Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Martedì, 10 Ottobre 2017

ROMA Il dialogo è iniziato a margine di una iniziativa di Giorgia Meloni, e proseguito grazie alla comune conoscenza del parlamentare calabrese Paolo Naccarato. Quella tra Giulio Tremonti e Vittorio Sgarbi è un liaison politica iniziata da pochi mesi. Due caratteri che sembrerebbero inconciliabili ma hanno già prodotto “Rinascimento”, un libro uscito ad agosto per Baldini&Castoldi. Un “manifesto per uscire dal nuovo Medioevo”, il nostro mondo in decadenza e consegnato “allo straniero”. Soprattutto, “un libro che vuole ispirare, in movimento, una politica nuova”, scrivono Sgarbi e Tremonti nell’introduzione. Buona la prima. E ora si replica, l’11 ottobre alle 15 nella sala “Caduti di Nassirya”  del Senato per la presentazione del movimento politico “Rinascimento”, nato dall’incontro tra i due. Il claim dell’iniziativa, “È tempo di restituire dignità alla politica e di innalzare gli italiani alla bellezza”, riprende i concetti già espressi nel volume e spera di estenderli sul palcoscenico della politica mainstream. Nella quale, d’altra parte, i due promotori di “Rinascimento” hanno già avuto ruoli di primo piano, da colleghi in uno dei governi Berlusconi. 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Si presenta a Roma, con il senatore calabrese tra i partecipanti, il movimento politico “Rinascimento”

CATANZARO «Sulle Zes bisogna approfondire il confronto, senza riproporre logiche superate. Gli enti locali, anziché costruire piattaforme per lo sviluppo, imboccano la scorciatoia delle questue e delle transumanze per chiedere più soldi a Roma». Lo ha detto, nel corso di una conferenza stampa, a Catanzaro, nella sede dell'associazione "Il Campo" l'ex sottosegretario ai Trasporti ed ex presidente del Comitato interministeriale per il porto di Gioia Tauro, Giuseppe Soriero.
«Non si può continuare a discutere – ha aggiunto Soriero – contrapponendo le aree della Calabria. I sindaci di Catanzaro e di Lamezia hanno voluto banalizzare un grande tema. Oliverio ha ricordato i criteri definiti dalla legge, che è chiara sui modi per organizzare una Zes. Gioia Tauro, che ha un porto “Core Hub”, ha le caratteristiche per acquisire le agevolazioni doganali e fiscali previste. A che serve una seconda Zes? Per dividere la Calabria? Non si tratta di una chiusura del ministro De Vincenti e Oliverio».
Secondo Soriero, «occorre avere una visione unitaria regionale dei punti di forza e delle funzioni, con Catanzaro capoluogo al centro come direttrice urbana dei processi di sviluppo regionale. Chi rappresenta la città capoluogo della Calabria deve essere all'altezza delle funzioni direzionali del capoluogo della regione». Lamezia, con il più grande aeroporto regionale, «deve svilupparsi – ha detto ancora Soriero – come nodo strategico della logistica e del trasporto delle merci via cargo. Ai sindaci di Catanzaro e Lamezia Terme chiedo: ma voi avete le carte in regola? Quali proposte avanzate? Dove sono i Piani di sviluppo, i Psc di assetto del territorio?».
Soriero, infine, ha proposto, a sostegno della Zes per Gioia Tauro, che come Autorità portuale ricomprenderà anche il porto di Crotone e Corigliano Calabro, «una filiera territoriale logistica Lamezia-Catanzaro-Crotone per raccordare in rete tutte le attività di trasporto, le aree di stoccaggio delle merci e le imprese, filiere territoriali e un “cluster” di ricerca con le università. Il tutto – ha concluso l'ex sottosegretario – con un coordinamento sinergico tra Provincia, Camera di commercio e Comuni con le forze sociali in campo».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L'ex sottosegretario ai Trasporti invoca il confronto tra i territori «senza proporre logiche superate». Le Zone economiche «non possono essere uno strumento per chiedere più soldi a Roma»
Martedì, 10 Ottobre 2017 19:05

Delitti che "passione"

COSENZA É stato presentato alla libreria Ubik “Passione nera. I volti della violenza nel cinema italiano d’autore" di Claudio Mangolini, giornalista freelance e musicista torinese e Flaminia Bolzan, psicologa, criminologa e consulente per alcuni dei più noti casi di cronaca nera nazionali. Gli autori hanno rappresentato il loro lavoro come un saggio nato quasi per caso, dopo uno scambio di missive tra i due autori, il cui scopo è quello di avvicinare il lettore a due tipi di conoscenza: rispettivamente relativi al sé e alla modalità di rappresentare alcune parti umane ritenute inaccettabili trasformandole in arte. Nel libro sono riportate 32 pellicole del cinema italiano che affrontano le macro tematiche della rappresentazione della violenza e della perversione. Il lavoro, infatti, suddivide i film – le cui trame sono state magistralmente riassunte da Mangolini – in aree tematiche. Si va dal tema del serial siller, in cui troviamo pellicole autorevoli come "Evilenko", al sacro e profano, e anche il tema del rapporto tra delitto e mass media. Ogni argomento è stato analizzato dalla dottoressa Bolzan. Film d’autore come “Un borghese piccolo piccolo”, “I ragazzi della Roma violenta”, Almost blue”, hanno portato sullo schermo fobie, frustrazioni, perversione, radicandole nel tessuto sociale italiano. 
A dialogare con gli autori Alessia Truzzolillo, giornalista del Corriere della Calabria e Chiara Penna, avvocato penalista e che hanno focalizzato l’attenzione sul ruolo dei media nel processo penale e su come le figure degli esperti chiamati a vario titolo ad intervenire sui casi di cronaca possano talvolta anche condizionare la percezione dell’opinione pubblica rispetto fatti stessi. 
Durante la presentazione è intervenuto il noto criminologo Francesco Bruno che, insieme alla Bolzan, ha evidenziato il mutato ruolo della criminologia nel mondo attuale rispetto al passato.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Presentato a Cosenza un libro sui volti della violenza nel cinema italiano d’autore di Claudio Mangolini, giornalista freelance e musicista torinese e Flaminia Bolzan, psicologa, criminologa romana

CROTONE È scomparso lunedì notte all’età di 83 anni, all’ospedale civile di Crotone dove si trovava ricoverato per una complicazione del suo stato di salute, Francesco Saverio De Santis, protagonista per lunghi anni della vita politica crotonese e calabrese. Saverino, come lo chiamavano amici e familiari, è stato sindaco di Crotone dal 1978 al 1979, quindi consigliere e assessore regionale, con delega all’Industria e all’Artigianato. E ancora presidente dell’allora Usl 16, l’unità sanitaria locale di Crotone. Militante del Psiup (partito socialista italiano di unità proletaria), ha poi aderito al Partito comunista italiano ed ha ricoperto incarichi direttivi nella federazione crotonese, seguendone le varie metamorfosi nel Pds e nei Ds. De Santis ha animato il dibattito politico cittadino anche con numerosi scritti apparsi sulla stampa locale, almeno fino a quando le condizioni di salute glielo hanno consentito.

 

CATANZARO «Ben 400 ettari di territorio completamente espropriato, che rimarrebbe sventrato e devastante se l'opera non venisse realizzata». È così che Grazioso Manno, presidente del Consorzio di bonifica Ionio Catanzarese, presenta la situazione attuale del cantiere della diga sul Melito. Dopo anni di battaglie per la realizzazione, un progetto preliminare che adesso c'è, una sentenza favorevole della Corte di Cassazione, Manno fa un ultimo appello a Oliverio e al governo nazionale. «Oggi la parola fine, che non sarebbe altro che un nuovo inizio, deve essere messa dal governatore, dai parlamentari e dal ministro Del Rio e da tutti coloro che – dice Manno - possono dare a questo progetto il giusto posto nella Legge di stabilità».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Grazioso Manno, presidente del Consorzio di bonifica Ionio Catanzarese: «Sono 400 gli ettari espropriati ma è ancora tutto fermo». E fa un appello alla alla politica locale e nazione affinché «il progetto venga inserito nella Legge di stabilità»

REGGIO CALABRIA La quarta Commissione consiliare, “Assetto e utilizzazione del territorio e Protezione dell’Ambiente”, presieduta dal consigliere Domenico Bevacqua, ha approvato un provvedimento amministrativo in materia di gestione dei rifiuti di iniziativa della giunta regionale. Il testo dell’esecutivo accoglie un criterio già definito a livello nazionale e comunitario, per stabilire in maniera oggettiva la possibilità di ampliamento delle discariche e l’eventuale potenzialità a impiantarne nuove, mettendo in relazione l’indice di popolazione, l’estensione del territorio, il così detto “fattore di pressione” derivante dall’insistenza di attuali o precedenti siti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti, al fine di evitare lo sfruttamento eccessivo di un Comune in luogo di un altro. 
Nel corso dei lavori, inoltre, la discussione si è incentrata sulle audizioni riguardanti il progetto di legge sottoscritto dal presidente Bevacqua in materia di incendi boschivi.
«Nel corso dell’odierna discussione – ha commentato Domenico Bevacqua a conclusione dei lavori – credo sia emersa una valutazione complessivamente positiva sull’impianto di legge da me presentato, che conferma la validità del lavoro fin qui fatto. Ho apprezzato molto lo spirito costruttivo dei dirigenti dei dipartimenti interessati, della Protezione civile e di Calabria Verde che hanno preso parte alle audizioni, che hanno arricchito ulteriormente con i loro interventi la sostanza del progetto di legge, e devo anche dire che ho registrato con soddisfazione la loro disponibilità orientata a una maggiore integrazione tra i vari enti e i dipartimenti della Regione in una materia così delicata come gli incendi boschivi. Nel corso dei lavori, quindi, ho sollecitato altresì i presenti ad approntare da subito ogni utile iniziativa per fronteggiare le prossime emergenze invernali, a cui guardiamo con preoccupazione, aggravate dalla spoliazione del territorio e dai circa diecimila incendi registrati la scorsa estate».  
Ai lavori hanno partecipato i consiglieri Arturo Bova, Domenico Tallini, Giovanni Arruzzolo, Giovanni Nucera e Vincenzo Pasqua.
Sono stati auditi: Lucrezia Zurzolo (Calabria Verde), Marsio Blaiotta  (Urbi Calabria), Salvatore Siviglia (dirigente settore difesa del suolo) e Carlo Tansi (Prociv. Calabria).          

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello La commissione Ambiente approva il testo della giunta che prevede la possibilità di ampliamento delle strutture in base a criteri oggettivi. Giudizi positivi dei tecnici sulle nuove norme in materia di incendi boschivi

COSENZA I due Mario, Oliverio e Occhiuto, hanno trovato un accordo sul nuovo ospedale di Cosenza. Le divergenze (il sindaco non ha mai fatto mistero di preferire l’opzione dell’ammodernamento dell’attuale ospedale dell’Annunziata) sembrano appianate, almeno stando alla nota diffusa dall’ufficio stampa della giunta regionale. Martedì mattina, nella sede della Cittadella, alla presenza del presidente della Regione Mario Oliverio, del delegato del presidente per la materia sanitaria Franco Pacenza, e del direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, Achille Gentile, al sindaco di Cosenza è stato presentato lo studio di fattibilità per la realizzazione della nuova struttura sanitaria. 

LO STUDIO DI FATTIBILITÀ Lo studio – informa la nota – è stato redatto dai progettisti del Raggruppamento temporaneo di imprese Steam srl (capogruppo/mandataria) - Pinearq slp -  Domenico Amendola - Carlo Lappano, che si è aggiudicato la gara di progettazione bandita dalla Regione Calabria. Dopo una preliminare illustrazione dei progettisti delle principali opere di edilizia ospedaliera progettate e realizzate in Italia e in Europa (ospedale di Monselice-Este, ospedale di Bergamo, policlinico di Bari, nuovo ospedale Galliera a Genova, ristrutturazione e ampliamento dell’ospedale del Mare di Barcellona), il dirigente regionale del Settore “Opere Pubbliche a Titolarità Regionale ed Edilizia Sanitaria” del dipartimento “Infrastrutture, Lavori pubblici, Mobilità” Pasquale Gidaro, in qualità di Responsabile del procedimento, ha illustrato la metodologia, i contenuti e i primi esiti dello studio di fattibilità, che costituirà la base progettuale per la scelta sulla localizzazione del nuovo ospedale e per le successive fasi di progettazione ed esecuzione dell’opera. Lo studio di fattibilità ha preso le mosse dall’analisi dello stato di fatto, nel quale sono state esaminate le condizioni degli edifici presenti nei tre presidi dell’Azienda ospedaliera di Cosenza (Annunziata - Mariano Santo - Santa Barbara di Rogliano), mettendone a fuoco le criticità strutturali, funzionali, impiantistiche e di accessibilità. 

UN OSPEDALE DA 705 POSTI LETTO Preliminarmente, è stato definito il modello sanitario di riferimento che, partendo dalla programmazione regionale e dall’analisi delle esigenze dell’Azienda Ospedaliera, ha delineato la dimensione, le aree funzionali, le attività specifiche e le dotazioni di apparecchiature elettromedicali che dovranno essere presenti nel nuovo ospedale, che avrà una dotazione di 705 posti letto ed una superficie di circa 134.000 metri quadri. Il modello sanitario definito consente di assicurare requisiti fondamentali per un ospedale all’avanguardia: articolazione in aree dipartimentali organizzate per intensità di cura; elevato standard alberghiero con degenze ad 1 o 2 posti letto; centralizzazione dei servizi condivisi di diagnosi e cura; elevata flessibilità, in funzione dell’evoluzione delle tecnologie e dei processi di diagnosi e cura; possibilità di integrare spazi per la Didattica e la Ricerca e specifiche strutture per l’ospitalità di personale e parenti; massima integrazione con la città, cercando di aumentare lo standard qualitativo per il cittadino. 

DOVE SARÀ REALIZZATO Parallelamente, è stata effettuata l’analisi delle tre aree ipotizzate per la localizzazione del nuovo ospedale (località Muoio – località Vaglio Lise – località Via degli Stadi), sia attraverso analisi cartografiche che attraverso indagini in sito. Successivamente, è stato effettuato l’inserimento del modello sanitario di riferimento nelle tre aree di progetto, nonché lo studio della viabilità, dei servizi di mobilità pubblica e degli accessi, sia interni che esterni. Da ultimo, sono state effettuate l’analisi economico-finanziaria corrispondente a ciascuna delle tre soluzioni e la comparazione tra le ipotesi progettuali rispetto ad una serie di criteri di carattere sanitario, architettonico-ambientale ed economico. Il presidente Oliverio ed il sindaco Occhiuto hanno concordato di avviare, già a partire dalla prossima settimana, una fase di confronto tecnico sui contenuti dello studio di fattibilità, per approfondire gli aspetti legati alle ricadute di carattere urbanistico e sociale delle tre ipotesi localizzative; in ogni caso, la scelta sulla localizzazione del nuovo ospedale dovrà essere effettuata entro la fine del corrente anno. Il presidente Oliverio, nel corso del suo intervento, ha evidenziato che, in ogni caso, l’attuale presidio ospedaliero dell’Annunziata potrà essere riconvertito in centro dei servizi sanitari territoriali della Città di Cosenza, un vero e proprio “Parco della Salute”. A tal fine, nello studio di fattibilità, saranno effettuate le necessarie valutazioni tecnico-economiche.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Presentato lo studio di fattibilità per la realizzazione della struttura sanitaria da 705 posti letto. Entro un anno la scelta del sito: ci sono tre opzioni. L’Annunziata diventerà un “Parco della salute”
Martedì, 10 Ottobre 2017 18:00

Concluse le riprese del corto di Guido Palummo

FIUMEFREDDO Si sono concluse le riprese del corto “Il nostro sangue” regia di Guido Palummo. Scritto assieme a Milo Tissone ed Eleonora Bordi. Si tratta del saggio di diploma di un gruppo di giovani allievi del Centro sperimentale di cinematografia di Roma seguiti dal maestro Gianni Amelio. Girato tra il borgo marino di Longobardi e le antiche mura del Castello della Valle di Fiumefreddo Bruzio. Un cortometraggio sostenuto dalla Fondazione Calabria film commission.
All'organizzazione del corto hanno partecipato: Alessandro Elia e Walter De Majo. Alle luci Francesco Drago, per i costumi Ginevra Angiuli; scenografia di Benedetta Petrilli e suono Arianna De Luc.
«È stato il mio maestro Gianni Amelio a incoraggiarmi e a suggerirmi di realizzare il mio corto di diploma in Calabria – racconta Guido Palummo - L'idea di girare nella mia terra mi frullava in testa già da tempo e le sue parole mi hanno definitivamente convinto. Sono entrato alla Sperimentale portando come cortometraggio di ammissione un lavoro girato in Calabria e l'idea di chiudere il percorso triennale nella scuola con un altro corto "dalla mia terra" mi ha entusiasmato. Ho preso ispirazione dalla mia famiglia. Soprattutto dai miei nonni. Mescolando le storie che mi raccontavano da bambino e osservandoli vivere, discutere, litigare e volersi bene. È uscita l'ossatura (ma soprattutto tanto muscolo) della storia. In alcune scene ho riportato dei loro piccoli e teneri gesti senza alterarli minimamente, perché già inimitabilmente autentici. Anche i nomi dei personaggi sono tutti rubati alla mia famiglia. Questo per ringraziarli di tutto».
«“Il nostro sangue” - racconta nelle sue note di regia il giovane autore calabrese - è ambientato in una Calabria degli anni '50. Protagonista la mia terra d'origine che fa da sfondo alla storia dei due protagonisti nati e cresciuti in un piccolo borgo. Due personaggi – aggiunge - che finiranno per essere rivoluzionari del loro tempo, negli atteggiamenti e nelle scelte: Peppino e Franchina”. Il film ha inizio ai giorni d'oggi, durante il loro sessantesimo anniversario di matrimonio per poi ripercorrere la loro storia d'amore e un antico segreto celato». «Il sangue è al centro del racconto - afferma Palummo - come pulsione, legame e sacrificio. Segna le tappe dei personaggi, in maniera metaforica o concreta, velata o nuda e cruda».
«Abbiamo girato circa una settimana in Calabria e abbiamo avuto una splendida accoglienza - conclude il giovane regista - fondamentale è stato l'appoggio della Calabria film commission senza la quale non avremmo potuto realizzare il corto di diploma. Ringrazio anche l'amministrazione comunale di Fiumefreddo e alcuni operatori privati che ci hanno messo a disposizione le loro strutture». 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Allievo di Gianni Amelio ha girato a Fiumefreddo “Il nostro sangue”, una storia ambientata nella Calabria degli anni '50

COSENZA Raggiunti i primi risultati del rapporto di collaborazione sempre più stretto fra i territori di Perugia e Cosenza in seguito all’accordo voluto dal presidente della Camera di commercio, Klaus Algieri.
Imprese, associazioni di categoria, Regioni, Prefetture, Province, Università e Comuni delle due province sono stati impegnati per tre giorni nel capoluogo umbro all’interno di una serie di incontri e tavole rotonde in esecuzione dell’accordo che hanno firmato a maggio scorso. Un accordo condotto e monitorato da Klaus Algieri e Giorgio Mencaroni, rispettivamente presidenti delle Camere di commercio di Cosenza e Perugia. Un dialogo tra attori istituzionali, economici e culturali - sotto la cabina di regia dell’ente camerale cosentino e di quello perugino - che genera condivisione e opportunità di crescita economica e culturale
Le stesse Camere di Commercio verificheranno a distanza di un mese l’attuazione degli accordi bilaterali sottoscritti.
“Terre di Calabria della Provincia di Cosenza”. Questo il titolo dell’evento multidisciplinare nella capitale umbra che ha segnato una tappa importante nella promozione dello sviluppo infrastrutturale, nella valorizzazione dei propri territori, delle eccellenze, anche attraverso lo stimolo di accordi commerciali.
A rappresentare il senso e la direzione di questo gemellaggio le figure di San Francesco d’Assisi e di San Francesco di Paola. Due fari della Cristianità e della cultura al centro di un approfondimento tematico voluto da entrambi gli enti camerali proprio durante l’evento a Perugia.
Tavole rotonde, seminari e focus hanno segnato questi tre giorni in cui la valorizzazione dei prodotti enogastronomici ha accompagnato nuove occasioni di crescita per le imprese. Tra gli argomenti trattati con più attenzione la necessità di investire maggiormente sulla comunicazione e sull’offerta turistica, sui possibili punti in comune tra i due territori. I rappresentanti delle due Regioni hanno discusso della possibilità, molto concreta, di dare vita a una nuova rotta che colleghi l’aeroporto di Lamezia con quello di Perugia.
Intanto a dicembre l’evento di Perugia sarà replicato a Cosenza con la presenza della Camera di commercio guidata dal presidente Giorgio Mencaroni. Un attivismo che accompagna la necessità delle imprese di essere rappresentate fuori regione. L’accordo con la Camera di Commercio di Perugia segue quello siglato lo scorso anno con quella di Trento. In questa logica l’ente camerale cosentino sarà impegnato, tra poche settimane, in un’altra serie di appuntamenti istituzionali organizzati proprio dalla Camera di Commercio di Trento.
«Portare il nostro valore, le nostre imprese, la nostra cultura e la nostra sapienza antica rappresenta un momento decisivo del rapporto di collaborazione con la Camera di commercio di Perugia. L’ente camerale di Cosenza – ha detto il presidente Algieri -, seguendo una linea ormai consolidata di condivisione e apertura, ha inteso costruire un sistema stabile di relazioni tra la parte economica, politica, istituzionale e culturale dei due territori. Ci siamo sentiti a casa. Per questo ringrazio il presidente Mencaroni. Qualcosa di particolare e importante unisce la provincia di Perugia e quella di Cosenza: il legame tra San Francesco di Assisi e San Francesco di Paola. Una linea spirituale e culturale da seguire e promuovere. E non solo per la creazione di percorsi legati al turismo religioso».
Sono stati tre giorni di manifestazioni nel centro storico, lungo via Mazzini, antica strada degli affari e dell’economia a Perugia. Un programma ricco con focus sul turismo calabrese e ristoranti che hanno proposto piatti della tradizione gastronomica cosentina.
L’evento è partito giovedì mattina con il taglio del nastro dei presidenti Algieri e Mencaroni insieme alle rispettive delegazioni camerali e ai segretari generali di Cosenza, Erminia Giorno e di Perugia, Mario Pera.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L'accordo voluto della Camere di commercio delle due città. Un primo evento si è svolto nel capoluogo umbro. Il prossimo sarà in Calabria a dicembre. Il presidente Algeri: «Costruito un sistema stabile di relazioni»

REGGIO CALABRIA «Non può essere condivisa la decisione del presidente Oliverio di dismettere la partecipazione della Regione nel Comalca, la società consortile che gestisce il mercato agroalimentare di Catanzaro». Lo sostiene, in una dichiarazione, il consigliere regionale Wanda Ferro, del Gruppo Misto. «Una realtà ben diversa - aggiunge - dai tanti carrozzoni che negli anni hanno divorato risorse e sono serviti soltanto per rispondere a logiche clientelari. Il Mercato agroalimentare di Catanzaro ha infatti un ruolo strategico quale piattaforma logistica e distributiva nel settore agroalimentare. Nel centro operano ben 24 aziende, che impiegano complessivamente oltre 100 dipendenti, mentre sono più di 500 le aziende agricole che fanno riferimento a quella struttura per il conferimento dei prodotti e la distribuzione in Calabria e nel resto d'Italia. Si tratta di uno snodo commerciale importantissimo in una regione che ha nel settore agroalimentare il suo principale motore di crescita economica, e su cui bisognerebbe investire. Tra l'altro la governance della società ha assicurato una gestione sana, chiudendo negli ultimi cinque anni i bilanci in attivo, estinguendo le posizioni debitorie e riuscendo ad assicurare con le risorse disponibili la copertura dei mutui contratti con le banche attraverso una importante operazione di rinegoziazione. Non è giustificata, quindi, la scelta politica del Governatore di dismettere la partecipazione della Regione nel Comalca». «Se Oliverio, che tra l'altro mantiene la delega al settore, crede davvero nella possibilità di crescita della Regione attraverso lo sviluppo del settore agroalimentare e delle sue eccellenze - conclude Wanda Ferro - deve investire sul ruolo strategico del Comalca, contribuire alla fase di rilancio in corso e non affossare la struttura tirando fuori la Regione dalla compagine societaria».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello La consigliera regionale del Gruppo Misto critica la scelta di dismettere la partecipazione della Regione dalla società che gestisce il mercato agroalimentare di Catanzaro. «Non è un carrozzone»
Pagina 1 di 4