Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 08 Settembre 2017
Venerdì, 08 Settembre 2017 22:59

SERIE A | Nicola: «A Cagliari per fare punti»

«Sopperire alla mancanza d'esperienza con la fame». È quello che Davide Nicola, allenatore del Crotone, chiede ai suoi: a due giorni dalla prima trasferta di campionato, quella in casa del Cagliari nella nuova Sardegna Arena, il tecnico piemontese si dice «soddisfatto del mercato condotto dalla società, adesso il campo deciderà i titolari». «Incontriamo una squadra che ci terrà a fare bene nel suo nuovo stadio, e noi siamo onorati di poter partecipare a questa inaugurazione». Ma il modo migliore per onorare questo impegno è «tornare con un buon risultato». «Adesso - ha aggiunto, parlando di mercato - siamo al completo. I nuovi arrivati hanno avuto pochi giorni a disposizione e bisogna dare loro tempo. È vero che la pausa di campionato ci ha dato modo di lavorare per migliorare l'integrazione, ma è anche vero che abbiamo avuto diversi calciatori impegnati con le varie Nazionali». Viste le probabili assenze di Tonev, Izco, Nalini e Ajeti, «non è escluso che qualcuno dei nuovi possa andare in campo o subentrare. Io manderò in campo i più pronti». Poco importa che siano giovani, perché «ho chiesto loro di sopperire alla mancanza di esperienza con la voglia di mettersi in mostra e di migliorare. Il mio lavoro - ha aggiunto Nicola - è portare avanti i calciatori che vogliono emergere. Noi siamo il Crotone, e i calciatori ce li dobbiamo costruire. Il nostro progetto e' chiaro da sempre: valorizzare i giovani e rilanciare chi nelle passate stagioni non ha avuto possibilità di mettersi in mostra». A fronte delle assenze dei calciatori che stanno recuperando i rispettivi infortuni, e di Ajeti che è tornato dagli impegni in nazionale con qualche acciacco, il Crotone ritrova in difesa Ceccherini dopo la squalifica. Probabile formazione (4-4-2): Cordaz; Faraoni, Ceccherini, Cabrera, Martella; Rohden, Barberis, Mandragora, Stoian; Trotta, Budimir.

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  • Occhiello Per la trasferta in Sardegna, la prima in campionato, il Crotone ritrova Ceccherini dopo la squalifica. Il tecnico: «Non è escluso che qualcuno dei nuovi possa andare in campo o subentrare»

PALMI I giudici della Corte d'assise di Palmi hanno condannato all'ergastolo Francesco Barone, di 25 anni, di Rosarno, con l'accusa di avere ucciso la madre Francesca Bellocco dopo avere scoperto che aveva una relazione extraconiugale. La vittima, della quale non è stato trovato il corpo, era figlia del defunto boss di 'ndrangheta Pietro Bellocco. L'omicidio, per l'accusa, sarebbe stato commesso il 18 agosto 2013 dopo che Barone aveva scoperto la mamma insieme a Domenico Cacciola, ritenuto ai vertici dell'omonima cosca federata ai Bellocco. L'uomo sarebbe riuscito a fuggire - ore dopo provò a contattare la donna senza riuscirci - ma da quel giorno è sparito ma nessuno ne ha denunciato la scomparsa. Barone è stato arrestato il 15 aprile 2015. Un testimone ha raccontato di avere visto arrivare un'auto con 3 persone armate e mascherate. Ad attenderli c'era Barone che entrò in casa con loro. Poi il testimone sentì la donna gridare «Pirdunatimi!». Tre giorni dopo il figlio ne denunciò la scomparsa.

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  • Occhiello Condannato Francesco Barone. Il corpo della donna di Rosarno non è stato mai ritrovato. Dal giorno del delitto è sparito anche l’amante, ma nessuno ne ha denunciato la scomparsa

CHIARAVALLE CENTRALE I carabinieri di Chiaravalle centrale, nell'ambito di un servizio finalizzato al contrasto della produzione di droga disposto dalla Compagnia di Soverato, insieme a quelli dello Squadrone eliportato cacciatori, del Nucleo cinofili e del 14mo Battaglione Calabria, hanno arrestato Giuseppe Gregorio Iozzo, di 50 anni, per coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di una perquisizione su un terreno agricolo in uso all'uomo, sito in Contrada Forace, i militari hanno scoperto una coltivazione di marijuana composta da 15 piante, di altezza compresa tra 1,70 e 1,80, alcune delle quali già in stato di essicazione. Poco dopo, all'interno di un magazzino-deposito, è stato, invece, individuato un sacco nero contenente un chilogrammo di sostanza stupefacente del medesimo genere, già essiccata e pronta per essere immessa sul mercato. Infine, le ricerche all'interno dell'abitazione hanno portato alla scoperta di un rullo utilizzato per la lavorazione della sostanza, oltre a 15 grammi di marijuana. Dopo la convalida dell'arresto, l'uomo ha avuto la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel Comune di Chiaravalle Centrale con la prescrizione di non allontanarsi dalla propria abitazione dalle 21.30 alle 6.

 

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  • Occhiello I carabinieri hanno scoperto una piantagione in un terreno agricolo. Per l'uomo è stato disposto l'obbligo di dimora

REGGIO CALABRIA Pino Gentile e Ap passano al contrattacco. Il vicepresidente del consiglio regionale uscente e il suo partito non ci stanno a essere tagliati fuori dalla corsa per l'Ufficio di presidenza. Fi, questo il messaggio, non può decidere le sorti della votazione di lunedì e accaparrarsi entrambi i posti riservati alla minoranza. «Abbiamo osservato, fino ad oggi in rispettoso silenzio, che il partito di Forza Italia in Calabria decidesse, senza coinvolgere la minoranza rappresenta da Alternativa popolare, le posizioni da indicare nell' Ufficio di Presidenza della Regione Calabria. I dirigenti di Forza Italia hanno volutamente ignorato la forza, la consistenza e la compattezza di Alternativa popolare, che pure ha consentito a quel partito la riconquista determinante della città di Catanzaro». Lo afferma in una nota il segretario amministrativo regionale e segretario provinciale di "Alternativa Popolare" Cosenza Gianfranco Leone. «Dunque – prosegue – Forza Italia, con un atto a dir poco arrogante, ha deciso di occupare tutte e due le caselle di vicepresidente e di segretario del Consiglio di presidenza, annullando la partecipazione politica della minoranza rappresentata da Alternativa popolare. Vorremmo ricordare ai vertici di Forza Italia che Alternativa popolare non solo concorre all'elezione dell'Ufficio di presidenza con eguali diritti ma si candida a occupare legittimamente alcuni posti di rilievo che spettano al partito nella qualità di minoranza. È naturale che presenteremo nostri candidati, sui quali chiederemo legittimamente il voto all'interno del consiglio regionale, nel rispetto delle prerogative assegnate a ogni consigliere regionale. Nessuno pensi che ci siano consociativismi o, peggio, trasversalismi. Le regole della politica sono queste e ogni partito e ogni consigliere ha il diritto di concorrere, in libertà e in piena autonomia, alle scelte dei propri rappresentanti. Per intanto, registriamo, non solo la compattezza di Alternativa popolare in Calabria, ma le defezioni già presenti in Forza Italia, con la grave umiliazione che il partito ha voluto infliggere al consigliere regionale Graziano, che pure di quel partito è stato fra i primi eletti. Questa precisazione è dovuta soprattutto perché, ripetutamente, i vertici di Forza Italia hanno ignorato le regole del consenso e, per meri giochi interni, hanno voluto designare due rispettabilissimi candidati della stessa provincia, escludendo tutto il resto della Calabria. Affermiamo queste cose non per campanilismo becero ma perché sono state violate tutte le regole del rispetto reciproco che deve esistere tra i partiti di opposizione».
«Dunque – conclude Leone – per noi la partita resta tutta aperta, non indietreggeremo, non faremo accordi sottobanco ma chiederemo ad ogni consigliere di scegliere, liberamente e senza alcun condizionamento, i propri rappresentanti nell' Ufficio di Presidenza regionale». 

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  • Occhiello Il segretario provinciale di Alternativa popolare Leone critica le decisioni unilaterali degli azzurri sulle nomine per la presidenza del Consiglio. E rilancia la candidatura di Gentile
Venerdì, 08 Settembre 2017 19:10

Delitto Cricrì, Ciancio condannato a 30 anni

VIBO VALENTIA Il gup di Vibo Valentia Lorenzo Barracco, ha condannato, al termine del processo con rito abbreviato, Alfonsino Ciancio, di 28 anni, di Acquaro, a 30 anni di reclusione per l'omicidio dell'organista Giuseppe Damiano Cricrì, avvenuto nell'ottobre del 2013 e commesso in concorso con la madre e l'amante di quest'ultima ed aggravato dalla premeditazione. 
Il gup, che ha accolto le richieste del pm Benedetta Callea e della parte civile rappresentata dall'avvocato Giovanni Vecchio. I difensori, Rosario Lopreiato e Bruno Ganino, avevano chiesto l'assoluzione. Il giudice ha anche accolto l'aggravamento del reato contestato a Ciancio che inizialmente era distruzione di cadavere. L'organista 48enne di Melicuccà di Dinami fu ucciso per la sua decisione di troncare la relazione iniziata alcuni mesi prima con Liberata Gallace, madre di Ciancio e imputata, insieme all'amante Fiore d'Elia, nel processo con rito ordinario che si sta celebrando davanti la Corte d'Assise di Catanzaro. L'uomo fu attirato in una trappola nelle campagne di Gerocarne, ucciso con un corpo contundente ed il cadavere bruciato nella sua auto dopo essere stato spostato nei boschi di Acquaro. 

 

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  • Occhiello L’uomo è stato giudicato colpevole dal gup di Vibo dell’assassinio dell’organista avvenuto nell’ottobre del 2013. Sarebbe stato ucciso per motivi passionali

SAN FERDINANDO Nessuna strana sindrome tropicale, né strani morbi. Tra i migranti, le malattie più diffuse sono quelle dovute ad emarginazione, fame e iperlavoro. È un dato che emerge in maniera chiara dal report che il collettivo Mamadou ha stilato al termine dell’attività del presidio sanitario estivo all’interno del ghetto di San Ferdinando. «I disturbi che maggiormente abbiamo registrato – si  legge - sono di tipo gastro-intestinali, dolori muscolari ed articolari, difficoltà respiratorie, eruzioni cutanee di tipo allergico ed irritativo e problemi dentali».

CHE TERAPIA PER LA MISERIA? Malattie da miseria – spiegano – dovute a scarsa e cattiva alimentazione, precarie condizioni igieniche e sforzo eccessivo. Si tratta –  si legge nel report – di «condizioni patologiche che potrebbero essere facilmente eliminate agendo sulle cause primarie: igiene, acqua potabile, accessibilità alle cure, disponibilità di corrente e spazi adatti alla vita».

ACQUA “VELENOSA” Ma fra i braccianti della Piana, per molto tempo anche le condizioni igieniche minime sono state un lusso impensabile.  E l’acqua inquinata che scendeva a rivoli dalle poche fontanelle, uno dei più potenti veleni, in grado di causare disturbi gastrointestinali di ogni genere. I volontari del collettivo consigliano di bere acqua imbottigliata, ma anche questo non è fattibile per chi strappa pochi spiccioli di paga per un’intera giornata di lavoro. «Non esistono Linee Guida della Società Italiana Gastroenterologia che ti indichino come si cura la miseria» appuntano i medici nel report.

IL LUSSO DELLA BUONA ALIMENTAZIONE «La gran parte degli uomini del ghetto sono giovani, il loro organismo è ancora forte delle risorse necessarie a reggere agli insulti che arrivano dall’esterno, ma tanti già si stanno ammalando» scrivono i sanitari, che sottolineano come molti presentino una tendenziale ipertensione.
Nulla di strano – evidenziano - «gli statunitensi lo sanno da decenni: l’ipertensione tende a essere più comune e più grave nei soggetti di etnia nera». Ma in questo caso, la cura -  un’alimentazione più sana, che prescinda da scatolame e i cibi pronti - è complessa non per cattiva volontà o scarsa collaborazione del paziente. «Come si impone a un paziente una dieta a base di frutta e verdura fresche se nel posto in cui vive non c’è acqua corrente né elettricità, se gli manca un frigo e la cucina è sostituita da un angolino della sua baracca in cui stipa le scatolette di latta comprate al supermercato?» ci si chiede quasi con frustrazione nel report.

E DEL RIPOSO Ugualmente impensabile – affermano – è proporre un periodo di riposo a chi presenta i tipici sintomi da iperlavoro: muscoli indolenziti o stirati, tendini infiammati. Ma medici, infermieri e volontari lo sanno. «I pochi che a luglio - in bassa stagione - riescono ad accaparrarsi qualche ora di lavoro, se la tengono ben stretta».

IGIENE QUASI IMPOSSIBILE Tra i braccianti, spiega il report, sono diffuse anche scabbia e pediculosi. Non si tratta – dicono a chiare lettere i sanitari – di infezioni «contratte nei Paesi di origine, ma nel ghetto, dove si propagano grazie a condizioni igienico sanitarie scarse e sovraffollamento». Stesso discorso vale per la tubercolosi. Nel corso delle visite, sono emersi vari casi sospetti, ma la mancanza di un presidio sanitario fisso, dotato di adeguata strumentazione, ha impedito di fare analisi più specifiche.

NESSUN ALLARME Un potenziale pericolo per tutta la popolazione della Piana? Assolutamente no. A spiegarlo è un esperto dei “Riuniti”, che chiarisce subito: «Il contatto con il batterio della tubercolosi non significa che si sviluppi automaticamente la malattia. Nella maggior parte dei soggetti, quello che succede è che il sistema immunitario sviluppa autonomamente gli strumenti per difendersi».

GLI ESAMI IMPOSSIBILI Ci sono esami clinici – come il test di Mantoux o un banale esame del sangue che analizzi l’eventuale positività sierologica al Mantiferon - che svelano l’eventuale contatto con il batterio. «Per una diagnosi di tubercolosi – spiega l’infettivologo – ci vogliono esami più specifici che permettano di far emergere una lesione escavata al polmone, un linfonodo patologico colliquato e lesioni renali, oppure test estremamente specifici». Pura fantascienza a Rosarno, dove da anni i volontari delle associazioni che da tempo lavorano fra la tendopoli e i capannoni trasformati in ghetti chiedono un presidio ambulatoriale fisso.

ROMPERE IL CIRCOLO VIZIOSO «La mancanza delle più basilari condizioni igieniche, la scarsità di servizi e disponibilità economica e di relazioni sociale – concludono dal collettivo - costringono i braccianti a mangiare cibi mal conservati, bere acqua inquinata e vivere in baracche fatte di cartone, plastica e rifiuti. Possiamo sì agire sui sintomi e cercare di guarire uno, due, dieci pazienti, ma una volta tornati alla vita di sempre il problema si ripresenterà presto, creando un circolo vizioso estenuante».

MALATTIE DA EMARGINAZIONE Il nocciolo del problema è un altro. «La situazione sanitaria – mettono nero su bianco i sanitari -  è in diretta relazione con il contesto sociale, economico e politico in cui queste persone si ritrovano. Politiche di emarginazione, sfruttamento, razzismo e criminalità organizzata sono le responsabili dirette della condizione disumana che coinvolge i braccianti della Piana, costretti ad auto organizzarsi in micro-società escluse dalla vita cittadina e quasi fuori dal tempo e dallo spazio, come se si trovassero in quel posto solo per lavorare, o meglio, per essere sfruttati, sotto l’occhio dell’amministrazione locale, che guarda, ignora ed asseconda lo stato delle cose».

NECESSARIE SOLUZIONI STRUTTURALI Una situazione stazionaria, figlia della gestione emergenziale di una realtà strutturale che finisce solo per rimandare il problema. È quello che rischia di succedere se la «soluzione temporanea» della nuova tendopoli dovesse protrarsi a tempo indeterminato. E soprattutto se non dovessero essere individuate soluzioni di accoglienza civile e dignitosa per i tanti braccianti in arrivo per la stagione degli agrumi.

DIRITTI FONDAMENTALI, MA NON PER TUTTI Soluzioni che non possono prescindere da diritti fondamentali come quello alla salute, dunque all’assistenza sanitaria. «Per i braccianti della Piana di Gioia Tauro questo diritto non esiste, assistenza e servizi che dovrebbero essere garantiti divengono inaccessibili» dicono chiaro i medici del collettivo Mamadou. Che su Rosarno – promettono – continueranno a vigilare. «Il nostro intervento – si legge nel report - di fatto ha avuto lo scopo non solo di offrire assistenza sanitaria di base, ma anche e soprattutto la denuncia dello stato attuale di cose, un’azione e visione a lungo termine, che vada oltre la pura assistenza ed una presenza fisica effimera, ma creando intrecci e relazioni anche con i braccianti stessi, sostenendoli nell’essere soggetti attivi nel cambiamento del loro stato, a Rosarno come nelle altre realtà di sfruttamento, emarginazione e discriminazione».

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  • Occhiello Nel report del collettivo Mamadou, che ha svolto attività di presidio medico nel centro di accoglienza della Piana, emergono le patologie più diffuse tra quanti vivono nel ghetto di San Ferdinando: nessun caso di malaria ma tipiche malattie da miseria
Venerdì, 08 Settembre 2017 17:31

Assolta la donna che soffocò la figlia

COSENZA È stata assolta perché totalmente incapace di intendere e volere al momento del fatto Giovanna Leonetti, la biologa di 38 anni che nel febbraio del 2016 soffocò con un cuscino la figlia Marianna di soli sette mesi nella loro abitazione di Cosenza.
La sentenza di proscioglimento è stata emessa dal gup  Giuseppe Greco. La Procura aveva chiesto la condanna a 8 anni di carcere. Venerdì pomeriggio si è svolta la discussione delle perizie di parte e di quella ordinata dal giudice che ha evidenziato come la donna soffrisse di depressione post partum. La consulenza del Tribunale si è basata sulla perizia di tre professori che hanno riscontrato l'incapacità di intendere e di volere al momento della tragedia. Il gup non ha disposto alcuna misura di sicurezza.
La donna, difesa dagli avvocati Marcello Manna e Pierluigi Pugliese, si trova al momento ricoverata in una struttura in Puglia. Giovanna Leonetti era stata sottoposta a fermo nella notte tra il 20 e 21 febbraio dopo che all'ora di pranzo, il marito, rientrando a casa, aveva trovato il corpo della piccola. La tragedia si era consumata in uno stabile del centro storico di Cosenza. La donna, dopo essersi resa conto di quello che aveva fatto, aveva tentato di togliersi la vita ingerendo dei barbiturici.

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  • Occhiello La biologa 38enne Giovanna Leonetti è stata ritenuta dal gup di Cosenza totalmente incapace di intendere e volere al momento del fatto. La bimba aveva appena 7 mesi

CATANZARO È corsa alle vaccinazioni, con qualche affanno ma con disagi ancora limitati a qualche coda, anche in Calabria. A rendere meno complicato il percorso di adempimento delle disposizioni della legge 191, rispetto ad altre realtà del Paese, infatti, c'è l'intesa che la Regione ha stipulato con l'Ufficio scolastico regionale e che prevede la trasmissione, da parte delle scuole, degli elenchi degli alunni alle Aziende sanitarie provinciali le quali, al termine delle verifiche, avranno modo di contattare direttamente le famiglie per risolvere le eventuali situazioni non in regola. In ogni caso sono giorni di superlavoro e anche di caos per i medici ed il personale di molti centri vaccinali delle Asp calabresi. A Catanzaro, secondo quanto previsto, la verifica riguarderà circa 50mila posizioni mentre già si ha notizia di file e mancanza di vaccini in provincia. Non vengono segnalati problemi particolari, invece, a Vibo Valentia dove, anzi, si sottolinea che il lavoro procede con i ritmi normali. È tra i 120 e i 160 vaccini somministrati al giorno, invece, la media di attività del centro vaccinale di Reggio Calabria che, secondo gli operatori, sconta problemi logistici come l'assoluta inadeguatezza dei locali. A pesare sono gli spazi limitati a disposizione pur a fronte di un bacino d'utenza che è di circa 200mila abitanti. Anche i centri vaccinali di Cosenza, in questa settimana, sono stati presi d'assalto registrando un afflusso di utenza raddoppiato, con lunghe code e qualche inevitabile disagio, rispetto situazione della settimana precedente.

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  • Occhiello Giorni di lavoro intenso per i medici e gli operatori dei centri vaccinali delle Asp. Ma l’intesa tra Regione e Ufficio scolastico rende meno complicato il percorso di adempimento delle disposizioni della legge 191

La Regione ha pubblicato il bando che assegna circa 18,6 milioni di euro a piccole e medie imprese (Pmi) ed a lavoratori autonomi con unità operativa in Calabria per la realizzazione di interventi finalizzati al potenziamento dell’accoglienza, della ricettività, dell’accessibilità e la creazione di nuovi prodotti e servizi turistici. L’avviso pubblico – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – prevede il finanziamento di progetti per il miglioramento e la qualificazione dei servizi turistici e dell’offerta ricettiva delle imprese operanti nelle destinazioni turistiche regionali, attraverso la realizzazione degli interventi materiali ed immateriali, in coerenza con quanto previsto dalla S3 per lo specifico ambito, quali: consolidamento e innovazione di prodotti/servizi turistici esistenti; realizzazione e promozione di nuovi prodotti/servizi turistici innovativi; riqualificazione, efficientamento energetico e innovazione tecnologica delle strutture turistiche. «Dopo un’adeguata fase di pre informazione, voluta per consentire a tutti gli operatori del settore di mettere in atto le misure necessarie per partecipare all’avviso, mettiamo a bando – ha detto il presidente della Regione Mario Oliverio – importanti risorse nell’ambito del Por Calabria per innovare e rendere maggiormente attrattivo il territorio calabrese. La Calabria ha fatto registrare numeri assolutamente positivi in termini di presenze turistiche durante la stagione estiva, segno che il comparto ha ottime potenzialità e può rivelarsi trainante e capace di generare sviluppo per l’intero sistema economico regionale. Dobbiamo, dunque, investire sulla qualità dei servizi e dell’offerta ricettiva perché possiamo essere protagonisti competitivi, anche nel panorama internazionale, capaci di coniugare alle bellezze naturali, culturali, ed enogastronomiche della nostra terra elementi di innovazione al passo con la domanda di un mercato sempre più esigente».
Tenendo conto dell’attività economica dei soggetti proponenti la dotazione finanziaria complessiva prevista dal bando è ripartita in due ambiti prioritari: circa 10,6 milioni di euro sono destinati all’ “Ambito prioritario 1” relativo al potenziamento e qualificazione dei servizi di ricettività e termali, mentre i restanti 8 milioni di euro sono rivolti all’ “Ambito prioritario 2” per il rafforzamento e qualificazione degli altri servizi turistici. Qualora la graduatoria dei progetti ammessi a contributo, redatta per un ambito, non dovesse assorbire tutta la dotazione assegnata le risorse saranno eventualmente assegnate all’altro ambito. Il progetto proposto dovrà presentare spese ammissibili per un valore minimo complessivo 100 mila euro (40 mila nel caso di agevolazione concessa ai sensi del Regolamento Ue n. 1407/2013 “de minimis”) relative all’acquisto di: progetti ingegneristici, studi di fattibilità, fidejussioni, macchinari e impianti, opere murarie, software e licenze, servizi di marketing e innovazione. Gli aiuti sono riconosciuti nella forma di contributo in conto capitale, concessi a copertura delle spese ammissibili sostenute per la realizzazione delle spese per investimenti. L’avviso, con la relativa modulistica per la presentazione della domanda di agevolazione, disponibile sul sito della Regione Calabria, http://www.regione.calabria.it/calabriaeuropa. Le domande di agevolazione dovranno essere compilate on line, previa registrazione, sottoscritte digitalmente e inviate mediante procedura telematica a partire dalle ore 12,00 del 5 ottobre 2017 ed entro le ore 12,00 del 31 ottobre 2017. La procedura di selezione è a “graduatoria”. La verifica di ammissibilità e la valutazione delle domande di agevolazione verranno effettuate da una Commissione di Valutazione appositamente nominata dall’amministrazione regionale.

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  • Occhiello I finanziamenti sono destinati a piccole e medie imprese e a lavoratori autonomi. L’obiettivo è la realizzazione di interventi finalizzati al potenziamento dell’accoglienza, della ricettività e dell’accessibilità. Termini aperti dal 5 al 31 ottobre
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