Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 29 Gennaio 2014
Mercoledì, 29 Gennaio 2014 21:49

AGGUATO A COSENZA | Fermato il nipote

COSENZA È il nipote della vittima ed è reo confesso l`uomo fermato dai carabinieri con l`accusa di essere il responsabile dell`omicidio di Francesco Bertocco, di 62 anni, ucciso stasera a Cosenza con alcuni colpi di pistola. Giovanni Bertocco, di 34 anni, con precedenti per reati contro il patrimonio, ha riferito ai carabinieri di avere ucciso il fratello del padre per contrasti di natura familiare. I particolari del movente e della dinamica dell`omicidio, insieme agli elementi forniti da Giovanni Bertocco nella sua confessione, sono adesso al vaglio del pm di turno della Procura della Repubblica di Cosenza e dei carabinieri per verificare ogni aspetto della vicenda. Si valuta, in particolare, se Bertocco abbia premeditato l`omicidio o se il fatto sia accaduto durante un litigio. Giovanni Bertocco, fino a pochi giorni fa, secondo quanto riferito dagli investigatori, aveva finito di scontare un periodo di detenzione agli arresti domiciliari. L`assassino sarebbe stato anche visto da diversi testimoni, nell`atto di sparare allo zio. Carabinieri e vigili del fuoco sono, in queste ore, impegnati a trovare l`arma del delitto, che, secondo quanto avrebbe riferito il presunto assassino, sarebbe stata gettata in alcuni cespugli subito dopo l`omicidio.

L`AGGUATO
Un vero e proprio agguato più che una sparatoria quello che ha visto cadere sotto i colpi di pistola il 62enne Francesco Bertocco, che abitava al primo piano di una palazzina del quartiere popolare. Il tutto si è verificato nel pomeriggio nella trafficata arteria di periferia, all`altezza degli uffici del Giudice di Pace a Cosenza, nei pressi di viale Mancini. Secondo una prima ricostruzione l`uomo sarebbe stato freddato con sette colpi di arma da fuoco esplosi da una pistola calibro 7,65: secondo le prime ricostruzioni, l`uomo era appena sceso dalla sua automobile, una Fiat Punto, quando è stato avvicinato da una persona che ha sparato diversi colpi di pistola. L`uomo è stato raggiunto in diverse parti del corpo ed è morto successivamente, nel corso del trasporto in ospedale. Sul luogo dell`omicidio sono intervenuti gli agenti della squadra mobile, che hanno avviato le indagini. Poi in serata la svolta con il fermo da parte dei carabinieri del 34enne. (0090)

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  • Occhiello Francesco Bertocco è reo confesso dell`omicidio dello zio. Il 34enne nutriva forti rancori nei confronti della vittima

REGGIO CALABRIA Bisognerà aspettare il prossimo 13 febbraio per la requisitoria con cui il pm Sara Ombra tirerà le fila del cosiddetto caso Fallara, il procedimento che prende il nome dalla dirigente del settore Bilancio del Comune di Reggio Calabria morta suicida nel dicembre 2011, lasciando dietro di sé una voragine nei conti comunali dai contorni ancora non definiti e che vede imputato per falso in atto pubblico e abuso d’ufficio l’ex sindaco e attuale governatore Giuseppe Scopelliti, insieme ai revisori dei conti dell’epoca, Carmelo Stracuzzi, Domenico D`Amico e Ruggero Alessandro De Medici, accusati di solo falso.
Le schermaglie sulla produzione documentale fra pubblica accusa e difese hanno fagocitato l’udienza di oggi consumatasi fra le richieste delle parti, sottoposte poi al vaglio attento del Tribunale presieduto da Olga Tarzia, che dopo circa un’ora di camera di consiglio ha dichiarato chiusa l’istruttoria. Nonostante le numerose istanze presentate dalla pubblica accusa e dai legali degli imputati, solo pochissime hanno superato la mannaia del Collegio che ha detto no all’acquisizione di articoli giornalistici relativi alle vicende trattate nel processo perché «superate dall’audizione dei testimoni», dei mandati di pagamento inviati dal Comune alla Ragioneria nel 2008, come anche della sentenza riguardante l’imprenditore Bruno Labate e della richiesta di rinvio a giudizio riguardante uno dei principali testimoni dell’accusa, Seby Romeo, perché considerati non pertinenti all’oggetto del procedimento.
Passano indenni agli atti del processo, nonostante l’opposizione delle difese, documenti di cui il pm Sara Ombra ha chiesto l’acquisizione. Fra questi, a preoccupare i legali c’è soprattutto la comunicazione di notizia di reato che l’Agenzia delle Entrate ha trasmesso alla procura nell’agosto del 2011. Stando a quanto comunicato dal Direttore provinciale ai magistrati reggini, «il contribuente non ha versato nei termini previsti per la presentazione della dichiarazione annuale modello 770, l’importo delle ritenute alla fonte certificate, per un ammontare complessivo di 6.219.728, 64 euro, relative ad emolumenti di lavoro dipendente e lavoro autonomo». Il contribuente in questione è il Comune di Reggio Calabria e l’ammanco è relativo alle somme trattenute al personale a titolo di Irpef, già segnalate come inesistenti dalla perizia sui bilanci di Palazzo San Giorgio, chiesta e ottenuta dalla Procura, che oggi è alla base del procedimento.
Ma la segnalazione dell’Agenzia delle entrate non è semplicemente una conferma delle valutazione dei tre ispettori. Nel trasmetterla ai magistrati reggini, l’Agenzia ha anche denunciato il legale responsabile di quegli ammanchi in qualità di sindaco in carica della città: l’attuale governatore Giuseppe Scopelliti. Che esito abbia avuto tale segnalazione non è dato sapere, tanto meno se a carico dell’allora primo cittadino di Reggio sia stato aperto un nuovo procedimento e che esito abbia avuto. Ma in ogni caso, ai fini del processo Fallara in via di conclusione, quella stringata comunicazione dell’Agenzia delle Entrate potrebbe diventare un importante riscontro per l’impianto accusatorio costruito nel corso della lunga istruttoria del procedimento.

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  • Occhiello Con l`udienza di stamattina si è chiusa la fase istruttoria. Acquisita anche la comunicazione di notizia di reato che l’Agenzia delle Entrate ha trasmesso alla procura nell’agosto del 2011

GIOIA TAURO «Immaginare Gioia Tauro e di conseguenza la Calabria come un laboratorio di eccellenze e opportunità, lavorative ed economiche, senza tralasciare le essenziali vocazioni naturalistiche, e non inquadrarla quindi solo come sito di operazioni scomode quanto pericolose, è una visione che ci piace della nostra terra, una visione che ha un ampio respiro». Così il capogruppo in consiglio regionale di Forza Italia, Ennio Morrone, in relazione all’appello lanciato dall`europarlamentare Sergio Silvestris e firmato da altri 14 colleghi, rivolto al premier Letta, affinché tutte le operazioni di disarmo della naufragata "Costa Concordia" siano effettuate a Gioia Tauro.
«Per questo – continua Morrone – il documento presentato da Silvestris a Enrico Letta oggi a Bruxelles, potrebbe rivelarsi una di quelle intuizioni politiche in grado di veicolare un`altra Calabria in Europa e nel mondo.
Si verrebbe difatti a parlare di centinaia di posti lavori, di investimenti, dell’imponente indotto collegato al biennio di attività e, aspetto non trascurabile, di un riconoscimento verso le potenzialità e le capacità di un porto fra i più importanti del Paese e del Mediterraneo, che non può essere sminuito a temporaneo parcheggio di sostanze tossiche».
«Sembra che il premier – conclude il capogruppo di Fi – abbia accolto favorevolmente tale appello e Gioia Tauro, d’altronde, rappresenta una candidatura autorevole per il disarmo della sventurata "Costa Concordia". Mi auguro quindi che il governo faccia quanto è in suo potere per avallare il progetto, poiché è con gesti concreti che da Roma si può, e si deve, dimostrare vicinanza alla Calabria e alle professionalità dei calabresi». (0040)

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  • Occhiello Morrone rilancia la proposta di Silvestris: sarebbe un riconoscimento delle potenzialità dello scalo
Mercoledì, 29 Gennaio 2014 20:15

Vibo, reperti archeologici nel fango

VIBO VALENTIA C`è un`intera città finita sotto il fango. Una città antica, testimonianza di un`epoca ormai lontanissima, i cui resti sono stati rinvenuti alcuni mesi fa in piazza San Leoluca – proprio davanti al duomo di Vibo Valentia – e che oggi sono abbandonati alle intemperie senza alcuna cura. Ciò, come segnalatoci da un attento lettore vibonese, accade in attesa che i resti vengano ricoperti, perché a Vibo si fa così.  
Pur essendo costruita su un vero e proprio tesoro archeologico che comprende tre epoche – greca, romana e medievale –, la città che fu una subcolonia magnogreca sembra destinata a lasciarsi la Storia sotto i piedi o, peggio, nel fango.
Non sono pochi i siti di interesse storico che Vibo nasconde e trascura. Fu Paolo Orsi, grande archeologo trentino, a scoprire, tra il 1916 e il 1921, le mura greche, il tempio ionico al Cofino, il tempio dorico al Belvedere Telegrafo e un tempietto di piccole dimensioni alla Contura del Castello. Molte delle sue scoperte, però, oggi sono cadute nell`oblio.
Da sotto l`asfalto che ricopriva piazza San Leoluca pare siano saltati fuori un pavimento a mosaico con strutture di età romana, resti di edifici di età greca, sepolture alto-medievali e una fonte battesimale tardoantica. Come di recente è successo – ironia della toponomastica – anche in via Cicerone, questi reperti verranno ricoperti, sacrificati sull`altare della scorrevolezza del traffico, del decoro urbano e delle ristrettezze finanziarie degli enti pubblici, gestiti da una classe politica incapace di reperire risorse adeguate a rendere fruibili questi beni e, soprattutto, pronta a risparmiare su tutto tranne che su se stessa.

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  • Occhiello Anche gli scavi di piazza San Leoluca, nonostante la rilevanza storica, saranno presto ricoperti. Ma intanto sono lasciati alle intemperie
Mercoledì, 29 Gennaio 2014 19:48

AGGUATO A COSENZA | Ucciso un 62enne

COSENZA Un vero e proprio agguato più che una sparatoria: a perdere la vita un 62enne, Francesco Bertocco, che abitava al primo piano di una palazzina del quartiere popolare. Il tutto si è verificato nel pomeriggio nella trafficata arteria di periferia, all`altezza degli uffici del Giudice di Pace a Cosenza, nei pressi di viale Mancini. Secondo una prima ricostruzione l`uomo sarebbe stato freddato con sette colpi di arma da fuoco esplosi da una pistola calibro 7,65: secondo le prime ricostruzioni, l`uomo era appena sceso dalla sua automobile, una Fiat Punto, quando è stato avvicinato da una persona che ha sparato diversi colpi di pistola. L`uomo è stato raggiunto in diverse parti del corpo ed è morto successivamente, nel corso del trasporto in ospedale. Sul luogo dell`omicidio sono intervenuti gli agenti della squadra mobile, che hanno avviato le indagini. Gli investigatori hanno sentito anche alcuni familiari ed amici della vittima per verificare se, recentemente, avesse avuto contrasti con altre persone. (0090)

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  • Occhiello Sparatoria in via Popilia, Francesco Bertocco perde la vita durante il trasporto in ospedale

Boom di ascolti – e condivisioni – per “Il cammino di Santiago in taxi”, il terzo disco del cantautore cosentino Dario Brunori, pubblicato in esclusiva oggi su Rockit: sul sito è possibile anche accedere a una serie di contenuti (intervista all`autore, galleria di foto e descrizione traccia per traccia) che faranno contenti i fan.
“Kurt Cobain” è il video-singolo che anticipa l`uscita del nuovo album: pubblicato in esclusiva nel canale tv del sito del Corriere della Sera nei giorni scorsi, è firmato da Giacomo Triglia, filmmaker calabrese “fedele” al cantautore di “Guardia `82” fin dall`inizio, mentre l`album della band Brunori Sas, in uscita il 4 febbraio, è stato registrato da Taketo Gohara nella chiesa di un ex-convento dei Cappuccini a Belmonte Calabro (ora gestito dall`attrice Paola Scialis) con lo studio mobile di Vinicio Capossela.

LE DATE DEL TOUR
A partire dal 6 marzo a Milano l`artista sarà in tour in tutta Italia: dopo la data dell`Alcatraz, storico locale dei live meneghini, si prosegue a Firenze (Auditorium Flog, 8 marzo), Torino (Hiroshima Mon Amour, 14 marzo), Genova (Teatro dell`Archivolto, 15 marzo), Padova (Alta fedeltà c/o Geoxino, 19 marzo), Bologna (Locomotiv Club, 21 marzo ), Verona (Emporio Malkovich, 22 marzo), Cosenza (Teatro Auditorium Unical – Rende, 27 marzo), Roma (Atlantico, 29 marzo), Palermo (I Candelai, 4 aprile), Catania (Mercati Generali, 5 aprile), Perugia (Afterlife, 10 aprile), Napoli (Casa della Musica, 11 aprile), Bari (Demodè, 12 aprile), Livorno (The Cage, 18 aprile) e Teramo (Pin-up, 19 aprile). [0070]

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  • Occhiello Il 6 marzo parte il tour: concerto al mitico Alcatraz di Milano. La band cosentina farà tappa il 27 marzo al Teatro Auditorium Unical di Rende

LAMEZIA TERME «Quel seggio è stato ingiustamente attribuito a Dorina Bianchi». Nino Foti, primo dei non eletti della lista del Pdl in Calabria, non usa mezzi in termini e, in conferenza stampa alla Camera, torna a chiedere a gran voce di riparare a quella lui ritiene «una vera e propria ingiustizia». Assistito dal legale di fiducia, l’amministrativista Oreste Morcavallo, l’ex parlamentare del Pdl (rimasto fedele a Berlusconi e, dunque, transitato nuovamente in Forza Italia) ha presentato davanti ai taccuini l`istanza di riesame presentata alla Corte di Cassazione, ma anche al presidente della Camera Laura Boldrini e alla Giunta per le elezioni Giuseppe D`Ambrosio dopo la decisione dell`organismo che ha giudicato ammissibile l`elezione di Dorina Bianchi (ora Nuovo centrodestra). L`esponente azzurro punta il dito sulle modalità con cui è stata applicata la legge Severino: «Per quanto riguarda la decisione sulla decadenza di Berlusconi, l`asse Pd-M5s ha portato all`esclusione del presidente dal Senato. Dorina Bianchi, invece, è ancora al suo posto nonostante abbia presentato in ritardo il certificato per i requisiti di candidabilità mentre la legge dice che va deve essere accompagnato contestualmente alla presentazione della candidature».

IL FATTO
Il riferimento di Foti è a quanto successo il 22 gennaio dello scorso anno e riguarda un vizio di forma che avrebbe accompagnato la candidatura della Bianchi. Vizio che ha determinato, seppur per poche ore, l’esclusione dalla lista del Pdl. Tutto rientrò anche grazie all’intervento di Alfano, all’epoca segretario del Pdl, che alle agenzie di stampa rilasciò una dichiarazione molto pesante: «Una grave menomazione per il Pdl. Ma siamo fiduciosi che nelle prossime ore la giustizia restituirà al Pdl la propria forza». La Bianchi, a questo punto, chiede all’ufficio circoscrizionale centrale di riesaminare il suo caso e ottiene la revoca della cancellazione. Lei esulta, a rimanere beffato è Foti. Che ora torna a invocare la giusta applicazione delle regole. Lo scontro è giuridico ma anche politico perché, nel frattempo, la Bianchi ha lasciato pure il Cavaliere per seguire Alfano e gli altri filogovernisti di Ncd. Dunque, se il ricorso fosse accolto Forza Italia avrebbe un deputato in più e Nuovo centrodestra scenderebbe a 28 rappresentanti. Non va dimenticato che recentemente alla Bianchi è stato affidato anche il ruolo di vicecapogruppo alla Camera di Ncd.

LA DIFESA DELLA BIANCHI
L’ex centrista è rimasta per tutta la giornata in silenzio. A parlare per lei ci ha pensato il suo legale di fiducia, Alfredo Gualtieri: «È quanto meno riduttivo – prosegue – pertanto, sostenere che «l`ufficio centrale circoscrizionale di Catanzaro fa spallucce e gira la patata bollente alla giunta per le elezioni di Montecitorio», anche perché la decisione giurisdizionale certamente non è soggetta all`esame degli organi de Parlamento». «La verità – continua Gualtieri – è che il decreto legislativo 31 dicembre 2012, numero 235, pur prevedendo la presentazione delle "dichiarazioni sostitutive", non limita l`accertamento delle condizioni di incandidabilità alle stesse dichiarazioni "di parte", bensì prevede espressamente che "gli stessi uffici accertano d`ufficio la condizione d`incandidabilità anche sulla base di atti o documenti di cui vengano comunque in possesso comprovanti la condizione di limitazione del diritto di elettorato passivo". Detta verifica, peraltro, non si esaurisce al momento della presentazione delle candidature, tanto è vero che lo stesso provvedimento legislativo contempla i casi di incandidabilità sopravvenuta o, comunque, "accertata nel corso del mandato elettivo". E poiché "dai predetti accertamenti è stata acclarata l`insussistenza di cause di incandidabilità per la candidata Bianchi Dorina, come da allegato certificato del casellario giudiziale", ne ha disposto "l`ammissione in via definitiva". Questi i "fatti" e gli "atti" che non si prestano a sterili polemiche».

MORCAVALLO NON CI STA
Scontro terminato? Nemmeno per sogno. Questa volta è l’avvocato Morcavallo, legale di Foti, a dare nuovamente fuoco alle polveri: «Una legge, come quella comunemente chiamata “Severino” non può essere applicata a pezzi: con rigidità per la decadenza mentre non viene applicata per i requisiti di candidabilità». E Foti di rimando accusa pure di non essere stato informato della decisione della Giunta per le elezioni: «Lo abbiamo appreso dal sito internet. Né io né i miei legali sono stati avvertiti. La decisione è stata presa in 15 minuti».
E adesso si attendono le prossime decisioni della presidente Boldrini per una vicenda il cui capitolo finale è ancora tutto da scrivere. (0040)

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  • Occhiello L`ex deputato Foti insorge contro la decisione dell`Ufficio circoscrizionale della Calabria: non sono state applicate le regole

CATANZARO Si sono prescritti alcuni dei reati contestati ai 23 imputati nel processo scaturito dall`inchiesta Poseidone sui presunti illeciti nella gestione della depurazione in Calabria. Dopo numerosi rinvii, stamane il processo ha avuto inizio davanti ai giudici del tribunale di Catanzaro i quali hanno emesso una sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per alcuni dei capi d`accusa.
Tre imputati hanno deciso di rinunciare alla prescrizione. Si tratta dell`ex presidente della Giunta regionale della Calabria di centrodestra, Giuseppe Chiaravalloti, e di Antonio Caliò e Bruno Barbera. Durante l`udienza di stamane sono stati sentiti anche i primi testimoni. successivamente il processo è stato aggiornato al 18 aprile prossimo. Nel processo è imputato anche l`ex subcommissario per l`emergenza ambientale in Calabria, Giovambattista Papello, e l`ex assessore all`ambiente nella giunta guidata da Chiaravalloti, Domenico Basile. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, concussione, falsità ideologica, truffa e turbativa della libertà degli incanti. I fatti contestati riguardano, in particolare, l`aggiudicazione di appalti per i depuratori ed altri lavori nel settore della depurazione in Calabria.
L`inchiesta Poseidone fu avviata nel 2005 dall`allora pm di Catanzaro, ed attuale sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Dopo un travagliata vicenda giudiziaria, nel giugno del 2011 il giudice per l`udienza preliminare ha rinviato a giudizio 23 persone e ne ha prosciolte 11.

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  • Occhiello Si tratta di Chiaravalloti, Caliò e Barbera. Dopo numerosi rinvii, il processo è iniziato stamattina a Catanzaro

GIOIA TAURO Un`operazione di "routine", un intervento "normale" per il porto di Gioia Tauro, che «non comporta rischi per il territorio». Lo dice il presidente della Calabria Giuseppe Scopelliti in audizione al Senato, sottolineando che le navi con le armi chimiche siriane non arriveranno prima di metà febbraio e, comunque, dopo il sopralluogo dell`Opac, che dovrebbe avvenire la settimana prossima. Il presidente calabrese ha ricordato che sia il governo, sia il personale che gestisce il terminal di Gioia Tauro sia l`Opac hanno fornito «rassicurazioni», parlando di «un`operazione di routine» che «non comporta rischi» e che durerà tra le 10 e le 24 ore. «Allo stato - ha ribadito - non ci sono elementi che lasciano pensare a rischi. Né qualcuno ci ha portato elementi per dire che quanto sostenuto dalle autorità interessate siano informazioni non corrette». Il trasbordo delle armi chimiche dalla nave danese che le ha caricate in Siria al cargo Usa Cape Ray, avverrà in banchina, da nave a nave, senza che la merce venga stoccata a terra. L`area che potrebbe essere interessata in caso di incidente, ha detto Scopelliti, è solo quella delle operazioni, con un raggio di 300-400 metri. In ogni caso, ha assicurato il governatore, nel porto di Gioia Tauro sarà allestito un presidio sanitario in grado di trattare il personale portuale che, in caso di incidente, dovesse essere contaminato. Ma come arriveranno in Italia le armi siriane? Innanzitutto, ha detto Scopelliti, «non si tratta di armi ma di sostanze tossiche», che vengono già trattate nel porto di Gioia. Prima di essere caricate sulla nave danese, inoltre, le sostanze sono state sottoposte ad un triplice imballaggio (effettuato da personale siriano istruito dall`Opac) e chiuse in container stagni, certificati dall`Opac. L`Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche eseguirà anche una serie di controlli durante la navigazione, per verificare che non vi siano perdite dai container. La prossima settimana, infine, il personale dell`organizzazione farà un sopralluogo a Gioia assieme alle autorità italiane per verificare le condizioni di sicurezza a terra e a mare. (0090)

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  • Occhiello Secondo il governatore si tratta solo di un`operazione di routine. Il presidente della Regione: le nave in Italia non prima di metà febbraio

LAMEZIA TERME «L`ammissione della candidatura di Dorina Bianchi alle ultime elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati è stata disposta dell`Ufficio circoscrizionale elettorale per la Calabria presso la Corte di appello di Catanzaro (composta dal presidente della Prima sezione civile e altri due magistrati) con ampia motivazione, talmente persuasiva che nessun contro-interessato ha ritenuto di ricorrerla in Cassazione». Lo precisa Alfredo Gualtieri, legale di Dorina Bianchi, deputato di Ncd in merito a un articolo pubblicato oggi sul Giornale dal titolo "La legge Severino non vale se non riguarda Berlusconi", in cui si sollevava il caso della regolarità dell`elezione della parlamentare. «È quanto meno riduttivo – prosegue – pertanto, sostenere che «l`ufficio centrale circoscrizionale di Catanzaro fa spallucce e gira la patata bollente alla giunta per le elezioni di Montecitorio», anche perché la decisione giurisdizionale certamente non è soggetta all`esame degli organi de Parlamento». «La verità – continua Gualtieri – è che il decreto legislativo 31 dicembre 2012, numero 235, pur prevedendo la presentazione delle "dichiarazioni sostitutive", non limita l`accertamento delle condizioni di incandidabilità alle stesse dichiarazioni "di parte", bensì prevede espressamente che "gli stessi uffici accertano d`ufficio la condizione d`incandidabilità anche sulla base di atti o documenti di cui vengano comunque in possesso comprovanti la condizione di limitazione del diritto di elettorato passivo". Detta verifica, peraltro, non si esaurisce al momento della presentazione delle candidature, tanto è vero che lo stesso provvedimento legislativo contempla i casi di incandidabilità sopravvenuta o, comunque, "accertata nel corso del mandato elettivo"».    
«Il fine della norma, infatti – prosegue il legale – non è quello formale di acquisire una dichiarazione "di parte", bensì quello sostanziale di accertare l`effettiva sussistenza delle condizioni di incandidabilità fissate nell`articolo 1 del medesimo decreto legislativo numero 235/2012 e le condizioni di eleggibilità di Dorina Bianchi, all`epoca parlamentare in carica, erano oggettivamente verificabili quale senatore della Repubblica. Di ciò ha preso atto il citato Ufficio circoscrizionale della Corte di appello che, nel disporre l`ammissione in via definitiva della candidatura dell`onorevole Bianchi, ha correttamente richiamato anche l`articolo 2 dello stesso decreto legislativo numero 235 del 31 dicembre 2012 che consente all`Ufficio circoscrizionale "di svolgere accertamenti officiosi circa la condizione di incandidabilità dei candidati, accertamento che è stato demandato ed espletato per tutti i candidati delle liste depositate". E poiché "dai predetti accertamenti è stata acclarata l`insussistenza di cause di incandidabilità per la candidata Bianchi Dorina, come da allegato certificato del casellario giudiziale", ne ha disposto "l`ammissione in via definitiva". Questi i "fatti" e gli "atti" che non si prestano a sterili polemiche»

FOTI INCREDULO
«Sono sconcertato». A dirlo è Antonino Foti, esponente di Forza Italia, nel corso di una conferenza stampa alla Camera (a cui ha preso parte anche il suo legale Oreste Morcavallo) per illustrare l`istanza di riesame presentata alla Corte di cassazione, ma anche al presidente della Camera Laura Boldrini e alla Giunta per le elezioni Giuseppe D`Ambrosio dopo la decisione della Giunta che ha giudicato ammissibile l`elezione di Dorina Bianchi (ora Ncd). L`esponente azzurro punta il dito sulle modalità con cui è stata applicata la legge Severino: «Per quanto riguarda la decisione sulla decadenza di Berlusconi – osserva – l`asse Pd-M5s ha portato all`esclusione del presidente dal Senato», a differenza «di Dorina Bianchi che ha presentato in ritardo il certificato per i requisiti di candidabilità mentre la legge dice che va deve essere accompagnato contestualmente alla presentazione della candidatura». Foti, che ha presentato ricorso e che dovrebbe, in caso di vittoria subentrare alla Bianchi, accusa poi di non essere stato informato della decisione della Giunta: «Lo abbiamo appreso dal sito internet – dice nel corso della conferenza stampa. Né io né i miei legali sono stati avvertiti. La decisione è stata presa in 15 minuti». (0040)

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  • Occhiello Il legale della deputata: «Decisione chiara, ora basta polemiche». Foti rimane fuori dal Parlamento: «Per Berlusconi è andata diversamente»
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