Abusava della figlia della convivente, arrestato un 40enne

Un fermo a Gioia Tauro. L'uomo avrebbe molestato ripetutamente una bimba di 10 anni. Che ora insieme alla madre si trova in un centro per donne in difficoltà. Il Garante dell'infanzia sarà parte civile Mercoledì, 13 Settembre 2017 13:37 Pubblicato in Cronaca

GIOIA TAURO Una storia di quotidiano degrado, violenza silente, straordinario squallore. Un quarantenne di Gioia Tauro, Ernesto Modafferi, è stato fermato per ordine del pm Domenico Cappelleri, con l’accusa di avere per lungo tempo abusato della figlia della compagna, una bambina di appena otto anni. A svelarlo sono state le indagini degli uomini del commissariato di Gioia Tauro, dove la madre si è presentata per denunciare l’uomo, dopo averlo sorpreso mentre abusava della bimba. Un episodio purtroppo non isolato. Per lungo tempo – secondo quanto emerso dalle indagini e confermato dalla bambina nel corso di un’audizione protetta – l’uomo avrebbe molestato la figliastra, costretta a subire abusi sessuali di ogni genere. Un vero e proprio incubo per la bimba, che ha spinto la procura a disporre immediatamente il fermo di Modafferi, con l’accusa di atti sessuali pluriaggravati ai danni di una minore di 10 anni. Nel frattempo, per la sua giovanissima vittima, la sorellina di tre anni e la madre è stato invece disposto l’immediato trasferimento in una struttura d’accoglienza. Ma su quanto avvenisse in quella casa le indagini non si fermano. Gli investigatori vogliono infatti capire se l’uomo abbia infierito su altre giovanissime vittime e se qualcuno fosse a conoscenza degli abusi.

IL GARANTE: È PEDOFILIA «È spregevole quanto portato alla luce dagli uomini del commissariato di pubblica sicurezza a Gioia Tauro. L'abuso di una bambina di 10 anni è pedofilia, il più turpe dei crimini contro l'umanità debole e indifesa e, per come annunciato, laddove ci sono violenze sui minori l'Ufficio del garante si costituirà parte civile». È quanto afferma il sociologo Antonio Marziale, Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione in merito a quanto accaduto a Gioia Tauro. «Basta urla – prosegue Marziale – e mera indignazione parolaia. Questi soggetti, se dovessero risultare colpevoli, devono pagare senza attenuanti di sorta e risarcire non solo le vittime, ma anche la società. Ringrazio di cuore gli inquirenti, che sul piano del contrasto alle violenze sui minorenni non risparmiano forze».