Caso Fallara, il 13 febbraio la requisitoria dell`accusa

Con l`udienza di stamattina si è chiusa la fase istruttoria. Acquisita anche la comunicazione di notizia di reato che l’Agenzia delle Entrate ha trasmesso alla procura nell’agosto del 2011 Mercoledì, 29 Gennaio 2014 20:43 Pubblicato in Cronaca
Giuseppe Scopelliti con Orsola Fallara Giuseppe Scopelliti con Orsola Fallara

REGGIO CALABRIA Bisognerà aspettare il prossimo 13 febbraio per la requisitoria con cui il pm Sara Ombra tirerà le fila del cosiddetto caso Fallara, il procedimento che prende il nome dalla dirigente del settore Bilancio del Comune di Reggio Calabria morta suicida nel dicembre 2011, lasciando dietro di sé una voragine nei conti comunali dai contorni ancora non definiti e che vede imputato per falso in atto pubblico e abuso d’ufficio l’ex sindaco e attuale governatore Giuseppe Scopelliti, insieme ai revisori dei conti dell’epoca, Carmelo Stracuzzi, Domenico D`Amico e Ruggero Alessandro De Medici, accusati di solo falso.
Le schermaglie sulla produzione documentale fra pubblica accusa e difese hanno fagocitato l’udienza di oggi consumatasi fra le richieste delle parti, sottoposte poi al vaglio attento del Tribunale presieduto da Olga Tarzia, che dopo circa un’ora di camera di consiglio ha dichiarato chiusa l’istruttoria. Nonostante le numerose istanze presentate dalla pubblica accusa e dai legali degli imputati, solo pochissime hanno superato la mannaia del Collegio che ha detto no all’acquisizione di articoli giornalistici relativi alle vicende trattate nel processo perché «superate dall’audizione dei testimoni», dei mandati di pagamento inviati dal Comune alla Ragioneria nel 2008, come anche della sentenza riguardante l’imprenditore Bruno Labate e della richiesta di rinvio a giudizio riguardante uno dei principali testimoni dell’accusa, Seby Romeo, perché considerati non pertinenti all’oggetto del procedimento.
Passano indenni agli atti del processo, nonostante l’opposizione delle difese, documenti di cui il pm Sara Ombra ha chiesto l’acquisizione. Fra questi, a preoccupare i legali c’è soprattutto la comunicazione di notizia di reato che l’Agenzia delle Entrate ha trasmesso alla procura nell’agosto del 2011. Stando a quanto comunicato dal Direttore provinciale ai magistrati reggini, «il contribuente non ha versato nei termini previsti per la presentazione della dichiarazione annuale modello 770, l’importo delle ritenute alla fonte certificate, per un ammontare complessivo di 6.219.728, 64 euro, relative ad emolumenti di lavoro dipendente e lavoro autonomo». Il contribuente in questione è il Comune di Reggio Calabria e l’ammanco è relativo alle somme trattenute al personale a titolo di Irpef, già segnalate come inesistenti dalla perizia sui bilanci di Palazzo San Giorgio, chiesta e ottenuta dalla Procura, che oggi è alla base del procedimento.
Ma la segnalazione dell’Agenzia delle entrate non è semplicemente una conferma delle valutazione dei tre ispettori. Nel trasmetterla ai magistrati reggini, l’Agenzia ha anche denunciato il legale responsabile di quegli ammanchi in qualità di sindaco in carica della città: l’attuale governatore Giuseppe Scopelliti. Che esito abbia avuto tale segnalazione non è dato sapere, tanto meno se a carico dell’allora primo cittadino di Reggio sia stato aperto un nuovo procedimento e che esito abbia avuto. Ma in ogni caso, ai fini del processo Fallara in via di conclusione, quella stringata comunicazione dell’Agenzia delle Entrate potrebbe diventare un importante riscontro per l’impianto accusatorio costruito nel corso della lunga istruttoria del procedimento.