Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 16 Settembre 2017

COSENZA Un solo obiettivo, la vittoria. Il Cosenza non può più sbagliare, i lupi in questo inizio stagione hanno raccolto solo un punto, troppo poco per una squadra costruita per raggiungere i playoff. Al Marulla, avversario di turno è la Fidelis Andria. Quasi 2mila i tifosi sugli spalti, segno evidente del malcontento della piazza per le deludenti prestazioni dei calabresi. Pronti via e gli ospiti sfiorano il gol con Lattanzio, il numero 10 colpisce il palo su punizione ed il Cosenza tira un sospiro di sollievo.
Pochi minuti e gli ospiti producono un’altra azione da gol. Barisic scappa sulla sinistra e crossa in area di rigore, Lattanzio – sempre lui – arriva prima di tutti ma Perina compie un miracolo e salva il risultato.
Fontana urla e scuote la squadra. I rossoblù tentano una timida reazione e Caccavallo di sinistro sfiora il palo dopo una bella azione solitaria. È la scossa chiedeva il tecnico e che accende il Cosenza vicino al gol con Bruccini che in area di rigore colpisce a botta sicura ma trova pronto il portiere avversario. La partita è piacevole, si gioca su ritmi alti e le emozioni – complici due difese decisamente ballerine – non mancano. Il primo tempo però, nonostante le tante occasioni create da entrambe le squadre, finisce 0-0.
Nella ripresa cambia poco, le due squadre giocano senza paura, ma chi arriva al tiro è sempre poco preciso. Ecco perché Fontana opta per un doppio cambio: fuori Baclet e Tutino e dentro Statella e Mendicino.
Ma nel momento migliore del match, arriva il gol degli ospiti. Perfetto il sinistro del brasiliano Filipe Curcio che su punizione costringe Perina a guardare il pallone finire sotto l’incrocio. Al 63′, il Cosenza è sotto 1-0.
Immediata la reazione dei lupi. Mendicino in area di rigore approfitta di una palla vagante e in rovesciata impegna l’estremo difensore avversario. I minuti passano e il Cosenza nel recupero trova il meritato gol del pari. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo Pascali arriva prima di tutti e segna il gol dell’1-1. La partita finisce, e il Cosenza anche se a fatica porta a casa un punto che muove la classifica.
Nel finale spazio per un simpatico imprevisto. L’arbitro prima decreta la fine del match poi si accorge che mancano altri due minuti e richiama i 22 in campo. Peccato che Maurantonio, portiere dell’Andria era tornato negli spogliatoi e prima di far ripartire il gioco, il direttore di gara ha dovuto attendere il ritorno del portiere.

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  • Occhiello Padroni di casa in svantaggio dopo la rete di Filipe Curcio. Poi ci pensa Pascali a raddrizzare il risultato
Sabato, 16 Settembre 2017 20:29

Nicotera, scoperte 8mila piante di marijuana

NICOTERA È stato arrestato dopo essere stato scoperto a irrigare un terreno dove sorgevano circa 8mila piante di marijuana. I carabinieri di Nicotera e Nicotera Marina, con la collaborazione dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia, hanno arrestato un 35enne del luogo. La piantagione si trovava in un terreno incolto nei pressi della Contrada Casa Bianca di Nicotera.
Nel corso dell’operazione, i militari hanno inoltre rinvenuto all’interno di un casolare rurale abbandonato, sempre nello stesso terreno agricolo, alcuni sacchi in plastica che contenevano altri 35 kg di marijuana già essiccata e pronta per l’immissione sul mercato dello spaccio.

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  • Occhiello Arrestato un 35enne. I carabinieri lo hanno sorpreso mentre irrigava il terreno. Trovati altri 35 kg di droga in un casolare

CATANZARO «La tre giorni di “Cantiere Calabria” ha rappresentato un momento di alta politica, in cui si sono incontrate e ritrovate tutte le componenti della società calabrese, e ne sono uscite confortate nel comune impegno di lavorare sodo per il bene della nostra regione. È un risultato straordinario, che segna il nostro cammino e ne disegna orizzonti e confini». Lo afferma in una nota il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno.
«La presenza odierna del ministro dell'Interno Marco Minniti – prosegue – avvalora il percorso intrapreso con grande sapienza e spirito riformista dal presidente della Regione Mario Oliverio che ha voluto condividere con i calabresi tutti l'inizio della fase due della legislatura regionale. Il ministro Minniti ha saputo, ancora una volta, lasciare il segno: declinando la Calabria come avamposto di un'Europa e di un'Italia evidentemente proiettate verso le sfide della modernità, con un piglio propositivo e analitico da autentico protagonista dello scenario politico. Ringraziamo tutti coloro che hanno preso parte a Cantiere Calabria, a partire dalla giunta regionale e ai ministri del governo Gentiloni, che con la loro presenza hanno testimoniato una vicinanza operosa e fattiva alla nostra regione. Ringraziamo parti sociali e operatori economici, analisti e docenti universitari e tutti coloro hanno qualificato un evento che ha reso visibili ai più gli importanti risultati dell'azione della Regione. Condividiamo l'assunto di fondo che ha caratterizzato le tre giornate e cioè che la riscossa della Calabria passa da un impegno collettivo e corale; ognuno deve sentirsi coinvolto e partecipe nel destino di tutti. E con quest'animo, non esiste ambito, non esiste segmento della nostra vita quotidiana che non possa essere riformato. Su tutto, prevale la consapevolezza che la Calabria di oggi ha fatto importanti passi in avanti rispetto anche al recente passato: su infrastrutture, ambiente, innovazione, agricoltura finalmente gli indicatori non ci condannano ai bassifondi e ciò deve rappresentare motivo di autentico orgoglio».
«In questo solco – conclude Magorno – il Partito democratico continuerà a lavorare e a fare la sua parte: a fine mese, infatti, è in programma la conferenza programmatica del partito. Sarà un'ulteriore occasione per mettere a fuoco le grandi tematiche che ci hanno impegnato in questi giorni e puntellare il lavoro fatto fino ad oggi dentro alle istituzioni».

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  • Occhiello Il segretario regionale del Pd traccia un bilancio positivo della tre giorni all'Unical: «Impegno a lavorare sodo per il bene della Calabria». Il partito farà la sua parte: «La Conferenza programmatica è un'occasione da sfruttare»

LAMEZIA TERME Verso quale schieramento si indirizzano le preferenze dei lettori che hanno partecipato alle “Primarie del Corriere”? Manca ancora una giornata alla fine del secondo turno ma si può già tracciare un quadro parziale del trend. Che conferma uno degli elementi emersi nel corso della tornata di agosto: il centrodestra è avanti. Il solco, anzi, si è approfondito rispetto a un mese fa. Un po’ di numeri. La coalizione in testa è al 42,6%, mentre il centrosinistra insegue, piuttosto distaccato, al 28,3%. Quattordici punti sono un’indicazione significativa, anche se la strada per le regionali 2019 è ancora lunga. Si conferma anche la caratteristica “bipolare” della Calabria, nella quale le posizioni movimentiste, seppur in crescita, sono ancora lontane da quelle dei due poli “storici” che gravitano attorno al Pd e a Forza Italia: siamo all’11.1%, dato comunque in crescita. Lo schieramento centrista, invece, è accreditato dell’8,2% dei consensi. C’è ancora tempo, come dicevamo, per sovvertire i rapporti di forza. Le nostre urne virtuali resteranno aperte fino alla mezzanotte di domenica 17 settembre. Per votare basta cliccare qui e accedere al sondaggio. 

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  • Occhiello Dai dati parziali raccolti, l’area che gravita intorno a Forza Italia è la preferita dal 42,6% dei lettori. Centrosinistra al 28,3%. I movimentisti sono l’11,1% del campione
Sabato, 16 Settembre 2017 17:52

Lamezia, ecco il nuovo organigramma di Ap

LAMEZIA TERME Il gruppo dirigente del partito Alternativa popolare, nella persona del coordinatore per la città di Lamezia Terme, Massimiliano Carnovale, nonché dei componenti del direttivo locale, annuncia che nella riunione del 15 settembre 2017 dopo il confronto con il coordinatore regionale, Piero Aiello e con il consigliere regionale Baldo Esposito, a seguito della direzione nazionale, su delega del ministro Alfano e con il placet del senatore Tonino Gentile, ha eletto il nuovo organigramma del partito.
Dopo gli eccellenti risultati della lista a Catanzaro, a Lamezia Terme si è avuta la piena conferma di Carnovale quale coordinatore cittadino di Ap, e inoltre - a riconoscimento del grandissimo risultato frutto di un enorme lavoro di gruppo - sono stati eletti Angelo Ferraro, presidente, Piera De Sarro, vicepresidente, Danilo De Fazio, segretario, Bruno Salvatore Raffaele tesoriere e sono stati confermati, come coordinatore cittadino, Massimiliano Carnovale e come vice coordinatore Francesco Caruso.
«Tali nomine – scrive ancora la segreteria cittadina - sono state accolte da un applauso convinto di tutti i presenti, a piena conferma dell'autorevolezza delle personalità coinvolte e investite dalle relative responsabilità all'interno di una realtà territoriale che, sempre più, necessita di una guida forte e decisa».
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente neoeletto Ferraro il quale ha dichiarato: «Desidero ringraziare l’intero gruppo dirigente di Ap per la fiducia accordatami. Ho accettato questa carica con vivo entusiasmo e con un profondo senso di responsabilità. Il nostro primario obiettivo è la costruzione di un partito plurale che includa e non escluda, ripartendo dai bisogni delle persone e ascoltando il vario mondo dell’associazionismo che troppo spesso risponde a dei vuoi lasciati dalla politica. È dei giovani, della loro capacità innovativa e del loro entusiasmo che abbiamo bisogno in quanto la stessa parola “giovani” implica rinnovamento. Alla politica locale, oggi, manca la progettualità a lungo termine, si ragiona solo per un breve periodo, che coincide con la propria presenza nelle istituzioni. È ora importante mettersi subito al lavoro, con le idee chiare, e con il contributo fondamentale che posso apportare le idee e gli esempi concreti di imprenditori e professionisti. Sono certo che tutti insieme faremo un buon lavoro». Il coordinatore cittadino Carnovale ha ribadito : «La sede del partito Alternativa Popolare è una realtà concreta sul territorio lametino e faremo in modo che tale sede divenga una vera e propria casa aperta a tutti e non solo ai simpatizzanti e ai tesserati del partito».

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  • Occhiello Carnovale confermato come coordinatore cittadino degli alfaniani. Ferraro eletto presidente, la sua vice sarà De Sarro

CROTONE Il Crotone andava a caccia della prima vittoria stagionale, sperando di ripetere l'exploit dello scorso finale di stagione allo “Scida” contro l’Inter. Ma l'anticipo di serie A finisce con i calabresi ancora a un punto in classifica e i nerazzurri sempre a punteggio pieno. In casa rossoblù, Nicola recupera Izco e non rinuncia al solito 4-4-2.  A sinistra, in difesa, gioca Martella, in attacco Tonev insieme a Budimir. Proprio dalle sue punte, l’allenatore dei pitagorici si aspetta di più, sopratutto in zona gol.
Nessuna novità, invece, nell’Inter. Luciano Spalletti chiede ai suoi una prova di maturità, ed una vittoria per continuare a restare in alto in classifica. Joao Mario è confermato alle spalle di Icardi, scatenato in queste prime giornate di campionato.
Il numero 9 argentino però vive un primo tempo particolarmente difficile, con Ajeti che non gli permette di respirare. Marcatura ad uomo da parte del difensore del Crotone. Anche Joao Mario non brilla nella prima frazione di gioco, caratterizzata da un caldo afoso e da due squadre che giocano sotto ritmo.
Il Crotone si rende pericoloso al 42′ su calcio di punizione, ma il sinistro di Martella finisce poco distante dalla porta difesa da Handanovic. Si chiude così un primo tempo avaro di emozioni.
Nella ripresa i padroni di casa partono forte e Tonev a tu per tu con Handanovic calcia sul portiere e sciupa un’occasione d’oro per portare la sua squadra sull’1-0. Gli ospiti non creano pericoli e Cordaz vive un pomeriggio tranquillo. Candreva e Perisic non riescono a sfondare sulle fasce e Borja Valero sembra meno ispirato del solito. Il Crotone gioca meglio e si rende pericolosissimo con Rodhen che di testa trova un super Handanovic sulla sua strada.
A metà ripresa il caldo, i crampi e la stanchezza costringono Ajeti e Rodhen ad abbandonare il campo, al loro posto entrano Cabrera e Faraoni. I nerazzuri mandano in campo Nagatomo e Vecino. Ma il ritmo gara resta basso.
Solo un calcio piazzato cambia il match. Al 37′ della ripresa sugli sviluppi di un calcio di punizione, l’Inter si porta in vantaggio. Il cross in area di rigore trova pronto Skriniar che grazie ad una carambola fortunata si ritrovata il pallone sul destro e di punta batte Cordaz.
Doccia fredda per i calabresi che speravano di strappare il pari ai neroazzurri. La squadra di Nicola stacca la spina e gli ospiti ne approfittano. Perisic si libera facilmente del suo marcatore e di destro manda la palla dove Cordaz non può arrivare e firma il gol del raddoppio.
Finisce la gara con gli ospiti che tornano a casa con tre punti pesanti conquistati con un pizzico di fortuna. Il Crotone si mangia le mani per aver gettato via la partita a pochi minuti dalla conclusione. Preoccupa e non poco la crisi degli attaccanti rossoblù.

NICOLA: «INTER CINICA» «Se avessimo vinto non avremmo rubato niente, ma l’Inter, nel fare gol, è stata più qualitativa di noi». È l'amara analisi di Davide Nicola, allenatore del Crotone, dopo la sconfitta contro i nerazzurri (0-2) nell'anticipo. «Nonostante ciò, la prestazione di oggi mi lascia molto soddisfatto e fiducioso per il futuro», ha spiegato il tecnico ai microfoni di Premium Sport. «Ho visto un’Inter qualitativa e ben messa in campo, sono sicuro che diranno la loro per la corsa allo scudetto. Ma quello che mi conforta è che non abbiamo sfigurato contro i nerazzurri, anzi», ha aggiunto.

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  • Occhiello Lo zero a zero allo Scida regge fino al 37' della ripresa. I gol di Skriniar e Perisic condannano i calabresi. Inter in testa a punteggio pieno. Nicola: «Se avessimo vinto non avremmo rubato nulla»

Non è un caso aver voluto questa tre giorni in una delle Università calabresi. Abbiamo fatto una scelta: costruire un rapporto con il sistema universitario calabrese che fosse il superamento anche di relazioni distorte tra la politica, le istituzioni ed il sistema universitario. Abbiamo sottoscritto un Protocollo con quest’ultimo, abbiamo destinato 128 milioni di euro per l’alta formazione e per consentire ai nostri giovani e alle nostre ragazze di poter esercitare il diritto allo studio anche in conseguenza del fatto che i tagli che nel corso di questi anni sono stati inferti al sistema universitario pure in conseguenza della crisi, hanno prodotto in particolare nel sistema universitario meridionale e nelle università calabresi una condizione di difficoltà più accentuata. Abbiamo costruito questo rapporto, destinando risorse importanti, credo per la prima volta nella storia del sistema universitario calabrese, in via prioritaria per consentire ai nostri ragazzi di poter accedere agli studi,  perché le graduatorie non si fermassero ad un certo punto. Abbiamo investito in questa direzione, nella qualità degli studi, dell’alta formazione, creando le opportunità perché i nostri giovani possano rimanere qui a far ricerca. Voglio ringraziare i rettori delle Università calabresi per avere raccolto questa sfida sulla quale andiamo avanti, perché le università calabresi, che non hanno niente da invidiare alle migliori  esperienze nazionali ed europee, come di recente evidenziato da istituti specializzati, sono il primo punto di riferimento per costruire il futuro di questa terra. 
Questa tre giorni non è stata una passerella; c’è stata una partecipazione intensa non solo e non tanto quantitativa ma qualitativa, espressione di competenze, rapporti, un confronto vero. Perché Cantiere Calabria a poco più di metà legislatura? Non solo per mettere a punto, per comunicare quello che fin ora abbiamo fatto ed è stato prodotto, ma soprattutto per coinvolgere, partecipare, edificare  le condizioni perché quello che abbiamo programmato possa essere realizzato e possa diventare fatti, cantieri per costruire la nuova Calabria. Noi siamo già in corso d’opera in questo impegno; possiamo dirlo perché non presentiamo impegni ma fatti; in alcuni casi cantieri aperti come abbiamo avuto modo di dimostrare in questa tre giorni, in altri cantieri che stanno per aprire, e in altri ancora cantieri che apriranno perché sono in corso d’opera le procedure. Parlo di cantieri infrastrutturali in primo luogo, come si è visto nella affollatissima assemblea sulle infrastrutture. Abbiamo avviato un processo di modernizzazione perché la Calabria possa uscire dalla perifericità, perché l’accessibilità alla nostra terra è la prima condizione per poter uscire da una condizione di isolamento, potere offrire e offrirsi come opportunità per gli investitori, ma anche per coloro i quali hanno la curiosità che li spinge a  venire in questa regione. Devo comunicarvi che nella tavola rotonda di ieri sul turismo è stato fornito un dato ufficiale: la Calabria quest’anno ha stabilito un record, dagli ultimi vent’anni, per quanto riguarda le presenze turistiche. Si sono registrate oltre 9 milioni di presenze e questo è un dato importante, significativo. Qualcosa sta cambiando, parliamo di segni che cominciano ad essere positivi, così come comincia ad essere positivo, come emerso ieri  nella tavola rotonda sulla Calabria e il Mezzogiorno introdotta dal presidente della Svimez Giannola, come dopo anni di segno meno per il Pil, per le esportazioni, per altri fattori dell’economia, incominciano ad affermarsi segni positivi. Segno che qualcosa si sta muovendo, nella direzione giusta, che in Calabria non è fermo nulla. È chiaro che oggi abbiamo la necessità di utilizzare le risorse che abbiamo programmato, consistenti: oltre 9 miliardi di euro tra Por, risorse comunitarie, allocate nel Patto per la Calabria, Pon; programmi settoriali, ancora,  come quello delle infrastrutture, un grande programma che permetterà di modernizzare il sistema infrastrutturale. La nuova Ferrovia jonica ha già un cantiere aperto, da Catanzaro Lido sino a Sibari sono state sospese le attività di transito perché ci sono lavori in corso, per realizzare la nuova ferrovia jonica, la metropolitana di superficie in una delle aree della Calabria che nella difficoltà generale della regione ha vissuto per decenni  una condizione di più accentuata perifericità, dunque sofferenza.
Cantieri aperti, quindi, un volume di risorse importanti che noi dobbiamo saper utilizzare. Abbiamo programmato con un metodo nuovo, con il concorso delle forze sociali, che ringrazio; un tavolo permanente, con Confindustria, le organizzazioni sindacali, il partenariato, i rappresentanti dell’agricoltura, del commercio, dell’artigianato, perché siamo convinti  che una programmazione che non scaturisce dai bisogni del territorio, dalle esperienze reali è una programmazione che cala dall’alto e quindi può correre il rischio di astrarre dalla realtà. Ora questa programmazione entra nel vivo, nel sistema circolatorio dell’economia e della società calabresi. Ed oggi è una messa a punto, dunque, per verificare i cantieri aperti, quelli che si apriranno ma anche e soprattutto per accelerare i processi necessari alla realizzazione degli obiettivi che noi ci siamo posti.
Un grande progetto, questo, che richiede fatica quotidiana, impegno, coinvolgimento, concorso di energie e anche una nova regione. In questa prima fase della legislatura, abbiamo lavorato per smontare la vecchia regione e grande parte di questo lavoro lo abbiamo già fatto. Vorrei ricordare quanto ho già avuto modo di dire in questa tre giorni: nel pianeta che ha ruotato e ruota ancora in parte intorno alla casa madre che è la Regione, il pianeta degli enti subregionali, delle società in house, delle fondazioni, delle partecipate, noi abbiamo messo mano. Nessuno si è accorto, anche per un difetto di comunicazione, che è andato avanti un processo, irreversibile. Abbiamo messo in liquidazione mulini come Calabria etica, Calabresi nel mondo, Ardis, Field, quei mulini che hanno macinato risorse, sprecato energie ed alimentato spesso la clientela e il malaffare. Non abbiamo sostituito la targa o il colore alla targa, li abbiamo smontati, messi in liquidazione e questo significa liberare risorse che devono essere utilizzate per lo sviluppo produttivo, per la riqualificazione dei servizi, per sostenere il sistema della formazione. Costruire, cioè, la nuova Calabria. Nulla sarà più come prima dopo questa esperienza di governo.
Stiamo lavorando con una bussola: bisogna determinare riforme strutturali nella vita della Regione, costruire la nuova Regione, fare dunque un’opera complessa, ovvero sostituire alcuni  pezzi, buttarne molti, con la macchina in corsa, perché se noi potessimo fermarla per poi riaccenderla dopo il periodo necessario per fare questa operazione sarebbe cosa semplice. Ma non è possibile fare questo perché la macchina pubblica non si può fermare per essere aggiustata e proprio per questo stiamo facendo una operazione in Calabria, un tentativo. Non so se ci riusciremo; io credo di sì, sono ottimista. Un tentativo di fronteggiare le emergenze, non farsi da queste risucchiare e di costruire contemporaneamente un processo di crescita e di sviluppo. Spostare risorse cioè dall’economia malata, alimentata nel corso dei decenni che abbiamo alle spalle da risorse pubbliche, verso obiettivi di crescita, di sviluppo, di riqualificazione dei servizi.
A proposito di questi ultimi, devo dire che abbiamo avviato concretamente una grande opera. Chi non ricorda, tre anni fa, le città calabresi inondate da montagne di rifiuti; chi non vede oggi che nelle città calabresi è migliorata la condizione di pulizia. Stiamo contemporaneamente costruendo il sistema della raccolta e di smaltimento dei rifiuti, facendo passi in avanti poiché siamo passati dal 18% al 40% per quanto riguarda la differenziata in poco più di due anni, perché abbiamo investito sulla costruzione di una impiantistica moderna che sarà realizzata nei prossimi mesi,  perché per alcuni impianti sono state concluse le gare e fatte le aggiudicazioni e per altri sono in corso. Oppure, per quanto riguarda i trasporti, abbiamo definito dopo venti anni un Piano regionale dei Trasporti che è all’avanguardia, approvato senza nessuna osservazione e rapidamente dalla Commissione Europea. Stiamo ancora utilizzando risorse elevate per la modernizzazione del sistema, oltre 240 milioni di euro destinati all’ammodernamento del materiale rotabile, treni moderni, in una regione in cui i treni stessi sono ancora quelli del 1980. Investimenti su obiettivi chiari, precisi come il sostegno alle imprese, attraverso uno sistema che ha spinto e spinge verso l’automatismo e non con la mediazione della politica, come avveniva in passato.
Abbiamo realizzato queste condizioni perché c’è stata una interlocuzione positiva con il governo del Paese. In questi due anni e mezzo la Calabria ha riconquistato credibilità, spazio ai tavoli nazionali ed europei. La stessa Commissione europea guarda con rispetto e con rispetto valuta la Calabria. Devo ringraziare il governo Renzi prima e Gentiloni poi, perché c’è questa sintonia, questa comprensione che ci sta dando la forza per andare avanti e affrontare una situazione non semplice. Abbiamo bisogno che nel cantiere i sindaci e  gli amministratori locali  si facciano ancor più avanti. Abbiamo bisogno che le forze sociali si mettano in prima linea nel cantiere, perché cambiare la Calabria, far esprimere la positività di questa regione, o meglio, le positività di questa regione che sono tante, enormi, è una sfida gigantesca. È una sfida culturale in primo luogo e quindi è necessario per questo che il campo delle forze sia largo e che cresca questa consapevolezza, ma che soprattutto forze nuove e fresche entrino in gioco. Mi riferisco in particolare modo ai giovani, e noi abbiamo una leva di giovani amministratori, di giovani professionisti, di competenze, a cui dobbiamo prestare più attenzione e offrire più spazi. In questo senso è importante il rapporto con il sistema universitario e anche il sistema università, come detto. La  sfida che noi abbiamo davanti è una sfida di questa portata, che non può essere vinta con una delega ad un presidente della Regione o ad una giunta regionale, o a un consiglio regionale. Ma non basta: è necessario aprire una nuova stagione, la stagione oggi della partecipazione può essere sostenuta da contenuti, perché abbiamo definito la ‘cassetta degli attrezzi’; abbiamo programmato e approvato strumenti importanti di programmazione. Siamo la Regione, per fare un esempio, che si è data una legge per quanto riguarda il riordino del territorio e l'uso del territorio che è avanzatissima. Abbiamo scelto consumo di suolo zero, puntando alla riqualificazione. Abbiamo creato grande parte degli strumenti per lavorare in direzione della costruzione del cambiamento in Calabria, di cui sono sicuro,  costruendo e tessendo questa terra, senza chiedere a nessuno di rinunciare alle proprie opinioni, alla propria autonomia di giudizio, ma a tutti di avere una bussola che deve essere la Calabria.
Prima di ogni cosa la Calabria, prima delle appartenenze di partito, di organizzazione, di schieramento, deve venire la Calabria. Se tutti noi ci lasceremo guidare da questa bussola, la Calabria uscirà dal pantano nel quale è stata spinta da decenni di assoluta inadeguatezza di governo, da malgoverno in alcune stagioni, da ritardi accumulati nel corso di un lungo periodo, ritardi accentuati nel corso degli ultimi cinque anni che ci hanno preceduto, ma che hanno radici lontane. Se noi saremo animati da questo sforzo, da questa bussola, io credo che con più rapidità, perché il problema è proprio questo, ovvero i tempi entro i quali la Calabria potrà essere aiutata ad uscire dalla difficoltà, realizzeremo obiettivi e risultati importanti.
Permettetemi di dire infine che l'aiuto del governo è stato ed è importante; e nel governo è importante la presenza del Ministro Marco Minniti, un calabrese che ritorna a rappresentare il paese nel governo nazionale, un calabrese che non è lì per occupare una poltrona ma con un ruolo importante, di peso, come abbiamo modo di vedere in questi mesi e in queste settimane. Un calabrese animato da uno spirito nazionale autentico, che non dimentica le sue radici e che non a caso è qui con noi per concludere questa tre giorni di Cantiere Calabria. Abbiamo bisogno di fare avanzare contestualmente in questo cantiere, e in questo lavoro, una cultura della legalità, dell'utilizzo delle risorse  in modo trasparente, così come noi stiamo facendo e ci stiamo sforzando di fare.  Trasparenza, legalità, come condizione per fare crescere la regione. La regione non cresce se non spende le risorse e non le spende bene. La regione non cresce se spende le risorse per alimentare zone di economia malata e di società malata. La regione cresce se le risorse vengono utilizzate bene e in modo controllato. Questo è il metodo che noi abbiamo assunto. Questo è il metodo che guida la nostra azione di governo, perché anche e soprattutto su questo terreno noi vinciamo o perdiamo la sfida, perché la proiezione di una Calabria malata, di una Calabria distorta, preda delle organizzazioni criminali, è una proiezione che ha determinato un indebolimento e ne ha sfregiato il volto in molte stagioni e per un lungo periodo. Impegnarsi in questo terreno è di fondamentale importanza e la garanzia è doppia. Avere Minniti, impegnato oltre che sulle questioni generali, in questa frontiera, è per noi motivo di garanzia, tranquillità e maggiore fiducia per poter realizzare risultati concreti in questo lavoro e in questa impresa.
Dobbiamo avere fiducia. Credo che noi calabresi dobbiamo liberarci da una cultura che è stata alimentata da disfattismo, da negatività, dal vedere  sempre la parte vuota del bicchiere. Noi dobbiamo sapere che dipende da noi, e da nessun altro.  Si  può fare, dicevo qualche tempo fa. Ora posso dire “stiamo facendo”. Faremo di più e meglio  se saremo insieme. Viva la Calabria.

*presidente della giunta regionale della Calabria

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  • Occhiello di Mario Oliverio*

VENEZIA La sanità regionale più indebitata è quella del Lazio, con 3,8 miliardi di euro: a seguire la Campania con 3 miliardi di euro, la Lombardia con 2,3 miliardi, la Sicilia e il Piemonte entrambe con 1,8 miliardi di euro ancora da onorare. Se, invece, rapportiamo il debito alla popolazione residente, il primato spetta al Molise, con 1.735 euro pro capite. Seguono il Lazio con 644 euro per abitante, la Calabria con 562 euro pro capite e la Campania con 518 euro per ogni residente. Lo rileva la Cgia di Mestre analizzando la "Relazione sulla gestione delle Regioni" della Corte dei Conti, relativa al 2015, ultima rilevazione disponibile. Va comunque segnalato che dal 2011 il debito complessivo è in costante calo ed è sceso di 15 miliardi di euro (-39,7%). A livello regionale le contrazioni più importanti si sono verificate nelle Marche (-69,5), in Campania (-55,4) e in Veneto (-51). Solo nel Molise e in Umbria la situazione è peggiorata: nel primo caso la crescita è stata del 39,7%, mentre nel secondo caso del 57,7. 
L'anno scorso la peggiore pagatrice è stata l'Azienda sanitaria regionale del Molise che ha pagato i propri fornitori con un ritardo medio ponderato di 390 giorni. L'Asp di Catanzaro, invece, ha saldato i propri debiti dopo 182 giorni, mentre l'Asl Napoli 1 Centro ha rinviato il saldo fattura rispetto gli accordi contrattuali di 127 giorni. Le aziende sanitarie più virtuose, invece, sono state l'Usl Umbria 1 e l'Azienda sanitaria universitaria di Trieste. Nel primo caso gli impegni economici assunti sono stati onorati con 24 giorni di anticipo, nel secondo caso di 13. Per quanto concerne i tempi medi di pagamento praticati nel 2016 e riferiti alle sole forniture di dispositivi medici (fonte Assobiomedica), in Molise il saldo della fattura è avvenuto mediamente dopo 621 giorni, in Calabria dopo 443 giorni e in Campania dopo 259 giorni. Se teniamo conto che la legge in vigore stabilisce che i pagamenti delle strutture sanitarie debbano avvenire entro 60 giorni dall'emissione della fattura, nessun valore medio regionale rispetta questo termine. Tuttavia, ricorda il segretario della Cgia, Renato Mason, il servizio sanitario nazionale resta fra i migliori in Europa.

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  • Occhiello L’Asp di Catanzaro paga una fattura dopo 182 giorni (a Trieste ne bastano 13). E per il saldo dei dispositivi medici, in tutta la regione, possono passarne 443 

CROTONE «Ho provato a dare a questo territorio un'idea giusta dell'Istituzione, ho cercato di essere carabiniere di tutti e non comandante, scendendo tra la gente, ponendomi alla stessa altezza di quei bambini ai quali nell'ultima festa dell'Arma ho dato lo stemma dei carabinieri affinché possano sapere che quando hanno paura, quando c'è bisogno, noi carabinieri ci siamo sempre a tutela della gente». Lo ha detto il colonnello Salvatore Gagliano che lascia il Comando provinciale Carabinieri di Crotone per assumere l'incarico di capo del personale presso il Comando interregionale carabinieri "Culquaber" di Messina. L'ufficiale ha incontrato i giornalisti per un saluto al territorio al termine di due anni di permanenza nel Crotonese. «Lascio oggi i miei militari - ha detto Gagliano - che mi hanno dato tanto dal punto di vista professionale e una città che mi ha fatto crescere sotto il profilo umano. Sono stati due anni proficui soprattutto nel contrasto alla criminalità organizzata, ma a me importava soprattutto dare un messaggio alle nuove generazioni affinché possano vedere nella divisa dei carabinieri un'autorità amica, non autoritaria ma autorevole. Una istituzione a cui dare fiducia per denunciare i soprusi, la corruzione, la 'ndrangheta, per conquistare il consenso dei cittadini e toglierlo alla mafia». Il nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Crotone, il colonnello Alessandro Colella, si insedierà la prossima settimana.

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  • Occhiello Andrà al comando interregionale di Messina. Al suo posto Alessandro Colella. «Ho cercato di dare un messaggio di fiducia alle nuove generazioni»

COSENZA «Dopo aver letto la presentazione del report “La Sanità pubblica veterinaria e la sicurezza alimentare in Calabria”, presentato a Camigliatello Silano il 15 settembre scorso, non posso che esprimere i miei più sinceri complimenti per il lavoro che i dirigenti della Task Force svolgono e continueranno a svolgere per il bene della nostra Regione». Lo dice il sottosegretario allo Sviluppo economico e senatore di Alternativa popolare, Antonio Gentile. 
«La sanità pubblica veterinaria e la sicurezza alimentare – continua Gentile – rappresentano la base della prevenzione a tutela dei consumatori oltre che un grande valore aggiunto per nostre attività produttive agro-zootecniche. La strada delle competenze intrapresa sino a qui deve essere incentivata e supportata da tutti i colori politici per il bene della Calabria. Un recente passato dove la classe medica veterinaria regionale che si occupa di sicurezza alimentare era mal gestita e mal rappresentata e poco conosciuta presso le istituzioni nazionali, non ha fatto altro che rallentare la nostra ricerca di bisogni». 
Il senatore di Ap lancia un monito che è implicitamente una “difesa” dell’operato della struttura commissariale al Piano di rientro (che ha voluto l’istituzione della Task force): «Oggi, chi ha nostalgia di quel passato è contro lo sviluppo dei nostri stessi territori. Chi tenta di far rinascere la trascorsa incompetenza è contro tutti i calabresi che credono nel lavoro di questi professionisti. La qualità dei programmi proposta e attuata dai dirigenti della Task force veterinaria regionale, la capacità di portare innovazione sono gli elementi necessari per qualunque progetto ambizioso. E i frutti si sono visti dalla lettura dei dati presenti sul “Report”».

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  • Occhiello Il sottosegretario difende il nuovo corso (e la struttura commissariale al Piano di rientro): «In passato cattiva gestione. Chi ne ha nostalgia è nemico del territorio»
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