In tv la fatwa del "successore di Attila" contro l'archeologa

La vicenda di Margherita Corrado è stata raccontata nella trasmissione Le Iene. «Un provvedimento illegittimo che non mi permetterà di lavorare». La replica del soprintendente: «Mi ha infangato». E nel frattempo Franceschini attende gli esiti della procedura interna del Ministero: «Dobbiamo essere sicuri» Mercoledì, 04 Ottobre 2017 10:17 Pubblicato in Cronaca

Lo hanno definito il "successore di Attila" per la sua capacità di distruggere qualsiasi cosa tocchi. Il soprintendente ai Beni culturali di Crotone, Catanzaro e Cosenza, Mario Pagano, ritorna dopo qualche mese all'attenzione dei giornalisti della trasmissione Le Iene su Italia1 (qui il servizio). Dopo il criticato ampliamento in tempi record dello stadio sui resti dell'antica città di Kroton, nella puntata andata in onda ieri, la questione si è spostata sulla fatwa firmata dallo stesso Pagano per impedire all'archeologa Margherita Corrado di poter lavorare all'interno degli uffici attraverso una comunicazione a tutti i funzionari. L'unica “colpa” dell'archeologa, secondo Pagano, sarebbe stata quella di aver fermato la distruzione dell'area di Capo Colonna con la costruzione di 79 bungalow. Uno scempio, al quale si erano opposti sia gli ambientalisti che la giustizia, con il sequestro del cantiere.
Pagano non è nuovo a provvedimenti simili. Infatti, come viene ricordato nella trasmissione, aveva già fatto qualcosa di simile in Molise dove aveva fatto costruire 16 pale eoliche sulle rovine dell'antica città romana di Sepinu. Ci ha riprovato in Calabria prima con lo stadio, approvando un ampliamento che era stato rifiutato dall'altro soprintendente e riuscendo a portarlo a termine, e poi tentando lo scempio dell'area di Capo Colonna.
«Un atto illegittimo – spiega Margherita Corrado – che non mi permette di lavorare né nel pubblico, ma neanche nel privato se i lavori hanno la supervisione della Soprintendenza. In pratica ho finito di lavorare».
Circolare alla mano, sono stati chiamati in causa anche i funzionari degli uffici. Ma tra chi nega e chi non vuole parlare, solo in pochi confermano l'infondatezza della decisione del soprintendente.
«La dottoressa Corrado ha infangato il sottoscritto con cose false», ha specificato il diretto interessato, Mario Pagano, che nel frattempo è stato rinviato a giudizio anche dalla magistratura per falso, in quanto aveva comunicato al Ministero la completa realizzazione dei bungalow.
«C'è una procedura interna al Ministero per verificare quello che sta succedendo e se ci sono stati comportamenti irregolari, ma prima di qualsiasi azione dobbiamo essere sicuri», le parole del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, anche lui chiamato in causa sulla vicenda del successore di Attila.

a. p.