Bancarotta fraudolenta, Barile torna libero

Revocati i domiciliari per l’ex presidente della Fondazione Field, coinvolto in un’inchiesta della Procura di Cosenza e destinatario nei giorni scorsi di un sequestro da 2,5 milioni di euro Sabato, 07 Ottobre 2017 18:42 Pubblicato in Cronaca

COSENZA Secondo il gip di Cosenza Pietro Santese, alla luce della documentazione prodotta dai suoi difensori, non sussistono le esigenze cautelari né c’è il pericolo di reiterazione del reato per Domenico Barile, finito ai domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta. L’ex presidente della Fondazione Field, coinvolto in un’indagine della Procura di Cosenza che nei giorni scorsi ha portato al sequestro preventivo nei suoi confronti di circa 2,5 milioni di euro, è stato dunque rimesso in libertà.
Il gip in sostanza ha accolto la tesi avanzata dai suoi legali – gli avvocati Roberto Le Pera, Francesco Gelsomino e Giuseppina Carricato – in relazione alla società Tincson con sede a Barcellona. Come sostenuto dal collegio difensivo, infatti, anche secondo il gip Barile è stato revocato dalla carica di amministratore unico della società spagnola nel gennaio del 2012, un dato che smentisce quanto invece sostenuto nell’ordinanza di custodia cautelare datata 25 settembre. Nel provvedimento con cui Barile era stato posto ai domiciliari, infatti, si sosteneva che l’ex presidente di Field fosse tuttora amministratore unico della Tincson e ciò avrebbe presupposto il pericolo di reiterazione del reato. Secondo il gip, ad ogni modo, il provvedimento di revoca dei domiciliari lascia «inalterato» il quadro indiziario «tenuto conto che l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere».

s. pel.