Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 11 Dicembre 2017
Lunedì, 11 Dicembre 2017 22:13

Addio ad Antonio Panzarella

CATANZARO È morto Antonio Panzarella, intellettuale, esperto di teatro e docente all'Accademia di belle arti di Roma. Panzarella, che aveva 67 anni ed era originario di Curinga, aveva anche insegnato all'Accademia di Belle arti di Catanzaro. Cordoglio per la scomparsa di Panzarella è stato espresso dal presidente della Regione, Mario Oliverio. «Esprimo il mio sentito cordoglio - afferma Oliverio in una dichiarazione resa nota dall'ufficio stampa della Giunta regionale - per la scomparsa del professore Antonio Panzarella, che è stato uomo di grande cultura e straordinaria passione per la Calabria. Docente d'Accademia di Belle Arti, Panzarella è stato anche eccezionale conoscitore della storia del teatro e del cinema italiano e animatore culturale appassionato che ha sempre amato la Calabria e il suo straordinario patrimonio storico e artistico, come testimoniano le fortunate esperienze che negli anni ha diretto in tutta la regione e la stima che lo circondava in tutta Italia. Da ultimo ha allestito la mostra fotografica sulla Calabria tra l'Ottocento e il Novecento nelle sale della Cittadella regionale di Catanzaro e ha collaborato a mettere in piedi le attività in onore di Corrado Alvaro in occasione dell'ultimo Salone Internazionale del Libro di Torino. Altri progetti in cantiere della sua Fondazione con la Regione Calabria auspico possano proseguire con l'interno di promuovere e valorizzare la cultura calabrese, com'era nelle intenzioni di Antonio». «Alla famiglia e ai collaboratori di Antonio Panzarella - conclude il presidente della Regione - va il mio saluto commosso».

 

 

 

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  • Occhiello Originario di Curinga, docente ed esperto di teatro, aveva anche insegnato all’Accademia di Belle arti di Roma. Il cordoglio di Oliverio: «Un uomo di grande cultura»

CATANZARO Nuova seduta della Giunta regionale, nel pomeriggio, presieduta dal presidente Mario Oliverio, con l'assistenza del segretario generale Ennio Apicella. «Nel corso della riunione - informa una nota dell'Ufficio stampa della Giunta - su proposta del presidente Oliverio, sono state approvati: modifiche al regolamento regionale 27/03/2013, n. 4, Regolamento attuativo della legge regionale 26/07/2012, n. 30, relativo a modifiche a favore dei Consorzi di garanzia collettiva fidi in Agricoltura; lo schema di protocollo d'intesa tra Regione ed Ufficio scolastico regionale “Promuovere principi di cittadinanza attiva e consapevole del proprio territorio e del ruolo dell'intervento pubblico con l'obiettivo di sviluppare competenze digitali affinché gli studenti diventino cittadini consapevoli e attivi nella partecipazione alla vita pubblica del proprio territorio rafforzando così il rapporto tra sistema di istruzione-formazione e mondo del lavoro”». «Su proposta dell'assessore al Bilancio e Personale Antonio Viscomi - riporta ancora la nota - sono stati approvati: l'autorizzazione alla sottoscrizione definitiva del Contratto integrativo decentrato aziendale del personale dirigente della Giunta regionale, parte economica anno 2017; l'atto d'indirizzo in materia di valorizzazione dell'esperienza professionale del personale con contratto di lavoro flessibile e superamento del precariato. Approvato ancora lo schema di accordo di finanziamento Fincalabra s.p.a - istituzione del fondo regionale di ingegneria finanziaria (Frif) e fondo regionale occupazione e inclusione (Foi) proposto dall'assessore allo sviluppo economico e promozione delle Attività produttive Francesco Russo. Altro provvedimento approvato oggi dall'esecutivo regionale riguarda le linee guida in materia di tirocini formativi e di orientamento, proposti in maniera congiunta dal presidente Oliverio e dall'assessore alla Scuola e Lavoro Federica Roccisano. Approvato su proposta dell'assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno l'atto di indirizzo per la definizione della nuova programmazione degli interventi in materia di edilizia scolastica per il triennio 2018-2020. Stabilito inoltre il calendario dei saldi per l'anno 2018: per quelli invernali si partirà il 5 gennaio, per gli estivi il 7 luglio». «Nella stessa riunione - conclude la nota - la Giunta ha inoltre approvato alcune variazioni di bilancio».

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  • Occhiello Nella riunione di giunta è stata anche autorizzata la sottoscrizione definitiva del Contratto integrativo decentrato aziendale del personale dirigente. Stabilito il calendario dei saldi per l'anno 2018: per quelli invernali si partirà il 5 gennaio, per gli estivi il 7 luglio
Lunedì, 11 Dicembre 2017 21:13

Bregantini incoraggia Lucano: «Vai avanti»

CAMPOBASSO «Volevo innanzitutto incoraggiarti ad andare avanti, pur nel rispetto massimo della magistratura che deve fare il suo lavoro. Tante volte ai ragazzi della Locride ho detto una frase che ora desidero ripetere anche a te, ma l'avrai già sentita: il male è veramente male solo quando ci ruba il sorriso; finché il male resta fuori di noi lo possiamo combattere e vincere; resta un macigno quando ci ruba il sorriso, quando ci ruba la speranza». Lo ha detto il vescovo di Campobasso Giancarlo Bregantini al sindaco di Riace Mimmo Lucano nel corso di un collegamento via Skype realizzato dal mensile culturale "il Bene Comune" per un'intervista a due tra il sindaco e il vescovo. Bregantini da 10 anni è Arcivescovo metropolita di Campobasso-Boiano e da vescovo di Locri fu punto di riferimento spirituale per la rinascita di quei territori contro la 'ndrangheta: anche da Campobasso ha continuato a seguire l'esperienza e lo sviluppo del piccolo comune calabrese e al telefono ha voluto rinnovare il suo sostegno e la sua solidarietà al sindaco Lucano che di recente è stato raggiunto da un avviso di garanzia in cui, sulla scorta di un'ispezione della Prefettura di Reggio Calabria, vengono ipotizzate a suo carico irregolarità nella gestione del sistema d'accoglienza locale. Lucano è stato invitato inoltre dalla Cgil del Molise per un'iniziativa che avrà luogo a Campobasso, centrata sulle aree interne e che si propone di attingere ai risultati fecondi dell'esperienza riaccese per un programma di valorizzazione e di rinascita dei borghi molisani dell'interno. 

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  • Occhiello L’ex vescovo di Locri, oggi a Campobasso, esprime sostegno e solidarietà al sindaco di Riace: «Il male è veramente male solo quando ci ruba il sorriso»

REGGIO CALABRIA Sono pene pesantissime quelle invocate dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo per gli uomini della direzione strategica della ‘ndrangheta reggina, i loro “riservati” e i luogotenenti dislocati a governare quartieri e strade. Solo due – e relative a posizioni minori – le assoluzioni invocate.

DISINNESCATA LA STRATEGIA DELLA CONFUSIONE Al termine della requisitoria fiume, sviluppata dai pm Walter Ignazzitto e Stefano Musolino nel corso di diverse udienze, è toccato a Lombardo tirare le conclusioni del maxiprocedimento Gotha, scaturito dall’indagine che per la prima volta ha iniziato a svelare nomi e volti del board strategico della ‘ndrangheta. «Ogni verità – ha detto Lombardo, citando Schopenauer – passa attraverso tre fasi: prima viene ridicolizzata; poi è violentemente contestata; infine viene accettata come ovvia». Un accenno – neanche troppo velato – al clima che da più parti si è tentato di creare attorno alle inchieste prima e al processo dopo, ma che è crollato come un castello di carte sotto i colpi dei diversi giudicati – dal Tdl alla Cassazione – che hanno finito per confermare non solo l’impostazione accusatoria, ma anche le misure cautelari decise dal gip per i più importanti imputati. Incluso Giorgio De Stefano.

IL FIGLIO DEL “RE DEI RE” Impegnato nella sua personalissima difesa forse anche più dei suoi legali, De Stefano ci ha provato ad accreditarsi come limpido professionista, vittima del proprio cognome. Ma in realtà, ha ricordato il procuratore aggiunto Lombardo, sono innumerevoli – e provenienti persino dalla sua stessa voce – gli elementi che confermano senza dubbio alcuno il suo ruolo – quello storico e quello attuale – nel complesso sistema della ‘ndrangheta reggina. Figlio di quel Giovanni che lui stesso ha definito “re dei re”, raccontato come stimato commerciante condannato definitivamente per omicidio «di maffia» negli anni Trenta, e tanto importante da poter prescindere persino da santini e rituali, l’avvocato è stato ed è figura apicale della ‘ndrangheta. E per questo, per lui, nonostante la riduzione di un terzo della pena propria del rito abbreviato, la richiesta di pena è pesantissima: 20 anni.

LA DIREZIONE STRATEGICA «Sempre là siete tutti e due (De Stefano e Romeo, ndr) non si muove foglia che voi due non volete», diceva intercettato Antonio Marra, legale e braccio destro di Paolo Romeo, all’avvocato Giorgio De Stefano. E forse mai definizione – è stato ricordato nel corso della requisitoria – avrebbe potuto essere più precisa. Perché entrambi – ha svelato l’inchiesta – sarebbero espressione di un livello apicale che neanche affiliati e gregari di basso rango conoscono, ma da sempre determina la vita sociale, economica, politica e finanziaria di Reggio e non solo. Un livello in grado di condizionare la democratica e naturale evoluzione di Reggio Calabria e non solo, per piegarla al volere dei clan. Tutti i clan.

LA COSA UNICA Per gli inquirenti infatti la cupola riservata della ‘ndrangheta, di cui – recita il capo di imputazione – farebbero parte anche soggetti «in corso di identificazione», è solo parte di un organismo più grande – e ancora sconosciuto – che rappresenta tutte le mafie. I pentiti la chiamano “commissione nazionale”, “Cosa unita” o “Cosa nuova”. E secondo quanto messo a verbale nell’ultimo anno da diversi collaboratori di giustizia calabresi, siciliani, pugliesi e milanesi da decenni coordina le strategie criminali delle mafie in tutta Italia e non solo, grazie a “riservati” come il senatore Antonio Caridi (a processo con rito ordinario).

DEMOCRAZIA SCIPPATA Ma se Caridi è stato negli ultimi anni uno dei politici costruiti in vitro usati sullo scacchiere nazionale, altri hanno permesso alla cupola strategica della ‘ndrangheta di scippare a Reggio Calabria il suo futuro per piegarlo a necessità e voleri dei clan. Un piano – eversivo – passato attraverso il condizionamento di tutte le elezioni, dal 2001 al 2010, dal governo dei grandi affari societari e immobiliari realizzati a Reggio Calabria, dall’accaparramento di appalti, lavori e finanziamenti pubblici, anche grazie a strutture e uomini “riservati” che in silenzio e senza discutere hanno attuato senza discutere la strategia decisa dalla “cupola”. E il progetto, negli ultimi anni, era diventato anche più ambizioso.

DALL’ECONOMIA ALLA CITTÀ STATO Obiettivo della cupola non era solo il controllo – totale e asfissiante – delle principali leve economiche e imprenditoriali cittadine, come il sistema della grande distribuzione, ma anche della gigantesca mangiatoia dei finanziamenti pubblici in arrivo per la costruzione della città metropolitana. Una città Stato, nei progetti di Paolo Romeo, di fatto alternativa alla Regione e in grado di interfacciarsi con strutture simili a livello nazionale e internazionale, da governare tramite politici costruiti allo scopo. Una città che trova eco nella strategia secessionista o indipendentista che – quanto meno dalla metà degli anni Ottanta – adottata con impegno variabile dalla cupola delle mafie. Tutte le mafie.

I RISERVATI Per la costruzione di questo ed altri progetti, la cupola poteva contare su un esercito di pupi, diversamente strutturati, in parte persino inquadrati in una struttura paramassonica segreta, ma governati tutti dagli stessi pupari e devoti alla medesima causa: rafforzare i clan. E’ questa l’accusa formulata, fra gli altri, nei confronti dell’imprenditore Emilio Angelo Frascati, dell’ex numero 2 di Fincalabra Nuccio Idone, del cancelliere capo della Corte d’Appello Aldo Inuso, del commercialista Natale Saraceno, tutti per l’accusa da condannare a pene dai 12 ai 18 anni.

IL “TRIANGOLO” DI COMPENSAZIONE Con diversi ruoli e compiti – dicono i magistrati – sono tutti uomini di cui questa nuova struttura della ‘ndrangheta si è servita per governare la Calabria e in parte anche il Paese, anche grazie alla progressiva contaminazione della massoneria. Un processo – hanno svelato l’ex Gran maestro Antonio Di Bernardo e pentiti come Cosimo Virgiglio – iniziato quanto meno quarant’anni fa e servito per creare una camera di intermediazione e incontro fra il potere mafioso e chi gestisce le leve istituzionali, economiche, politiche e finanziarie dell’Italia.

LA STRADA NON SI DIMENTICA Tutte strategie che tuttavia non hanno mai distratto né distolto la direzione strategica dal controllo della “strada”. Consapevoli che la propria autorità e autorevolezza a tavoli che la Dda di Reggio Calabria lavora da tempo per identificare e far saltare dipendono anche dalla capacità militare dimostrata sulle strade, gli uomini della “cupola” non hanno condannato la città calabrese dello Stretto ad una dittatura silente, la cui gestione è stata delegata a capi operativi, ai loro gregari e ai loro uomini. Un meccanismo rodato, collaudato ma che non ha impedito a Giorgio De Stefano di intervenire personalmente quando contrastanti appetiti hanno rischiato di far saltare gli equilibri in uno dei quartieri “cerniera” di Reggio, Santa Caterina. Perché tutti, nessuno escluso, sono sottoposti alla legge dei clan. Fin quando la Dda non fa saltare il sistema.

LE RICHIESTE IN DETTAGLIO Giorgio De Stefano: 20 anni; Roberto Franco: 20 anni; Antonino Nicolò: 20 anni; Domenico Stillitano: 20 anni; Mario Vincenzo Stillitano: 20 anni; Antonino Idone: 18 anni; Dimitri De Stefano: 15 anni; Antonino Araniti: 15 anni; Emilio Angelo Frascati: 15 anni; Giorgio Modafferi: 14 anni; Domenico Marcianò: 14 anni; Natale Saraceno: 14 anni; Aldo Inuso: 12 anni; Giovanni Cacciola: 10 anni; Carmelo Nucera: 9 anni; Giovanni Pellicano: 9 anni; Antonio Messina: 8 anni; Rosario Rechichi: 6 anni; Bruno Nicolazzo: 6 anni; Eva Franco: 4 anni; Saveria Saccà: 4 anni; Giuseppe Smeriglio: 4 anni; Alessandro Nicolò: 4 anni; Anna Rosa Martino: 4 anni; Pasquale Massimo Gira: 4 anni; Gaetano Tortorella: 1 anno e 8 mesi; Angela Chirico: 1 anno e 4 mesi; Antonino Chirico: 1 anno e 4 mesi; Domenico Chirico: 1 anno e 4 mesi; Domenico Chirico (cl.86): 1 anno e 4 mesi; Francesco Chirico: 2 anni; Roberto Moio: 1 anno; Elena Inuso: 1 anno; Maria Antonietta Febbe: 1 anno; Maria Luisa Franchina: 1 anno; Michele Serra: assoluzione; Paola Colombini: assoluzione.

Alessia Candito
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  • Occhiello La Dda invoca pene pesanti per i vertici della direzione strategica delle cosche reggine: vent'anni la richiesta per Giorgio De Stefano, avvocato e storico consigliori del clan. Due le assoluzioni

LAMEZIA TERME Una lettera aperta e un appello rivolto ai primi cittadini: tanto è bastato per scaldare un dibattito politico che, a Lamezia Terme, fino a qualche giorno fa era stato monopolizzato dalla vicenda legata allo scioglimento dell’amministrazione comunale targata Paolo Mascaro.
A irrompere con prepotenza è stato il parlamentare Pino Galati attraverso un progetto tanto ambizioso quanto complesso: unire il comune di Lamezia Terme insieme ad altri 11 enti del comprensorio che vanno da Nocera a San Pietro a Maida, passando, ad esempio, per Falerna, Gizzeria e Maida.
Una proposta accolta da alcuni con entusiasmo, da altri con freddo scetticismo ma che ha riaperto, comunque, un dibattito di stretta attualità e che, in Calabria, ha già visto protagonisti i comuni di Corigliano e Rossano, dove i cittadini, attraverso un referendum popolare, hanno già espresso il loro parere favorevole.
In termini e prospettive differenti, l’idea di Galati, di fatto, è quella di rilanciare le ambizioni economiche e territoriali di un’area che potrebbe diventare lo snodo cruciale per l’intera regione, anche attraverso una solida dotazione di strutture e infrastrutture, a cominciare dall’aeroporto di Lamezia Terme.

UNIONE E NON FUSIONE E se da una parte la proposta di Galati appare affascinante, dall’altra la sua complessità in termini di realizzazione ne affievolisce le prospettive e ridisegna nuovi orizzonti. Già perché se la fusione di ben 12 comuni appare complessa, l’unione invece sarebbe l’obiettivo più semplice da raggiungere. L’idea che 12 sindaci possano dialogare su temi che riguardano le prospettive economiche, politiche territoriali e progetti turistici appare molto più credibile e realizzabile anche nel breve termine ed è forse questa la direzione che tutti gli attori chiamati in causa vogliono seguire.

LE PERPLESSITÀ DI SCALZO A frenare gli entusiasmi ci ha pensato anche il consigliere regionale Tonino Scalzo: «Un argomento di tale importanza non può non partire dal basso, da un referendum popolare, dalla volontà dei cittadini. Non si possono, dunque, fare proposte a caso o guardando la propria convenienza ma bisogna scegliere le cose giuste e più importanti per il territorio». Scalzo sottolinea poi un dato non meno importante, ovvero la mancanza di una legislazione regionale che regoli la fusione dei comuni: «Serve una legge che metta ordine e a sistema la fusione e, soprattutto, bisogna prima pensare a far funzionare bene i servizi per i cittadini, partendo proprio da Lamezia». Il dibattito è aperto ed è forse già questo il primo obiettivo raggiunto da Galati. Alcuni dei sindaci chiamati in causa ne hanno discusso a Lamezia Terme, nelle stanze della Fondazione Mediterranea Terina. Tra visioni, prospettive e obiettivi discordanti e condivisi è chiaro che, almeno per ora, la strada è ancora molto lunga e tortuosa. 

Giorgio Curcio
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  • Occhiello La proposta del parlamentare discussa dalla politica. Ma mettere insieme 12 Comuni non sarà facile. Le perplessità di Scalzo: «Il percorso deve partire dal basso».

COSENZA Le voci circolavano già da qualche ora. Ma è stato il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto a darne conferma su Facebook: gli Skunk Anansie saranno i protagonisti del capodanno nella città dei bruzi. La notizia è subito rimbalzata sui social con decine di condivisioni del post di Occhiuto. Il gruppo britannico è formato dalla cantante Skin (Deborah Dyer), già giudice di X Factor, da Cass, seconda voce e basso, Ace, alla chitarra e Mark Richardons alla batteria. Dopo l'esibizione di Alvaro Soler dello scorso anno, dunque, continua ancora la grande musica internazionale per il capodanno cosentino.  

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  • Occhiello Lo ha annunciato il sindaco Occhiuto su Facebook. Lo scorso anno era salito sul palco, per festeggiare il nuovo anno, Alvaro Soler
Lunedì, 11 Dicembre 2017 18:20

Il ritorno del salviniano Scopelliti

REGGIO CALABRIA Finiano, berlusconiano, alfaniano, ora salviniano. La quarta vita politica di Peppe Scopelliti nasce sotto le insegne della Lega (non più Nord) e dietro la regia del leader del Carroccio che punta a diventare premier. L’accordo tra Salvini e il Movimento nazionale per la sovranità è ormai cosa fatta e anche in Calabria sono iniziate le trattative in vista delle elezioni di marzo. A svolgere un ruolo di primo piano è proprio lui, l’ex governatore della Regione in cerca di un riscatto dopo la fine anticipata della scorsa legislatura, chiusa dalle sue dimissioni successive alla condanna nell’ambito del processo sul crac del Comune di Reggio Calabria.
Scopelliti, dopo anni di inabissamento e di assenza quasi totale dalle scene politiche, è definitivamente tornato. In gioco non c’è una sua candidatura diretta, quanto un progetto che, rafforzando la Lega al Sud, riporti a nuova giovinezza quella destra sociale nella quale Scopelliti ha mosso i primi passi in politica. Del resto, l’ex presidente di Regione non potrebbe ambire a un piazzamento in lista, visto che la condanna a 5 anni di reclusione rimediata nel processo d’appello porta con sé anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Scopelliti, però, malgrado l’incandidabilità (potrebbe “riabilitarlo” solo una sentenza della Cassazione, che non ha ancora fissato la data per la trattazione del caso), non ha più intenzione di rimanere alla finestra.

L’INCONTRO L’enfant prodige della politica calabrese, quello che parlava ai premier e sussurrava a Berlusconi, ora si confronta in modo costante con l’uomo di Salvini in Calabria, quel Domenico Furgiuele che è stato uno dei primi a comprendere la capacità di penetrazione al Sud del messaggio populista della nuova Lega. Una settimana fa, Scopelliti e il leader di “Noi con Salvini” si sono incontrati in una defilata tavola calda di Gizzeria, al fine di mettere a punto un’intesa che solo pochi mesi fa sarebbe apparsa del tutto inverosimile.
A livello nazionale l’accordo è blindato, restano tuttavia alcuni nodi da sciogliere e che riguardano in particolare il modo in cui il Movimento sovranista si presenterà alle urne. La prima opzione è quella del simbolo autonomo nell’ambito della coalizione di centrodestra; la seconda prevede invece candidature uniche nei collegi uninominali in accordo con la Lega. Sono dettagli importanti che anche in Calabria saranno affrontati solo quando il quadro complessivo sarà più chiaro.
Scopelliti, intanto, è già da tempo al lavoro per la buona riuscita di un progetto che, per il momento, prescinde dai nomi da piazzare in lista. Anche se dal suo entourage arrivano conferme su una «squadra già pronta di uomini e di donne da schierare».

A NAPOLI L’ultima uscita pubblica di Scopelliti è del 7 dicembre scorso, nel corso dell’assemblea che il Movimento sovranista ha tenuto a Napoli. L’ex governatore ne ha approfittato per tracciare la linea del suo impegno: «Da questa manifestazione partiamo tutti insieme per dire che ci sono le condizioni affinché noi, identificandoci con il percorso di Matteo Salvini e della Lega, possiamo portare il nostro contributo fattivo e concreto di uomini del Sud che hanno amministrato con le mani pulite». Perché, secondo Scopelliti, «il Sud si cambia solo con il sacrificio e la dedizione, nessuno verrà a cambiarlo da fuori». Sono queste le ragioni del ritorno: «Noi del Movimento nazionale siamo ancora qui perché crediamo che il Sud abbia ancora tanto da dire per il futuro di questo Paese».   

Pietro Bellantoni
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  • Occhiello L'ex governatore lavora all'accordo con il leader del Carroccio. In vista delle elezioni politiche. Ma lui non sarà in lista. «Insieme a Matteo daremo il contributo degli uomini del Sud che hanno amministrato con le mani pulite»

CATANZARO La Dda di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio di Nazzareno Salerno, ex assessore al Lavoro della Regione Calabria ed attuale consigliere regionale (è rientrato nell'assemblea qualche settimana fa, una volta venute meno le esigenze cautelari che lo avevano portato prima in carcere e poi agli arresti domiciliari), coinvolto nell'inchiesta "Robin Hood" che ha svelato un presunto sistema illecito nella gestione dei fondi europei attraverso l'ente in house "Calabria etica". La richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata al gup, Claudio Paris, oltre che per Salerno, per altri 16 indagati e due società. I reati contestati, a vario titolo, sono truffa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione, peculato, turbativa d'asta ed abuso d'ufficio. Dalle indagini della Guardia di Finanza di Vibo Valentia e del Ros di Catanzaro è emersa l'esistenza di un presunto "comitato d'affari" che avrebbe distratto i finanziamenti comunitari vincolati al progetto regionale "Credito sociale", indirizzandoli su conti correnti di società private anche all'estero.
Fra gli indagati che potrebbero finire a processo, oltre a Salerno ci sono Pasqualino Ruberto, 46 anni, di Lamezia Terme, ex presidente di Calabria Etica, società in house della Regione Calabria e già consigliere comunale di Lamezia Terme; Vincenzo Caserta, 60 anni, originario di San Costantino Calabro e residente a Catanzaro, ex direttore generale del Dipartimento Lavoro della Regione Calabria; Vincenzo Spasari, 56 anni, di Nicotera, impiegato di Equitalia a Vibo Valentia; Ortensio Marano, 43 anni, di Belmonte Calabro, ex amministratore delegato della Cooperfin Spa; Giuseppe Avolio Castelli, 69 anni, nativo di Genova residente a Firenze; Claudio Isola, 38 anni, di Vibo Valentia, già componente della Struttura speciale dell'assessorato al Lavoro della Regione Calabria; Damiano Zinnato, 50 anni, di Nicotera, cognato del boss della 'ndrangheta di Limbadi Luigi Mancuso; Saverio Spasari, 28 anni, di Nicotera, figlio di Vincenzo; Antonio Cusimano, 57 anni, di Catanzaro e Valerio Grillo, 65 anni, avvocato di Vibo Valentia, componenti del Comitato di gestione del Credito sociale.

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  • Occhiello Chiesto il rinvio a giudizio dell'ex assessore al Lavoro (e attuale consigliere regionale) e di altre 16 persone. Lo scandalo per la gestione dei fondi per il "Credito sociale" di Calabria Etica

COSENZA Si chiama Luca Moroni, ha diciassette anni, arriva dalla Lombardia ed è il nuovo campione italiano assoluto di scacchi. Il giovanissimo giocatore ha conquistato il titolo nazionale a Cosenza dove si sono svolti, dal 29 novembre al 10 dicembre, per la prima volta in Calabria, i campionati italiani assoluti di scacchi, organizzati dalla Federazione scacchistica italiana, in collaborazione con Arca, l’associazione calabrese che da anni promuove, tra le altre cose, il festival internazionale di scacchi “Riviera dei Cedri”. Luca Moroni, ha iniziato a giocare a sei anni, accumulando, nonostante la sua giovane età diversi titoli. A tredici anni è diventato maestro nazionale a sedici, maestro internazionale e qualche mese fa ha raggiunto il massimo livello nel gioco degli scacchi: Grande maestro. Ma, oltre ai campionati italiani assoluti, la novità di quest’anno, è stata avere nella stessa sede, per la prima volta, anche la finale del campionato italiano femminile e la finale del campionato italiano Under 20. Che ha visto Olga Zimina nuova campionessa femminile e Lorenzo Lodici campione Under 20.
In occasione dell'evento sono stati organizzati da Arca, in accordo con la Federazione scacchistica italiana, una serie di eventi collaterali, tesi ad avvicinare i giovanissimi al gioco degli scacchi e a diffonderne la bellezza. Al Palazzo della Provincia di Cosenza, grazie alla disponibilità accordata dal presidente Francesco Antonio Iacucci, si è tenuta, dal 29 novembre all’11 dicembre, in prima assoluta, la mostra dal titolo: “Il gioco degli scacchi: citazioni d’artista”, che ha proposto un viaggio di scoperta delle citazioni scacchistiche nell’arte e nella letteratura, ma anche del come, a cavallo tra il ‘500 e il ‘600, la cultura degli scacchi sia stata centrale in Calabria, con personaggi quali Leonardo di Bona da Cutro (Kr) e Gioacchino Greco da Celico (Cs). Fino al 6 dicembre, sono stati organizzati una serie di laboratori di avvicinamento al gioco degli scacchi, che hanno coinvolto centinaia di studenti delle scuole primarie di Cosenza, Castrolibero e Celico. Infine, coordinati dal Comitato Calabria Scacchi si è realizzato il corso per istruttori di base e istruttore scolastico divulgativo.
Alla cerimonia di premiazione, iniziata con l’inno nazionale italiano, erano presenti tra gli altri, il presidente della federazione, Gianpietro Pagnoncelli; il presidente di Arca Calabria, Angelo Napolitano; il presidente regionale della Federazione Scacchistica, Rodolfo Attinà; i consiglieri federali, Sergio Pagano, Angelo Martorelli, Fabrizio Frigieri e il consigliere provinciale Vincenzo Tamburi.

 

 

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  • Occhiello È il 17enne lombardo Luca Moroni che ha vinto il titolo durante la competizione che si è svolta dal 29 novembre al 10 dicembre

Sono "Catherine" di Britt Raes (Belgio), per la sezione Animazione, e "Watu Wote" di Katja Benrath (Germania/Kenia), ex aequo con "Belle Ville" di Jung Won-hee (Repubblica di Korea/Francia), i vincitori dell'XI Pentedattilo Film Festival: ieri sera la premiazione e la proiezione dei cortometraggi vincitori ha concluso le giornate al Borgo della manifestazione diretta da Americo Melchionda ed Emanuele Milasi, in attesa dell'appuntamento di stasera, al Cineteatro Metropolitano di Reggio Calabria, con la proiezione di "Gatta Cenerentola", alla presenza di uno degli autori (nonchè giurato del Festival), Marino Guarnieri.
Ancora un'intensa giornata, dunque, quella di ieri del Pentedattilo Film Festival: giornata che si è aperta con l'interessante masterclass tenuta dal regista Basil Khalil e dallo sceneggiatore Daniel Chan, autori del corto "Ave Maria", candidato all'Oscar come miglior cortometraggio nel 2016. E proprio del percorso per arrivare ad un risultato come questo, ovvero della "strada verso l'Oscar" ("The road to Oscar") hanno parlato i due autori durante il workshop: i partecipanti e gli spettatori hanno poi potuto ammirare direttamente questo corto, nel pomeriggio, durante lo special screening dedicato proprio alle proiezioni delle opere dei giurati. Un momento seguito da un pubblico numerosissimo ed attento, che ha avuto modo di apprezzare - alla presenza degli emozionati ed entusiasti autori - anche "Hugo Bumfeldt", di Èva Katinka Borgnàr, "La consegna", di Suranga D. Katungampala e "Space off", di Tino Franco.
Quindi, dopo il coinvolgente concerto dei Light Chili, l'atteso momento della premiazione: Maria Milasi, direzione di produzione del Festival, in apertura della serata, ha sottolineato il successo di questa edizione, che inaugura la seconda decade della manifestazione, nonchè la magia del luogo incantato di Pentedattilo, che ospita "coloro che da dieci anni credono in un evento che continua a viaggiare valicando le frontiere". Un evento che ha cinque caratteristiche, come le "cinque dita di pietra che ogni anno ci accolgono, ci sovrastano, ci accompagnano", ovvero, "qualità, energia giovanile, ecosostenibilità, condivisione, recupero".
Proprio "giovani" è stata la parola che ha caratterizzato il primo riconoscimento assegnato: infatti, quest'anno, i giovani redattori della rivista universitaria di Pavia, Birdmen, hanno seguito il Festival, recensendo tutti i film, ed hanno assegnato il premio della critica per le due sezioni. Per "Territorio in movimento", a vincere è stato "Limbo", di Konstantina Kotzamani (Grecia), «per l'alto valore della ricerca audiovisiva, l'originalità del linguaggio adottato, al servizio di un'esperienza di forte impatto sensoriale, attraverso un viaggio tra unico simbolismo e istintività primitiva». Per la sezione "Animazione", il riconoscimento è andato a "Confino", di Nico Bonomolo (Italia), «per aver unito, in immagini e sensazioni, una parte di storia del Novecento e i valori dell'arte e della cultura, per aver espresso la forza dello spettacolo al di là dei confini del tempo e dello spazio, restituendo giustizia a tutti gli artisti che, nelle varie epoche, hanno tenuto alta la fiamma della libertà, senza indietreggiare davanti al nero vuoto dell'ignoranza».
Quindi, i premi principali: per la sezione Animazione, la giuria composta da Marino Guarnieri, Èva Katinka Borgnàr e Tino Franco, ha assegnato una menzione speciale, a "Panic attack!" di Eileen O’Meara (Usa), con la seguente motivazione: «Un viaggio veloce, crudo e divertente attraverso tutti gli stati d’ansia di una mente inquieta», ed anche a "And the moon stands still" di Yulia Ruditskaya - presente alla manifestazione - (Bielorussia/Germania/Usa), in cui «la tecnica elegante del ritaglio serve coerentemente una favola potente che racconta la lotta eterna tra luce e oscurità». Il primo premio è andato a "Catherine" di Britt Raes - che ha ringraziato attraverso un videomessaggio - (Belgio), «una storia di formazione colorata raccontata in un modo sensibile. Una ragazza impara ad essere coraggiosa e ad amare nonostante la possibilità della perdita».
Anche per la sezione "Territorio in movimento", due menzioni speciali assegnate dalla giuria composta da Basil Khalil, Daniel Chan e Suranga D. Katungampala: a "Fantasia" di Teemu Nikki (Finlandia), con la seguente motivazione: «Una storia bellissima, dolce e semplice, che parla di un giovane ragazzo che trova il coraggio di fare un piccolo cambiamento positivo nella sua vita e anche in quella dei genitori. Un piccolo sogno diventato realtà in cui è facile per ognuno di noi immedesimarsi»; e a "Touch" di Noel Harris (Canada) - regista presente alla manifestazione -, «una storia ben scritta che ci porta lungo un percorso di cui tutti noi pensiamo di prevedere il finale, che poi ci sorprende con un tocco delizioso».
Il primo premio ha invece visto un ex aequo: il riconoscimento è stato assegnato a "Watu Wote" di Katja Benrath - che ha ringraziato con un videomessaggio - (Germania/Kenia), con la seguente motivazione: «Una storia potente che ci ricorda che quando i mali prendono il sopravvento, il semplice concetto umano di proteggere i deboli può fare un'enorme differenza nel mondo. Inoltre, ci aiuta ad apprezzare il messaggio di “territorio in movimento”, essendo ambientato in un posto del mondo dove è più importante che mai riconoscere che nonostante le nostre differenze siamo tutti degli esseri umani e condividiamo non solo la stessa terra ma anche le stesse speranze di vivere in pace e felicità»; e a "Belle Ville" di Jung Won-hee (Repubblica di Korea/Francia), «per l’autenticità e maturità di raccontare una storia di grande sensibilità. Per l’essenzialità narrativa capace di fondere il contenuto e la forma in modo equilibrato».
Nel concludere la serata, Emanuele Milasi ha rimarcato il successo dell'iniziativa, che ha coinvolto autori provenienti da ogni parte del mondo, mentre Americo Melchionda ha parlato del futuro della manifestazione, che ha avuto il riconoscimento da parte della Regione Calabria quale "Grande Festival di Rilevanza Internazionale": il prossimo anno il Festival si svolgerà ad agosto, come dichiarato da Melchionda, che ha anche annunciato la prevista partecipazione di grandi nomi, come quello di John Strasberg, che sarà protagonista di un workshop.
Lunedì sera la conclusione del festival, con la proiezione di "Gatta Cenerentola", al Cineteatro Metropolitano (doppia proiezione, ore 20 e ore 22), alla presenza di uno degli autori, Marino Guarnieri. 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Sono "Catherine" di Britt Raes per la sezione Animazione, e "Watu Wote" di Katja Benrath ex aequo con "Belle Ville" di Jung Won-hee. Serata conclusiva con la proiezione di "Gatta Cenerentola" al Cineteatro Metropolitano di Reggio
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