Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 14 Luglio 2017
Venerdì, 14 Luglio 2017 22:38

Spaccio a Lamezia, 4 arresti

LAMEZIA TERME La polizia locale di Lamezia Terme ha eseguito quattro misure cautelari nell'ambito di un indagine finalizzata al contrasto dello spaccio di marijuana. Le indagini, andate avanti per oltre quattro mesi e coordinate dal pm della Procura della Repubblica Marta Agostini, è stata interamente sviluppata dal personale del Corpo, che si è giovato di attività tecnica di captazione ambientale e telefonica, oltre che con pedinamenti, appostamenti, osservazioni ed escussioni di acquirenti della sostanza.
Dalle indagini è emerso che la rete di spaccio aveva il suo snodo logistico presso il Bar Universo nel quartiere di Nicastro. Sette complessivamente gli indagati, tra cui un minorenne, per il quale sta procedendo la competente Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro. Gli arrestati sono il titolare dell'esercizio pubblico, Andrea Rivelli, e Costantino Vincenzo, entrambi di 25 anni. Altri due persone, Antonietta Raso (24), fidanzata di Rivelli, e Gianluca Raso (22), il gip ha disposto l'obbligo di dimora nel comune di residenza con permanenza domiciliare nelle ore serali e notturne. All'esecuzione delle misure cautelari ha collaborato l'unità cinofila della Guardia di finanza di stanza al gruppo di Lamezia Terme, che ha collaborato alla ricerca di sostanze. Supporto logistico è stato fornito anche dalla Stazione carabinieri di Platania. Nelle perquisizioni eseguite oggi nelle abitazioni o pertinenze dei soggetti coinvolti sono stati trovati 100 grammi complessivi di marijuana e due serre, ricavate in un sottotetto.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Scoperta una rete di distribuzione di marijuana. La base era un bar di Nicastro. Sette gli indagati, tra cui un minorenne

CATANZARO Da un lato le assunzioni da troppo tempo promesse, dall’altro il concreto rischio di nuovi licenziamenti. Paradossi della sanità calabrese. Proprio nelle ore in cui si consuma la lotta a suon di decreti (per ora solo annunciati) per le assunzioni di circa 500/600 nuovi medici e sanitari nelle Asp e negli ospedali, passa quasi sotto silenzio il nuovo decreto che ridetermina le tariffe regionali a favore delle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) della regione. Lo hanno firmato, stavolta in piena sintonia, i due commissari della Sanità calabrese, Massimo Scura e Andrea Urbani. Il provvedimento (è il 102) sostanzialmente modifica il dca (decreto del commissario ad acta) 15 del 2016 e ridetermina al ribasso le tariffe a favore delle strutture (introdotte in Italia a metà degli anni 90) che ospitano persone non autosufficienti e che non possono essere assistite in casa.
Il decreto del 2016 fissava la tariffa in 152,20 euro a persona per ogni giorno, quello appena varato da Scura e Urbani, invece, riduce la spesa del 13% circa (20 euro per degente), rimodulando la cifra in 132,02 euro al giorno. Si tratta di un “taglio” che, moltiplicato per tutte le Rsa e per le centinaia e centinaia di pazienti calabresi, riduce la spesa annuale di diversi milioni di euro. Con tutte le conseguenze del caso per le strutture accreditate che adesso, con la stretta ai cordoni della borsa operata dai commissari, rischiano di dover affrontare nuove difficoltà economiche: oltre a ridurre i servizi per i pazienti, la rimodulazione potrebbe provocare esuberi tra il personale dipendente. Le tariffe ridefinite, infatti, come precisato nel decreto 102, «avranno validità con decorrenza immediata».
Nel documento i commissari specificano che «le tariffe devono essere definite in base ai costi standard di produzione e di quote standard di costi generali calcolati su un campione rappresentativo di strutture accreditate». Scura e Urbani hanno inoltre tenuto conto di un valore pari al 5% quale percentuale degli utili d’impresa per le strutture e sottolineato che «la Calabria è tra le poche regioni italiane che hanno impiegato strumenti analitici di rilevazione dei costi di produzione per il calcolo delle tariffe (e che quasi nessuna regione ha indicato il metodo di calcolo della tariffa giornaliera) riferendosi non a strutture con "dimensioni ottimali” ( comprese tra 60 e 120 posti Ietto), ma a strutture più vicine alla sua realtà territoriale, dorate di un numero mediamente più basso di posti letto (20), con conseguente minore efficienza e maggiori costi di gestione».

LA GUERRA DEI DECRETI Il nuovo caso delle Rsa irrompe nella polemica sempre più tesa tra il commissario Scura e la Regione del governatore Mario Oliverio. Proprio ieri, il governatore ha dato mandato al dg del dipartimento Salute, Riccardo Fatarella, di procedere con l’autorizzazione alle Aziende sanitarie per le assunzioni di personale se entro la mezzanotte del 15 luglio «non si dovesse formalizzare il dca da parte della struttura commissariale». Dal canto suo, Scura ha assicurato che tre nuovi decreti saranno inviati al più presto al dipartimento e al sub-commissario per la firma e al ministero per la convocazione del tavolo di controllo.
Il caos era nato dopo l’approvazione dell’ormai famigerato decreto 50, varato dal solo commissario senza la controfirma del vice Urbani, che aveva spiegato la sua scelta facendo riferimento al presunto mancato rispetto delle indicazioni ministeriali da parte di Scura. 

Pietro Bellantoni
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello I commissari modificano il documento dello scorso anno e abbassano del 13% le tariffe destinate alle strutture assistenziali. E intanto Oliverio è pronto ad agire in autonomia per le nuove assunzioni

REGGIO CALABRIA Avrebbe potuto avere ben più gravi conseguenze il collasso del ramo di un albero secolare di "Ficus Magnolioides" che si è abbattuto su un gazebo della gelateria "Sottozero" una delle più frequentate di Reggio Calabria ma che al momento era vuota. Il ramo di grandi dimensioni ha colpito la struttura che sorge sotto gli alberi, negli spazi verdi che dividono il Lungomare Italo Falcomatà, dal lungomare Giacomo Matteotti.
«La causa della caduta - ha spiegato il sindaco Giuseppe Falcomatà - va individuata nell'eccessiva differenza di temperatura interna della pianta e le condizioni esterne, particolarmente elevate in seguito ai ripetuti incendi di questi giorni». Nel corso della mattinata, grazie all'intervento di alcuni operai, sono stati rimossi i rami finiti in pezzi e la struttura è tornata a essere affollata da reggini e turisti. Nella notte tra il 27 e 28 giugno, un altro albero della specie Erythrina Crista-Galli, era caduto abbattendosi sulla strada e danneggiando un'auto.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il collasso di un ramo ha causato danni ingenti al dehors di una gelateria del lungomare. Nessun ferito. Il sindaco: «Colpa delle alte temperature»

CATANZARO La Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, lettere b) e c), della legge della Regione Calabria 20 aprile 2016, n. 11 "Istituzione dei servizi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico sanitarie, tecniche della prevenzione e delle professioni sociali, modifiche alla legge regionale 7 agosto 2002, n. 29", impugnata dal governo, in quanto potrebbe interferire con i poteri del commissario ad acta nominato dal governo in materia di Sanità. I giudici della Consulta hanno dichiarato l'illegittimità costituzionale anche della lettera d) dello stesso articolo di legge limitatamente all'inciso "definendone gli aspetti organizzativi, gestionali e dirigenziali". Dopo avere rilevato «la tardività della costituzione della Regione Calabria, avvenuta il 9 settembre 2016», i giudici sostengono che «sono vincolanti, per le Regioni che li abbiano sottoscritti, gli accordi previsti dalla legge 30 dicembre 2004, n. 311 finalizzati al contenimento della spesa sanitaria e al ripianamento dei debiti».
La Consulta evidenzia poi che le funzioni del commissario ad acta, «come definite nel mandato conferitogli e come specificate dai programmi operativi, pur avendo carattere amministrativo e non legislativo, devono restare, fino all'esaurimento dei compiti commissariali, al riparo da ogni interferenza degli organi regionali, anche qualora questi agissero per via legislativa, pena la violazione dell'art. 120, secondo comma, della Costituzione. L'illegittimità costituzionale della legge regionale sussiste anche quando l'interferenza è meramente potenziale e, dunque, a prescindere dal verificarsi di un contrasto diretto con i poteri del commissario incaricato di attuare il piano di rientro». E nel caso della legge regionale calabrese, affermano i giudici, "l'interferenza sussiste, poiché le disposizioni impugnate istituiscono in via legislativa il Servizio delle professioni sanitarie e il Servizio sociale professionale presso tutte le aziende sanitarie e ospedaliere, mentre il decreto commissariale n. 130 del 2015, adottato nell'esercizio dei poteri di riassetto delle reti ospedaliera e di assistenza territoriale conferiti con il mandato del 20 marzo 2015, rimette l'istituzione (anche) di tali strutture operative ad atti aziendali, di competenza dei dirigenti generali, soggetti all'approvazione del commissario medesimo».
La Consulta, invece, ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 3 della legge della Regione Calabria n. 11 del 2016 che innalza da sei a dodici mesi (rinnovabili) la durata del mandato dei commissari straordinari, di nomina regionale, nelle aziende sanitarie e ospedaliere. «La durata del mandato commissariale, pur prolungato ad un anno – scrivono i giudici – non è infatti equiparabile a quella del direttore generale, che va da tre a cinque anni».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L'illegittimità della norma regionale è stata dichiarata dalla Consulta: «Interferisce con i poteri del commissario della Sanità». L'avvocatura si era costituita in ritardo. Regolare invece l'innalzamento da 6 a 12 mesi dell'incarico dei "capi" delle aziende ospedaliere

CATANZARO A vent'anni dalla tragica scomparsa di Gianni Versace, la giunta regionale calabrese, su proposta del presidente Mario Oliverio, ha deliberato d'intitolare la sala "Oro" della Cittadella regionale alla memoria del grande stilista. «Gianni Versace con la sua maison - ha detto il presidente Oliverio – è stato per la Calabria la proiezione nel mondo di una creatività ispirata alla storia e al mito della nostra terra. Nel valorizzare il nostro passato e proiettandolo nella dimensione universale più sofisticata e glam, Gianni Versace ha celebrato nella bellezza la sua fedeltà alle proprie radici. Abbiamo deciso di intitolare a lui una delle sale più prestigiose del palazzo regionale della Cittadella, perché Versace fa parte di quella identità in cui la Calabria si possa riconoscere. La sua tenacia e la sua determinazione nel perseguire il suo geniale sogno imprenditoriale - ha aggiunto - possano essere la prova di un percorso possibile di successo per le nostre imprese, i nostri giovani e le nostre ragazze. Un esempio da seguire con fiducia, forza ed entusiasmo per progettare insieme una Calabria più forte. La sua prematura scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile, ma al di là della tragedia Gianni Versace continua ad essere un modello di riferimento dell'Italia migliore nel mondo, un calabrese che ha lasciato un segno importante nella storia - ha concluso Oliverio - un calabrese di cui l'Italia e l'Europa sono fiere».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Delibera della giunta per dedicare alla memoria dello stilista reggino la stanza della sede regionale. Oliverio: un calabrese che ha lasciato un segno importante nella storia

VIBO VALENTIA «Guarda, se tu c’hai quella terra lì a Cervo, se tu ci fai sto fatto qua, io ti prometto che ti faccio fare due villette, una ppé ttia e l’altra ppé Ciccio, però avimu mu ammazzamu a chistu». L’imprenditore edile Franco Barba commissiona ad Andrea Mantella e Francesco Scrugli, detto Ciccio, l’omicidio di Mario Franzoni, reo di avere puntato una pistola in faccia ai figli e di averli colpiti in volto con la stessa arma. 
Dopo il delitto l’imprenditore mantiene la parola e paga il suo compenso. Le villette si trovano allo stato rustico, in località Cervo di Vibo Valentia, perché Franco Barba le aveva realizzate abusivamente e sono state sottoposte a sequestro. Due i sequestri operati, uno dei quali da parte dei vigili urbani. Ma non tutti i vigili sarebbero stati ligi al proprio dovere. Alcuni di loro, rileva il gip nell’ordinanza di custodia cautelare, «erano loro amici, nel senso che erano contigui alla consorteria criminale di appartenenza del Mantella e prendevano la “bustarella” facendo finta, in cambio, di non vedere le illegalità da costoro perpetrate». Il pentito Andrea Mantella racconta che gli stessi vigili intervenuti una prima volta sul cantiere avevano fatto risultare di non avere trovato nessuno, lasciando intendere che sarebbero dovuti intervenire successivamente in quanto “costretti” a farlo, quando fosse stato completato il rustico compreso il tetto, mettendo così i proprietari nelle condizioni di beneficiare del condono che era ormai prossimo.
Così Mantella poté versare 18mila euro per quale prima tranche per condonare la costruzione abusiva. Costruzione che sorgeva su un terreno pagato 28 milioni di vecchie lire da dal genere di Carmelo Lo Bianco, Nicola Manco, che lo aveva acquistato come contropartita di un prestito usurario fatto a un fabbro. 

LE “SPIATE” DEI VIGILI AMICI Non solo i vigili amici avrebbero chiuso un occhio riferendo di essere andati sul cantiere e di non avere trovato nessuno ma avrebbero anche raccontato che a “rompere i coglioni” era stato un certo Miceli che li aveva avvisati della posa del solaio in cemento. A questo punto Franco Barba chiede ai due in divisa di fare come al solito finta di niente anche quella volta e di permettergli di portare a termine la parte rustica della struttura. 
Mantella ricorda che i due vigili erano un certo Nicola originario di Piscopio, e un altro che lui chiamava “il grassone”, nel frattempo forse deceduto. I due prestavano servizio nel settore urbanistica del Comune e «prendevano bustarelle a volontà» da molti imprenditori tra i quali, riferisce Mantella, Franco Barba, Michele Patania, Giustalegname, Vangeli.
In particolare, Nicola di Piscopio era sempre foriero di spiate. In una occasione sarebbe andato a trovare Mantella al suo capannone a Stefanaconi per dirgli che del personale della Questura stava facendo foto al suo immobile dal castello. «Secondo le dichiarazioni del collaborante – scrive il gip – in quel momento sul posto c’era tale Fuscà, mandato da Lui Mancuso “Scarpuni” a realizzare il solaio di cemento». Il cemento per la costruzione lo forniva, riferisce il pentito, tale Antonino Fusca che viene indicato come soggetto «nelle mani di “Scarpuni"» e forniva il cemento a Franco Barba sui lavori che lo stesso Lui “Scarpuni” gli faceva prendere a Pizzo.
Il vigile Nicola è molto solerte. In una occasione disse che avrebbe dovuto sequestra anche i camion, che invece faceva andare via. Poi invitò, scrive sempre il gip, «a trovare qualcuno da far figurare presente, un anziano o una donna, che si assumesse le responsabilità penali, aggiungendo che  quel giorno non poteva fare altro per la presenza del personale della Questura».

Alessia Truzzolillo
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L'imprenditore Barba aveva consegnato ai killer di Franzoni due villette, poi sequestrate. Ma alcuni agenti facevano finta di non vedere gli illeciti. Così Mantella è riuscito a ottenere il condono
Venerdì, 14 Luglio 2017 17:52

Cabrera alla corte dei pitagorici

CROTONE Il Crotone comunica l'ingaggio di Leandro Daniel Cabrera Sasía. Il difensore uruguaiano nelle ultime 3 stagioni ha vestito la maglia del Real Saragozza.
Cresciuto nelle giovanili del Defensor Sporting, società uruguaiana con la quale ha esordito giovanissimo tra i professionisti, Leandro Cabrera si è trasferito in Europa a soli 18 anni venendo acquistato dall’Atletico Madrid.
Con il club spagnolo ha disputato una stagione e fa parte della rosa che ha vinto l’Europa League 2009/2010. Successivamente ha maturato esperienze con il Recreativo de Huelva, Numancia, Hércules e Real Madrid Castilla prima di passare al Real Saragozza nel 2014. Il centrale ha sottoscritto un contratto triennale con il Crotone alla presenza del dg Raffaele Vrenna, con scadenza al 30 giugno 2020. Il neo acquisto rossoblù ha già effettuato le visite mediche e domani raggiungerà il gruppo a nel ritiro di Moccone.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il neo acquisto dei rossoblù ha già effettuato le visite mediche. Raggiungerà il gruppo nel ritiro di Moccone
Venerdì, 14 Luglio 2017 17:17

Salvini lunedì nel Vibonese

VIBO VALENTIA Lunedi prossimo 17 luglio Matteo Salvini sarà in Calabria, per la quinta volta in poco più di due anni. Salvini inizierà il suo tour partendo dalla provincia di Vibo Valentia, fronte caldo per l'emergenza immigrati, circa 6.000 dall'inizio dell'anno. Alla presenza del responsabile provinciale del movimento "Noi con Salvini", Antonio Piserà, e del commissario cittadino Raffaele Riga, la prima tappa sarà l'inaugurazione della sede del coordinamento provinciale di Vibo Valentia alle ore 11.45 ubicata nella centralissima via Dante Alighieri, 26 dove terrà una conferenza stampa e incontrerà tesserati e simpatizzanti.
Alle 12.30 si sposterà in Questura per un saluto al questore e visita all'Ufficio Immigrazione. La terza tappa sarà il porto di Vibo Marina, dove farà un sopralluogo alla struttura portuale, che è al sesto posto in Italia per numero di arrivi, a seguire incontrerà gli uomini della Capitaneria di Porto di Vibo Marina, i vigili del fuoco e le associazioni di categoria del settore pesca.
Tappa successiva sarà Briatico presso la Rocchetta, simbolo della cittadina turistica della Costa Tirrenica, «dove la presenza delle strutture che ospitano immigrati - si legge in una nota del movimento - ha fatto regredire turisticamente una realtà non più meta ambita di vacanze, facendo registrare danni economici all'intero settore». Il tour si concluderà alle 15.45 con la visita a Tropea e incontro pubblico con la cittadinanza a largo San Michele, presso Bar Totonno.
«La presenza di Matteo Salvini ancora una volta in Calabria - spiega il coordinatore regionale - testimonia l'attenzione che il leader nazionale ha verso il nostro territorio, l'inaugurazione di una ulteriore sede in un capoluogo di provincia, denota che "Noi con Salvini" è un soggetto politico in piena evoluzione, che si pone come alternativa di governo, disponibile al dialogo con i soggetti politici e aperto agli amministratori locali che avranno il coraggio di sposare un progetto diverso e concreto. Non si parlerà solo di immigrazione ma ampio spazio sarà dedicato ai settori trainanti dell'economia locale che sono il turismo e la pesca, settori bistrattati sia dal governo nazionale, che dalla giunta regionale a guida Pd». 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il leader politico compirà un tour nella provincia. Prevista l’apertura di una nuova sede del Movimento nel capoluogo

BUDAPEST Giovanni Tocci (Esercito e Cosenza Nuoto) si prende la prima finale mondiale individuale della carriera. Il 22enne calabrese ottiene il terzo punteggio dei preliminari da un metro con 410,60 nella giornata inaugurale della 17esima edizione iridata, alla Duna Arena di Budapest. L'azzurro è preceduto solo dai cinesi Peng Jianfeng (435,15) e da He Chao (431,35). Niente da fare invece per Tommaso Rinaldi, che si ferma al 19esimo posto per 340,15 punti come avvenuto già a Shanghai 2011 (1m) e a Barcellona 2013 (3m). A Rinaldi è mancata la continuità e paga con l'eliminazione l'uno e mezzo rovesciato con due avvitamenti e mezzo da 45 punti, ultimo tuffo eseguito quando era provvisoriamente al 12esimo posto. La finale è in programma domenica alle 15.30. «In finale sparerò tutte le cartucce - racconta Tocci -. Per confermarmi lassù dovrò essere più pulito e necessariamente migliorare l'esecuzione del doppio e mezzo indietro raggruppato che ho sbagliato anche a Kiev e in precedenza a Londra. È un po' il mio tallone di Achille. Sono entrato in gara subito bene malgrado fossi nervoso alla vigilia. Sono contento della prestazione anche se so che in finale sarà una gara diversa». 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello A Budapest è preceduto solo dai due cinesi. «È il momento di sparare tutte le mie cartucce»

COSENZA Il Tribunale di Cosenza in composizione monocratica (giudice Giusy Ianni) ha assolto dal reato di furto di materiale due  persone, A.G. difeso dall’avvocato Franco Napolitano e C.S. difeso dall’avvocato Chiara Penna per non aver commesso il fatto. 
I fatti risalgono al mese di ottobre 2012, quando durante la notte vennero portati via dal piazzale di uno stabilimento gli stampi per un valore - secondo l’ipotesi accusatoria - di oltre 20mila euro.
Nel corso dell’istruttoria l'avvocato Napolitano ha dimostrato per A.G. (dipendente dell’azienda) che il fatto di essere entrato all’interno del piazzale fuori dall’orario di lavoro, non significava avere partecipato al furto sia pure in concorso, atteso che il furto era avvenuto all’una di notte quando A.G. si trovava in compagnia di amici all’interno di un bar.
L'avvocato Penna, difensore di C.S. imputato in concorso nel reato di furto perché proprietario del camion, ha dimostrato l’estraneità del proprio assistito rispetto ai fatti contestati.
Soddisfazione è stata espressa dai difensori degli imputati per l’esito del giudizio che si è protratto per oltre 10 udienze.  

 

mi. mo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Cosenza. L’attrezzatura era stata sottratta nell’ottobre del 2012
Pagina 1 di 4