nicolino Grande Aracri sono sorelle) e di tipo professionale, avendone, in diversi procedimenti, assunto la veste di difensore.

L’IMPIEGATO DEL COMUNE Per i magistrati, il clan aveva poi allungato i tentacoli anche all'interno dell'amministrazione. Alla sbarra c'è infatti anche Alfonso Pietro Salerno, alias “Fronzo”, impiegato al comune di Cutro, partecipa alla cosca di Cutro in rapporto diretto con Nicolino Grande Aracri, mantenendo i rapporti con Gennaro Mella, che opera quale referente del boss nella zona del catanzarese, svolgendo la funzione di filtro per le visite all’abitazione di Grande Aracri dei soggetti che provengono da altri contesti territoriali e che intendono conferire con il “capo”. 

AMBASCIATE DAL CARCERE Tra i vertici della ‘ndrina invece per gli inquirenti c’è Martino Vito accusato di promuovere e coordinare l’attività del sodalizio capeggiato da Nicolino Grande Aracri promuovendo e coordinando, anche nei periodi di detenzione, le attività illecite della cosca anche nei periodi di detenzione mandando “ambasciate”  con disposizioni e direttive sull’attività dell’associazione anche dal carcere.

QUELLI DI ISOLA CAPO RIZZUTO Tra gli imputati ci sono poi Santo Maesano, Domenico Riillo, Carmine Riillo Antonio Riillo, Giuseppe Riillo. Sono considerati esponenti del locale di Isola Capo Rizzuto. Secondo l’accusa organizzavano le attività delittuose della cosca pianificando estorsioni, curando le attività connesse al controllo dei villaggi turistici ricadenti nel comune di Isola Capo Rizzuto (tra i quali ad esempio il Villaggio Capopiccolo), predisponendo i mezzi necessari al fine di intraprendere traffici di sostanze stupefacenti; provvedendo al reperimento di armi e munizioni, al fine di procedere al controllo degli appalti pubblici e privati ricadenti nel territorio di Isola Capo Rizzuto (lavori edili tra i quali l’ammodernamento delle rotonde stradali, impianti inerenti la produzione di energia alternativa e quant’altro) e provvedere alla spartizione di tutti i proventi illeciti - così ottenuti – a favore delle famiglie rappresentative della locale di Isola Capo Rizzuto (Nicoscia, Arena, Pullano, Capicchiano, Riillo ecc.) e per il cosiddetto sostentamento dei carcerati.

LE ESTORSIONI DEI MANNOLO “Se fai qualche  carognata ... se vai dai Carabinieri ... gli infami  sai che fine fanno ...”, “Vieni,  vieni con i Carabinieri  che  ti  facciamo saltare  la  testa  davanti a  loro….”. Sono accusati di diversi episodi di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, estorsione e delitti in materia di armi, Albano e Leonardo Mannolo che in un caso avrebbero avvicinato la faccia di una vittima a quella di cani aizzati all’uopo per convincerla a rinunciare alla somma di 3.500, rata della compravendita di un’automobile che i Mannolo avevano fatto. La persona offesa si è però opposta alle pretese e rivolta alle forze dell’ordine.

Alessia Truzzolillo
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Volley, torna alla vittoria la Tonno Callipo

Domenica, 14 Gennaio 2018 22:40 Pubblicato in Sport

VIBO VALENTIA Torna alla vittoria la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia. La  compagine giallorossa, dopo 11 sconfitte consecutive, conquista una  vittoria sofferta e in rimonta contro la Bcc Castellana Grotte. Sotto 0-2 nel conto dei set, i giallorossi, trascinati dal pubblico casalingo, ottengono un successo importantissimo per il morale. Match fotocopia del girone d’andata con i pugliesi avanti in partita dopo aver vinto i primi due set, ma con la Tonno Callipo brava a mettere pressione a De Togni e  compagni che hanno mollato in temperamento e concentrazione. Partita vibrante, contrassegnata da tanti colpi di alto lignaggio tecnico, ma anche da molteplici errori che hanno inciso nel rendimento globale delle due compagini. Uomini decisivi per la Tonno Callipo Benjamin Patch (21 punti per l’americano con il 61%, determinante nel tie-break con due ace decisivi) e Jacopo Massari (14 punti con il 57% in attacco, fondamentale  per la vittoria del terzo set). Una Tonno Callipo che ha fatto leva, dunque, anche sulla panchina con gli ingressi risultati decisivi di Presta e Domagala. A Castellana Grotte non è bastata la continuità di rendimento di Moreira (22 punti con il 56% in attacco), la buona prova del centrale brasiliano Ferreira Costa (14 punti con il 77% in attacco) e un gioco frizzante con un’ottima correlazione-muro difesa e con un  Cavaccini sontuoso nel recuperare anche i palloni più difficili. Nel quinto set la squadra di coach Lorizio ha mollato mentalmente innervosendosi (espulso Hebda nel quarto set) e, di conseguenza, la Tonno Callipo, cresciuta tecnicamente nel fondamentale dell’attacco, ne ha beneficiato. Un tie-break praticamente perfetto per la squadra del neo tecnico brasiliano Fronckowiak concluso con l’attacco vincente di Lecat che ha fatto gioire il pubblico del PalaValentia.

 

Successo per Pino Insegno al Cilea

Domenica, 14 Gennaio 2018 21:06 Pubblicato in Cultura e spettacoli

REGGIO CALABRIA Sul palco è energia pura, recita, balla, crea simpatici siparietti, ricorda un passato fatto di tanti sacrifici e indimenticabili idoli che hanno segnato il cinema e la tv. Pino Insegno, noto attore con sangue amaranto nelle vene (i suoi genitori e nonni sono reggini doc), torna al teatro “Francesco Cilea” all’interno della rassegna teatrale dell’Officina dell’Arte di Peppe Piromalli, siglando un altro meritato successo. Insieme all’attore Federico Perrotta e al gruppo musicale I Baraonna, Insegno traccia la sua carriera artistica dagli esordi ai giorni nostri con le sue “58 sfumature di Pino”, show esilarante, davvero ben costruito, curato nei dettagli, che esplora il  mondo degli anni 60, 70 e 80, facendo rivivere i miti di allora, gli sceneggiati e i personaggi famosi del cinema italiano e non solo. Tanti simpatici sketch, mettono in evidenza la bravura di un “cavallo di razza” quale Insegno generoso nel dividere il palco con il collega Perrotta, giovane possente e ammaliatore della scena.  Lo spettacolo, come anticipato dallo stesso Insegno, fa decisamente ridere ma allo stesso tempo, emoziona chi ha vissuto la tv come strumento di aggregazione familiare. E poi, la musica de I Baraonna che si fonde con le parole degli attori, ricorda un passato straordinario, a cui un po’ tutti siamo legati. Un intenso viaggio attraverso il cinema, la televisione, la musica e i nuovi media che hanno sì migliorato la vita dell’essere umano ma lo hanno allontanato da quel cinema che portava condivisione, unione, passione, emozione. Il “mattatore” Insegno riscrive con la sua voce un percorso tra quelle pellicole destinate a contaminare, orientare le scelte ed influenzare il futuro, responsabili di un presente che appare sempre e comunque inaccettabile.  L’esuberante Perrotta, personaggio restio alle etichette come alle convenzioni, dominato dalla passione per il teatro, segue con molta umiltà il suo “guru”, vestendo i panni di un compagno fedele in scena per coltivare i sogni di un uomo che, prende coscienza del presente senza dimenticare per forza un grande passato. Una carta che si è rivelata vincente in questo nuovo show di Insegno è proprio la reciprocità attoriale di due professionisti che hanno saputo con i loro corpi e voci, fare un dipinto della vita. Arrivati al bivio, tocca ad Insegno scegliere se continuare in un disordine incondizionato o cedere alle lusinghe di un “io” che rifiuta la bella apparenza, i poteri della tecnologia, per scegliere l’umanità, se stesso, la passione e l’amore che il cinema vero da. Il riscatto c’è stato, non c’è bisogno di interrogarsi sul resto, l’emozione punta dritto allo stomaco e al cuore. La via della favola sembra essere l’unica chiave possibile per “giustificare” certe scelte ma Pino Insegno segue la strada della realtà e proprio sul finale, nel suo racconto fatto di “dissolvenze e stacchi” rimarca che “la vita non sarà mai un film” ma bisogna ugualmente viverla con intensità e passione. 

 

REGGIO CALABRIA «Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, nel suo intervento di ieri a Reggio Calabria, ha posto all’attenzione dei calabresi e degli italiani problemi politici e critiche all’azione fallimentare di governo del centrosinistra a Roma e in Calabria. Sorprende che su questioni pubbliche la risposta del Pd, affidata al consigliere Giuseppe Neri, scivoli in profili privati anziché ribattere sullo stesso livello ai problemi posti dall’on. Brunetta». Lo afferma il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Alessandro Nicolò che con una nota sottolinea: «Tentare di mascherare l’assoluta incapacità del Pd e del centrosinistra dinanzi alle questioni che la crisi pone all’attenzione del Paese con attacchi personali, è la prova – afferma Nicolò – della perdita di orientamento del Pd e del suo gruppo dirigente ai quali gli elettori avevano affidato la responsabilità di guidare il Paese e portarlo fuori dalle secche della crisi. Non ne sono stati capaci e adesso ricorrono a polemiche sterili e strumentali, senza costrutto e ironia di bassa lega per evitare il rendiconto che l’opinione pubblica, invece, chiede loro dopo anni di guida alla Regione e a Roma». Per Nicolò, «evidentemente il nervosismo e la preconizzata sconfitta del Pd e della sua galassia non lasciano sonni tranquilli a quanti pensavano fino a pochissimi mesi fa di avere ormai liquidato gli avversari e continuare a sgovernare a Roma e a Catanzaro, senza opposizione alcuna. Non siamo adusi ad alimentare inutili polemiche di profilo personalistico, ma tutto ciò non ci esime dal ricordare che, il prof. Renato Brunetta non è un ‘forzato’ della politica in mancanza di alternative, ma un cattedratico che ha sempre manifestato curiosità scientifica e interesse politico per il Mezzogiorno, dedicandovi scritti e impegno nelle aule parlamentari. Tutto il resto sono chiacchiere in libertà che la mattina del 5 marzo si diraderanno come nebbia sotto il sole grazie al voto chiaro e forte che gli italiani daranno a Forza Italia e al centrodestra». Infine, sottolinea Nicolò «il prof. Renato Brunetta è uno dei cardini fondamentali di Forza Italia. La sua straordinaria forza politica e le sue capacità restano certificate dalle oltre 100 mila preferenze tributategli dagli elettori del Nordest in occasione delle consultazioni europee del 2004, un consenso siderale in una delle aree più dinamiche, ricche ed innovative d’Italia».

 

ROMA «Tutti gli indicatori economici registrano una progressiva flessione della Calabria, che decresce in un Paese che ha già di suo la crescita più lenta dell'Europa. Di tutto questo né il presidente Oliverio e neppure la sua maggioranza sembrano accorgersene». È quanto dichiara la coordinatrice regionale di Forza Italia Jole Santelli, che con una nota sottolinea: «La mortalità delle imprese non conosce un'inversione, a conferma di uno stato dell'arte che impoverisce sempre più il tessuto economico. Non esistono ricadute reali, a 4 anni di distanza, del Por, che rimane un involucro freddo e distante». In più, per Santelli, «mentre Ferrovie dello Stato investe addirittura in Europa, non spende un euro per la infrastrutturazione delle nuove linee. L'isolamento della Calabria è trasformato in un autoisolamento che separa ancora di più e nettamente la regione dal resto della penisola. Non c'è una risposta politica seria e progettuale, non si interviene sul credito bancario che di fatto non esiste più». Per la coordinatrice calabrese di Forza Italia, «sono questi gli argomenti di discussione più seri su cui parlare in campagna elettorale ma con lo spirito del pensare al dopo. L'asfissia della rassegnazione è insopportabile e non si risolve con la compulsiva voglia di cambiare semplicemente le compagini di governo. Il nucleo centrale è l'assenza della capacità di poter governare le situazioni fuori da una continua emergenza. Non possiamo escludere dal dibattito di questa campagna elettorale la questione regionale, divenuta per la Calabria un microcosmo della questione meridionale».

SCHIAVONEA Ha prima minacciato con una bottiglia di vetro rotta un giovane sul lungomare di Schiavonea e poi lo ha costretto a consegnargli il portafogli. Per questo un trentaduenne, H.K., di origine marocchina è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di rapina, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. I militari, dopo la denuncia del giovane rapinato, hanno avviato le indagini mettendosi, grazie ad una descrizione dettagliata fornita dalla vittima, sulle tracce del rapinatore. L'uomo è stato intercettato in una strada buia della frazione di Schiavonea, mentre tentava di nascondersi. Individuato e bloccato con difficoltà dai carabinieri, il trentaduenne è stato sottoposto a perquisizione personale, all’esito della quale è stato trovato in possesso dei documenti d'identità della vittima, tessera sanitaria e patente di guida.

 

Bisignano, incendiate le auto di due cittadini romeni

Domenica, 14 Gennaio 2018 17:17 Pubblicato in Cronaca

BISIGNANO Due auto di proprietà di cittadini di nazionalità romena distrutte da incendi dolosi nell'arco di pochi giorni a Bisignano. Nella notte, nel centro del cosentino, è stata data alle fiamme un'auto appartenente ad un uomo di nazionalità romena mentre, in pieno centro storico, un'altra auto, intestata ad un cittadino straniero, anche lui romeno, era stata  data alle fiamme con le medesime modalità. Sugli episodi indagano i carabinieri della stazione cittadina che escludono il movente razziale e ipotizzano, invece, un possibile regolamento di conti tra connazionali. 

 

Chiusa per restauro la cattedrale di Catanzaro

Domenica, 14 Gennaio 2018 16:59 Pubblicato in Cronaca

CATANZARO Dal prossimo 21 gennaio la Chiesa Cattedrale di Catanzaro sarà chiusa al culto. È quanto rende noto un comunicato della Curia metropolitana di Catanzaro-Squillace. «Dopo gli allarmi lanciati dalle varie associazioni cittadine già nello scorso mese di gennaio 2016, il crollo di una parte del soffitto di una delle cappelle laterali verificatosi lo scorso marzo, gli ulteriori distacchi di cornici marmoree degli ultimi giorni e le infiltrazioni di acque meteoriche in diversi punti, risulta necessario -  si legge nel comunicato - anche per salvaguardare l'incolumità dei fedeli inibire l'esercizio del culto nella Chiesa Cattedrale di Catanzaro». Ma dalla Curia si avverte che «nonostante le risorse economiche immediatamente disponibili, i tempi per l'inizio del restauro della Chiesa Cattedrale di Catanzaro non si preannunciano per nulla brevi. Il Segretariato regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la Calabria - riporta ancora il comunicato - dovrà procedere a commissionare all'Università della Calabria l'indagine strutturale sulla Chiesa Cattedrale del capoluogo che è propedeutica alla stesura del progetto di restauro del sacro edificio. Successivamente alla redazione del progetto esecutivo di restauro, il Segretariato dovrà procedere alla effettuazione della gara di appalto per l'assegnazione dei lavori e, a seguire, sovrintendere alla loro esecuzione. La parrocchia della Cattedrale si trasferirà presso la Basilica dell'Immacolata, con gli stessi orari e per il disbrigo delle pratiche correnti». La cattedrale, ubicata nel centro storico di Catanzaro venne inaugurata nel 1121 da papa Callisto II. La facciata crollò durante il terremoto del 1638 mentre il sisma del 1783 distrusse il campanile e l'intera navata sinistra. Riedificata nella prima metà dell'Ottocento ed abbellita con decorazioni del Frangipane, fu parzialmente distrutta il 27 agosto 1943 dai bombardamenti anglo-americani. Ricostruita, sempre con l'ingresso principale orientato verso ovest, prese forma il portico a tre arcate.

 

REGGIO CALABRIA Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria chiude il 2017 con un bilancio in positivo. Si consolidano, infatti, in termini di presenze, i numeri raggiunti nell'anno che si è appena concluso. «Il Museo è riuscito a superare la cifra del 2016 - dichiara il Direttore Carmelo Malacrino - È un risultato per alcuni versi sorprendente, considerate le note criticità dell’assetto infrastrutturale che rendono sempre più complicato raggiungere l’area dello Stretto. Ma al tempo stesso il dato conferma la potente capacità attrattiva del Museo, dovuta alla presenza non solo dei Bronzi di Riace e di Porticello, ma anche della ricca collezione permanente e di importanti esposizioni temporanee». Un 2017 denso di attività con l'allestimento di mostre di ampio respiro, da "Nomisma. Reggio e le sue monete" a "Zankle e Rhegion. Due città a controllo dello Stretto", fino a "Dioniso. L'ebbrezza di essere un Dio". A queste si aggiungono le esposizioni minori nello spazio di Piazza Paolo Orsi, tra cui "Vero o Falso. Il valore dell’originale, lo stile dell’imitazione", “Aromata. Profumi e unguenti nell’antichità” e "A nuova vita. Restauri al Museo Archeologico di Reggio Calabria". «Attività che hanno coinvolto giovani archeologi e architetti della nostra regione, che hanno potuto operare e crescere affiancati dal personale esperto dei nostri uffici e del laboratori di restauro - commenta Malacrino. Ma la novità di quest’anno appena trascorso, sicuramente, è stata rappresentata dagli eventi estivi sulla terrazza panoramica, che hanno riscosso un notevole successo di pubblico e che hanno permesso di consolidare lo stretto legame con la comunità del territorio».

 

Le proficue sinergie con altri enti, fra cui il Parco Nazionale dell’Aspromonte, il Conservatorio “Cilea” di Reggio Calabria e varie associazioni, hanno permesso di arricchire la programmazione degli eventi del MArRC, testimoniando la capacità delle forze culturali calabresi di fare rete, migliorando e strutturando l’offerta per i tanti turisti che scelgono la Calabria e la Sicilia.

«Il MArRC – prosegue Malacrino – oggi potenzia un’area di forte vocazione turistica, con un territorio bellissimo, dove storia e natura si fondono per accogliere culture e tradizioni differenti».

 

«Ringrazio quanti hanno permesso di raggiungere questi risultati - conclude il Direttore Malacrino - risultati che confermano l’operazione di rilancio dei grandi Musei voluta dal Ministro Dario Franceschini. Ringrazio soprattutto il personale del Museo, da quello tecnico e amministrativo a quello della vigilanza che si è speso senza sosta per garantire la sicurezza e la funzionalità della struttura nel corso di tutte le iniziative. Un particolare ringraziamento va ai membri del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Scientifico e del Collegio dei Revisori dei Conti per il lavoro fatto e la sintonia di visione strategica. Il 2018 si avvicina carico di novità: dopo l’apertura della biblioteca al pubblico, presto sarà presentato il nuovo sito web, mentre stiamo già lavorando alle grandi mostre che porteranno a Reggio Calabria reperti provenienti da grandi musei italiani ed esteri. Infine, qualche importante novità riguarderà anche l’esposizione permanente e la Sala dei Bronzi. Ma meglio non anticipare troppo. Auguri a tutti per un felice 2018». 

«Gli ex Lsu/Lpu devono continuare a lavorare»

Domenica, 31 Dicembre 2017 16:49 Pubblicato in Politica

REGGIO CALABRIA «Al fine di giungere a una soluzione che nell’immediato, responsabilmente, eviti l’interruzione dei servizi primari, i sindaci chiedono che il Governo Regionale autorizzi la proroga della attività degli LSU già a far data dal 2 gennaio prossimo venturo». È questa la richieste avanzata dai  sindaci di Rosarno, Galatro, Giffone, Cittanova, Melicuccà, San Ferdinando, Seminara, San Giorgio Morgeto, Scido, Melicucco, Laganadi, Calanna, Pizzo, Maierato, Molochio, Campo Calabro, Varapodio, Galatro, Samo, ricevuti questa mattina in prefettura a Reggio Calabria. Al centro dell’incontro, la proroga dei contratti di stabilizzazione dei lavoratori ex LSU/LPU. Una vertenza complicata – si legge nella nota diffusa al termine dell’incontro – dai «limiti imposti dalle normative vigenti e dalle omissioni politiche da parte degli organi competenti». L’incontro – scrivono i sindaci, « ha fatto emergere una incongrua sovrapposizione di disposizioni legislative che impediscono una decisione responsabile e serena da parte di tutti gli amministratori nell’interesse dei lavoratori e delle comunità amministrate». In concreto, gli impedimenti – spiegano gli amministratori – sono «il superamento del termine dei 36 mesi con contratto a tempo determinato; la mancanza del piano triennale dei fabbisogni di personale; la verificata impossibilità, per molti Comuni, di rispettare un completo piano di assunzioni nel triennio 2018/2020; le difficoltà nella copertura finanziaria e nella necessaria verifica da parte dell’organo di controllo interno». Tuttavia – si legge - «I sindaci, preoccupati per la sorte dei lavoratori e per la copertura dei servizi minimi essenziali, esprimono la loro ferma volontà di contribuire a garantire, per tutti i lavoratori coinvolti, la continuità occupazionale e la conseguente dignitosa stabilizzazione per come previsto dall’art. 230 del D.Lgs. 75/2017». Facendo proprie le ansie e le attese dei lavoratori, gli amministratori «si impegnano a sostenere concretamente le loro legittime rivendicazioni» e «chiamati a dirimere i paradossi di un conflitto normativo di cui non hanno responsabilità, non si sottraggono, però, al loro dovere di governo ma pongono in primo piano il rispetto della legge e sollecitano e pretendono norme chiare e percorsi condivisi per poter maturare una decisione utile e responsabile».