Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 13 Gennaio 2014

CETRARO «Si ricomincia con l`entusiasmo di prima, anzi rinnovato». Così il sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, ha commentato, nel corso di un Consiglio comunale straordinario, le minacce di morte ricevute ieri. Ad Aieta, che è anche assessore all`Ambiente della Provincia di Cosenza, è stata recapitata una busta con due bossoli, uno di un fucile ed uno calibro 9, con il messaggio «Caro Giuseppe Aieta, gli errori che hai fatto te li farò pagare con la vita». «Siamo qui – ha aggiunto – con la schiena dritta, come sempre abbiamo fatto. Questa città che merita attenzione. Questi fatti adombrano l`immagine della città, ma non mi preoccupano». (0050)

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  • Occhiello Al primo cittadino, che è anche assessore all`Ambiente della Provincia di Cosenza, è stata recapitata una busta con due bossoli, uno di un fucile e uno calibro 9, e un biglietto con un messaggio intimidatorio

Un muratore, Adolfo Piluso, di 66 anni, è morto in un incidente sul lavoro avvenuto a Pedace. L`uomo, che era impegnato da solo in lavori di ammodernamento della facciata esterna di un`abitazione, è precipitato, per cause in corso di accertamento, da un`impalcatura alta circa tre metri. Immediati sono scattati i soccorsi e Piluso è stato portato in elisoccorso nell`ospedale di Cosenza. Il muratore, le cui condizioni sono apparse subito molto gravi, è però deceduto a distanza di qualche ora.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Rogliano, che hanno transennato l`area adiacente all`abitazione e sequestrato il ponteggio. (0080)

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  • Occhiello Adolfo Piluso, 66 anni, stava lavorando sulla facciata esterna di un palazzo. Inutile il trasferimento in ospedale a Cosenza con l`elisoccorso

COSENZA Lo scontro è tutto interno alla maggioranza di centrodestra (da una parte il sindaco Mario Occhiuto, dall`altra l`ex vicesindaco Katia Gentile) ma non per questo l`opposizione si sente tagliata fuori. Dopo il democrat Marco Ambrogio, questa volta tocca all`ex candidato a primo cittadino Enzo Paolini. «Le affermazioni del sindaco – afferma Paolini – in merito alle pressioni e ai condizionamenti subiti dagli uffici comunali relativamente a concessioni, autorizzazioni, appalti e favoritismi sono di una gravità unica. Invocare l’intervento della magistratura per fare luce su pratiche riguardanti il governo della città che implicherebbero addirittura infiltrazioni mafiose non è problema di ordinaria amministrazione».
Per l`esponente del Pse «la prima domanda che viene a porsi è perché mai il sindaco Occhiuto denuncia soltanto ora condizionamenti e pressioni che evidentemente ha passivamente subito senza reagire per come avrebbe dovuto. Se comportamenti illegittimi ci sono stati, il sindaco Occhiuto li ha coperti col suo silenzio. Non solo è venuto meno ai suoi doveri istituzionali ma ha tradito la fiducia dei cosentini che gli hanno affidato la guida della città».
Paolini fa riferimento alle accuse rivolte dalla Gentile ad Occhiuto per spiegare che «se troveranno fondamento le accuse rivolte a Occhiuto per come ha gestito fino ad oggi l’appalto e i lavori di Piazza Bilotti vorrà dire che siamo stati facili profeti quando per primi abbiamo denunciato irregolarità e violazioni di legge. A leggere quanto ampiamente pubblicato dagli organi di informazione siamo in presenza di denunce e accuse incrociate che non possono lasciare indifferente non solo la Procura, che già aveva avviato indagini sulle procedure seguite nei lavori di piazza Bilotti, ma chiamano direttamente in causa il prefetto che istituzionalmente è chiamato a sovrintendere e controllare l’operato delle amministrazioni comunali».
La vicenda, ovviamente, non ha solo contorni giudiziari ma è anche politica e, dunque, Paolini invita il sindaco a venire a riferire in consiglio comunale: «La città è turbata e perplessa. Oggettivamente tardiva si configura la reazione di Occhiuto se mai ha subito pressioni e condizionamenti. Nella più benevola delle ipotesi è stato omissivo e per niente all’altezza del coraggio che avrebbe dovuto avere. Proporsi poi di lottare insieme a movimenti antagonisti impegnati in città contro il malaffare e la mala politica rivela una supponenza del tutto spropositata se si tiene conto delle accuse che gli sono state mosse». (0030)

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  • Occhiello L`esponente del Pse invita il sindaco di Cosenza a chiarire sullo scontro in atto all`interno della sua maggioranza: «Se comportamenti illegittimi ci sono stati, il primo cittadino li ha coperti col suo silenzio»

STEFANACONI È evasa dai domiciliari per partecipare al tradizionale rito dell`uccisione del maiale e della successiva preparazione della carne. Protagonista è Caterina Caglioti, 32 anni, arrestata dai carabinieri a Stefanaconi per evasione. La donna era stata arrestata nel 2012 per detenzione illegale di armi nella faida tra le cosche della `ndrangheta di Stefanaconi e Piscopisani. Caglioti è stata sorpresa mentre puliva alcuni pezzi del maiale appena ammazzato.

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  • Occhiello Caterina Caglioti, 32 anni, è detenuta dal 2012 per detenzione illegale di armi nell`ambito della faida tra le cosche di Stefanaconi e di Piscopio

Proroga sì, proroga no. Sembra il testo di una canzone rap, ma dal sapore amaro. Testo che comunque ci pone di fronte ad alcuni interrogativi. Si ritorna eventualmente a votare perché sono state ripristinate le condizioni minime di legalità e trasparenza all`interno delle nostre istituzioni, o perché a qualcuno, o a tanti, conviene che questo fondamentale diritto venga esercitato con qualche mese di anticipo o posticipato a tempi migliori? Quali sono i parametri in base ai quali il ministro dell`Interno deciderà? Anche perché, se saranno simili a quelli adottati per il trasferimento del prefetto Piscitelli, non vi è alcuna possibilità d`avere una decisione oggettiva nonché utile per la città di Reggio. Ed allora, il volere di questa città dovrà continuare ad essere ininfluente, riguardo al proprio destino, o prima o poi troverà unicità d`intenti, almeno su quelle decisioni che sono fondamentali per il suo futuro? Noi, per quel poco che ci compete, proviamo a dire ciò che pensiamo, invitando contemporaneamente tutte le forze sane di questa città, a fare altrettanto. I commissari, non sono la causa dei mali che affliggono la nostra città, ma solo l`effetto di una malsana politica, espressa da una, se possibile, più malsana classe dirigente, ma detto questo, per onestà intellettuale diciamo anche che non ne hanno indovinata una. Nessun rapporto con la cittadinanza, se non sporadici ed aleatori; nessuna attivazione delle consulte, previste dal nostro statuto comunale; un piano di rientro dal debito “lunare”; aumenti delle tariffe per i servizi, peraltro inesistenti, e dismissioni fallimentari. Nessuna risposta alle domande, pur lecite, che da più parti venivano poste, per esempio sul perché i finanziamenti del “decreto Reggio” si erano bloccati e sul perché sembra saranno riattivati. Potremmo fare altri esempi: dalla gestione delle p.e.o. dei dipendenti comunali, alla gestione delle municipalizzate, ma sarebbe un elenco senza fine. In conclusione, riteniamo che se un commissariamento deve servire non solo a risanare una situazione compromessa dal punto di vista della legalità, ma anche a ricreare un rapporto tra istituzione e cittadini, sicuramente il secondo scopo è fallito miseramente. Questa città deve ritrovare un suo percorso democratico, che sarà lungo e difficile, ma che è anche l`unico mezzo per risollevarsi. Saranno altri organi dello Stato che dovranno, come siamo sicuri avverrà, garantire il rispetto delle leggi ed una normale convivenza tra cittadini, ma la politica deve ritornare ad essere protagonista. E sinceramente, a noi poco importa se questo o quello schieramento partitico si trova in questo momento in difficoltà, perché in questo momento, ora, è tutta una città che soffre. Andiamo, quindi, a votare per decidere a chi  affidare il nostro destino. (0050)

* socio fondatore Ethon onlus
Reggio Calabria

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  • Occhiello Giovanni Sergi *

LAMEZIA TERME La conferma ufficiale arriverà domani, dopo che entrambi avranno ben definito il programma settimanale, ma tutto lascia pensare che il tanto atteso confronto tra Peppe Scopelliti e Jole Santelli avverrà nella giornata di venerdì a Catanzaro. Questa mattina il governatore e la coordinatrice calabrese di Forza Italia hanno avuto un primo approccio telefonico. I due hanno scambiato qualche battuta su quanto sta succedendo ma non sono entrati nello specifico. Il confronto, quello vero, partirà venerdì. La Santelli arriverà al vertice accompagnata dagli assessori regionali Giacomo Mancini e Mimmo Tallini, dal capogruppo Ennio Morrone e dal vicepresidente del consiglio regionale Alessandro Nicolò. Ufficialmente non si dovrebbe discutere di rimpasto e l`occasione dovrebbe servire a rompere il ghiaccio e a mettere su un`agenda di lavoro per quest`ultimo scorcio di legislatura. «Sono certa – spiega la Santelli – che non avremo difficoltà a trovare punti di incontro con il presidente Scopelliti che, proprio per l`incarico che ricopre, dovrà essere il garante di tutta la coalizione e non solo di una parte».
A rendere comunque il clima ancora più incandescente di quanto non lo sia già c`è una lettera firmata da sette consiglieri regionali di Forza Italia (in calce alla missiva mancano soltanto i nominativi del capogruppo Ennio Morrone e dall`assessore Mimmo Tallini) in cui viene chiesto alla Santelli maggiore equilibrio nelle scelte che dovranno essere prese di qui a breve. La mancata firma di Morrone non equivale alla mancanza di condivisione dell`iniziativa, tutt`altro. Il capogruppo sarebbe stato tra gli ispiratori della missiva ma non l`avrebbe sottoscritta soltanto perché viene espressamente citato. Tornando al dato politico, c`è da dire che nella lettera i consiglieri regionali (Nicolò, Magno, Albano, Bulzomì, Caputo, Vilasi e Pacenza) chiedono di essere «maggiormente coinvolti» nei processi decisionali e, in particolare, stigmatizzano «fughe in avanti» di chi potrebbe sfruttare il partito per ottenere vantaggi personali.
Nel mirino dei consiglieri regionali in rivolta ci sarebbe pure la modalità con cui si è proceduto alla nomina dei primi coordinatori provinciali del partito. In buona sostanza, gli incarichi (è il caso di Catanzaro e Reggio Calabria) sono stati affidati alle persone che ricoprivano lo stesso ruolo all`interno del Pdl. Diverso il discorso per le altre tre province dove i coordinatori dell’ex Pdl sono tutti passati col Nuovo centrodestra. Di qui a breve sono attese novità, così come ad horas potrebbe arrivare la designazione dei vicecoordinatori regionali.
L`altro “giallo” di giornata riguarda una presunta missione romana di Tallini e di Wanda Ferro, che ha messo in agitazione i colonnelli azzurri. L`obiettivo? Trovare sponde autorevoli per un eventuale ingresso in giunta regionale dell`ex presidente della Provincia di Catanzaro. Che, sul punto, smentisce categoricamente: «Non sono mai andata nella Capitale assieme a Tallini per concordare checchessia. Né ho in programma, almeno a breve termine, di farlo».

MORRONE: «NON SONO IO L`ISPIRATORE» In serata Ennio Morrone è intervenuto sulla vicenda: «Mi preme tuttavia smentire di essere stato il regista occulto di alcun documento prodotto dai consiglieri regionali di Forza Italia così come prefigurato». Il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Campanella conferma comunque l`esistenza del documento sottoscritto da sette consiglieri del gruppo: «Ho ricevuto sì un documento interno al partito che però è di tutt’altra natura, in merito al quale occorrerà discutere collegialmente nella prossima riunione che si terrà alla presenza del coordinatore regionale di Fi».

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  • Occhiello Sette rappresentanti scrivono alla Santelli: vogliamo contare di più. Venerdì è il giorno indiziato per il vertice tra gli azzurri e il governatore. Il "giallo" della missione romana della Ferro e di Tallini

COSENZA «La Regione non eroga i fondi destinati al pagamento dei debiti e mette in ginocchio centinaia di imprese. Non sorprende l`ultimo rapporto del Sole24ore sul consenso degli amministratori in cui è confermata la caduta libera nel consenso di Scopelliti». È quanto afferma, in una nota, il segretario provinciale del Pd di Cosenza, Luigi Guglielmelli.
«In effetti il fallimento del centrodestra calabrese - prosegue Guglielmelli - è su tutti i settori strategici (rifiuti, sanità, trasporti etc..) ed è confermato, da ultimo, dal report del Ministero dell`Economia in cui si evidenziano i ritardi con cui la Regione gestisce i fondi destinati al pagamento dei crediti vantati dalle imprese. Non è tollerabile che nel momento di massima crisi, per inadempienze burocratiche, si impedisce alle imprese di veder saldati i propri crediti con grave danno al sistema produttivo ed occupazionale. Se dovesse essere vero, inoltre, quanto afferma Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, ovvero che non solo si registrano ritardi nel pagamento dei debiti per il 2013 ma che la Calabria avrebbe rinunciato alle anticipazioni per il 2014, sarebbe uno schiaffo insopportabile per tutti gli operatori economici vessati dallo Stato e soffocati dalla mancanza di liquidità proprio a causa dei crediti che vantano verso la Regione».
«È scandaloso - conclude il segretario provinciale del Pd di Cosenza - che, avendone la disponibilità, non si riescano ad erogare i fondi trasferiti dallo Stato per pura incapacità amministrativa e burocratica. Se non si riesce, infine, neppure a fare semplici operazioni di cassa figuriamoci se la Giunta Scopelliti riuscirà a risolvere le tante emergenze che affliggono la Calabria per quali non ci sono neppure le risorse disponibili».

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  • Occhiello Secondo il segretario del Pd cosentino «non sorprende il calo di consensi di Scopelliti»

SANT`EUFEMIA D`ASPROMONTE Persone non identificate, a Sant`Eufemia d`Aspromonte, hanno tentato di incendiare, a scopo intimidatorio, l`auto di Antonio Melara, dipendente delle Ferrovie della Calabria e sindacalista del Sul. Il fatto è accaduto stamani dopo che Melara aveva raggiunto, a bordo della sua vettura (una Mercedes classe C) la cittadina preaspromontana per poi effettuare alla guida di un autobus della società la corsa giornaliera per Reggio Calabria. Gli ignoti, dopo avere spaccato i vetri dell`auto, hanno versato liquido infiammabile all`interno della vettura, abbandonandovi anche la tanica utilizzata.
In precedenza, con lo stesso liquido infiammabile, avevano tracciato una striscia alla quale hanno dato fuoco. Le fiamme, però, si sono bloccate prima di raggiungere l`auto. Melara è stato informato dell`intimidazione dai carabinieri a Reggio Calabria.   Sulla vicenda sono intervenute, con una nota congiunta, la segreteria regionale, le segreterie territoriali del comparto Trasporti e la segreteria nazionale del sindacato autonomo Sul. "Esprimiamo vicinanza e solidarietà al dirigente Antonio Melara - è scritto nella nota - che, durante il normale svolgimento delle proprie mansioni di autista, per la seconda volta a distanza di pochi mesi, è esposto a gravissimi atti intimidatori. Nel condannare il vile gesto richiamiamo l`azienda FdC ad assumere tutti i provvedimenti necessari per la tutela del dipendente Antonio Melara e di tutti gli operatori di esercizio che lavorano sulle linee interessate, operando in stretta sinergia con le forze dell`ordine per assicurare i responsabili alla giustizia". (0040)

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  • Occhiello Tentato incendio all`auto di Antonio Melara. È la seconda intimidazione in pochi mesi

«La proposta di accorpamento dei reparti di Medicina e di Chirurgia avanzata dal direttore
generale di Cosenza mette e rischio l`eccellenza e la funzionalità dell`ospedale dell`Annunziata. Attualmente questo ospedale vive una estrema criticità originata dalla difficile organizzazione, logistica e funzionale, del Dea - Pronto soccorso, generata, a sua volta, dalla carenza di personale medico (in minima parte) ma soprattutto di personale paramedico e ausiliario». Lo afferma il coordinatore regionale per la Calabria dell`Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi), Giovanni Stoppelli.
«Questa criticità - aggiunge - potrebbe essere superata solo con l`assunzione, anche a tempo determinato, di altro personale medico-paramedico-ausiliario. Il direttore generale, più volte sollecitato in tal senso, ha riferito della mancata possibilità di assunzioni a causa del veto opposto dagli organi regionali, su cui, al momento, non abbiamo riscontri. Di certo il dg ha dichiarato pubblicamente che la Regione ha consigliato l`accorpamento delle Medicine e delle Chirurgie allo scopo di liberare risorse professionali da impiegare successivamente in Pronto soccorso. Un accorpamento che avrà pesanti conseguenze, a partire dalla riduzione dei livelli operativi delle unità di medicina e chirurgia. Ci sarà un netto sbilanciamento dell`occupazione dei posti letto per fronteggiare l`incremento dell`emergenza-urgenza causato anche dalla chiusura di Ospedali periferici. Siamo preoccupati per la riduzione dei livelli operativi delle unità per la cosiddetta patologia d`elezione».
«Si allungheranno - prosegue Stoppelli - le liste di attesa per le patologie oncologiche e non, ci sarà un netto incremento dell`emigrazione sanitaria per entrambe le patologie, con conseguente impatto negativo sull`esausto bilancio regionale. Si rischia addirittura la sospensione del programma “Prelievo-Trapianto di Rene”, con ricaduta negativa su tutti i pazienti in lista d`attesa provinciale e regionale. La Chirurgia dell`ospedale dell`Annunziata sarà ridotta al mero rango di Chirurgia d`urgenza con livellamento in basso. Se dovesse realmente realizzarsi il piano di accorpamento, il risultato sarebbe devastante sulla complessiva organizzazione dell`intero presidio ospedaliero dell`Annunziata di Cosenza. L`intera struttura sarebbe esclusivamente adibita a ospedale per emergenze, stravolgendo la natura e la peculiarità di un luogo di cura che può e deve fornire risposte complessive, soddisfacendo la domanda di salute che promana dal territorio di una intera provincia».
«Un vasto territorio - conclude - perderebbe professionalità finora in grado di fornire risposte di eccellenza anche per patologie complesse, ad un livello paragonabile ai centri di eccellenza nazionali ed internazionali». (0080)

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  • Occhiello Il coordinatore dell`Acoi Giovanni Stoppelli: «La proposta del direttore generale mette e rischio l`eccellenza e la funzionalità del nosocomio»

PRAIA A MARE «La storia della Marlane di Praia a Mare dimostra l’assoluta marginalità della Calabria, il silenzio generale su un possibile, impressionante genocidio e la rinuncia della politica, fatale, alla difesa dei più deboli». È quanto sostiene, in una nota, la deputata M5S Dalila Nesci, calabrese, che con i colleghi di gruppo parlamentare Stefano Vignaroli, primo firmatario, e Paolo Parentela, di Catanzaro, ha presentato un’interrogazione parlamentare-dossier rivolta ai ministri dell’Ambiente, della Salute e della Giustizia, per la verità sulla produzione dell’ex fabbrica tessile del gruppo Marzotto che, secondo la magistratura, avrebbe provocato decine di morti e inquinamento chimico. «Con i colleghi Cinque Stelle – spiega la deputata – abbiamo riunito le risultanze delle inchieste giornalistiche e varie testimonianze del processo ai vertici della Marlane, chiedendo ai ministri interrogati quali elementi abbiano acquisito o ritengano di acquisire circa l’avvenuto interramento di rifiuti pericolosi». «Inoltre abbiamo domandato se il governo intenda promuovere una bonifica efficace dei luoghi interessati e se risultino approfondimenti tecnici, a tutela della salute dei cittadini, circa la costruzione di una struttura turistica, nei dintorni, di cui si sente molto parlare». La Nesci non è nuova a portare avanti queste battaglie. Nei giorni scorsi, infatti, assieme a Parentela, Nesci si è occupata di casi inquietanti di inquinamento, ad oggi impuniti come i rifiuti cancerogeni dell’ex area industriale di Crotone e le scorie tossiche rinvenute lungo il fiume Oliva nei pressi di Amantea. (0090)

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  • Occhiello La deputata grillina, assieme ai colleghi Vignaroli e Parentela, ha presentato un`interrogazione ai ministri dell’Ambiente, della Salute e della Giustizia, per conoscere la verità sulla produzione dell’ex fabbrica tessile del gruppo Marzotto
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