Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 09 Ottobre 2017

LAMEZIA TERME L'assemblea dei soci di Sacal ha approvato oggi il bilancio 2016. Hanno partecipato azionisti rappresentanti il 94,911 % del capitale sociale. «Il Bilancio civilistico e quello consolidato al 31 dicembre 2016, riconducibili al precedente organo amministrativo - è scritto in una nota - sono stati approvati con la maggioranza assoluta dei presenti pari al 65,455% circa. Nella circostanza sono stati inoltre forniti anche i dati relativi al primo semestre 2017 in cui viene confermato il trend di crescita del Margine operativo Lordo (Mol), con un risultato economico consolidato atteso per la chiusura dell'esercizio, stimato in via prudenziale di sostanziale pareggio. Detti dati sono dovuti al positivo andamento del traffico che prosegue nel trend manifestatosi nel corso del 2016, laddove si registrava un incremento del 7,7% rispetto al 2015 con 2.521.781 unità, ulteriormente in crescita dell'1,33% nei primi nove mesi del 2017, e ciò anche grazie all'implementazione di nuovi collegamenti operati per il tramite di nuovi vettori». «Il 2016 - conclude la nota - si è chiuso con un sensibile aumento anche nel numero di movimenti di aviazione commerciale con un totale di 17.627 (+4,4%) e tonnellaggio (+3,78%) per effetto dell'utilizzo di aeromobili di maggiori dimensioni, in particolar modo nel traffico di linea».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Lo strumento economico-finanziario passa con la maggioranza assoluta degli azionisti. Nel primo semestre del 2017 si conferma il trend positivo per l’aeroporto di Lamezia

CASTROVILLARI Indagini chiuse e nove persone nel mirino: la Procura di Castrovillari ha concluso la propria tranche dell’inchiesta su “Calabria Verde” (il secondo filone è in capo alla Procura di Catanzaro), nata a seguito delle denunce di Paolo Furgiuele, ex direttore generale dell’agenzia della Regione Calabria. Sono nove le persone raggiunte dall’avviso di chiusura delle indagini, affidate agli uomini del Nipaf del Corpo forestale dello Stato e del comando stazione di Cava di Melis, e il nome più altisonante è quello di Gaetano Pignanelli, capo di Gabinetto del governatore Mario Oliverio. A Pignanelli è contestato (così come agli altri indagati) il reato di truffa. Secondo i magistrati – firmano la chiusura delle indagini la pm Angela Continisio e il procuratore capo Eugenio Facciolla – il burocrate avrebbe sollecitato «più volte Leandro Savio (all’epoca dirigente di Calabria Verde, ndr) a istruire la prativa relativa al rilascio della concessione in favore di Marino De Luca, ancor prima che De Luca depositasse l’istanza di rilascio della concessione, rimproverando Savio per non averlo fatto prima». È attorno al rilascio di queste concessioni che ruota il caso. Gli indagati, secondo l’accusa, avrebbero prodotto un’attestazione falsa – al ribasso – della quantità di legna presente sul territorio di Bocchigliero. Lo scopo? Quello di consentire l’affidamento diretto del taglio all’azienda di Marino De Luca, senza passare attraverso una procedura di evidenza pubblica. Il danno, per Calabria Verde, sarebbe – sono stime della Procura – compreso tra 113mila e 133mila euro. Questa la cifra guadagnata illecitamente, secondo i pm, dall’azienda. Pignanelli si sarebbe speso a favore della ditta due volte: prima sollecitando il rilascio della concessione, poi  – dopo la sospensione delle concessioni, decisa dall’allora manager Furgiuele – convocando lo stesso Furgiuele e «intimandogli di revocare le sospensioni e indicando quale nuova responsabile dell’Ufficio 2 “Patrimonio e Servizi forestali” del distretto 5, Antonietta Caruso».
Assieme al capo di Gabinetto della presidenza della giunta regionale sono indagati Marino De Luca (titolare dell’omonima ditta boschiva), Pio Del Giudice (dipendente di Calabria Verde con mansioni di responsabile del patrimonio boschivo), Ivo Leonardo Filippelli (capo operaio di Calabria Verde), Antonietta Caruso (responsabile dell’ufficio “Patrimonio e Servizi forestali” di Calabria Verde), Leandro Savio (dirigente dell’agenzia regionale), Gennarino Magnone (agrotecnico nominato dal dg Furgiuele), Mario Caligiuri (capo struttura del dipartimento Agricoltura, Foreste e Forestazione della Regione) e lo stesso Furgiuele. Sempre Furgiuele, assieme a Savio, è indagato anche per il reato di turbativa d’asta.
Centrale, nelle indagini della Procura di Castrovillari, il rapporto tra De Luca e il capo di Gabinetto della giunta regionale. L’imprenditore era una presenza fissa negli uffici di Calabria Verde dove affermava – prima di presentare la richiesta di concessione – «di poter contare sull’appoggio del suo “compare” Gaetano Pignanelli, suo testimone di nozze». Quell’appoggio gli avrebbe permesso di prelevare dai boschi di Bocchigliero una quantità di legname pari a 33mila quintali. Tutto merito, secondo i magistrati, di quel "compare" piazzato al posto giusto. 

Pablo Petrasso
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello La Procura di Castrovillari chiude le indagini sul taglio abusivo dei boschi a Bocchigliero. Tra le nove persone sotto inchiesta c’è anche il capo di Gabinetto di Oliverio: si sarebbe adoperato a favore di una ditta “amica”. Nel mirino dirigenti ed ex dirigenti dell’agenzia regionale - I NOMI
Lunedì, 09 Ottobre 2017 17:58

Il grande successo di Ulisse allo Scolacium

ROCCELLETTA Si era annunciato un ampio dibattito, il lancio di un progetto, proiezioni e letture, e così è stato sabato scorso al Parco Archeologico a Roccelletta di Borgia, in un evento gremitissimo di pubblico, a cura della Fondazione Armonie d’Arte: Ulisse e le rotte del Mediterraneo.
«Qualcuno attendeva forse la presentazione di una teoria sulla figura omerica, peraltro già molto nota da anni, altrove presentata e disponibili nello stimolante e vendutissimo libro di Armin Wolf edito da Local Genius, ma ciò, come la locandina dell’appuntamento indicava, non era mai stato previsto perché nelle intenzioni della Fondazione c’era qualcosa che superava la questione storica e letteraria: si è trattato, infatti, dell’avvio di un network che – come ha ampiamente descritto il presidente Chiara Giordano - mette insieme idee e progetti, uomini ed enti, italiani e stranieri, nel segno di un’operosità che vede in Ulisse, emblema di intelligenza ed intraprendenza, una sorta di mentore immateriale per nuove forme di valorizzazione territoriale legate anche a quelle "Rotte del Mediterraneo" che da sempre hanno favorito la civiltà ed oggi sono al centro, per lo più, di un drammatico scenario di disagio. Un Mediterraneo – continua Chiara Giordano - che può essere persino ripensato e nel quale la Calabria, punta di una penisola che già tutta si incunea in questo straordinario mare, può svolgere un ruolo davvero da protagonista, con una valenza simbolica e un potenziale narrativo fortissimo nello scenario globale, a tutto vantaggio delle ricadute positive d'immagine e concrete di indotto e sviluppo. E già la Fondazione ha rapporti, alcuni già strutturati e alcuni in definizione, per progettualità condivise con altre realtà che credono in questo approccio e che nel Mediterraneo cercano la propria rotta appunto».
«D’altra parte la figura di Ulisse mette assieme un sistema valoriale forte, che nutre ideali legati alla vittoria, alla scoperta, al futuro ambizioso, alla capacità di aggirare gli ostacoli, ma anche a quelli della famiglia, della patria, del ritorno; e certamente anche l’idea del ritorno – come ha ben evidenziato il direttore del Parco Scolacium dott. Gregorio Aversa del Ministero per i Beni culturali – è un aspetto fondamentale da mutuare dall’eroe omerico per favorire una sana battaglia per la permanenza, o il rientro, delle risorse umane nei loro territori natii, e ovviamente in Calabria innanzitutto».
«In ogni caso, a fronte delle tante teorie che animano gli studi passati e contemporanei sui transiti di Ulisse, alcune più probabili e altre meno, ma tutte fascinose perché ben descrivono l’importanza che evidentemente la narrazione omerica e i miti antichi rappresentano per un territorio, la Fondazione propone un grande patto di collaborazione, un network appunto per ottimizzare risorse materiali ed immateriali. In particolare – ha puntualizzato ancora il presidente Giordano – bisognerà comprendere che per quanto sia fondamentale la politica del fare, è condizione altrettanto indispensabile la selezione di idee per strategie vincenti; fatto apparentemente lapalissiano, ma in realtà sempre meno perseguito, tant’è che mancano appunto piani operativi fondati su visioni ampie, a medio e lungo termine, in modo da consentire programmazioni fruttuose, e in definitiva sostenibili. Ulisse e le rotte del Mediterraneo vorrebbe rappresentare proprio lo sforzo di far confluire, in uno spazio di confronto permanente, quanti rappresentano possibilità di sviluppo reale di quelle regioni che attraverso il Mediterraneo possono far emergere nuove positive opportunità».
A rafforzare la presentazione, il poliedrico studioso Salvatore Mongiardo, scolarca della Nuova Scuola Pitagorica, ha rappresentato in modo appassionato il fatto che le rotte del Mediterraneo antico portavano la civiltà dell’Egeo, da Ulisse ad Enea e non solo, a cercare l’Italia, nata appunto in Calabria, come quel luogo di genti pacifiche e territori fecondi. Così come, sempre Mongiardo, ha lanciato la proposta di proseguire proprio a Scolacium un primo esperimento fatto lo scorso anno a Crotone: festeggiare la nascita dell’Italia in quei luoghi che, appunto, storicamente l’hanno per primi rappresentata, e farlo con quell’orgoglio territoriale che, però, deve significare una ripartenza di operosità ed efficienza tal da consentire nuove “rotte” di sviluppo e benessere collettivo.
Per dare il senso di tutta l'indimenticata e indimenticabile bellezza dell'eroe omerico e di questi luoghi di Calabria come Scolacium, è stato proiettato un cortometraggio “La Terra di Scheria” dell’inviato speciale Rai1 Francesco Brancatella che ne ha discusso anche con il presidente della Cineteca della Calabria Eugenio Attanasio sempre molto ricco di spunti e riferimenti che ben compongono un quadro articolato di nuovi suggerimenti.
«Un lavoro che lontanissimo da voler essere un documentario storico, né tanto meno l’utilizzo commerciale di idee e termini per i quali altri hanno il copy right come appunto le teorie di Wolf, è invece una suggestione mitopoietica che – come ha precisato lo stesso autore - nasce anche dallo straordinario respiro che Scolacium ha vissuto nel lontano 2006, quando il grandissimo Anthony Gormley popolò il parco di oltre 100 statue di bronzo, calco del suo corpo nudo, tutte uguali, che emergevano dal terreno a diverse altezze, apparendo quasi un rigurgito delle anime del luogo, o ancor meglio costituendo una sorta inspirazione ed espirazione della terra nel suo pulsare primordiale e permanente». Dunque non una riflessione storica, ma un momento in definitiva artistico che rappresenta la cifra a cui la Fondazione, che vede in Armonie d’Arte Festival la sua punta oggi più alta e più nota, fa sempre riferimento forte, ovvero la creatività culturale.
Altresì propositivi ed entusiaste le varie istituzioni pubbliche locali che, per bocca dei loro rappresentanti (il sindaco di Borgia Elisabeth Sacco, il vice sindaco e assessore alla Cultura di Catanzaro Ivan Cardamone e il Sindaco di Tiriolo Domenico Greco), hanno sia ampiamente condiviso gli intenti e i metodi, dichiarando tutta la propria disponibilità alla collaborazione attiva, che manifestato grande stima per il presidente Chiara Giordano con l’auspicio di reciproco supporto tutto condensato nell’espressione finale di autentico trasporto culturale da parte del vice sindaco Cardamone: «Chiara abbiamo bisogno di te».
L’assenza di Massimo Tigani Sava e di conseguenza di Armin Wolf con la sua teoria omerica (dei cui diritti Local Genius  dello stesso Tigani Sava come ideatore ed editore  è proprietario),  è stata giustificata da un messaggio affettuoso e di stima di Tigani che ne ha rappresentato le importanti e oggettive ragioni auspicando nuove momenti comuni.
Contrappunto emozionante di tutto l’evento sono stati gli interventi a cura dell’Associazione Gutenberg e del Circolo Palomar, con intensissime letture scelte di autori contemporanei ispirati dalla figura di Ulisse.
Insomma, sabato pomeriggio al Parco Scolacium si è vissuto un evento davvero a tutto tondo, come è proprio di Armonie d'Arte.
D’altra parte l’evento rappresenta anche la prima puntata di una sezione permanente dell'intensa attività di impresa culturale che al Parco Scolacium la Fondazione svolge tutto l'anno, con programmazione multidisciplinare, ad oggi senza alcun sostegno economico né pubblico né privato, e che nel caso specifico si sostanzierà in salotti culturali con studiosi, intellettuali e professionalità diverse, mostre e performance varie dedicate al mondo omerico; il tutto, peraltro, in assoluta continuità con la linea editoriale intrapresa da tempo anche da Armonie d'Arte Festival che quest'estate ha prodotto con grande successo la nuova opera originale in prima assoluta, "Odisseo", dedicata alla figura di Ulisse in una rilettura contemporanea di e con Daniela Vitale e Paolo Cognetti. In definitiva si può senz’altro dire che la Fondazione Armonie d’Arte si pone come attore attivo e propositivo nel tessuto culturale italiano, con un respiro internazionale e come riferimento di un mondo meridionale ma non solo, con quella vivacità ed efficacia connotativa e ormai normale per una Fondazione che certamente non difetta in creatività, originalità e produttività, come ciascuno può liberamente constatare.

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Dibattiti, progetti e letture sono andate in scena al Parco archeologico di Roccelletta. L'evento era a cura di Armonie d'arte
Lunedì, 09 Ottobre 2017 17:52

Mini Challenge, Iaquinta campione italiano

È il castrovillarese Simone Iaquinta il campione 2017 del trofeo Mini Challenge. Il forte driver calabrese si conferma tra gli astri nascenti dell’automobilismo italiano, dopo l’ottima stagione disputata un anno fa con i colori della Porsche.
Un successo, quello del Mini Challenge, ormai quasi ottenuto nella penultima gara di campionato, e sancito nell’ultima uscita, sul circuito internazionale del Mugello. Una straordinaria cavalcata, iniziata in salita e finita con un sorso di champagne. Dal 29-30 aprile, sull’asfalto dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, Iaquinta ha percorso 6 straordinarie tappe di campionato riuscendo a conquistare, metro dopo metro, autorevolezza e punti preziosi. Alla fine, tra podi e vittorie, è arrivato il meritato premio finale, il successo, alla prima stagione, in un campionato difficile e affascinante.
E dire che anche quest’ultima avventura, sul circuito del Mugello, era cominciata con qualche problemino tecnico: noie elettriche alla vettura che hanno rischiato di compromettere il weekend di gara. «Abbiamo lavorato da subito di concerto con la squadra – ha spiegato Iaquinta – per intervenire al meglio e chiudere al traguardo per consolidare la vittoria». Alla fine, due secondi posti – in gara uno e gara due – hanno consentito al pilota calabrese di chiudere al meglio, al volante della John Cooper Works, al comando della classifica generale, con 168 punti contro i 142 del secondo in graduatoria.
«Ero assolutamente convinto – ha spiegato il driver castrovillarese – che avremmo potuto e dovuto chiudere in testa al campionato. Siamo arrivati con la massima concentrazione e gli sforzi effettuati durante tutto il corso dell’anno, alla fine, ci hanno dato ragione. Dal canto mio – ha continuato – mi sento felicissimo per aver ottenuto questo importante successo, che mi sento di condividere, con i ringraziamenti più sentiti, con l’AC Racing, che mi ha consentito di avere una vettura sempre performante; con la concessionaria M.Car, con tutta l’organizzazione del Campionato Mini Italia e con Promo Drive».
Un successo finale, dunque, frutto di impegno e grande lavoro. Da Imola, a Misano, sul circuito Marco Simoncelli, all’autodromo internazionale di Monza, al circuito umbro di Magione, a Roma, sul “Pietro Taruffi” di Vallelunga, fino al Mugello. Un’avventura emozionante per un pilota, Iaquinta, così giovane e già così esperto, che si candida a diventare una delle certezze dell’automobilismo italiano.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Dopo l’ottima stagione disputata un anno fa con i colori della Porsche, il driver di Castrovillari ha conquistato il titolo nel campionato nazionale confermandosi tra gli astri nascenti dell’automobilismo

 

MILANO Le conversazioni intercettate in seguito all'invio da parte degli inquirenti di una lettera anonima rappresentano «l'elemento di prova decisivo» a carico di Rocco Schirripa condannato il 17 luglio scorso all'ergastolo per l'omicidio del magistrato Bruno Caccia. Lo scrivono i giudici della Corte d'Assise di Milano (presidente Ilio Mannucci Pacini) nelle 175 pagine di motivazioni alla condanna che ha sancito, almeno per il primo grado, una verità giudiziaria arrivata 34 anni dopo su uno degli esecutori materiali dell'assassinio del procuratore di Torino. Il magistrato venne freddato con quattro colpi di pistola la sera del 26 giugno 1983, mentre portava a spasso il cane sotto casa sua, nel capoluogo piemontese. La missiva fu inviata dagli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Marcello Tatangelo, a Domenico Belfiore, già condannato all'ergastolo per il delitto. «Le conversazioni intercettate a seguito della scarcerazione per motivi di salute di Belfiore - scrivono i giudici - e dopo l'invio della lettera anonima che indicava lo stesso e Rocco Schirripa come esecutori materiali dell'omicidio del dottor Caccia, Placido Barresi e Giuseppe Belfiore come mandanti, rappresentano l'elemento di prova decisivo a carico dell'imputato, riscontrato da un insieme di circostanze che confermano che quei dialoghi hanno come unica spiegazione la sua partecipazione al delitto». «Il significato dei dialoghi tra Domenico Belfiore, Placido Barresi e Rocco Schirripa - proseguono i magistrati - è emerso in modo chiaro e inconfutabile, attesa la qualità della registrazione, la chiarezza delle affermazioni rese dagli interlocutori, la serietà degli stessi nell'affrontare l'argomento, la ripetuta e coerente manifestazione di preoccupazione per la lettera anonima e, in particolare, per quel “nome in più” (il nome dell'imputato) che era stato indicato nella lettera». E sempre riguardo alle intercettazioni, i giudici osservano anche che «in nessun modo in queste conversazioni è stata contestata la falsità dell'indicazione del nome di Schirripa come esecutore dell'omicidio (a differenza di quello di Giuseppe e Sasa'-á Belfiore), atteso che Belfiore e Barresi avevano immediatamente ritenuto che la stessa aveva potuto avere come origine le “confidenze” e l'imprudenza dell'odierno imputato». Quanto al trattamento sanzionatorio, «la gravità del delitto (l'omicidio è stato premeditato e compiuto ai danni di un magistrato, a causa dell'esercizio delle sue funzioni), i precedenti penali a carico dell'imputato e la condotta processuale di Rocco Schirripa, escludono che possano riconoscersi le attenuanti generiche». L'ex panettiere di 64 anni, sempre presente alle udienze, era stato arrestato il 22 dicembre 2015 proprio sulla base di una serie di dialoghi registrati con un virus inoculato negli smartphone di Belfiore e altri 'ndranghetisti. Un primo processo era stato “annullato”nel marzo 2015 a causa di un irreparabile errore procedurale commesso dal pm Tatangelo. Prima della sentenza, Schirripa aveva ribadito la sua innocenza, come ha sempre fatto durante le indagini: «Sono terrone e sono compare di Domenico Belfiore, dunque sono il soggetto perfetto per l'accuse». In Procura c'è aperta un'inchiesta a carico di Francesco D'Onofrio, ex militante di Prima Linea e ritenuto vicino alla 'ndrangheta, indagato a piede libero come altro esecutore materiale dell'omicidio.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Lo scrivono i giudici nelle motivazioni della condanna all'ergastolo del panettiere calabrese. È ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio del procuratore di Torino insieme a Domenico Belfiore

Riceviamo e pubblichiamo

In riferimento all’articolo del Corriere della Calabria riguardante la sezione privacy di CalabriaEuropa il dipartimento Programmazione nazionale e comunitaria della Regione Calabria, rilevato l’errore, ringrazia per la segnalazione e assicura che verrà prontamente corretto. Il dipartimento tiene a precisare che l'errore è stato commesso in fase di primo rilascio del nuovo portale utilizzando, nel solco dello scambio di buone prassi, e a volte di format, le modalità già in utilizzo ad altre pubbliche amministrazioni. Interventi anche critici, segnalazioni, suggerimenti e proposte provenienti da media e cittadini sono e saranno sempre benvenuti perché servono a migliorare strumenti e prassi al servizio della comunità. 
Proprio in questa direzione su CalabriaEuropa, da circa tre mesi, è attiva la compilazione di un questionario al quale hanno inteso rispondere più di 1300 utenti. Attraverso questo strumento di partecipazione e ascolto sono, arrivati, infatti, suggerimenti e osservazioni utilissimi per aumentare l’efficacia dei servizi legati alla comunicazione.

Dipartimento regionale Programmazione

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello La replica del dipartimento regionale Programmazione all'articolo del Corriere della Calabria dedicato al portale Calabria Europa: «Segnalazioni servono a migliorare servizio»
Lunedì, 09 Ottobre 2017 16:30

Quello che Adriana Musella non dice

Si agita, ma solo nell'ovattato mondo di Facebook, Adriana Musella, coordinatrice nazionale di Riferimenti. Nell'agitarsi mistifica, aggredisce, minaccia, insomma si fa prendere la mano. Meglio farebbe a tacere, evitando così di provocare inevitabili chiarimenti e imbarazzanti aggiornamenti. Da più di un anno, attendiamo ancora, infatti, la sua annunciata operazione trasparenza, la conferenza stampa convocata e poi aggiornata a data da destinarsi, i suoi documenti a chiarimento, le memorie difensive.
Invece arrivano insulti, nuove menzogne, larvate minacce... anche ai magistrati.
La indomabile paladina dell'antimafia si spinge fino a ritrovarsi sulle posizioni degli alfieri di crociate contro il “giustizialismo”. Eccola infatti postare e commentare: «...Il problema è che i vari show e clamori mediatici condannano le persone prima del tempo e rovinano esseri umani... La verità, però, la fanno i processi...Troppo comodo davvero sentenziare sulla pelle della gente... Il giustizialismo ha fatto dell'avviso di garanzia e del rinvio a giudizio una mannaia... poi i processi rivelano altro... Questo è il Paese in cui gli omicidi, compresi quelli morali... restano impuniti». 
Si agita, appunto, la signora Musella, e si agita in maniera più scomposta da quando, finalmente è arrivato (anche) un giudice ad affermare che molti dei fondi fluiti nelle casse dell’associazione “antimafia” Riferimenti-Gerbera Gialla sono stati sperperati dalla sua presidente per scopi che nulla hanno a che fare con i dichiarati propositi dell’associazione. Il Corriere della Calabria aveva fiutato la pista circa due anni fa e il 25 febbraio del 2016 ha pubblicato un’inchiesta, costata alla redazione anni di fango, di pesanti allusioni e di quelle che spesso sembravano velate minacce formulate dalla Musella all’indirizzo di chi ha fatto semplicemente il proprio lavoro.
Se all’epoca la presidente dell’associazione Riferimenti sperasse in miopie o autoconferite impunità, non è dato sapere e in ogni caso ha fatto male i calcoli. Nel corso della sua storia il Corriere della Calabria ha ampiamente dimostrato devozione solo per fatti e notizie. Il materiale dell'associazione presieduta dalla Musella è stato studiato, analizzato, valorizzato e messo a disposizione dei lettori. Lo abbiamo fatto con correttezza, nel rispetto del diritto e del dovere di cronaca. E lei, invece, che pure si è sempre circondata di scodinzolanti giornalisti, come ha reagito? Querelando la nostra Alessia Candito e il suo direttore. Questi sono stati indagati, interrogati, invitati a produrre fatti e documenti. Davanti al pm non hanno invocato il diritto di non rispondere e non hanno riversato sui social paure e frustrazioni. Si sono difesi. Quella improvvida querela è finita come non poteva che finire: i querelati assolti, la querelante indagata per calunnia. È una delle cose che oggi la Musella seguita a nascondere: lei ha calunniato una giornalista che già di suo era sovraesposta in quella Reggio dove l'antimafia della famiglia Musella prendeva soldi, distribuiva targhe, pensava al famiglio, organizzava trasferte e lottava contro le cosche sulle piste innevate di Folgaria o tra gli incantevoli tramonti di Positano.
Il 16 di novembre Adriana Musella comparirà davanti al gup di Reggio per rispondere di calunnia che, essendo un reato contro la giustizia, si persegue d'ufficio. Alessia e il Corriere saranno parti offese e si costituiranno parti civili. Non metteranno nelle loro tasche i risarcimenti ma li devolveranno per aiutare chi la lotta alla mafia la fa sul serio e di tasca propria.
Avevamo taciuto questo aspetto della vicenda ma visto che la signora Musella si agita è giusto impedirle di continuare a frodare la buona fede dei pochi che ancora le danno credito.
Nasce da quella inchiesta giornalistica e da quella improvvida querela anche il fascicolo aperto dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e dal pm Sara Amerio. I finanzieri hanno esaminato transazioni bancarie, hanno peregrinato fra gli infiniti ristoranti frequentati da Musella e dalla sua famiglia, hanno mandato i colleghi di diverse compagnie a verificare gli hotel in cui la presidente e i suoi ospiti hanno soggiornato, scoprendo spesso che le camere occupate non servivano per riposare dopo convegni e dibattiti ma per brevi o lunghe vacanze, hanno dovuto prendere atto di acquisti ingiustificabili e insensati, hanno sentito testimoni e hanno scoperto persino che erano stati debitamente istruiti dall’indagata prima di essere interrogati. Alla fine della lunga indagine, cristallizzata in corpose e puntuali informative, hanno messo insieme un quadro che conferma quanto anticipato dal Corriere della Calabria. Anzi lo arricchisce di nuove e devastanti scoperte.
Alla Musella è stata offerta più volte la possibilità di spiegare. Non ha fornito elementi utili per una ricostruzione alternativa o ha scelto di non rispondere, promettendo future delucidazioni che ai magistrati non sono mai arrivate. Con chi gliene offra occasione invece, la presidente di Riferimenti non esita a lagnarsi per presunte «malvagità», «veleno» e «violenza» nei suoi confronti, alternando dichiarazioni affrante a velate minacce.
Ma il provvedimento del gip parla chiaro. La prescrizione e i limiti temporali di applicabilità della legge sul sequestro per equivalente per i reati di malversazione (la norma è stata introdotta nel 2013 e non è retroattiva) hanno ridotto l’entità dei beni sequestrabili. Ma la ricostruzione accusatoria messa insieme dalla procura ha passato – intatta – il vaglio del giudice.
Si dia una calmata, dunque, l'imputata Musella. Provi invece a tradurre le sue “minacce” in fatti concreti. A cominciare dalla perennemente annunciata conferenza stampa che mai ha inteso tenere. La convochi, accolga la sfida della trasparenza. Avrà modo di difendersi e di chiarire. Avrà modo anche di spiegare tante cose che da tempo vorremmo chiederle: che ne pensa dei collaboratori di giustizia? Giacomo Ubaldo Lauro, che per primo parlò di eversione mafiosa e di massomafia, lo ritiene credibile? E delle sentenze passate in cosa giudicata grazie alla testimonianza di Lauro, cosa pensa Adriana Musella? Ha mai letto la sentenza per la strage di Gioia Tauro, oppure quelle poverette morte sul treno Freccia del Sud, che una bomba fece deragliare, sono figlie di un Dio minore? E prima di scoprire la vocazione antimafia, che professione svolgeva? Dove lavorava? Quale concorso ha superato?
Facile invocare il diritto alla privacy quando si è oggetto di indagini. Ma non è forse su una alterata ricostruzione del proprio privato che la signora Musella ha costruito la sua immagine pubblica? Sul resto, delle sue esternazioni mediatiche, senza contraddittorio, sui magistrati che farebbero carriera grazie agli show televisivi e lucrando sul giustizialismo imperante, non tocca a noi rispondere. Potrebbe farlo il presidente del Senato ed ex procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso. O forse si riferisce proprio a lui la signora Musella? Ciò fosse, sarebbe quantomeno strano, ci era sembrato di capire che i due andassero fin troppo d'accordo. 

La Redazione

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello La presidente di Riferimenti si agita (e minaccia) su Facebook. Ma ha dimenticato di “recuperare” una conferenza stampa annunciata per fare chiarezza (e poi rinviata). E di citare l’inchiesta per calunnia che la vede indagata dopo le sue querele al Corriere

L’Ordine degli psicologi della Calabria, in occasione della Giornata nazionale della Psicologia intitolata “Periferie esistenziali”, ha organizzato una serie di iniziative in tre province calabresi: a Catanzaro il convegno “Lo psicologo nelle periferie esistenziali”, a Cosenza la tavola rotonda “Relazioni Cura Territorio”, a Crotone un gazebo informativo e la conferenza stampa sulla “Settimana del benessere psicologico in Calabria”.
In occasione della Giornata della Psicologia che si terrà il 10 ottobre, infatti, sarà presentata la prima edizione regionale della “Settimana del benessere psicologico in Calabria”, che si terrà dal 23 al 29 ottobre. 
La Giornata nazionale “Periferie Esistenziali” è un progetto promosso dal Cnop (Consiglio nazionale Ordine psicologi) su tutto il territorio nazionale e ha come tema centrale il disagio sociale, percepito con grande interesse in relazione alle “periferie”, dimenticate o trascurate. «Vengono considerate – si legge in una nota – le periferie geografiche e di quanti si trovano fisicamente lontani dal cuore pulsante della comunità, ma soprattutto le “periferie esistenziali”, i “luoghi lontani dell’anima”, di chi si sente emarginato dalla società, di chi è lacerato da tensioni e conflitti, di chi non riesce a far fronte alla complessità esistenziale, riscontrabile anche nel disagio di molti giovani ed adolescenti».
Ecco quindi l'importanza della figura dello psicologo, il cui obiettivo è quello di mettere al centro la persona e di promuovere risorse e relazioni capaci di reciprocità, volti al miglioramento esistenziale ed ad una nuova progettualità di vita. «Si vuole sensibilizzare la comunità – si legge ancora nella nota – nei confronti delle fragilità e disabilità, promuovere la consapevolezza della necessità di potenziare interventi appropriati ed efficaci di supporto a favore delle “periferie esistenziali” e creare canali di comunicazione tra mondi separati da barriere invisibili».
Per informazioni è possibile consultare il sito www.psicologicalabria.it; la pagina Fb OrdinePsicologiCalabria e il sito del Consiglio nazionale Ordine degli psicologi www.psy.it.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello In occasione della Giornata nazionale della Psicologia l'Ordine regionale organizza una serie di inziative che toccheranno tre province calabresi tra il 23 e il 29 ottobre

COSENZA «Oggi aumentiamo le risorse sul welfare e Cosenza da questo punto di vista ha eguali solo in Emilia Romagna». La parole sono del sindaco Mario Occhiuto, orientamento politico: centrodestra; ma che sul welfare e gli investimenti per il sociale si sostituisce con agilità al centrosinistra. «Dallo scorso anno la Regione Calabria ha deciso di sospendere l’erogazione dei fondi per il fitto casa, ci sostituiremo a loro e continueremo a garantire assistenza con le risorse comunali». Nel salone di rappresentanza di palazzo dei Bruzi Mario Occhiuto, spalleggiato dall’assessore Luciano Vigna, traccia il segmento della Cosenza che vive il dramma e il disagio dell’emergenza abitativa. In questo contesto non solo i finanziamenti che concretamente aiuteranno i cittadini ma anche degli investimenti nella qualità della vita. Il concetto per il primo cittadino è uno solo: «I cittadini che si trovano in una condizione di crisi abitativa non hanno solo diritto ad una casa-abitazione, ma a vivere in un quartiere che riesca a rispettare le loro aspettative di vita. La nostra idea non è solo casa-fabbisogno ma vivere in condizioni dignitose».

 

CENTRO STORICO La città vecchia di Cosenza, quando gli argomenti sono welfare e disagio sociale, diventa la parola magica. L’asso nella manica da estrarre per risolvere come per magia il problema. La qualità della vita e dei servizi non può non passare da corso Telesio e dalle sue viuzze. Per i crolli e il ripopolamento si programmano le espropriazioni di edifici abbandonati da decenni. «Intendiamo in modo preventivo - conclude il sindaco - combattere il fenomeno dell’abbandono e degrado degli edifici del centro storico. Requisiremo gli edifici privati di coloro che non hanno mai risposto alle nostre richieste di messa in sicurezza. Vorremmo dare gli edifici ristrutturati a giovani coppie e persone che hanno bisogno di una casa e così rinvigorire il centro storico».

 

CONTRIBUTI E INVESTIMENTI Nel concreto l’amministrazione comunale vuole intervenire in due direzioni: gli aiuti economici alle famiglie e gli investimenti sugli immobili di proprietà comunale anche sfruttando i finanziamenti erogati per progetti pilota nell’ambito del social housing. I numeri sono stati riportati dall’assessore Luciano Vigna. «Dobbiamo necessariamente aiutare i nuclei familiari che sono al limite dello stato di povertà. Ci siamo sostituiti alla regione finanziando il contributo del fitto casa. Per 396 nuclei familiari sono stanziati 120mila euro che ci permettono di contribuire dal 10 al 15 % del canone annuo di locazione». Oltre ai “quasi poveri” l’attenzione degli amministratori comunali si sposta anche nei confronti delle persone che hanno perso il lavoro e non possono pagare il fitto. Per loro è predisposto il “Bando morosità incolpevole”. «Con questo bando – continua Vigna - che finanzieremo coloro che per problemi incolpevoli non possono pagare il fitto. Può finanziare fino a 12mila euro». Il bando per l’emergenza abitativa invece prevede l’erogazione di 710mila euro annui, per le 110 famiglie che hanno già fatto richiesta. In tutto saranno corrisposti finanziamenti nei confronti di 200 famiglie.

 

ALLOGGI DI TRANSIZIONE-AUTORECUPERO E SOCIAL HOUSING «Individuiamo il problema e risolviamolo». Con queste parole Luciano Vigna introduce la seconda parte degli investimenti previsti nel welfare. Con gli alloggi di transizione verranno create abitazioni che saranno gestiti dalle associazioni che si operano nel settore dell’emergenza abitativa, questa dovrebbe essere la ricetta per combattere le occupazioni abusive di edifici pubblici. Per i prossimi tre anni è previsto un investimento di 1 milione e 500mila euro per la ristrutturazione e il ripristino di immobili nelle zone di San Vito Alto e via Popilia. Con il bando regionale del social housing il comune prevede di utilizzare 2 milioni di euro per la ristrutturazione della scuola Don Milani e la contestuale creazione di 14 alloggi abitativi. In ultimo il progetto pilota sull’autorecupero. «Le famiglie assistite – conclude Vigna - saranno coinvolte alle fasi di ricostruzione dell’immobile, i soggetti interessati seguiranno i lavori e quindi contestualmente ci sarà una formazione professionale».

m. p.

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il sindaco e l'assessore Vigna hanno presentato gli investimenti sull'emergenza abitativa e sul social housing. «Ci siamo sostituiti alla Regione nel contributo per il fitto casa»
Pagina 1 di 4