Confiscato l’impero di Campolo

REGGIO CALABRIA Degli oltre duecentosessanta immobili confiscati solo uno, acquistato prima del 1982, gli è stato restituito. Per il resto, la Corte d’appello di Reggio Calabria non ha fatto che…

REGGIO CALABRIA Degli oltre duecentosessanta immobili confiscati solo uno, acquistato prima del 1982, gli è stato restituito. Per il resto, la Corte d’appello di Reggio Calabria non ha fatto che confermare il provvedimento di confisca dell’intero impero di Gioacchino Campolo, l’ex re dei videopoker condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per estorsione, ma ai domiciliari per motivi di salute. Oltre alle centinaia di immobili, si conferma il passaggio allo Stato di quindici fra auto e motocicli, di tutti i conti correnti, portafogli titoli, depositi di risparmio, posizioni assicurative, con saldo attivo superiore a 1000,00 euro intestati a lui o ai suoi familiari, il patrimonio aziendale e le quote sociali della Grida srl e della Sicaf due srl e l’intero patrimonio della ditta individuale Are.
Tutti beni – hanno calcolato uomini della guardia di finanza e periti – del valore di oltre 330 milioni di euro, ma che soprattutto «non sono, quanto meno a partire dal 1982, giustificati da legittima provenienza perché sono sproporzionati al reddito e alla attività economica svolta dal Campolo e dai suoi familiari conviventi». Una conclusione lapidaria che dà ragione ad un’analisi lunga e complessa, messa a punto dalla guardia di finanza che ha ricostruito a ritroso la costruzione dell’impero Campolo incrociando accertamenti patrimoniali, fiscali, finanziari, bancari, fino ad avere un perimetro preciso di un patrimonio che – per lo meno dall’82 in poi – è stato ottenuto in maniera illecita. (0050)

 

a. c.







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