«La 106 è costata 30mila euro al metro. E ora sprofonda»

Il Codacons si rivolge alla magistratura: «Necessario sequestrare i beni a chi ha realizzato la Variante. Non si può aspettare che ci siano delle vittime» Lunedì, 20 Novembre 2017 11:56 Pubblicato in Cronaca

CATANZARO «La Strada Statale 106, appena inaugurata, si sta letteralmente disintegrando. La situazione è gravissima, chi ha sbagliato deve pagare». Il Codacons già da tempo aveva formalizzato richiesta al ministero dei Trasporti «di attivarsi per imporre controlli straordinari, finalizzati ad accertare la stabilità dei tratti sopraelevati e garantire la sicurezza delle strade. Purtroppo si preferisce attendere i morti», riferisce Francesco Di Lieto del Codacons in un comunicato. «È vergognoso – afferma  – che il tratto soggetto a continui crolli sia stato inaugurato da pochissimo tempo ed anche per questa ragione nel giugno scorso abbiamo chiesto che la magistratura procedesse al sequestro della Variante A Ss 106, proprio per “accertare la corretta esecuzione dei lavori”. Senza attendere nuovi crolli o, peggio, delle vittime». Nella notte tra sabato e domenica le voragini aperte nei pressi dello svincolo di Borgia (ve ne abbiamo parlato qui), si sono allargate e un pezzo di strada è letteralmente crollato.
«Oggi abbiamo formalizzato - prosegue Di Lieto - la richiesta di procedere al sequestro dei beni nei confronti di tutti i responsabili della realizzazione della Variante. Chiediamo che la magistratura voglia bloccare beni, quote societarie, fondi e compensi a coloro i quali hanno realizzato quest’opera. Variante costata alla collettività somme impressionanti e che dopo neppure cinque anni sta cadendo, letteralmente, a pezzi. La magistratura deve chiarire le responsabilità dietro questi crolli, così frequenti da destare seri dubbi non solo sulla qualità ma soprattutto sulla sicurezza dell’opera». 
«Non si tratta di una stradella realizzata in economia - affermano dal Codacons - ma di un’opera costata oltre 30mila euro per ogni singolo metro. L’opera, com’è noto, è stata realizzata attingendo ai fondi Fas, fondi Por, fondi regionali e con fondi Anas, per cui riteniamo doveroso che la magistratura contabile faccia chiarezza su quello che appare un uso “disinvolto” delle somme pubbliche nonché per accertare l’ulteriore costo degli interventi di tentato ripristino e, ovviamente, le ragioni del loro fallimento. Qui non si tratta di un cedimento occasionale, ma di una strada realizzata male e che rappresenta un pericolo per la sicurezza degli utenti».
«Giorno dopo giorno la Ss 106 si sta disintegrando – scrivono dal Codacons – dalle prime crepe ora il cedimento è totale. Una vera e proprio faglia sta facendo crollare l’intera variante e l’Anas, ad oggi, ha messo in campo soluzioni inadeguate e totalmente inefficaci. Anche per questo motivo sollecitiamo la deputazione Calabrese a presentare un’interrogazione urgente al Ministro per individuare responsabilità e per chiedere l’immediato ripristino della strada. È fin troppo evidente che ci sono delle responsabilità gravi sia sul piano realizzativo che progettuale, a partire dagli studi geologici dell’area. Ed è ancora più grave che tale problematica sia emersa già qualche anno fa senza che l’Anas abbia messo in campo soluzioni coerenti con il pericolo che si stava correndo».
«Chi ha sbagliato deve pagare - conclude il Codacons -  e l’Anas deve stanziare immediatamente il necessario per ripristinare la strada. Prima che sia troppo tardi, perché, non lo dimentichiamo, sulla nuova variante qualcuno ha già perso la vita».