Sequestrato il Cara di Aprigliano

COSENZA La squadra mobile di Cosenza, su disposizione del procuratore aggiunto Marisa Manzini, sta procedendo al sequestro del centro di accoglienza di Aprigliano. La struttura di contrada Spineto, gestita dalla…

COSENZA La squadra mobile di Cosenza, su disposizione del procuratore aggiunto Marisa Manzini, sta procedendo al sequestro del centro di accoglienza di Aprigliano. La struttura di contrada Spineto, gestita dalla cooperativa “Sant’Anna”, è finita non solo sotto la lente della magistratura ma anche dei media, locali e nazionali, dopo le denunce presentate dall’associazione “La Kasbah” per le condizioni igieniche precarie e disumane nelle quali sarebbero tenuti i profughi ospitati. Il trasferimento è stato disposto dalla Prefettura. Il procuratore aggiunto Manzini assieme ai colleghi e agli agenti della polizia di Cosenza è al lavoro da agosto per cercare di accertare quanto denunciato e garantire che i profughi vivano in una struttura adeguata. Il responsabile della cooperativa Sant’Anna, R.C. (33 anni), e il proprietario della struttura, M. S. (65 anni), sono indagati per concorso in abuso edilizio e altri reati.

Le denunce dell’associazione “La Kasbah” hanno portato la questione all’attenzione delle autorità. Così come le proteste degli ospiti della struttura, la cui storia sfiora (in Calabria sembra quasi una tappa forzata) anche la politica. Tra i tre membri del consiglio d’amministrazione della coperativa figura, infatti, anche Marco Morrone, imprenditore con interessi nel settore delle case di cura private di Cosenza e provincia. Morrone è fratello gemello di Luca, presidente del consiglio comunale di Cosenza e figlio di Ennio Morrone, consigliere regionale.

 

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it







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