Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 28 Aprile 2014

REGGIO CALABRIA «Abbiamo chiesto come commissione di Vigilanza l`acquisizione dei bilanci di "Villa Betania", con l`intenzione di chiarire tutte le responsabilità in ordine ai presunti ritardi dei pagamenti della Regione denunciati dai rappresentanti della struttura, ma ci sono stati negati adducendo motivi di privacy». È quanto ha affermato nel corso di una conferenza stampa il presidente della commissione speciale di Vigilanza, Aurelio Chizzoniti, incontrando i giornalisti assieme ad una delegazione di genitori di bambini con disabilità assistiti dalla struttura.
«Per tale motivo - ha aggiunto Chizzoniti - e con l`attenzione che la questione richiede, considerato che "Villa Betania" in atto, grazie al personale particolarmente qualificato, offre servizi a circa duecento bambini con particolari problemi di sviluppo, ho depositato una querela agli Uffici di Procura, atteso che, al 31 dicembre 2013 la struttura aveva regolarmente ricevuto i pagamenti dall`Asl, e che a metà marzo scorso erano stati corrisposti 243 mila euro per la corrente annualità. Nonostante questo, da mesi il personale non viene pagato, con le immaginabili conseguenze sui percorsi terapeutici».
«Proprio per mantenere la continuità del servizio - ha proseguito Chizzoniti - avevo trasmesso una lettera nel marzo scorso al presidente di "Villa Betania" per conoscere lo stato delle cose, a partire dal trattamento del personale, tenuto conto che dal 1 febbraio 2014 si sono licenziate due psicomotrici per omessa corresponsione stipendiale, e se ai lavoratori viene consegnata copia della busta paga, indispensabile per accedere a qualsiasi finanziamento pubblico. Questa richiesta è stata liquidata con una risposta  a firma del direttore della struttura e del presidente del Centro di riabilitazione in cui si contesta alla commissione di Vigilanza il diritto-dovere di avere accesso ad atti comunque pubblici. Da parte mia ho sentito il bisogno di recepire le doglianze dei genitori dei bambini in trattamento, che hanno comunque testimoniato gratitudine al personale della struttura convenzionata, con l`intento di chiarire definitivamente una vicenda i cui costi sono sulle spalle di operatori e bambini che ne vorrebbero certamente fare a meno, chiedendo un intervento della Procura della Repubblica ai fini di un accertamento della verità». (0030)

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  • Occhiello La denuncia del presidente della commissione regionale di Vigilanza: «Ho presentato denuncia alla Procura di Reggio Calabria»
Lunedì, 28 Aprile 2014 15:20

Il Pd catanzarese è allo sbando

La crisi del Pd catanzarese non è figlia della mancata unità e non è ascrivibile a precise responsabilità dell’attuale management che sta tentando di governare, sia pure precariamente, il processo di ricostruzione di un partito sgangherato, forse mai nato, che non riesce ad andare al di là di proclami e comunicati stampa, oltre che di sterili convegni che danno il senso di uno smarrimento culturale e politico senza precedenti nella storia della sinistra catanzarese. Al di là della lodevolissima iniziativa della presidente Giusy Iemma e di qualche dichiarazione del vicesegretario provinciale Michele Drosi non si registrano atti concreti che facciano intravedere un percorso serio di superamento della stasi organizzativa in cui versa il Pd voluto dalla triade consiliare regionale (Amato, Ciconte e Scalzo) e avallato dall’allora candidato ed oggi segretario regionale Ernesto Magorno, mentre di converso si assiste ad una diaspora sotterranea che lascia perplessi e stupefatti, anche perchè attribuita a mugugni per mancate presidenze o ritardati commissariamenti di circoli! Mentre tutti declamano la loro disponibilità a concorrere al superamento degli ostacoli insorti a seguito della celebrazione del bruttissimo congresso provinciale il popolo democrat assiste allo sconcertante spettacolo di una gestione (s)programmata dell’unico organismo nominato (segreteria provinciale), mentre l’assemblea non è stata più convocata, neanche per la elezione statutaria della direzione provinciale, unico organismo deputato a dettare la linea politica del partito nella provincia di Catanzaro. Dinanzi ad una situazione del genere è opportuno che il segretario regionale avochi a sé l’intricata matassa per sciogliere il nodo, prima che le conseguenze di un tale immobilismo abbiano a ripercuotersi negativamente sull’esito dei prossimi appuntamenti elettorali, da non ritenere scontati né per l’effetto “Renzi” e né, tantomeno, per l’effetto “Scopelliti”!

* Assemblea Pd Catanzaro

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  • Occhiello di Mario Muzzì *

GERACE Ancora poche ore e la millenaria Città dello Sparviero si trasformerà nuovamente nel cuore pulsante della cultura libraria calabrese: merito di Gerace Libro Aperto, il festival dell’editoria regionale giunto quest’anno alla terza edizione.
Dal 30 aprile al 4 maggio prossimi Gerace Libro Aperto punterà dunque sull’espressione letteraria come strumento capace di suscitare emozioni, risvegliare coscienze, costituire rete, per intraprendere insieme percorsi virtuosi di conoscenza culturale, passione civile, sviluppo sociale. La kermesse geracese, infatti, intende valorizzare la produzione libraria in Calabria, ospitando le più importanti realtà editoriali della regione che hanno aderito alla proposta lanciata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Varacalli, e curata nello specifico dal Consigliere comunale con delega alla Cultura Luca Marturano, in collaborazione con Marisa Larosa (rapporti con gli Editori e organizzazione vendite) e Maria Teresa D’Agostino (rapporti con le Associazioni e organizzazione eventi).
«L’organizzazione della terza edizione di Gerace Libro Aperto – dichiara il sindaco Varacalli – è stata possibile grazie ad una collaborazione ancor più intensa tra tutti gli attori coinvolti: solo così siamo riusciti a superare le criticità incontrate, legate soprattutto alla totale assenza, ad oggi, di contributi istituzionali per la manifestazione, e ad offrire anche quest’anno ai geracesi ed ai tanti visitatori attesi l’opportunità di avvicinarsi al mondo del libro e dell’editoria calabrese in particolare».
«La Calabria, crocevia di popoli e culture, offre un patrimonio storico-culturale autentico e distintivo – afferma il consigliere Marturano –. Per questo motivo Gerace Libro Aperto ospiterà le case editrici calabresi che, ancora una volta, hanno aderito alla manifestazione promossa dal Comune di Gerace e che presenteranno le loro opere in una location dove lo straordinario spettacolo architettonico di una millenaria città diventa palcoscenico di un teatro all’aperto. Attraverso i libri delle case editrici partecipanti, i visitatori potranno ripercorrere le mille sfaccettature di una terra orgogliosa come la Calabria. Lungi dal ripetere inutili e ripetuti slogan politici: la nostra terra deve ripartire dalla cultura».
La terza edizione del festival letterario geracese – organizzato in collaborazione con l’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte, il Club Unesco, l’Associazione culturale Accademia Senocrito e le locali Pro Loco e Consulta Giovanile – conterà sulla presenza di ben dieci realtà editoriali calabresi: Franco Pancallo, Rubbettino, Pellegrini, Laruffa, Ferrari, Sabbiarossa, Falzea, Disoblio, Leonida Edizioni, Ottolibri.   
Per esporre i propri titoli le case editrici partecipanti avranno a disposizione uno degli angoli più suggestivi di Gerace, il Complesso Monumentale di San Francesco d’Assisi. Gli spazi espositivi saranno aperti al pubblico a partire dalle ore 16,30 di mercoledì 30 aprile, e nei giorni seguenti dalle ore 11 alle ore 21. Per l’occasione, gli editori praticheranno sconti variabili tra il 10 e il 30% sul prezzo di copertina.
La terza edizione di Gerace Libro Aperto sarà una manifestazione ad ampio raggio: il Museo Civico di Gerace (Palazzo Tribuna), la Sala Conferenze e l’area espositiva del Centro Visita del Parco Nazionale d’Aspromonte (Complesso Monumentale S. Francesco d’Assisi), la Piazza delle Tre Chiese e altri splendidi scorci del centro storico cittadino faranno da cornice a presentazioni di libri, reading estemporanei, aperitivi letterari, esibizioni musicali e teatrali, e una collettiva d’arte curata da Emanuela Ientile, presidente del Club Unesco di Gerace.
Saranno ben dodici i libri presentati nel corso del festival letterario geracese, che quest’anno dedicherà anche una giornata al libro d’arte, curata dal responsabile scientifico del Museo Civico “Salvatore Gemelli” di Gerace Attilio M. Spanò. (0070)

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  • Occhiello La terza edizione nella Città dello Sparviero dal 30 aprile al 4 maggio

CATANZARO «Apprendo con molto dispiacere che l`ex governatore della Calabria Agazio Loiero si intromette, arbitrariamente, in una vicenda giudiziaria che dimostra di non conoscere, manifestando una grave mancanza di rispetto per tutti i soggetti coinvolti». Lo afferma, in una dichiarazione, l`avvocato Cataldo Calabretta, difensore di Francesco Schettino sotto processo a Grosseto per il naufragio del 13 gennaio 2012 della Costa Concordia all`Isola del Giglio. Loiero, ieri in una dichiarazione, aveva paragonato il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti al comandante della nave dicendo che sta «scappando dalla nave per tentare di mettersi in salvo, come il comandante Schettino».
«Non comprendo i motivi - prosegue l`avvocato Calabretta - che spingono Loiero a paragonare una vicenda tragica come il naufragio della Costa Concordia, che ha causato ben trentadue morti, alla vicenda giudiziaria del presidente Giuseppe Scopelliti, che ha scompaginato la vita politica calabrese. Di là dai profili di responsabilità, che saranno accertati nelle opportune sedi, informo l`ex governatore Loiero che i testimoni già ascoltati durante alcune fasi del dibattimento del processo che si sta celebrando a Grosseto hanno dichiarato che il comandante Francesco Schettino non ha abbandonato la nave e che le sue "manovre" sono state indispensabili per la salvezza di alcuni di loro. Anche nel rispetto delle vittime e dei loro familiari, sarebbe opportuno che venissero valorizzate le numerose risultanze di un processo nel quale, a dispetto di superficiali ricostruzioni come quelle poste in essere da Agazio Loiero, i profili di responsabilità in corso di accertamento a carico di Francesco Schettino assumono connotati ben diversi». «Ecco perché - conclude il legale - mi sento di sottolineare che le esternazioni di Agazio Loiero sono assolutamente fuori luogo e risulta, quantomeno, illogico e pretestuoso codesto paragone».
«Loiero - conclude Calabretta - ha tutto il diritto di innescare sterili polemiche ma, tenuto anche conto delle prestigiose cariche ricoperte, dovrebbe prestare più attenzione nel far riferimento a persone, fatti e contesti che non conosce affatto». (0030)

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  • Occhiello L`avvocato Cataldo Calabretta interviene nella polemica tra l`ex governatore e l`attuale presidente della Regione

TORTORA Danneggiamento, deturpazione delle bellezze naturali, mancato rispetto dei criteri di autorizzazione ma soprattutto disastro ambientale. Sono i capi d`accusa per i quali il procuratore capo di Paola, Bruno Giordano, ha chiesto oggi il rinvio a giudizio di Debora Plastina, Raffaele Cavaliere e Agostino Gallo, amministratori e tecnici della società “Ecologia 2008” che gestisce il depuratore per rifiuti speciali di Tortora. La vicenda – al centro dell`inchiesta che ha portato nel dicembre scorso al sequestro dell`impianto della cittadina del Tirreno cosentino – se confermata sarebbe particolarmente grave e permetterebbe di individuare una delle più pericolose cause d`inquinamento di questo tratto di costa. In particolare, secondo l`indagine coordinata dal procuratore capo in coordinamento con la Procura di Lagonegro, la struttura sarebbe stata utilizzata, come sottolinea anche il gip nel provvedimento che ha portato al sequestro del depuratore, «quale sito in cui far confluire, al fine di maturare ulteriori guadagni “bypassando” illecitamente i parametri e gli adempimenti imposti dalle normative e dalle prescrizioni amministrative di riferimento, il maggior quantitativo di rifiuti possibili, successivamente smaltiti illegalmente, a causa del loro mancato e/o inadeguato o comunque insufficiente trattamento, attraverso il loro scarico nel torrente Pizzinno e successivamente, attraverso il fiume Noce, nel mar Tirreno». Nel corso delle indagini, portate avanti  dagli uomini della guardia di finanza di Cetraro e dal Norm dei carabinieri di Lagonegro, sarebbe emerso che nell`impianto sarebbero finiti liquami speciali provenienti dalla Campania, dalla Puglia e dalla Basilicata. Ma ci sarebbe di più. Proprio grazie a quell`indagine gli inquirenti avrebbero accertato che in soli due mesi – da dicembre 2012 a gennaio 2013 – dall`impianto in località San Sago di Tortora sarebbero stati immessi illecitamente nel torrente Pizzino oltre 8.500 metri cubi di rifiuti liquidi, composti per lo più da percolato da discarica non depurato. Un liquame altamente dannoso per l`ambiente e anche per la salute pubblica della zona visto che le acque del torrente vengono utilizzate anche per l’irrigazione e l’abbeveraggio del bestiame. Ma anche per la qualità della acque del Tirreno cosentino e lucano. Da qui l`ipotesi di disastro ambientale contestata ai tre imputati dal procuratore capo Giordano sulla quale, assieme agli altri reati ipotizzati dagli inquirenti, ora dovrà esprimersi il giudice dell`udienza preliminare di Paola. (0090)

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  • Occhiello Il procuratore capo di Paola, Giordano, ha contestato a tre persone di aver causato l`inquinamento nel tratto di costa di Tortora
Lunedì, 28 Aprile 2014 13:11

A Dante Maffìa il premio Alda Merini

CATANZARO Con la lirica dal titolo “L’alba assonnata”, Dante Maffìa, poeta nato a Roseto Capo Spulico (Cosenza) ma da anni residente a Roma, ha vinto la terza edizione del Premio “Alda Merini” promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini, con il partenariato della Camera di Commercio di Catanzaro.
Gli altri quattro poeti finalisti, classificati ex-aequo dalla giuria presieduta da G. Battista Scalise e composta da Mario Donato Cosco, Mauro Rechichi, Antonio Montuoro e Antonio Benefico, sono:  Maria Pina Abate di Angri, con la lirica “Credevo fosse la nebbia…”, Mariella Bernio di Brugherio, con “Uomini”, Alfonsina Campisano Cancemi di Caltagirone, con la poesia “Se un giorno…” e Paola Pancaldi Pugolotti di Segrate, con la lirica “Il giovedì di Nahal”.
Il Premio si avvale dell’adesione delle tre più alte cariche dello Stato, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il presidente del Senato, Pietro Grasso, e il presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, che hanno inviato al presidente dell’Accademia dei Bronzi, Vincenzo Ursini, la loro medaglia ufficiale da consegnare nell’ambito della manifestazione di premiazione programmata a Catanzaro sabato 3 maggio, con inizio alle ore 11.
La medaglia di Napolitano sarà consegnata a Giovambattista De Sarro, già preside della Facoltà di Medicina e attuale Direttore del Dipartimento Scienze della Salute dell’ateneo calabrese, quella del Presidente del Senato è stata destinata all’orafo crotonese Michele Affidato, mentre il destinatario della medaglia di Laura Boldrini sarà scelto nei prossimi giorni.
Dante Maffìa, saggista, poeta e narratore, volge la sua attività critica sulle maggiori riviste italiane. Come poeta fu segnalato, agli esordi, da Aldo Palazzeschi, che ha firmato la prefazione al suo primo volume, e da Leonardo Sciascia che, con Dario Bellezza, lo ritiene “uno dei più felici poeti dell’Italia moderna”. Alcune sue opere sono tradotte in Francia, Russia, Svezia, Spagna, Argentina, Ungheria, Bulgaria, Germania, Stati Uniti, Belgio, Macedonia, Slovenia, Romania,  Grecia, Serbia, Brasile, Slovacchia. Con il romanzo Milano non esiste ha vinto il Premio “Corrado Alvaro” a cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri  ha assegnato anche il Premio “Giacomo Matteotti”. Quest’anno è candidato ufficiale al Premio Nobel per la letteratura.
Relativamente al premio, primo in Italia per numero di adesioni, considerato l’elevato numero di partecipanti, la giuria ha inteso assegnare una Menzione di Merito a Giampaolo Atzori (Iglesias), Mariangela Costantino (Reggio Calabria), Maria Bertilla Franchetti (Chieve) Nuccia Fratto Parrello (Catanzaro), Maria Concetta Giorgi (Cesenatico), Maria Teresa Infante (San Severo), Anna Magnavacca (Aulla), Sina Mazzei (Pianopoli), Marina Pieranunzi de Marinis (Pescara), Giovanni Pistoia (Corigliano Calabro Scalo), mentre una Menzione Speciale è stata assegnata a Ludovico Abenavoli (Catanzaro), Sergio Camellini (Modena), Enrica Borrini (Padenghe sul Garda), Flavio Nimpo (Cosenza), Caterina Tagliani (Sellia Marina), Mimmo Stirparo (Crotone). Segnalazioni di Merito sono state, infine, assegnate a numerosi altri poeti, in rappresentanza delle varie regioni italiane.
Nel corso della manifestazione saranno, altresì, consegnati i premi speciali “Alda Merini” che la giuria assegna annualmente a illustri rappresentanti catanzaresi del mondo accademico, del volontariato, del giornalismo e dell’arte. Per questa edizione sono stati scelti: Aldo Garozzo, don Mimmo Battaglia, monsignor Domenico Graziani, Giulia Zampina e Giovanni Marziano. (0070)

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  • Occhiello Vince il poeta di Roseto Capo Spulico con la lirica dal titolo “L’alba assonnata”. Sabato 3 maggio a Catanzaro la cerimonia

Era tranquillamente seduto in un bar di  Juan Dolio, a Santo Domingo, il superlatitante Nicola Pignatelli, uomo del clan Mazzaferro-Ursino-Aquino di Gioiosa Jonica quando è stato riconosciuto e arrestato dagli uomini dello Sco, dell’Interpol di Roma e della Questura di Reggio Calabria, che da giorni si trovano nella capitale della Repubblica Dominicana per stringere il cerchio attorno al boss. Quando per lui sono scattate le manette, non ha opposto resistenza né ha tentato di fuggire.
Latitante dal 2011 e inserito nell’elenco dei cento ricercati più pericolosi del Ministero dell’Interno, Pignatelli risulta destinatario di diverse ordinanze di custodia cautelare  per associazione a delinquere di stampo mafioso e traffico di droga, ma sulla sua testa pende giù una condanna a 13 anni e 6 mesi rimediata in primo grado nel processo Circolo Formato. Stando a quanto filtra, il boss si troverebbe già in stato di arresto in una caserma della Polizia di Santo Domingo, mentre sono già state avviate le pratiche per chiederne l`estradizione o l`immediata espulsione.L`arresto di Nicola Pignatelli si inserisce in un più ampio dispositivo di intervento disposto dal ministro dell`Interno, Angelino Alfano, attraverso il `Focus on crime`, il piano d`azione nazionale e transnazionale contro la criminalità organizzata di tipo mafioso calabrese.

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  • Occhiello Uomo del clan Mazzaferro-Ursino-Aquino di Gioiosa Jonica, è stato scovato dagli uomini dello Sco, dell`Interpol e della Questura di Reggio

GIOIA TAURO A poche ore dalla visita della Commissione parlamentare antimafia al porto di Gioia Tauro, gli uomini del Comando Provinciale di Reggio Calabria, insieme  a funzionari dell’Agenzia delle Dogane – Ufficio Antifrode, hanno individuato e sequestrato un carico di cocaina del valore di 47 milioni.
La droga – circa 235 chili, una “striscia” lunga 45 chilometri – era occultata all’interno di due container che trasportavano banane, provenienti dall’Ecuador e giunti nello scalo portuale di Gioia Tauro.
L’operazione è stata eseguita attraverso una serie di incroci documentali e successivi ed attenti controlli di container sospetti, anche a mezzo di sofisticate apparecchiature scanner, lungo i 5 chilometri della banchina portuale, ove sono di norma allineati migliaia di container.
L’attività della Guardia di Finanza, in sinergia con l’Agenzia delle Dogane, si inserisce nell’ambito della più generale intensificazione delle attività di controllo volte al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti nel porto di Gioia Tauro che ha portato, dall’inizio dell’anno, al complessivo sequestro di oltre 655 kg. di cocaina.
Solo negli ultimi 10 mesi, le Fiamme Gialle reggine, hanno sequestrato 1204 chili di coca ai danni della ‘ndrangheta che gestisce in toto i traffici illeciti.

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  • Occhiello La droga, circa 235 chili, era occultata in due container di banane
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