Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 23 Novembre 2017

LAMEZIA TERME Il Chiostro del complesso monumentale San Domenico è colmo di gente. I consiglieri di maggioranza sono seduti su un palchetto, al centro c’è un microfono: aspetta che il sindaco arrivi e parli alla gente, spieghi quelle che sono le sue ragioni sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale. Paolo Mascaro arriva sulle note della canzone “Un senso”, di Vasco Rossi. Scelta musicale calcolata visto che lui ripete da 48 ore che lo scioglimento “un senso non ce l’ha”. Tra applausi, telecamere puntate, strette di mano e bambini da baciare raggiunge il palco che è già partita “Il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano. 

IL TESTIMONE Le spiegazioni sono quelle dette e ridette, alla stampa almeno, da quando è uscito dall’ufficio di prefettura lo scorso martedì. Annuncia che quando, tra qualche giorno, arriveranno le motivazioni dello scioglimento saprà smontarle documentalmente pezzo per pezzo. «Ma soprattutto – dice Mascaro – io sono qui per una ragione, perché voglio consegnare il testimone del governo di questa città, non a burocrati nominati dall’alto ma a voi cittadini. Voi da stasera dovete promettere di vigilare e tenere il fiato sul collo di chi governerà».

SACAL «Dovete difendere la Sacal», grida l’ormai ex sindaco. «È da un anno che non si parla più della costruzione dell’aerostazione. Difendete la Sacal e lo sviluppo dell’aeroporto internazionale». È un sassolino che quasi al termine del suo intervento Mascaro non esita a togliersi dalle scarpe. Lo aveva detto già due giorni fa: «Se volevano prendersi la Sacal questo era l’unico modo e probabilmente ci riusciranno». La società che gestisce l’aeroporto è stata terreno di duro scontro per quanto riguarda la ricapitalizzazione. «È un aerostazione che non basta più, che non rispetta gli spazi per il numero di viaggiatori, che se resta così com’è non avrà la possibilità di crescere. E non crescerà la Calabria. Difendetela la Sacal, difendetela, difendete lo sviluppo dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, perché lì si gioca una partita importante e non vorrei che perdessimo 17 milioni di cofinanziamento comunitario perché nel frattempo stiamo dissipando diversamente le risorse del cofinanziamento che deve mettere la Sacal. Se quelle risorse vanno altrove l’aerostazione non si realizzerà mai. Vi passo il testimone, aiutateci, vi imploro».



NON MOLLO Affacciatosi alla politica giusto in tempo per le amministrative vinte nel 2015 e nonostante continui a dire che tornerà a fare l’avvocato, è chiaro dai toni che Paolo Mascaro non molla la strada che ha intrapreso. Incita quella fetta di città che lo segue e che è andata ad ascoltarlo, afferma che proseguirà la battaglia contro lo scioglimento in sede giudiziale. Consegna il testimone ai cittadini perché diventino la «vera regia della crescita di questa città» lasciando intendere che non mollerà il fianco dei suoi sostenitori.

I NUMERI Beni confiscati alla mafia, concessioni illegittime revocate, due impianti a biomasse che dovevano sorgere nella zona centrale di via del Progresso revocati, riconosciuto e rateizzato un debito accumulato di 14 milioni per l’acqua non pagata, affidamenti diretti passati dal 7,16 al mese della precedente amministrazione al 3,03 della sua amministrazione (e questa è una delle poche contestazioni che fa alla precedente amministrazione nei confronti della quale, a differenza del solito, mantiene toni pacati). Poi ci sono i numeri. «Questa amministrazione sciolta per infiltrazioni, sciolta per condizionamenti – dice Mascaro – ha azzerato un disavanzo del rendiconto ordinario del 2014 di 3.199.575 euro. Questo disavanzo non c’è più, grazie a una amministrazione sciolta per mafia. Grazie a una amministrazione sciolta per mafia che ha ereditato fondi vincolati non ricostituiti per 14 milioni 931mila 874 euro, sono stati azzerati tutti quei 14 milioni. Dormite più sereni grazie a una amministrazione sciolta per mafia. Ricordate anche ai vostri figli che siamo arrivati a trovare pignoramenti presso terzi per 2 milioni 772mila euro. Oggi sono 92mila euro, sono spariti 2 milioni e 700mila euro di pignoramenti. Sono diminuiti i residui passivi da 126 milioni 936mila euro a 54 milioni 890mila euro». «Lamezia – grida Mascaro – stava rinascendo col vostro sacrificio». «Il disavanzo tecnico in soli due anni è sceso da 41 milioni 130 mila euro a 33 milioni 203mila euro. L’indebitamento mutui è sceso da 84 milioni a 77 milioni». «Non vi dico più numeri perché i numeri sono noiosi ma sappiate – conclude che questa era, è dovrà essere un’altra Lamezia rispetto a quella ereditata. Ma noi siamo andati a casa perché abbiamo riportato regole anche nei numeri».
I prossimi giorni l’ex sindaco li spenderà, tra l’altro, a cercare di capire se prima di Lamezia c’è stato uno scioglimento fatto più in fretta, tra le conclusioni della commissione d’accesso e l’atto del consiglio dei ministri. E poi, insistente, la stessa domanda: perché in 5 mesi non mi hanno ascoltato? Consegnato il testimone alla città l’incontro si chiude tra gli abbracci e qualche lacrimuccia. E Vasco Rossi riparte a “cercare un senso a questa storia”.

Alessia Truzzolillo
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  • Occhiello Il sindaco “saluta” i cittadini dopo lo scioglimento del consiglio comunale: «Vigilate su chi arriverà dopo di me. Lamezia stava rinascendo grazie ai vostri sacrifici»
Giovedì, 23 Novembre 2017 19:40

Energia, firmato protocollo tra Unical e Difesa

RENDE Implementare i campi di studio in materia di risparmio energetico, di riduzione delle emissioni dei gas serra e di incremento della resilienza energetica dello strumento militare. Sono i principali obiettivi del protocollo d’intesa siglato tra l’Unical e il ministero della Difesa per rafforzare la collaborazione tra gli enti nel settore energetico. 
Secondo quanto diffuso da una nota del ministero la collaborazione verterà sulle c.d. smarts grids e lo studio per la produzione di biocarburanti di 3° e 4° generazione, ossia dei carburanti ottenuti non da materie fossili ma dalle microalghe.
«L’obiettivo ambizioso – si legge nel comunicato - è la produzione del bio-olio per la produzione di energia elettrica e termica, da utilizzare all’interno delle istallazioni militari che, da un lato, aumenteranno la propria “resilienza energetica” riducendo al minimo le emissioni climalteranti e, dall’altro, potranno fungere da strumento “duale” per la ripartenza delle attività circostanti sul territorio che abbiano subito un black out a seguito di eventi calamitosi o terroristici».
«La sottoscrizione dell’accordo odierno – afferma Giacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa - conferma la sensibilità della Difesa ai problemi legati all’energia e il ruolo trainante che la Difesa intende svolgere per contribuire allo sviluppo del Paese, alla riduzione dei consumi e dell’impatto ambientale, attraverso la collaborazione con il mondo della ricerca e scientifico, ringrazio pubblicamente il Gen. Isp. Francesco Noto. per  gli eccellenti risultati della Struttura "Progetto Energia"»
Per il  rettore dell’Unical Gino Mirocle Crisci, «l’ateneo è onorato di poter stipulare un accordo quadro di collaborazione con il ministero della Difesa, al fine di poter sviluppare, ognuno nei propri specifici settori, nuovi filoni di ricerca che comporteranno innumerevoli vantaggi in termini di ampliamento e trasmissione delle conoscenze, con ricadute positive sul territorio». «Verranno sviluppate tematiche di interesse comune – conclude -, quali, in particolare, il miglioramento delle prestazioni energetiche delle amministrazioni pubbliche, la riduzione del loro impatto ambientale, lo studio di impianti innovativi per la produzione di energia elettrica e di biocarburanti avanzati».

 

 

 

 

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  • Occhiello L’accordo consentirà di implementare le ricerche nel campo del risparmio energetico e della riduzione dei gas serra. Crisci: «Ateneo onorato di collaborare con il ministero»

LAMEZIA TERME Nino De Gaetano rompe il silenzio dopo due anni. E lo fa davanti alle telecamere de L'Altro Corriere Tv, nel corso della trasmissione Lo Sfascio (in onda questa sera alle 21 sul canale 211 e in diretta streaming su corrieredellacalabria.it e laltrocorriere.it).
Intervistato da Pietro Bellantoni, l'ex assessore regionale ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a lasciare il Pd per abbracciare la causa di Bersani e D'Alema. È stato proprio De Gaetano a scatenare un vero e proprio esodo, con più di 100 amministratori locali reggini che hanno scelto di passare con Mdp. «Ho aderito a questo nuovo movimento – ha spiegato l'ex di Rifondazione comunista – per contribuire a ricostruire la sinistra in Italia e in Calabria». De Gaetano ha criticato aspramente Renzi, reo di aver portato avanti misure vessatorie nei confronti dei lavoratori e di aver dato vita a una «nuova Balena bianca», cioè a politiche di stampo centrista. Strali anche contro la legge elettorale, «scritta da Rosato su input di Verdini e Berlusconi. Una mossa da studiare all'università quale capolavoro di scempiaggine politica». 
Ma De Gaetano ha anche parlato dei suoi attuali rapporti con il governatore Oliverio, a due anni dalle sue dimissioni dalla giunta seguite all'arresto per Rimborsopoli. «I rapporti con Oliverio sono buoni, ci sentiamo spesso». E, in virtù di un feeling che non si è spezzato, De Gaetano si è augurato che anche il governatore decida di passare con Mdp. «Lo spero, ma non credo che lo farà: lui vuole un partito che abbia una forte rilevanza nazionale e il nostro movimento ha ancora bisogno di un paio di anni per crescere e costruire una base solida». 
L'ex assessore ha inoltre confermato la “rottura” con Sebi Romeo, il capogruppo del Pd con cui, negli anni, aveva costruito un affiatato ticket: «Il nostro è un divorzio politico, non umano», ha precisato. Con un consiglio all'ex “compagno”: «Dovrebbe iniziare a passare la palla più a sinistra anziché al centro». Poi un passaggio, duro, sulla sanità: «Il commissariamento di Scura è una vergogna, sono favorevole ad affidare il settore a Oliverio». Non mancano però critiche all'indirizzo del presidente della Regione: «Di sicuro non mi incatenerò con lui, fossi stato al suo posto avrei avviato una protesta molto prima».
Dopo la “campagna acquisti”, Mdp si prepara ad affrontare la prima sfida elettorale: le politiche 2018. De Gaetano si candiderà? «Al momento - conclude - mi interessa aiutare i giovani del movimento a costruire la sinistra».

 

 

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  • Occhiello L'ex assessore regionale rompe il silenzio dopo due anni e spiega il suo ritorno con i bersaniani. Mano tesa al governatore. Ma non mancano critiche: «Mi sarei incatenato prima contro il commissariamento». Confermata la rottura con Romeo: «Abbiamo divorziato». L'intervista completa questa sera alle 21 sul canale 211
Giovedì, 23 Novembre 2017 18:53

Regione, 415 milioni per 500 scuole sicure

LAMEZIA TERME «L'Ipsia di Lamezia Terme oggi è un istituto sicuro e investire sul Campanella diventa di cruciale importanza». Lo ha detto il presidente della provincia di Catanzaro Enzo Bruno nel corso della conferenza stampa "500 scuole sicure" che rientra nell'ambito del progetto Cantiere Calabria della Regione. L'istituto Campanella, ha spiegato Bruno, verrà demolito e ricostruito nella sua parte centrale per creare una struttura a norma e sicura. La Provincia si impegnerà a trovare dei locali in affitto per consentire agli alunni di proseguire con le lezioni.
Per rimettere in sicurezza 501 istituti scolastici calabresi la Regione, è stato detto nel corso della conferenza, investirà 415 milioni di euro. Secondo il cronoprogramma i lavori dovranno essere completati in tre anni. Ventiquattro cantieri sono stati chiusi e 90 sono in corso di esecuzione, ha spiegato l'assessore regionale Russo. Una delle caratteristiche del progetto è «burocrazia zero e trasparenza». Un traguardo che l'assessore intende sottolineare è il fatto che la Calabria sia oggi la terza regione in Italia nel registro dell'anagrafe scolastica, con l'85% degli edifici censiti. Il governatore della Regione, Mario Oliverio, ha sottolineato come sia superata la politica dell'annuncio e del taglio dei nastri. «Bisogna parlare col linguaggio dei fatti», ha detto Oliverio. «Abbiamo fatto una scelta nella programmazione delle risorse: puntare sugli obbiettivi prioritari». Dal canto suo anche la Provincia ha recuperato fondi da investire su strade e scuole: 10 milioni di euro, 5 da investire sulle strade, 4 nelle scuole è un milione e 500mila nella manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole.

ale. tru.

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  • Occhiello Il governatore Oliverio e il presidente della Provincia Bruno sono stati oggi a Lamezia per annunciare le inziative del progetto Cantiere Calabria. «L'Ipsia oggi è una scuola sicura»
Giovedì, 23 Novembre 2017 18:52

Cosenza, continua la guerra dell’urbanistica

COSENZA Per risolvere il giallo sul Piano strutturale comunale del comune di Cosenza bisogna scomodare Socrate. La citazione dell’ateniese “So di non sapere, quindi so” in qualche modo è vera per uno dei due contendenti che da giorni animano la discussione: Michelangelo Spataro, assessore all’urbanistica della città, e Carlo Guccione, leader dell’opposizione ed ex candidato allo scranno di primo cittadino. Bocciato il primo ricorso da parte del Tar il consigliere in bretelle non si è perso d’animo annunciando il ricorso al Consiglio di Stato e contestualmente una denuncia querela alla Procura di Cosenza. C’è il doppio piano e questa sarebbe una irregolarità, uno approvato dal genio civile, l’altro modificato con una delibera di giunta. Ma per l’assessore Spataro la questione non esiste. «Quella dei due Psc è una favola inventata ad arte poiché l'unico documento inviato al genio civile e successivamente variato da suggerimenti dagli stessi forniteci, è quello approvato dalla giunta e presentato in consiglio comunale». Ma con la stessa caparbietà Guccione replica: «Il Psc è stato profondamente e sostanzialmente modificato rispetto a quello depositato dall’amministrazione comunale al Genio civile- Regione Calabria - dopo il rilascio del parere con le prescrizioni. L’assessore all’urbanistica fa finta di non sapere che, rispetto a quello che era previsto dal Psc/Reu depositato al Genio civile, all’articolo IX.7 – solo per citare un esempio – viene apportata una modifica sostanziale e vengono raddoppiati gli indici volumetrici spostando dalle periferie al centro cittadino centinaia di migliaia di metri cubi di cemento, senza che questa modifica venisse valutata di nuovo dal Genio civile per verificare gli effetti e i rischi sismici e idrogeologici». Anche se il gruppo de La Grande Cosenza, ribadisce il concetto, l’assessore si smarca in poche battute: «Il documento che viene inviato al Genio civile ai fini del rilascio del parere, costituisce elaborazione che precisa e dettaglita quanto previsto nel documento preliminare. Lo stesso preliminare –continua Spataro – è un documento di indirizzo strutturale e strategico, che non ha contenuti espressamente riferibili a quantità e volumetrie, se non per quanto attinente la necessaria valutazione del residuo volumetrico di piano attraverso le elaborazioni del bilancio urbanistico, le stesse elaborazioni che sono contenute nei documenti di accompagnamento della delibera di consumo di suolo zero. Emerge chiaramente la scelta di puntare in modo deciso sulla riqualificazione delle strutture urbane esistenti, con il rilancio di quelle realtà del territorio comunale già urbanizzate da molto tempo, trasformandole e rinnovandole radicalmente, nel rispetto delle moderne tecniche di costruzione e delle norme di risparmio energetico, così da limitare considerevolmente le porzioni di nuovo territorio da destinare a nuove costruzioni». Insomma mentre Guccione suggerisce la strada dell’autotutela, Spataro archivia la questione nella cartella: attacchi all’amministrazione.

SELVA OSCURA Intanto dal suo profilo di Facebook, Mario Occhiuto, aggiorna i suoi fan di un nuovo problema: gestire l’agenda dei tour operator che hanno prenotato per venire in città a vedere luminarie. Anche se il punto della questione è che di luminarie ancora non c’è traccia visto che il bando di assegnazione per l’installazione delle luci in città è andato deserto. Sedici ditte invitate a livello locale e nazionale e nessuna ha presentato offerta. Effetto dell’inchiesta sugli appalti per summa urgenza? Per Occhiuto non ci sono dubbi: «Parlano di "appalti spezzatino" e mi viene quasi da ridere. Basti pensare che prima della nostra Amministrazione avevano spezzettato in 48 affidamenti diretti i lavori alle coop, assegnandoli ogni sei mesi per evitare di raggiungere la soglia massima ed eludendo persino le norme antimafia. Se l'avessi fatto io (o anche se avessi continuato nelle procedure avviate da loro) avrebbero esercitato pressioni tali che come minimo avrebbero portato allo scioglimento del Comune, se non al mio arresto per associazione mafiosa».

mi. pr.

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  • Occhiello Polemiche tra l’assessore Spataro («solo attacchi all’amministrazione») e Guccione sul mistero dei due Psc. E il sindaco intanto annuncia: «Niente luminarie»

CATANZARO «Occorre intervenire legislativamente per riformare la normativa sugli scioglimenti dei consigli comunali e renderla utile, soprattutto laddove è la burocrazia che ha bisogno di sostanziali bonifiche e per cui, invece, le norme al momento non sono né incidenti né efficaci. Così come è urgente che la normativa garantisca il diritto di difesa nelle fasi istruttorie del procedimenti di scioglimento che, com’è accaduto a Lamezia Terme, è stato invece palesemente cancellato». Così in una nota il consigliere regionale Mimmo Tallini, coordinatore provincia di Forza Italia a Catanzaro. «Costringere al commissariamento una grande città come Lamezia, con tutte le conseguenze che ciò implica anche sul piano dell’immagine dello stesso territorio e dell’area centrale della Calabria, quando magari, ascoltando le ragioni del sindaco, si sarebbe potuto evitare questo trauma, pare sbagliato e profondamente ingiusto. E non dubito – prosegue Tallini – che il Tar, valutando equamente, saprà rendere giustizia al sindaco Mascaro e ai cittadini elettori. Ci si riempie spesso la bocca di legalità, ma poi, quando si è di fronte a casi concreti che richiederebbero saggezza e una buona dose di cautela, ci si comporta inducendo a sospettare che si è agito più per valutazioni di parte, piuttosto che spinti da un forte senso delle istituzioni. Continuando, sulla base di una legislazione che ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di ottenere i risultati sperati, alla fine si rischia, limitandosi a scioglimenti a raffica e in alcuni casi reiterati dei consigli comunali, di indebolire la democrazia, la politica in sé e la partecipazione popolare già fortemente in crisi; in Italia dove l’astensionismo è diventato il primo partito e in Calabria dove decisioni cosi traumatiche acuiscono la sfiducia e il disorientamento dei cittadini e soffiano altro vento nelle vele dell’antipolitica mentre, come la storia degli scioglimenti in questa regione insegna, non risolvono il problema dell’inquinamento criminale».
«Altra cosa, ma strettamente connessa con l’urgenza di avere istituzioni pulite, l’attenzione che la politica deve riservare alla trasparenza dei candidati, ma qui il sottoscritto, per storia politica e personale che mi hanno sempre visto dalla parte della legalità senza se e senza ma, non dubita dell’urgenza che la riflessione debba essere ancora più urgente, seria e puntuale. E riguardare non una sola parte ma tutta le forze politiche e ad ogni livello istituzionale. La presenza della criminalità organizzata in Calabria – conclude Tallini – è un tumore che dobbiamo rimuovere perché blocca lo sviluppo e vanifica la democrazia, un problema annoso ed enorme che si può vincere non dividendo le forze in campo, ma assicurando al coraggioso impegno di forze dell’ordine e magistratura l’unità delle forze politiche, economiche, sociali e culturali della Calabria».

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  • Occhiello Il consigliere regionale di Forza Italia difende il sindaco Mascaro: «Non dubito che il Tar saprà rendere giustizia a lui e ai cittadini elettori»
Giovedì, 23 Novembre 2017 18:31

Usura a Vibo, Moscato condannato a 4 anni

CATANZARO La Corte di Appello di Catanzaro ha confermato la condanna a quattro anni di reclusione e 10 mila euro di multa per Domenico Moscato, 57 anni, di Vibo Valentia, ritenuto responsabile del reato di usura ai danni di Giuseppe Sergio Baroni.
La vicenda giudiziaria che ha interessato Moscato rappresenta trae origine dall’indagine “Insomnia” (della quale è uno stralcio) che ha portato alla sbarra diversi imputati ritenuti colpevoli a vario titolo di usura aggravata dalla metodologia mafiosa, ciò al fine di agevolare casati di ‘ndrangheta tra i più noti come i Bellocco, i Lo Bianco-Barba, e i Fiaré-Gasparro-Razionale.
Baroni, costituito parte civile e assistito in aula dall’avvocato Michele Gigliotti, per via della sua denuncia, vive ormai dal 2014 in regime di protezione.
Costituita parte civile anche la Fondazione Interesse Uomo Onlus di Don Marcello Cozzi, rappresentata in aula dall'avvocato Josè Toscano.
L’imprenditore è stato titolare in passato di due attività commerciali a Vibo nel campo dei gioielli e dell’abbigliamento. L’imputato, difeso dall’avvocato Marco Talarico, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a quelle di mantenimento custodiale, ed è stato interdetto dai pubblici uffici per la durata di cinque anni. Domenico Moscato è stato infine condannato al risarcimento, in favore delle parti civili, dei dannii materiali e morali da liquidarsi in un separato giudizio civile e alla rifusione delle spese processuali liquidate per ciascuna parte civile in 6mila euro.
Con riferimento allo svolgimento del processo in primo grado occorre ricordare che nel corso della requisitoria, il pm Camillo Falvo, aveva ricostruito le varie fasi dell’attività investigativa ed i riscontri emersi anche attraverso la deposizione di Raffaele Moscato, il nuovo collaboratore di giustizia vibonese che è nipote dell’imputato oggi condannato.
L’attività usuraria sarebbe stata messa da anni in piedi da Domenico Moscato. Nel suo tabacchino, ubicato nel quartiere “Cancello Rosso” di Vibo, nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno trovato quello che poi il gip nell’ordinanza di custodia cautelare ha definito come un «vero e proprio archivio dell’usura», con assegni, scritture contabili e appunti. Secondo gli investigatori, l’attività commerciale sarebbe stata meta continua di persone pronte a chiedere prestiti a tassi usurari. Domenico Moscato avrebbe spinto l’imprenditore vibonese Baroni in una «morsa usuraria che ha distrutto la sua attività lavorativa e ne ha annientato la dignità personale, incidendo – aveva rimarcato il gip – in modo pesante pure sulla sua vita familiare». 
Il timore della vittima sarebbe derivato pure dalla presunta vicinanza di Domenico Moscato a Vincenzo Barba, detto “Il Musichiere”, capo dell’omonimo clan federato ai Lo Bianco e da un anno libero dopo condanne definitive per associazione mafiosa (processo “Nuova Alba” ) ed usura ai danni del testimone di giustizia Nello Ruello (operazione “Flash”). 

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  • Occhiello L'incubo di un imprenditore al centro del processo di Appello. Nella rivendita di tabacchi dell'imputato l'archivio dei commercianti vessati

CATANZARO «E alla fine ci siamo. Dopo tanto rumore, il Piano strutturale comunale della città di Catanzaro è stato affidato allo studio Dinale, unico partecipante al bando “a un euro” che ha fatto discutere e continua a far discutere l’Italia intera». È quanto dichiarano, in una nota, i consiglieri comunali di Catanzaro Nicola Fiorita e Gianmichele Bosco.
«È certamente una vittoria del sindaco Abramo – affermano di due esponenti della lista “Cambiavento” - che ha condotto in porto un’operazione molto contestata, ottenendo ragione in sede giudiziaria e riuscendo poi ad assegnare l’incarico. Una grande vittoria, come quella che Pirro, re dell’Epiro, ottenne ad Ascoli Satriano contro i romani. Un’altra vittoria così e sarò perduto, disse Pirro: un’altra vittoria così e Catanzaro sarà perduta, potremmo ripetere oggi».
«Il prezzo della vittoria di Abramo – prosegue la nota - , infatti è stato il discredito che si è abbattuto sulla nostra città in ogni angolo della Nazione, fino al punto da spingere l’attuale governo a proporre una modifica legislativa che, introducendo il riconoscimento del principio dell’equo compenso per tutti i professionisti, impedisca un nuovo caso Catanzaro, ovvero un nuovo caso di incarichi gratuiti che producano una sorta di “capolarato intellettuale. Catanzaro esempio di ciò che una pubblica amministrazione non deve fare,  ma non solo. A partecipare al bando in oggetto, alla fine è stato un solo studio, il cui responsabile dichiara candidamente in un’intervista  al Sole 24 ore di aver presentato domanda perché il bando non prevedeva il requisito usuale di aver elaborato piani strutturali per un comune con numero di abitanti pari a quello del comune in questione. Cioè, se si fosse trattato di un bando “normale” lo studio sarebbe stato escluso perché ad oggi ha redatto piani strutturali solo per piccoli comuni o comunque per enti territoriali più piccoli di Catanzaro e l’interesse a partecipare risiede proprio nella circostanza di poter acquisire un requisito spendibile per futuri piani di comuni delle dimensioni di Catanzaro». 
«In sostanza,  il bando “a un euro”  - aggiungono Fiorita e Bosco - ha intercettato solo l’interesse di chi normalmente non avrebbe avuto i requisiti per la redazione di un piano strutturale così importante come quello di Catanzaro. Più o meno, l’equivalente di chi si taglia un dito per risparmiare sul cerotto. Ma non è tutto. Il famoso risparmio è solo apparente. È lo stesso studio Dinale a spiegare nella citata intervista che in realtà il bando prevede un rimborso di 250.000 euro, che può essere inteso come comprensivo del rimborso delle spese vive ma anche del compenso giornaliero. Lo studio dunque sarà pagato e sarà pagato più o meno in linea con le tariffe standard, aggiunge Dinale».
«Riepiloghiamo: il sindaco Abramo – concludono i due esponenti politici d’opposizione - a fronte di un risparmio virtuale e comunque irrisorio è riuscito a far scappare tutti i potenziali interessati al Psc e a far diventare Catanzaro un modello di amministrazione negativa. Si scrive Abramo, si legge Pirro».

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  • Occhiello I consiglieri comunali di minoranza, Fiorita e Bosco, attaccano il sindaco del capoluogo: «Abramo è riuscito ad assegnare l’incarico, ma ha fatto perdere l’onore alla città»

CASSANO ALLO JONIO «Ci sono riusciti: dopo i dossier, le infamie, le trappole, dopo la persecuzione e la crocifissione, i miei avversari ed oppositori esultano: sono stato “cacciato” nuovamente dal Comune. E questa volta per farlo hanno utilizzato lo Stato». Lo scrive in un post su Facebook Gianni Papasso, sindaco di Cassano allo Jonio, uno dei cinque Comuni calabresi sciolti ieri dal Consiglio dei ministri per condizionamenti della criminalità organizzata. «Pur di eliminarmi - aggiunge Papasso - hanno fatto in modo di far sciogliere il Consiglio comunale per mafia. Una gravissima offesa e umiliazione per la città. Sono prevalsi interessi palesi e occulti. È stata commessa una gravissima ingiustizia non solo nei miei confronti ma, soprattutto, nei confronti dell'intera popolazione di Cassano/Sibari. Siamo stati sempre dalla parte della giustizia, della trasparenza e della legalità. La mafia l'abbiamo combattuta con determinazione e con azioni concrete. Siamo stati vittima dei delinquenti e di quelli che non vogliono il progresso della città. La nostra coscienza è pulita e trasparente. Continueremo a camminare a testa alta». «Non è finita qui, comunque. Ci difenderemo - aggiunge il sindaco di Cassano - in tutte le sedi, con la forza, l'abnegazione e la passione con cui abbiamo amministrato il Comune. Ci difenderemo fino alla morte!».

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  • Occhiello Il sindaco di Cassano allo Jonio, tra i cinque Comuni commissariati per mafia, attacca i suoi oppositori: «Per cacciarmi hanno utilizzato lo Stato. Una gravissima umiliazione per la città»
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