«Incendi, si combatte l'emergenza con l'improvvisazione»

di Franco Laratta* Sabato, 12 Agosto 2017 00:30 Pubblicato in Cronaca
Il fuoco nel cuore della Sila Grande Il fuoco nel cuore della Sila Grande

L'entità del dramma degli incendi in Calabria è tutta in questi numeri da brividi, aggiornati ad oggi:
Incendi attivi: 70
Incendi conclusi: 55
Ma da oggi, 11 agosto, risultano attivi altri 47 nuovi incendi!
Più Procure stanno indagando. Ci sono sospetti gravissimi, insieme alla verifica di gesti di pura follia e gravi disattenzioni.
Trovandoci davanti a un vero e proprio disastro ambientale, con la nuova legge sugli "ecoreati" le pene arrivano a 15 anni di carcere. 
Che i giudici non facciano sconti, ma siano severissimi!  
Sono giorni drammatici che si stanno consumando tra confusione e caos, mentre i calabresi vivono questi momenti con un senso di angoscia. La scorsa notte ho raccolto la disperazione e l'angoscia di cittadini, amministratori, sindaci che si sono trovati a gestire una situazione drammatica. Mi viene in mente il dramma di Rose accerchiata dalle fiamme, che poi ha visto distrutta la metà del patrimonio boschivo. 
Ho visto il sindaco di Celico disperarsi tra le fiamme che sfioravano Camigliatello silano stracolmo di gente. Chiamava mezzo mondo in cerca di aiuto e soccorsi per l'intero altopiano e la presila fortemente minacciati. Stamane mi ha chiamato alle 5. 
Decine di paesi minacciati, Cosenza da giorni sotto una soffocante cappa di fumo e un temperatura che ha sfiorato i 50 gradi. Altro che Ponte di Calatrava: per poco tutto non è stato ingoiato dalle fiamme altissime e incontenibili, a pochi metri dal Castello. 
Ma il tema vero rimane lo stato di abbandono dei boschi che in una condizione estrema di siccità ha rappresentato un'autostrada per le fiamme. La Calabria deve riscoprire la necessità della prevenzione e della programmazione.
Nei boschi abbiamo visto il personale di Calabria Verde, i Vigili del Fuoco, i volontari, le associazioni, tutti sfiniti, ad affrontare per ore e ore, con scarsi mezzi e spesso in condizioni estreme, la furia delle fiamme che apparivano da ogni angolo, venivano spente per poi riattivarsi, in una sfida infinita che si è trascinata giorno e notte senza pausa, per almeno 15-20 giorni.
Finita l'emergenza sarà indispensabile mettere mano alla gestione e alla manutenzione dei nostri boschi e di tutto il territorio calabrese. Hanno dipinto come parassiti i nostri forestali, e in minima parte ci sta pure. Ma i forestali, quelli veri, quelli che non operavano sulle coste o non si imboscavano, hanno garantito per trent'anni la presenza nei boschi e una vera manutenzione della montagna più sperduta. Oggi il nostro territorio sfugge ad ogni controllo, non c'è programmazione, non ci sono interventi preventivi. 
Rimanendo così, fermi e immobili, piangeremo per i prossimi acquazzoni d'autunno e per i nuovi incendi della prossima estate.
Ormai viviamo in emergenza e combattiamo l'emergenza con la nostra improvvisazione. Occorrono mezzi, risorse, investimenti, programmazione, non lacrime di coccodrillo.
Quanto ci sarà costata questa maledetta stagione di fuoco che stiamo vivendo? Decine di milioni di euro. Ma il conto alla fine sarà molto molto più pesante.

*Già parlamentare