Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 04 Settembre 2017

LAMEZIA TERME Firmata la convenzione per l'affidamento della gestione totale dell'aeroporto di Crotone. L'atto è stato sottoscritto oggi dal direttore generale dell'Ente nazionale per l'aviazione civile, Alessio Quaranta, e il presidente di Sacal, Arturo De Felice. La società si era aggiudicata entrambi i lotti relativi alla gara a evidenza pubblica bandita dall'Enac per l'affidamento della concessione totale degli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone.
La convenzione siglata da Enac e Sacal, che specifica tutti gli oneri e gli obblighi che la società si assume per la gestione dello scalo di Crotone, è un adempimento propedeutico per il rilascio della concessione trentennale da parte del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e del ministero dell'Economia e delle finanze, che avverrà attraverso l'emanazione di un apposito decreto interministeriale.

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  • Occhiello Il dg di Enac e il presidente De Felice hanno sottoscritto il documento che affida lo scalo alla società lametina. L'atto è propedeutico al rilascio della concessione da parte dei ministeri

È la terza volta, o almeno questa è la mia conoscenza, che Francesco Nucara affida a un libro le ragioni della sua “passione politica”. Questa volta però non narra le vicessitudini della “sua” Reggio o quelle del “suo” Pri, il suo ultimo libro, fresco di stampa, per i tipi di Rubbettino, e di presentazione, narra della sua militanza politica. È un'autobiografia: “Storia di una passione politica (Scene e retroscene)”.
Non per questo, però, la prosa è meno limpida. Anzi esattamente il contrario: il suo scritto ci consegna una testimonianza diretta, vera, intellettualmente onesta. Al punto da rispecchiare la storia del Paese e del Partito che Francesco Nucara ha scelto di servire, con una coerenza che oggi è praticamente introvabile. Un solo dato potrebbe bastare: 54 anni di impegno politico con in tasca la stessa tessera, quella dei repubblicani. Una tessera che, quasi a prevenire i tempi moderni che hanno trasformato la transumanza in chiave di successo politico, teneva come simbolo una foglia di edera.
Scriveva il romantico innamorato:
Non sono come l'ape
che fugge di fiore in fiore;
sono come l'edera:
dove si attacca muore”.
Ne sa qualcosa la moglie di Nucara, donna di grande sensibilità e di estrema grazia che ha dovuto convivere con un così ingombrante convitato di pietra: il partito. Silente compagna di momenti esaltanti ma anche di drammatiche giornate. Un passo indietro, sempre, perchè usava così nella prima Repubblica, ma capace di garantire un tetto sicuro e un riparo sereno ogni volta che questo serviva ad un marito che aveva anche un'altro “vizio” imperdonabile: nello scontro in campo non tirava mai il piede dietro. E Nucara non ha mai evitato di prendere posizione anche quando il rischio di trovarsi fuori gioco o colpito dal “fuoco amico” era fortissimo.
Ecco perché la sua autobiografia è una pubblicazione utile, da consigliare soprattutto a chi vuole capire i mali odierni risalendo alle loro radici. Le “scene” narrate così come i “retroscena” ricostruiti nel volume hanno il dono dell'autenticità. Se proprio vogliamo trovare una pecca potremo dire che alcune storie Nucara ha scelto di non raccontarle (il che non significa che non avrà modo di farlo in seguito...) ma quelle che riporta sono implacabilmente complete e vere.
Una lettura o un racconto? Questo interrogativo lo avevo già posto in passato proprio presentando il precedente libro che Nucara ha dedicato alla città di Reggio Calabria. Era la narrazione dell'eterno aborto della nascita di una vera e grande città, che per la sua posizione geografica e la sua millenaria storia sarebbe potuta diventare la città-faro dell'estremo sud d'Italia. Oggi l'autobiografia di Francesco Nucara diventa la narrazione della vita di un uomo pubblico, con le sue luci e le sue ombre, i suoi successi e le sue sconfitte. La storia di un parlamentare che in varie legislature è stato anche vicepresidente della Commissione Bicamerale per il Mezzogiorno, Sottosegretario dell'allora Ministero dei Lavori Pubblici e viceministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. La storia di un uomo di partito (ma non di parte) a cui si devono molte iniziative editoriali del Partito Repubblicano Italiano, tra cui “I Repubblicani all'Assemblea Costituente”, “La Voce Repubblicana, Un Giornale per la Libertà e la Democrazia”, “Mazzini e Cattaneo. Idee per gli Italiani del Duemila”, “Francesco Perri, dall'Antifascismo alla Repubblica”.
E poi è bello leggere un'autobiografia che, pur essendo oltremodo ricca, proprio per via delle tante esperienze vissute da protagonista, contiene al suo interno un ricorso al “condizionale” del quale non si trova più traccia nel lessico politico corrente, dove anche l'ultimo pischello usa l'imperativo categorico. Anche per questo, Paolo Conte descrive la stagione che Nucara ha vissuto come meglio non si potrebbe: “Era un mondo adulto: si sbagliava da professionisti”.

Paolo Pollichieni
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  • Occhiello L'autobiografia di Francesco Nucara, storico esponente repubblicano, è una pubblicazione utile, da consigliare soprattutto a chi vuole capire i mali odierni risalendo alle loro radici

CERISANO (CS) Un cartellone ricco di eventi quello che caratterizza la XXIV edizione del Festival delle Serre di Cerisano in programma dal 3 settembre e fino a sabato 9. Sarà la città di Napoli in perfetta sintonia con il caratteristico borgo delle Serre, la protagonista di una kermesse da anni annoverata tra le più prestigiose della regione. Stamane la conferenza stampa di presentazione alla presenza del sindaco Lucio Di Gioia e della sua giunta. «Cerisano sarà protagonista di una nuova e vivace stagione culturale - ha dichiarato il primo cittadino - che vedrà Napoli al centro della manifestazione, senza però dimenticare il tema principale del Festival, le capitali del Sud, un crocevia di storia, cultura e tradizioni che si uniranno nel segno della rinascita intellettuale, sociale, economica e artistica». Uno dei protagonisti più attesi di questa XXIV edizione sarà il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, a Cerisano il prossimo 6 settembre, dove nella splendida cornice di Palazzo Sersale terrà un incontro dal tema “Governare da Sud”, alla presenza anche degli altri sindaci delle Serre Cosentine. Non solo cultura dunque, ma l’omaggio alla città partenopea sarà a 360° gradi. Dopo il successo ottenuto a Napoli, la mostra di pittura e disegni di Luciano Molino “Omaggio a Totò”, farà bella mostra di sé a Cerisano per tutta la durata del Festival. Un viaggio emozionale alla riscoperta di uno dei personaggi più celebri di Napoli. Tra le novità più salienti dell’edizione 2017 anche la presenza a Cerisano di Katia Ricciarelli, all’interno del contest “Cerisano Opera Festival”, la masterclass di canto lirico che il soprano terrà a Palazzo Sersale. E come da tradizione spazio oltre che alla musica classica, anche al cinema, al teatro, al jazz e quest’anno anche ad un nuovo e accattivante genere musicale molto in auge negli ultimi tempi, lo spiral sound. Tutto pronto, dunque, per un’edizione che si preannuncia entusiasmante e assai significativa. Si parte domani alle 18.00 con l’inaugurazione della mostra “Omaggio a Totò” e con tutta una serie di spettacoli che andranno ad animare il piccolo borgo delle Serre. Alle ore 20.00 consueto appuntamento all’arena Chiusi con il Cinema d’Autore dove sarà proiettato il film “Mister Felicità” di e con Alessandro Siani. Per la sezione Classica, al Cortile del Pozzo di Palazzo Sersale alle 21 è in programma il concerto del pianista Andrea Bauleo e del violinista Pasquale Faucitano. C’è attesa poi per il grande jazz, anche quest’anno realizzato in collaborazione con il Peperoncino Jazz Festival. Il primo degli appuntamenti in programma, domani alle ore alle ore 22.00 a Pianolungo, è con Joe Amoruso & Friends “Neri a metà”- Tributo a Pino Daniele con Roberto Musolino voice & bass, Arturo Blundi al sax, Joe Amoruso al Piano, Sasà Calabrese Voice & Guitar e Fabrizio La Fauci drums. Poco distante, al Teatro Saccoman, sempre domani 3 settembre, a partire dalle ore 21 sarà di scena “L’uomo, la Bestia e la Virtù”, dal libero adattamento del testo di Luigi Pirandello. Sul palco la Compagnia Lalineasottile con Mario Massaro, Antonella Carbone, Carmelo Carbone, Antonio Arena per la regia di Massimo Costabile. Da non perdere anche due appuntamenti con la comicità napoletana che vedranno protagonisti nei giorni a seguire, Giobbe Covatta e Marisa Laurito. Durante tutte le serate del Festival poi non mancheranno artisti di strada, estemporanee di pittura, incontri con l’autore e percorsi enogastronomici. 

 

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  • Occhiello Un ricco cartellone ricco di eventi caratterizza la XXIV edizione della storica kermesse del Cosentino in programma fino a sabato 9. Tra le tante novità anche la masterclass con Katia Ricciarelli

Una ragazza di 14 anni in imminente pericolo di vita è stata trasportata d'urgenza nel pomeriggio di oggi da Lamezia Terme a Brescia con un aereo Falcon 900 del 31esimo Stormo dell'Aeronautica Militare per essere ricoverata in una struttura dell'Azienda Socio Sanitaria Territoriale (Asst) degli Spedali Civili della città lombarda. La richiesta di trasporto, si legge in una nota della stessa aeronautica, è pervenuta dalla Prefettura di Catanzaro alla Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea, la sala operativa dell'Aeronautica Militare che ha tra i propri compiti quello di organizzare e gestire questo genere di trasporti su tutto il territorio nazionale in coordinamento, appunto, con le Prefetture. La Sala Situazioni di Vertice ha quindi attivato un Falcon 900, uno degli assetti che la Forza Armata tiene pronti 24 ore su 24 per questo genere di necessità. Decollato alle 13,30 circa dall'aeroporto di Ciampino, sede del 31esimo Stormo, a Lamezia Terme il velivolo ha imbarcato la paziente insieme ai genitori e ad un'equipe medica per l'assistenza durante il volo. Ripartito dalla città calabra, verso le 17,10 l'aereo è atterrato nell'aeroporto di Brescia-Montichiari, da dove la ragazza è stata trasportata in ambulanza all'Asst degli Spedali Civili. 

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  • Occhiello Il trasporto d'urgenza è stato effettuato con un aereo Falcon 900 del 31esimo Stormo dell'Aeronautica Militare

È stato prorogato per altri tre anni il progetto Lu.Ca, accordo di cooperazione nel cinema e audiovisivo tra le regioni Basilicata e Calabria che, attraverso le rispettive film commission, già da un anno collaborano con progetti condivisi e mirati per favorire economie di scala, migliore operatività su progetti condivisi che interessano i rispettivi territori. La finalità di fondo – si legge in una nota – resta sempre quella di «aumentare l'attrattività e l'incoming di nuove produzioni sui due territori». Un progetto che, con la bussola del nuovo meridionalismo, superi i localismi, all'insegna della cooperazione istituzionale.
Il rinnovo del protocollo è stato deciso sulla base dei buoni risultati ottenuti con poche risorse rispetto alla visibilità e alle ricadute economiche sui rispettivi territori. Quindi la Regione Basilicata e la Regione Calabria, ciascuna secondo le proprie competenze e nel rispetto delle finalità elencate dal protocollo d’intesa, si impegnano, nel rispetto della rispettiva autonomia, per i prossimi tre anni ad adottare strategie condivise nel settore audiovisivo, da attuare attraverso l’attività svolta da LuCa.
Le azioni saranno determinate dalla definizione di una strategia congiunta di alcune attività individuate nel piano annuale dell’attività delle due film commission regionali. Il coordinamento delle attività per i prossimi tre anni è affidato ad un comitato composto dai Presidenti e dai Direttori delle due Fondazioni, assicurando la pianificazione concertata delle attività e la gestione dei piani annuali delle due film commission.
Soddisfatti i due governatori per il proseguo della azione. Dichiara al riguardo il presidente Marcello Pittella: «Con la sobrietà che contraddistingue il nostro operato ritengo che sia stata messa in campo una cooperazione molto virtuosa che grazie al management delle nostre film commission sono certo produrrà ulteriori occasioni di lavoro alle nostre maestranze e allargamento di azioni con le altre regioni meridionali, che tra l’altro sono alla base del dossier di Matera-Basilicata capitale europea della cultura 2019».
Anche Mario Oliverio afferma con determinazione: «Calabria e Basilicata rinnovano, questa volta con un impegno triennale, l’accordo di collaborazione nel settore audiovisivo, da sviluppare attraverso un’attenta sinergia delle due Film Commission. Questa è una scelta che rientra in una più ampia strategia che vede le regioni del Sud unite su più fronti. Mi piace ricordare ad esempio il “Cammino della Magna Grecia” che inizia in Puglia, attraversa la Lucania e la Calabria per finire in Sicilia. Stiamo ponendo in essere una nuova visione di politiche culturali condivise nel Mezzogiorno, come elemento centrale dello sviluppo economico e sociale dei nostri territori».
«Nel corso di questo primo anno – si legge ancora nella nota – si sono già raccolti i notevoli frutti di questo progetto, che lascia completa autonomia alle due Film Commission, nel segno di una politica inclusiva e aperta anche a nuove collaborazioni con altre Film Commission a favore del sistema Italia. Tutto questo ad un anno esatto della presentazione dell’accordo alla Mostra di Venezia e del primo progetto pilota per il corto d’esordio come regista di Claudio Santamaria, lavoro di genere girato lungo il confine calabro-lucano all'interno del Parco del Pollino, la più grande area protetta d'Europa, location dalle enormi potenzialità nel settore del cineturismo e delle produzioni internazionali. Ora, “The Millionairs”  grazie anche al progetto Lu.Ca approda alla 74° Mostra del Cinema di Venezia come proiezione speciale delle Giornate degli Autori promosse a Lido con il sostegno di Anac e Centoautori dove sarà presentato in una conferenza stampa con l’esordiente regista, il produttore Gabriele Mainetti e alcuni attori del cast. Nel corso dell’incontro a Venezia saranno annunciate le prossime iniziative condivise dalle due film commission. Nel 2016, le due Fondazioni hanno stanziato un fondo pari a 150.000 euro, poi implementato, per la realizzazione di tre lungometraggi e un cortometraggio finanziati da ciascuna fondazione per circa 86.000 euro spesi sui singoli territori. Un'azione che ha determinato maggiori opportunità per le maestranze e gli operatori di Calabria e Basilicata».
Tra i progetti finanziati da Lu.Ca: “A Ciambra” di Jonas Carpignano reduce dal successo dell'ultima edizione del Festival di Cannes, vincitore del prestigioso riconoscimento “Europa Cinemas Label”  e nelle sale italiane dal 31 agosto. Finanziato anche l'esordio nel lungometraggio di Francesca Olivieri che ha affidato il suo progetto “Arberia” ai calabresi della Open Fields production in collaborazione con i lucani di Arifa film. Corto di pregio anche per i potentini di Labirinto Visivo che hanno presentato il progetto “Bellafronte” girato tra le Dolomiti lucane e il borgo calabrese di Nocera Terinese.

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  • Occhiello Già da un anno le due Regioni collaborano con progetti condivisi con l'obiettivo di «aumentare l'attrattività e l'incoming di nuove produzioni sui due territori»
Lunedì, 04 Settembre 2017 17:17

Sacal, la stagione dei bluff è finita

Sia pure con un decennio di grave e imperdonabile ritardo, la Calabria si è dotata di un sistema unico aeroportuale. In questa direzione spingeva l'Enac, spiegando che solo centralizzando la gestione sotto una unica regia manageriale e societaria era possibile assicurare la competitività fin qui mancata e portare a quei tre milioni di passeggeri su base annua, soglia al di sotto della quale non poteva esserci produttività.
In questo va riconosciuto che la Regione Calabria, sia pure obtorto collo, ha operato con determinazione. Anche la scelta di mettere al vertice della costituenda società unica il prefetto De Felice, sia pure presa (anche questa) sotto l'incalzare delle vicende giudiziarie che hanno travolto e stravolto i vecchi organismi della Sacal, alla fine si sta dimostrando azzeccata.
Sta di fatto che oggi si affacciano in Calabria nuovi vettori e dimostrano interesse verso i tre scali, operatori che fin qui ne erano rimasti alla larga, a meno che non si riconoscessero loro prebende particolari.
Oggi si può pensare al grande salto: ci sono i soldi per la nuova aerostazione di Lamezia e per quella di Reggio Calabria; è finanziato il piano che trasferisce nel sedime aeroportuale lo snodo ferroviario di Lamezia Terme; viene rispolverato il piano strategico della Iata che, per potenzialità tecniche e orografiche, individua Lamezia come possibile terzo (se non addirittura secondo) hub nazionale. Ma soprattutto c'è l'interesse di fondi internazionali a investire sul sistema aeroportuale calabrese, mettendoci soldi veri e relazioni transnazionali. Insomma, c'è chi guarda a questa realtà come a una grossa opportunità di sviluppo e per questo già lavora a piani industriali che danno un senso ai tre scali calabresi. C'è tutto questo e poi c'è la famiglia del signor Caruso, che dal settore del gioco d'azzardo intende transitare nella gestione di sistemi aeroportuali complessi e nel farlo intende dettare le regole e sistemare i paletti.
Caruso, e chi in queste settimane è impegnato a lodarne le gesta come ieri ha fatto con gli imprenditori che lo hanno preceduto ai vertici della Sacal, ha stabilito che la Sacal non deve mettere naso fuori da Lamezia, insomma da aeroporto internazionale deve retrocedere a scalo... comunale. Come tutti gli imprenditori amano fare, Caruso a sostegno della sua tesi porta i bilanci in rosso presentati dalla Sacal, dimenticando che quei bilanci sono eredità della gestione dissennata di altri suoi colleghi imprenditori e che negli anni i soldi per ripianare le perdite li hanno messi i calabresi. Tutti i calabresi, non solo quelli residenti a Lamezia Terme. Dimenticando, ancora, che la Sacal non è proprietaria neanche di uno spillo perché tutte le infrastrutture sono state realizzate con soldi pubblici. Comodo gestire i soldi degli altri senza mai mettere a rischio i propri.
Osserverà il signor Caruso che lui di soldi ne ha messi, circa trenta milioni di euro. Benissimo, ma i bilanci non erano già in rosso quando acquistò le nuove quote? Non ha sgomitato per avere tali quote approfittando della colpevole distrazione dei soci pubblici che non seppero (o non vollero) avvalersi del diritto di prelazione?
E tuttavia se Caruso vuole riavere i suoi soldi può sempre rivenderle le sue quote, non avrà difficoltà a farlo, a meno che... A meno che non vi siano dietro le barricate, alzate in questi giorni dalla famiglia Caruso, altre ragioni ed altre strategie. E comunque il pallino torna in mano alla politica e in particolare torna in mano alla Regione Calabria e più in particolare in mano a Mario Oliverio.
Autorizzi un aumento di capitale vero. Apra a investitori che credono nel progetto globale. Gente che sta valutando bene cosa capita a Reggio con la crescita di un polo industriale attorno alle Officine meccaniche. Che usa il compasso e scopre che la via d'accesso alle Eolie non è... Catania. Che le crociere adriatiche non possono valutare i porti calabresi senza contare su un aeroporto di appoggio.
Non tra un mese ma già nei prossimi giorni, rappresentanti di autorevoli fondi di investimento incontreranno il presidente della Sacal per manifestare il proprio interesse a entrare nell'azionariato. Porranno una sola premessa: il taglio degli investimenti non potrà essere inferiore a trecento milioni di euro. L'obiettivo è duplice, dotare la società unica di gestione della liquidità necessaria per affacciarsi sui mercati internazionali e liberarsi di tutta quella zavorra che con lo 0,1 di capitale ha per decenni gestito tutto il baraccone. La stagione dei bluff deve finire per lasciare spazio a quella della serietà.
Intanto, una mano potrebbe darla anche la famiglia Caruso: mentre si straccia le vesti per un passivo di 1,4 milioni di euro, provi a a dare un'occhiata al fascicolo dei contratti per le concessioni nel sedime aeroportuale lametino. Scoprirà che applicando normali parametri commerciali quel buco di bilancio lascerebbe spazio a un cospicuo attivo. Sì, perché una delle prerogative degli imprenditori che hanno fin qui amministrato la Sacal era quella di trarre a sé ogni vantaggio, caricando i costi (e i mancati ricavi) sul pubblico. Tutti i costi, anche quelli più ludici. Era una forma di ludopatia diversa da quella che affligge i clienti della famiglia Caruso, ma non sapremmo come descriverla diversamente. 

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  • Occhiello di Paolo Pollichieni

CROTONE «Per Ugo Pugliese e per la città di Crotone l'aeroporto non è e non può essere uno sterile oggetto su cui disputare di numeri e strategie politiche, bensì il motore indispensabile dello sviluppo sociale e della realizzazione dell'enorme potenziale della provincia e dell'intera fascia ionica. La grande quantità di notizie contrastanti apparse sulla stampa negli ultimi giorni, notizie che descrivono una netta contrapposizione all'interno della società aeroportuale lametina aggiudicataria delle concessioni per gli scali di Reggio Calabria e Crotone, la situazione finanziaria di Sacal, definita critica da parte del socio privato, e la battaglia legale tra socio privato e parte pubblica, creano forti preoccupazioni sul futuro dello scalo pitagorico». È quanto si afferma in un documento sottoscritto dal sindaco e dalla giunta comunale di Crotone. «Il sindaco di Crotone - prosegue il documento - ha puntato tutto sulla riapertura dello scalo crotonese da parte di Sacal, che era attesa ormai da mesi e si attende ancora oggi. Per raggiungere questo obiettivo, nonostante non abbia alcun ruolo nella gestione, ha, prima, proposto di finanziare con 300 mila euro le attività di "start-up", soccorrendo Sacal; e successivamente, ha deciso di partecipare all'aumento del capitale sociale voluto da De Felice. E su questo attende precise risposte alle sue richieste formali. Dunque oggi che l'estate è ormai al termine esige con fermezza che Sacal faccia ripartire i voli da e per Crotone. Subito e con continuità. Settembre è iniziato e non possono esserci scuse se questo ancora non avviene, a distanza di oltre sei mesi dall'aggiudicazione della gara indetta da Enac». «Non sono ammesse giustificazioni - prosegue il testo - non possono esserci cause esterne e pretesti perché l'aeroporto di Crotone continui a rimanere chiuso. Oggi 4 settembre, il prefetto De Felice firmerà a Roma la Convenzione con Enac per le gestione dell'aeroporto di Crotone. Da domani ogni giorno è quello buono per vedere gli aerei atterrare e de-collare sulla pista pitagorica. Questa è la tesi di Ugo Pugliese e dei suoi assessori. La stessa che ha rappresentato il sindaco a Lamezia il 1 settembre, condividendola anche con il primo cittadino di Isola Capo Rizzuto. Le vicende legali in corso tra i soci sono un problema di Sacal che non riguarda il Comune di Crotone e i suoi cittadini. Un'altra questione all'attenzione della Giunta è quella del giudizio pendente dinanzi al Consiglio di Stato. Parrebbe, infatti, che questa sia improvvisamente diventata un ostacolo (un altro o forse sarebbe meglio dire l'ennesimo) per la Sacal. Il sindaco e gli assessori hanno ricordato che in quella causa compare la Sagas spa, a cui il Comune partecipa esclusivamente quale socio di minoranza, con una quota del 34%. In ogni caso, la causa al Consiglio di Stato e' stata avviata da Enac e non dalla Sagas, che la subisce. Enac l'ha promossa per ribaltare un pesantissimo Giudizio pronunciato dal Tar di Catanzaro sulla gara indetta e condotta proprio dallo stesso Ente, dichiarata illegittima per la violazione di norme di legge e principi giuridici essenziali. Sacal spa non partecipa neppure a quel giudizio. Ed era consapevole della sua esistenza da sempre, sin da quando ha ottenuto l'aggiudicazione degli scali di Crotone e Reggio Calabria e ogni volta che ha annunciato il compimento di un atto in funzione dell'apertura dello scalo di Crotone. E lo stesso vale per Reggio Calabria, visto che la gara è una sola per tutti e due gli aeroporti. Questa circostanza fa assumere alle recenti esternazioni sugli effetti del ricorso il sapore di una vera e propria scusa. In ogni caso Sacal, De Felice e il presidente Oliverio facciano subito le loro proposte anche su questo punto e le decisioni opportune e legittime verranno assunte nelle sedi sociali, senza esitazione. Ma nessuno pensi di utilizzare questo o altri argomenti per giustificare un solo giorno in piu' di ritardo nella riapertura dell'aeroporto di Crotone».

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  • Occhiello Il primo cittadino: non sono ammesse giustificazioni. E non ammettiamo più cause esterne

Come più volte richiesto nel corso di questi mesi da parte delle scriventi associazioni e comitati di cittadini dei Comuni costieri del Golfo di Gioia Tauro e come per altro più volte in passato sostenuto dall’assessore regionale all’Ambiente e dallo stesso governatore, siamo a sollecitare un intervento da parte della Regione Calabria volto a realizzare una campagna di carotaggi sui fondali antistanti i Comuni di Nicotera, San Ferdinando, Gioia Tauro e Palmi volto a ottenere risposte chiare in merito alle cause di inquinamento delle acque del mare, favorite anche dalla cattiva depurazione delle acque, e che da anni alimentano il fenomeno delle cosiddette fioriture algali nel periodo estivo.
Ricordiamo inoltre che il Golfo di Gioia Tauro vede la presenza di numerosi fiumi e corsi d’acqua come il Mesima, il Petrace ed il Budello le cui acque sono costantemente classificate come fortemente inquinate così come gli svariati torrenti minori che versano in totale stato di abbandono e degrado.
Si ritiene inoltre che le attività richieste rientrerebbero nelle misure adottabili previste dall’art.5 com. 4 della direttiva 2006/7/Ce, recepita con Dlgs 116/2008 per impedire, ridurre o eliminare le cause di inquinamento che ad oggi, purtroppo, persistono nei pressi delle foci dei fiumi / torrenti indicati e le cui acque vengono classificate come di qualità “scarsa”.
Il tratto costiero oggetto dell’intervento ha subito anche quest’anno notevoli disagi dovuti alle precarie condizioni del mare con importanti effetti sull’immagine e sull’indotto turistico, importante risorsa per i Comuni interessati.
Le suddette indagini si ritengono fondamentali al fine di individuare soluzioni strutturali e mirate al fine di poter garantire un monitoraggio più efficace dello stato di salute delle acque del mare e poter così rilanciare l’immagine dei Comuni costieri favorendo l’indotto turistico ad esso collegato.

*Comitato 7 Agosto (San Ferdinando), Movimento 14 Luglio (Nicotera), Osservatorio Ambientale Iride (Gioia Tauro) 

 

 

 

 

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  • Occhiello di Comitati ambientalisti*

REGGIO CALABRIA Interrogazione con risposta scritta del consigliere regionale del Partito Democratico, Carlo Guccione, al presidente della giunta regionale, Mario Oliverio. Guccione chiede al governatore quali azioni intende avviare per «sbloccare lo stato di attuazione degli interventi previsti nel bando (legge 36/2008) che sono partiti da oltre 5 anni e allo stato attuale vedono 135 milioni di euro circa ancora in una fase di stallo con la conseguenti procedure a rilento, o addirittura di blocco, dei lavori dei cantieri. Ammontano a soli 12 milioni di euro gli interventi che risultano conclusi, collaudati, con gli alloggi assegnati o in fase di assegnazione ai cittadini aventi diritto. Risultano – tra revoche, economie e rinunce – oltre 27 milioni di euro».

 

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  • Occhiello Interrogazione del consigliere regionale al governatore: «Spesi solo 12 milioni, 135 risultano ancora bloccati»

REGGIO CALABRIA «Le indagini si fanno per verificare l’eventuale sussistenza di reati di ogni natura». Non si sbilancia il procuratore capo della Dda Federico Cafiero de Raho, ma chi ha tappezzato Rosarno di santini della Madonna di Polsi ha poco da stare tranquillo. Il gesto – «indecente e blasfemo» per il prefetto Michele di Bari – non è passato inosservato e nessuno a livello istituzionale ha intenzione di lasciare correre. Per oggi è stato convocato un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, cui hanno partecipato i vertici delle forze dell’ordine, delle procure di Reggio Calabria e Palmi e il sindaco di Rosarno, Giuseppe Idà. Ma, nel frattempo, il lavoro d’indagine sul territorio prosegue.

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L’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza ha dato i suoi frutti e sarebbero state già identificate le targhe delle auto usate da chi ha lasciato quei santini in giro per la città e non solo di fronte alla casa di Giuseppa Bonarrigo, madre dei fratelli Pesce. Sarebbero emersi anche nuovi particolari. Secondo alcune indiscrezioni, l’immaginetta della Madonna di Polsi non sarebbe l’unico omaggio offerto in dono alla matriarca. Qualcuno le avrebbe persino consegnato un ramoscello d’ulivo. Tutti elementi su cui si sta approfondendo. «A prescindere dagli eventuali profili di natura penale – ha detto il procuratore capo di Palmi, Ottavio Sferlazza – quanto è accaduto rappresenta un fatto grave dal punto di vista sociale e culturale perché ben rappresenta l’ennesimo tentativo della ‘ndrangheta di strumentalizzare il sentimento religioso per ottenere legittimazione e consenso popolare». Per questo, spiega il procuratore capo della Dda, Federico Cafiero de Raho, «quei santini rappresentano una sfida allo Stato». E lo Stato non ha intenzione di stare a guardare. «Noi siamo qui oggi – sintetizza il prefetto – per condannare senza se e senza ma questo deprecabile gesto, che è l’antitesi della fede mariana. Rispetto ad atteggiamenti di questo genere, da parte di questo comitato ci sarà tolleranza zero». Da tempo ormai, continua di Bari, in tutta la provincia si lavora per colpire duramente la criminalità organizzata e le sue manifestazioni. «Gesti di questo genere ci dicono che c’è ancora tanto da fare – conclude il prefetto – ma non fermeremo perché la legalità continua a essere il nostro interesse preminente».

LA DIOCESI: SACRILEGIO CONTRO POLSI «La Madonna di Polsi e il suo Santuario, come più volte ha ribadito il nostro vescovo, non vuole avere nulla a che vedere con le organizzazioni mafiose e 'ndranghetiste: chi aderisce alla 'ndrangheta e a ogni forma di criminalità organizzata è scomunicato, cioè fuori dalla comunione con Dio e con la Chiesa». Lo afferma l'Ufficio Diocesano per le Comunicazioni sociali della diocesi Locri-Gerace. 
«Lo ribadiamo ancora una volta - prosegue la nota - il santuario è contro la 'ndrangheta e porta avanti iniziative formative atte a farne comprendere la negatività e il male che essa compie alla nostra gente. Questa scelta di ripudio della 'ndrangheta e di lotta contro di essa è irrevocabile. Ma il santuario ha sempre le porte aperte ad accogliere ogni peccatore che pentito intende convertirsi e cambiare vita, perché la Chiesa vive e annuncia il vangelo della misericordia e del perdono. Lo ripetiamo: ogni uso strumentale dell'immagine sacra della Madonna della Montagna di Polsi è sacrilegio e offende la dignità del Santuario e soprattutto dei tanti fedeli che vi si recano mossi da una fede genuina e vera. Il santuario di Polsi ha pagato un alto tributo di sangue all'arroganza mafiosa. L'assassinio di don Giuseppe Giovinazzo è solo uno degli atti di violenza subiti dai sacerdoti che operano in questo difficile territorio. La sua memoria è un dovere dei cristiani e, in particolare, della chiesa di Locri-Gerace». 
«Occorre prendere atto - afferma l'Ufficio diocesano - che si è sviluppata una cultura mafiosa che va combattuta in ogni modo. Si tratta di una battaglia culturale da portare avanti a tutti i livelli. Arrestato un mafioso ne viene fuori un altro. La chiesa a livello formativo combatte questa cultura che fa dell'arroganza, della prepotenza, dell'omertà e delle complicità il suo forte. Nell'agire del mafioso, sopra di tutto, c'è sempre la ricerca degli affari, dei soldi e del guadagno. Non c'è ancora una diffusa consapevolezza del male che è e che fa la mafia. Esistono frange di rispetto per il boss e il capobastone. Questo "rispetto complice" va scardinato. Quanto accaduto a Rosarno e quanto succede ogni volta che vengono usati impropriamente i simboli della religiosità e della pietà popolare, non può e non deve in alcun modo disorientare i veri credenti che si appoggiano ad una fede forte e vera».

Alessia Candito
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