Six Towns, chiesto l’ergastolo per il boss della cosca Marrazzo

Requisitoria del sostituto procuratore di Catanzaro Rapino nel processo contro il clan crotonese con propaggini anche in Lombardia. Il pm ha invocato pene da 13 a un anno di reclusione e due assoluzioni Lunedì, 04 Dicembre 2017 22:11 Pubblicato in Cronaca

CATANZARO Un ergastolo, due assoluzioni e pene da 13 a un anno di reclusione. Queste le richieste che il sostituto procuratore Fabiana Rapino ha invocato per 30 imputati del processo, con rito abbreviato, nato dall’operazione “Six Towns”, condotta a ottobre del 2016 da carabinieri e polizia coordinati dalla Dda di Catanzaro. La cosca Marrazzo vantava addentellati su sei località distribuite tra la provincia di Crotone (Belvedere Spinello, Rocca di Neto, Caccuri, Cerenzia e Castelsilano) e Cosenza (San Giovanni in Fiore), contando anche su propaggini operative in Lombardia (una 'ndrina distaccata radicata nella città di Rho, alla periferia nord di Milano). Proprio il numero delle cittadine calabresi epicentro dell'organizzazione ha ispirato il nome dell'operazione ("Six towns"), che ha preso spunto dalle indagini coordinate dai pm Vincenzo Luberto, e Domenico Guarascio, con la supervisione del procuratore capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri.

DROGA, OMICIDI E FONTI DI ENERGIA RINNOVABILE Tra gli imputati vi sono i presunti capi e gregari, affiliati a una organizzazione di 'ndrangheta facente capo alla famiglia Marrazzo, attiva nella provincia di Crotone e con ramificazioni nella provincia di Cosenza e in Lombardia. 
L’ergastolo richiesto dall’accusa è stato invocato per Agostino Marrazzo, considerato a capo del locale di Belvedere Spinello, e accusato di essere il mandante dell’omicidio di Franco Iona.
Altre figure apicali sono quelle di Giovanni Marrazzo e Sabatino Marrazzo, per i quali sono stati richiesti 11 anni di reclusione. Agostino, secondo l’accusa si avvaleva della compartecipazione del cugino Giovanni per relazionarsi con gli esponenti di spicco delle altre cosche e nel gestire i problemi territoriali. Sabatino Marrazzo, fratello di Agostino, avrebbe invece avuto il ruolo di contabile della cosca fino al 2010. È accusato di avere partecipato attivamente alle strategie finanziarie del sodalizio grazie alle proprie entrature e conoscenze personali, e di essersi attivato con altri esponenti delle cosche crotonesi per realizzare società destinate al controllo delle fonti di energie rinnovabili nella provincia.
Sedici anni e 8 mesi di reclusione sono stati chiesti per Francesco Oliverio, collaboratore di giustizia, accusato dell’omicidio di Tommaso Misiano, Gaetano Benincasa, Silletta Antonio, Paolo Conte, Giuseppe Loria, del tentato omicidio di Vittorio Salvatore Ferraro, di traffico e spaccio di stupefacenti perché organizzava i propri corrieri nel territorio da lui controllato. Tredici anni e 4 mesi sono stati chiesti per Pasquale Torromino accusato di traffico di cocaina, quale corriere di Oliverio, nelle piazze a lui assegnate, in particolare quella di Genova.

LE RICHIESTE DI CONDANNA Nello specifico il pm ha richiesto per Domenico Bitonti, 8 anni e un mese di reclusione; Luigi Bitonti, un anno e 8 mesi di reclusione e 600 euro di multa e 500 euro di multa; Saverio Bitonti, 11 anni, 6 mesi e 4.500 euro di multa; Antonio Blaconà, 9 anni e 4 mesi e 6.000 euro di multa; Ignazio Bozzaotra, un anno, 8 mesi e 500 euro di multa; Luigi Buono, 8 anni di reclusione; Valentino De Francesco, un anno e 8 mesi di reclusione e 3.600 euro di multa; Salvatore De Marco, 9 anni, 8 mesi e 5000 euro di multa; Giovanni di Certo, 1 anno, 6 mesi e 3500 euro di multa; Claudio Fortugno, 8 anni, 6 mesi e 800 euro di multa; Saverio Gallo, 9 anni 4 mesi e 3500 euro di multa; Antonio Guzzo, 9 anni, 8 mesi e 800 euro di multa; Davide Iannice, 2 anni, 6 mesi e 3500 euro di multa; Fabio Lopez, 8 anni e 2 mesi di reclusione; Giovanni Madia, 9 anni, 9 mesi e 800 euro di multa; Agostino Marrazzo, ergastolo; Giovanni Marrazzo, 11 anni di reclusione; Sabatino Domenico Marrazzo, 11 anni di reclusione; Giovannino Mosca, assoluzione; Francesco Oliverio, 16 anni e 8 mesi di reclusione; Vincenzo Oliverio, 8 anni e 8 mesi di reclusione; Antonio Parise, 8 anni di reclusione; Rosario Parise, 8 anni e 1 mese di reclusione; Mario Rizza, 7 anni e 6 mesi di reclusione; Francesco Rocca, 11 anni e 6 mesi di reclusione; Antonio Serra, assoluzione; Giovanni Spadafora, 11 anni e 8 mesi di reclusione; Vittorio Spadafora, 4 anni e 1000 euro di multa; Ilario Spina Iaconis, 8 anni, 10 mesi e 3000 euro di multa; Pasquale Torromino, 13 anni, 4 mesi e 13mila euro di multa.

Alessia Truzzolillo
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