Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 07 Dicembre 2017

LAMEZIA TERME Erano monitorati i movimenti di L. M., classe 1968, consigliere comunale di Lamezia fino a poche settimana fa, prima che un decreto del Consiglio dei ministri sciogliesse il governo cittadino. Nel fermo con il quale giovedì l’uomo è stato condotto in carcere con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una minore, il procuratore capo di Lamezia Terme Salvatore Curcio e il sostituto procuratore Luigi Maffia sottolineano il pericolo di fuga da parte dell’indagato. 

VALUTAZIONI PSICOLOGICHE Gli episodi di violenza sessuale sarebbero emersi nel corso di indagini che le fiamme gialle di Catanzaro stavano eseguendo e che hanno portato i militari a imbattersi nel reato che ha portato al fermo. Messi davanti a questo caso gli uomini della Guardia di finanza sono intervenuti. Secondo l’accusa il 49enne è un parente stretto della ragazzina e dall’agosto 2015 fino all’estate del 2017 avrebbe, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, perpetrate anche in tempi diversi, abusando delle condizioni di inferiorità psichica della minore, costretto la giovane a subire «atti sessuali di diversa natura». In un primo momento, a quanto pare, la ragazzina, sentita dagli investigatori, avrebbe negato quanto subìto. Ma, messa davanti alle prove raccolte dagli inquirenti, avrebbe cominciato a parlare. Insieme alla minore sono stati ascoltati anche altri parenti. «L’insieme dei predetti elementi – scrivono i magistrati – tracciano un quadro di assoluta gravità dei fatti in contestazione, fatti che sembrano davvero idonei a descrivere un mondo quasi irreale, sebbene drammaticamente autentico, con la personalità di un indagato che certamente meriterà anche valutazioni sul piano dell’analisi psicologica».

PERICOLO DI FUGA Nel caso di L. M., classe 1968, il pericolo di fuga sarebbe desumibile dalla gravità delle sanzioni alle quali l’indagato andava incontro in ragione dei reati contestati «nonché dalla personalità dello stesso emersa in sede di primae attività di indagine, nonché, in particolare, nel periodo successivo alla data di conoscenza dei provvedimenti con i quali questo ufficio di Procura ha disposto l’escussione della persona offesa, nonché delle persone informate sui fatti». In pratica, sapendo di essere indagato per un grave reato, e vista la particolare personalità dell’uomo, per come ravvisata dagli investigatori, questo avrebbe portato a un serie di comportamenti che avrebbero i connotati di un piano di fuga.
«Infatti successivamente a dette notifiche – scrivono i magistrati – l’indagato ha immediatamente attivato una pluralità di condotte innanzitutto finalizzate a comprendere l’oggetto dell’attività di indagine in corso, per poi passare al tentativo di impedire qualsiasi spinta collaborativa quanto della persona offesa, quanto dei prossimi congiunti». L’uomo avrebbe anche cercato di attivare tutta una serie di suoi contatti spostandosi sul territorio compreso tra Lamezia Terme e Catanzaro, arrivando anche «in prossimità dell’aeroporto». Gli investigatori sono praticamente certi del pericolo di fuga da parte del 49enne. Le gravissime sanzioni «concretamente irrogabili» all’indagato in virtù delle azioni poste in essere, unitamente all impossibilità di accedere al beneficio di sospensione della pena, ben fondano, secondo i pm, il concreto e attuale pericolo che l’indagato tenti, in tutti i modi, di sottrarsi alla giustizia.
Sarà ora compito del gip stabilire se convalidare il fermo e quale eventuale misura cautelare comminare all’ex consigliere comunale.

Alessia Truzzolillo
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  • Occhiello C’è il pericolo di fuga alla base del fermo del 49enne che avrebbe usato violenza a una ragazzina. Appreso dell’inchiesta l’uomo, che era monitorato dai finanzieri, avrebbe attivato contatti tra la propria città e Catanzaro recandosi «in prossimità dell’aeroporto»
Giovedì, 07 Dicembre 2017 21:24

Walter Zenga è il nuovo allenatore del Crotone

CROTONE Walter Zenga è il nuovo allenatore del Crotone. La società del presidente Gianni Vrenna in serata ha raggiunto l'accordo con l'ex portiere dell'Inter e della nazionale, che sostituirà Davide Nicola sulla panchina della società calabrese. Zenga è atteso già domani pomeriggio in Calabria, per firmare il contratto che dovrebbe legarlo al Crotone fino a giugno. L'ex portiere è reduce dalle esperienze sulle panchine di Sampdoria e Wolwerhampton. Il suo vice dovrebbe essere Benny Carbone.

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  • Occhiello Accordo raggiunto in serata. L’ex portiere dell'Inter e della Nazionale domani sarà in Calabria per firmare il contratto
Giovedì, 07 Dicembre 2017 21:15

Lutto in casa Pollichieni

LOCRI Si è spenta oggi a Locri, dopo una lunga malattia, Mariuccia Barbaro, madre del direttore del Corriere della Calabria Paolo Pollichieni. La signora Barbaro aveva 86 anni e la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, oltre che nei suoi tre figli, anche in quanti hanno avuto il privilegio di conoscerla. I funerali si terranno sabato alle 15,30 nella Cattedrale di Locri.
Tutta la redazione del Corriere della Calabria e di News&Com si stringe attorno al dolore del direttore Pollichieni e della sua famiglia.

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  • Occhiello Si è spenta Mariuccia Barbaro, madre del direttore del Corriere della Calabria. I funerali si terranno sabato pomeriggio a Locri

Non complici, ma vittime. Con una sentenza a sorpresa, che ribalta tutti i precedenti giudizi, la Corte d’appello di Reggio Calabria ha restituito agli imprenditori Pasquale e Giuseppe Mattiani l’intero patrimonio, in passato confiscato perché considerato “cosa” del clan dei Gallico di Palmi.
Alla base del procedimento, una serie di elementi emersi in diverse inchieste, fra cui anche alcune conversazioni intercettate fra Giuseppe Gallico e i suoi familiari, durante le quali il boss avrebbe indicato Giuseppe Mattiani come “proprio” candidato, ma anche le dichiarazioni di una serie di collaboratori di giustizia, come Pasquale Gagliostro e Marcello Fondacaro. Fonti diverse, ma dichiarazioni convergenti nell’indicare i Mattiani come “cosa” dei Gallico e tutte  – fanno sapere i legali Domenico Alvaro e Giuseppe Milicia, che hanno assistito gli imprenditori insieme agli avvocati Nicola Minasi, Polizza Favaloro e Titta Madia, morto nelle more della decisione dell’appello – disinnescate da «articolati atti di appello e motivi aggiunti, corredati da indagini difensive, consulenze tecniche e documenti contabili».

RESTITUITO L’INTERO PATRIMONIO In sintesi, le difese sarebbero riuscite a dimostrare che i Mattiani sarebbero stati solo vittime della pressione estorsiva del clan Gallico e non complici delle scorribande immobiliari romane del noto clan di ‘ndrangheta. Per questo la Corte d’appello, non solo ha escluso la pericolosità sociale di Giuseppe Mattiani, che da oggi cessa di essere sorvegliato speciale di P.S. ma ha anche disposto la restituzione alla famiglia Mattiani di tutti i beni immobiliari, dei conti correnti, della villa e delle case di abitazione, dei due alberghi e di tutti gli altri cespiti, che erano stati sequestrati e confiscati in primo grado. Fra i beni restituiti agli imprenditori c’è anche il noto Hotel Gianicolo di Roma, antico monastero della capitale riconvertito in struttura alberghiera.

L’ORIGINE DELL’INDAGINE La decisione della Corte d’appello ribalta così un provvedimento – confermato in passato da una serie di giudicati – e considerato per molti aspetti rivoluzionario nel mondo delle misure di prevenzione. Sebbene diverse volte lambiti da indagini di mafia, che li indicavano come compiacenti prestanome dei clan, né Giuseppe né Pasquale Mattiani sono mai stati condannati per reati di 'ndrangheta. Nel ’78, Giuseppe era stato segnalato al questore per l’applicazione di una misura di prevenzione per aver favorito la latitanza a pregiudicati delle cosche locali, ma la proposta venne rigettata, mentre l’indagine sul presunto appoggio elettorale del clan Gallico che nel ’91 gli avrebbe consentito di diventare sindaco di Palmi, termina con un’archiviazione. Insieme a Pasquale, finisce in manette solo nel ’97 per il reato truffa aggravata in danno alla Regione Calabria. Tuttavia nel corso dei procedimenti erano emersi vari elementi ritenuti da pm e giudici delle indagini preliminari e di prima istanza sufficienti per una misura di prevenzione.

UNA SCALATA DI INTERESSE INVESTIGATIVO Per loro, l’intera storia imprenditoriale e politica di Mattiani sarebbe stata condizionata dalla contiguità con la cosca Gallico e dai loro capitali. Una storia iniziata nei primi anni Novanta, l'hotel Arcobaleno in contrada Taureana di Palmi – poco più di un modesto hotel – si trasforma improvvisamente nella sede legale di un’omonima società dal capitale miliardario abilmente suddiviso tra i figli appena ventenni di Giuseppe Mattiani, in quote di circa 250 milioni di vecchie lire ciascuna. Poco prima del Giubileo, è questa società a portare a termine una spregiudicata operazione finanziaria a Roma: l’acquisizione di un antico monastero sul colle Gianicolo, rapidamente trasformato in un lussuoso albergo con 48 camere extra lusso, parcheggio e piscina.

DIVERSE INTERPRETAZIONI Un’operazione ad altra redditività che ha fatto la fortuna dei Mattiani ma ha anche attirato l’attenzione degli inquirenti perché, secondo quanto all’epoca emerso dalle indagini, i due imprenditori mai avrebbero avuto i capitali per finanziare le operazioni che hanno firmato. Di avviso completamente differente, i giudici della Corte d’appello, che hanno restituito ai Mattiani un patrimonio di oltre 30 milioni di euro.

 

Alessia Candito
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  • Occhiello La Corte d’appello di Reggio Calabria ribalta le sentenze precedenti e restituisce agli imprenditori di Palmi oltre 30 milioni di euro di beni (tra cui anche il noto Hotel Gianicolo di Roma). Erano stati confiscati perché considerati riconducibili ai Gallico
Giovedì, 07 Dicembre 2017 19:24

Acri, il magico presepe vivente de "Il Faro"

RENDE Il 2018 dovrebbe essere l’anno del parco acquatico di Rende. L’amministrazione comunale ne ha predisposto il bando europeo per l’assegnazione. I destinatari che vogliano avere la gestione dell’impianto che si trova nella località Santa Chiara di Rende possono partecipare presentando tutta la documentazione necessaria entro il 28 dicembre  facendola pervenire alla centrale unica di committenza Rende-Montalto Uffugo che si trova in Piazza San Carlo Borromeo. Buste che saranno poi aperte l’ultimo l’1 gennaio alle nove e trenta. Gli aggiudicatari avranno in gestione l’imponente struttura per nove anni e per partecipare alla gara la base d’asta minima è di 10mila euro. Soldi che poi dovranno essere corrisposti al comune per l’intero arco di tempo della gestione previsto da contratto. Visto che all’interno delle strutture è presente anche una spa realizzata con un fondo regionale di circa tre milioni di euro, i soggetti che vorranno partecipare alla gara dovranno dimostrare di “aver gestito nell’ultimo quinquennio 2012-2016, per un periodo non inferiore a tre anni, anche non consecutivi, un impianto sportivo con annessa piscina o con impianto natatorio, ovvero un parco acquatico, ovvero un parco di divertimento. E una spa, ovvero un centro benessere. Il bando specifica le attività previste come quelle di hall bar, tecnotown, auditorium, piscina spa munita di copertura, campo polivalente (calcetto, basket, tennis), campo minigolf, aria giochi protetta per bimbi, spa–fitness, ristorante sul lago, lago costituito da un bacino navigabile e da un bacino balneabile. 
Il sindaco tiene anche a precisare che: «Dalla data della consegna dell’opera (fine febbraio 2017) l’amministrazione si è preoccupata  di predisporre il piano economico e finanziario da porre a base di gara per l’affidamento in concessione. In più occasioni sono stati coinvolti tutti i consiglieri comunali con visite all’interno del parco per una condivisione del progetto, che rappresenta una importante opera per la rivalutazione dell’area urbana».

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  • Occhiello Sarà possibile presentare la domanda fino al 28 gennaio. Il 31 invece si procederà con l'apertura delle buste e all'assegnazione. La base d'asta da corrispondere al comune è di 10mila euro

CATANZARO Potrebbe arrivare lunedì mattina la risposta, formale, della Camera di Commercio di Catanzaro alla Regione Calabria. E non sarà una risposta accomodante se, come pare, il nuovo consiglio si riunirà per iniziare a tutti gli effetti l'era della presidenza di Daniele Rossi. Si tratterebbe quindi del primo atto ufficiale dopo la lettera a firma del dg Fortunato Varone con cui la Regione aveva provato a fermare l'attività del neopresidente e del suo consiglio.
Ma, nonostante il contenuto della missiva fosse duro, quasi minaccioso, i pareri di prestigiosi studi legali catanzaresi raccolti dal consiglio e dall'ente nelle ultime ore, avrebbero permesso al neopresidente e al segretario generale, l'avvocato Maurizio Ferrara, di aggiungere ulteriori certezze a quelle che la Camera ritiene di possedere in merito alla legittimità delle procedure che hanno portato all'elezione di Rossi. Da qui, quindi, la volontà di far partire, a tutti gli effetti, il nuovo corso della Ccia di Catanzaro.
Intanto, nonostante permanga da parte della Regione, la convinzione che quello della Camera di Commercio di Catanzaro sia un consiglio «illegittimo e quindi inesistente», il governatore Mario Oliverio, attraverso una nota stampa, ha provato a smussare i toni della polemica, cercando di smarcarsi dal muro contro muro: «L'auspicio della Regione è che si attivino immediatamente tutte le procedure utili per l'accorpamento delle Camere di Commercio e che si pervenga nel più breve tempo possibile all'elezione dei suoi vertici - si legge nel comunicato del dipartimento per lo Sviluppo economico -. Questo è l’auspicio del presidente Oliverio, rifiutando in maniera totale le accuse rivolte verso la Regione di accentuare scontri o cadute di democrazia».
Il nodo dell'accorpamento, però, al netto degli auspici e delle prescrizioni del Mise, dovrà essere sciolto dalla Consulta dopo che alcune Regioni avevano impugnato il decreto di riforma delle Camere di Commercio.

Alessandro Tarantino
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  • Occhiello Il nuovo corso partirà nonostante la bocciatura del dipartimento Lavoro (e del ministero dello Sviluppo economico). Oliverio: «Attivare le procedure per l'accorpamento»

VIBO VALENTIA Malviventi in azione la scorsa notte a Vibo Valentia prendendo di mira una tabaccheria-ricevitoria sita in pieno centro cittadino. Per entrare i ladri hanno segato la inferriate di una finestra ed utilizzato una scala poi ritrovata sul posto. Una volta all'interno hanno fatto incetta di sigarette e altri oggetti di valore, svuotando poi la cassa contenente una cospicua somma di denaro. Il bottino è stato stimato in circa 15mila euro. Sull'episodio indagano i carabinieri.  

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  • Occhiello I malviventi entrati in azione durante la notte hanno segato la inferriate di una finestra e hanno poi svuotato la cassa

 

CATANZARO Il potenziamento della rete delle scuole annesse al Convitto nazionale “Galluppi” di Catanzaro, l’istituzione del Liceo classico europeo, la creazione del Polo Didattico Carcerario a Catanzaro, l’attivazione di una sezione coreutica annessa al liceo statale “Campanella” di Lamezia Terme, l’istituzione del corso serale per adulti dell’indirizzo di enogastronomia e ospitalità alberghiera all’Istituto professionale di Stato per i servizi alberghieri “Luigi Einaudi” di Lamezia Terme e l’approvazione della richiesta di istituire l’indirizzo di enogastronomia e ospitalità alberghiera all’Istituto professionale di Stato nel corso serale anche all’Istituto professionale per i servizi commerciali e turistici di Botricello: sono questi alcuni dei punti cardine del Piano di dimensionamento scolastico approvato all’unanimità dal consiglio provinciale nella seduta dello scorso 30 novembre.
Il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, ha voluto illustrare nel dettaglio le modalità e i criteri che hanno portato alla definizione del Piano in maniera largamente condivisa, affiancato dalla dirigente del settore competente, la dottoressa Rosetta Alberto, nel corso di una articolata conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo di Vetro, a Catanzaro.
conferenza stampa che ha offerto anche l’occasione di dare una buona notizia: la firma della convenzione tra Provincia di Catanzaro e Asp per assicurare trasporto e l’assistenza ad una studentessa disabile di Catanzaro per sei giorni su sei, mentre con le risorse trasferite dalla Regione l’amministrazione provinciale avrebbe potuto garantire solo due giorni.
«Il Piano provinciale dell’offerta formativa di istruzione e formazione è stato formulato con l’attivo coinvolgimento delle istituzioni e degli altri attori del territorio, a partire dai sindaci e dai dirigenti scolastici – ha rimarcato il presidente Bruno – ed è stato definito guardando prima di tutto agli studenti e alle loro famiglie. In passato troppo spesso il Piano veniva istruito inseguito al interlocuzioni singole e non guardando alle istanze in maniera globale: quello che abbiamo varato il 30 novembre è frutto di un confronto continuo, a partire dalla grande assemblea che abbiamo tenuto proprio qui alla presenza dei dirigenti scolastici e dei sindaci. Un ringraziamento particolare, oltre alla dirigente, al suo staff e alla professoressa Aquila Villella va proprio ai consiglieri che non si sono posti come ‘esattori delle richieste dei territori’ ma come interlocutori che hanno contribuito ad armonizzare il sistema».
«Con lungimiranza abbiamo guardato avanti, puntando prima di tutto al potenziamento del sistema scolastico rafforzando l’offerta formativa e riorganizzando la rete scolastica in questa direzione – ha detto ancora il presidente Bruno –. Il deliberato sarà quindi valutato dal Dipartimento regionale competente e in seguito dal Consiglio regionale, mentre abbiamo già incassato il parere favorevole del Miur». Il presidente Bruno ha voluto sottolineare come, in particolare per quanto riguarda le decisioni relative alla città di Catanzaro, la Provincia di Catanzaro, ha valutato le motivazioni addotte dal Comune, contenute nella delibera di giunta n. 404 del 13 ottobre scorso, vista la competenza dell’Ente comunale sulle scuole dell’infanzia e primarie. «Il compito della politica è quello di valutare le istanze e inquadrarle in maniera funzionale mettendo in primo piano il mondo della scuola, quindi studenti e famiglie».
Il Piano si poggia sui seguenti punti: condivisione e partenariato con le autonomie locali e funzionali, con l'Ufficio Scolastico Regionale e con la sua articolazione territoriale, con gli organismi di rappresentanza delle realtà economiche e sociali; adeguata distribuzione sul territorio tenendo conto dei trend demografici, degli effettivi bacini di utenza, dei punti di accesso ai servizi, delle realtà territoriali confinanti; completezza e complementarietà dei percorsi, garantendo un’articolazione adeguata ed evitando sovrapposizioni e duplicazioni con medesime tipologie di offerta già presenti presso altre istituzioni dello stesso ambito; eliminazione delle offerte “silenti” che nell’arco dell’ultimo triennio non abbiano raccolto adesioni sufficienti all’attivazione dei relativi percorsi; disponibilità di spazi e strumenti per attività didattiche e laboratori per l’avvio e il completamento dei corsi.
«Il Piano di dimensionamento – aggiunge il presidente Bruno - centra un obiettivo ricercato da dieci anni: l’istituzione del liceo classico europeo nella città di Catanzaro. Un risultato realizzato grazie alla disponibilità del liceo classico “Galluppi”, prestigioso e storico istituto scolastico da sempre riferimento del panorama formativo calabrese che vanta tra le più alte popolazioni scolastiche del capoluogo e con questo nuovo indirizzo amplierà ulteriormente la propria offerta formativa».
Tra le domande più gettonate, ovviamente, quelle sui particolari relativi all’istituzione del liceo europeo. La dirigente Rosetta Alberto, riprendendo il deliberato del consiglio ha spiegato che: «Viene istituito all’interno del Convitto Nazionale “Galluppi” di Catanzaro il Liceo Classico Europeo quale Indirizzo sperimentale diretto e funzionale del Liceo Classico “P. Galluppi” di Catanzaro, nel quale funzionalmente ed amministrativamente è incardinato. A tal proposito si ritiene opportuno specificare e precisare che il rapporto tra il Convitto Nazionale “Galluppi” di Catanzaro ed il Liceo Classico “P. Galluppi” di Catanzaro è da intendersi quale collaborazione meramente funzionale alla sperimentazione del Liceo Classico Europeo e ciò in quanto una vera e propria annessione configurerebbe la creazione di un istituto omnicomprensivo che, oltre a risultare sovradimensionato e gravato da problemi di gestione, apparirebbe altresì in palese contrasto con le Linee Guida regionali. Sarà cura dei Dirigenti dell’istituzione scolastica Liceo Galluppi Di Catanzaro e dell’istituzione educativa Convitto Nazionale Galluppi di Catanzaro regolare attraverso un accordo di rete l’utilizzo dei locali che saranno adibiti a convittualità, semi convittualità ed eventualmente alla didattica, al fine di dare concreta attuazione alla sperimentazione».
Approfondito anche il capitolo del potenziamento della rete delle scuole annesse al Convitto Nazionale “Galluppi” di Catanzaro mediante l’annessione allo stesso delle scuole “Fontana Vecchia” Infanzia, “Carbone” Infanzia e “Maddalena” Primaria (provenienti dall’I.C. “Catanzaro Est”), “Piano Casa” Infanzia e Primaria provenienti dall’I.C. “Don Milani”. Tale annessione, per come precisato nel richiamato atto deliberativo del Comune, ha lo scopo di ridare «nuova linfa al Convitto Galluppi, istituzione scolastica ed educativa storica, fucina di grandi talenti, assicurandogli stabilità, con effetti positivi sulla continuità didattico-educativa nel tempo garantita, appunto, dalla riunificazione di tutte le scuole del medesimo territorio dell’area Centro della città in un’unica istituzione che governa l’autonomia».

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  • Occhiello Il presidente Enzo Bruno presenta i nuovi progetti nel Piano di dimensionamento: «Dopo dieci anni un Liceo classico europeo nel capoluogo». Protocollo con l'Asp per assistere una studentessa disabile
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