Addio a monsignor Serafino Sprovieri

COSENZA È morto monsignor Serafino Sprovieri. Un messaggio lo annuncia nel tradizionale metodo cattolico: «È tornato alla casa del Padre». Vescovo emerito della città metropolita di Benevento, aveva prestato servizio…

COSENZA È morto monsignor Serafino Sprovieri. Un messaggio lo annuncia nel tradizionale metodo cattolico: «È tornato alla casa del Padre». Vescovo emerito della città metropolita di Benevento, aveva prestato servizio anche nelle diocesi di Catanzaro-Squillace e Rossano-Cariati. Sacerdote prima e Vescovo poi, nato a San Pietro in Guarano, con una rigida educazione cattolica che non lo ha lasciato mai lontano dall’impegno nella società civile. Fu il primo a denunciare il patto perverso che intercorreva tra ’ndrangheta e sacra corona unita. Ha trascorso i suoi ultimi anni di vita nella curia di Cosenza, per molti ha continuato ad essere guida nel cammino di fede. Preti come da tradizione vuole e non solo, basti ricordare la lettera di ringraziamento speditagli da padre Fedele Bisceglia nel periodo in cui fu travolto dall’onda giudiziaria e mediatica, in cui lo ringraziava per il costante supporto. Mario Occhiuto lo nominò cittadino onorario, fu la sua prima onorificenza. Nel corso della sua carriera apostolica, monsignor Sprovieri di riconoscimenti ne ha avuti molti, basti ricordare quello dei “Calabresi nel mondo” ricevuto nella sala Promoteca del Campidoglio. Il rito funebre sarà celebrato, giovedì 4 gennaio, alle ore 15.30 nella Cattedrale di Cosenza.

UN VESCOVO, DUE PAPI Il 25 novembre del 1991, Giovanni Paolo II nomina Sprovieri vescovo della città metropolita di Benevento. Il patto tra i due viene suggellato con il pallio, inizierà una lunga relazione di dialogo non solo religioso. Legame che non si interrompe neanche quando nella fumata bianca del concilio il nome è quello del tedesco Joseph Ratzinger. Con lui monsignor Sprovieri parla spesso di uno dei temi più cupi del mondo cattolico: la pedofilia. «Il cardinale Ratzinger? – diceva il cosentino dialogando con i cronisti dell’Osservatore Romano –. Non ho visto nessuno più feroce di lui contro i sacerdoti pedofili, altro che storie e vi posso raccontare un fatto che accadde a me, mentre ero vescovo a Benevento, non lo ho mai detto a nessuno. Un sacerdote, non della mia diocesi, sapendo della mia amicizia col cardinale che avevo ospitato a Benevento in un Congresso, venne a piagnucolare da me chiedendo intercessione presso il Prefetto in quanto era stato scoperto con le mani nella marmellata. Bene, la risposta del cardinale fu secca: io non lo aiuto, quel signore, non lo chiamo confratello, faccia penitenza, si penta, cambi vita. Lo definì signore, praticamente lo considerò non prete e rifiutò ogni aiuto e complicità, questo è Ratzinger, una persona onesta e trasparente infangata da una campagna mediatica ostile e perversa».

LA POLITICA Padre putativo del democristiano Clemente Mastella, oggi sindaco della città sannina, monsignor Sprovieri ha sempre tenuto alta l’attenzione sul mondo politico. Correva l’anno 2010, l’Italia faceva i salti mortali per fermare l’altalena dello spread e in Calabria andava forte il modello Reggio. Proprio dalla città dello Stretto Sprovieri esprime l’amarezza per l’andamento politico nazionale e regionale. «Questa politica sta uccidendo l’Italia, meglio che se ne rendano conto. Ho seguito i lavori a Reggio Calabria – continua il vescovo – e in quella occasione si sono dette cose interessanti senza risparmiare nessuno e con occhio critico sulla situazione italiana. Questi litigano su tutto, ma la gente non può fare la spesa, non arriva alla quarta settimana, la disoccupazione cresce, e si pensa solo a cose quasi irrilevanti, a dettagli. Alla gente, di certe liti, di queste baruffe interessa davvero molto, ma molto poco».

GIORNALISTA E SCRITTORE Fondò diversi periodici di matrice cattolica ma il merito più grande per il vescovo sampietrese è quello di aver dato nuova vita e forma al settimanale cattolico della diocesi di Cosenza: Parola di Vita. Il settimanale che è uno dei più antichi in Calabria, fondato nel 1925, grazie all’intervento di monsignor Sprovieri che lo dirige dal 1956 al 1966 vive una rigenerazione data anche da una fusione con “La voce di Calabria” periodico della diocesi reggina. La sua “Lettera misericordiosa” scritta nel 1999 in attesa del giubileo del 2000 ha rappresentato per molti cattolici un riferimento non solo catechistico ma umano nell’approccio alla vita religiosa e non.

Michele Presta
redazione@corrierecal.it





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