Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 08 Ottobre 2017
Domenica, 08 Ottobre 2017 20:20

A Cosenza la casetta del book crossing

COSENZA Domenica mattina il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, accompagnato dall'assessore Francesco Caruso e dalla consigliera comunale Alessandra De Rosa (presidente della Commissione Cultura), ha partecipato all'inaugurazione della "Little Free Library" posizionata su corso Mazzini (all'altezza della nota salita di Pagliaro). L'iniziativa nasce dall'input del liceo classico "Bernardino Telesio", il cui preside Antonio Iaconianni, gli insegnanti e gli alunni erano naturalmente presenti. Si tratta di incentivare la lettura attraverso lo scambio di libri lasciati in una suggestiva casetta in legno: si porta un volume e se ne prende un altro. Attraverso un percorso virtuoso quanto curioso e nel contempo divertente, i ragazzi si ritrovano così a trasmettersi dall'uno all'altro una forma di conoscenza cartacea con un risvolto sociale non irrilevante. Alla manifestazione di inaugurazione della casetta già colma di libri donati con grande entusiasmo, c'erano molti cittadini che hanno apprezzato questa forma di book crossing (ovvero lasciare un libro in un qualunque contesto pubblico in modo che possa essere trovato e letto da altri) attivo anche a Cosenza

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  • Occhiello Si porta un volume e se ne prende un altro. Iniziativa del liceo classico "Telesio" patrocinata dall'amministrazione comunale

CATANZARO «Noi crediamo nell'onestà assoluta di Domenico Lucano, sindaco di Riace. Sappiamo che ha agito sempre ed esclusivamente per l'interesse dei migranti e della sua comunità e mai per interesse personale». È quanto affermano, in una nota, gli organizzatori di un'iniziativa, in programma venerdì 13 ottobre, a sostegno del sindaco di Riace indagato dalla Procura di Locri per abuso d'ufficio, concussione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche in relazione alla gestione del sistema di accoglienza. «Domenico non è ricco - è detto nella nota del gruppo che si raccoglie nella sigla "noistiamoconmimmo" - e non si è arricchito ma ha costruito un modello di accoglienza e convivenza straordinario e non permetteremo che questo esempio venga distrutto. Per questo venerdì 13 ottobre alle 17 ci ritroveremo a Riace in piazza municipio. Invitiamo tutti coloro che in questi giorni esprimono sostegno e vicinanza a Domenico e a Riace a esserci attivamente». L'iniziativa di sostegno a Lucano è stata organizzata da Peppino Lavorato, Tiziana Barillà, Angelo Broccolo, Francesco Cirillo, Giovanni Maiolo, Peppe Marra, Mimmo Rizzuti, Francesco Saccomanno, Chiara Sasso, Maurizio Zavaglia.

LA SOLIDARIETÀ DEL PD La segreteria regionale del Pd Calabria ha espresso un sentimento di vicinanza a Mimmo Lucano, il sindaco di Riace indagato dalla Procura di Locri. «Attendiamo con fiducia - è detto nel comunicato - lo svolgimento delle indagini, nella certezza che Mimmo Lucano saprà dimostrare fino in fondo la correttezza del suo operato, diradando le odiose ombre che si sono affacciate su un modello di integrazione e di accoglienza che ha portato sulla Calabria l'attenzione del mondo intero, mostrando il volto di una comunità dei diritti, che sostiene i più deboli e rinasce grazie alla convivenza e alle contaminazioni».

LEGAMBIENTE: I BUSINESS ILLEGALI SONO ALTRI Anche Legambiente esprime solidarietà al sindaco di Riace. «Sarà la magistratura ad accertare eventuali responsabilità e illeciti, ma crediamo che le indagini dimostreranno la forza ed il valore delle idee di un sindaco coraggioso che ha saputo rivoluzionare i modelli di integrazione in percorsi di esistenza». «Legambiente Calabria - è detto ancora nella nota - ha toccato con mano il sistema che Lucano ha messo in atto per accogliere e integrare i migranti attraverso bonus che consentano loro di sentirsi parte di una comunità. Con il Premio Caralabria nel 2015, infatti, abbiamo premiato un ragazzo immigrato per il lavoro svolto con la raccolta differenziata porta a porta a Riace. Abbiamo raccontato una pagina interessante della Calabria ed un modello di integrazione a cui non vogliamo rinunciare. Siamo convinti che ci sia bisogno di replicare le idee di Mimmo Lucano anche in altri contesti in alternativa ai Cara e agli alberghi, stroncando il business illegale che ruota intorno a questo mondo e, su questo, la magistratura deve indagare».

PALMISANI: «UNA MANIFESTAZIONE PER IL MODELLO RIACE» Pino Palmisani, vicesegretario regionale dell'Udc, chiama invece all'intervento il governatore Mario Oliverio e l'assessore regionale al Welfare Federica Roccisano. Palmisani esorta entrambi a «convocare al più presto a Riace una manifestazione nazionale di riconoscimento politico e di sostegno umano al modello Riace, con la presenza di Istituzioni, partiti, sindacati, mondo del volontariato e dell’associazionismo tale da rendere realmente onore all’impegno del Sindaco Lucano ma soprattutto al fine di incoraggiare ed estendere tale modello ad altre realtà territoriali così elevando  a dignità umana altri potenziali, sfortunati “destinatari” per realizzare altre risorse economiche e sociali da una tragedia senza limiti». 

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  • Occhiello Chiamata alla mobilitazione a sostegno del sindaco dei migranti: Mimmo non è ricco e non si è arricchito, ha costruito un modello di convivenza straordinario. Solidarietà dal Pd e da Legambiente

MILANO Condanne per un totale di circa 210 anni di carcere e la confisca di 1 milione e 150 mila euro in contanti, di un lingotto in oro da oltre un chilo e di una villa con due box a Trezzano sul Naviglio. Si è concluso così, davanti al gup Giusy Barbara, il processo con rito abbreviato nei confronti di un'associazione di narcotrafficanti composta prevalentemente da calabresi vicini al clan di 'ndrangheta dei "Ruga-Loiero-Metastasio" e che a Milano aveva una delle principali piazze di smercio di un tipo di cocaina purissima denominata “Z1” importata da Olanda e Brasile. Tra le 24 pene inflitte la più bassa è di 2 anni e 8 mesi mentre le più alte riguardano Vincenzo Loiero, 18 anni e mezzo, e i suoi fratelli Giovanni e Cosimo, entrambi 18 anni, e Raffaele, 16 anni e 4 mesi. I quattro, accusati di essere alla guida dell'associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, sono figli del boss Nicola. Uno di loro è pure già stato condannato per mafia. Il giudice ha poi assolto 10 persone, accolto il patteggiamento di una, e ne ha rinviate a giudizio 12 (tutte con ruoli minori). Per loro il processo si aprirà il prossimo 12 dicembre alla sesta sezione penale del Tribunale. Per tre indagati il procedimento è sospeso perché sono irreperibili. Tra i condannati nel procedimento relativo solo a reati di droga, ci sono esponenti di diverse famiglie delle Calabria come i Morabito, i Bruzzaniti o i Crea.
Il gup Barbara, che depositerà le motivazioni entro 60 giorni, ha condannato anche Andrea Giorgi (8 anni e 4 mesi), originario di San Luca e che per gli investigatori sarebbe parente di alcuni degli autori della strage del 2007 a Duisburg, in Germania.
L'inchiesta, che ha portato a una serie di arresti, è partita nel maggio 2011 dopo l'incendio dell'auto di uno spacciatore che aveva un debito per una partita di cocaina. Dal rogo della vettura in zona Garibaldi, a Milano, i carabinieri hanno ripercorso tutta la filiera fino a individuare l'organizzazione. Nel giugno 2012 era stato scoperto a Settimo Milanese un deposito/raffineria con 180 chili di “polvere bianca” e 230 chili di sostanze da taglio. Allora finì in cella Cosimo Andrea Scarano, 38 anni, detto "U baruni", il quale con le sue dichiarazione ha dato un notevole contributo alle indagini, spiegando che il traffico di cocaina sarebbe avvenuto tra il 2008 e il 2012. Il gruppo, secondo le rivelazioni del pentito poi accertate dalle indagini, si muoveva tra Milano, Settimo Milanese, Trezzano sul Naviglio e Monasterace e avrebbe piazzato la droga anche a Roma, Piemonte, Campania oltre che in Calabria. Nel 2016 sono state eseguite sei ordinanze di custodia cautelare in carcere, delle quali tre nei confronti di Vincenzo, Cosimo e Giovanni Loiero. Altre persone coinvolte nell'inchiesta erano già detenute per altre vicende. Qualche mese fa la Dda milanese ha chiesto il processo per una cinquantina di imputati.

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  • Occhiello Condanne del gup di Milano per un gruppo vicino alla cosca “Ruga-Loiero-Metastasio”. Le pene più alte per i figli del boss Loiero

REGGIO CALABRIA Weekend romantici, forniture per parrucchieri, manuali per la dieta Dukan, oltre 170 viaggi in taxi. Queste non sono che alcune delle operazioni – scrive la Gdf – «che sono state saldate mediante i conti dell’associazione e che, almeno allo stato degli atti, non appaiono giustificabili in termini di coerenza con quanto risulta essere oggetto delle finalità di Riferimenti».

PRESCRIZIONE SALVA (QUASI) TUTTI Sebbene parte degli episodi di malversazione contestati ad Adriana Musella siano caduti in prescrizione e solo in parte sia possibile sequestrare per equivalente le somme di cui la presidente si sarebbe appropriata per limiti di applicabilità della normativa, è un quadro sconfortante quello che emerge dal decreto con cui il gip Domenico Santoro ha convalidato il sequestro chiesto dal pm Sara Amerio e dal procuratore Gerardo Dominijanni.

IL TESORETTO Dal 2010 al 2016, l’associazione nazionale Riferimenti- Gerbera Gialla e la sua inamovibile presidente, Adriana Musella, hanno percepito circa 523 mila euro, quasi esclusivamente da enti pubblici o semi-pubblici, come il Consiglio Consiglio regionale della Calabria, le Province di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Verona, Salerno, i Comuni di Santa Maria Capua a Vetere, Bollate, Gioia Tauro, il Miur, il Consiglio Ordine degli Ingegneri di Salerno e la Camera di Commercio di Reggio Calabria. Ma quei fondi – emerge dagli accertamenti degli investigatori -  sono stati sperperati in una serie di spese che – secondo quanto emerso dalle indagini della Gdf – con l’antimafia non hanno nulla a che fare.

DAI GIOIELLI AI MANUALI PER LA DUKAN  Dall’analisi dei movimenti bancari effettuate dalla Finanza risultano addebitate all’associazione spese per treni (pagati anche ai parenti), corse in taxi (ben 170), biglietti aerei, strumenti musicali, abbigliamento, libri di ricette, manuali sulla dieta Dukan, arredi, casalinghi, telefonia, elettrodomestici, pranzi e cene “non giustificabili in relazione a eventi o manifestazioni organizzate dall’associazione, pernottamenti, soggiorni “non correlati ad alcun episodio pubblico in cui Riferimenti sia stata coinvolta. In conto all’associazione sono finiti poi pranzi anche ad un lido di Positano, prodotti per parrucchieri, un passaggio alla Sagra del vino, una registrazione vocale, cartelle esattoriali e – sottolinea il gip – “finanche per un acquisto di arte orafa”.

LA FAMIGLIA PRIMA DI TUTTO Molte di queste spese – emerge dal provvedimento – sono state dettate da esigenze personali e familiari dello stretto entourage di Musella, che dell’associazione sembra aver fatto una “cosa di famiglia”. Non a caso, la Guardia di finanza ha evidenziato come nel consiglio direttivo di Riferimenti siedano, oltre alla presidente Musella, una delle nipoti, la madre e una sua storica amica. Fino al 2014, c’era anche l’ex compagno della donna, Salvatore Ulisse Di Palma (non indagato), medico di mestiere ma chiamato a firmare un libro sulla storia del padre di Musella, poi sparito dal “board” quando la liaison fra i due è finita. Un dato che i finanzieri non hanno dimenticato di sottolineare perché l’uomo negli anni è stato spesso ospite dell’associazione, in luoghi e periodi in cui Riferimenti non aveva alcuna manifestazione o evento in programma.

ANTIMAFIA DI COPPIA Nel corso degli anni, Musella e il suo compagno hanno soggiornato in alberghi di buon livello a Orvieto, Assisi, Verona, Firenze e Salerno e hanno fatto un romantico capodanno a Bolzano, di cui la presidente sotto interrogatorio non sembra avere memoria. A spese dell’antimafia i due hanno anche dormito in hotel a Roma, esattamente – si legge nelle carte – nei giorni che hanno preceduto i viaggi di piacere organizzati e pagati dai due alle Maldive, in Messico e in Marocco e Andalusia.

VIAGGI DI GRUPPO Grazie all’associazione, hanno invece soggiornato in Folgaria – sede della “Settimana bianca dell’antimafia” – non solo l’ex compagno e la nipote di Musella, entrambi chiamati a fare da relatori – ma anche il figlio della parente. Ad Assisi, dove il figlio maggiore della presidente di Riferimenti è stato ospite per un lungo periodo –  a spese di Riferimenti sono più volte andati non solo Musella, ma anche il compagno, il figlio minore della donna e la fidanzata del maggiore.

FIGLI «ECONOMICAMENTE DIPENDENTI» Proprio quest’ultimo, nota la Gdf è stato quello che maggiormente ha beneficiato della generosità dell’antimafia, con esborsi pari a 45mila euro. Formalmente, per un periodo è risultato anche “collaboratore esterno” di Riferimenti sebbene – scrivono gli investigatori – non fosse nelle condizioni di svolgere gli incarichi per cui era pagato e le relazioni sulla sua attività siano state tutte firmate dalla madre. Tuttavia al suo indirizzo risultano innumerevoli spedizioni – pagate da Riferimenti, ovviamente – e per lui sono stati inseriti in rendiconto molti acquisti che poco hanno a che fare con l’antimafia, inclusi 47 pacchetti di sigarette. Anche il fratello minore risulta ex collaboratore dell’associazione. Ma a lui sono andati “solo” 27mila euro fra compensi e rimborsi. Per gli investigatori erano in «condizione di dipendenza finanziaria» dalla madre, che però – tramite Riferimenti – si è dimostrata generosa anche con un amico e un’altra ex fidanzata di uno dei due figli, così come la sorella di Musella e il marito, ex socio di un ristorante di Reggio Calabria. Molti di loro sono stati interrogati dai finanzieri e – hanno svelato le intercettazioni – sono stati debitamente istruiti da Musella su cosa dire, prima di sedersi davanti agli investigatori.

DISATTENZIONI E FALSE ATTESTAZIONI Tutto il denaro impiegato da Riferimenti è stato fatto confluire nelle casse dell’associazione da diversi enti pubblici, ma sul suo impiego nessuno ha voluto o potuto effettivamente effettuare dei controlli. Stando al protocollo sottoscritto, il Miur avrebbe dovuto costituire un comitato tecnico formato da esperti ministeriali e membri dell’associazione per vigilare sull’impiego dei (tanti) fondi fluiti nelle casse di Riferimenti, ma quell’organo di controllo è rimasto solo sulla carta. Il Consiglio regionale della Calabria invece sembra aver quanto meno tentato di capire cosa l’associazione facesse dei tanti soldi che le venivano destinati. Ma per i finanzieri c’è una «falsa attestazione di spese sostenute per gli obbiettivi dell’associazione che vengono indicate sul documento di rendiconto destinato a dimostrare, ex post, il corretto impiego dei fondi regionali impiegati». Insomma, quei rendiconti erano “creativi”.

«AFFERMAZIONI GENERICHE» Quando Musella è stata chiamata a dare spiegazioni, per i magistrati non è stata in grado di fornire altro che affermazioni generiche e poco convincenti. A molte delle domande del pm Sara Amerio si è limitata a rispondere «non so, non ricordo» o ha affermato di dover controllare carte e fattura. Ma anche quando mesi dopo è stata riconvocata non è stata in grado di fornire elementi utili. Anzi si è avvalsa della facoltà di non rispondere, e mai ha presentato una più volte annunciata memoria difensiva. Quanto meno per adesso.

ULTERIORI INDAGINI IN CORSO? Nel frattempo però, la Finanza potrebbe essere ancora al lavoro. Secondo gli investigatori ci sarebbero altre spese di «dubbia natura»-  si legge nel provvedimento – da approfondire. Si tratta di una serie di passaggi di denaro fra i conti dell’associazione a quelli di Musella che lei giustifica come «rimborsi delle mie anticipazioni», mentre per spiegare i 126mila euro apparsi un bel giorno sui suoi conti dice che si trattava di «contanti che avevo in una cassetta di sicurezza e li ho versati tutti in una volta. Nel 2012 li ho prelevati perché avevo paura che me li prendessero. Preciso che intendevo lo Stato, perché eravamo a rischio default». Altri «movimenti ritenuti dalla pg sospetti» riguarderebbero l’appartamento in un prestigioso condominio di Reggio Calabria, comprato da Musella all’esito di un’asta fallimentare. Interrogata al riguardo, la presidente di Riferimenti sostiene di averla «acquistata dopo anni con la liquidazione dal mio ente e dal ministero del Tesoro. Sono 170mila euro, soldi che avevo sul mio conto corrente». Sarà la Finanza a verificare?

Alessia Candito
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  • Occhiello La convalida del sequestro dei beni di Adriana Musella mostra, secondo il Tribunale di Reggio, un utilizzo anomalo dei fondi. Nell’elenco gioielli, manuali per la dieta Dukan, 170 corse in taxi e treni pagati anche ai parenti della presidente di Riferimenti

SAN LUCA Un busto di don Giuseppe Giovinazzo, il sacerdote di 53 anni, ucciso in un agguato di stampo mafioso il primo di giugno del 1989 sulla strada che da Montalto porta al Santuario della Madonna della Montagna di Polsi, è stato collocato oggi nell'area sacra del Santuario indicato in diverse inchieste della magistratura come luogo d'incontro - in occasione della festa dell'1 e 2 settembre - delle cosche di 'ndrangheta per decidere affari e strategie. La cerimonia organizzata dalla diocesi di Locri-Gerace, nel corso della quale è stata recitata una preghiera dedicata al sacerdote, è stata officiata dal vescovo monsignor Francesco Oliva. "Una cosa - ha detto il presule nell'omelia - è certa: don Giovinazzo è stato trucidato sulla strada per Polsi dopo una giornata di servizio pastorale nel Santuario. Non può di conseguenza essere trascurato il legame esistente tra la sua uccisione e il ministero pastorale esercitato. A chi poteva dare fastidio? Quali iniziative pastorali del sacerdote potevano avere suscitato la reazione violenta che portò a decretarne la morte? Sono tutte circostanze che meritano di essere approfondite e chiarite. Quello di don Giovinazzo è un tributo di sangue che la Chiesa di Locri-Gerace ha dovuto pagare all'arroganza e prepotenza di un'associazione criminale di stampo mafioso, che già nel 1989 esercitava cruento potere criminale e controllo del territorio, seminando lacrime e sangue".
"Il delitto è rimasto impunito - ha detto ancora monsignor Oliva - e i responsabili si sono dileguati. Ma il gesto assassino non può non turbare per sempre le loro coscienze. Come turba le nostre coscienze. Anche per loro preghiamo nella speranza che il nostro perdono cristiano susciti in loro un vero pentimento. Oggi desideriamo onorare la memoria di don Giovinazzo e ci auguriamo che il suo sacrificio non sia caduto nel nulla. Un sacrificio che ci consegna un'eredità difficile ed importante: da una parte l'impegno concreto, coraggioso e profetico da portare avanti senza riserve contro ogni forma di associazione mafiosa, dall'altra l'indicazione di un percorso pastorale di formazione delle coscienze e di annuncio della gioia del Vangelo della riconciliazione e del perdono come percorso ineludibile di rinascita".

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  • Occhiello Un simbolo dell'antimafia nell'area sacra scelta dai boss per i loro summit a settembre. Monsignor Oliva: il suo sacrificio non cada nel nulla

CATANZARO "Un evento a più tappe, che tocchi l'intero territorio regionale e si sviluppi attorno ai grandi temi a cui è legato lo sviluppo della Calabria e dell'intero Mezzogiorno". E' quanto deciso a conclusione di una riunione dedicata all'organizzazione della conferenza programmatica del Pd Calabria - riferisce un comunicato del partito - che si è tenuta nella sede regionale dem alla presenza del segretario regionale, Ernesto Magorno, del deputato, Nicodemo Oliverio, a cui è stato affidato l'allestimento della conferenza, e del responsabile organizzativo Giovanni Puccio. "Presenti all'incontro - prosegue il comunicato - tutte le componenti e le espressioni territoriali del partito impegnate in una discussione e in un approfondimento sugli argomenti e sul percorso che accompagnerà l'organizzazione della conferenza. E' stato stabilito che la conferenza si strutturerà in una serie di eventi itineranti nelle cinque province calabresi, con una giornata di chiusura che si terrà a Gioia Tauro, subito dopo la conferenza programmatica nazionale in programma a Napoli per la fine di ottobre. Gli eventi sul territorio avranno carattere tematico e nascono con l'obiettivo di coinvolgere nella discussione politica e di contenuto non solo le articolazioni tutte del Pd Calabria ma anche gli interlocutori sociali, economici ed espressione del mondo accademico e produttivo".
"Diversi i contributi - riporta ancora la nota - emersi dalla discussione: il consigliere regionale Carlo Guccione ha proposto di aprire una riflessione collettiva sulla sanità e sul reddito di cittadinanza; Italo Reale, invece, ha indicato prioritario un impegno su ambiente e giustizia. Nel corso della riunione, è stata evidenziata la necessità di porre in primo piano il tema del lavoro, come macro-area di riflessione ed elaborazione di una proposta politica stringente ed efficace e attorno alla quale innestare la discussione su altri argomenti cruciali come turismo e agricoltura, infrastrutture e innovazione, politiche dell'accoglienza e pari opportunità. La manifestazione di Gioia Tauro, inoltre, avrà un momento esclusivo dedicato alle nuove generazioni, con un incontro tra il presidente della Regione, Mario Oliverio, e un gruppo di ragazzi calabresi impegnati in un botta e risposta con il governatore".
"L'obiettivo della conferenza - è detto ancora nella nota - è quello di elaborare all'interno del partito una piattaforma di proposte e contributi che possano essere da stimolo e supporto all'azione del governo regionale e, nello stesso tempo, proiettare il Pd Calabria verso i prossimi appuntamenti politici nazionali. La conferenza programmatica sarà preceduta da una riunione della direzione regionale del Pd, che si terrà il prossimo 23 ottobre a Crotone".

LA SOLIDARIETA' A LUCANO La segreteria regionale del Pd Calabria ha anche espresso un sentimento di vicinanza a Mimmo Lucano, il sindaco di Riace indagato dalla Procura di Locri. "Attendiamo con fiducia - è detto nel comunicato - lo svolgimento delle indagini, nella certezza che Mimmo Lucano saprà dimostrare fino in fondo la correttezza del suo operato, diradando le odiose ombre che si sono affacciate su un modello di integrazione e di accoglienza che ha portato sulla Calabria l'attenzione del mondo intero, mostrando il volto di una comunità dei diritti, che sostiene i più deboli e rinasce grazie alla convivenza e alle contaminazioni".

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  • Occhiello Eventi e tavoli tematici in tutte le province prima della conclusione a Gioia Tauro. Guccione chiede una riflessione su sanità e reddito di cittadinanza, Reale su ambiente e giustizia. Direzione regionale dem il 23 ottobre a Crotone
Domenica, 08 Ottobre 2017 13:52

Occhiuto presenta il "Parco del benessere"

Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ha dedicato un post sul suo profilo Facebook alla presentazione del Parco del Benessere che sorgerà nell'area del viale Parco. Ve lo proponiamo: 

Fra poco inizieranno i lavori del più grande e importante Parco del Benessere d'Italia.
Due chilometri circa di lunghezza nel centro di Cosenza, un vero polmone verde nel cuore della città contemporanea con aree attrezzate e sicure, illuminate, strutturate con percorsi benessere, piste ciclabili e spazi dedicati al tempo libero e allo sport.
Una vera e propria palestra all'aperto per tutti con campi di basket, pallavolo, calcetto, squash, padel tennis, skate park e mini golf.
Lo studio del verde ha previsto il mantenimento delle grandi alberature esistenti con l'aggiunta di moltissime nuove piante attraverso la suddivisione del parco in più aree tematiche: giardino degli agrumi, palmeto, giardino delle spezie e delle essenze, giardino dei sempreverdi, giardino sensoriale, giardino dei colori.
Sono comprese nel progetto aree attrezzate per l'infanzia con giochi e specchi d'acqua, piazza eventi con teatro per spettacoli, punti di ristoro e di sosta.
Il parco sarà servito, attraverso due fermate dedicate, da un sistema di trasporto pubblico non inquinante e privo di barriere e pantografo, la Metro di superficie, molto efficace ed utile per spostarsi agevolmente in tutta l'area urbana di Cosenza-Rende-Unical. Inoltre è in fase di realizzazione la Ciclopolitana, una metropolitana delle bici, che collegherà tutta la città, dal centro storico fino all'Unical, su corsie preferenziali attrezzate con rastrelliere video sorvegliate.
Il Parco del Benessere è la prima importante infrastruttura verde della città che viene realizzata, e che sarà collegata in futuro trasversalmente alla Città dello Sport (di prossima realizzazione) lungo il fiume Campagnano e ai Parchi fluviali lungo il Crati e il Busento, oggetto del programma di rinaturalizzazione e di navigabilità.
Nasce con questa iniziativa una nuova Cosenza, una città del futuro che entrerà nel circuito della "bandiera azzurra" in quanto "città amica del cammino e della corsa" che mette la salute dei cittadini al centro delle politiche di crescita del territorio. Una città con un centro pedonale esteso, che si amplierà allargandosi da Corso Mazzini verso il Viale, e con un sistema di tante piazze e isole pedonali in ogni quartiere raggiungibile da piste ciclabili.
Il verde diventa materia strutturante della città e forma nuove reti ecologiche che salderanno la città contemporanea a quella antica, avvicinandole in modo concreto attraverso i mezzi di trasporto pubblico urbano e di mobilità sostenibile.
Tutta la zona di Via Popilia sarà strategica e definitivamente connessa alla città perché racchiusa tra il Parco del Benessere e il Parco Fluviale; e fra le più straordinarie opere di architettura contemporanea del Ponte di Calatrava e del Planetario.
Sono previste nuove strade alternative per il traffico veicolare con la realizzazione della viabilità lungo il Crati, che collegherà il ponte di Calatrava con la sopraelevata.
Cosenza diventerà presto una delle più belle città d'Europa, e sarà visitata da moltissimi turisti. In questo modo potremo offrire più opportunità di lavoro e di occupazione ai nostri giovani.

Mario Occhiuto
sindaco di Cosenza

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  • Occhiello Il sindaco racconta l'opera su Facebook: «Sarà un polmone verde nel cuore della città, con una vera e propria palestra all'aperto per tutti. Cosenza diventerà una delle città più belle d'Europa»

COSENZA Il ministro della Giustizia Andrea Orlando dà forfait. A tenerlo lontano dalla giornata conclusiva della DemsSchool organizzata da Carlo Guccione in questo primo week-end di ottobre, problemi di labirintite. Il ministro comunque fa sapere che venire in Calabria è tra le sue priorità. Cambio di programma e parola a chi sabato pomeriggio ha animato i tavoli tematici. Coraggio, organizzazione, cooperazione. Idee di imprenditorialità su più livelli e strumenti messi a disposizione dai Centri per l’impiego. Parola d’ordine: flessibilità, nel lavoro così come nella politica. DemS è l’acronimo di Democrazia e Società. «Stiamo nel Pd – dice Guccione – ma è uno strumento di organizzazione per arrivare a chi sta fuori dal Pd». Poi annuncia: «Cesare Damiano ieri mi ha chiesto di organizzare con la sua fondazione la scuola di politica che quest’anno è stata fatta a Riccione. Ci saranno centinaia di ragazzi, nella nostra città. Sarà un evento straordinario».

GENERAZIONE Il dato allarmante per Carlo Guccione è uno solo. «In base ai dati dello Svimez, la nostra regione avrà entro il 2065 ben 500mila calabresi in meno». È soddisfatto dall’esito della due giorni, a parte l’infortunio di Orlando, incassa applausi e complimenti. La DemSchool a chi ha partecipato è piaciuta. E non può fare a meno, vista la platea, di fare la sua considerazione sui giovani. «Abbiamo bisogno di giovani e abbiamo necessariamente bisogno di un impegno attivo, in modo collettivo. Il tema del lavoro deve essere sempre al centro della nostra discussione e anche in considerazione del pensionamento di 500mila persone nella pubblica amministrazione faremo in modo di parlarne alla conferenza programmatica di Napoli». Quale futuro aspetta la Calabria? Guccione pensa alle Zes (Zone economiche speciali) ma tutto dipende dal porto di Gioia Tauro e dalle relazioni infrastrutturali che si possono creare con l’intera regione e con l’aeroporto di Lamezia. «Il rilancio del porto di Gioia Tauro è necessario. È inconcepibile che la nomina dell’autorità portuale sia bloccata da tre anni. Alle parole devono seguire i fatti, ha ragione il ministro Minniti; la Regione attualmente non ha le carte in regola per pretendere i cambiamenti che sono necessari». Conclusione con lapsus freudiano. «C’è un Partito comunista» si ferma e si corregge, «c’è un Pd che vuole cambiare le cose. Il Pd serve alla Calabria non a qualche gruppo dirigente».

NON E’ UN PAESE PER GIOVANI L’ex parlamentare Franco Laratta prende a prestito il titolo del romanzo di Cormac McCarthy ma cambia la parola vecchi con giovani. Non una carneficina nelle sabbiose lande texane ma porte chiuse in faccia a chi vuole impegnarsi in politica e non è ancora trentenne. «Non siamo mai stati un paese per giovani: io ricordo chiaramente come negli ultimi anni della Dc non mi davano spazio in nessun modo». Poi lancia l’appello ai giovani e lascia spazio all’autocritica. «Se vi offrono posti strutture regionali non accettate, sono delle elemosine. La Calabria si sta svuotando, però se diamo l’opportunità ai giovani calabresi di rimanere loro rimangono. Ci prendiamo in giro se facciamo le tessere tra di noi, tra i nostri parenti. I ragazzi scappano, vivono un’altra atmosfera. Non possiamo pretendere che vengano ai nostri convegni se non lavorano».

 

Michele Presta
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  • Occhiello Si chiude la due giorni organizzata dall’associazione Dems a Cosenza. Guccione (che in un lapsus rimpiange il Pci): il Pd non sia uno strumento di qualche gruppo dirigente. Laratta ai ragazzi: «Non accettate posti nelle strutture regionali, sono elemosine»

COSENZA “Siamo felici di poter dare un aiuto concreto a un’associazione da più tempo impegnata a sostenere e supportare le persone affette dalla sclerosi multipla e le loro famiglie”. Con queste parole, la presidente della Massimiliano Adamo Onlus, Daniela Biondi, ha introdotto la manifestazione svolta in Confindustria Cosenza di consegna di una sedia a rotelle donata dall'associazione Adamo all'Associazione Liberi nella sclerosi multipla, rappresentata dalla presidente Assunta Mazzei. “Grazie a questa donazione – ha sottolineato Daniela Biondi – Liberi nella sclerosi multipla potrà far fronte alle richieste di persone affette da questa terribile patologia, ogni qualvolta ci siano brevi periodi di impossibilità nella deambulazione oppure per colmare l’attesa necessaria per la prescrizione dell’ausilio personale e la sua consegna reale. Perché a volte, purtroppo, i tempi burocratici sono abbastanza lunghi da creare un disagio e limitare l’autonomia personale”. Durante l’incontro, animato dalla presenza di diversi membri delle due associazioni, la presidente Mazzei non ha mancato di ringraziare per l’iniziativa di solidarietà e di illustrare le attività dell’associazione da lei presieduta. “Tra i nostri obiettivi principali – ha affermato Mazzei – c’è quello di fornire assistenza socio-sanitaria ai pazienti affetti da sclerosi multipla e supportare anche i loro familiari che in molti casi vivono da soli il peso di una malattia così importante. E cerchiamo di riuscirci grazie alla collaborazione di medici specialisti e del contributo imprescindibile dei nostri volontari”.

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  • Occhiello Consegna di una sedia a rotelle nella manifestazione svolta in Confindustria a Cosenza

REGGIO CALABRIA “Massimo rispetto per il lavoro dei magistrati, ma si faccia attenzione a non compromettere, pur se involontariamente,  le iniziative di qualità che, in una regione zeppa di contraddizioni come la nostra, si è riusciti a mettere in piedi e che sono universalmente apprezzate. L’auspicio - afferma la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco - è che si faccia velocemente chiarezza sul ‘caso’ Riace, che rappresenta un paradigma di buone pratiche di accoglienza e di integrazione dei migranti di cui la Calabria va fiera. E per il quale la Calabria e l’Italia sono finite, grazie all’intelligente lavoro compiuto da Domenico Lucano e dai suoi collaboratori, sulla rivista Fortune, nonché sui quotidiani più blasonati del Paese e del mondo. Wim Wenders - ricorda la consigliera regionale - ha addirittura sostenuto che la vera rivoluzione di fine secolo non è stato il crollo del muro di Berlino, ma quel laboratorio di accoglienza e di integrazione dei migranti”. Ancora Flora Sculco: “Quel modello di integrazione, apprezzato da Papa Francesco e che il Censis, in un documentato focus sulla questione, ha menzionato fra le realizzazioni più virtuose dei comuni, trovo sia perfettamente in linea con le iniziative, efficaci nel fronteggiare un fenomeno che fino a qualche mese addietro destava allarme generale, adottate dal ministro Marco Minniti. Il governo - finisce la consigliera regionale - sta adoperandosi con lungimiranza per porre sotto controllo una delle più complesse questioni del nostro tempo, ma è altrettanto decisivo che i territori, da Nord a Sud, facciano la loro parte, per assicurare un’accoglienza che esprima solidarietà autentica e che, al contempo, come accade a Riace, inneschi processi di integrazione dei migranti che ne hanno diritto, rispettando la dignità delle persone e i valori fondamentali della civiltà occidentale”.

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