Interdittiva antimafia, chiusa la casa funeraria Putrino

  LAMEZIA TERME Con una ordinanza dirigenziale del 20 dicembre scorso, il Comune di Lamezia Terme ha disposto il divieto di prosecuzione di attività della casa funeraria alla società “Croce…

 

LAMEZIA TERME Con una ordinanza dirigenziale del 20 dicembre scorso, il Comune di Lamezia Terme ha disposto il divieto di prosecuzione di attività della casa funeraria alla società “Croce rosa Putrino srl”, società che si occupava, tra le altre cose, di fornire servizio di ambulanze per l’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia e che a ottobre scorso è stata interessata da una interdittiva antimafia da parte della Prefettura di Catanzaro. L’ordinanza comunale è stata, inoltre, comunicata alla Prefettura di Catanzaro, all’Asp provinciale, alla Camera di commercio, alla Motorizzazione civile, alla Sacal (società che gestisce l’aeroporto di Lamezia Terme), e alla Multiservizi spa. L’ordinanza è stata adottata come conseguenza dell’informativa antimafia che, si legge in premessa, “ha carattere interdittivo, ai sensi dell’articolo 91 del D.Lgs 159/2011 determinando il divieto di prosecuzione delle attività commerciali” che la società conduceva. Quindi con una prima ordinanza, il 30 novembre, venivano revocate numerose autorizzazioni per il servizio di noleggio con conducente ad uso ambulanza e la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) ed esercizio di vicinato, settore non alimentare, che la società ha in via Gorizia.
In seguito, è scritto nell’ordinanza del 20 dicembre, ad una più attenta analisi è emerso che la “Croce rosa Putrino” aveva una attività di casa funeraria in via Sant’Umile, attività avviata dal 2012 e alla quale è stata revocata l’autorizzazione

 

L’INTERDITTIVA L’informazione antimafia che ha fatto adottare queste decisioni al Comune di Lamezia Terme risale alla fine di ottobre 2017. Gli esiti degli accertamenti antimafia richiesti dal prefetto Maria Luisa Latella, confermerebbero l’esistenza di «elementi oggettivi» che «suffragano il quadro indiziario della presenza di possibili situazioni di infiltrazioni mafiose […] tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della società “Croce rosa Putrino srl».
Secondo le verifiche effettuate su istanza dell’ufficio di Prefettura la ditta sarebbe vicina, per una serie di cause che si concatenano, alla cosca Iannazzo. Per la stessa Prefettura, «gli elementi informativi acquisiti nel corso dell’istruttoria» e in particolare quelli legati all’indagine Andromeda, condotta dalla Dda di Catanaro contro la cosca Iannazzo, «dimostrano l’esistenza di un quadro indiziario che denota la sussistenza di rapporti di conoscenza, societari e affaristici, tra Pietro Putrino, padre dell’amministratore unico dell’odierna società (la Croce rosa Putrino, nda) e il clan Iannazzo». In particolare, un collaboratore di giustizia riferisce che tra le imprese orbitanti intorno alla cosca Iannazzo «per le situazioni in campo ospedaliero… figura Pietro Putrino».







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