«Carenza di organico al carcere di Arghillà»

La denuncia della Fp Cgil. «Nel fine settimana pochi agenti hanno affrontato turni di 12 ore e gestito 353 detenuti». Per il sindacato è un Corpo in agonia Lunedì, 17 Luglio 2017 12:40 Pubblicato in Cronaca

REGGIO CALABRIA «Ancora una volta siamo costretti a portare all'attenzione dell'opinione pubblica la crisi di risorse umane dell'istituto cittadino di Arghillà. In questo fine settimana, il personale si è ridotto all'osso, con la chiusura addirittura dell'ufficio matricola, per la partecipazione ad una manifestazione che ha visto impegnate alcune unità di personale, sottovalutando le annose problematiche di carenza di organico che in questo periodo è già ridotto dal piano ferie in atto». È quanto si legge in un comunicato stampa di Fp Cgil. «Ricordando che l'istituto penitenziario, è una Casa circondariale - sostiene la nota -, cioè una struttura tenuta alla ricezione di nuovi giunti, così come analoghe difficoltà si sarebbero rilevate nell'ipotesi di invio urgente in ospedale di qualche detenuto che avrebbe richiesto la presenza di risorse interne, teniamo a precisare che l'impegno in altre attività ha creato grave disagio alle poche risorse rimaste in servizio. Infatti, i pochi agenti di Polizia penitenziaria sono stati costretti a fare più di dodici ore di turno, su di essi è gravata completamente la gestione di 353 detenuti di vari circuiti detentivi, questi lavoratori che necessariamente hanno sacrificato i loro diritti, hanno dato prova di elevata professionalità, senso del dovere ed attaccamento al Corpo, a loro la Fp Cgil esprime solidarietà e vicinanza». «Un Corpo in agonia che nonostante tutto - conclude Fp Cgil - è al servizio dello Stato, garantendo, giorno dopo giorno, la propria silenziosa opera di reale e onesto servizio, ha bisogno di essere tutelato con responsabilità, ha bisogno che l'amministrazione penitenziaria con consapevolezza si adoperi per rinforzare gli organici ed approntare un'organizzazione dei servizi che dia respiro agli agenti e consenta il pieno esercizio dei diritti dei lavoratori che svolgono le loro mansioni con abnegazione in una situazione già estremamente critica per le note carenze».