Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 04 Dicembre 2017

CATANZARO Un ergastolo, due assoluzioni e pene da 13 a un anno di reclusione. Queste le richieste che il sostituto procuratore Fabiana Rapino ha invocato per 30 imputati del processo, con rito abbreviato, nato dall’operazione “Six Towns”, condotta a ottobre del 2016 da carabinieri e polizia coordinati dalla Dda di Catanzaro. La cosca Marrazzo vantava addentellati su sei località distribuite tra la provincia di Crotone (Belvedere Spinello, Rocca di Neto, Caccuri, Cerenzia e Castelsilano) e Cosenza (San Giovanni in Fiore), contando anche su propaggini operative in Lombardia (una 'ndrina distaccata radicata nella città di Rho, alla periferia nord di Milano). Proprio il numero delle cittadine calabresi epicentro dell'organizzazione ha ispirato il nome dell'operazione ("Six towns"), che ha preso spunto dalle indagini coordinate dai pm Vincenzo Luberto, e Domenico Guarascio, con la supervisione del procuratore capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri.

DROGA, OMICIDI E FONTI DI ENERGIA RINNOVABILE Tra gli imputati vi sono i presunti capi e gregari, affiliati a una organizzazione di 'ndrangheta facente capo alla famiglia Marrazzo, attiva nella provincia di Crotone e con ramificazioni nella provincia di Cosenza e in Lombardia. 
L’ergastolo richiesto dall’accusa è stato invocato per Agostino Marrazzo, considerato a capo del locale di Belvedere Spinello, e accusato di essere il mandante dell’omicidio di Franco Iona.
Altre figure apicali sono quelle di Giovanni Marrazzo e Sabatino Marrazzo, per i quali sono stati richiesti 11 anni di reclusione. Agostino, secondo l’accusa si avvaleva della compartecipazione del cugino Giovanni per relazionarsi con gli esponenti di spicco delle altre cosche e nel gestire i problemi territoriali. Sabatino Marrazzo, fratello di Agostino, avrebbe invece avuto il ruolo di contabile della cosca fino al 2010. È accusato di avere partecipato attivamente alle strategie finanziarie del sodalizio grazie alle proprie entrature e conoscenze personali, e di essersi attivato con altri esponenti delle cosche crotonesi per realizzare società destinate al controllo delle fonti di energie rinnovabili nella provincia.
Sedici anni e 8 mesi di reclusione sono stati chiesti per Francesco Oliverio, collaboratore di giustizia, accusato dell’omicidio di Tommaso Misiano, Gaetano Benincasa, Silletta Antonio, Paolo Conte, Giuseppe Loria, del tentato omicidio di Vittorio Salvatore Ferraro, di traffico e spaccio di stupefacenti perché organizzava i propri corrieri nel territorio da lui controllato. Tredici anni e 4 mesi sono stati chiesti per Pasquale Torromino accusato di traffico di cocaina, quale corriere di Oliverio, nelle piazze a lui assegnate, in particolare quella di Genova.

LE RICHIESTE DI CONDANNA Nello specifico il pm ha richiesto per Domenico Bitonti, 8 anni e un mese di reclusione; Luigi Bitonti, un anno e 8 mesi di reclusione e 600 euro di multa e 500 euro di multa; Saverio Bitonti, 11 anni, 6 mesi e 4.500 euro di multa; Antonio Blaconà, 9 anni e 4 mesi e 6.000 euro di multa; Ignazio Bozzaotra, un anno, 8 mesi e 500 euro di multa; Luigi Buono, 8 anni di reclusione; Valentino De Francesco, un anno e 8 mesi di reclusione e 3.600 euro di multa; Salvatore De Marco, 9 anni, 8 mesi e 5000 euro di multa; Giovanni di Certo, 1 anno, 6 mesi e 3500 euro di multa; Claudio Fortugno, 8 anni, 6 mesi e 800 euro di multa; Saverio Gallo, 9 anni 4 mesi e 3500 euro di multa; Antonio Guzzo, 9 anni, 8 mesi e 800 euro di multa; Davide Iannice, 2 anni, 6 mesi e 3500 euro di multa; Fabio Lopez, 8 anni e 2 mesi di reclusione; Giovanni Madia, 9 anni, 9 mesi e 800 euro di multa; Agostino Marrazzo, ergastolo; Giovanni Marrazzo, 11 anni di reclusione; Sabatino Domenico Marrazzo, 11 anni di reclusione; Giovannino Mosca, assoluzione; Francesco Oliverio, 16 anni e 8 mesi di reclusione; Vincenzo Oliverio, 8 anni e 8 mesi di reclusione; Antonio Parise, 8 anni di reclusione; Rosario Parise, 8 anni e 1 mese di reclusione; Mario Rizza, 7 anni e 6 mesi di reclusione; Francesco Rocca, 11 anni e 6 mesi di reclusione; Antonio Serra, assoluzione; Giovanni Spadafora, 11 anni e 8 mesi di reclusione; Vittorio Spadafora, 4 anni e 1000 euro di multa; Ilario Spina Iaconis, 8 anni, 10 mesi e 3000 euro di multa; Pasquale Torromino, 13 anni, 4 mesi e 13mila euro di multa.

Alessia Truzzolillo
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  • Occhiello Requisitoria del sostituto procuratore di Catanzaro Rapino nel processo contro il clan crotonese con propaggini anche in Lombardia. Il pm ha invocato pene da 13 a un anno di reclusione e due assoluzioni
Lunedì, 04 Dicembre 2017 22:00

«Anche al Sud sono ripartite le assunzioni»

COSENZA  Tira in ballo il Sud e non poteva essere altrimenti, il vice ministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova affronta la questione Meridionale in modo non convenzionale e a tratti anche in modo duro parlando della «mozione affettiva» nei confronti delle giovani generazioni da parte dei propri genitori non come soluzione al problema ma come limite. «Chi vuole andare vada, però dobbiamo anche impegnarci nel creare le condizioni per chi decide di restare o ha intenzione di tornare». La rappresentante del governo Gentiloni arriva alla “Sala Nova” della Provincia di Cosenza al termine di una giornata in Calabria dove ha incontrato sindacati, imprenditori e in fine i simpatizzanti del partito. Poi in chiusura una nota di politica nazionale : «Abbiamo fatto cose importanti per l'Italia e per l'Europa, sentire Stefano Speranza che annuncia una guerra elettorale contro di noi mi ferisce. Noi siamo aperti al dialogo perché non abbiamo intenzione di lasciare il paese alla destra e al Movimento 5 stelle».

SOS LAVORO Il tema dell'occupazione è come sempre l'argomento forte di chi passa in Calabria. E il vice ministro, anche visto il suo passato nel ministero del Lavoro, non può evitare l'argomento: «Ad oggi non abbiamo recuperato il ritardo generale che abbiamo sull'occupazione però i dati ci dicono che nel Mezzogiorno si ricominciano a fare delle assunzioni e si ricomincia ad assumere soprattutto chi ha una laurea». Alla luce di questi dati il vice ministro spiega come sia stato redatto il bando "Resto al Sud" che permetterà ai giovani calabresi di iniziare la propria carriera imprenditoriale attraverso una quota di finanziamento a fondo perduto e una parte da restituire a tasso zero alla Banca del Mezzogiorno. «La nostra volontà di intervenire nel mezzogiorno - aggiunge il viceministro - si vede tutta con le nostre politiche sul credito di imposta. Con la nuova manovra finanziaria saranno investiti dei soldi da destinare allo sviluppo delle competenze digitali». Digitale ma anche agricoltura: «La legge sul caporalato e altri interventi legislativi dovranno rendere l'ambiente agricolo un settore dove i giovani potranno costruire il loro futuro».

UN ANNO DOPO Solo un anno fa il Partito democratico viveva la sua crisi esistenziale post referendum. Matteo Renzi lasciava la guida del governo dopo aver caricato il voto di una matrice politica che certamente non era necessaria. La deblacle post referendaria pare essere ormai alle spalle, se non per tutti, certamente per l'onorevole Stefania Covello che nell'incontro con il vice ministro allo Sviluppo economico mette in bella mostra quello che i democratici a governo sono stati capaci di fare. Poi bacchetta il primo cittadino cosentino: «Vorrei ricordare a Mario Occhiuto e a Jole Santelli che Forza Italia per il Sud non ha fatto niente e gli rinfresco la memoria citando le quote latte e la vicenda Alitalia». La deputata cosentina renziana doc esalta il segretario fiorentino ricordando i Patti per il Sud e chiedendo ai suoi in platea di comunicare come il ministro Madia abbia stabilizzato i precari della pubblica amministrazione.  

Michele Presta
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  • Occhiello Il sottosegretario allo Sviluppo economico Bellanova ha affrontato la questione meridionale nella sua visita a Cosenza. Poi una stoccata: «Vorrei ricordare ad Occhiuto e Santelli che Forza Italia non ha fatto nulla per il Mezzogiorno»
Lunedì, 04 Dicembre 2017 21:16

SERIE A | L’Udinese sbanca Crotone

CROTONE Va all'Udinese, e con merito, lo scontro diretto giocato allo Scida. Un Crotone di nuovo brutto e macchinoso fallisce l'occasione di incamerare punti pesanti tra le mura amiche e subisce invece una Udinese cinica e lucidissima, con in panchina Oddo alla sua prima trasferta. Nicola ritocca il suo undici titolare inserendo Simic al centro della difesa al posto di Ajeti; in attacco, con Budimir squalificato, sceglie Tonev e Trotta. Dall'altra parte Oddo rimette Bizzarri tra i pali e cambia coppia d'attacco, optando per Lasagna e Maxi Lopez al posto di De Paul e Perica. 
Piuttosto brutto il primo tempo, contratto e dominato dalla paura di perdere. Il Crotone fa possesso di palla sterile, senza riuscire mai a trovare gli spazi giusti e l'Udinese si affida alle ripartenze, ma col trascorrere dei minuti riesce a guadagnare campo. Al 34' la prima azione dell'incontro, quando Nalini si accentra e tira, e Bizzarri mette in angolo. Poi, al 41' l'Udinese la sblocca, alla prima vera azione combinata. Maxi Lopez di tacco libera al tiro Lasagna: Cordaz respinge ma sulla ribattuta c'è Jankto che insacca a porta vuota. 
Nella ripresa il Crotone non solo non reagisce, ma subisce il raddoppio, mostrando ancora una volta di soffrire moltissimo i primi minuti della ripresa. È ancora Maxi Lopez ad ispirare la rete, quando dopo una grande azione personale sulla destra pesca Jankto liberissimo sulla sinistra. Il destro del ceco sul secondo palo della porta difesa da Cordaz vale lo 0-2. Nicola inserisce anche Stoian per Rohden, e Oddo risponde con Perica per Maxi Lopez. Un cambio che porta frutti, perché una manciata di minuti dopo è proprio Perica a pescare Barak sul lato destro dell'area, palla in mezzo per Lasagna che fa tris da pochi passi. 
L'Udinese si conferma lucidissima in fase di realizzazione, mettendo a segno tre reti ben costruite grazie alla qualità dei suoi. Il Crotone è schiantato, prova a reagire ma con poca convinzione ed esponendosi alle ripartenze degli avversari. Quella che, invece, non manca all'undici di Oddo che dopo il terzo gol amministra, non disdegnando però di imbastire qualche contropiede veloce, senza però mai scoprirsi troppo. 
Finisce così, con una vittoria bella, rotonda e molto importante per una buonissima Udinese; il Crotone parte bene, ma si sgretola alla distanza. A Nicola il compito di restituire convinzione a gioco alla sua squadra.  


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  • Occhiello I pitagorici perdono per 3-0 in casa contro la squadra allenata da Oddo

COSENZA Prima di tutto la semplificazione burocratica. Questo chiedono gli imprenditori che hanno preso posto alla prima seduta del Parlamento delle imprese inaugurato dal vice ministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova, alla Camera di commercio di Cosenza. «Questo ente è una eccellenza del Meridione», esordisce così la rappresentante del governo; il lavoro del presidente Klaus Algieri sembra essere gradito anche alle latitudini romane. Lo nota subito il massimo rappresentante della Camera che ringrazia pubblicamente il viceministro e rivolgendosi alla platea spiega come il Parlamento delle imprese sia il passo naturale dopo l'esperienza di Open Camera. «Siamo stati premiati dall'Ocse per tutto quello che stiamo facendo come Camera – dice –, siamo aperti non solo per le proposte ma anche per mettere in campo tutti i nostri servizi». 
Alla chiamata del presidente Algieri hanno risposto 50 imprenditori iscritti alla Camera di Commercio, i primi dieci hanno esposto problemi e perplessità al viceministro nella prima seduta pubblica. Nei prossimi incontri sarà ascoltato anche il presidente della Regione così come gli altri rappresentanti amministrativi che saranno invitati per ridurre al massimo quelli che sono i disservizi che le imprese del territorio sono costrette a sopportare. «Le Camere di Commercio come la vostra - dice Bellanova - devono rimanere in campo perché danno delle risposte alle imprese. Quello che mi state dicendo deve necessariamente inserirsi in un programma di governo che vada verso l'innovazione soprattutto nei servizi, nelle infrastrutture e in quello che mi state dicendo sul tema della burocrazia». E sul problema del caporalato in agricoltura specifica: «Dobbiamo trasformarla in un settore che attragga i giovani, non che li allontani».

mi. pr.

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  • Occhiello Il viceministro “inaugura” il Parlamento delle imprese. Che chiedono meno burocrazia. Algieri: «Pronti a mettere in campo tutti i nostri servizi»

CARIATI «Le dichiarazioni della minoranza consiliare Pd “La Scelta” avranno di certo fatto sorridere chiunque conosca come funzionano le istituzioni e la politica – ha detto la sindaca di Cariati Filomena Greco –. Ma una spiegazione a considerazioni così fuori luogo, grottesche e inopportune è facile trovarla: non sanno che le istituzioni tra loro non solo possono, ma devono collaborare per risolvere i problemi. E non lo sanno perché quando è toccato a loro amministrare hanno preferito curare i propri interessi, invece che quelli della comunità. Per cui, l’unico momento in cui entravano in contatto con altri enti o istituzioni era quando cercavano finanziamenti i cui risvolti positivi sulla comunità non si sono però visti. Tant’è che abbiamo trovato un paese disastrato, a livello economico ma soprattutto sociale. E che ora con fatica stiamo provando a risanare. Principalmente cercando un dialogo costruttivo con istituzioni, enti, associazioni e tutti i soggetti che operano sul territorio. Perché è dalla creazione di opportunità per i cittadini, dal confronto e della condivisione delle idee e dei progetti che la società rinasce. Consapevole e più forte».
L’avvenimento a cui la prima cittadina fa riferimento è la diffusione da parte dei consiglieri Pd La Scelta di un testo in cui gli stessi si scagliano contro la sindaca perché ha chiesto un incontro con i dirigenti scolastici e i docenti delle scuole di Cariati. Incontro che si terrà mercoledì 6 dicembre al Centro Sociale e nel quale si discuterà “delle problematiche che più interessano i nostri giovani”. Poi il 7 ci sarà un altro incontro, questa volta con i presidenti delle associazioni del territorio.
«Mi si accusa – ha continuato Filomena Greco – di voler organizzare questi incontri per cercare di ottenere maggiori consensi. Consensi che, peraltro, a me non servono, perché ho già una maggioranza che ha ottenuto circa 3 mila voti un anno e mezzo fa, il cui mandato ho intenzione di onorare fino in fondo, e non permetto a nessuno di rubarne la dignità. Ma la cosa davvero grave è che pur di ottenere visibilità se ne infischiano dei problemi reali dei nostri cittadini. A loro non interessa davvero di cosa discuteremo quel giorno, o dei benefici che i ragazzi e le famiglie potranno trarre dalle attività che cercheremo di realizzare. No, a loro interessa chiacchierare, buttare fumo negli occhi. E mai unirsi all’azione istituzionale per fare insieme del bene a questa città. Piuttosto inventano, scadendo nel ridicolo agli occhi dei più, immaginari intenti illegittimi da parte mia. Insomma, non sanno davvero più a cosa appigliarsi. Ed è triste».
«Ma voglio andare ancora più a fondo, perché nessuno abbia dubbi – spiega Greco -. Ho chiesto alle dirigenti di invitare caldamente i docenti a partecipare all’incontro perché quando si tratta di poter consentire ai ragazzi di riflettere su problematiche importanti e attuali, come è stato in occasione del convegno sul femminicidio e sulla violenza, la presenza degli educatori è fondamentale. Perché sono loro poi, insieme con i genitori, a rappresentare un punto di riferimento per i ragazzi. Con loro poi discutono e si confrontano, è a loro che devono sentire di poter affidare dubbi e domande. Quel giorno servirà proprio a confrontarsi sulle idee e su come uniti possiamo procedere per dare ai nostri figli un futuro diverso e migliore. E chi più di coloro che vivono a strettissimo contatto con i bambini e i ragazzi, che insieme alla famiglia li vedono crescere, e trascorrono con loro molte ore della giornata, può dare suggerimenti validi e precisi al Comune e alla scuola?».
«Infine – prosegue -, vorrei dire che la necessità di incontrare immediatamente altre istituzioni ed enti è nata il 25 novembre, quando durante il convegno dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne, sono arrivati indicazioni da parte degli illustri partecipanti al dibattito - due magistrati, un giudice, un commissario e una criminologa - affinché ci sia sul territorio una maggiore collaborazione tra istituzioni proprio a tutela e in aiuto e supporto di tutti, soprattutto dei più giovani e inesperti. Quel giorno i consiglieri, alcuni dei quali sono pure genitori, non hanno ritenuto opportuno partecipare a un’iniziativa così importante per l’educazione e la formazione delle nuove generazioni. Mentre chi ha partecipato ha pensato bene di non ascoltare».
«Nel nostro programma l’intento di coinvolgere, sensibilizzare, educare, promuovere è presente. Abbiamo fatto molto e vogliamo continuare in questa direzione. Due settimane fa abbiamo incontrato la dirigente Maria Brunetti e la delegata della dirigente Ornella Campana, Concetta Cosentino, per procedere in maniera più spedita sulla costituzione del consiglio comunale dei ragazzi. Un progetto che darà modo a chi partecipa di fare un percorso di crescita e di sperimentazione, a stretto contatto con l’istituzione comunale. Mi auguro – ha detto infine la sindaca Filomena Greco – che potremo realizzare molti progetti e attività per i ragazzi. Vorremmo dare loro maggiori strumenti per orientarsi nella vita, nella società, nei rapporti e nella scelta del loro futuro, scolastico e professionale. Ma non ci fermeremo qui. L’obiettivo finale è quello di risanare le lacerazioni che esistono attualmente nel tessuto sociale, frutto anche di politiche sbagliate e poco attente del passato. Desideriamo riportare i cittadini al centro, perché il compito di chi amministra è proprio questo: lavorare per il bene della cosa pubblica e della popolazione. E siamo sicuri che tutti i docenti, ognuno dei quali vuole bene agli studenti ed è per loro maestro di vita, oltre che di scuola, saranno presenti perché consapevoli che parte anche da iniziative come questa e dalla collaborazione tra istituzioni la costruzione del futuro dei nostri giovani».

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  • Occhiello La prima cittadina replica al Pd “La Scelta” che avrebbero criticato la sua decisione di incontrare i dirigenti e i docenti delle scuole. «Occasione per discutere con i ragazzi e le famiglie, non per cercare consensi»

CATANZARO Pubblicato il bando per l'attivazione di nuovi collegamenti aerei da/verso gli aeroporti della Calabria. Lo ha comunicato la Regione Calabria. «L’amministrazione regionale – spiega una nota – destina complessivamente circa 12 milioni di euro a valere sui fondi Pac per il miglioramento della connettività tra la Calabria e le altre regioni d’Europa e per il sostegno dello sviluppo del sistema turistico e ricettivo. La concessione dei contributi a titolo di sovvenzione diretta alle compagnie aeree è finalizzata, infatti, all’attivazione di nuovi servizi aerei di linea per passeggeri tra gli aeroporti situati nel territorio e altri aeroporti situati nello spazio aereo comune europeo (Eaec). Le istanze di partecipazione possono essere inoltrate entro e non oltre le ore 12 del 25 gennaio 2018».
«La pubblicazione dell’avviso che prevede un’importante dotazione finanziaria – ha dichiarato il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio – segna un passo significativo nella direzione del rilancio del trasporto aereo regionale. Ci siamo impegnati per sostenere il potenziamento del sistema aeroportuale calabrese, rafforzando tutti gli scali, perché riteniamo fondamentale per realizzare qualsiasi percorso di sviluppo interrompere la perifericità del territorio. Attraverso l’attivazione di nuovi collegamenti aerei, definiti a seguito di un intenso confronto con diversi attori regionali e con il gestore unico del sistema aeroportuale, sarà possibile non solo garantire il diritto alla mobilità dei cittadini calabresi ma dare anche alla regione concrete possibilità di esprimere tutto il proprio potenziale in termini sia turistici, che culturali e commerciali riappropriandosi del valore aggiunto costituito dalla centralità nel Mediterraneo e in Europa».
L’avviso della Regione che definisce le modalità di presentazione delle domande, i criteri di selezione e di monitoraggio, per l’accesso ai contributi per l’avvio di nuovi collegamenti aerei da e per gli aeroporti calabresi.
Per ciascun collegamento il contributo sarà concesso ai vettori aerei per tre anni purché questi, oltre a rispettare determinati requisiti soggettivi e di capacità tecnica, si impegnino a garantire l’esercizio, senza contribuzione pubblica, per i tre anni successivi all’erogazione dell’incentivo.
La misura ha ottenuto dalla Commissione Europea la dichiarazione di compatibilità con la disciplina dell’Unione europea sugli aiuti di stato.

«Con questa importante iniziativa – ha dichiarato l’assessore Francesco Russo – prende corpo una delle sezioni maggiormente qualificanti del Piano regionale dei trasporti, quella dedicata all’accessibilità esterna alla Regione e alla mobilità aerea. Come ho avuto modo di dire in più occasioni, il Piano di cui si è dotata la Regione nello scorso mese di dicembre è fatto di cose concrete e realizzabili e la pubblicazione dell’avviso di questi giorni ne è la dimostrazione evidente. Mi sembra anche particolarmente significativo che il quadro dei collegamenti sia stato composto sollecitando sia il mercato di riferimento con una manifestazione di interesse pubblicata lo scorso anno, ma anche con il proficuo supporto del gestore unico degli aeroporti calabresi che mantiene evidentemente il polso delle esigenze di chi concretamente opera nel settore. Nella situazione di obiettiva criticità in cui si trova il sistema aeroportuale calabrese, la giunta presieduta da Mario Oliverio si è orientata nel sostenere gli investimenti nel campo dei servizi aerei in un quadro puntualmente rispettoso delle regole comunitarie sulla concorrenza, come certificato dalla Commissione Europea che ha approvato l’iniziativa».
È possibile consultare la versione integrale dell’avviso al seguente link http://portale.regione.calabria.it/website/portaltemplates/view/view_bando.cfm?1713

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  • Occhiello Pubblicato l'avviso per l'attivazione di altri collegamenti con il resto d'Europa. Le compagnie vincitrici dovranno operare per almeno tre anni. Oliverio: «Il rilancio del sistema passa da qui». Russo: «Il Piano trasporti dà i suoi frutti»

REGGIO CALABRIA «Da procuratore capo della Dna sarò sempre qui, tanto che non vi renderete conto che io sia andato altrove». Se ne va con una promessa da mantenere, forte di quella fatta quando è arrivato a Reggio Calabria e negli anni mantenuta, Federico Cafiero de Raho. Di fronte a una sala piena, che unanime gli riconosce di aver onorato quel patto di “rendere tutti uguali davanti alla legge”, stretto con la città nella medesima sala quattro anni fa, il nuovo procuratore capo della Dna assicura: «Vi voglio bene, non vi dimenticherò mai e vi sarò vicino sempre». E ci credono e ci sperano non solo i colleghi magistrati presenti in sala, gli uomini delle forze dell’ordine e delle istituzioni, ma anche i tanti cittadini che oggi hanno voluto essere presenti. «Speravo di fare qui quello che abbiamo fatto in Campania, dove prima c’era paura anche solo a nominare il clan dei Casalesi. Forse da ingenuo, speravo di poter annientare la ‘ndrangheta, ma in così poco tempo è impossibile annientare l'organizzazione più potente forse del mondo, di certo d’Europa» dice Cafiero forse con una punta di rammarico, ma certo del tanto lavoro fatto. Non si tratta solo delle inchieste che «per qualità e quantità non hanno pari in Italia», ricorda il procuratore aggiunto Gaetano Paci, che da facente funzioni oggi ha fatto gli onori di casa, ma della costruzione di un metodo e di una squadra. «Tutti i risultati che abbiamo raggiunto – dice il nuovo procuratore capo della Dna – si devono al lavoro di una squadra di magistrati che hanno dato tutto, che hanno lavorato insieme e nella stessa direzione, con la consapevolezza che dietro ogni fascicolo c’è sofferenza, ci sono tantissime persone angariate dalla 'ndrangheta».
E proprio aver unito non solo la procura, ma anche le forze dell’ordine, le istituzioni politiche e no, associazioni, studenti e «la Reggio per bene che c’è» è forse il risultato più grande del mandato di Cafiero de Raho a Reggio Calabria. «L’indebolimento della ‘ndrangheta è sotto gli occhi di tutti – dice il procuratore – ma la novità è che oggi qui lo Stato non è più solo un burocrate, ma istituzioni che sono capaci di sentire la sofferenza della gente e intervenire». Un’evoluzione che è un passo importante contro la ‘ndrangheta – afferma de Raho – perché «se le istituzioni riescono a isolare la ‘ndrangheta, la ‘ndrangheta è distrutta». Una dichiarazione che è quasi un appello alla città, ai colleghi, alle forze dell’ordine a non mollare, a continuare il lavoro fatto, che spiega perché per i tanti che oggi sono intervenuti, nonostante stia andando via Cafiero de Raho rimane «un allenatore», «un motivatore», ma soprattutto «un esempio di uomo delle istituzioni». Non è – dice il procuratore aggiunto Paci – «solo un modello di magistrato, ma un civil servant che ci ha insegnato che le istituzioni vanno servite anche nel rapporto con la società. Non è vero che da parte del procuratore ci sia stata una distanza dalla società civile, o peggio ancora una chiusura. C’è sempre stata solo ed esclusivamente la volontà di difendere l’integrità delle istituzioni. Oggi nessuno può avere il retropensiero o anche solo l’idea che l’istituzione non sia trasparente e non sia al servizio della società e soprattutto dei più bisognosi, dei più tartassati dalla violenza della ‘ndrangheta. Federico Cafiero de Raho ci ha saputo trasmettere l’immagine di un’istituzione integra, al di fuori dei giochi di potere, autorevole». E di questo, dice Paci che nei prossimi mesi dovrà portare sulle spalle la pesante eredità del procuratore uscente, «il Csm dovrà tenerne conto nel designare il successore, così come dovrà tener conto della ricchezza e della delicatezza del lavoro che è stato fatto e che continueremo a fare con la stessa passione e la stessa efficienza che ha mostrato qui Cafiero de Raho».

Alessia Candito
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  • Occhiello L'ex procuratore di Reggio saluta e promette: «Non vi renderete conto che io sia andato altrove». L’indebolimento della ‘ndrangheta «è sotto gli occhi di tutti». Paci: «Un esempio di uomo delle istituzioni» - VIDEO

CROTONE I Vigili del fuoco di Crotone sono intervenuti oggi lungo la strada statale 106 per il ribaltamento di un'autocisterna trasportante 13.000 litri di gpl. Sul posto è intervenuto il nucleo regionale Lpg-Travasi dal capoluogo che sta provvedendo alla bonifica della cisterna bruciando gli ultimi 2.000 litri di gpl contenuti. La strada è chiusa al transito dalle 12,30. Le operazioni si protrarranno fino al completamento delle operazioni di messa in sicurezza dell'autocisterna.

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  • Occhiello I vigili del fuoco hanno avviato la bonifica bruciando 2mila litri di carburante. La statale è chiusa al traffico
Lunedì, 04 Dicembre 2017 17:05

Il Tg web

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