Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 06 Settembre 2017

ROMA «Quanto accaduto a Punta Scifo è fin dall'inizio all'attenzione degli organi preposti, del Mibact, del ministro Franceschini e mia». Lo afferma Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo e deputato di Alternativa Popolare. La parlamentare fa riferimento all'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica che nel febbraio scorso portò al sequestro del cantiere del costruendo villaggio turistico Marine Park Village di Punta Scifo, in un'area soggetta a triplice vincolo paesaggistico e a vincolo archeologico. Nell'inchiesta sono indagate 8 persone tra le quali il soprintendente ai Beni archeologici, belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, Mario Pagano. Quest'ultimo, come rivelato dal Corriere della Calabria, avrebbe poi inviato una circolare ai vari uffici disponendo l'incompatibilità con qualsiasi lavoro la cui vigilanza spetti agli uffici cosentini dell'archeologa Margherita Corrado - che con le sue denunce ha portato all'apertura dell'inchiesta – perché querelata per diffamazione dallo stesso Pagano. «Il patrimonio culturale della regione - ha sostenuto la Bianchi - va tutelato nel migliore dei modi. Si sta lavorando affinché si giunga a una risoluzione che tenga conto dell'inestimabile valore storico che dell'area e delle bellezze paesaggistiche del promontorio».

 

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PALMI Tre persone sono state arrestate, grazie alla sinergica collaborazione tra il Commissariato della Polizia di Stato di Palmi e la Compagnia dei Carabinieri, dopo che si erano introdotti in un'abitazione per compiere una rapina. Gli arrestati, Armando Bevilacqua, di 28 anni, di Melito Porto Salvo, Daniele Amato (38), di Rosarno, e Simone Bevilacqua (37), di Catanzaro, sono accusati di tentata rapina aggravata in concorso. I tre, si sono introdotti in un'abitazione di Palmi con il volto travisato da passamontagna, hanno colto di sorpresa la padrona di casa, e l'hanno bloccata in una stanza con l'intento di asportare indisturbati la cassaforte a muro. Alcuni vicini, pero', allarmati dal rumore, hanno chiamato polizia e carabinieri che dopo un breve inseguimento hanno bloccato i rapinatori. 

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  • Occhiello Con il volto coperto da un passamontagna sono entrati in una casa e hanno bloccato la proprietaria. Ma i vicini, insospettiti dai rumori, hanno allertato le forze dell'ordine

ROMA Sarà Otello Lupacchini il nuovo procuratore generale di Catanzaro. Lo ha deciso all’unanimità la V Commissione del Csm, che ha scelto Lupacchini  per sostituire Raffaele Mazzotta, andato in pensione nel luglio scorso. Per sostituirlo avevano presentato la propria candidatura anche Cosimo Bottazzi e Massimo Pinelli, ma il Csm si orientato su  Lupacchini, che è già stato in Calabria nelle vesti di capo ispettore del ministero della Giustizia a Catanzaro e a Cosenza. In magistratura dal 1979 -è stato pretore a Riesi (CL), giudice di Corte d’Assise a Bologna, giudice istruttore penale e giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma. Impegnato da sempre sui fronti caldi della criminalità organizzata, comune, politica e mafiosa, si è occupato, fra l’altro, degli omicidi del PM Mario Amato, del banchiere Roberto Calvi, del generale americano Lemmon Hunt, del professor Massimo D’Antona, nonchè della strage di Bologna, come delle attività della Banda della Magliana. 

 

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  • Occhiello La V commissione del Csm ha votato all'unanimità. Per lui sarà un ritorno in Calabria. Era il capo ispettore del ministero della Giustizia a Catanzaro e a Cosenza
Mercoledì, 06 Settembre 2017 20:03

Pd Cosenza, via alla fase congressuale

COSENZA È convocata per il prossimo 18 settembre la direzione provinciale del Pd cosentino che apre ufficialmente la fase congressuale per l’elezione di oltre 100 Segretari di circolo, del Segretario di Federazione e degli organismi provinciali. «Abbiamo attraversato una fase politica nazionale molto complicata ed insidiosa, caratterizzata da un costante aumento delle forze populiste e qualunquiste e da una sfiducia verso i partiti tradizionali; siamo riusciti tuttavia, con tenacia e costanza non solo a non arretrare ma addirittura a consolidare il nostro insediamento territoriale, sociale ed istituzionale. Tutto ciò non era scontato» dice il segretario uscente Luigi Guglielmelli. «In questi anni – riferisce -  il numero dei tesserati è rimasto costante nonostante le note vicende interne e i circoli sul territorio sono aumentati portando il PD in comuni dove non era mai stato.Un lavoro organizzativo lungo e capillare che ha rafforzato la struttura del Partito». Positivo, aggiunge, anche il bilancio finanziario. «Abbiamo applicato con estremo rigore i principi di trasparenza e tracciabilità garantendo, solo ed esclusivamente con l’autofinanziamento degli iscritti e delle iscritte della nostra Federazione, una situazione economica con netto segno positivo» riferisce il segretario uscente. «Quattro anni fa quando mi sono insediato come Segretario provinciale la situazione politica era fortemente compromessa: il centrodestra governava in tutti i comuni grandi e medi e la Regione Calabria. Abbiamo prima vinto le elezioni regionali registrando un ruolo politico di primo piano della nostra Federazione, sia per il risultato conseguito che per il processo di rinnovamento innescato proprio dalla nostra Direzione provinciale; successivamente abbiamo riconquistato la Provincia di Cosenza sbaragliando il centrodestra e nella tornata elettorale di questa primavera abbiamo completato la riconquista di tutti i Comuni persi in precedenza e che andavano al voto con l’eccezione del comune Capoluogo», sintetizza Guglielmelli, che però ammette «la vicenda comunale di Cosenza è una ferita ancora aperta rispetto alla quale siamo chiamati tutti fin da subito alla massima mobilitazione per costruire un’alternativa all’attuale maggioranza di Governo». Tuttavia, afferma, «quanto detto ci consente di dire che il PD della Provincia di Cosenza, è un Partito di sana e robusta costituzione». E sano al suo interno, perché afferma il segretario uscente «abbiamo valorizzato i territori, promosso una nuova generazione nella Segreteria provinciale e soprattutto abbiamo dato spazio al pluralismo interno anche quando qualcuno lo ha  utilizzato per nascondere piccole correnti locali del tutto prive di quella funzione e di quel retroterra politico e culturale che invece caratterizzano le sensibilità nazionali del nostro Partito.Abbiamo lottato difendendo i circoli e i territori, proteggendoli dal correntismo eccessivo e dal centralismo autoreferenziale ed incoraggiando sempre processi di cambiamento e rinnovamento anche quando qualche eletto metteva a repentaglio il progetto generale del Partito per piccoli interessi elettoralistici». Per questo sottolinea che «la fase congressuale che si apre, dunque, dovrà vederci tutti in campo senza magliette correntizie e senza far proliferare cosiddette aree politiche provinciali distanti e distinte dalle sensibilità vere di carattere nazionale del nostro Partito. Dobbiamo insistere sulla centralità del Partito e degli organismi quale luogo di discussione e decisione collettiva». «Per costruire organismi plurali e rappresentativi – ricorda il segretario uscente - ho impiegato due anni  a causa della non partecipazione alla vita politica della Federazione all’inizio del mio mandato di una importante Area politica. Con pazienza li abbiamo costruiti e in quegli organismi abbiamo assunto le decisioni più importanti: dall’indirizzo politico generale alla selezione delle candidature. Dovrà continuare ad essere così. Infine auspicio che si possano affrontare le prossime settimane con serenità e responsabilità, puntando sulle idee e sulla discussione e ricercando l’unica vera unità che fa bene al nostro Partito: quella delle donne e degli uomini iscritti al Partito Democratico».

 

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  • Occhiello Il segretario uscente Guglielmelli traccia un bilancio positivo dei suoi anni alla guida del partito. «Abbiamo completato la riconquista di tutti i Comuni persi in precedenza», ma Cosenza «è una ferita ancora aperta»
Mercoledì, 06 Settembre 2017 19:41

Una "stella" calabrese brilla a Venezia

COSENZA «Avrei voluto incontrare George Clooney, ma era andato via il giorno prima». È ancora emozionato e forse non ha realizzato del tutto che cosa significa essere stato premiato alla 74esima Mostra internazionale del cinema di Venezia. Il giovane Mattia Scaramuzzo, attore e aspirante produttore di Acri, sta rientrando dal Lido dove ha ottenuto un prestigioso riconoscimento come project manager del progetto “Genialità italiana”, realizzato da Old cinema e Generali Italia che ha visto anche la città di Cosenza tra le piazze cinematografiche protagoniste di un’iniziativa nazionale.
«Venezia è stato per me uno dei tanti sogni che sono riuscito a realizzare alla vigilia dei miei 30 anni», racconta il talento cosentino che nonostante la giovane età vanta già collaborazioni di prestigio nel mondo del cinema come con Carlo Verdone e Giovanni Veronesi ai quali ha fatto conoscere la sua Acri, centro della provincia di Cosenza. La sua passione per il cinema lo ha portato a frequentare set cinematografici importanti, a stringere rapporti professionali che si sono trasformati in profondi rapporti umani. Parla di Carlo Verdone come di un fratello maggiore al quale lo lega un grande rapporto di amicizia e soprattutto di stima. Oltre alle esperienze come attore, recentemente ha avuto anche ruoli nel settore della produzione cinematografica, terreno che vorrebbe coltivare per la sua carriera. Tanta passione, grande impegno e moltissimi sacrifici. Che non gli fanno certamente dimenticare le sue origini. Mattia è stato felice di portare a Venezia la Calabria e la sua Acri, paese di origine che porta sempre nel cuore e non solo a livello affettivo. Da oltre un anno è promotore di un’iniziativa culturale, “Cineincontriamoci”, finalizzata a coniugare la passione per il cinema con la valorizzazione del territorio. E che ha visto tra gli “sponsor” già nomi importanti, da Verdone a Neri Parenti.
Da un po' di tempo collabora con Old cinema, un progetto nazionale che mira alla valorizzazione del cinema recuperando il concetto di sala cinematografica come bene ambientale e culturale. Ed è come project manager di Old cinema che è stato premiato a Venezia per il progetto “Genialità italiana”, che nella tappa del 9 e 10 giugno scorso ha trasformato la nuova Piazza Bilotti di Cosenza in un cinema all’aperto: oltre alla fruizione di film, muniti di cuffie, si è andati alla ricerca della genialità calabrese con la registrazione di videoclip, confluiti in un docufilm presentato a Venezia.
«Voglio ringraziare di cuore - aggiunge il giovane talento - chi mi ha voluto in questo ambizioso progetto, quindi Old cinema e Generali Italia. Sono molto felice per aver rappresentato la mia amata Acri, che sin dall'inizio ho reso parte integrante delle mie attività, e la mia terra, la Calabria. Questo premio lo condivido con tutti i calabresi, con chi mi ha sempre sostenuto e lo dedico alla mia famiglia, colonna portante di ogni mia azione alla quale sarò sempre grato per il supporto e per i continui stimoli ad andare sempre avanti nonostante le difficoltà. Perché ogni strada che si intraprende è un cammino in salita e la fatica non deve mai scoraggiare. È il messaggio che umilmente vorrei mandare ai tanti ragazzi come me che lottano, quotidianamente, per realizzare i propri sogni solo grazie ai loro sacrifici».
Il docufilm Genialità Italiana è stato presentato all'interno dell'Italian Pavilion dove erano presenti, produttori, registi, attori e numerosi esponenti del mondo cinematografico nazionale e internazionale. Tra i grandi protagonisti anche il regista calabrese Mimmo Calopresti, che ha partecipato alla tappa di Cosenza del Cinetour, realizzato in collaborazione con il Comune di Cosenza, Edoardo De Angelis (ospite d'onore della tappa di Napoli) e il regista calabrese Gianni Amelio che ha fatto conoscere la Calabria e l’Italia in tutto il mondo. I tre registi sono stati premiati come ambassador della genialità italiana nel mondo.
Mattia Scaramuzzo ricorda con emozione non solo il momento in cui ha ritirato il premio ma anche quello della proiezione del docufilm della durata 1 ora e 20 minuti, che racchiude alune delle storie migliori (anche cosentine) raccolte nel Cinetour. All'appuntamento sono intervenuti inoltre Marco Sesana, ad di Generali Italia, azienda leader che per la prima volta investe in un'iniziativa cinematografica, e Ambra Craighero founder Old Cinema.
Il giovane attore cosentino non dimenticherà mai la sua prima esperienza a Venezia, sognando nel profondo del suo cuore che sia la prima di una lunga serie. 

Mirella Molinaro
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  • Occhiello Mattia Scaramuzzo, giovane attore cosentino, premiato alla Mostra internazionale del cinema premiato come project manager di un progetto che parla anche calabrese. Il racconto delle emozioni tra le star del Lido

LAMEZIA TERME I Ricostituenti vanno allo showdown. Luogo: un hotel di Lamezia Terme. Giorno: il 25 settembre. Titolo a effetto (ma ancora provvisorio) della manifestazione: “Calabria: così non va”. Cos’è che non va? La Regione di Mario Oliverio, ovviamente, ma anche il Pd di Ernesto Magorno. Il nuovo movimento nato nel seno dem stavolta si mobilita per davvero con una grande chiamata a raccolta del popolo (dissidente) del Pd. Un gruppo ristrettissimo di Ricostituenti – tra cui l’ex governatore Agazio Loiero, il consigliere regionale Carlo Guccione, Demetrio Naccari Carlizzi, Mario Franchino e Peppino Vallone –, riuniti stamattina a Lamezia, hanno deciso di passare all’azione proprio nei giorni più caldi per la giunta regionale e il partito, quando ormai mancano poche ore alla Festa dell’Unità di Belvedere Marittimo e all’avvio del “Cantiere Calabria” dell’Unical, una sorta di “Leopolda” calabrese che Oliverio ha voluto al chiaro scopo di valorizzare (e pubblicizzare) quanto fatto in questa prima metà di legislatura. 
Saranno entrambi appuntamenti in qualche modo apologetici, durante i quali verranno fatti splendere i presunti risultati raggiunti dal Pd regionale e dalla giunta. Qui sta il punto: per i Ricostituenti non c’è nulla da celebrare, anzi. Tutti hanno concordato su un’analisi (impietosa): va tutto male, la Calabria vive una situazione difficilissima e il Pd viene gestito come fosse un partito-famiglia. Nessuno è arrivato a dire che il governatore dovrebbe dimettersi («dopotutto non è che in Regione ci sia tutto questo scintillio», dice ironico uno dei partecipanti); ma Magorno, Magorno probabilmente sì: davanti ai ripetuti insuccessi elettorali – a Cosenza, Vibo, Lamezia e Catanzaro – «avrebbe dovuto farsi da parte già da tanto tempo». 
Ecco, così non va. E la manifestazione del 25 settembre (il cui discorso di introduzione è già stato affidato a Naccari Carlizzi) servirà per dirlo apertamente, senza ipocrisie, pubblicamente. 

SVOLTA E TRASPARENZA Il movimento dei Ricostituenti, al cui interno hanno ormai trovato posto rappresentanti di tutto il territorio calabrese, chiederanno un vero cambio di passo in Regione e la massima trasparenza del partito nella gestione dei congressi provinciali d’autunno. Altrimenti – stamattina è stato ribadito con forza –, non sono escluse scelte «radicali». 
«L’adesione al Pd, in uno scenario di questo tipo, non sarebbe niente affatto scontata», osserva uno dei big che hanno partecipato alla riunione. Significa che la rottura è uno degli esiti possibili, anche alla luce di quanto sta avvenendo nel partito nazionale con il ministro della Giustizia Orlando tentato dalla scissione in caso di accordo tra Pd e alfaniani in Sicilia. Un’ipotesi che, dovesse realizzarsi, potrebbe avere effetti concreti anche in Calabria. Ma i Ricostituenti sono andati anche oltre, arrivando a ipotizzare liste autonome e a forte valenza civica in occasione delle regionali del 2019. «Tutte le opzioni sono sul tavolo», commenta un altro “dissidente” dem.

RISCHIO C’è poco da scherzare, insomma: senza un’apertura di Oliverio e Magorno il partito rischia di sbriciolarsi, a pochi mesi dalle decisive politiche 2018. 
A individuare con nettezza il pericolo ci pensa Loiero: «In Calabria c’è una grande insofferenza, se continua così ci sarà un voto “a dispetto”, cioè contro il mutismo del partito e anche contro un certo tipo di immobilismo generale». L’ex governatore non punta il dito ma avverte: «Dico queste cose a favore del Pd, per cercare di poter salvare il salvabile; potremmo essere ancora in tempo».
Qualcun altro, invece, liquida la faccenda con una battuta: «Oliverio lancia il “Cantiere Calabria” e dice che dopo la semina arriva il raccolto: confonde l’edilizia con l’agricoltura, e questo la dice lunga su come siamo messi».

Pietro Bellantoni
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  • Occhiello Il movimento dissidente convoca una manifestazione per il 25 settembre. Chiederanno un cambio di passo in Regione e massima trasparenza nei congressi. Il rischio scissione è concreto. Possibili liste autonome alle regionali 2019. Loiero: «Ancora in tempo per salvarci»

CATANZARO «Il sottosegretario Castiglione ha reso noto oggi in Commissione, in risposta ad una interrogazione a mia firma, che le imprese del settore olivicolo della Calabria colpite dalla siccità degli ultimi mesi potranno beneficiare degli interventi previsti a carico del Fondo di solidarietà nazionale, formalizzando la richiesta entro il 31 dicembre 2017». Lo rende noto il deputato Nicodemo Nazzareno Oliverio, capogruppo del Pd in commissione Agricoltura della Camera. «Sarà quindi possibile - prosegue - erogare contributi in conto capitale fino all'80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, chiedere prestiti agevolati ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale nonché richiedere la proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza e l'esonero parziale, fini al 50%, del pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali. Tutto questo è stato possibile grazie all'intervento tempestivo del Governo e del Parlamento che hanno approvato definitivamente, prima della pausa estiva, il decreto-legge sul Mezzogiorno, inserendo una disposizione specifica per tutelare le imprese agricole, anche quelle che non hanno stipulato un'assicurazione, colpite dalla siccità». 

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  • Occhiello L'annuncio del capogruppo del Pd in commissione Agricoltura della Camera: «Si potrà beneficiare degli interventi previsti a carico del Fondo di solidarietà nazionale formalizzando la richiesta entro il 31 dicembre 2017»

«Sono veramente grato al Laboratorio Territoriale “Croceneviera” - promosso dalle organizzazioni economiche, sindacali, agricole, civili e ambientaliste di Vibo Valentia - per aver elaborato il progetto di Parco Archeologico agronaturalistico vibonese. Mi sembra una ottima iniziativa che merita il massimo sostegno, ben costruita tanto nel metodo, con elevata livelli di partecipazione dal basso di aggregazioni locali, quanto nel merito, avendo l’obiettivo di recuperare, tutelare e promuovere, in una prospettiva di sistema integrato, il patrimonio archeologico, agricolo e naturalistico della zona». Con queste parole, il vicepresidente della giunta regionale Antonio Viscomi ha salutato i rappresentanti del Laboratorio Territoriale vibonese - composto da Confindustria, Coldiretti, Cgil, Cia, Federconsumatori, Archeoclub, Wwf, Italia Nostra, Codacons, Forum delle associazioni e associazioni singole e infine anche dal Comitato pro-mura greche - che hanno voluto incontrarlo per porre all’attenzione della Regione un progetto integrato di sviluppo che interessa un’area di circa centocinquanta ettari compresa tra la casa circondariale e il castello di Vibo Valentia. A illustrare il progetto Anselmo Pungitore, direttore di Confindustria Vibo, Salvatore Cugliari, dell’Abc Associazione agricoltura biologica Calabria, e l’archeologa Anna Rotella.
Integrando dimensioni diverse – da quella archeologica a quella agricola e naturalistica – gli obiettivi del progetto definiti dai proponenti non possono che risultare plurimi ma due assumono un particolare significato. Il primo riguarda la possibilità di promuovere un governo unitario del complesso territoriale e di realizzare forme avanzate di interazione fra enti pubblici e soggetti privati, per rendere possibili ed efficaci politiche di programmazione, pianificazione e gestione, in grado di assicurare la tutela, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio archeologico, paesaggistico e produttivo. Il secondo è relativo alla possibilità di attivare forme di economia ecosolidale (agricoltura sociale, turismo culturale responsabile, …), in grado di conciliare finalità produttive, occupazionali, di cura del territorio ed inclusione sociale, con significative ricadute in termini occupazionali.
All’esito della presentazione, il vicepresidente ha espresso anzitutto un forte apprezzamento per un eccellente esempio di cittadinanza attiva e di sensibilità culturale e civica nei confronti dei beni comuni specifici del capoluogo vibonese: «Questo progetto conferma che la strada giusta per cambiare la Calabria è rimboccarsi le maniche e iniziare a lavorare tutti insieme in vista di un progetto comune di sviluppo che faccia leva sulle specificità di ogni singolo territorio. Per fare questo occorre imparare a fare rete e a giocare in squadra, inserendo l’interesse di uno in una rete che tuteli gli interessi di tutti. Questa regione non ha bisogno di eroi ma di persone che facciano ogni giorno il loro dovere, piccolo o grande che sia, e lo facciano con intelligenza, passione e amore».
Ha poi apprezzato in modo particolare la capacità del Laboratorio di intuire e delineare una linea di sviluppo capace di integrare in una visione unitaria segmenti di attività che spesso si muovono con logiche distinte e parziali: «Anche in questo caso, ha dichiarato il Vicepresidente, trova precisa conferma il principio economico per cui a competere nel mondo globale non sono più le imprese ma i territori, il che significa che ogni territorio deve essere in grado di definire filiere e reti di azioni e di produzione coerenti con le specificità locali. Ma proprio per queste ragioni, occorre che anche le istituzioni pubbliche sappiano cambiare logica di azione, abbandonando la visione miope dei cicli elettorali e iniziando a collaborare tra di loro e con i soggetti privati nell’interesse generale»
«Questa è la vera sfida che pone questo progetto: da un lato, mettere insieme risorse e competenze che tradizionalmente hanno operato per compartimenti stagno anche all’interno dell’amministrazione regionale; dall’altro, mettere insieme più livelli istituzionali per realizzare una visione comune. Da un certo punto di vista, ha concluso il vicepresidente Viscomi, il Laboratorio Territoriale Croceniviera è un banco di prova della stessa capacità dell’amministrazione regionale e delle istituzioni locali di abbandonare logiche ormai stantie di esercizio del potere. Ma è anche una grande occasione per la politica di esercitare il suo ruolo di indirizzo alla ricerca del bene comune, senza condizionare e invadere l’autonomia della società e degli organismi di rappresentanza che finalmente sono stati capaci di lavorare insieme, e di lavorare bene. Per quanto mi riguarda farò tutto ciò che è possibile perché il Laboratorio vibonese possa portare avanti il progetto: sarebbe veramente imperdonabile perdere l'occasione e non trasformare una buona idea in una buona pratica».

 

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  • Occhiello Il vicepresidente della giunta regionale si è complimentato con il Laboratorio territoriale “Croceneviera” per aver elaborato il progetto del Parco Archeologico agronaturalistico vibonese
Mercoledì, 06 Settembre 2017 17:55

Consorzio Valle Crati, Andrea Manna nuovo presidente

COSENZA È arrivata in pochissimo tempo la nomina del nuovo presidente della Valle Crati, il Consorzio che si occupa dello smaltimento dei rifiuti a Cosenza. Il sindaco Mario Occhiuto - dopo il rifiuto del capo di Gabinetto Antonio Molinari - ha indicato Andrea Manna alla guida del Consorzio Valle Crati quale rappresentante del Comune di Cosenza che assumerà la funzione di presidente.
Manna, nato a Cosenza il 6 febbraio 1964, svolge la professione di commercialista da 26 anni, da cinque ricopre la carica di presidente del Consiglio dell’ordine dei commercialisti di Cosenza e «vanta una notevole esperienza in numerose aziende - è scritto in una nota del Comune - che, nel corso della sua attività, è stato chiamato a gestire.
Manna subentra a Maximiliano Granata che aveva avuto l'interdizione dai pubblici uffici per una vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto, mentre il suo vice Luigi Ripoli si era dimesso nelle scorse settimane.
Molinari ha rinunciato all'incarico per motivi personali e per incompatibilità con altri ruoli. Nei giorni scorsi, i sindacati e in particolare l'Ugl si erano impegnati affinché il sindaco Mario Occhiuto provvedesse alla nomina in tempi brevi affinché si potesse provvedere anche alla gestione di questioni inerenti il Consorzio. Il sindaco Occhiuto si è subito attivato per trovare un sostituto che rispondesse ai requisiti richiesti dalla Prefettura, ovvero che «fosse al di sopra delle parti considerato che il Consorzio copre un bacino molto ampio». 

Mirella Molinaro
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  • Occhiello Il presidente del Consiglio dell'Ordine dei commercialisti sarà alla guida dell'Ente che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. Antonio Molinari, capo di Gabinetto del Comune, aveva rifiutato l'incarico per motivi personali e incompatibilità con altri ruoli
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