Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 10 Settembre 2017
Domenica, 10 Settembre 2017 20:18

Migranti aggrediscono volontari della Croce Rossa

BRIATICO Un gruppo di migranti ospitati all'interno di una struttura di accoglienza di Briatico, avrebbe aggredito alcuni volontari della Croce Rossa Italiana che prestano servizio nella stessa struttura. L'episodio, che si sarebbe verificato nel pomeriggio, è stato reso noto dal coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Anthony Lo Bianco con un post pubblicato con tanto di foto sul suo profilo Facebook. Nel post, il dirigente di Fdi sostiene che i volontari sarebbero stati stati minacciati, aggrediti e derisi da una decina di migranti. Secondo una prima ricostruzione i ragazzi della Cri, in tutto sette donne ed un uomo, stavano distribuendo viveri e abbigliamento per fini umanitari ma quando sono terminate le scarpe sarebbe scoppiato il malcontento degli extracomunitari presto degenerato quasi in una rivolta. I volontari sono stati costretti ad allontanarsi velocemente per evitare conseguenza piu' gravi. Solo dopo diversi minuti la situazione è tornata alla normalità. 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L'episodio, che si sarebbe verificato nel pomeriggio di domenica, è stato reso noto dal coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Anthony Lo Bianco con un post pubblicato sul suo profilo Facebook

CATANZARO «È iniziato il conto alla rovescia, il 14 settembre si torna a scuola, tutti? Il processo di inclusione scolastica è un tema a cui la Fish Calabria riconosce una rilevanza importante e al quale, pertanto, dedica particolare attenzione e cura». È quanto si afferma in un comunicato della sezione calabrese della Federazione per il superamento dell'handicap. «La scuola, infatti, rappresenta un contesto il cui ruolo educativo e sociale - prosegue il comunicato - è indiscutibile per tutti gli alunni e ancor di più per quelli con disabilità, per i quali purtroppo a volte è il luogo esclusivo in cui relazionarsi con i pari. Osservare, dunque, che tutte le misure inclusive previste siano applicate a tutela della garanzia del diritto allo studio prima e, non meno, dell'opportunità di favorire l'inclusione sociale di ciascun bambino o ragazzo con disabilità, è uno degli obiettivi prioritari dell'Osservatorio per l'inclusione scolastica degli alunni con disabilità della Fish Calabria». Nel comunicato sono indicate «azioni, risorse e competenze per garantire il diritto alla inclusione scolastica degli alunni con disabilità in Calabria. La Regione - è precisato - ha già inviato alla fine del mese di giugno scorso i fondi per l'inclusione scolastica di alunni con disabilità destinati all'anno scolastico 2017-2018 e autorizza gli enti competenti, comuni, province e citta' metropolitana di Reggio Calabria, ad utilizzare in aggiunta gli eventuali residui del 2016-2017 e qualora non fossero non fossero stati spesi completamente, anche i residui del 2015-2016. È di competenza dei Comuni provvedere tempestivamente al servizio di assistenza specialistica di tutti gli alunni con disabilità frequentanti le scuole dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado. Le Province e la città metropolitana di Reggio, avranno da assolvere lo stesso compito per gli alunni delle scuole secondarie di secondo grado ma, laddove questo non avvenga per le più svariate ragioni, i singoli istituti scolastici potranno predisporre direttamente i bandi per il reclutamento del personale specialistico in base alle particolari esigenze dei propri alunni con disabilità. La rendicontazione delle spese andrà inviata direttamente alla Regione Calabria». «Quanto all'assistenza di base - prosegue il comunicato della Fish - confermiamo che la competenza e' delle scuole e deve essere garantita dal personale Ata. Le scuole hanno l'obbligo di formare adeguatamente il personale coinvolto. In aggiunta, con riferimento alle intese raggiunte dalla Regione Calabria e il Miur-Ufficio scolastico regionale per la Calabria - Rimodulazione assegnazione tirocinanti - la Regione Calabria ha già provveduto a stipulare una apposita convenzione con le singole scuole che ne abbiano fatto richiesta. Pertanto, il servizio verrà garantito. Ai fini del servizio di trasporto per alunni con disabilità per le scuole dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado la competenza è dei comuni, mentre per le scuole secondarie di secondo grado i fondi destinati sono stati già inviati dalla Regione alle Province e alla citta' metropolitana di Reggio, percio' il servizio verra' erogato. Resta da chiarirne la modalita' di espletamento».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello La sezione regionale della Federazione per il superamento dell'handicap: i Comuni devono provvedere tempestivamente al servizio di assistenza specialistica

FILADELFIA (VIBO VALENTIA) «Affinché la Calabria diventi una regione di prima fascia a livello turistico è necessario che colmi diverse lacune. Di certo non manca la voglia di venire in questa terra. Ciò che manca sono le infrastrutture ed una cultura su cui bisogna lavorare molto anche sotto il profilo dell'accoglienza». Lo ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato a Filadelfia per partecipare ad un convegno promosso dal partito sul tema "Le proposte dei democratici per la Calabria». «Oggi le spiagge calabresi - ha aggiunto Rosato - sono quasi prive di ombrelloni nonostante ci siano ancora 30 gradi. Quindi ciò che voglio dire è che bisogna lavorare per fare in modo di allungare la stagione e quindi l'offerta all'utenza che va dalle bellezze paesaggistiche, alle prelibatezze enogastronomiche fino a alle ricchezze culturali di una terra nota un tempo come Magna Grecia». «La ripresa occupazionale sicuramente c'è: lo dicono l'Istat, il Fondo monetario internazionale, lo dicono i 930mila lavoratori che oggi hanno un impiego che prima non avevano, lo dice il Pil all'1,5%, mentre in precedenza, quando si insediò il governo Renzi, si era registrata una decrescita al -2,3%». Così il capogruppo del Pd, Ettore Rosato a margine di un convegno promosso dal partito sul tema "Le proposte dei democratici per la Calabria". «Però è chiaro - ha aggiunto Rosato - che la ripresa non è uniforme, ci sono ancora sacche in cui questo trend fatica a registrarsi e un numero di disoccupati ancora elevato e per questo bisogna sfruttare l'onda positiva della nostra economia frutto anche del lavoro del Governo, delle sue riforme e delle risorse messe in campo. Quindi, c'e' ancora molto da fare». «I giovani devono rimanere al Sud perché questa è la nostra terra e qui, tutti insieme, dobbiamo lottare per fare di questa splendida terra una grande opportunità di crescita e di sviluppo». Lo ha detto il deputato del Pd, Nicodemo Oliverio, intervenendo a Filadelfia al convegno sul tema "Le proposte dei democratici per la Calabria", concluso dal capogruppo del partito alla Camera, Ettore Rosato. «Il recente decreto del ministro De Vincenti - ha aggiunto Oliverio rivolgendo un appello ai giovani - contiene misure importanti per favorire investimenti nel sud e far ripartire l'economia». «Oliverio ha poi affermato - è scritto in un comunicato - che c'è un forte impegno del governo nazionale per nuovi e importanti investimenti in Calabria, mentre la regione sta attivando una serie di misure per lo sviluppo della nostra economia. Poi ha chiesto che la zona economica speciale di Gioia Tauro venga allargata fino alla provincia di Vibo Valentia che - ha detto - assume un ruolo strategico per la nostra terra». 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il capogruppo del Pd alla Camera è intervenuto a Filadelfia per partecipare ad un convegno promosso dal partito sul tema "Le proposte dei democratici per la Calabria». Nicodemo Oliverio: pensare ai giovani

«Colgo, ancora una volta e con grande stupore le dichiarazioni dell'onorevole Jole Santelli rilasciate entrando nel merito della polemica innescata con Alternativa Popolare sul rinnovo delle cariche dell'Ufficio di Presidenza». È quanto afferma, in una nota, il segretario questore del consiglio regionale, Giuseppe Graziano, rispetto alla querelle Santelli-Alternativa Popolare. «Sull'incontro di Forza Italia, tenutosi lo scorso mese di agosto a Lamezia, e sul suo esito (volto a rimettere in discussione le cariche dell’Ufficio di Presidenza) ho già avuto modo di esprimere grandi perplessità, principalmente perché è stato apprezzato in modo unanime il lavoro svolto dal sottoscritto nel ruolo di segretario questore. Ho contestato – precisa ancora - il metodo con cui sono state assunte le decisioni in merito a questa vicenda. Decisioni assunte in modo illegittimo e comunque da un "gruppo" che non è il Comitato regionale: unica entità organizzativa di Fi riconosciuta statutariamente e deputata ad assumere tali decisioni. Al netto di tutto, pertanto - essendo stato chiamato in causa dall'onorevole Santelli - ribadisco di accogliere il plauso condiviso del partito al mio operato di segretario questore come una consequenziale riconferma. Questa è la logica. È strano che dopo le valutazioni positive di tutti  gli intervenuti alla  riunione, dopo  incontri con personalità politiche esterne a Fi, successivamente alla ripresa dei lavori siano state proposte indicazioni in netto contrasto con le valutazioni positive prima esposte. Questo fatto, rilevato da molti, è evidente che comporta lo svuotamento sostanziale della funzione e dei poteri degli organismi preposti a tali designazioni,  sostituti da poteri esterni che nei momenti decisivi ripropongono la loro forza di condizionamento e di ingerenza – così come tra l’altro evidenziato dalla stampa regionale durante le ultime settimane - nelle scelte del partito. Ci sono  personalità esterne al partito - si chiede in conclusione Graziano - che vogliono farmi fuori?». «Dobbiamo, purtroppo, e non è nel nostro costume, replicare alla coordinatrice di Forza Italia, che la politica è fatta di confronto, relazioni e progettualità, non di fughe in avanti nè di prevaricazioni né di imposizioni da parte di chi si erge a censore degli altrui comportamenti, sapendo benissimo che con Ap determinante, Forza Italia ha vinto le elezioni a Catanzaro e che, soprattutto, Alternativa Popolare alle ultime regionali, in piena autonomia politica, ideologica e organizzativa, ha preso il 9% dei consensi su tutto il territorio calabrese». Lo afferma, in una nota, il segretario amministrativo regionale e provinciale di "Alternativa Popolare" di Cosenza, Gianfranco Leone. «Noi non sappiamo - aggiunge - da dove deriva questa arroganza e questa presunzione di comportamenti di un gruppo dirigente, quello di Forza Italia, che offende non solo un’altra forza politica, ossia quella di Ap, che legittimamente rivendica il posto che le spetta dovuto al consenso elettorale ma, addirittura, pretende che il loro consigliere regionale Graziano, giubilato ed umiliato, dovrebbe accettare le indicazioni del gruppo dirigente di Fi. Siamo, purtroppo, all’aberrazione della politica e delle regole dei comportamenti. A questi amici gli possiamo solo dire che ci vedremo domani in consiglio regionale e lanciamo la sfida sulla credibilità e sulla correttezza dei comportamenti nei nostri consiglieri regionali e quelli che, forse unti dal Signore, pretendono di decidere disinvoltamente il ruolo dei consiglieri nell’ambito dell’assemblea regionale. Pertanto a domani, nella speranza che tutti i consiglieri regionali votino, liberamente e democraticamente, le persone più qualificate che possano rappresentare l’Ufficio di Presidenza regionale. Quando ai trasformismi, questa pagina è tutta da scrivere, specie dopo che Forza Italia a Rende ha stravolto e tradito il voto popolare e ha scelto di stare al governo della città con i peggiori transfughi e trasformisti della sinistra calabrese».  

IMMEDIATA LA REPLICA DI FORZA ITALIA Immediata la risposta della coordinatrice regionale di Forza Italia, Jole Santelli: «Leggiamo che Gianfranco Leone fa finta di non aver compreso il senso della nota del coordinamento regionale di Fi. Ribadiamo che non parteciperemo in consiglio regionale alle sfide del trasformismo, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare al braccio di ferro del potere regionale. Ci comporteremo con correttezza istituzionale e medesima correttezza chiediamo alla maggioranza. Se è chiamata arroganza il pretendere semplicemente il rispetto delle regole istituzionali bene, allora questa è l'unica sfida che accettiamo. Fi è interessata agli elettori e ai calabresi e a questi non interessano i giochi di potere e poltrone, ne sono anzi ampiamente disgustati. La nostra vittoria è giocare in modo pulito, questo è a nostro parere l'unico modo di far politica che oggi è accettato dai cittadini». 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il segretario questore in consiglio regionale: c'è qualcuno fuori dal partito che vuole farmi fuori? Ap controreplica a Fi: la politica è fatta di confronto. Immediata la risposta della Santelli: a noi piace il gioco pulito
Domenica, 10 Settembre 2017 17:10

SERIE A | Trasferta amara per il Crotone

Trasferta deludente per il Crotone sconfitto fuori casa dal Cagliari. Rastelli, rinuncia a Gregory van der Wiel, mentre in attacco lancia dal primo minuto il nuovo acquisto (il più caro nella storia del club sardo) Pavoletti. A far coppia, insieme all’ex Napoli, Marco Sau, con João Pedro sulla trequarti. A centrocampo confermati Cigarini e Barella, in difesa Andreolli e Pisacane al centro, con Padoin e Capuano sulle corsie esterne. In porta confermato Cragno. In casa Crotone, poche le novità. Nicola ripropone il 4-4-2, con Cordaz tra i pali, Ceccherini e Cabrera coppia centrale difensiva. Rohden e Stoian giocano sulle fasce a centrocampo, Budimir e Trotta le punte a cui è affidato il compito di scardinare la difesa sarda.
Nicola sin dai primi minuti di gioco chiede ai suoi di cercare Budimir che di testa ha il compito di far da sponda agli inserimenti dei compagni. Tutte le azioni del Cagliari, invece, partono dai piedi di Cigarini. Il Cagliari gioca meglio e al 33′ passa in vantaggio. Joao Pedro alza la testa e lancia d’esterno per Marco Sau, bravissimo a scattare sul filo del fuorigioco. La difesa rossoblù è posizionata male e l’attaccante sardo davanti a Cordaz non sbaglia. Il primo tempo si chiude con il Cagliari in vantaggio 1-0 contro un Crotone irriconoscibile. L’occasione migliore per il Crotone arriva al 43′ della ripresa, quando Barberis su calcio di punizione sfiora l’incrocio alla destra di Cragno. Ma per i calabresi questa domenica è da dimenticare. 

 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Calabresi sconfitti in Sardegna dal Cagliari. Quel goal da dimenticare al 33'
Domenica, 10 Settembre 2017 16:51

Il viaggio dell'Espresso nel "partito di Minniti"

«Renzi sembrava avere perso il filo del Pd quando - improvviso solo all’apparenza - è spuntato Marco Minniti. Il ministro dell’Interno voluto da Gentiloni e Mattarella, che senza twittare s’è preso la scena e recita un inedito monologo, la parte principale del melodramma di governo: “Vincerò” la sfida della grande migrazione. Ti aspetti un tenore, se fan fede gli studi alla scuola Pci, ma di lui colpisce invece il timbro grave e robusto da baritono: il pugno di ferro, il tirare dritto, l’impressione di una svolta». Così Tommaso Cerno introduce il servizio di copertina dell'Espresso, in edicola, dedicato al ministro dell'Interno Marco Minniti dal titolo "Il Partito di Minniti". 
Cerno si chiede: «Perché Minniti fa un tale effetto? La risposta più semplice è che sia stato lui il primo a occuparsi davvero del tema rovente, la sicurezza dei cittadini immersi nella paura globalizzata del diverso, di quell’ondata che nessuno sembrava governare. Ha sostituito a un certo fatalismo del Pd (che alimentava la destra di Salvini e i più populisti del M5s) la ragion di Stato, l’azione. Ha messo le mani dove nessuno aveva osato con un motto semplice ma divisivo a sinistra: passare dall’avere paura al non avere paura».
Il ministro Minniti ha già ottenuto importanti risultati: «Dire che Minniti abbia prodotto un effetto concreto è scontato. Tutti noi abbiamo la percezione che qualcosa sia cambiato. Ma al tempo stesso ci sorge un dubbio: è cambiato in meglio? Questo dubbio è lecito, in quanto resta aperta una questione sostanziale, che non riguarda i pilastri delle politiche del Viminale, ma il basamento culturale sopra cui questi poggiano. Mentre il ministro è tirato per la giacchetta da destra a sinistra, la domanda senza risposta è quali siano i valori su cui il piano di intervento nel Mediterraneo si fonda. Se cioè dietro alla capacità di “ripulire” i mari da carrette e scafisti, al punto da imporre alle Ong le guardie armate a bordo, di trattare con l’Egitto di al-Sisi e rimandare al Cairo l’ambasciatore ritirato dopo l’omicidio Regeni, Minniti abbia presente il prezzo altissimo che questa fase del suo progetto ci porta a pagare: migliaia di vite umane in pericolo sulle nuove rotte del deserto. Il business dei lager libici si sta infatti sostituendo alla tratta, criminale altrettanto, di esseri umani».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il settimanale dedica il servizio di copertina al ministro dell'Interno. E spiega come ha guadagnato il centro della scena politica «senza twittare»
Domenica, 10 Settembre 2017 15:35

Minniti, Gratteri e le «convergenze parallele»

Camogli, 9 settembre, Festival della comunicazione. Voluto da Umberto Eco, è oggi uno degli appuntamenti più importanti per scrittori, uomini delle istituzioni, giornalisti, osservatori attenti di un fenomeno che mai come oggi si ritrova al bivio tra lo sciocchezzaio della “rete senza rete” e lo strumento per allargare la democrazia partecipata.
Sul palco sono di turno un magistrato, Gherardo Colombo, che, dismessa la toga, gira la Penisola invitando a coltivare «il vizio della memoria», e un altro magistrato, Nicola Gratteri, che, guidando una delle Procure distrettuali più scomode sul fronte della lotta alle mafie, brucia le sue ferie invitando le nuove generazioni a non dar retta ai cattivi maestri, bolla il ricorso all’antimafia dei talk show, attacca i miti di una pubblicistica che esalta i Savastano e i “don Vito” di turno.
Nella, ormai per lui abituale, veste dell’intervistatore/provocatore lo “zanzarone” David Parenzo. Che ogni sette minuti rifila a Gratteri la stessa domanda: «Ma lei è nel partito di Marco Minniti»?
Delle centinaia di spettatori presenti, si contano sulle dita di una mano quelli che hanno capito dove intende andare a parare Parenzo. Tra questi non c’è Nicola Gratteri. Non per questo si trova in difficoltà nel rispondere: «Considero il ruolo del magistrato incompatibile con l’adesione a qualsivoglia partito. Altro è la corretta e leale collaborazione tra istituzioni, la considero doverosa e coerentemente metto la mia esperienza a disposizione di qualsiasi forza politica impegnata nella crescita del mio Paese».
Gratteri ribadirà più volte il concetto. Fin quasi a renderlo falsamente edonistico: Gratteri sta nel partito di Gratteri. Perché il giudice non deve essere “terzo” che potrebbe non bastare. Il giudice deve essere solo. Risponde alla Legge e alla propria coscienza. Stop.
Ma la domanda di Parenzo era ispirata, ed è questo che Gratteri ignorava, dall’anteprima, che il conduttore aveva in mano già da un paio di ore - assieme a una ristretta cerchia di addetti ai lavori - della copertina de “L’Espresso” oggi in edicola, interamente dedicata al ministro dell’Interno sotto l’insidioso titolo "Il partito di Minniti".
Conosco molto superficialmente sia Marco Minniti che Nicola Gratteri, non ho avuto la fortuna che migliaia di altre persone, a giudicare da quel che si legge sulla “rete”, hanno avuto, condividendo con questi due protagonisti dell’attuale storia del Paese lunghi tratti della loro vita. Li ho incrociati da cronista di paese e questo in fondo mi autorizza, parafrasando Guido Quaranta, a dire due o tre cose che so di loro. So, ad esempio, che in comune hanno molte cose ma non una militanza partitica. E so che nessuno ha mai regalato niente a Minniti e a Gratteri. So che negli anni Ottanta, quando la scorta non era uno status symbol ma una centellinata rarità, entrambi incominciavano un percorso blindato che non avrebbero mai più potuto abbandonare.
So che in comune hanno una dozzina di interrogazioni parlamentari, scritte sotto dettatura da parte dei boss in ascesa, quelli che avevano optato per le autobomba e gli omicidi eccellenti. Li si accusava di ogni nefandezza e se ne chiedeva se non quella fisica almeno la morte civile. Mi pare di ricordare che condividevano le serate blindate con un altro servitore dello Stato indegnamente ricambiato, un commissario di polizia che tentò di ripulire Siderno dalla massomafia e fu costretto ad andarsene rapidamente. Ah… ecco, ricordo il nome…. Franco Gratteri. Condannato per un reato impossibile dopo i gravi fatti del G8 di Genova: falso in atto pubblico per avere ricevuto e non certo redatto una falsa relazione di servizio. L’autore materiale del falso è rimasto invece incensurato e fa carriera.
So di un’altra cosa che fatalmente unisce Nicola Gratteri e Marco Minniti: entrambi hanno rischiato di perire più volte per “fuoco amico”. L’Associazione nazionale magistrati non ha mai amato Gratteri, come la vecchia classe dirigente del Pci tentò mille volte di sbarazzarsi di Minniti (pare che ancora oggi non desista…).
Forse ha ragione Colombo a insistere perché si riacquisti il «vizio della memoria». Rileggere oggi lo scontro tra il giovane Marco Minniti e il potente segretario regionale del Pci e vicepresidente della Regione Calabria, Franco Politano, potrebbe lumeggiare su molti personaggi oggi appassionatamente (e disinteressatamente?) “Minnitiani”. Così come sarebbe interessante riscoprire chi firmava le cronache giornalistiche contro il brutale giudice istruttore Gratteri quando “perseguitava” la forestazione calabrese o l’imprenditoria bancaria targata Jonica Agrumi. Acqua passata. Adesso Minniti viene accreditato da "L’Espresso" di un partito tutto suo. Gratteri scala la classifica dei libri più venduti e rappresenta il nostro Paese negli organismi dell’Onu per la lotta al narcotraffico e alle mafie transnazionali, comprese quelle che hanno sinergie con il terrorismo islamico. E Parenzo si chiede se nel partito di Minniti, oltre a Mattarella, Travaglio, la Gabanelli e compagnia varia, compare anche Gratteri.
Due calabresi di successo che mantengono, un po’ anche perché i fatti lo hanno reso inevitabile, molti punti in comune ma continuano a giocare partite diverse in campi diversi, rispettosi dell’autonomia reciproca e, nonostante tutto, innamorati della loro terra e delle sue genti. Un agricoltore infiltrato in magistratura, si autodefinisce Gratteri. Un marinaio che invecchiando vuol fare il guardiano del faro, confessa Minniti. Intransigenti sui paletti etici, entrambi. Passionale Gratteri, cinico Minniti. Due percorsi paralleli ma in politica le regole della geometria non valgono e Aldo Moro insegnò che esistono anche le «convergenze parallele».
Due calabresi di successo nonostante… i calabresi. Sanno bene che la descrizione dei “reggini” lasciata dal poeta Nicola Giunta resiste nel tempo: 
«… Nani sunnu illi
e vonnu a tutti nani».
Non so se esiste un PdM (Partito di Minniti). Ripeto, conosco a mala pena Minniti. Ma per quelle due o tre cose che so di Minniti e di Gratteri, non mi stupisce affatto che nella squadra delineata da "L’Espresso" non compaia alcun big calabrese. Parenzo se ne faccia una ragione. E se ne facciano una ragione anche i millantatori dell’ultima ora. 
 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello di Paolo Pollichieni

REGGIO CALABRIA «Il documento della Coldiretti Calabria mette a nudo lo stato delle cose in un settore strategico come quello dell'Agricoltura nella nostra Regione. Si tratta di una puntuale e circostanziata denuncia sulle inefficienze di una gestione del comparto da parte della Regione che rischia un vero e proprio fallimento del Per Calabria 2014-2020 che doveva, attraverso gli investimenti, dare slancio alla nostra agricoltura e invece rischia, forse nell'unica regione in Italia, di generare un trend negativo». È quanto afferma Carlo Guccione, consigliere regionale del Pd. «È il tempo della chiarezza - prosegue Guccione - e di una inversione di tendenza. Mi auguro che la giunta regionale faccia immediatamente chiarezza e adotti le necessarie correzioni rispetto a quanto sostenuto da Coldiretti. Non sono più tollerabili zone d'ombra nella gestione di importanti risorse comunitarie. La politica degli annunci e il tentativo di rappresentare una realtà calabrese che non c'è, rischiano di condurre il governo regionale e il Partito democratico verso un punto di non ritorno. Anche perché le forze sociali in Calabria, come la Cgil, chiedono con forza di passare dai convegni e dalle cabine di regia all'apertura dei cantieri che non ancora non si intravedono. Mi sarei aspettato, dopo tre anni di governo regionale, che, invece di chiedere l'apertura dei cantieri, fossimo al collaudo delle opere. Non si può fare finta di nulla. Chiederò al presidente del Consiglio regionale di poter discutere di queste importanti e strategiche vicende nella prossima assise regionale prevista per l'11 e il 12 settembre».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il consigliere regionale chiede «chiarezza e un'inversione di tendenza»: «Dopo tre anni mi sarei aspettato non l'apertura dei cantieri ma il collaudo delle opere»
Domenica, 10 Settembre 2017 14:58

Nicolò Fabi dà il via al Settembre Rendese

RENDE Si apre ufficialmente, a partire da stasera, la 52esima edizione del Settembre Rendese. A salire sul palco della nota manifestazione un big del cantautorato italiano, Niccolò Fabi, in concerto alle ore 22 nella centralissima piazza Kennedy, per festeggiare i suoi vent'anni di carriera. Quest'anno la kermesse risponde a una grande iniziativa culturale. Un cartellone all’insegna del gusto e dell’amore per la storia, il teatro, l’arte, l’enogastronomia, ma, soprattutto, per la musica. La rassegna, che chiuderà il 1 ottobre e che ha coinvolto numerose associazioni del territorio, punta anche sulla “generazione giovani”, magistralmente  rappresentata dal direttore Marco Verteramo che trascina nel suo bagaglio artistico anche l’esperienza di musicista, produttore discografico e organizzatore di eventi: «Gli eventi musicali, preceduti sempre dal buon teatro locale e nazionale, saranno gratuiti e coinvolgeranno le giovani generazioni anche nel recupero dell’identità popolare che da sempre ci contraddistingue». Tra le “sfide” della kermesse rientra la serata di concerto con Simona Brancale, voce nota al “bel mondo” del jazz e del pop. Punti saldi della partentesi musicale saranno, poi, i concerti di Eugenio Finardi, Giorgio Poi e i Canova, Cataldo Perri e Lo Squintetto, Gegè Telesforo e numerose leve della musica nostrana. A rafforzare i contributi delle associazioni del territorio, anche l’impegno assunto nei confronti della ricca manifestazione da parte di  Enzo Naccarato e Francesco Donato. Tra i prossimi eventi si prevede anche “Mc Donald's e Metropolis Insieme da vent'anni” (coordinamento Publiepa); l'appuntamento sarà il 16 settembre alle ore 21, in piazza Museo del Presente con Federica Carta, Shady, Marco Carta, Ruly Rodriguez, Lo Strego. Carboidrati e Gionny Scanda. 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Tutto pronto per il concerto che si svolgerà nella centralissima piazza Kennedy. Un ricco cartellone di eventi con al centro la musica e la cultura

SOVERATO Sono state commemorate le 13 vittime della tragedia del camping Le Giare di Soverato avvenuta il 10 settembre del 2000. Nell'occasione è stata inaugurata una stele, in memoria di Vinicio Caliò, l'unica vittima di cui non è mai stato trovato il corpo. Alla cerimonia, per ricordare l'esondazione del torrente Beltrame che provocò la morte di tante persone, tra le quali alcuni disabili che partecipavano ad un campo estivo dell'Unitalsi di Catanzaro, assieme ai congiunti delle vittime come Luca Caliò fratello di Vinicio, c'erano, tra gli altri, il sindaco di Soverato Ernesto Alecci, il consigliere regionale Arturo Bova, il consigliere comunale di Catanzaro, Giuseppe Pisano rappresentanti dell'Unitalsi amministratori, cittadini e forze dell'ordine. In un messaggio il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, ha ricordato le vittime «Mario, Ida, Serafina, Raffaele, Paola, Iolanda, Giuseppina, Franca, Rosario, Antonio, Salvatore, Concetta, Vinicio. Sono passati 17 anni - afferma Abramo - ma i vostri nomi restano sempre nei nostri cuori. Un destino crudele, causato dalla violenza della natura ma soprattutto dall'incuria dell'uomo, vi ha portati via, in un mare di acqua e di fango. Una tragedia che poteva e doveva essere evitata. Oggi, a distanza di 17 anni, sento ancora un brivido correre lungo la schiena e gli occhi si riempiono di lacrime per una tragedia che ha ferito per sempre la nostra città». 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello A 17 anni di distanza commemorazione della tragedia del camping "Le Giare" che provocò la morte di tante persone. Inaugurata una stele, in memoria di Vinicio Caliò, l'unica vittima di cui non è mai stato trovato il corpo
Pagina 1 di 2