Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 31 Gennaio 2014
Venerdì, 31 Gennaio 2014 23:25

Anziano trovato morto a Catanzaro

CATANZARO Il cadavere di un uomo di 86 anni è stato trovato stasera all`interno della sua abitazione, a Catanzaro. Sul corpo non sono stati riscontrati segni evidenti di violenza, motivo per cui i carabinieri ritengono che si tratti di una morte dovuta a cause naturali. Sono stati i vicini ad allertare i militari dell`Arma non avendo visto il pensionato per tutto il giorno. Una volta entrati nell`appartamento, i carabinieri hanno scoperto il cadavere e hanno avviato, comunque, ulteriori accertamenti. (0040)

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L`uomo, 86 anni, è stato rinvenuto nella sua abitazione. Il decesso sarebbe dovuto a cause naturali
Venerdì, 31 Gennaio 2014 23:08

"Mister prezzi" conquista il ministero

LAMEZIA TERME Antonio Lirosi “mister prezzi” è il nuovo segretario generale del ministero dello Sviluppo economico. Rosarnese di 50 anni, economista e dirigente statale in aspettativa, Lirosi è stato nominato durante la riunione del Consiglio dei ministri di oggi. Esponente del Pd, negli anni scorsi il suo nome è circolato più di una volta come possibile candidato alla segreteria del Pd. Poi, anche a causa del commissariamento del partito avvenuto nel 2010, l’ipotesi è gradualmente tramontata. Di fede bersaniana, nel 2007 fu nominato dall’allora premier Romano Prodi Garante per la sorveglianza dei prezzi, una figura che era stata istituita dalla Finanziaria per il 2008. «Non ho la bacchetta magica - aveva spiegato Lirosi nel corso della conferenza stampa di presentazione a Palazzo Chigi - ma spero di migliorare la situazione rispetto all`attuale». In passato ha svolto diversi incarichi nella pubblica amministrazione, tra i quali capo dipartimento per la relazione dei mercati, direttore generale per la tutela dei consumatori e presidente del consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti presso il ministero dello Sviluppo economico. Oggi il nuovo incarico. (0040)

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il governo ha nominato Antonio Lirosi segretario generale dello Sviluppo economico

REGGIO CALABRIA La commissione regionale contro la `ndrangheta, accogliendo la richiesta avanzata dal consigliere Aurelio Chizzoniti e le sollecitazioni giunte dal consigliere Gianluca Gallo, ha deciso di tenere la prossima seduta a Cassano allo Ionio, a seguito dell`omicidio del piccolo Cocò, brutalmente ucciso e bruciato nella macchina insieme al nonno Giuseppe Iannicelli e alla sua compagna di origini marocchine. «Non si tratterà di mera commemorazione: la morte del piccolo Cocò impone risposte e soluzioni serie e concrete - sottolinea il presidente Salvatore Magarò -. Un atto che ci indigna e ci ferisce da cittadini e da rappresentanti delle Istituzioni che ancor di più hanno il dovere di rapportarsi, con spirito critico e operativo, a quanto succede nella nostra terra dove il cappio della criminalità è sempre più asfissiante e blocca ogni tentativo di risalita. Oggi ancor più di ieri, in considerazione dell`efferatezza e della crudeltà che la malavita di cui la malavita ha fatto tragicamente sfoggio è indispensabile reagire individuando e adottando proposte concrete, capaci di creare le condizioni per lo sviluppo sociale, culturale ed economico attraverso il quale giungere a debellare un male endemico che rischia di ipotecare pesantemente l`avvenire della terra di Calabria».
Il consigliere Gallo, che è stato sindaco di Cassano, ha precisato: «Vogliamo dare un ulteriore e chiaro segnale della presenza delle istituzioni regionali al fianco delle popolazioni locali duramente provate dai recenti, tragici fatti di cronaca. Ed è in quest`ottica che s`inserisce la missione cassanese della commissione regionale antimafia, che fisseremo agli inizi della settimana entrante e che avrà comunque luogo entro la metà di febbraio».
«La politica non sta a guardare e, a fronte dell`efferato omicidio del piccolo Cocò, non ha esitato a farsi carico della doverosa esigenza di convocare la Commissione anti `ndrangheta nel Comune di Cassano allo Ionio proprio per lasciare un segno tangibile, direttamente sul territorio, ove a vincere non può essere sempre l`antistato». È stato il consigliere regionale Aurelio Chizzoniti a formalizzare la proposta della riunione itinerante della Commissione, accolta all`unanimità dai componenti. «Non posso non sottolineare - ha aggiunto - il grande senso di responsabilità di tutti i colleghi che, partecipando ai lavori, non hanno esitato a condividere l`iniziativa, che vuole rappresentare anche una risposta e un incoraggiamento istituzionale alle forze dell`ordine ed alla magistratura impegnati in una delicatissima indagine alla cui conclusione guarda l`intera comunità calabrese».
«Siamo sicuri - ha concluso Chizzoniti - che i crudeli responsabili dell`eccidio non la faranno franca, restituendo, così, serenità e giustizia al laborioso popolo della Sibaritide». (0040)

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello La commissione antimafia del consiglio regionale svolgerà il suo prossimo incontro istituzionale nel Comune cosentino. Magarò: risposte subito
Venerdì, 31 Gennaio 2014 22:38

Bianco, operaio ferito a colpi di pistola

BIANCO Un operaio, Francesco Sculli, di 40 anni, è stato ferito con un colpo di pistola a un piede stasera a Bianco. A sparare è stata una persona non identificata che si è poi allontanata. È stato lo stesso ferito a chiamare il 118, avvertendo di quanto era accaduto e facendosi portare nell`ospedale di Locri, dove è stato ricoverato. Sul ferimento hanno avviato le indagini i carabinieri della Compagnia di Bianco, che, riguardo il movente, non escludono, al momento, alcuna ipotesi. (0040)

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello La vittima, Francesco Sculli, è stata raggiunta a un piede. Non identificato l`aggressore

«Sulla questione di Gioia Tauro e sulle armi chimiche siriane, la Conferenza dei capigruppo non può impedire al consiglio regionale di discutere e deliberare. Non si può relegare l’Assemblea regionale ad un ruolo di esclusiva tribuna per un`informativa deludente e priva di efficacia politica e istituzionale da parte del presidente della giunta regionale». A dirlo, è il consigliere regionale Carlo Guccione per il quale «alla luce di quanto è successo stasera, sarebbe stato persino più dignitoso se il consiglio regionale non fosse stato investito di questa problematica». (0050)

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il consigliere regionale stigmatizza quanto accaduto in Consiglio in merito alla discussione sul "caso Gioia Tauro"

REGGIO CALABRIA «Purché non arrivi un attacco di aerei o di missili». Scopelliti gesticola, rotea le mani, usa il sarcasmo per ribadire che l’operazione di trasbordo delle armi siriane al porto di Gioia avverrà in tutta sicurezza, senza alcun rischio. Così, almeno, gli hanno assicurato a Palazzo Chigi. Il governatore espone in consiglio regionale i punti salienti di quell’incontro con il premier Letta e i ministri Orlando e Lupi. «Ci è stato chiarito nettamente che la vicenda è normale routine: sia nel 2012 sia nel 2013 a Gioia ci sono state operazioni analoghe con merci pericolose appartenenti alla classe 6.1». La stessa alla quale appartiene l’arsenale di Assad.
«Il Porto – ha aggiunto Scopelliti – è stato scelto perché tra quelli italiani è il più sicuro. Lo stesso terminalista (Mct, ndr) ha ribadito che è un percorso naturale». Il presidente un po’ rassicura, un po’ spiega, un po’ fa confusione. Dice che «l’operazione avverrà da “nave a nave” attraverso di appoggi rotabili che porteranno immediatamente i contenitori nella nave americana». Che «non c’è stoccaggio». Che tutto si svolgerà in un raggio d’azione di 600-700 metri «all’interno dell’area di pertinenza del terminalista». Poi chiarisce che «ci è stato confermato che i lavori sulla banchina dureranno dalle 12 alle 20 ore».
Ma, al di là delle questioni tecniche, a detta di Scopelliti il vertice romano non è stato tutto baci e abbracci. «Nel mio intervento ho detto a Letta che i governi non hanno mai guardato con attenzione al porto di Gioia». La Regione ha quindi avanzato diverse proposte, tra cui quella di affiancare l’Arpacal (l’Agenzia calabrese per la protezione dell’Ambiente) alle operazioni condotte dall’Ispra. Ma la richiesta principale è stata la Zona economica speciale (Zes). L’unica riforma che – secondo il governatore – potrebbe davvero cambiare il volto della Piana e dell’intera Calabria. Di più: è «la partita della vita». Qualsiasi altro finanziamento «non ha alcun valore rispetto all’idea di puntare in alto. Ad oggi ci sono 2-300 imprese che vogliono investire nel Mediterraneo. Con questa scelta, Gioia potrebbe essere il porto più appetibile in assoluto. Siamo stati i primi d’Italia a richiederla e la sua istituzione significherebbe avere un territorio dove non si pagano Tares, Imu e oneri contributivi legati al lavoro. Sono questi gli interventi che cambiano il destino di una comunità».
Prova anche a levarsi qualche sassolino dalla scarpa, Scopelliti: «Molti hanno parlato di “baratto”. E quando Silvestris ha presentato l’idea di portare la nave Concordia a Gioia? Noi in giunta abbiamo detto sì. Ma quelli che ieri ci hanno insultato, cosa diranno ai cittadini?». Il governatore si rivolge anche ai consiglieri di Forza Italia, che nei giorni scorsi hanno rilanciato la proposta dell’europarlamentare: «È un piacere vedere che le posizioni si sono ammorbidite. L’importante è che tutti ragioniamo per portare vantaggi al territorio». Il caso di Gioia, per il presidente della Regione, presenta delle analogie con la questione rifiuti: in entrambi i casi ci sarebbe la tendenza «a spararla grossa», ma così «non faremo nulla». Anche «una provincia come Cosenza, che non ha mai avuto impianti, deve cominciare ad averli. Non è possibile che due milioni di calabresi siano sommersi dalla spazzatura perché qualcuno ha detto di no al trasbordo di qualche ecoballa. Noi abbiamo l’obbligo di fare. Poi nel tempo qualcuno capirà che la Calabria è cambiata perché sono cambiati certi meccanismi».
Ma l’informativa presentata in aula prevede anche un excursus tutto personale, con il quale il governatore prova a negare l’indiscrezione pubblicata dal Corriere della Calabria secondo la quale lui sapeva dell’operazione di trasbordo fin dal 9 gennaio. «Il governo ha smentito quanto scritto da qualche testata. C’è stata una carenza di informazione che ha generato confusione. Quando ho detto che si corre il rischio di una guerra civile mi riferivo al fatto che se non c’è informazione, queste vicende creano fermento nei territori». Infine, anche una stoccata verso i banchi del Pd, che per l’occasione sono vuoti (ad eccezione dei consiglieri Guccione e Adamo): «Anch’io potrei dire che il premier Letta è del Pd e non ha dato avvisi sull’operazione, ma non lo faccio».
Finita la relazione, Giuseppe Giordano (Idv) prende la parola. E mette in fila tutti i nodi irrisolti che riguarderebbero Gioia. Dalla riorganizzazione dell’Autorità portuale – che potrebbe segnare un ridimensionamento dell’infrastruttura calabrese –, alle gravi carenze del sistema logistico. Quelli di Scopelliti, a parere del consigliere reggino, sono solo «spot». Ma il governatore non lo sente. È già andato via da un pezzo. (0050)

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il governatore espone in Consiglio i punti salienti dell’incontro con Letta e i ministri Orlando e Lupi. E prova a negare l`indiscrezione pubblicata dal Corriere della Calabria secondo la quale il presidente già sapeva del trasbordo

SERRA SAN BRUNO C`è voluta una lunga riunione in Prefettura a Vibo per convincere Mimmo De Paola a interrompere lo sciopero della fame. L`imprenditore serrese, titolare di un agriturismo, era incatenato da ieri mattina all`interno del municipio per protestare contro il mancato pagamento dei servizi erogati dalla sua struttura, “Il Fondo dei baroni”, che su richiesta del Comune aveva ospitato per diversi mesi – da settembre 2012 a marzo 2013 – 26 studenti egiziani arrivati a Serra nell`ambito del progetto “Pitagora mundus”, promosso dalla Regione e dall`Iscapi (Istituto Calabrese di politiche internazionali, soggetto attuatore). Su oltre 4mila servizi di pernottamento erogati, finora solo 1000 sono stati pagati al “Fondo dei baroni”, circostanza che ha esposto l`azienda a un sovraindebitamento e che potrebbe costringere il titolare a licenziare i dipendenti. Da qui il rimpallo di responsabilità tra Comune e Iscapi che ha generato la protesta in municipio, motivata dal fatto che il Comune non avrebbe mantenuto l`impegno – siglato di fronte al capitano dei carabinieri di Serra, in rappresentanza del prefetto – di trasferire ad Iscapi le somme stabilite. All`incontro di oggi pomeriggio, presieduto dal capo di gabinetto della Prefettura, Anna Aurora Colosimo, hanno partecipato, oltre a De Paola, il sindaco di Serra, Bruno Rosi, e il presidente di Iscapi, Salvatore La Porta. Si è convenuto che il Comune di Serra, che a detta del sindaco aveva inserito la somma necessaria nel bilancio pluriennale 2013-2015, si impegni a prevedere tali somme nel bilancio di previsione 2014, che andrà approvato in giunta entro il 10 febbraio e portato in consiglio entro i venti giorni successivi, in modo tale da procedere «nell`immediatezza» al pagamento ad Iscapi o, se possibile, direttamente all`imprenditore. Il presidente di Iscapi, a sua volta, si è impegnato a richiedere alle banche una linea di credito per anticipare una somma all`imprenditore che potrà così far fronte alle esigenze più impellenti.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello La situazione si è sbloccata dopo un incontro in Prefettura. Il sindaco si è impegnato ad onorare il debito relativo al progetto “Pitagora mundus”

CATANZARO Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte erano due netturbini. Due persone umili, lavoratori, incensurati. Furono uccisi il 24 maggio del 1991 mentre raccoglievano l’immondizia tra le strade del quartiere Miraglia, a Lamezia Terme e ancora oggi non si sa perché. Probabilmente questo fatto di sangue dimostrava già allora gli interessi che la gestione della raccolta rifiuti poteva sollevare in una città ad alta densità mafiosa di una regione come la Calabria.
Pasquale e Francesco non hanno mai avuto giustizia, e solo di recente hanno meritato qualche ricordo: da un lato il comune di Lamezia Terme ha tributato loro un riconoscimento pubblico, mentre l`anno scorso, in apertura della X edizione della rassegna “Ricrii”, la compagnia Scenari Visibili ha presentato, all`interno della residenza teatrale Ligeia, una propria produzione: la scrittura scenica è intitolata “FU”, per la regia di Dario Natale e Gianluca Vetromilo (sul palco con Pasquale Truzzolillo), da un’idea di Emma Leone e con gli attenti suggerimenti di Maria Tramonte – figlia di una delle due vittime – e Gianfranco Berardi.
Cristiano e Tramonte non erano eroi, non erano importanti, erano gente comune, lavoratori. Libera Catanzaro ha voluto dedicare loro il proprio coordinamento di recente istituzione. Domenica 9 febbraio (alle 14 al Campo Scuola) il Rugby Catanzaro entrerà in campo per il derby con il Rende (campionato Seniores C) con delle magliette che porteranno impresso il loro nome. Al termine della partita ci si ritroverà tutti insieme per il terzo tempo: i rugbisti porteranno la loro passione e la birra (sono fatti così...), Libera porterà l’impegno civile e la memoria. Tra le presenze previste, anche quella di Maria, figlia di Francesco Tramonte. Anche lei per urlare insieme: “Placchiamo la mafia”. (0070)

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Domenica 9 febbraio in campo nel derby contro il Rende con delle magliette che ricorderanno Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte, i netturbini uccisi a Lamezia nel maggio 1991

GIOIA TAURO «Le notizie relative al caso delle navi contenenti armi chimiche che transiteranno nel Porto di Gioia Tauro si fanno sempre più confuse e contraddittorie». Lo afferma in una nota il senatore del Movimento 5 Stelle Francesco Molinari. «Noi del Movimento 5 Stelle - aggiunge - siamo abituati a non fermarci davanti alle parole ma preferiamo far parlare i fatti. Nonostante le rassicurazioni da parte del ministro degli Esteri Emma Bonino, che ha garantito la "massima sicurezza" sull`intera operazione di trasbordo delle sostanze tossiche, i portavoce Bartolomeo Pepe e Mario Giarrusso hanno fatto visita al centro comandi ed enti militari stabilimento militare materiali difesa Nbc (Nucleare biologica chimica) di Civitavecchia che avrebbe dovuto essere coinvolto nell`intera vicenda. Al contrario, i fatti dei quali l`interrogazione presentata da Pepe - e da me cofirmata - ai ministri competenti testimonia, dimostra che il comandante del prestigioso organismo internazionale ha negato ogni interessamento da parte del governo: a seguito di visita ispettiva, infatti, è risultato che il Centro di Civitavecchia non è stato allertato riguardo l`operazione in corso a Gioia Tauro». «Una scoperta sconcertante - prosegue Molinaro - in quanto, da una parte smentisce, oggettivamente, le parole del ministro Bonino e, dall`altra, getta delle gravi ombre sulla sicurezza dell`intera operazione: ma visto che - a detta di Lupi e del suo amico Scopelliti - queste operazioni avvengono "normalmente" nel porto di Gioia Tauro a cosa è dovuta la scorta di navi da guerra e la militarizzazione di un porto civile? Ad oggi, nel nostro Paese non ci sono alternative al Centro di Civitavecchia, l`unico organo in Italia ad avere competenze e capacità tecniche per gestire questo tipo di operazioni: chiediamo, pertanto, ai ministri competenti di fare definitivamente luce intorno a questa vicenda. È doveroso, in quanto calabresi, chiedere spiegazioni direttamente al governo, visto che non possiamo contare sulla classe politica locale, equamente sospesa tra incapacità e bizantinismo d`accatto. Possiamo permetterci – conclude –, sulla base della sfiducia più totale di questi personaggi e di questo governo, di dire che quest`operazione, che appare sempre più condotta all`oscuro del popolo calabrese e come l`ennesima presa in giro nei suoi riguardi, non si ha da fare?». (0090)

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il senatore grillino attacca il governo e il presidente Scopelliti sulla gestione del trasbordo delle armi chimiche nel porto di Gioia: notizie confuse e contraddittorie
Venerdì, 31 Gennaio 2014 18:43

“Eolo”, in dodici finiscono a processo

Dodici persone rinviate a giudizio (due delle quali prosciolte per intervenuta prescrizione in alcuni capi d`accusa), così si è conclusa l’udienza preliminare relativa a una delle due tranche investigative scaturite dall`indagine “Eolo” sul business delle pale eoliche in Calabria. Per altri otto indagati, che avevano già chiesto il giudizio abbreviato, il pubblico ministero, Domenico Guarascio, ha invece avanzato richiesta  di assoluzione. Si tratta dell’ex direttore generale dell’assessorato regionale all’Ambiente, Giuseppe Graziano, all’epoca presidente del Nucleo Via; Ilario Monteleone, Salvatore Patamia, Vincenzo Iacovino, Pier Paolo Bonanno, Annamaria Ranieri, Leonardo Splendido, Giovanni Misasi. I riti alternativi proseguiranno il 24 febbraio ed il 7 marzo con le arringhe dei difensori.
L’inizio del processo per le persone rinviate a giudizio è fissato per il 18 aprile prossimo. Nell`aula del palazzo di giustizia del capoluogo compariranno il funzionario regionale Salvatore Antonio Caruso, 54 anni, di Cassano, il componente del Nucleo Via, Egidio Michele Pastore, 62, di Rende, l’imprenditore Mario Lo Po; Mario Cosentini, e Michele Cosentini, Ernesto Cosenza, Salvatore Curcio, Vittoria Imeneo, Raffaele Suppa, Domenico Vasta, Massimo Zicarelli e Mauro Nucaro. Per gli indagati il titolare del procedimento, il sostituto procuratore Carlo Villani, ha ipotizzato le accuse di corruzione, abuso d’ufficio e falso.
Il filone investigativo che li riguarda ruota attorno ad autorizzazioni rilasciate per la realizzazione di diversi parchi eolici, in particolare nel Cosentino. Non a caso tra gli indagati compaiono ex componenti del Nucleo Via (di valutazione ambientale) regionale, accusati di aver concesso varie autorizzazioni senza che ce ne fossero le condizioni.
Il filone centrale dell`inchiesta contesta invece l`ipotesi di associazione per delinquere e ipotizza una presunta maxi tangente che sarebbe stata promessa e in parte sborsata per la realizzazione del parco eolico "Pitagora" di Isola Capo Rizzuto e per l’adozione da parte della Regione Calabria delle "Linee guida sull`eolico". Con queste accuse il 7 marzo prossimo inizierà il processo a carico di Nicola Adamo; il suo uomo di fiducia Giancarlo D`Agni, 52 anni di Cosenza, amministratore della Piloma srl, della Saigese spa e della Lo.Da; il dirigente di settore della Regione Calabria Carmelo Misiti 40 anni di Cinquefrondi; l`imprenditore Mario Lo Po 49 anni di Reggio Calabria socio delle società Piloma, Saigese e Lo.Da.; l`imprenditore Mauro Nucaro 42 anni di Terravecchia; Roberto Baldetti romano di 60 anni amministratore della società Tisol; il quadro direttivo della Erg Cesa Eolica, Giampiero Rossetti 56 anni di Roma; il direttore generale della Erg Stefano Granella 43 anni di La Spezia.
Le indagini hanno avuto inizio nel 2006, quando la Procura di Paola dispose delle intercettazioni telefoniche nei confronti dell`imprenditore Nucaro, amministratore della società Cesp Calabria che opera nel settore dell`energia eolica. L`inchiesta è poi passata ai magistrati di Cosenza e infine alla Procura di Catanzaro. Proprio il lungo iter seguito dalle decine di faldoni che compongono l`indagine, per alcuni capi di imputazioni si è superata la soglia della prescrizione. (0080)

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il pm ha chiesto invece l`assoluzione per gli otto indagati che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato
Pagina 1 di 3