DISASTRO 106 | Si indaga su collaudi e pagamenti

La Procura di Catanzaro affida una perizia a un docente dell’Unical. Nuovi guai allo svincolo di Borgia mentre dai primi interrogatori arrivano conferme: lavori non a regola d’arte Lunedì, 03 Luglio 2017 12:39 Pubblicato in Cronaca
L'avvallamento (e le crepe nell'asfalto) nei pressi dello svincolo di Borgia L'avvallamento (e le crepe nell'asfalto) nei pressi dello svincolo di Borgia

CATANZARO La statale 106 continua a cedere, nonostante le “pezze” di bitume piazzate qua e là. Non è servita a molto, come si può vedere nelle foto che corredano il servizio, quella messa in corrispondenza dello svincolo di Borgia su un tratto che dovrebbe essere nuovo e proprio nuovo non appare. Un alto motivo, tra i tanti emersi nei giorni scorsi, per approfondire l’inchiesta che la Procura di Catanzaro – il pm intestatario dell’indagine è Vito Valenti – ha affidato alla Guardia di finanza. Che sta preparando la prima informativa e avrà il supporto di un perito dell’Università della Calabria. Intanto, secondo quanto filtra, dagli interrogatori dei titolari delle aziende e degli addetti ai lavori sono arrivate le prime parziali (e preoccupanti) ammissioni: in quei cantieri qualcosa non sarebbe andato per il verso giusto. Siamo ancora nella fase preliminare degli accertamenti, ma è impossibile non pensare alla denuncia arrivata dal Codacons il 24 giugno. L’associazione dei consumatori ha paventato l’utilizzo di cemento depotenziato; gli investigatori hanno avviato accertamenti tecnici e amministrativi per verificarlo. E, per il momento, hanno scoperto che sull’opera non sarebbe stato effettuato il collaudo definitivo, ma soltanto un collaudo tecnico che consentisse l’apertura con un utilizzo dell’opera a scartamento ridotto, cioè con limiti stringenti – ad esempio – sulla velocità di percorrenza. 
La prova finale, invece, è stata rinviata a tempo indeterminato. E questo apre a un altro step investigativo: i militari della Guardia di finanza stanno cercando di ricostruire il flusso dei pagamenti da Anas ad Astaldi, azienda appaltatrice, per capire se siano stati completati nonostante l’assenza del “bollino” finale sull’effettiva fruibilità della statale. Un quadro complesso, ancora in evoluzione, ma che promette sviluppi. Non promette bene, invece, la lunga sequenza di crolli, dissesti e interruzioni lungo tutta la tratta. L’ultimo in ordine di tempo è lo svincolo di Borgia, chiuso per un nuovo evidente abbassamento della sede viaria. Non è un inedito. Lo stesso svincolo, ai primi di giugno, era stato chiuso per un intervento di messa in sicurezza. Probabilmente sottovalutato, visto che l’intervento di ripristino dell’asfalto non ha prodotto gli effetti sperati: la strada ha continuato ad abbassarsi, e Anas non ha potuto fare altro che chiudere nuovamente l’uscita. Inutile dire che i nuovi avvallamenti sono intervenuti in totale assenza di piogge e nonostante il precedente intervento di sistemazione. I cedimenti non si fermano, e su quel tratto oggi si viaggia su una carreggiata ridotta. Non si ferma, però, neppure l’inchiesta della Procura di Catanzaro. (ppp)