Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 11 Gennaio 2014

TORINO Nel maggio scorso a Corigliano ha bruciato viva, dopo averla accoltellata, la fidanzatina, Fabiana Luzzi, di appena sedici anni. Davide M., 18 anni compiuti da poco, ha tentato oggi di impiccarsi nel carcere minorile di Torino. A salvarlo sono stati gli agenti della polizia penitenziaria. Trasportato in ospedale, non è in pericolo di vita. Lo rende noto l`Osapp, sindacato del comparto, sottolineando come la «polizia penitenziaria riesca a salvare la vita delle persone nonostante la carenza di organico». (0050)

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  • Occhiello Il 18enne accusato di aver ucciso a Corigliano Fabiana Luzzi, di appena 16 anni, ha cercato di farla finita nel penitenziario di Torino. Non è in pericolo di vita

COTRONEI Un uomo di 64 anni, che nella serata di ieri si era allontanato da una clinica di Cotronei, è stato trovato cadavere in un burrone vicino ad un ruscello nei pressi del depuratore della cittadina del Crotonese. L`uomo, originario di Santa Severina (Crotone), assieme ad altre due persone, un uomo di 30 anni e una donna di 52, si era allontanato sfuggendo alla sorveglianza degli operatori dalla struttura sanitaria per l`assistenza a persone affette da patologie psichiche. Le ricerche dei tre, scattate immediatamente da parte di carabinieri e Corpo forestale dello Stato, sono andate avanti per tutta la notte e si sono concluse con il ritrovamento del cadavere del 64enne in fondo al burrone dove si ipotizza possa essere caduto per cause accidentali. Gli altri due pazienti, per i quali si era temuto il peggio, sono stati trovati a poca distanza dal fiume infreddoliti per avere trascorso la notte all`addiaccio ma, tutto sommato, in buone condizioni di salute. Sul cadavere dell`uomo, ad un primo esame, non sarebbero stati trovati segni di violenza. Il pm di turno della Procura di Crotone ha disposto l`autopsia. (0050)

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  • Occhiello È accaduto in una struttura per pazienti con problemi psichici di Cotronei. Gli altri due, per i quali si era temuto il peggio, hanno trascorso la notte all`addiaccio ma sono in buone condizioni di salute

REGGIO CALABRIA La Regione abbandona a se stessa l`agricoltura della Piana di Gioia Tauro. È quanto denuncia, in una nota l`assessore provinciale di Reggio, Gaetano Rao, che punta l`indice contro Scopelliti e Trematerra per il mancato impegno ad intervenire sulla crisi del settore nel Reggino. «Dispiace dover constatare – si legge nella nota – che per la Regione Calabria l’agricoltura della Provincia di Reggio Calabria e gli agricoltori reggini vengono dopo gli agricoltori della provincia di Cosenza, di quelli di Crotone e, finanche, dopo quelli dell’Emilia Romagna. Mentre si destinano milioni di Euro per la crisi delle pesche e delle nettarine della Piana di Sibari, intanto che vengono predisposti – attraverso forme di anticipazione – interventi a sostegno degli agricoltori crotonesi nella immediatezza degli eventi alluvionali di qualche mese addietro e, soprattutto, nel frattempo che la Regione Calabria utilizza le risorse del Psr Calabria 2007-2013 relative alla misura della calamità naturale per sostenere addirittura gli agricoltori dell’Emilia Romagna per il terremoto di qualche anno addietro,  rispetto alla fortissima crisi in cui versa il comparto agricolo della Provincia di Reggio Calabria la Regione Calabria come si preoccupa? Tace e fa orecchie da mercante». Secondo Rao, «non è più accettabile tale atteggiamento di indifferenza. Vado denunciando da tempo il gravissimo stato di crisi, aggravato vieppiù dai danni da cenere vulcanica proveniente dall’Etna – sottolinea Rao – che hanno determinato ripercussioni estremamente negative su tutta la filiera produttiva. Ho ricevuto segnalazioni da parte di imprenditori singoli ed associati, ho vissuto da vicino l’affanno e la difficoltà di molti operatori della filiera che in conseguenza di questa gravissima calamità hanno visto andare in fumo le prospettive di guadagno e sviluppo. Ho condiviso con le Organizzazioni Agricole provinciali tale situazione di difficoltà e mi aspetto da loro una maggiore capacità di rivendicazione delle istanze degli agricoltori». Una situazione segnalata, sostiene Rao anche al ministro dell’Agricoltura, al presidente Scopelliti ed all’assessore Trematerra. Anzi a questi ultimi, Rao avrebbe chiesto anche un incontro e ricevendo solo «sterili e burocratiche “cinque righe” in cui manifesta la non attivabilità delle procedure di accesso al fondo di solidarietà nazionale in Agricoltura. Sono tentato di inviare a tutti gli agricoltori della Piana di Rosarno queste cinque righe e fare vedere loro l’attenzione che l’istituzione regionale è stata in grado di prestare rispetto allo stato di crisi». Secondo l`assessore provinciale ci sarebbe «una indifferenza e superficialità della intera classe politica regionale che sta mortificando oltremodo la storia dell’imprenditoria agricola della intera Piana di Rosarno. C’è una classe politica regionale che considera il territorio della provincia di Reggio Calabria come un territorio da serie B». Da qui il dubbio che «non ci sia – denuncia – la deliberata e chiara volontà di uccidere definitivamente l’agricoltura reggina, in particolare quella della Piana di Rosarno, a vantaggio di altre aree della Calabria, per esempio la Piana di Sibari. Sarebbe una operazione “mefistelica” di cui Scopelliti e Trematerra porterebbero in pieno la responsabilità morale». (0090)

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  • Occhiello L`assessore provinciale di Reggio attacca Scopelliti e Trematerra: stanno mortificando il territorio a vantaggio di altre zone della Calabria

I consiglieri regionali del Pd sulla Sa-Rc non demordono. Carlo Guccione, primo firmatario, Antonino De Gaetano, Nicola Adamo, Demetrio Naccari Carlizzi, Pietro Giamborino e Francesco Sulla hanno presentato, infatti, un`interrogazione al presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti sui lavori di completamento di questa importante opera viaria. «Il 14 novembre del 2012 – ricordano i firmatari della suddetta interrogazione – l`amministratore unico dell`Anas, Pietro Ciucci, nel corso di una conferenza tenuta a Bruxelles al Parlamento Europeo e organizzata dal Centro Studi Meseuro, affermò che «l`A3 Salerno-Reggio Calabria attraversa tre regioni, rompe l`isolamento di intere aree del Mezzogiorno e consente di inserire l`Italia nel Corridoio 1 “Berlino-Palermo”, in attesa della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina”, dimenticando però, in quella sede, che qualche settimana prima, cioè il 2 novembre del 2012, il ponte era stato cancellato dal governo Monti. In quella stessa sede Ciucci aveva anche affermato che l`Anas avrebbe eseguito tutti i lavori di realizzazione della nuova A3 già avviati e finanziati entro la fine del 2013 e aveva annoverato la costruzione dell`autostrada tra le infrastrutture più moderne d`Europa». «Alla data odierna – prosegue l’interrogazione – queste affermazioni sono state ampiamente smentite dai fatti, poiché i cantieri finanziati e avviati sono tuttora aperti e per il definitivo completamento della Sa-Rc sono ancora in fase di progettazione 58 chilometri di autostrada che non risultano essere stati ancora neanche finanziati».
I sottoscrittori dell`interrogazione rilevano, inoltre, che «l`atteggiamento eccessivamente remissivo assunto dal governo regionale nei confronti dell`Anas potrebbe apparire corresponsabile di tale situazione, anche alla luce dell`incontro che, in tutta fretta, nel pieno delle vacanze natalizie, si è svolto a Roma tra il ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi e l`amministratore unico dell`Anas, Pietro Ciucci con il presidente della giunta regionale Giuseppe Scopelliti, il cui scopo è sembrato ai più solo quello di voler rispondere tempestivamente all`iniziativa del 2 gennaio assunta da parlamentari e consiglieri del Pd sul tema "Sa-Rc: viaggio tra le bugie di Ciucci"».
I sei consiglieri regionali del Pd chiedono, infine, a Scopelliti «di riferire con urgenza in consiglio regionale su quali iniziative intende mettere in atto per concretizzare quanto in premessa, rifuggendo dalle solite promesse fumose e generiche e assumendo impegni concreti, finalizzati a definire, in tempi brevi e assieme al governo nazionale, l`iter conclusivo dei lavori della Salerno-Reggio Calabria». (0050)

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  • Occhiello I consiglieri regionali hanno presentato un`interrogazione al governatore della Calabria: basta con le solite promesse fumose
Sabato, 11 Gennaio 2014 19:42

A3, la Provincia di Reggio denuncia Ciucci

REGGIO CALABRIA La Provincia di Reggio farà causa all`Anas. Il motivo è presto detto: i ritardi nel completamento dell`A3. Il presidente Peppe Raffa sembra deciso ad andare fino in fondo: «Il tentativo di Pietro Ciucci (l`amministratore unico, ndr) di sminuire le responsabilità dell’Anas sui ritardi nel completamento della Salerno-Reggio Calabria è l’ennesima offesa all’intelligenza dei calabresi e al loro realismo. Non ci sono giustificazioni che reggono, né siamo più disposti ad accettare alibi di varia natura, compreso quello della complessità tecnica dell’opera».
Fatta la premessa, arrivano le conseguenze: «Proprio per questo – spiega Raffa –, l’ente Provincia, in tempi brevissimi, avvierà un’azione legale contro l’Anas per risarcire i cittadini dai danni che l’azienda presieduta da Ciucci ha provocato al territorio». Secondo il presidente dell`ente intermedio, «i ritardi che caratterizzano il completamento della vitale arteria, sommati a tutte le altre inadempienze governative sull’infrastrutturazione di questa parte del Paese, hanno contribuito a rubare la speranza a due generazioni di nostri giovani che, a differenza dei loro coetanei del Nord, sono costretti a vivere in un contesto geografico con scarse possibilità di sviluppo socio-economico». Da quanto trapela, Raffa avrebbe, già da qualche settimana, dato mandato al settore legale di predisporre l’atto di citazione in giudizio. «Per anni chi guida l’Anas – dice ancora il presidente – ha assunto precisi impegni, sia in incontri pubblici sia e soprattutto in tavoli tecnici istituzionali; ha fatto promesse a mezzo stampa, nel corso di convegni e durante le parate per il taglio di nastri. Ma l’opera non è stata completata alla data del 31 dicembre 2013. Oggi, Pietro Ciucci parla di ponti, di gallerie e di complessità di varia natura per giustificare il mancato impegno: alibi che nessuno sembra disposto ad accettare. Un paradosso che dura da vent’anni, quando il tunnel sotto la Manica, opera certamente molto più complessa rispetto all’A3, è stato completato in poco più di sette anni. Basta solo quest’esempio di alta ingegneria per frantumare l’alibi di Ciucci, il quale ha sempre ignorato le perplessità sollevate dai sindacati, da Confindustria, dalle amministrazioni comunali, dal mondo dell’associazionismo e, soprattutto, dalle popolazioni danneggiate, anche attraverso il loro isolamento, dall’ammodernamento dell’arteria». Raffa inoltre ricorda che, lo scorso anno, «protestai con il presidente dell’Anas, invitandolo a chiedere scusa ai calabresi per i ritardi. In quella circostanza chiesi a Ciucci chi avrebbe risarcito il territorio dai guasti e i cittadini dalle estenuanti code per percorrere appena qualche chilometro costringendoli a destreggiandosi in gimkane tra cantieri e salti di carreggiata. Indignarsi è davvero poco, mentre la protesta e la tutela degli interessi collettivi sono diritti costituzionalmente garantiti. Certo, le critiche sono cosa diversa dagli applausi della claque che, negli ultimi anni, hanno accompagnato i suoi interventi fatti all’apertura o alla chiusura dei cantieri e in occasione di eventi mediatici nazionali e locali. Credo che sarebbe più logico per Ciucci chiedere scusa alle nostre popolazioni». Raffa chiede anche che fine abbiano fatto le promesse di Ciucci «sullo svincolo di Bagnara-Sant’Eufemia in Aspromonte», «se ci sono sostanziali novità, non già promesse, sul restyling del tratto Campo Calabro-Reggio Calabria», «notizie sulla variante della 106 tra Reggio e Mortara di Pellaro o l’ammodernamento di questo asse viario in direzione della Locride».
Per il probabile prossimo candidato a sindaco di Reggio si tratta di una lunga serie di «promesse non mantenute». Ed è proprio per questo che «ho deciso di tutelare, innanzi la giurisdizione competente, gli interessi del territorio, la difesa della dignità dei cittadini e il sacrosanto diritto, in questo caso violato dall’Anas, delle nostre comunità alla crescita sociale ed economica così come garantiti ad altre aree del Paese». (0040)

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  • Occhiello Il presidente Raffa annuncia la citazione in giudizio dell`amministratore unico dell`Anas, a causa dei ritardi nel completamento dei lavori sulla Sa-Rc
Sabato, 11 Gennaio 2014 19:41

E il governatore vola a Bari da Alfano

I suoi fedelissimi sono divisi. Alcuni sono pronti a giurare che no, non c’è nulla di cui preoccuparsi, che il governatore «è rimasto soddisfatto per la nomina ricevuta da Alfano»; altri, a denti stretti, si lasciano sfuggire che una «certa amarezza in fondo c’è ed è inutile negarlo». Pareri discordi che, tuttavia, non cambiano la sostanza. Peppe Scopelliti è il nuovo responsabile nazionale dei circoli di Nuovo centrodestra e poco importa che gli sia stato piazzato accanto, in qualità di presidente, il vicepresidente del Copasir Giuseppe Esposito. I due d’altronde si conoscono bene dal momento che Esposito è stato per diverso tempo commissario del Pdl in provincia di Crotone. «Suvvia – taglia corto il capogruppo di Ncd in consiglio regionale, Gianpaolo Chiappetta –. Mica penserà che ci si possa dividere per questo. Concentriamoci piuttosto sul lavoro da fare che è davvero tanto».
Il governatore questa sera è arrivato a Bari per prendere parte al seminario promosso da Alfano e dagli altri big del partito. Durante il viaggio ha trovato pure il tempo di mandare attraverso Twitter un messaggio ai tifosi della “sua” Reggina: «Oggi ricorre centenario della mia Reggina. Un forte abbraccio agli ultras della curva amaranto ed a quelli che non hanno mai mollato».

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  • Occhiello Le voci sulla nomina di Esposito a presidente nazionale dei circoli di Ncd non sembra turbare più di tanto Scopelliti. Che festeggia il centenario della Reggina

«Non risulta affatto vero quanto annunciato da fonti di stampa circa un possibile accordo tra la Azione democratica, che ha sostenuto il candidato vincente Domenico Giampà, e i sostenitori del candidato perdente Enzo Bruno». È quanto si afferma in una nota di Azione democratica che «smentisce chiaramente - è scritto nel testo - l`esistenza di qualsiasi tipo di trattativa perché le regole e la democrazia non sono trattabili sulla bilancia di qualche poltrona ridicola in segreterie improbabili o posto in struttura regionale».
«L`idea di Partito democratico che abbiamo voluto incarnare - è scritto nella nota - è quella di libertà e di rottura con gli apparati e le clientele del passato, un partito che vuole essere alternativo rispetto al modello di potere del centrodestra regionale e nazionale, che rispetta le regole e che deve essere trasparente. Ricordiamo in proposito che abbiamo chiesto, senza alcuna risposta, la trasparenza dei bilanci del partito calabrese e provinciale e che alcune penose dichiarazioni a riguardo fanno trasparire la piena ignoranza di fatti e circostanze ed aggravano l`attuale condizione opaca e illeggibile. Tutte le voci di presunte trattative sono lanciate da chi, uscito perdente e discreditato dalla fase congressuale provinciale, cerca ora di buttarla in caciara per far pensare ai cittadini che Azione democratica, forza progettuale ed etica della politica del nuovo Pd nella provincia di Catanzaro, possa essere assimilabile a quanti interpretano la vecchia politica di un vecchio Pd che non ci piace affatto». «Mentre Enzo Bruno gioca con poltrone e conferenze stampa e si lascia andare a dichiarazioni avventurose come quella sulla istituzione della Città metropolitana Catanzaro-Lamezia Terme - conclude la nota - Azione democratica ed il legittimo segretario provinciale del Pd della provincia di Catanzaro, Domenico Giampà sono tra la gente nelle manifestazioni di piazza contro la discarica di Battaglina a testa alta e senza scheletri negli armadi».

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  • Occhiello Caos nel Pd catanzarese, «il legittimo segretario provinciale è Domenico Giampà»

COSENZA Avanti a tappe forzate perché a Roma il mandato di Silvio Berlusconi è stato chiaro: «Bisogna procedere velocemente con la costituzione dei club perché dobbiamo essere pronti in caso di election day il prossimo 25 maggio». Deve essere per questo motivo che tra i dettami imposti dal nuovo coordinatore regionale di Forza Italia c’è anche quello di riunire i vertici del partito con cadenza settimanale. Sarà un modo per tastare passo dopo passo gli umori e le sensazioni di chi sul territorio vive e lavora quotidianamente ma anche per serrare le fila in vista di appuntamenti importanti.
Quanto all’organigramma, la Santelli si è presa ancora qualche giorno per nominare i vicecoordinatori mentre ha reso noto che, almeno per il momento, il ruolo di coordinatore provinciale verrà ricoperto da chi aveva lo stesso incarico all’interno del Pdl. Per capirci, Wanda Ferro a Catanzaro e Roy Biasi a Reggio Calabria, possono continuare a lavorare senza bisogno di investiture. Diverso il discorso per le altre tre province dove i coordinatori dell’ex Pdl sono tutti passati col Nuovo centrodestra. Qui a breve sono attesa novità e già circolano i primi nomi: Roberto Occhiuto a Cosenza, Salvatore Pacenza a Crotone e Salvatore Bulzomì a Vibo Valentia.
Occhio all’appuntamento di sabato prossimo. A Catanzaro è previsto l’arrivo di Maurizio Gasparri. Per il vicepresidente del Senato si tratta della prima uscita pubblica calabrese senza avere al proprio fianco il pupillo di sempre ovvero il governatore Peppe Scopelliti.

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  • Occhiello Biasi a Reggio e la Ferro a Catanzaro. E sabato nel capoluogo arriva Gasparri

CATANZARO «Il problema dei rifiuti pericolosi e tossici in Calabria è stato fino ad oggi fortemente sottovalutato e va invece affrontato con tempestività e trasparenza». È quanto si afferma in un comunicato della segreteria regionale della Cgil.
«La Calabria, a conferma delle rivelazioni di Carmine Schiavone - prosegue la nota - sconta ritardi e superficialità su un tema di rilevanza fondamentale per la salute dei cittadini e per l`ambiente. Per questo occorre chiedere ed ottenere risposte. Quelle risposte che aspettano i cittadini della Calabria che hanno bisogno di serenità e speranza per il loro territorio, la loro economia e la loro salute inquinate da decenni di veleni tossici. Dopo la manifestazione nazionale dell`ottobre 2009 ad Amantea, che aveva segnato un momento alto di consapevolezza, pochi sono stati i segnali positivi e anzi da allora sembra essere calato quasi un velo di silenzio  e rassegnazione. Noi sappiamo, i cittadini sanno che i boss dei rifiuti in Calabria come in Campania assassinano il territorio, l`ambiente, i luoghi pubblici e di lavoro e la condizione stessa della vita».
«Quello che succede in Calabria - prosegue la nota - non riguarda solo la nostra regione ma l`intero Paese. Per questo riteniamo importante che il ministro dell`Ambiente venga in Calabria e rapportandosi con la giunta regionale informi i cittadini e prenda precisi impegni sulle zone da sottoporre ad accertamento e tempestivamente a bonifica, a cominciare dalla Marlane. Facciamo infine un appello a tutte le forze sociali, del lavoro e dell`impresa, all`associazionismo, alle istituzioni locali a costruire un largo movimento democratico a garanzia di queste richieste e della bonifica delle acque e delle terre calabresi». (0020)

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  • Occhiello La Cgil: ritardi e superficialità su un tema fondamentale per la salute dei cittadini

COSENZA Sceglie Cosenza, la sua città, per la prima uscita da coordinatore regionale di Forza Italia. E ai big calabresi arrivati all’ora di pranzo in riva al Crati per fare il punto della situazione, non fa rimpiangere il tempo impiegato per la lunga trasferta. Jole Santelli ha svestito i panni della colomba per indossare quelli del falco decisionista. E al governatore Scopelliti lancia messaggi più che espliciti: «Senza Forza Italia non si va da nessuna parte»; «o si coinvolge di più questo partito o la prossima partita delle regionali sarà persa perché la rivoluzione annunciata da Peppe non c’è stata». Un modo schietto per dire che d’ora in avanti le cose cambieranno e che nessuno può sentirsi al sicuro. Tantomeno chi «come il vicepresidente Stasi non è stata eletta nemmeno dal popolo». La poltrona della vicepresidente della giunta è a rischio, per capirci. Ed è quello il primo obiettivo a cui puntano i forzisti (assieme a un’altra postazione di assessore in giunta), che ora accelerano sulla strada del rimpasto. Decisivo sarà l’incontro con il governatore, che ancora deve essere calendarizzato.
In ogni caso, nella sala del Coni di Cosenza va in scena una sorta di seduta di psicoanalisi su ciò che poteva essere e invece non è stato, sulle occasioni mancate dalla giunta che «rischiano di diventare un autogol per tutta la maggioranza». Negli interventi che si susseguono emerge l’esistenza di due linee: una più prudente (incarnata soprattutto dall’assessore Mimmo Tallini: «Dobbiamo trovare l`equilibrio giusto perché il centrodestra è ancora maggioranza in Calabria»), l’altra più oltranzista capitanata dal sindaco di Cosenza Mario Occhiuto (ma sostenuta anche dall’ex coordinatore reggino del Pdl Roy Biasi) per il quale «non è concepibile che la nostra città sia stata completamente abbandonata dalla Regione», tanto da spingere per soluzioni drastiche tipo l’appoggio esterno.
In mezzo ci sono le rivendicazioni dei singoli come il consigliere regionale Giuseppe Caputo, che non ha ancora digerito la nomina a sottosegretario dell’ex alleato Giovanni Dima: «Non è possibile che Scopelliti abbia nominato un esponente che sta nella Casta da 30 anni. Lui aveva bisogno di un posticino al sole ed è stato accontentato». Parole durissime, a cui si accompagna un grido di dolore per la «tante emergenze dimenticate» di un territorio, quello della Sibaritide, «che tanto ha dato» in termini elettorali al governatore. E se l’assessore Giacomo Mancini lo dice in politichese: «Dobbiamo recuperare le aspettative tradite e, dunque, maggiori spazi avremo e più potremo recuperare in fretta il terreno perduto», il neoarrivato Diego Tommasi lo fa capire senza troppi fronzoli: «Ci sono settori come l’Ambiente e le Attività produttive dove siamo totalmente immobili».
La parola rimpasto, comunque, non la usa nessuno. Nemmeno il capogruppo in consiglio regionale Ennio Morrone, che più di tutti spinge per un riassetto degli equilibri in giunta e nelle Aziende sanitarie. Perché, per dirla ancora con la Santelli, «finora ci sono stati tanti viceré» e questo ha fatto sì che l’unica preoccupazione della giunta fosse «la conservazione degli assetti di potere».
Adesso si aprirà il confronto con il resto della coalizione e l’interlocutore non sarà solo Scopelliti, che non è più leader regionale del suo partito. Le trattative, perché di questo si tratta, saranno intavolate anche con Antonio Gentile, fresco di nomina alla guida del Nuovo centrodestra calabrese. Con gli altri alleati si tenterà di mantenere aperto il canale del dialogo, ma non è un caso che più di uno, tra i consiglieri regionali, abbia puntato il dito contro l’Udc «sovradimensionato rispetto al peso elettorale».
Si balla tutti assieme, insomma. E la metafora più azzeccata è ancora una volta quella della Santelli: «Scopelliti era il padrone della Calabria e ora non lo è più». Più chiaro di così…

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  • Occhiello Toni duri nel confronto tra i big di Forza Italia. Chiesta al governatore la vicepresidenza e un altro assessorato. Occhiuto ipotizza l`appoggio esterno e Caputo spara a zero su Dima
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